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Finali femminili della quarta giornata dei Nationals 2007.

I 200 sl vedono ancora al via Hoff e Ziegler, ma stavolta la bilancia dei pronostici pende davvero troppo dalla parte della Hoff per pensare ad una terza vittoria della Ziegler, dopo i 400 sl e gli 800 sl vinti con un grande ultimo 50 m.

La Hoff dimostra, come nelle gare precedenti, la sua grande consistenza nuotando un 1.57.57 (57.76 a metà gara) distante meno di mezzo secondo dall'1.57.09 realizzato nell'epica finale di Melbourne (quella del duello su tempi mai nemmeno immaginati prima tra la Manaudou e la Lurz).
Molto bene anche la seconda, Dana Vollmer, anche lei presente nella finale di Melbourne e che con 1.58.53 avvicina il suo PB di 1.58.26.
Terza è l'indomita Ziegler in 1.58.53, quarta l'immancabile Descenza in 1.59.79, quinta la Nymeyer in 1.59.84.
Sono arrivato fino a qui per parlare della sesta e della settima, due 17enni allora divise da un solo centesimo ma che in futuro avranno una carriera molto diversa.
Sesta arrivò Allison Schmitt in 2.00.57, settima Jessica Rodriquez in 2.00.58. Davvero impossibile prevedere, dopo quella finale dei Nats 2007, che la prima avrebbe avuto una grande carriera internazionale (peraltro non ancora conclusa) e, soprattutto, avrebbe dominato i 200 sl dell'Olimpiade 2012 realizzando quello che - ancora nel 2020 - è il secondo miglior crono assoluto dopo il WR con costume gommato della Pellegrini di Roma 2009, mentre la seconda non avrebbe mai partecipato ad eventi internazionali di rilievo.

La finale dei 100 rana, invece, conferma, dopo i 200 rana, l'ascesa di un'atleta che sarà protagonista anche nei grandi eventi nelle stagioni seguenti. Ovviamente parlo di Rebecca Soni, solo quarta al passaggio ai 50 m (in 32.01) ma poi capace di un 35.05 nei secondi 50 m che, in quegli anni, era nelle corde della sola Leisel Jones.
La Soni, quindi, in 1.07.06 (1.07.81 il suo precedente PB) supera una concorrenza assai qualificata: seconda è la Jendrick in 1.07.19 (31.66 ai 50 m), terza la vice-campionessa mondiale Kirk in 1.07.35 (passata al comando ai 50 m in 31.51, e ricordo il suo 1.06.34 che le diede l'argento a Melbourne). Solo sesta la Hardy in un deludente 1.08.74, dopo avere virato in seconda posizione a metà gara in 31.62.

Termino con i 100 dorso, orfani della campionessa e primatista mondiale Natalie Coughlin (59.44 a Melbourne) e che vedono la vittoria davvero a sorpresa della 21enne Hayley McGregory in 1.00.93. La McGregory si era presentata a questi Nats con un 1.03.43, quindi il suo progresso tra batteria e, soprattutto, finale fu sensazionale.
Seconda giunse la primatista mondiale dei 50 dorso Leila Vaziri in 1.01.03, terza la 17enne Connolly in 1.01.38, quarta, come nei precedenti 200 sl, la Descenza in 1.01.40.

Finali femminili della quarta giornata dei Nationals 2007. I 200 sl vedono ancora al via Hoff e Ziegler, ma stavolta la bilancia dei pronostici pende davvero troppo dalla parte della Hoff per pensare ad una terza vittoria della Ziegler, dopo i 400 sl e gli 800 sl vinti con un grande ultimo 50 m. La Hoff dimostra, come nelle gare precedenti, la sua grande consistenza nuotando un 1.57.57 (57.76 a metà gara) distante meno di mezzo secondo dall'1.57.09 realizzato nell'epica finale di Melbourne (quella del duello su tempi mai nemmeno immaginati prima tra la Manaudou e la Lurz). Molto bene anche la seconda, Dana Vollmer, anche lei presente nella finale di Melbourne e che con 1.58.53 avvicina il suo PB di 1.58.26. Terza è l'indomita Ziegler in 1.58.53, quarta l'immancabile Descenza in 1.59.79, quinta la Nymeyer in 1.59.84. Sono arrivato fino a qui per parlare della sesta e della settima, due 17enni allora divise da un solo centesimo ma che in futuro avranno una carriera molto diversa. Sesta arrivò Allison Schmitt in 2.00.57, settima Jessica Rodriquez in 2.00.58. Davvero impossibile prevedere, dopo quella finale dei Nats 2007, che la prima avrebbe avuto una grande carriera internazionale (peraltro non ancora conclusa) e, soprattutto, avrebbe dominato i 200 sl dell'Olimpiade 2012 realizzando quello che - ancora nel 2020 - è il secondo miglior crono assoluto dopo il WR con costume gommato della Pellegrini di Roma 2009, mentre la seconda non avrebbe mai partecipato ad eventi internazionali di rilievo. La finale dei 100 rana, invece, conferma, dopo i 200 rana, l'ascesa di un'atleta che sarà protagonista anche nei grandi eventi nelle stagioni seguenti. Ovviamente parlo di Rebecca Soni, solo quarta al passaggio ai 50 m (in 32.01) ma poi capace di un 35.05 nei secondi 50 m che, in quegli anni, era nelle corde della sola Leisel Jones. La Soni, quindi, in 1.07.06 (1.07.81 il suo precedente PB) supera una concorrenza assai qualificata: seconda è la Jendrick in 1.07.19 (31.66 ai 50 m), terza la vice-campionessa mondiale Kirk in 1.07.35 (passata al comando ai 50 m in 31.51, e ricordo il suo 1.06.34 che le diede l'argento a Melbourne). Solo sesta la Hardy in un deludente 1.08.74, dopo avere virato in seconda posizione a metà gara in 31.62. Termino con i 100 dorso, orfani della campionessa e primatista mondiale Natalie Coughlin (59.44 a Melbourne) e che vedono la vittoria davvero a sorpresa della 21enne Hayley McGregory in 1.00.93. La McGregory si era presentata a questi Nats con un 1.03.43, quindi il suo progresso tra batteria e, soprattutto, finale fu sensazionale. Seconda giunse la primatista mondiale dei 50 dorso Leila Vaziri in 1.01.03, terza la 17enne Connolly in 1.01.38, quarta, come nei precedenti 200 sl, la Descenza in 1.01.40.
modificato Sep 20 '20 a 3:15 pm
 
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Ed eccomi a parlare delle finali maschili della quarta giornata di quei Nats 2007.

Si parte con i 200 sl, cioè la prima finale di giornata di Phelps, che sarà poi impegnato anche nei 100 dorso.
Da ricordare la "scommessa" fatta da Phelps con Bowman, che gli avrebbe concesso di non gareggiare l'indomani, nell'ultimo giorno di gara di questi Nationals, se fosse sceso sotto l'1.45.
Questo serve anche per ricordare il clima di quei Campionati nazionali, visti davvero dai big, e da Phelps in particolare, come l'appuntamento di chiusura di una stagione che aveva già vissuto la parte nettamente più importante in primavera, con i Mondiali di Melbourne.
La concentrazione, insomma, era già rivolta alla stagione olimpica successiva, da cominciare a breve, dopo qualche settimana di riposo.

Phelps, in questa gara che conosce nettamente meglio rispetto ai 400 sl, parte con un buon passo, virando primo ai 100 m in 51.01 davanti a Vanderkaay (51.67).
Ai 150 m Peter Vanderkaay lo avvicina: 1.18.20 per Phelps, 1.18.56 per VDK, ma nell'ultima vasca Phelps, con un parziale di 26.78, riallunga ottenendo, oltre alla vittoria in 1.44.98, anche quel sub-1.45 cercato.
Gran PB in 1.45.45 per Peter Vanderkaay, che conferma i progressi mostrati nell'ultima frazione di 4x200 sl mondiale, mentre terzo in 1.47.40 è un altro protagonista di quella 4x200 sl di Melbourne, cioè l'australiano Monk.

Nella finale dei 100 rana il campione e primatista mondiale Brendan Hansen nuota un tempo di rilievo: 59.59, a 46 centesimi dal suo WR e 21 centesimi meglio del 59.80 che gli aveva permesso di superare Kitajima nella finale di Melbourne.
Lì, oltre alla tensione di un duello ormai storico, aveva inciso anche una prima vasca un po' forzata: 27.67 per Hansen in quell'occasione contro il 27.99 di questa gara dei Nationals, in cui poi Hansen è ritornato in 31.60 contro il 32.13 di Melbourne.
Molto bene anche Mark Gangloff, secondo in 1.00.43 (e primo ai 50m in 27.90) che migliora il suo PB di due decimi esatti, mentre terzo è il duecentista-mistista Eric Shanteau in 1.01.50 (29.24 il suo passaggio ai 50m, decisamente da non-specialista dei 100 rana).
Da ricordare come Ryan Lochte abbia vinto la finale-B realizzando il suo PB: 1.02.39.

L'ultima finale maschile di giornata erano i 100 dorso, secondo impegno per Phelps.
Erano assenti diversi grandi specialisti Usa: Peirsol e Bal impegnati, come visto, all'Open de Paris, e lo stesso Lochte che aveva scelto altre gare a questi Nats.
Phelps aveva il miglior tempo di accredito in 54.15, ottenuto in uno dei suoi rari impegni sulla distanza, e al più si pensava che ottenesse un tempo simile, anche considerando i 200 sl disputati in precedenza.
E invece, quei 100 dorso premiarono oltre le attese chi li seguì, magari in streaming come il sottoscritto nella notte italiana smile.
La prima vasca vide la fuga di Ben Hesen, primo ai 50 m in 25.78. Phelps virò in seconda posizione in 26.12, davanti a Cromwell (26.29) e Russell (26.59).
Ma fu la seconda vasca a rivelarsi una delle più impressionanti che io abbia mai visto: dopo la virata Phelps inserì una progressione micidiale, direi perfino più convincente di quella a cui eravamo soliti assistere nei 100 delfino, dove la grande differenza rispetto agli avversari avveniva negli ultimi 20 metri.
In quei 100 dorso Phelps fu davvero estremamente efficace dall'inizio alla fine della seconda vasca, e il cronometro confermò in pieno l'impressione visiva: 26.89 nei secondi 50 m e un 53.01 finale che distava tre miseri centesimi dal WR di Peirsol.
Ricordo anche i parziali del WR di Peirsol: 25.80-27.18 e concludo con una considerazione della quale sono piuttosto convinto.
Già nei 200 dorso Phelps era stato autore di una prestazione eccezionale, soprattutto considerando una condizione e una concentrazione sull'evento agonistico che, per i motivi detti, era abbastanza distante da quella dei Mondiali di Melbourne.
In questi 100 dorso fu ancora più impressionante: nuotare 53.01, a 3 centesimi dal WR, in quelle condizioni, dopo un 200 sl tirato e senza alcun allenamento specifico e abitudine alla distanza, è qualcosa che non ho mai visto nei quasi 20 anni in cui seguo il nuoto.
Pochi dubbi da parte mia che Phelps, con una condizione migliore e qualche 100 dorso in più, anche solo per conoscere meglio i vari segmenti di gara, valesse almeno 52.6. E 52.6 nel 2007 era davvero un gran crono.
Da ricordare anche i PB degli altri nuotatori che gareggiarono in quel 100 dorso per me memorabile: secondo fu Cromwell in 53.82, terzo Hesen in 54.40, quarto Russell in 54.70.

Ed eccomi a parlare delle finali maschili della quarta giornata di quei Nats 2007. Si parte con i 200 sl, cioè la prima finale di giornata di Phelps, che sarà poi impegnato anche nei 100 dorso. Da ricordare la "scommessa" fatta da Phelps con Bowman, che gli avrebbe concesso di non gareggiare l'indomani, nell'ultimo giorno di gara di questi Nationals, se fosse sceso sotto l'1.45. Questo serve anche per ricordare il clima di quei Campionati nazionali, visti davvero dai big, e da Phelps in particolare, come l'appuntamento di chiusura di una stagione che aveva già vissuto la parte nettamente più importante in primavera, con i Mondiali di Melbourne. La concentrazione, insomma, era già rivolta alla stagione olimpica successiva, da cominciare a breve, dopo qualche settimana di riposo. Phelps, in questa gara che conosce nettamente meglio rispetto ai 400 sl, parte con un buon passo, virando primo ai 100 m in 51.01 davanti a Vanderkaay (51.67). Ai 150 m Peter Vanderkaay lo avvicina: 1.18.20 per Phelps, 1.18.56 per VDK, ma nell'ultima vasca Phelps, con un parziale di 26.78, riallunga ottenendo, oltre alla vittoria in 1.44.98, anche quel sub-1.45 cercato. Gran PB in 1.45.45 per Peter Vanderkaay, che conferma i progressi mostrati nell'ultima frazione di 4x200 sl mondiale, mentre terzo in 1.47.40 è un altro protagonista di quella 4x200 sl di Melbourne, cioè l'australiano Monk. Nella finale dei 100 rana il campione e primatista mondiale Brendan Hansen nuota un tempo di rilievo: 59.59, a 46 centesimi dal suo WR e 21 centesimi meglio del 59.80 che gli aveva permesso di superare Kitajima nella finale di Melbourne. Lì, oltre alla tensione di un duello ormai storico, aveva inciso anche una prima vasca un po' forzata: 27.67 per Hansen in quell'occasione contro il 27.99 di questa gara dei Nationals, in cui poi Hansen è ritornato in 31.60 contro il 32.13 di Melbourne. Molto bene anche Mark Gangloff, secondo in 1.00.43 (e primo ai 50m in 27.90) che migliora il suo PB di due decimi esatti, mentre terzo è il duecentista-mistista Eric Shanteau in 1.01.50 (29.24 il suo passaggio ai 50m, decisamente da non-specialista dei 100 rana). Da ricordare come Ryan Lochte abbia vinto la finale-B realizzando il suo PB: 1.02.39. L'ultima finale maschile di giornata erano i 100 dorso, secondo impegno per Phelps. Erano assenti diversi grandi specialisti Usa: Peirsol e Bal impegnati, come visto, all'Open de Paris, e lo stesso Lochte che aveva scelto altre gare a questi Nats. Phelps aveva il miglior tempo di accredito in 54.15, ottenuto in uno dei suoi rari impegni sulla distanza, e al più si pensava che ottenesse un tempo simile, anche considerando i 200 sl disputati in precedenza. E invece, quei 100 dorso premiarono oltre le attese chi li seguì, magari in streaming come il sottoscritto nella notte italiana :). La prima vasca vide la fuga di Ben Hesen, primo ai 50 m in 25.78. Phelps virò in seconda posizione in 26.12, davanti a Cromwell (26.29) e Russell (26.59). Ma fu la seconda vasca a rivelarsi una delle più impressionanti che io abbia mai visto: dopo la virata Phelps inserì una progressione micidiale, direi perfino più convincente di quella a cui eravamo soliti assistere nei 100 delfino, dove la grande differenza rispetto agli avversari avveniva negli ultimi 20 metri. In quei 100 dorso Phelps fu davvero estremamente efficace dall'inizio alla fine della seconda vasca, e il cronometro confermò in pieno l'impressione visiva: 26.89 nei secondi 50 m e un 53.01 finale che distava tre miseri centesimi dal WR di Peirsol. Ricordo anche i parziali del WR di Peirsol: 25.80-27.18 e concludo con una considerazione della quale sono piuttosto convinto. Già nei 200 dorso Phelps era stato autore di una prestazione eccezionale, soprattutto considerando una condizione e una concentrazione sull'evento agonistico che, per i motivi detti, era abbastanza distante da quella dei Mondiali di Melbourne. In questi 100 dorso fu ancora più impressionante: nuotare 53.01, a 3 centesimi dal WR, in quelle condizioni, dopo un 200 sl tirato e senza alcun allenamento specifico e abitudine alla distanza, è qualcosa che non ho mai visto nei quasi 20 anni in cui seguo il nuoto. Pochi dubbi da parte mia che Phelps, con una condizione migliore e qualche 100 dorso in più, anche solo per conoscere meglio i vari segmenti di gara, valesse almeno 52.6. E 52.6 nel 2007 era davvero un gran crono. Da ricordare anche i PB degli altri nuotatori che gareggiarono in quel 100 dorso per me memorabile: secondo fu Cromwell in 53.82, terzo Hesen in 54.40, quarto Russell in 54.70.
modificato Sep 22 '20 a 10:29 pm
 
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Quinta ed ultima giornata di finali di quei Nationals 2007 ad Indianapolis.

Avevo detto che Phelps, nuotando quel sub-1.45 nei 200 sl, si era guadagnato la possibilità di non gareggiare in questa ultima giornata, e quindi di anticipare di un giorno le ferie, e difatti non si schierò al via dei 200 misti.
Però quel clamoroso 53.01 dei 100 dorso, con il WR davvero a portata di mano, lo indusse a partecipare all'ultima gara di questa sessione di finali, cioè la 4x100 mista, con la formazione del Club Wolwerine (con cui si allenava in Michigan).

Seguendo l'ordine delle finali, si partì con i 200 misti femminili, dove la campionessa mondiale Katie Hoff dimostra ancora una volta la sua costanza ad alto livello vincendo con un 2.10.62 che dista meno di mezzo secondo dal 2.10.13 con cui aveva vinto il titolo mondiale a Melbourne.
Seconda è la 16enne Caitlin Leverenz in 2.12.32, terza la 20enne Julia Smit in 2.12.99.

I 200 misti maschili vedono Lochte presente. Buono anche il suo crono di 1.56.95 con cui domina la finale (ricordo che a Melbourne aveva nuotato in 1.56.19, per conquistare l'argento ) davanti a Shanteau (1.59.56).

Si passa alla velocità pura e la 40enne Dara Torres fa ancora meglio che nei precedenti 100 sl, arrivando addirittura al record nazionale in 24.53: migliorato di un decimo esatto il 24.63 delle Olimpiadi di Sydney 2000. E 24.53 è esattamente il crono che è valso l'oro a Libby Lenton ai Mondiali di Melbourne.
Molto ampio il divario tra la Torres e le altre (seconda Lara Jackson in 25.27, terza Lacey Nymeyer in 25.28 ).

Con parecchi spunti, oltre che decisamente più combattuta, anche la finale maschile, che vede una sorta di rivincita tra Wildman-Tobriner, campione mondiale a sorpresa a Melbourne, e Cullen Jones.
La rivincita, in effetti, si conclude con una ri-vincita smile di Wildman-Tobriner, che prevale con un notevolissimo 21.80 rispetto al 21.82 di Cullen Jones. Tempi davvero significativi che avvicinano il record nazionale di 21.76 nuotato da Gary Hall jr sempre qui a Indy, ai trials olimpici del 2000.
Da notare come entrambi si siano migliorati rispetto alla finale di Melbourne, dove Wildman-Tobriner aveva vinto il titolo mondiale in 21.88 e Cullen Jones aveva conquistato l'argento in 21.94.

I 1500 sl femminili non vedono al via la campionessa mondiale Ziegler (apparsa in ottima condizione nelle altre gare affrontate a questi Nats) e vengono vinti dalla Brunemann in 16.23.77. Seconda è la 15enne Ashley Evans che migliora il suo PB di oltre 16 secondi portandolo a 16.31.74.

Negli 800 sl ottima prova di Erik Vendt che prevale in un 7.49.75 che costituisce il miglior crono mai nuotato fino ad allora sul suolo Usa. Da notare come il crono di Vendt sia lievemente migliore rispetto al 7.49.98 con cui Federico Colbertaldo era arrivato quarto nella finale degli 800 sl dei Mondiali; quarto posto poi trasformatosi in terzo per la squalifica di Mellouli. Secondo è Vanderkaay in 7.53.93.

Ultimo atto di questi Nats raccontati 13 anni dopo è la staffetta mista maschile (vi ho risparmiato quella femminile oltre alle precedenti staffette di club smile ).
Siamo a fine sessione e a fine stagione, e l'atmosfera, oggettivamente, più che da WR è da campanella dell'ultimo giorno di scuola.., ma Michelone ci prova lo stesso (d'altra parte si è schierato al via per quello) e tira nella prima vasca molto di più della sera precedente: stavolta passa ai 50 m in 25.78 rispetto al 26.12 della finale dei 100 dorso.
La virata, però, gli riesce meno bene rispetto al giorno prima, in cui l'arrivo sul muro era stato ben più pieno e l'uscita anche ad occhio più veloce; inoltre, verso la fine della prova gli mancano quelle energie, soprattutto nervose, che servono quando si gareggia a livelli da WR.
Resta il fatto che il crono finale è un 53.17 ancora una volta eccezionale e che - a mio parere - conferma in pieno le impressioni che ho scritto nel post precedente (cioè che un Phelps al top della condizione e con un allenamento più mirato sui 100 dorso valesse un 52.60).
In quella prima frazione gareggiò anche Ben Hesen, autore di un 54.40 la sera prima e stavolta fermatosi a 55.82.

Con questo concludo il (lunghissimo) 2007 che ho ripercorso, anno phelpsiano per eccellenza considerando:

1) i 5 ori individuali ai Mondiali nei 200 sl, 200 e 400 misti, 100 e 200 delfino (con 4 WR davvero impressionanti).
2) che in quegli stessi Mondiali Phelps realizzò il miglior crono anche nei 100 sl, nuotando solo nella prima frazione della 4x100 sl.
3) che a questi Nationals di fine stagione, in condizioni di forma sicuramente peggiori rispetto ai Mondiali e inserendo anche gare-divertimento (tipo i 200 rana del primo giorno), Phelps è stato capace dei due gioielli descritti nei 100 e 200 dorso, con tempi assai vicini ai WR di Peirsol e Lochte.

Insomma: 5 ori mondiali vinti in gare individuali, con la possibilità - se il programma lo avesse consentito - di arrivare ad 8 (e tralascio il discorso dei 400 sl perché in quel caso ci sono meno indizi a favore, anche se 1.43.8 nei 200 sl e 4.06.2 nei 400 misti è matematico che portino ad un tempo almeno sul 3.44).
Dubito di vivere abbastanza per vedere una simile dimostrazione di superiorità da parte di un altro nuotatore/nuotatrice smile

Quinta ed ultima giornata di finali di quei Nationals 2007 ad Indianapolis. Avevo detto che Phelps, nuotando quel sub-1.45 nei 200 sl, si era guadagnato la possibilità di non gareggiare in questa ultima giornata, e quindi di anticipare di un giorno le ferie, e difatti non si schierò al via dei 200 misti. Però quel clamoroso 53.01 dei 100 dorso, con il WR davvero a portata di mano, lo indusse a partecipare all'ultima gara di questa sessione di finali, cioè la 4x100 mista, con la formazione del Club Wolwerine (con cui si allenava in Michigan). Seguendo l'ordine delle finali, si partì con i 200 misti femminili, dove la campionessa mondiale Katie Hoff dimostra ancora una volta la sua costanza ad alto livello vincendo con un 2.10.62 che dista meno di mezzo secondo dal 2.10.13 con cui aveva vinto il titolo mondiale a Melbourne. Seconda è la 16enne Caitlin Leverenz in 2.12.32, terza la 20enne Julia Smit in 2.12.99. I 200 misti maschili vedono Lochte presente. Buono anche il suo crono di 1.56.95 con cui domina la finale (ricordo che a Melbourne aveva nuotato in 1.56.19, per conquistare l'argento ) davanti a Shanteau (1.59.56). Si passa alla velocità pura e la 40enne Dara Torres fa ancora meglio che nei precedenti 100 sl, arrivando addirittura al record nazionale in 24.53: migliorato di un decimo esatto il 24.63 delle Olimpiadi di Sydney 2000. E 24.53 è esattamente il crono che è valso l'oro a Libby Lenton ai Mondiali di Melbourne. Molto ampio il divario tra la Torres e le altre (seconda Lara Jackson in 25.27, terza Lacey Nymeyer in 25.28 ). Con parecchi spunti, oltre che decisamente più combattuta, anche la finale maschile, che vede una sorta di rivincita tra Wildman-Tobriner, campione mondiale a sorpresa a Melbourne, e Cullen Jones. La rivincita, in effetti, si conclude con una ri-vincita :) di Wildman-Tobriner, che prevale con un notevolissimo 21.80 rispetto al 21.82 di Cullen Jones. Tempi davvero significativi che avvicinano il record nazionale di 21.76 nuotato da Gary Hall jr sempre qui a Indy, ai trials olimpici del 2000. Da notare come entrambi si siano migliorati rispetto alla finale di Melbourne, dove Wildman-Tobriner aveva vinto il titolo mondiale in 21.88 e Cullen Jones aveva conquistato l'argento in 21.94. I 1500 sl femminili non vedono al via la campionessa mondiale Ziegler (apparsa in ottima condizione nelle altre gare affrontate a questi Nats) e vengono vinti dalla Brunemann in 16.23.77. Seconda è la 15enne Ashley Evans che migliora il suo PB di oltre 16 secondi portandolo a 16.31.74. Negli 800 sl ottima prova di Erik Vendt che prevale in un 7.49.75 che costituisce il miglior crono mai nuotato fino ad allora sul suolo Usa. Da notare come il crono di Vendt sia lievemente migliore rispetto al 7.49.98 con cui Federico Colbertaldo era arrivato quarto nella finale degli 800 sl dei Mondiali; quarto posto poi trasformatosi in terzo per la squalifica di Mellouli. Secondo è Vanderkaay in 7.53.93. Ultimo atto di questi Nats raccontati 13 anni dopo è la staffetta mista maschile (vi ho risparmiato quella femminile oltre alle precedenti staffette di club 8) ). Siamo a fine sessione e a fine stagione, e l'atmosfera, oggettivamente, più che da WR è da campanella dell'ultimo giorno di scuola.., ma Michelone ci prova lo stesso (d'altra parte si è schierato al via per quello) e tira nella prima vasca molto di più della sera precedente: stavolta passa ai 50 m in 25.78 rispetto al 26.12 della finale dei 100 dorso. La virata, però, gli riesce meno bene rispetto al giorno prima, in cui l'arrivo sul muro era stato ben più pieno e l'uscita anche ad occhio più veloce; inoltre, verso la fine della prova gli mancano quelle energie, soprattutto nervose, che servono quando si gareggia a livelli da WR. Resta il fatto che il crono finale è un 53.17 ancora una volta eccezionale e che - a mio parere - conferma in pieno le impressioni che ho scritto nel post precedente (cioè che un Phelps al top della condizione e con un allenamento più mirato sui 100 dorso valesse un 52.60). In quella prima frazione gareggiò anche Ben Hesen, autore di un 54.40 la sera prima e stavolta fermatosi a 55.82. Con questo concludo il (lunghissimo) 2007 che ho ripercorso, anno phelpsiano per eccellenza considerando: 1) i 5 ori individuali ai Mondiali nei 200 sl, 200 e 400 misti, 100 e 200 delfino (con 4 WR davvero impressionanti). 2) che in quegli stessi Mondiali Phelps realizzò il miglior crono anche nei 100 sl, nuotando solo nella prima frazione della 4x100 sl. 3) che a questi Nationals di fine stagione, in condizioni di forma sicuramente peggiori rispetto ai Mondiali e inserendo anche gare-divertimento (tipo i 200 rana del primo giorno), Phelps è stato capace dei due gioielli descritti nei 100 e 200 dorso, con tempi assai vicini ai WR di Peirsol e Lochte. Insomma: 5 ori mondiali vinti in gare individuali, con la possibilità - se il programma lo avesse consentito - di arrivare ad 8 (e tralascio il discorso dei 400 sl perché in quel caso ci sono meno indizi a favore, anche se 1.43.8 nei 200 sl e 4.06.2 nei 400 misti è matematico che portino ad un tempo almeno sul 3.44). Dubito di vivere abbastanza per vedere una simile dimostrazione di superiorità da parte di un altro nuotatore/nuotatrice :)
 
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Nuotofan, devi partecipare al concorso giornalistico su nuoto.com... sei "sprecato" qui, ti meriti molti piu' lettori, hai un'enorme passione per questo sport smile in bocca al lupo

Nuotofan, devi partecipare al concorso giornalistico su nuoto.com... sei "sprecato" qui, ti meriti molti piu' lettori, hai un'enorme passione per questo sport :) in bocca al lupo
 
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Nuotofan, devi partecipare al concorso giornalistico su nuoto.com... sei "sprecato" qui, ti meriti molti piu' lettori, hai un'enorme passione per questo sport smile in bocca al lupo

Non volevo risponderti perché non mi piace parlare di me, ma ti devo ringraziare per la tua stima, caro Play.

In effetti il nuoto continua ad entusiasmarmi e, per quanto riguarda il concorso di nuoto.com, il mio problema è limitarmi alle 2000 battute (compresi gli spazi vuoti), come ormai sa bene chiunque abbia letto le mie migliaia di post su questo forum smile (a cui comunque sono e sarò sempre grato, perché è un grande spazio di libertà che ci viene concesso per parlare di sport con persone civili e competenti).

>Nuotofan, devi partecipare al concorso giornalistico su nuoto.com... sei "sprecato" qui, ti meriti molti piu' lettori, hai un'enorme passione per questo sport :) in bocca al lupo Non volevo risponderti perché non mi piace parlare di me, ma ti devo ringraziare per la tua stima, caro Play. In effetti il nuoto continua ad entusiasmarmi e, per quanto riguarda il concorso di nuoto.com, il mio problema è limitarmi alle 2000 battute (compresi gli spazi vuoti), come ormai sa bene chiunque abbia letto le mie migliaia di post su questo forum :) (a cui comunque sono e sarò sempre grato, perché è un grande spazio di libertà che ci viene concesso per parlare di sport con persone civili e competenti).
 
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Nuotofan, devi partecipare al concorso giornalistico su nuoto.com... sei "sprecato" qui, ti meriti molti piu' lettori, hai un'enorme passione per questo sport smile in bocca al lupo

Non volevo risponderti perché non mi piace parlare di me, ma ti devo ringraziare per la tua stima, caro Play.

Se il tuo lavoro te le permette, buttati smile niente da perdere. Ti diro' che mi stupisce che non ti contattino direttamente per qualche offerta/proposta... (non parlo solo di nuoto.com)

>>Nuotofan, devi partecipare al concorso giornalistico su nuoto.com... sei "sprecato" qui, ti meriti molti piu' lettori, hai un'enorme passione per questo sport :) in bocca al lupo >Non volevo risponderti perché non mi piace parlare di me, ma ti devo ringraziare per la tua stima, caro Play. Se il tuo lavoro te le permette, buttati :) niente da perdere. Ti diro' che mi stupisce che non ti contattino direttamente per qualche offerta/proposta... (non parlo solo di nuoto.com)
 
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Ho letto su nuoto.com questo articolo https://www.nuoto.com/2021/01/09/ivo-ferretti-200-stile-libero-maschili-1991-vs-2021/, in cui viene riportato il parere di Ivo Ferretti sull'evoluzione dei 200 stile libero.

Giudizi sempre interessanti da leggere, visto che provengono da un tecnico delle analisi bio-meccaniche che segue il nuoto da parecchio, su cui esprimo solo qualche lieve dissenso per i punti sotto indicati:

1) Anche sul forum abbiamo scritto tante volte dell'estremo interesse (con le annesse difficoltà per interpretarla al meglio) della distanza dei 200 stile libero, punto d'incontro tra velocità e mezzofondo.
Ferretti ne ricorda l'evoluzione, in questo senso, a partire dalla distinzione che si faceva tra velocisti resistenti e mezzofondisti veloci; con questi ultimi, che lavoravano soprattutto sulla VO2 MAX, avere spesso il sopravvento nei 200 stile libero fino agli anni recenti.
Da qualche tempo, invece, secondo Ferretti si predilige il lavoro sulla tolleranza lattacida, e quindi i velocisti resistenti sono diventati i più adatti a prevalere nei 200 stile.

Sono abbastanza d'accordo sull'analisi generale, ma penso che sia difficile individuare una tendenza netta, sia per il passato più lontano che per questi ultimi anni.
A Sydney 2000 Van den Hoogenband, chiaro esempio di velocista resistente, prevalse su Thorpe, forse il più grande esempio in assoluto di mezzofondista veloce, cioè di specialista anche (forse soprattutto) dei 400 stile, oltre che dei 200 stile libero.
E anche Michael Gross, il massimo esponente dei 200 stile degli anni '80 del secolo scorso, non era certo catalogabile come mezzofondista veloce, essendo un tipico delfinista-stileliberista.
Analogamente per il nostro Giorgio Lamberti, che in vasca lunga preferiva accorciare verso i 100 stile che allungare verso i 400 stile libero.
Insomma, direi che il talento (oltre alla condizione nel momento-clou) abbia sempre fatto la differenza.
Per quanto riguarda gli anni più recenti, all'ultima Olimpiade di Rio 2016 gli 8 finalisti dei 200 stile libero furono Sun, LeClos, Dwyer, Guy, Haas, Biedermann, Hagino, Krasnykh. Di questi almeno 6 (Sun, Dwyer, Guy, Biedermann, Hagino, Krasnykh) rientrano nella categoria dei 200-400isti, quindi dei mezzofondisti veloci; Haas ha origini da 400ista, anche se poi si è spostato su distanze inferiori, e quindi il solo LeClos può essere considerato un velocista resistente.
Agli ultimi Mondiali 2019 i primi due, Rapsys (poi squalificato per movimento sui blocchi) e Sun, sono stati protagonisti anche della finale dei 400 stile, e quindi sono certamente anch'essi più mezzofondisti veloci che velocisti resistenti.
Insomma, penso che sia sempre il talento del singolo nuotatore a prevalere su catalogazioni generali.

2) Ferretti dice che l'avvento dei costumoni, nel 2008-2009, ha fatto la differenza nell'interpretazione dei 200 stile libero, rendendo d'obbligo lunghe sub, dopo ogni virata, che diminuivano sensibilmente i metri nuotati.

Sì e no, imo, nel senso che l'avvento del quinto stile (la sub), ad opera di Phelps, avvenne in quella storica finale dei Mondiali di Melbourne 2007 (su cui ho già scritto tanto), quindi ben prima dei costumoni (nell'articolo riportato, non ho capito il riferimento al "Phelps di Londra". Penso che Ferretti volesse riferirsi appunto al Phelps di Melbourne o, al limite, a quello delle Olimpiadi di Pechino, perchè a Londra 2012 Phelps non nuotò i 200 stile).
I costumoni, come giustamente Ferretti dice, migliorando così tanto la core stability e agevolando soprattutto certi nuotatori piuttosto potenti, resero anche più facile inserire sub più lunghe per tutti, ma l'effetto principale secondo me riguardò il nuoto in superficie e quell'evidente effetto di rendere più agevole terminare le gare anche con passaggi "da brivido".
Restando ai 200 stile libero, il massimo esponente del periodo gommato è stato Biedermann, che non era certo uno specialista delle sub, ma dai costumoni trasse evidentissimi vantaggi nel trasferire tutta la potenza di cui disponeva in acqua (tanto che, da mai grande protagonista dei 400 stile libero, arrivò a vincere il titolo mondiale, con WR annesso, scaricando tutti i suoi Watt di potenza in una celeberrima ultima vasca).
A Londra 2012 dominò Yannick Agnel (altro fuoriclasse che ho inserito nella classifica di tutti i tempi che ci siamo divertiti a comporre in questo topic), e anch'egli non apparteneva certamente agli specialisti delle sub, come peraltro Sun Yang, che - come detto - vinse a Rio 2016.

Ho letto su nuoto.com questo articolo https://www.nuoto.com/2021/01/09/ivo-ferretti-200-stile-libero-maschili-1991-vs-2021/, in cui viene riportato il parere di Ivo Ferretti sull'evoluzione dei 200 stile libero. Giudizi sempre interessanti da leggere, visto che provengono da un tecnico delle analisi bio-meccaniche che segue il nuoto da parecchio, su cui esprimo solo qualche lieve dissenso per i punti sotto indicati: 1) Anche sul forum abbiamo scritto tante volte dell'estremo interesse (con le annesse difficoltà per interpretarla al meglio) della distanza dei 200 stile libero, punto d'incontro tra velocità e mezzofondo. Ferretti ne ricorda l'evoluzione, in questo senso, a partire dalla distinzione che si faceva tra velocisti resistenti e mezzofondisti veloci; con questi ultimi, che lavoravano soprattutto sulla VO2 MAX, avere spesso il sopravvento nei 200 stile libero fino agli anni recenti. Da qualche tempo, invece, secondo Ferretti si predilige il lavoro sulla tolleranza lattacida, e quindi i velocisti resistenti sono diventati i più adatti a prevalere nei 200 stile. Sono abbastanza d'accordo sull'analisi generale, ma penso che sia difficile individuare una tendenza netta, sia per il passato più lontano che per questi ultimi anni. A Sydney 2000 Van den Hoogenband, chiaro esempio di velocista resistente, prevalse su Thorpe, forse il più grande esempio in assoluto di mezzofondista veloce, cioè di specialista anche (forse soprattutto) dei 400 stile, oltre che dei 200 stile libero. E anche Michael Gross, il massimo esponente dei 200 stile degli anni '80 del secolo scorso, non era certo catalogabile come mezzofondista veloce, essendo un tipico delfinista-stileliberista. Analogamente per il nostro Giorgio Lamberti, che in vasca lunga preferiva accorciare verso i 100 stile che allungare verso i 400 stile libero. Insomma, direi che il talento (oltre alla condizione nel momento-clou) abbia sempre fatto la differenza. Per quanto riguarda gli anni più recenti, all'ultima Olimpiade di Rio 2016 gli 8 finalisti dei 200 stile libero furono Sun, LeClos, Dwyer, Guy, Haas, Biedermann, Hagino, Krasnykh. Di questi almeno 6 (Sun, Dwyer, Guy, Biedermann, Hagino, Krasnykh) rientrano nella categoria dei 200-400isti, quindi dei mezzofondisti veloci; Haas ha origini da 400ista, anche se poi si è spostato su distanze inferiori, e quindi il solo LeClos può essere considerato un velocista resistente. Agli ultimi Mondiali 2019 i primi due, Rapsys (poi squalificato per movimento sui blocchi) e Sun, sono stati protagonisti anche della finale dei 400 stile, e quindi sono certamente anch'essi più mezzofondisti veloci che velocisti resistenti. Insomma, penso che sia sempre il talento del singolo nuotatore a prevalere su catalogazioni generali. 2) Ferretti dice che l'avvento dei costumoni, nel 2008-2009, ha fatto la differenza nell'interpretazione dei 200 stile libero, rendendo d'obbligo lunghe sub, dopo ogni virata, che diminuivano sensibilmente i metri nuotati. Sì e no, imo, nel senso che l'avvento del quinto stile (la sub), ad opera di Phelps, avvenne in quella storica finale dei Mondiali di Melbourne 2007 (su cui ho già scritto tanto), quindi ben prima dei costumoni (nell'articolo riportato, non ho capito il riferimento al "Phelps di Londra". Penso che Ferretti volesse riferirsi appunto al Phelps di Melbourne o, al limite, a quello delle Olimpiadi di Pechino, perchè a Londra 2012 Phelps non nuotò i 200 stile). I costumoni, come giustamente Ferretti dice, migliorando così tanto la core stability e agevolando soprattutto certi nuotatori piuttosto potenti, resero anche più facile inserire sub più lunghe per tutti, ma l'effetto principale secondo me riguardò il nuoto in superficie e quell'evidente effetto di rendere più agevole terminare le gare anche con passaggi "da brivido". Restando ai 200 stile libero, il massimo esponente del periodo gommato è stato Biedermann, che non era certo uno specialista delle sub, ma dai costumoni trasse evidentissimi vantaggi nel trasferire tutta la potenza di cui disponeva in acqua (tanto che, da mai grande protagonista dei 400 stile libero, arrivò a vincere il titolo mondiale, con WR annesso, scaricando tutti i suoi Watt di potenza in una celeberrima ultima vasca). A Londra 2012 dominò Yannick Agnel (altro fuoriclasse che ho inserito nella classifica di tutti i tempi che ci siamo divertiti a comporre in questo topic), e anch'egli non apparteneva certamente agli specialisti delle sub, come peraltro Sun Yang, che - come detto - vinse a Rio 2016.
 
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Doveroso (si fa per diresmile ) commentare questo articolo https://www.nuoto.com/2021/02/25/gianfranco-saini-ecco-perche-non-sono-daccordo-con-thorpe/,
che contesta quella "famosa" dichiarazione di Thorpe da cui partii anch'io parecchio tempo fa.

In sostanza, Thorpe sosteneva che un passaggio a metà gara troppo prudente/conservativo fosse uno dei fattori che potevano spiegare i crono non esaltanti con cui si sono vinti i 200 stile maschili ai Mondiali dal 2013 in poi e l'Olimpiade di Rio 2016.

Saini, al contrario, ritiene che proprio la carriera di Thorpe e, in generale, quella dei più grandi interpreti di questa distanza, smentiscano le affermazioni del fuoriclasse australiano, e sostiene che bisogna rispettare un attento bilanciamento dei passaggi per ottenere le prestazioni ottimali, e quindi, in particolare, i migliori crono in assoluto.

In particolare, secondo Saini il passaggio ottimale a metà gara è di circa 3" sopra il proprio PB nei 100 stile, e il differenziale ottimale tra primo e secondo 100 m è compreso tra 1"25 e 2"25 (al massimo).
Addirittura Saini cita come condotta di gara ottimale quella di Thorpe a Fukuoka 2001, quando il differenziale tra primo 100 (51"45) e secondo 100 (52"61, per l'1'44"06 complessivo che rimase WR fino a Melbourne 2007) fu di solo 1"16, e poi ricorda alcune gare famose di primatisti mondiali (VDH, Phelps, Biedermann, Pellegrini) e il modo di nuotare i 200 stile di Sun Yang (che aveva un differenziale tra primo e secondo 100 di circa 1"5), a dimostrazione della validità dei suoi parametri, evidenziando che Sun non si preoccupava di passare quarto o quinto a metà gara.

Ora, posto che per me, come ho ampiamente scritto in questo topic, è difficile trovare una condotta di gara ideale per atleti che hanno caratteristiche molto diverse e in una distanza, come i 200 stile, che è il punto di incontro tra chi sale dai 100 stile e chi scende dai 400, alcune cose dette da Saini mi sembrano sicuramente condivisibili, altre assai meno.
Comincio da queste ultime.

1) La tipologia di 200ista che ha in mente Saini mi pare piuttosto sbilanciata su coloro che sono anche (o soprattutto, vedi Sun, Detti e lo stesso Thorpe) specialisti dei 400 stile. Dire che la gara ottimale è quella di Thorpe a Fukuoka (1"16 di differenziale tra primo e secondo 100) e, comunque, considerare solo 1"25 di differenziale tra primo 100 (che comprende il tuffo iniziale) e secondo 100, è secondo me eccessivo.
Ad esempio, una gara famosa, quella di Phelps a Pechino 2008 in cui venne nuotato il primo sub 1'43" della storia, ha visto un passaggio ai 100m in 50"29 per un crono conclusivo di 1'42"96, quindi 52"67 nel secondo 100 e un differenziale tra primo e secondo 100 di 2"38. E Phelps non si poteva certo definire uno specialista dei 100 stile, né che in quella gara abbia sofferto nell'ultimo 50 (26"12 di parziale).
Si potrebbero portare altri esempi ma, in sostanza, io considererei come intervallo "ottimale" tra primo e secondo 100 più quello compreso tra 1"50 (per gli specialisti dei 400 stile) e 2"50 (per coloro che hanno maggiori attitudini di velocista), piuttosto che 1"25 - 2"25.

2) Sono sostanzialmente d'accordo sull'indicazione di circa 3" dal PB nei 100 stile, ma porrei 3" come limite max di un intervallo tra i 2"60 e i 3"00 dal PB nei 100 stile libero, come passaggio ottimale a metà gara.
Il Thorpe della finale di Sydney 2000 passò ai 100 m un po' troppo veloce (50"90 ai 100 m), ma chi può dire se quella sia stata la sola ragione del suo rendimento inferiore alle attese. Anche per questi campionissimi, non tutte le giornate sono uguali in acqua, e poi ci fu la pressione della finale olimpica in casa, l'avere di fronte un grande VDH..
Quattro anni dopo, nella famosa finale di Atene, Thorpe passò appena più lento (51"04) per vincere in 1'44"71. Probabilmente per Saini anche quella non è stata una gara ottimale, vista la distribuzione (2"63 di differenziale tra primo e secondo 100), ma direi che fosse consona a un Thorpe non più strabordante nei 400 stile come nel 2001 ma con un po' di velocità in più nei 100 stile (48"71 alla vigilia delle Olimpiadi di Atene e poi 48"56 nella finale dei 100 stile di Atene).
Insomma, le caratteristiche del nuotatore in quel particolare periodo storico e il suo stato di forma sono fattori assolutamente decisivi nel rendere equilibrata o meno la sua condotta di gara, e memorabile o meno il suo risultato finale.

Doveroso (si fa per dire;) ) commentare questo articolo https://www.nuoto.com/2021/02/25/gianfranco-saini-ecco-perche-non-sono-daccordo-con-thorpe/, che contesta quella "famosa" dichiarazione di Thorpe da cui partii anch'io parecchio tempo fa. In sostanza, Thorpe sosteneva che un passaggio a metà gara troppo prudente/conservativo fosse uno dei fattori che potevano spiegare i crono non esaltanti con cui si sono vinti i 200 stile maschili ai Mondiali dal 2013 in poi e l'Olimpiade di Rio 2016. Saini, al contrario, ritiene che proprio la carriera di Thorpe e, in generale, quella dei più grandi interpreti di questa distanza, smentiscano le affermazioni del fuoriclasse australiano, e sostiene che bisogna rispettare un attento bilanciamento dei passaggi per ottenere le prestazioni ottimali, e quindi, in particolare, i migliori crono in assoluto. In particolare, secondo Saini il passaggio ottimale a metà gara è di circa 3" sopra il proprio PB nei 100 stile, e il differenziale ottimale tra primo e secondo 100 m è compreso tra 1"25 e 2"25 (al massimo). Addirittura Saini cita come condotta di gara ottimale quella di Thorpe a Fukuoka 2001, quando il differenziale tra primo 100 (51"45) e secondo 100 (52"61, per l'1'44"06 complessivo che rimase WR fino a Melbourne 2007) fu di solo 1"16, e poi ricorda alcune gare famose di primatisti mondiali (VDH, Phelps, Biedermann, Pellegrini) e il modo di nuotare i 200 stile di Sun Yang (che aveva un differenziale tra primo e secondo 100 di circa 1"5), a dimostrazione della validità dei suoi parametri, evidenziando che Sun non si preoccupava di passare quarto o quinto a metà gara. Ora, posto che per me, come ho ampiamente scritto in questo topic, è difficile trovare una condotta di gara ideale per atleti che hanno caratteristiche molto diverse e in una distanza, come i 200 stile, che è il punto di incontro tra chi sale dai 100 stile e chi scende dai 400, alcune cose dette da Saini mi sembrano sicuramente condivisibili, altre assai meno. Comincio da queste ultime. 1) La tipologia di 200ista che ha in mente Saini mi pare piuttosto sbilanciata su coloro che sono anche (o soprattutto, vedi Sun, Detti e lo stesso Thorpe) specialisti dei 400 stile. Dire che la gara ottimale è quella di Thorpe a Fukuoka (1"16 di differenziale tra primo e secondo 100) e, comunque, considerare solo 1"25 di differenziale tra primo 100 (che comprende il tuffo iniziale) e secondo 100, è secondo me eccessivo. Ad esempio, una gara famosa, quella di Phelps a Pechino 2008 in cui venne nuotato il primo sub 1'43" della storia, ha visto un passaggio ai 100m in 50"29 per un crono conclusivo di 1'42"96, quindi 52"67 nel secondo 100 e un differenziale tra primo e secondo 100 di 2"38. E Phelps non si poteva certo definire uno specialista dei 100 stile, né che in quella gara abbia sofferto nell'ultimo 50 (26"12 di parziale). Si potrebbero portare altri esempi ma, in sostanza, io considererei come intervallo "ottimale" tra primo e secondo 100 più quello compreso tra 1"50 (per gli specialisti dei 400 stile) e 2"50 (per coloro che hanno maggiori attitudini di velocista), piuttosto che 1"25 - 2"25. 2) Sono sostanzialmente d'accordo sull'indicazione di circa 3" dal PB nei 100 stile, ma porrei 3" come limite max di un intervallo tra i 2"60 e i 3"00 dal PB nei 100 stile libero, come passaggio ottimale a metà gara. Il Thorpe della finale di Sydney 2000 passò ai 100 m un po' troppo veloce (50"90 ai 100 m), ma chi può dire se quella sia stata la sola ragione del suo rendimento inferiore alle attese. Anche per questi campionissimi, non tutte le giornate sono uguali in acqua, e poi ci fu la pressione della finale olimpica in casa, l'avere di fronte un grande VDH.. Quattro anni dopo, nella famosa finale di Atene, Thorpe passò appena più lento (51"04) per vincere in 1'44"71. Probabilmente per Saini anche quella non è stata una gara ottimale, vista la distribuzione (2"63 di differenziale tra primo e secondo 100), ma direi che fosse consona a un Thorpe non più strabordante nei 400 stile come nel 2001 ma con un po' di velocità in più nei 100 stile (48"71 alla vigilia delle Olimpiadi di Atene e poi 48"56 nella finale dei 100 stile di Atene). Insomma, le caratteristiche del nuotatore in quel particolare periodo storico e il suo stato di forma sono fattori assolutamente decisivi nel rendere equilibrata o meno la sua condotta di gara, e memorabile o meno il suo risultato finale.
 
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A questo proposito sempre su nuoto.com segnalo anche l'ottima analisi in numeri di Massimo Anelli che sostiene la tesi di Saini https://www.nuoto.com/2021/02/27/i-200-del-nuovo-millennio/

@Funuotofan Quello che scrivi riguardo alle caratteristiche personali e del periodo di ogni atleta è verissimo e contano molto anche i contesti nei quali sono fatti i tempi, come scrissi ormai quasi un anno fa quando ripresi l'intervista a Thorpe di Brett Hawke.

Sono il primo a sostenere quanto siano importanti i numeri nel nuoto ma è giusto contestualizzarli in basa anche a come si è svolta la singola gara intorno all'atleta (soprattutto nelle distanze dai 200 in su dove un minimo di spazio per pensare c'è).

Credo infine che Thorpe parli molto per sensazioni e poco perché ha realmente in testa i numeri, come scrive Anelli stesso nel suo pezzo. Diciamo che di sicuro non si era preparato scientificamente prima di parlare con Hawke nel podcast smile

Su una cosa però non mi sembra che Thorpe si sbagli: per avere la possibilità di finire sotto l'1'44" bisogna passare ai 100 intorno ai 51", meglio se sotto.

A questo proposito sempre su nuoto.com segnalo anche l'ottima analisi in numeri di Massimo Anelli che sostiene la tesi di Saini https://www.nuoto.com/2021/02/27/i-200-del-nuovo-millennio/ @Funuotofan Quello che scrivi riguardo alle caratteristiche personali e del periodo di ogni atleta è verissimo e contano molto anche i contesti nei quali sono fatti i tempi, come scrissi ormai quasi un anno fa quando ripresi l'intervista a Thorpe di Brett Hawke. Sono il primo a sostenere quanto siano importanti i numeri nel nuoto ma è giusto contestualizzarli in basa anche a come si è svolta la singola gara intorno all'atleta (soprattutto nelle distanze dai 200 in su dove un minimo di spazio per pensare c'è). Credo infine che Thorpe parli molto per sensazioni e poco perché ha realmente in testa i numeri, come scrive Anelli stesso nel suo pezzo. Diciamo che di sicuro non si era preparato scientificamente prima di parlare con Hawke nel podcast :) Su una cosa però non mi sembra che Thorpe si sbagli: per avere la possibilità di finire sotto l'1'44" bisogna passare ai 100 intorno ai 51", meglio se sotto.
 
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Ritorno sulla discussione sui 200 stile che si è tenuta su nuoto.com, e di cui lo stesso sito si dice estremamente soddisfatto https://www.nuoto.com/2021/03/23/grande-seguito-per-at-the-pool-bar-speciale-200-con-bonifazi-butini-saini-e-il-saluto-di-lamberti/

Parto con l'esprimere la mia grande gioia nell'avere visto Giorgio Lamberti, estremamente lucido e misurato nei suoi interventi. Complimenti campione per il formidabile recupero!

Ho seguito (in differita) l'ora abbondante di discussione ed esprimo il mio parere.

Gli interventi più interessanti mi sono parsi quelli del dott. Bonifazi. Il resto era già piuttosto noto a chi segue il nuoto da tempo come me, e devo dire che alcuni argomenti ribaditi quasi come "tavole della legge" non mi convincono molto.

Partiamo dalla regola del 1-4-3-2 (primo 50 più veloce, poi l'ultimo, il terzo e infine il secondo), vista come distribuzione ottimale in un 200 stile. Tutto parte dal (giusto) presupposto di mantenere un equilibrio tra i meccanismi aerobici ed anaerobici che entrano in gioco in un 200 stile, ma quella regola (l'ho già scritto) è troppo sbilanciata pensando ad una tipologia di 200ista che sia (anche, se non soprattutto) un 400ista.

Prendiamo il 200 stile di Agnel alle Olimpiadi di Londra 2012 e consideriamo la figura di Agnel. Tutti sappiamo, avendo seguito su questo forum la carriera di Agnel fin da giovanissimo, che Agnel è stato un eccellente 400ista, ma resta il fatto che a Londra 2012 ha ottenuto la medaglia di bronzo nei 100 stile (infranta quindi la "regola" esposta nel dibattito, che vede molto complicata l'abbinata 100 e 200 stile ad alto livello) e quella d'oro nei 200 stile (dominati, schiantando i 400isti alla Sun e Park) con questi passaggi: 24.55 ai 50 m, 50.64 ai 100 m, 1.17.16 ai 150 m e 1.43.14 ai 200 m.
E' quindi evidente che i suoi parziali sono stati: 24.55 - 26.09 - 26.52 - 25.98, con una distribuzione del tipo 1-3-4-2 in cui in realtà sono stati nuotati quasi alla stessa velocità il secondo e il quarto 50, e il più lento è stato il terzo.

E, deve essere sfuggito ai protagonisti della tavola rotonda, lo stesso Agnel, intervistato da Brett Hawke, disse che i 200 stile vanno "attaccati" (https://swimswam.com/yannick-agnel-lunico-che-nuota-bene-i-200-stile-libero-e-danas-rapsys/).
Ora, posto che Thorpe ed Agnel, straordinari fuoriclasse in acqua, non è assolutamente detto che siano i migliori strateghi-allenatori, però è indubbio che esprimano una caratteristica comune ai grandi campioni: non amare una strategia troppo conservativa.
Ma quella regola del 1-4-3-2 è stata infranta anche in tante altre occasioni in cui si è scritta la storia dei 200 stile libero.

A Pechino 2008 Phelps vinse in 1.42.96, primo uomo a scendere sotto l'1.43, con questi parziali. 24.31 - 25.98 - 26.55 - 26.12. Ancora una volta è stato il terzo 50 il più lento, mentre il secondo 50 è stato il secondo più veloce, di poco rispetto all'ultimo (andamento, quindi, non troppo diverso dall'Agnel di Londra 2012).

Ma perfino il Biedermann di Roma 2009, dove il costumone 100% poly-suit giocò un ruolo fondamentale (il miglior crono di Biedermann senza costumi gommati è di quasi 3" superiore..) nuotò il suo 1.42.00 con questi parziali: 24.23 - 25.89 - 26.18 - 25.70. Quindi, nemmeno in quel caso, così particolare, è stata rispettata la regola del 1-4-3-2.

Insomma, la regola del 1-4-3-2 può, a buon motivo, essere vista come la più disattesa della storia smile

Ritorno sulla discussione sui 200 stile che si è tenuta su nuoto.com, e di cui lo stesso sito si dice estremamente soddisfatto https://www.nuoto.com/2021/03/23/grande-seguito-per-at-the-pool-bar-speciale-200-con-bonifazi-butini-saini-e-il-saluto-di-lamberti/ Parto con l'esprimere la mia grande gioia nell'avere visto Giorgio Lamberti, estremamente lucido e misurato nei suoi interventi. Complimenti campione per il formidabile recupero! Ho seguito (in differita) l'ora abbondante di discussione ed esprimo il mio parere. Gli interventi più interessanti mi sono parsi quelli del dott. Bonifazi. Il resto era già piuttosto noto a chi segue il nuoto da tempo come me, e devo dire che alcuni argomenti ribaditi quasi come "tavole della legge" non mi convincono molto. Partiamo dalla regola del 1-4-3-2 (primo 50 più veloce, poi l'ultimo, il terzo e infine il secondo), vista come distribuzione ottimale in un 200 stile. Tutto parte dal (giusto) presupposto di mantenere un equilibrio tra i meccanismi aerobici ed anaerobici che entrano in gioco in un 200 stile, ma quella regola (l'ho già scritto) è troppo sbilanciata pensando ad una tipologia di 200ista che sia (anche, se non soprattutto) un 400ista. Prendiamo il 200 stile di Agnel alle Olimpiadi di Londra 2012 e consideriamo la figura di Agnel. Tutti sappiamo, avendo seguito su questo forum la carriera di Agnel fin da giovanissimo, che Agnel è stato un eccellente 400ista, ma resta il fatto che a Londra 2012 ha ottenuto la medaglia di bronzo nei 100 stile (infranta quindi la "regola" esposta nel dibattito, che vede molto complicata l'abbinata 100 e 200 stile ad alto livello) e quella d'oro nei 200 stile (dominati, schiantando i 400isti alla Sun e Park) con questi passaggi: 24.55 ai 50 m, 50.64 ai 100 m, 1.17.16 ai 150 m e 1.43.14 ai 200 m. E' quindi evidente che i suoi parziali sono stati: 24.55 - 26.09 - 26.52 - 25.98, con una distribuzione del tipo 1-3-4-2 in cui in realtà sono stati nuotati quasi alla stessa velocità il secondo e il quarto 50, e il più lento è stato il terzo. E, deve essere sfuggito ai protagonisti della tavola rotonda, lo stesso Agnel, intervistato da Brett Hawke, disse che i 200 stile vanno "attaccati" (https://swimswam.com/yannick-agnel-lunico-che-nuota-bene-i-200-stile-libero-e-danas-rapsys/). Ora, posto che Thorpe ed Agnel, straordinari fuoriclasse in acqua, non è assolutamente detto che siano i migliori strateghi-allenatori, però è indubbio che esprimano una caratteristica comune ai grandi campioni: non amare una strategia troppo conservativa. Ma quella regola del 1-4-3-2 è stata infranta anche in tante altre occasioni in cui si è scritta la storia dei 200 stile libero. A Pechino 2008 Phelps vinse in 1.42.96, primo uomo a scendere sotto l'1.43, con questi parziali. 24.31 - 25.98 - 26.55 - 26.12. Ancora una volta è stato il terzo 50 il più lento, mentre il secondo 50 è stato il secondo più veloce, di poco rispetto all'ultimo (andamento, quindi, non troppo diverso dall'Agnel di Londra 2012). Ma perfino il Biedermann di Roma 2009, dove il costumone 100% poly-suit giocò un ruolo fondamentale (il miglior crono di Biedermann senza costumi gommati è di quasi 3" superiore..) nuotò il suo 1.42.00 con questi parziali: 24.23 - 25.89 - 26.18 - 25.70. Quindi, nemmeno in quel caso, così particolare, è stata rispettata la regola del 1-4-3-2. Insomma, la regola del 1-4-3-2 può, a buon motivo, essere vista come la più disattesa della storia :)
modificato Mar 23 a 1:44 pm
 
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risposta

Sempre riferendomi al dibattito di cui sopra, ancor meno convincente della regola del 1-4-3-2 per i 200 stile è stata la risposta dell'ing. Saini sulle prospettive della 4x200 stile italiana, inserita nell'attuale contesto internazionale, per Tokyo2021.
In particolare, mi riferisco alle squadre che ha citato come più pericolose antagoniste.
Ok l'Australia, campione mondiale in carica (anche se non condivido l'enfasi come netta favorita); semplicemente inspiegabile la Cina come secondo nome, anche ammettendo, cosa estremamente improbabile, che Sun Yang venga riammesso alle competizioni.
Agli ultimi Mondiali di Gwangju la Cina, con Sun, è arrivata sesta, ma a quasi 3 secondi dalle 5 squadre che hanno lottato fino all'ultimo per le medaglie, e nulla fa pensare che possa essersi avvicinata. Al contrario, oltre all'Australia, anche Gran Bretagna (tre staffettisti formidabili: Scott, Guy e il miglioratissimo Dean, e varie possibilità per il quarto) e Russia (chi ha seguito il forum sa dei grandi progressi di Shchegolev e Shatalov, vedi le loro frazione lanciate da 1.45 nell'autunno scorso, che si aggiungono ai 4 titolari di Gwangju) appaiono decisamente più forti rispetto a Gwangju.
E poi, ovviamente, ci saranno gli Usa a lottare per il podio e, ben prima della Cina, il Giappone.
Inoltre, già segnalato sul forum (peccato che sia così poco letto da Saini) gli interessantissimi progressi della Svizzera.
Con il 2002 Djakovic possibile elemento trainante, Liess e Mityukov nuotano regolarmente 1.47 già in-season (ultimi esempi nello scorso weekend a Marsiglia) e sono certo che Noè Ponti possa scendere sotto l'1.47 lanciato a Gwangju.
Ricordo che a Gwangju la Svizzera arrivò 12esima in batteria schierando Schmid e il mistista Desplanches: due anni dopo appare estremamente più forte.

Dopo gli Assoluti di Riccione, nel mese di aprile avremo (tra le altre) le selezioni olimpiche in Russia, Giappone, Gran Bretagna e il quadro comincerà a delinearsi.

Sempre riferendomi al dibattito di cui sopra, ancor meno convincente della regola del 1-4-3-2 per i 200 stile è stata la risposta dell'ing. Saini sulle prospettive della 4x200 stile italiana, inserita nell'attuale contesto internazionale, per Tokyo2021. In particolare, mi riferisco alle squadre che ha citato come più pericolose antagoniste. Ok l'Australia, campione mondiale in carica (anche se non condivido l'enfasi come netta favorita); semplicemente inspiegabile la Cina come secondo nome, anche ammettendo, cosa estremamente improbabile, che Sun Yang venga riammesso alle competizioni. Agli ultimi Mondiali di Gwangju la Cina, con Sun, è arrivata sesta, ma a quasi 3 secondi dalle 5 squadre che hanno lottato fino all'ultimo per le medaglie, e nulla fa pensare che possa essersi avvicinata. Al contrario, oltre all'Australia, anche Gran Bretagna (tre staffettisti formidabili: Scott, Guy e il miglioratissimo Dean, e varie possibilità per il quarto) e Russia (chi ha seguito il forum sa dei grandi progressi di Shchegolev e Shatalov, vedi le loro frazione lanciate da 1.45 nell'autunno scorso, che si aggiungono ai 4 titolari di Gwangju) appaiono decisamente più forti rispetto a Gwangju. E poi, ovviamente, ci saranno gli Usa a lottare per il podio e, ben prima della Cina, il Giappone. Inoltre, già segnalato sul forum (peccato che sia così poco letto da Saini) gli interessantissimi progressi della Svizzera. Con il 2002 Djakovic possibile elemento trainante, Liess e Mityukov nuotano regolarmente 1.47 già in-season (ultimi esempi nello scorso weekend a Marsiglia) e sono certo che Noè Ponti possa scendere sotto l'1.47 lanciato a Gwangju. Ricordo che a Gwangju la Svizzera arrivò 12esima in batteria schierando Schmid e il mistista Desplanches: due anni dopo appare estremamente più forte. Dopo gli Assoluti di Riccione, nel mese di aprile avremo (tra le altre) le selezioni olimpiche in Russia, Giappone, Gran Bretagna e il quadro comincerà a delinearsi.
modificato Mar 23 a 1:40 pm
 
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Ritorno sulla discussione sui 200 stile che si è tenuta su nuoto.com, e di cui lo stesso sito si dice estremamente soddisfatto https://www.nuoto.com/2021/03/23/grande-seguito-per-at-the-pool-bar-speciale-200-con-bonifazi-butini-saini-e-il-saluto-di-lamberti/

L'ho appena vista anch'io.

In effetti 1-4-3-2 sarebbe la distribuzione ottimale in un 200, ma anche chi proviene dai 400 non può permetterselo. Perché inevitabilmente deve recuperare nel secondo 50 il gap che accumula nei primi 50 da chi passa veloce (quasi sempre un 100ista, Clyde Lewis a Gwangju, VDH in passato, McKeon fra le donne).

A me piace aggiornare costantemente un file con le migliori prestazioni all time di ogni specialità. Inserisco anche i passaggi intermedi ed è abbastanza semplice fare una media dei passaggi.

Maschi (prime 37 prestazioni, non performers, all time, sia nei 200 che nei 400):
200 sl: 24.66-26.41-26.70-26.58
400sl: 53.96-56.72-56.36-54.84
Femmine (solo le prime 22 prestazioni nei 200 e 27 nei 400)
200 sl: 27.01-28.87-29.24-29.16
400sl: 57.63-1.00.42-1.00.85-1.00.29 (statistiche "falsate" dalla Ledecky).

La regola 1-4-3-2 è una prerogativa dei 400isti nei 400 (per questo ho fatto la media anche dei 400).
1-4-3-2 nei 200 lo fa quasi sempre Chalmers, però non ha mai fatto 200 mondiali, quindi è un dato poco attendibile. Idem Detti. In realtà nei 200sl non lo fa nessuno regolarmente. Lo fa Chupkov nei 200 rana.
Insomma, 400 stile gara tattica, 200 stile meno. Come ha detto Lamberti, i 200 col tempo si sonotrasformati da gara tattica a gara di resistenza alla velocità.

Sulle staffette, Australia secondo me adesso è la netta favorita. Si è aggiunto Winnington. Il loro 5° forse è Graham che fa 1.45 alto. C'è da dire che a Gwangju non li davo favoriti e invece hanno vinto. Per cui, se tanto mi dà tanto.... escono dal podio.
Ovviamente bisogna aspettare i tempi degli americani. Sui britannici, di recente mi è capitato di vedere un paio di volte Richards e non capisco come abbia fatto a diventare campione del mondo jr. Se non cresce lui, la GBR non può raggiungere l'AUS. Il 4° chi è? Uno dei fratelli mististi. Anche se Duncan Scott ha un potenziale che nessun altro ha.

>Ritorno sulla discussione sui 200 stile che si è tenuta su nuoto.com, e di cui lo stesso sito si dice estremamente soddisfatto https://www.nuoto.com/2021/03/23/grande-seguito-per-at-the-pool-bar-speciale-200-con-bonifazi-butini-saini-e-il-saluto-di-lamberti/ L'ho appena vista anch'io. In effetti 1-4-3-2 sarebbe la distribuzione ottimale in un 200, ma anche chi proviene dai 400 non può permetterselo. Perché inevitabilmente deve recuperare nel secondo 50 il gap che accumula nei primi 50 da chi passa veloce (quasi sempre un 100ista, Clyde Lewis a Gwangju, VDH in passato, McKeon fra le donne). A me piace aggiornare costantemente un file con le migliori prestazioni all time di ogni specialità. Inserisco anche i passaggi intermedi ed è abbastanza semplice fare una media dei passaggi. Maschi (prime 37 prestazioni, non performers, all time, sia nei 200 che nei 400): 200 sl: 24.66-26.41-26.70-26.58 400sl: 53.96-56.72-56.36-54.84 Femmine (solo le prime 22 prestazioni nei 200 e 27 nei 400) 200 sl: 27.01-28.87-29.24-29.16 400sl: 57.63-1.00.42-1.00.85-1.00.29 (statistiche "falsate" dalla Ledecky). La regola 1-4-3-2 è una prerogativa dei 400isti nei 400 (per questo ho fatto la media anche dei 400). 1-4-3-2 nei 200 lo fa quasi sempre Chalmers, però non ha mai fatto 200 mondiali, quindi è un dato poco attendibile. Idem Detti. In realtà nei 200sl non lo fa nessuno regolarmente. Lo fa Chupkov nei 200 rana. Insomma, 400 stile gara tattica, 200 stile meno. Come ha detto Lamberti, i 200 col tempo si sonotrasformati da gara tattica a gara di resistenza alla velocità. Sulle staffette, Australia secondo me adesso è la netta favorita. Si è aggiunto Winnington. Il loro 5° forse è Graham che fa 1.45 alto. C'è da dire che a Gwangju non li davo favoriti e invece hanno vinto. Per cui, se tanto mi dà tanto.... escono dal podio. Ovviamente bisogna aspettare i tempi degli americani. Sui britannici, di recente mi è capitato di vedere un paio di volte Richards e non capisco come abbia fatto a diventare campione del mondo jr. Se non cresce lui, la GBR non può raggiungere l'AUS. Il 4° chi è? Uno dei fratelli mististi. Anche se Duncan Scott ha un potenziale che nessun altro ha.
modificato Mar 23 a 6:35 pm
 
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Ritorno sulla discussione sui 200 stile che si è tenuta su nuoto.com, e di cui lo stesso sito si dice estremamente soddisfatto https://www.nuoto.com/2021/03/23/grande-seguito-per-at-the-pool-bar-speciale-200-con-bonifazi-butini-saini-e-il-saluto-di-lamberti/

L'ho appena vista anch'io.

In effetti 1-4-3-2 sarebbe la distribuzione ottimale in un 200, ma anche chi proviene dai 400 non può permetterselo. Perché inevitabilmente deve recuperare nel secondo 50 il gap che accumula nei primi 50 da chi passa veloce (quasi sempre un 100ista, Clyde Lewis a Gwangju, VDH in passato, McKeon fra le donne).

A me piace aggiornare costantemente un file con le migliori prestazioni all time di ogni specialità. Inserisco anche i passaggi intermedi ed è abbastanza semplice fare una media dei passaggi.

Maschi (prime 37 prestazioni, non performers, all time, sia nei 200 che nei 400):
200 sl: 24.66-26.41-26.70-26.58
400sl: 53.96-56.72-56.36-54.84
Femmine (solo le prime 22 prestazioni nei 200 e 27 nei 400)
200 sl: 27.01-28.87-29.24-29.16
400sl: 57.63-1.00.42-1.00.85-1.00.29 (statistiche "falsate" dalla Ledecky).

La regola 1-4-3-2 è una prerogativa dei 400isti nei 400 (per questo ho fatto la media anche dei 400).
1-4-3-2 nei 200 lo fa quasi sempre Chalmers, però non ha mai fatto 200 mondiali, quindi è un dato poco attendibile. Idem Detti. In realtà nei 200sl non lo fa nessuno regolarmente. Lo fa Chupkov nei 200 rana.
Insomma, 400 stile gara tattica, 200 stile meno. Come ha detto Lamberti, i 200 col tempo si sonotrasformati da gara tattica a gara di resistenza alla velocità.

Sulle staffette, Australia secondo me adesso è la netta favorita. Si è aggiunto Winnington. Il loro 5° forse è Graham che fa 1.45 alto. C'è da dire che a Gwangju non li davo favoriti e invece hanno vinto. Per cui, se tanto mi dà tanto.... escono dal podio.
Ovviamente bisogna aspettare i tempi degli americani. Sui britannici, di recente mi è capitato di vedere un paio di volte Richards e non capisco come abbia fatto a diventare campione del mondo jr. Se non cresce lui, la GBR non può raggiungere l'AUS. Il 4° chi è? Uno dei fratelli mististi. Anche se Duncan Scott ha un potenziale che nessun altro ha.

Bellissimo post, Miro, che spiega benissimo - su una ampia base di dati - la questione.

La 4x200 stile maschile, e d'altra parte tutti ci ricordiamo l'entusiasmante finale di Gwangju, sarà tutta da seguire, già a partire dalle selezioni nazionali. Chiarisco come la penso ad oggi, sempre ricordando che, come per ogni staffetta, alla fine la differenza la faranno le prestazioni, anche inattese, il giorno della finale (ad esempio, chi avrebbe previsto quelle dei nostri a Gwangju, non solo l'1.45.27 lanciato di Ballo?).

Australia, imo, lievemente favorita per l'ampiezza delle scelte. Come detto, si è aggiunto Winnington come probabile atleta da 1.45, ma Gran Bretagna e Russia hanno grandi potenzialità.
A livello di primi tre staffettisti per me la Gran Bretagna, attualmente, è la più forte: Scott, come dici è quello con più potenzialità, Guy è sempre stato un grande uomo staffetta oltre che un eccellente 200ista e quest'anno pare molto più in condizione rispetto al 2019, ma quello che può fare la differenza è Tom Dean, in crescita verticale rispetto a Gwangju, dove nuotò un 1.46.10 lanciato. Per dire, se Calum Jarvis replicasse il suo 1.45.58 lanciato di Gwangju io (sempre ad oggi, chiaro) darei favoriti per l'oro i britannici. Come quarto frazionista, oltre a Jarvis, si candida un Joe Litchfield in evidente progresso, mentre su Matt Richards, posto che anch'io mi sarei aspettato risultati diversi dopo il suo 1.47.23 agli Eurojuniors di due anni fa (dove vinse il titolo dei 100 stile, mentre non disputò i Mondiali Juniores) direi di aspettare di vedere cosa farà alle selezioni britanniche, perché certuni risentono molto dei carichi in stagione.
Della Russia (nemmeno citata da Saini) ho già detto. E' chiaro che il rendimento dei nuotatori russi è storicamente poco prevedibile, ma, in teoria, hanno una interessantissima base di 200isti, e sono estremamente curioso di vedere, tra una decina di giorni, i risultati alle loro selezioni.

>>Ritorno sulla discussione sui 200 stile che si è tenuta su nuoto.com, e di cui lo stesso sito si dice estremamente soddisfatto https://www.nuoto.com/2021/03/23/grande-seguito-per-at-the-pool-bar-speciale-200-con-bonifazi-butini-saini-e-il-saluto-di-lamberti/ >L'ho appena vista anch'io. >In effetti 1-4-3-2 sarebbe la distribuzione ottimale in un 200, ma anche chi proviene dai 400 non può permetterselo. Perché inevitabilmente deve recuperare nel secondo 50 il gap che accumula nei primi 50 da chi passa veloce (quasi sempre un 100ista, Clyde Lewis a Gwangju, VDH in passato, McKeon fra le donne). >A me piace aggiornare costantemente un file con le migliori prestazioni all time di ogni specialità. Inserisco anche i passaggi intermedi ed è abbastanza semplice fare una media dei passaggi. >Maschi (prime 37 prestazioni, non performers, all time, sia nei 200 che nei 400): >200 sl: 24.66-26.41-26.70-26.58 >400sl: 53.96-56.72-56.36-54.84 >Femmine (solo le prime 22 prestazioni nei 200 e 27 nei 400) >200 sl: 27.01-28.87-29.24-29.16 >400sl: 57.63-1.00.42-1.00.85-1.00.29 (statistiche "falsate" dalla Ledecky). >La regola 1-4-3-2 è una prerogativa dei 400isti nei 400 (per questo ho fatto la media anche dei 400). >1-4-3-2 nei 200 lo fa quasi sempre Chalmers, però non ha mai fatto 200 mondiali, quindi è un dato poco attendibile. Idem Detti. In realtà nei 200sl non lo fa nessuno regolarmente. Lo fa Chupkov nei 200 rana. >Insomma, 400 stile gara tattica, 200 stile meno. Come ha detto Lamberti, i 200 col tempo si sonotrasformati da gara tattica a gara di resistenza alla velocità. >Sulle staffette, Australia secondo me adesso è la netta favorita. Si è aggiunto Winnington. Il loro 5° forse è Graham che fa 1.45 alto. C'è da dire che a Gwangju non li davo favoriti e invece hanno vinto. Per cui, se tanto mi dà tanto.... escono dal podio. >Ovviamente bisogna aspettare i tempi degli americani. Sui britannici, di recente mi è capitato di vedere un paio di volte Richards e non capisco come abbia fatto a diventare campione del mondo jr. Se non cresce lui, la GBR non può raggiungere l'AUS. Il 4° chi è? Uno dei fratelli mististi. Anche se Duncan Scott ha un potenziale che nessun altro ha. Bellissimo post, Miro, che spiega benissimo - su una ampia base di dati - la questione. La 4x200 stile maschile, e d'altra parte tutti ci ricordiamo l'entusiasmante finale di Gwangju, sarà tutta da seguire, già a partire dalle selezioni nazionali. Chiarisco come la penso ad oggi, sempre ricordando che, come per ogni staffetta, alla fine la differenza la faranno le prestazioni, anche inattese, il giorno della finale (ad esempio, chi avrebbe previsto quelle dei nostri a Gwangju, non solo l'1.45.27 lanciato di Ballo?). Australia, imo, lievemente favorita per l'ampiezza delle scelte. Come detto, si è aggiunto Winnington come probabile atleta da 1.45, ma Gran Bretagna e Russia hanno grandi potenzialità. A livello di primi tre staffettisti per me la Gran Bretagna, attualmente, è la più forte: Scott, come dici è quello con più potenzialità, Guy è sempre stato un grande uomo staffetta oltre che un eccellente 200ista e quest'anno pare molto più in condizione rispetto al 2019, ma quello che può fare la differenza è Tom Dean, in crescita verticale rispetto a Gwangju, dove nuotò un 1.46.10 lanciato. Per dire, se Calum Jarvis replicasse il suo 1.45.58 lanciato di Gwangju io (sempre ad oggi, chiaro) darei favoriti per l'oro i britannici. Come quarto frazionista, oltre a Jarvis, si candida un Joe Litchfield in evidente progresso, mentre su Matt Richards, posto che anch'io mi sarei aspettato risultati diversi dopo il suo 1.47.23 agli Eurojuniors di due anni fa (dove vinse il titolo dei 100 stile, mentre non disputò i Mondiali Juniores) direi di aspettare di vedere cosa farà alle selezioni britanniche, perché certuni risentono molto dei carichi in stagione. Della Russia (nemmeno citata da Saini) ho già detto. E' chiaro che il rendimento dei nuotatori russi è storicamente poco prevedibile, ma, in teoria, hanno una interessantissima base di 200isti, e sono estremamente curioso di vedere, tra una decina di giorni, i risultati alle loro selezioni.
 
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A livello di primi tre staffettisti per me la Gran Bretagna, attualmente, è la più forte: Scott, come dici è quello con più potenzialità, Guy è sempre stato un grande uomo staffetta oltre che un eccellente 200ista e quest'anno pare molto più in condizione rispetto al 2019, ma quello che può fare la differenza è Tom Dean, in crescita verticale rispetto a Gwangju, dove nuotò un 1.46.10 lanciato. Per dire, se Calum Jarvis replicasse il suo 1.45.58 lanciato di Gwangju io (sempre ad oggi, chiaro) darei favoriti per l'oro i britannici. Come quarto frazionista, oltre a Jarvis, si candida un Joe Litchfield in evidente progresso, mentre su Matt Richards, posto che anch'io mi sarei aspettato risultati diversi dopo il suo 1.47.23 agli Eurojuniors di due anni fa (dove vinse il titolo dei 100 stile, mentre non disputò i Mondiali Juniores) direi di aspettare di vedere cosa farà alle selezioni britanniche, perché certuni risentono molto dei carichi in stagione.
Della Russia (nemmeno citata da Saini) ho già detto. E' chiaro che il rendimento dei nuotatori russi è storicamente poco prevedibile, ma, in teoria, hanno una interessantissima base di 200isti, e sono estremamente curioso di vedere, tra una decina di giorni, i risultati alle loro selezioni.

Ecco perché non capivo come Richards avesse fatto a diventare campione mondiale jr nei 200... non lo è mai stato. Però argento agli eurojunior sui 200, davanti al coetaneo Djakovic, non è male.
Comunque mi ricordo che allora pensavo che se Richards dovesse esplodere, il quartetto britannico sarebbe stato quasi imbattibile per Tokyo. Solo che non avevo mai visto Richards.
Voglio osare, un po' come mettere 2 a Inter - Catania: Richards, visto di recente, secondo me non diventerà fortissimo sui 200 (1.47.23 vuol dire che è già forte). Tozzo, muscoloso, anche se non piccolino, brutto da vedere in acqua, forse era carico di lavoro, chissà. Al contrario, Whittle mi ha impressionato molto di più, sia dal punto di vista fisico che "estetico". Solo che è un 2004 e non sarà pronto quest'anno.
Comunque si può nuotare forte e bene anche senza avere il fisico di Michael Gross.
Per fare un paragone, Richards fisicamente mi ricorda Galenda. Dovessi scommettere adesso, in base a quei pochi secondi che l'ho visto, diventerà più forte sui 100.

Tra l'altro a Tokyo c'è un altro problema per la GBR: la finaledella 4x200 e la semi dei 100sl sono separate da un'ora e mezza. Forse il calendario olimpico l'ha fatto Saini, per favorire i 200isti provenienti dai 400 smile . Questo è un problema per Duncan Scott. Lo sarebbe anche per Chalmers, ma non sono sicuro che farà parte del quartetto, visto che l'Australia è piena di nuotatori da 1.45. Tanto che Australia2 potrebbe finire appena sotto il podio.

>A livello di primi tre staffettisti per me la Gran Bretagna, attualmente, è la più forte: Scott, come dici è quello con più potenzialità, Guy è sempre stato un grande uomo staffetta oltre che un eccellente 200ista e quest'anno pare molto più in condizione rispetto al 2019, ma quello che può fare la differenza è Tom Dean, in crescita verticale rispetto a Gwangju, dove nuotò un 1.46.10 lanciato. Per dire, se Calum Jarvis replicasse il suo 1.45.58 lanciato di Gwangju io (sempre ad oggi, chiaro) darei favoriti per l'oro i britannici. Come quarto frazionista, oltre a Jarvis, si candida un Joe Litchfield in evidente progresso, mentre su Matt Richards, posto che anch'io mi sarei aspettato risultati diversi dopo il suo 1.47.23 agli Eurojuniors di due anni fa (dove vinse il titolo dei 100 stile, mentre non disputò i Mondiali Juniores) direi di aspettare di vedere cosa farà alle selezioni britanniche, perché certuni risentono molto dei carichi in stagione. >Della Russia (nemmeno citata da Saini) ho già detto. E' chiaro che il rendimento dei nuotatori russi è storicamente poco prevedibile, ma, in teoria, hanno una interessantissima base di 200isti, e sono estremamente curioso di vedere, tra una decina di giorni, i risultati alle loro selezioni. Ecco perché non capivo come Richards avesse fatto a diventare campione mondiale jr nei 200... non lo è mai stato. Però argento agli eurojunior sui 200, davanti al coetaneo Djakovic, non è male. Comunque mi ricordo che allora pensavo che se Richards dovesse esplodere, il quartetto britannico sarebbe stato quasi imbattibile per Tokyo. Solo che non avevo mai visto Richards. Voglio osare, un po' come mettere 2 a Inter - Catania: Richards, visto di recente, secondo me non diventerà fortissimo sui 200 (1.47.23 vuol dire che è già forte). Tozzo, muscoloso, anche se non piccolino, brutto da vedere in acqua, forse era carico di lavoro, chissà. Al contrario, Whittle mi ha impressionato molto di più, sia dal punto di vista fisico che "estetico". Solo che è un 2004 e non sarà pronto quest'anno. Comunque si può nuotare forte e bene anche senza avere il fisico di Michael Gross. Per fare un paragone, Richards fisicamente mi ricorda Galenda. Dovessi scommettere adesso, in base a quei pochi secondi che l'ho visto, diventerà più forte sui 100. Tra l'altro a Tokyo c'è un altro problema per la GBR: la finaledella 4x200 e la semi dei 100sl sono separate da un'ora e mezza. Forse il calendario olimpico l'ha fatto Saini, per favorire i 200isti provenienti dai 400 :D . Questo è un problema per Duncan Scott. Lo sarebbe anche per Chalmers, ma non sono sicuro che farà parte del quartetto, visto che l'Australia è piena di nuotatori da 1.45. Tanto che Australia2 potrebbe finire appena sotto il podio.
 
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