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Consuntivo finale sui Panpacifici 2006 e, in generale, su quel 2006 di cui abbiamo anche visto i Commonwealth Games di metà marzo, i Campionati Europei di fine luglio-inizio agosto e i Nationals disputati dall'1 al 5 agosto.

Ci sono stati ben 6 nuovi WR a quei Panpacifici di Victoria, nonostante - come detto - assenze pesanti, particolarmente nella squadra australiana.
E abbiamo visto gli altri record mondiali migliorati ai CG e agli Europei, a testimonianza di un 2006 piuttosto vivace, considerato che non vi erano né Olimpiadi né Mondiali.
Un Phelps in crescita rispetto al 2005 è stato premiato come nuotatore dell'anno (due WR per lui, nei 200 delfino e nei 200 misti), nonostante il dominio di Brendan Hansen nella rana, con un WR stabilito nei 100 e due WR stabiliti nei 200 rana.

In campo femminile c'è stato il bis (dopo il 2005) di Leisel Jones come miglior nuotatrice dell'anno, e ho più volte ricordato i suoi due WR spaziali nei 100 e 200 rana.
Sicuramente da menzionare anche Laure Manaudou, vincitrice di ben 4 ori e 3 bronzi ai Campionati Europei e autrice di 2 WR nei 400 sl (di cui ho esaminato l'ultimo ai Campionati europei), la rivelazione Britta Steffen, che ha tolto il WR dei 100 sl a una Libby Lenton reduce, anch'essa, da una notevolissima stagione, e Jessicah Schipper, che si è ripresa il WR nei 200 delfino, dopo il torto subito ai Mondiali 2005.

A fine marzo 2007 ci aspettano i Mondiali di Melbourne.

Consuntivo finale sui Panpacifici 2006 e, in generale, su quel 2006 di cui abbiamo anche visto i Commonwealth Games di metà marzo, i Campionati Europei di fine luglio-inizio agosto e i Nationals disputati dall'1 al 5 agosto. Ci sono stati ben 6 nuovi WR a quei Panpacifici di Victoria, nonostante - come detto - assenze pesanti, particolarmente nella squadra australiana. E abbiamo visto gli altri record mondiali migliorati ai CG e agli Europei, a testimonianza di un 2006 piuttosto vivace, considerato che non vi erano né Olimpiadi né Mondiali. Un Phelps in crescita rispetto al 2005 è stato premiato come nuotatore dell'anno (due WR per lui, nei 200 delfino e nei 200 misti), nonostante il dominio di Brendan Hansen nella rana, con un WR stabilito nei 100 e due WR stabiliti nei 200 rana. In campo femminile c'è stato il bis (dopo il 2005) di Leisel Jones come miglior nuotatrice dell'anno, e ho più volte ricordato i suoi due WR spaziali nei 100 e 200 rana. Sicuramente da menzionare anche Laure Manaudou, vincitrice di ben 4 ori e 3 bronzi ai Campionati Europei e autrice di 2 WR nei 400 sl (di cui ho esaminato l'ultimo ai Campionati europei), la rivelazione Britta Steffen, che ha tolto il WR dei 100 sl a una Libby Lenton reduce, anch'essa, da una notevolissima stagione, e Jessicah Schipper, che si è ripresa il WR nei 200 delfino, dopo il torto subito ai Mondiali 2005. A fine marzo 2007 ci aspettano i Mondiali di Melbourne.
 
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Il 2001 fu caratterizzato dai Mondiali di Fukuoka.

Facendo un mix fra @Funuotofan e Luca nascono delle ottime Storie di Nuoto

grazie smile

>Il 2001 fu caratterizzato dai Mondiali di Fukuoka. Facendo un mix fra @Funuotofan e Luca nascono delle ottime [Storie di Nuoto](https://corsia4.it/nuoto/storie-nuoto-fukuoka-2001-primo-mondiale-post-olimpico/ "Storie di Nuoto") grazie (blush)
 
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Il 2001 fu caratterizzato dai Mondiali di Fukuoka.

Facendo un mix fra @Funuotofan e Luca nascono delle ottime Storie di Nuoto

grazie smile

Molto bene e, sperando di fornire altri spunti utili, riprendo con la mia navigazione smile

Siamo arrivati, dunque, alla vigilia dei Mondiali 2007, che si disputano dal 25 marzo al primo di aprile 2007 alla Rod Laver Arena di Melbourne (ovviamente per quanto riguarda le gare in piscina).

Avevo preannunciato un confronto tra il Phelps che nell'estate del 2003 affrontò i Mondiali di Barcellona e i Nationals di College Park (Maryland) e quello visto nell'estate del 2006, tra Nationals di Irvine e Panpacifici di Victoria (Canada).

Ci sono quattro distanze in cui il Phelps del 2006, pur in chiara ripresa complessiva rispetto a quello del 2005, restava ancora indietro rispetto a quanto fatto nel 2003/2004:

1) 400 misti (4.09.09 nel 2003, poi migliorato a 4.08.26 ad Atene 2004, contro il 4.10.16 del 2006)
2) 400 sl (3.46.73 nel 2003 e non nuotati ad eventi importanti nel 2006, dopo il "disastro" di Montreal 2005, per cui resta, come miglior crono post-2004, il 3.47.79 delle selezioni 2005 per i Mondiali di Montreal)
3) 200 dorso (1.56.10 nel 2003, poi migliorato a 1.55.86 ai trials olimpici 2004, contro l'1.56.81 dei Panpacifici 2006)
4) 100 delfino (51.10 del 2003, 51.15 nel 2004, e poi 51.34 nel 2005 e 51.51 nel 2006)

Nei 200 misti (1.55.94 nel 2003 contro 1.55.84 nel 2006) c'è stato quel lievissimo progresso di un decimo, più che giustificato dal confronto avuto fino all'ultimo metro con Lochte in quell'epica finale dei Panpacifici 2006, mentre ai Mondiali 2003 e ai Nats 2003 Phelps aveva fatto gara solitaria.

Anche nei 200 delfino (1.53.93 nel 2003 contro l'1.53.80 dei Panpacifici 2006) c'è stato un lieve progresso di 14 centesimi.
L'unica gara in cui il PB di Phelps è stato ottenuto nel 2005 sono i 200 stile libero: 1.45.20 per l'oro ai Mondiali di Montreal, contro l'1.45.99 dei Nats 2003, l'1.45.32 nella race of the century di Atene 2004 e l'1.45.63 ai Nationals 2006.

Concludo con i 100 sl, mai preparati come gara individuale a parte il 2005 (con tutti i problemi visti), dove c'è stata una lieve progressione cronometrica dal 2003 al 2006: 49.19 ai Nationals 2003, 49.05 agli Spring Champs del 2004, 48.93 nella semifinale dei 100 sl dei Mondiali 2005 e 48.83 in prima frazione della 4x100 sl ai Panpacifici.

Insomma, tutto questo per dimostrare che il Phelps di fine agosto 2006 era sì migliore di quello dei Mondiali 2005, ma nessuno, davvero nessuno avrebbe potuto prevederne le autentiche imprese dei Mondiali 2007, e anche i risultati ottenuti ai Nationals disputati quattro mesi dopo, nell'agosto 2007.

Questi nuovi impressionanti progressi cronometrici ad ampio spettro (su ben 8 gare!) del 2007 riprendono il discorso interrotto a fine 2003, quando quel Phelps 18enne sembrava inarrestabile nei suoi miglioramenti.

Ho detto che a fine agosto 2006 nessuno avrebbe potuto prevedere le prestazioni di cui fu capace Phelps ai Mondiali 2007, ma tutto cambiò il 17 febbraio 2007, quando, poco più di un mese prima dell'inizio dei Mondiali, nell'ultimo meeting della fase preparatoria, Phelps ottenne addirittura il WR nei 200 delfino.
Nuotare 1.53.71 nei 200 delfino (gara dove i benefici del tapering sono evidenti) a 5 settimane dall'inizio dei Mondiali con barba bene in vista, è evidente che cambiava tanto, spostando molto in alto il livello delle aspettative di Phelps e, in generale, preparando il mondo del nuoto a quello che sarebbe avvenuto a Melbourne.

E' chiaro che quei 6 mesi di preparazione nell'autunno-inverno del 2005/2006 erano andati a meraviglia e, visto l'1.53.7 nei 200 delfino con l'ultima fase della preparazione ancora in corso, i carichi di lavoro si erano dimostrati perfetti, non eccessivi oppure troppo discontinui come capiterà in seguito.

Ne approfitto anche per dire che secondo me non è un caso che le migliori annate di Phelps siano state quelle pre-olimpiche addirittura rispetto a quelle olimpiche: 2003 più che 2004, forse anche il 2007 più che il 2008 (anche se qui non è facile il confronto, perché si rischia di sopravvalutare i benefici avuti da Phelps nell'indossare lo Speedo Lzr), 2011 più che 2012 e lo stesso 2015, nonostante Phelps fosse appena rientrato dalla squalifica per la seconda guida in stato di ubriachezza, rispetto al 2016.

Nelle annate pre-olimpiche Phelps si allenava con la concentrazione che l'avvicinarsi dell'Olimpiade richiedeva (ovviamente con meno stimoli dopo Pechino 2008 ), ma con meno tensioni e ansie rispetto alle annate olimpiche.
Tutto funzionava meglio perché, anche se Phelps passava per "automa", in realtà l'eccesso di tensione lo sentiva anche lui.

>>Il 2001 fu caratterizzato dai Mondiali di Fukuoka. >Facendo un mix fra @Funuotofan e Luca nascono delle ottime [Storie di Nuoto](https://corsia4.it/nuoto/storie-nuoto-fukuoka-2001-primo-mondiale-post-olimpico/ "Storie di Nuoto") >grazie (blush) Molto bene e, sperando di fornire altri spunti utili, riprendo con la mia navigazione ;) Siamo arrivati, dunque, alla vigilia dei Mondiali 2007, che si disputano dal 25 marzo al primo di aprile 2007 alla Rod Laver Arena di Melbourne (ovviamente per quanto riguarda le gare in piscina). Avevo preannunciato un confronto tra il Phelps che nell'estate del 2003 affrontò i Mondiali di Barcellona e i Nationals di College Park (Maryland) e quello visto nell'estate del 2006, tra Nationals di Irvine e Panpacifici di Victoria (Canada). Ci sono quattro distanze in cui il Phelps del 2006, pur in chiara ripresa complessiva rispetto a quello del 2005, restava ancora indietro rispetto a quanto fatto nel 2003/2004: 1) 400 misti (4.09.09 nel 2003, poi migliorato a 4.08.26 ad Atene 2004, contro il 4.10.16 del 2006) 2) 400 sl (3.46.73 nel 2003 e non nuotati ad eventi importanti nel 2006, dopo il "disastro" di Montreal 2005, per cui resta, come miglior crono post-2004, il 3.47.79 delle selezioni 2005 per i Mondiali di Montreal) 3) 200 dorso (1.56.10 nel 2003, poi migliorato a 1.55.86 ai trials olimpici 2004, contro l'1.56.81 dei Panpacifici 2006) 4) 100 delfino (51.10 del 2003, 51.15 nel 2004, e poi 51.34 nel 2005 e 51.51 nel 2006) Nei 200 misti (1.55.94 nel 2003 contro 1.55.84 nel 2006) c'è stato quel lievissimo progresso di un decimo, più che giustificato dal confronto avuto fino all'ultimo metro con Lochte in quell'epica finale dei Panpacifici 2006, mentre ai Mondiali 2003 e ai Nats 2003 Phelps aveva fatto gara solitaria. Anche nei 200 delfino (1.53.93 nel 2003 contro l'1.53.80 dei Panpacifici 2006) c'è stato un lieve progresso di 14 centesimi. L'unica gara in cui il PB di Phelps è stato ottenuto nel 2005 sono i 200 stile libero: 1.45.20 per l'oro ai Mondiali di Montreal, contro l'1.45.99 dei Nats 2003, l'1.45.32 nella race of the century di Atene 2004 e l'1.45.63 ai Nationals 2006. Concludo con i 100 sl, mai preparati come gara individuale a parte il 2005 (con tutti i problemi visti), dove c'è stata una lieve progressione cronometrica dal 2003 al 2006: 49.19 ai Nationals 2003, 49.05 agli Spring Champs del 2004, 48.93 nella semifinale dei 100 sl dei Mondiali 2005 e 48.83 in prima frazione della 4x100 sl ai Panpacifici. Insomma, tutto questo per dimostrare che il Phelps di fine agosto 2006 era sì migliore di quello dei Mondiali 2005, ma nessuno, davvero nessuno avrebbe potuto prevederne le autentiche imprese dei Mondiali 2007, e anche i risultati ottenuti ai Nationals disputati quattro mesi dopo, nell'agosto 2007. Questi nuovi impressionanti progressi cronometrici ad ampio spettro (su ben 8 gare!) del 2007 riprendono il discorso interrotto a fine 2003, quando quel Phelps 18enne sembrava inarrestabile nei suoi miglioramenti. Ho detto che a fine agosto 2006 nessuno avrebbe potuto prevedere le prestazioni di cui fu capace Phelps ai Mondiali 2007, ma tutto cambiò il 17 febbraio 2007, quando, poco più di un mese prima dell'inizio dei Mondiali, nell'ultimo meeting della fase preparatoria, Phelps ottenne addirittura il WR nei 200 delfino. Nuotare 1.53.71 nei 200 delfino (gara dove i benefici del tapering sono evidenti) a 5 settimane dall'inizio dei Mondiali con barba bene in vista, è evidente che cambiava tanto, spostando molto in alto il livello delle aspettative di Phelps e, in generale, preparando il mondo del nuoto a quello che sarebbe avvenuto a Melbourne. E' chiaro che quei 6 mesi di preparazione nell'autunno-inverno del 2005/2006 erano andati a meraviglia e, visto l'1.53.7 nei 200 delfino con l'ultima fase della preparazione ancora in corso, i carichi di lavoro si erano dimostrati perfetti, non eccessivi oppure troppo discontinui come capiterà in seguito. Ne approfitto anche per dire che secondo me non è un caso che le migliori annate di Phelps siano state quelle pre-olimpiche addirittura rispetto a quelle olimpiche: 2003 più che 2004, forse anche il 2007 più che il 2008 (anche se qui non è facile il confronto, perché si rischia di sopravvalutare i benefici avuti da Phelps nell'indossare lo Speedo Lzr), 2011 più che 2012 e lo stesso 2015, nonostante Phelps fosse appena rientrato dalla squalifica per la seconda guida in stato di ubriachezza, rispetto al 2016. Nelle annate pre-olimpiche Phelps si allenava con la concentrazione che l'avvicinarsi dell'Olimpiade richiedeva (ovviamente con meno stimoli dopo Pechino 2008 ), ma con meno tensioni e ansie rispetto alle annate olimpiche. Tutto funzionava meglio perché, anche se Phelps passava per "automa", in realtà l'eccesso di tensione lo sentiva anche lui.
modificato Jul 17 '20 a 3:15 pm
 
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In campo femminile, la vigilia dei Mondiali 2007 fu dominata dal tentativo della Manaudou (o, meglio, del suo coach Lucas) di superare nel medagliere individuale lo stesso Phelps.

Pare difficile da credere, a distanza di 13 anni e visto come poi sono andate le cose, ma su molti siti specializzati, e anche tra gli appassionati, prima dell'inizio delle gare circolava la domanda: "secondo te vincerà più medaglie Phelps o la Manaudou"?

Ora, sono l'ultimo a voler discutere la grandissima forza di quella Manaudou e, commentando gli Europei 2006 di Budapest, ho già espresso tutta la mia ammirazione per le prove di cui è stata capace, in particolare quell'impressionante WR nei 400 sl disputati l'ultimo giorno di gara.

Però anche a quegli Europei, in un contesto di minor livello tecnico, si erano manifestati alcuni problemi nelle 6 gare individuali da lei disputate: ad esempio nella batteria dei 400 misti del primo giorno, in cui la Manaudou rinunciò a cercare la qualificazione per la finale, e poi negli stessi 200 sl terminati al terzo posto con un crono per lei deludente.

Insomma, per i Mondiali 2007, tenendo conto anche dell'innalzamento del livello tecnico generale, per me l'ideale per la Manaudou sarebbe stato concentrarsi su 4 gare individuali: 200 sl, 400 sl, 800 sl e 100 dorso, più le due staffette (4x200 sl e 4x100 mista).
Al massimo (ma io non l'avrei fatto) si potevano aggiungere i 200 misti, portando le gare individuali a 5, cioè le stesse di Phelps.

Invece, forse proprio per quel proposito di vincere un numero di medaglie mai visto, la Manaudou venne iscritta a ben 7 gare individuali: 200 sl, 400 sl, 800 sl, 1500 sl, 50 e 100 dorso, 200 misti, più le due staffette citate.

Ora, è vero che poi non si presentò alla batteria dei 200 misti prevista nel primo giorno (quando aveva anche i 400 sl), e che nei 50 dorso, dopo avere disputato la batteria, rinunciò alla semifinale, ma non c'è dubbio che un programma così ampio e dispendioso (i 1500 sl per lei furono micidiali) ne ridusse la brillantezza nelle singole gare e, alla fine, invece di vincere più medaglie, secondo me si ritrovò con un oro in meno di quello che avrebbe potuto conquistare con un programma più contenuto per numero di eventi disputati.

Grande attesa anche per le altre stelle di casa, Jones e Lenton su tutte, e per la rivelazione tedesca Britta Steffen.

In casa Italia l'avvicinamento ai Mondiali aveva purtroppo portato non buone nuove per Alessia Filippi, debilitata da un virus contratto nell'ultimo periodo della preparazione, e sulla cui condizione c'erano molti punti interrogativi.
Ancora maggiori responsabilità quindi, per il campione mondiale ed europeo dei 100 sl Filippo Magnini e poi per Luca Marin, vice-campione mondiale nei 400 misti.
Federica Pellegrini stava decisamente meglio rispetto agli Europei di Budapest 2006 (risolti i problemi alla spalla) e affrontava la prima importante competizione in vasca lunga dopo i primi 6 mesi di allenamento con Alberto Castagnetti.

In campo femminile, la vigilia dei Mondiali 2007 fu dominata dal tentativo della Manaudou (o, meglio, del suo coach Lucas) di superare nel medagliere individuale lo stesso Phelps. Pare difficile da credere, a distanza di 13 anni e visto come poi sono andate le cose, ma su molti siti specializzati, e anche tra gli appassionati, prima dell'inizio delle gare circolava la domanda: "secondo te vincerà più medaglie Phelps o la Manaudou"? Ora, sono l'ultimo a voler discutere la grandissima forza di quella Manaudou e, commentando gli Europei 2006 di Budapest, ho già espresso tutta la mia ammirazione per le prove di cui è stata capace, in particolare quell'impressionante WR nei 400 sl disputati l'ultimo giorno di gara. Però anche a quegli Europei, in un contesto di minor livello tecnico, si erano manifestati alcuni problemi nelle 6 gare individuali da lei disputate: ad esempio nella batteria dei 400 misti del primo giorno, in cui la Manaudou rinunciò a cercare la qualificazione per la finale, e poi negli stessi 200 sl terminati al terzo posto con un crono per lei deludente. Insomma, per i Mondiali 2007, tenendo conto anche dell'innalzamento del livello tecnico generale, per me l'ideale per la Manaudou sarebbe stato concentrarsi su 4 gare individuali: 200 sl, 400 sl, 800 sl e 100 dorso, più le due staffette (4x200 sl e 4x100 mista). Al massimo (ma io non l'avrei fatto) si potevano aggiungere i 200 misti, portando le gare individuali a 5, cioè le stesse di Phelps. Invece, forse proprio per quel proposito di vincere un numero di medaglie mai visto, la Manaudou venne iscritta a ben 7 gare individuali: 200 sl, 400 sl, 800 sl, 1500 sl, 50 e 100 dorso, 200 misti, più le due staffette citate. Ora, è vero che poi non si presentò alla batteria dei 200 misti prevista nel primo giorno (quando aveva anche i 400 sl), e che nei 50 dorso, dopo avere disputato la batteria, rinunciò alla semifinale, ma non c'è dubbio che un programma così ampio e dispendioso (i 1500 sl per lei furono micidiali) ne ridusse la brillantezza nelle singole gare e, alla fine, invece di vincere più medaglie, secondo me si ritrovò con un oro in meno di quello che avrebbe potuto conquistare con un programma più contenuto per numero di eventi disputati. Grande attesa anche per le altre stelle di casa, Jones e Lenton su tutte, e per la rivelazione tedesca Britta Steffen. In casa Italia l'avvicinamento ai Mondiali aveva purtroppo portato non buone nuove per Alessia Filippi, debilitata da un virus contratto nell'ultimo periodo della preparazione, e sulla cui condizione c'erano molti punti interrogativi. Ancora maggiori responsabilità quindi, per il campione mondiale ed europeo dei 100 sl Filippo Magnini e poi per Luca Marin, vice-campione mondiale nei 400 misti. Federica Pellegrini stava decisamente meglio rispetto agli Europei di Budapest 2006 (risolti i problemi alla spalla) e affrontava la prima importante competizione in vasca lunga dopo i primi 6 mesi di allenamento con Alberto Castagnetti.
modificato Jul 17 '20 a 5:56 pm
 
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Vediamo i fatti rilevanti e quelli sorprendenti della prima mattinata di batterie ai Campionati Mondiali di Melbourne 2007.

Come detto, la Manaudou è iscritta sia nei 200 misti che nei 400 stile libero, ma non si presenta alla partenza dei 200 misti. Chi, invece, fa entrambe le gare è Katie Hoff, che ottiene il miglior crono nei 200 misti (2.12.04, 12° crono in 2.16.37 per una 18enne ungherese, Katinka Hosszu), ma poi si salva per un soffio nei 400 sl (ottavo tempo delle batterie in 4.08.38, 14 centesimi meglio della McClatchey, che dunque non si qualifica per la finale del pomeriggio).

L'ultima batteria dei 400 sl femminili vede al via sia la Manaudou che la Pellegrini, che ottengono i due migliori crono complessivi: atteso 4.05.29 per Laure Manaudou e decisamente meno atteso 4.06.51 per Federica Pellegrini, che migliora il precedente PB di due secondi e 4 decimi.
Grande debutto quindi per la Pellegrini, che gareggerà in corsia 5 nella finale del pomeriggio con inattese speranze in una gara su cui ha cominciato a puntare davvero solo dal settembre 2006, cioè da quando è allenata da Alberto Castagnetti.

Le batterie dei 400 sl maschili riservano sorprese ancora maggiori.
Nell'ultima sono schierati pezzi grossi come Hackett, Keller, Rosolino, Stanczyk, Rouault e Matsuda, ma il ritmo è sonnecchiante e, a sorpresa, prende l'iniziativa, in corsia 1, l'ucraino Fesenko, che riesce a mantenere un minimo margine di vantaggio dal ritorno di Hackett.
Alla fine sono solo loro due (Fesenko 3.48.50, Hackett 3.48.72, ultimo crono utile per la finale) a qualificarsi, e vengono eliminati Keller (miglior crono di iscrizione), Zhang, Rosolino (3.49.10), Matsuda e Rouault.
In precedenza, Federico Colbertaldo era giunto terzo dietro a Vanderkaay e Prilukov e il suo 3.48.13 lo qualifica per la finale del pomeriggio con il sesto tempo.

Nei 100 rana maschili accede alle semifinali con il 14° crono Terrin (1.01.61), mentre viene eliminato il giovane Edoardo Giorgetti (1.01.95).

Infine, la batteria della 4x100 sl maschile è tinta d'azzurro: miglior crono in 3.15.83 per il quartetto Vismara (50.37), Galenda (48.91), Calvi (49.16), Magnini (47.39).
Quindi, prospettive di medaglia in vista della finale del pomeriggio (pur tenendo conto dell'inserimento di alcuni titolari tenuti a riposo da altre nazioni) e l'ottimo parziale di Magnini rassicura sullo stato di forma del campione mondiale dei 100 sl in vista della gara individuale.
Da notare l'ottavo crono del Sudafrica (3.18.15), che non ha fatto gareggiare Schoeman, impegnato nelle batterie dei 50 delfino, tenendolo per il pomeriggio.

Vediamo i fatti rilevanti e quelli sorprendenti della prima mattinata di batterie ai Campionati Mondiali di Melbourne 2007. Come detto, la Manaudou è iscritta sia nei 200 misti che nei 400 stile libero, ma non si presenta alla partenza dei 200 misti. Chi, invece, fa entrambe le gare è Katie Hoff, che ottiene il miglior crono nei 200 misti (2.12.04, 12° crono in 2.16.37 per una 18enne ungherese, Katinka Hosszu), ma poi si salva per un soffio nei 400 sl (ottavo tempo delle batterie in 4.08.38, 14 centesimi meglio della McClatchey, che dunque non si qualifica per la finale del pomeriggio). L'ultima batteria dei 400 sl femminili vede al via sia la Manaudou che la Pellegrini, che ottengono i due migliori crono complessivi: atteso 4.05.29 per Laure Manaudou e decisamente meno atteso 4.06.51 per Federica Pellegrini, che migliora il precedente PB di due secondi e 4 decimi. Grande debutto quindi per la Pellegrini, che gareggerà in corsia 5 nella finale del pomeriggio con inattese speranze in una gara su cui ha cominciato a puntare davvero solo dal settembre 2006, cioè da quando è allenata da Alberto Castagnetti. Le batterie dei 400 sl maschili riservano sorprese ancora maggiori. Nell'ultima sono schierati pezzi grossi come Hackett, Keller, Rosolino, Stanczyk, Rouault e Matsuda, ma il ritmo è sonnecchiante e, a sorpresa, prende l'iniziativa, in corsia 1, l'ucraino Fesenko, che riesce a mantenere un minimo margine di vantaggio dal ritorno di Hackett. Alla fine sono solo loro due (Fesenko 3.48.50, Hackett 3.48.72, ultimo crono utile per la finale) a qualificarsi, e vengono eliminati Keller (miglior crono di iscrizione), Zhang, Rosolino (3.49.10), Matsuda e Rouault. In precedenza, Federico Colbertaldo era giunto terzo dietro a Vanderkaay e Prilukov e il suo 3.48.13 lo qualifica per la finale del pomeriggio con il sesto tempo. Nei 100 rana maschili accede alle semifinali con il 14° crono Terrin (1.01.61), mentre viene eliminato il giovane Edoardo Giorgetti (1.01.95). Infine, la batteria della 4x100 sl maschile è tinta d'azzurro: miglior crono in 3.15.83 per il quartetto Vismara (50.37), Galenda (48.91), Calvi (49.16), Magnini (47.39). Quindi, prospettive di medaglia in vista della finale del pomeriggio (pur tenendo conto dell'inserimento di alcuni titolari tenuti a riposo da altre nazioni) e l'ottimo parziale di Magnini rassicura sullo stato di forma del campione mondiale dei 100 sl in vista della gara individuale. Da notare l'ottavo crono del Sudafrica (3.18.15), che non ha fatto gareggiare Schoeman, impegnato nelle batterie dei 50 delfino, tenendolo per il pomeriggio.
 
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Ed eccoci alla prima sessione di finali dei Campionati Mondiali 2007.

Complicato doppio impegno per Katie Hoff, che ha sia la semifinale dei 200 misti che la finale dei 400 sl.
Quest'ultima la nuoterà in ottava corsia, e qualcuno forse ricorderà che ai Mondiali precedenti (quelli di Montreal 2005) la Manaudou vinse l'oro dei 400 sl gareggiando in ottava corsia, ma ora ci sarebbe da battere una Manaudou ancora più forte di quella di allora. A dimostrazione di ciò la Manaudou ha già migliorato, con il 4.05.29 della batteria, il record dei campionati ed è la nettissima favorita della finale.

Come detto, la Manaudou nuota in quarta corsia, con in quinta corsia la Pellegrini.
Ormai siamo abituati alle partenze veloci della francese, ma quella di Melbourne fu "fotonica": 27.35 ai 50 m, 57.34 ai 100 m (e la prima inseguitrice, la Shibata, era già distaccata di 1 secondo e 81 centesimi), 1.27.69 ai 150 m, 1.58.69 ai 200 m (e il distacco della prima inseguitrice, sempre la Shibata, era di 2 secondi e 89 centesimi).
Per confronto, ecco i passaggi della Manaudou in occasione del suo WR di 4.02.13 agli Europei 2006: 27.82 ai 50m, 57.81 ai 100 m, 1.28.18 ai 150 m, 1.59.11 ai 200 m.
Insomma, a testimonianza di una partenza forse esagerata anche per le sue caratteristiche, ai 50 m la Manaudou era già 47 centesimi più veloce di quanto fatto in occasione del suo WR. Ha poi raggiunto il picco del vantaggio con 49 centesimi ai 150 m, per poi scendere a 42 centesimi ai 200 m.

Guardiamo allora i passaggi della Manaudou nella seconda metà gara, con tra parentesi quelli fatti in occasione del suo WR: 2.29.73 (2.30.13) ai 250 m, 3.01.10 (3.01.16) ai 300 m, 3.32.36 (3.32.03) ai 350 m e il crono finale di 4.02.61 (4.02.13) che è il secondo miglior crono mai nuotato dopo il suo 4.02.13 agli Europei, che quindi resta primato mondiale.

Vediamo cosa è accaduto nella lotta per le altre due medaglie.
Come detto, la Shibata ha forzato le sue caratteristiche passando molto veloce ai 200 m (2.01.58 ), contro il 2.02.04 della Jedrzejczak, il 2.02.16 della Pellegrini e il 2.02.68 della Hoff.
Ai 300 m in seconda posizione c'è però la Jedrzejczak (3.03.53), al solito molto abile nella distribuzione delle energie; 3.03.95 per la Shibata; 3.04.33 per una Hoff che ha guadagnato posizioni; 3.04.46 per la Pellegrini.
La Jedrzejczak termina la sua gara con un ottimo ultimo 100 m (1.00.70 rispetto all'1.01.51 della Manaudou) e finisce seconda in un 4.04.23 che migliora sensibilmente il 4.05.84 che le era valso l'argento olimpico ad Atene.
Meritato bronzo per una Shibata che, come detto, è passata molto forte ai 200 m, ma riesce comunque a chiudere con un ultimo 100 m da 1.01.24, e quindi con un crono finale di 4.05.19 (anche per lei netto PB).
Quarto posto, in corsia 8, con 4.05.65 (18 centesimi di miglioramento rispetto al precedente PB) per Katie Hoff che chiude gli ultimi 100 m in 1.01.32, praticamente lo stesso parziale di Federica Pellegrini (1.01.33), che con 4.05.79 migliora ulteriormente il PB e record italiano realizzato in mattinata.

Da notare come il picco del vantaggio della Manaudou sulla Jedrzejczak sia stato al passaggio dei 200 m (3 secondi e 35 centesimi) e all'arrivo sia stato più che dimezzato (1 secondo e 62 centesimi).
D'altra parte, la distribuzione della Manaudou delle sue due metà gara: 1.58.69-2.03.92 è, come più volte detto, piuttosto sbilanciata verso i primi 200 metri, mentre la Jedrzejczak ha nuotato due metà gara praticamente uguali (2.02.04-2.02.19).

Ottime prove, per diverse ragioni (netto PB per Ai Shibata con condotta di gara parecchio coraggiosa, lieve progresso personale per Katie Hoff nonostante l'impegno nei 200 misti, progresso cronometrico molto significativo rispetto alla vigilia delle gare e quinto posto mondiale per Federica Pellegrini nonostante la ridotta esperienza nei 400 sl), anche quelle di Ai Shibata, Katie Hoff e Federica Pellegrini.

Ed eccoci alla prima sessione di finali dei Campionati Mondiali 2007. Complicato doppio impegno per Katie Hoff, che ha sia la semifinale dei 200 misti che la finale dei 400 sl. Quest'ultima la nuoterà in ottava corsia, e qualcuno forse ricorderà che ai Mondiali precedenti (quelli di Montreal 2005) la Manaudou vinse l'oro dei 400 sl gareggiando in ottava corsia, ma ora ci sarebbe da battere una Manaudou ancora più forte di quella di allora. A dimostrazione di ciò la Manaudou ha già migliorato, con il 4.05.29 della batteria, il record dei campionati ed è la nettissima favorita della finale. Come detto, la Manaudou nuota in quarta corsia, con in quinta corsia la Pellegrini. Ormai siamo abituati alle partenze veloci della francese, ma quella di Melbourne fu "fotonica": 27.35 ai 50 m, 57.34 ai 100 m (e la prima inseguitrice, la Shibata, era già distaccata di 1 secondo e 81 centesimi), 1.27.69 ai 150 m, 1.58.69 ai 200 m (e il distacco della prima inseguitrice, sempre la Shibata, era di 2 secondi e 89 centesimi). Per confronto, ecco i passaggi della Manaudou in occasione del suo WR di 4.02.13 agli Europei 2006: 27.82 ai 50m, 57.81 ai 100 m, 1.28.18 ai 150 m, 1.59.11 ai 200 m. Insomma, a testimonianza di una partenza forse esagerata anche per le sue caratteristiche, ai 50 m la Manaudou era già 47 centesimi più veloce di quanto fatto in occasione del suo WR. Ha poi raggiunto il picco del vantaggio con 49 centesimi ai 150 m, per poi scendere a 42 centesimi ai 200 m. Guardiamo allora i passaggi della Manaudou nella seconda metà gara, con tra parentesi quelli fatti in occasione del suo WR: 2.29.73 (2.30.13) ai 250 m, 3.01.10 (3.01.16) ai 300 m, 3.32.36 (3.32.03) ai 350 m e il crono finale di 4.02.61 (4.02.13) che è il secondo miglior crono mai nuotato dopo il suo 4.02.13 agli Europei, che quindi resta primato mondiale. Vediamo cosa è accaduto nella lotta per le altre due medaglie. Come detto, la Shibata ha forzato le sue caratteristiche passando molto veloce ai 200 m (2.01.58 ), contro il 2.02.04 della Jedrzejczak, il 2.02.16 della Pellegrini e il 2.02.68 della Hoff. Ai 300 m in seconda posizione c'è però la Jedrzejczak (3.03.53), al solito molto abile nella distribuzione delle energie; 3.03.95 per la Shibata; 3.04.33 per una Hoff che ha guadagnato posizioni; 3.04.46 per la Pellegrini. La Jedrzejczak termina la sua gara con un ottimo ultimo 100 m (1.00.70 rispetto all'1.01.51 della Manaudou) e finisce seconda in un 4.04.23 che migliora sensibilmente il 4.05.84 che le era valso l'argento olimpico ad Atene. Meritato bronzo per una Shibata che, come detto, è passata molto forte ai 200 m, ma riesce comunque a chiudere con un ultimo 100 m da 1.01.24, e quindi con un crono finale di 4.05.19 (anche per lei netto PB). Quarto posto, in corsia 8, con 4.05.65 (18 centesimi di miglioramento rispetto al precedente PB) per Katie Hoff che chiude gli ultimi 100 m in 1.01.32, praticamente lo stesso parziale di Federica Pellegrini (1.01.33), che con 4.05.79 migliora ulteriormente il PB e record italiano realizzato in mattinata. Da notare come il picco del vantaggio della Manaudou sulla Jedrzejczak sia stato al passaggio dei 200 m (3 secondi e 35 centesimi) e all'arrivo sia stato più che dimezzato (1 secondo e 62 centesimi). D'altra parte, la distribuzione della Manaudou delle sue due metà gara: 1.58.69-2.03.92 è, come più volte detto, piuttosto sbilanciata verso i primi 200 metri, mentre la Jedrzejczak ha nuotato due metà gara praticamente uguali (2.02.04-2.02.19). Ottime prove, per diverse ragioni (netto PB per Ai Shibata con condotta di gara parecchio coraggiosa, lieve progresso personale per Katie Hoff nonostante l'impegno nei 200 misti, progresso cronometrico molto significativo rispetto alla vigilia delle gare e quinto posto mondiale per Federica Pellegrini nonostante la ridotta esperienza nei 400 sl), anche quelle di Ai Shibata, Katie Hoff e Federica Pellegrini.
modificato Jul 18 '20 a 8:51 pm
 
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Se la finale dei 400 sl femminili ha visto una Manaudou, ancora più arrembante del solito, imporre un ritmo micidiale, quella dei 400 sl maschili è stata molto più tattica.
Si è detto delle sorprese nelle batterie dei 400 sl che hanno eliminato diversi nomi importanti.
Quello più famoso rimasto in gara, Grant Hackett, nuota la finale dalla corsia 8 (la più citata, ormai smile ).

Peter Vanderkaay ha ottenuto il miglior crono delle batterie e vira con un leggerissimo vantaggio ai 100 m: 54.76 rispetto al 54.80 di Hackett, il 54.87 di Mellouli, il 55.00 di Park, il 55.35 di Prilukov e il 55.42 di Colbertaldo.

A metà gara passa a condurre Hackett in corsia esterna: 1.52.14 contro l'1.52.46 di Mellouli, l'1.52.51 di Vanderkaay, l'1.52.86 di Prilukov, l'1.52.87 di Park e l'1.53.48 di Federico Colbertaldo.

E' chiaro che l'Hackett che stiamo vedendo non è certo quello tirato a lucido di Montreal 2005, ma le sue chance di vittoria permangono anche ai 300 m, dove a condurre è Mellouli in 2.49.23. Hackett è secondo in 2.49.44, Prilukov terzo in 2.49.94, Vanderkaay quarto in 2.50.28 e Park ancora quinto in 2.50.39. Sesto Colbertaldo in 2.51.36.

Nel penultimo 50 m Prilukov innesca il suo sprint: ai 350 m i passaggi vedono ancora Mellouli primo in 3.17.47 con Prilukov secondo a 31 centesimi e Hackett terzo a 34 centesimi. Park è diventato quarto, superando Vanderkaay, e il suo distacco da Mellouli è sceso a 77 centesimi, mentre Vanderkaay vira con 1 secondo e 36 centesimi di ritardo da Mellouli.

Da notare come il parziale più veloce in questo penultimo 50 m sia stato di Prilukov in 27.84, mentre Park ha realizzato un 27.85, Mellouli un 28.24, Hackett un 28.37.

Gli ultimi 50 m, però, sono un vero capolavoro natatorio di Park che, con un 26.06 (!!) che non ha bisogno di ulteriori commenti, passa da quarto a primo con margine, andando a vincere in 3.44.30, con Mellouli secondo in 3.45.12 e Hackett terzo in 3.45.43 per 4 centesimi su Prilukov (3.45.47).
Quinto è Vanderkaay in 3.46.36 e sesto il solito super-affidabile Federico Colbertaldo, che con 3.48.01 migliora ancora di 12 centesimi il tempo della batteria.

Ai Panpacifici 2006 avevamo già verificato l'incredibile capacità di Park di cambiare passo nei finali di gara.
In questa finale dei 400 sl dei Mondiali 2007 però è stato protagonista di qualcosa di veramente eccezionale, con un 26.06 negli ultimi 50 m e un 53.91 negli ultimi 100 m.
Altri dati impressionanti:
1) Park ha trasformato una gara tattica in una con un crono finale (3.44.30) più che rispettabile
2) ha vinto questi 400 sl con un netto negative split (1.52.87-1.51.43), indice di margini di progresso cronometrico ancora consistenti.
3) Era quinto a 100 metri dalla fine, quarto a 50 m dalla fine ed è riuscito a vincere nettamente una finale mondiale.
Tutto questo a 18 anni.
Insomma, il nuoto mondiale pareva avere trovato un protagonista capace di contrassegnare il futuro dei 400 sl (e magari anche di altre distanze).

Se la finale dei 400 sl femminili ha visto una Manaudou, ancora più arrembante del solito, imporre un ritmo micidiale, quella dei 400 sl maschili è stata molto più tattica. Si è detto delle sorprese nelle batterie dei 400 sl che hanno eliminato diversi nomi importanti. Quello più famoso rimasto in gara, Grant Hackett, nuota la finale dalla corsia 8 (la più citata, ormai :) ). Peter Vanderkaay ha ottenuto il miglior crono delle batterie e vira con un leggerissimo vantaggio ai 100 m: 54.76 rispetto al 54.80 di Hackett, il 54.87 di Mellouli, il 55.00 di Park, il 55.35 di Prilukov e il 55.42 di Colbertaldo. A metà gara passa a condurre Hackett in corsia esterna: 1.52.14 contro l'1.52.46 di Mellouli, l'1.52.51 di Vanderkaay, l'1.52.86 di Prilukov, l'1.52.87 di Park e l'1.53.48 di Federico Colbertaldo. E' chiaro che l'Hackett che stiamo vedendo non è certo quello tirato a lucido di Montreal 2005, ma le sue chance di vittoria permangono anche ai 300 m, dove a condurre è Mellouli in 2.49.23. Hackett è secondo in 2.49.44, Prilukov terzo in 2.49.94, Vanderkaay quarto in 2.50.28 e Park ancora quinto in 2.50.39. Sesto Colbertaldo in 2.51.36. Nel penultimo 50 m Prilukov innesca il suo sprint: ai 350 m i passaggi vedono ancora Mellouli primo in 3.17.47 con Prilukov secondo a 31 centesimi e Hackett terzo a 34 centesimi. Park è diventato quarto, superando Vanderkaay, e il suo distacco da Mellouli è sceso a 77 centesimi, mentre Vanderkaay vira con 1 secondo e 36 centesimi di ritardo da Mellouli. Da notare come il parziale più veloce in questo penultimo 50 m sia stato di Prilukov in 27.84, mentre Park ha realizzato un 27.85, Mellouli un 28.24, Hackett un 28.37. Gli ultimi 50 m, però, sono un vero capolavoro natatorio di Park che, con un 26.06 (!!) che non ha bisogno di ulteriori commenti, passa da quarto a primo con margine, andando a vincere in 3.44.30, con Mellouli secondo in 3.45.12 e Hackett terzo in 3.45.43 per 4 centesimi su Prilukov (3.45.47). Quinto è Vanderkaay in 3.46.36 e sesto il solito super-affidabile Federico Colbertaldo, che con 3.48.01 migliora ancora di 12 centesimi il tempo della batteria. Ai Panpacifici 2006 avevamo già verificato l'incredibile capacità di Park di cambiare passo nei finali di gara. In questa finale dei 400 sl dei Mondiali 2007 però è stato protagonista di qualcosa di veramente eccezionale, con un 26.06 negli ultimi 50 m e un 53.91 negli ultimi 100 m. Altri dati impressionanti: 1) Park ha trasformato una gara tattica in una con un crono finale (3.44.30) più che rispettabile 2) ha vinto questi 400 sl con un netto negative split (1.52.87-1.51.43), indice di margini di progresso cronometrico ancora consistenti. 3) Era quinto a 100 metri dalla fine, quarto a 50 m dalla fine ed è riuscito a vincere nettamente una finale mondiale. Tutto questo a 18 anni. Insomma, il nuoto mondiale pareva avere trovato un protagonista capace di contrassegnare il futuro dei 400 sl (e magari anche di altre distanze).
modificato Jul 18 '20 a 9:52 pm
 
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La finale della staffetta 4x100 sl femminile si preannunciava estremamente interessante.
La Germania aveva stabilito il WR di 3.35.22 agli Europei dell'anno precedente e sfidava le australiane, padrone di casa, e un quartetto statunitense che aveva dimostrato, con il 3.35.80 dei Panpacifici, di volersi giocare la partita per l'oro.
In più c'era l'Olanda in netta crescita, che presentava la giovane Heemskerk nel quartetto titolare.

L'Australia schiera in prima frazione la sua atleta più forte, Libby Lenton; la Germania ripropone, come agli Europei, la Dallmann; la prima frazionista Usa è, al solito, Natalie Coughlin, mentre per l'Olanda parte Inge Dekker.

La Lenton, all'esordio mondiale, nuota un gran 53.42, replicando il suo PB di inizio 2006, che era stato WR fino al 53.30 della Steffen agli Europei.
La Coughlin realizza un discreto 54.11, la Dekker un 54.57, e per la Dallmann c'è un 55.11 decisamente peggiore del 54.53 di cui era stata capace agli Europei.
Bilancio dopo la prima frazione: c'è stata l'ottima partenza, attesa, della Lenton per l'Australia; gli Usa sono a circa 7 decimi (ci sta, anche se magari speravano in un sub-54" per la Coughlin), mentre è decisamente troppo pesante, per le sue speranze di oro, il ritardo di 1 secondo e 7 decimi della Germania.

Nella seconda frazione ci sono la Schlanger per l'Australia, la Nymeyer per gli Usa, la Kromowidjojo per l'Olanda e la Lurz (ex-Liebs, prima di sposarsi con il campione della gran fondo Thomas Lurz) per la Germania.
La Schlanger nuota un buon 53.95, ma Lacey Nymeyer si supera realizzando un grande 53.50 che porta le statunitensi a soli 26 centesimi dalle australiane, a metà gara.
Il parziale della 17enne Kromowidjojo è di 54.82 e quello della Lurz di 54.56. Aumenta, quindi, il ritardo delle tedesche, non solo da australiane e statunitensi che conducono la gara, ma anche rispetto a quanto fatto agli Europei (la Lurz, schierata in ultima frazione, aveva nuotato in 54.16).

La terza frazione può essere decisiva, perché le statunitensi schierano Amanda Weir, di cui ricorderete il PB di 53.58 nei 100 sl ai Nationals 2006, e l'Australia la Reese, la meno forte delle sue quattro staffettiste.
Insomma, la Weir ha l'occasione del "quasi-KO", ma non la sfrutta: supera sì la Reese, ma il 54.02 che realizza non è certo quanto auspicato in casa-Usa.
La Reese nuota un 54.90 che tiene comunque l'Australia in gara a 100 m dalla fine, tenendo conto che partirà la campionessa olimpica Jodie Henry contro Kara Lynn Joyce per gli Usa.
Ormai la staffetta è ben delineata: per l'oro lottano Usa e Australia, per il bronzo la partita è tra Olanda e Germania. In questo senso, il buon 54.13 della Heemskerk in terza frazione, segna un punto rilevante per le orange, se confrontato con il 54.62 della Samulski (ormai il confronto con il WR realizzato agli Europei non ha molto senso, comunque in quell'occasione nuotò la Goetz e ottenne un 53.87).

La Joyce, ultima frazionista Usa, parte con 62 centesimi di vantaggio sulla Henry, ultima frazionista australiana.
Ai 350 m la Joyce ha perso solo 11 centesimi dalla Henry, ma si sa che la seconda vasca è quella in cui la Henry è più efficace e il sorpasso avviene a ridosso dell'arrivo: 53.21 la frazione della Henry rispetto al 54.03 della Joyce e tempi finali di 3.35.48 per l'Australia e 3.35.68 per gli Stati Uniti.
Per il bronzo, non è sufficiente alla Germania una grandissima frazione di Britta Steffen, che con 52.65 ritocca di un centesimo il 52.66 lanciato degli Europei.
Marleen Veldhuis, nuotando 53.29, conserva 13 centesimi di vantaggio: 3.36.81 il tempo dell'Olanda, 3.36.94 quello della Germania.

Gara avvincente, in cui - come detto - gli Stati Uniti hanno avuto più dell'atteso dalla Nymeyer e meno di quanto sperato dalla Weir.
L'oro è stato vinto dall'Australia che aveva due grandissime atlete (Lenton e Henry), un'altra decisamente notevole (la Schlanger) e una quarta frazionista di livello inferiore alle altre (la Reese).

Il 3.35.48 con cui l'Australia ha vinto l'oro è comunque il nuovo record nazionale e dista solo 26 centesimi dal WR della Germania, mentre il 3.35.68 delle Usa migliora di 12 centesimi il record nazionale stabilito ai Panpacifici.
Anche per l'Olanda, terza, è nuovo record nazionale in 3.36.81 e la soddisfazione di avere trovato un'altra ottima frazionista nella 19enne Femke Heemskerk.

La finale della staffetta 4x100 sl femminile si preannunciava estremamente interessante. La Germania aveva stabilito il WR di 3.35.22 agli Europei dell'anno precedente e sfidava le australiane, padrone di casa, e un quartetto statunitense che aveva dimostrato, con il 3.35.80 dei Panpacifici, di volersi giocare la partita per l'oro. In più c'era l'Olanda in netta crescita, che presentava la giovane Heemskerk nel quartetto titolare. L'Australia schiera in prima frazione la sua atleta più forte, Libby Lenton; la Germania ripropone, come agli Europei, la Dallmann; la prima frazionista Usa è, al solito, Natalie Coughlin, mentre per l'Olanda parte Inge Dekker. La Lenton, all'esordio mondiale, nuota un gran 53.42, replicando il suo PB di inizio 2006, che era stato WR fino al 53.30 della Steffen agli Europei. La Coughlin realizza un discreto 54.11, la Dekker un 54.57, e per la Dallmann c'è un 55.11 decisamente peggiore del 54.53 di cui era stata capace agli Europei. Bilancio dopo la prima frazione: c'è stata l'ottima partenza, attesa, della Lenton per l'Australia; gli Usa sono a circa 7 decimi (ci sta, anche se magari speravano in un sub-54" per la Coughlin), mentre è decisamente troppo pesante, per le sue speranze di oro, il ritardo di 1 secondo e 7 decimi della Germania. Nella seconda frazione ci sono la Schlanger per l'Australia, la Nymeyer per gli Usa, la Kromowidjojo per l'Olanda e la Lurz (ex-Liebs, prima di sposarsi con il campione della gran fondo Thomas Lurz) per la Germania. La Schlanger nuota un buon 53.95, ma Lacey Nymeyer si supera realizzando un grande 53.50 che porta le statunitensi a soli 26 centesimi dalle australiane, a metà gara. Il parziale della 17enne Kromowidjojo è di 54.82 e quello della Lurz di 54.56. Aumenta, quindi, il ritardo delle tedesche, non solo da australiane e statunitensi che conducono la gara, ma anche rispetto a quanto fatto agli Europei (la Lurz, schierata in ultima frazione, aveva nuotato in 54.16). La terza frazione può essere decisiva, perché le statunitensi schierano Amanda Weir, di cui ricorderete il PB di 53.58 nei 100 sl ai Nationals 2006, e l'Australia la Reese, la meno forte delle sue quattro staffettiste. Insomma, la Weir ha l'occasione del "quasi-KO", ma non la sfrutta: supera sì la Reese, ma il 54.02 che realizza non è certo quanto auspicato in casa-Usa. La Reese nuota un 54.90 che tiene comunque l'Australia in gara a 100 m dalla fine, tenendo conto che partirà la campionessa olimpica Jodie Henry contro Kara Lynn Joyce per gli Usa. Ormai la staffetta è ben delineata: per l'oro lottano Usa e Australia, per il bronzo la partita è tra Olanda e Germania. In questo senso, il buon 54.13 della Heemskerk in terza frazione, segna un punto rilevante per le orange, se confrontato con il 54.62 della Samulski (ormai il confronto con il WR realizzato agli Europei non ha molto senso, comunque in quell'occasione nuotò la Goetz e ottenne un 53.87). La Joyce, ultima frazionista Usa, parte con 62 centesimi di vantaggio sulla Henry, ultima frazionista australiana. Ai 350 m la Joyce ha perso solo 11 centesimi dalla Henry, ma si sa che la seconda vasca è quella in cui la Henry è più efficace e il sorpasso avviene a ridosso dell'arrivo: 53.21 la frazione della Henry rispetto al 54.03 della Joyce e tempi finali di 3.35.48 per l'Australia e 3.35.68 per gli Stati Uniti. Per il bronzo, non è sufficiente alla Germania una grandissima frazione di Britta Steffen, che con 52.65 ritocca di un centesimo il 52.66 lanciato degli Europei. Marleen Veldhuis, nuotando 53.29, conserva 13 centesimi di vantaggio: 3.36.81 il tempo dell'Olanda, 3.36.94 quello della Germania. Gara avvincente, in cui - come detto - gli Stati Uniti hanno avuto più dell'atteso dalla Nymeyer e meno di quanto sperato dalla Weir. L'oro è stato vinto dall'Australia che aveva due grandissime atlete (Lenton e Henry), un'altra decisamente notevole (la Schlanger) e una quarta frazionista di livello inferiore alle altre (la Reese). Il 3.35.48 con cui l'Australia ha vinto l'oro è comunque il nuovo record nazionale e dista solo 26 centesimi dal WR della Germania, mentre il 3.35.68 delle Usa migliora di 12 centesimi il record nazionale stabilito ai Panpacifici. Anche per l'Olanda, terza, è nuovo record nazionale in 3.36.81 e la soddisfazione di avere trovato un'altra ottima frazionista nella 19enne Femke Heemskerk.
modificato Jul 19 '20 a 2:07 pm
 
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Ed eccoci alla finale della 4x100 sl maschile, attesissima in casa Italia dopo il miglior crono delle batterie.

Ai tecnici italiani non manca il coraggio: decidono di far esordire nella staffetta veloce a sl Max Rosolino, affidandogli la delicata prima frazione al posto di Vismara che l'aveva nuotata al mattino, e poi scambiano l'ordine delle frazioni tra Calvi e Galenda, per cui Calvi nuota la seconda e Galenda la terza frazione. Anchor-leg per Magnini.

Anche a distanza di 13 anni e sapendo come è andata a finire smile , io avrei fatto diversamente.
Avrei cioè sì provato la carta Rosolino in prima, ma avrei mantenuto in seconda frazione Christian Galenda, il nostro secondo staffettista più forte e affidabile dopo Magnini, per non rischiare di ritrovarmi con troppo distacco a metà gara.

Comunque, formazione dell'Italia (Rosolino, Calvi, Galenda, Magnini) a forte trazione posteriore, e vediamo come è andata, frazione per frazione.

Esordio mondiale per Phelps, che dopo l'infausta seconda frazione di Atene 2004 (con quella partenza lanciata assai titubante) è sempre stato messo in prima frazione, che peraltro gli Usa riservano di solito al 100ista più forte.
In questo caso, i dubbi su chi sia tra Phelps e Lezak sono risolti dal fatto che Lezak si trova a meraviglia in quarta frazione, con la partenza lanciata di cui è specialista.
Per gli Usa, favoriti d'obbligo dopo il WR di 3.12.46 realizzato ai Panpacs 2006, stessa formazione del WR: Walker in seconda, Jones in terza e Lezak in quarta.

Insieme a Phelps e Rosolino, nuotano la prima frazione anche Hayden per il Canada, Cielo per il Brasile, Sullivan per l'Australia, Gilot per la Francia, Neethling per il Sudafrica (che, rispetto ad Atene 2004, ha scambiato l'ordine delle frazioni tra Neethling e Schoeman) e Stymne per la Svezia (che ha Nystrand in seconda frazione).

Phelps chiude in testa la prima frazione in 48.42 (23.46-24.96) che migliora di 41 centesimi il precedente PB ottenuto ai Panpacifici in occasione del WR degli Usa.
Secondo è Hayden in 48.55, terzo Cielo in 48.63, quarto Sullivan in 48.88. Poi Neethling in un 49.17 che non fa volare le speranze sudafricane, Gilot in un "medio" 49.18 e settimo il non-specialista Rosolino con un 49.35 (23.73-25.62) per cui c'è solo da complimentarsi (al mattino Vismara aveva realizzato un 50.37). Ottavo Stymne per la Svezia in 49.78.

Walker, in seconda frazione per gli Usa, è meno brillante del passato: 48.31 il suo parziale contro i vari 47" alto realizzati in precedenza (47.89 in occasione del WR), ma, dopo la prima frazione di Phelps, questa staffetta si è messa su un piano inclinato per gli Stati Uniti, con in bella evidenza la medaglia d'oro.

Concentriamoci, quindi, sulle altre posizioni.
Dopo il bel 48.63 di Cielo, Nicholas Oliveira, secondo frazionista brasiliano, nuota un 48.82 che è sufficiente a porre il Brasile in seconda posizione nel passaggio a metà gara.
In realtà sono tutti molto vicini: il Brasile è secondo in 1.37.45, il Canada settimo in 1.37.97.
Ottava l'Italia in 1.38.41, dato che, dopo il 49.35 di Rosolino, Alessandro Calvi ha nuotato un 49.06 che, come peraltro nel caso di Rosolino, costituisce un parziale decisamente soddisfacente.

Insomma, a metà gara l'Italia è ottava, l'unica formazione un po' staccata dal gruppone Brasile, Sudafrica, Francia, Australia, Svezia, Canada, ma è consolante il fatto che il distacco dal secondo posto, il Brasile, sia sotto il secondo (96 centesimi, per l'esattezza), e l'Italia, a differenza delle altre squadre citate, ha alla partenza i suoi due staffettisti più forti.
Per completare il quadro della seconda frazione, va detto che il parziale più veloce è stato il 48.17 di Nystrand.
Il francese Bousquet ha realizzato un 48.48, il sudafricano Ferns un 48.46, l'australiano Callus un 48.86 che non fa alzare i decibel della Rod Laver Arena.

Abbiamo detto che gli Stati Uniti sono su un piano inclinato verso la vittoria, e questo non cambia anche dopo la terza frazione di Cullen Jones da 48.67, ben distante dal 47.96 realizzato ai Panpacifici in occasione del WR.
Nessun problema, comunque, per gli Usa, perché alla fine della terza frazione il loro vantaggio sulla seconda posizione, che è stata conquistata dalla Francia, è aumentato a 1 secondo e 10 centesimi.
Arriva la notizia migliore per l'Italia: con 48.45 Christian Galenda è il più veloce tra i terzi frazionisti, e l'Italia, a 100 m dall'arrivo, è passata da ottava a sesta, a soli 36 centesimi dal secondo posto della Francia.

Per dire dell'incertezza (in realtà virtuale, perché conta la forza di chi sta partendo) ai 300 m: sette nazioni sono comprese tra il 2.26.50 della Francia (seconda) e il 2.26.91 dell'Australia (ottava), quindi in 41 centesimi.

In ultima frazione la Francia schiera Alain Bernard, la Svezia (tenuta in gioco da un eroico Lars Frolander, ancora capace, a 33 anni, di un 48.71 lanciato, sfruttando anche un cambio a 0.00) Wikstrom, il Sudafrica Schoeman, il Canada Greenshields, l'Italia Magnini, il Brasile Thiago Pereira e l'Australia Monk.

Guardando i nomi di chi è al via: il Brasile che schiera il mistista Thiago Pereira, e la Svezia e il Canada dei giovani Wikstrom e Greenshields, sono fuori dalla lotta per il podio; quasi nulle anche le speranze dell'Australia, che parte comunque con un piccolo distacco e ha Monk, decisamente più specialista dei 200 sl.
Restano, dunque, la Francia di Bernard, il Sudafrica di Schoeman e l'Italia di Magnini: una di queste squadre dovrà "rosicchiare la medaglia di legno" smile .

Magnini ha già rimontato la Francia (in quel caso Leveaux) agli Europei dell'anno prima e si ripete con Bernard: è di un secondo netto più veloce la sua frazione, 47.18 contro 48.18, e i 36 centesimi di distacco dalla Francia con cui l'Italia partiva, diventano 64 centesimi di vantaggio all'arrivo. E' storico argento mondiale nella 4x100 sl per l'Italia.

Il parziale di Schoeman è di 47.98, e non basta a colmare i 29 centesimi di ritardo che il Sudafrica aveva dalla Francia alla fine della terza frazione: restano 9 centesimi di vantaggio alla Francia che, quindi, conquista la medaglia di bronzo.

Rimane da riferire del parziale di Lezak: 47.32, il secondo più veloce dopo il 47.18 di Magnini, e dei tempi finali delle quattro squadre che hanno lottato per il podio fino al termine dell'ultima frazione: primi Stati Uniti in 3.12.72 (a 26 centesimi dal loro WR), seconda Italia in 3.14.04 (migliorato di 1 secondo e 19 centesimi il 3.15.23 degli Europei 2006), terza Francia in 3.14.68, quarto Sudafrica in 3.14.77.

Ed eccoci alla finale della 4x100 sl maschile, attesissima in casa Italia dopo il miglior crono delle batterie. Ai tecnici italiani non manca il coraggio: decidono di far esordire nella staffetta veloce a sl Max Rosolino, affidandogli la delicata prima frazione al posto di Vismara che l'aveva nuotata al mattino, e poi scambiano l'ordine delle frazioni tra Calvi e Galenda, per cui Calvi nuota la seconda e Galenda la terza frazione. Anchor-leg per Magnini. Anche a distanza di 13 anni e sapendo come è andata a finire :) , io avrei fatto diversamente. Avrei cioè sì provato la carta Rosolino in prima, ma avrei mantenuto in seconda frazione Christian Galenda, il nostro secondo staffettista più forte e affidabile dopo Magnini, per non rischiare di ritrovarmi con troppo distacco a metà gara. Comunque, formazione dell'Italia (Rosolino, Calvi, Galenda, Magnini) a forte trazione posteriore, e vediamo come è andata, frazione per frazione. Esordio mondiale per Phelps, che dopo l'infausta seconda frazione di Atene 2004 (con quella partenza lanciata assai titubante) è sempre stato messo in prima frazione, che peraltro gli Usa riservano di solito al 100ista più forte. In questo caso, i dubbi su chi sia tra Phelps e Lezak sono risolti dal fatto che Lezak si trova a meraviglia in quarta frazione, con la partenza lanciata di cui è specialista. Per gli Usa, favoriti d'obbligo dopo il WR di 3.12.46 realizzato ai Panpacs 2006, stessa formazione del WR: Walker in seconda, Jones in terza e Lezak in quarta. Insieme a Phelps e Rosolino, nuotano la prima frazione anche Hayden per il Canada, Cielo per il Brasile, Sullivan per l'Australia, Gilot per la Francia, Neethling per il Sudafrica (che, rispetto ad Atene 2004, ha scambiato l'ordine delle frazioni tra Neethling e Schoeman) e Stymne per la Svezia (che ha Nystrand in seconda frazione). Phelps chiude in testa la prima frazione in 48.42 (23.46-24.96) che migliora di 41 centesimi il precedente PB ottenuto ai Panpacifici in occasione del WR degli Usa. Secondo è Hayden in 48.55, terzo Cielo in 48.63, quarto Sullivan in 48.88. Poi Neethling in un 49.17 che non fa volare le speranze sudafricane, Gilot in un "medio" 49.18 e settimo il non-specialista Rosolino con un 49.35 (23.73-25.62) per cui c'è solo da complimentarsi (al mattino Vismara aveva realizzato un 50.37). Ottavo Stymne per la Svezia in 49.78. Walker, in seconda frazione per gli Usa, è meno brillante del passato: 48.31 il suo parziale contro i vari 47" alto realizzati in precedenza (47.89 in occasione del WR), ma, dopo la prima frazione di Phelps, questa staffetta si è messa su un piano inclinato per gli Stati Uniti, con in bella evidenza la medaglia d'oro. Concentriamoci, quindi, sulle altre posizioni. Dopo il bel 48.63 di Cielo, Nicholas Oliveira, secondo frazionista brasiliano, nuota un 48.82 che è sufficiente a porre il Brasile in seconda posizione nel passaggio a metà gara. In realtà sono tutti molto vicini: il Brasile è secondo in 1.37.45, il Canada settimo in 1.37.97. Ottava l'Italia in 1.38.41, dato che, dopo il 49.35 di Rosolino, Alessandro Calvi ha nuotato un 49.06 che, come peraltro nel caso di Rosolino, costituisce un parziale decisamente soddisfacente. Insomma, a metà gara l'Italia è ottava, l'unica formazione un po' staccata dal gruppone Brasile, Sudafrica, Francia, Australia, Svezia, Canada, ma è consolante il fatto che il distacco dal secondo posto, il Brasile, sia sotto il secondo (96 centesimi, per l'esattezza), e l'Italia, a differenza delle altre squadre citate, ha alla partenza i suoi due staffettisti più forti. Per completare il quadro della seconda frazione, va detto che il parziale più veloce è stato il 48.17 di Nystrand. Il francese Bousquet ha realizzato un 48.48, il sudafricano Ferns un 48.46, l'australiano Callus un 48.86 che non fa alzare i decibel della Rod Laver Arena. Abbiamo detto che gli Stati Uniti sono su un piano inclinato verso la vittoria, e questo non cambia anche dopo la terza frazione di Cullen Jones da 48.67, ben distante dal 47.96 realizzato ai Panpacifici in occasione del WR. Nessun problema, comunque, per gli Usa, perché alla fine della terza frazione il loro vantaggio sulla seconda posizione, che è stata conquistata dalla Francia, è aumentato a 1 secondo e 10 centesimi. Arriva la notizia migliore per l'Italia: con 48.45 Christian Galenda è il più veloce tra i terzi frazionisti, e l'Italia, a 100 m dall'arrivo, è passata da ottava a sesta, a soli 36 centesimi dal secondo posto della Francia. Per dire dell'incertezza (in realtà virtuale, perché conta la forza di chi sta partendo) ai 300 m: sette nazioni sono comprese tra il 2.26.50 della Francia (seconda) e il 2.26.91 dell'Australia (ottava), quindi in 41 centesimi. In ultima frazione la Francia schiera Alain Bernard, la Svezia (tenuta in gioco da un eroico Lars Frolander, ancora capace, a 33 anni, di un 48.71 lanciato, sfruttando anche un cambio a 0.00) Wikstrom, il Sudafrica Schoeman, il Canada Greenshields, l'Italia Magnini, il Brasile Thiago Pereira e l'Australia Monk. Guardando i nomi di chi è al via: il Brasile che schiera il mistista Thiago Pereira, e la Svezia e il Canada dei giovani Wikstrom e Greenshields, sono fuori dalla lotta per il podio; quasi nulle anche le speranze dell'Australia, che parte comunque con un piccolo distacco e ha Monk, decisamente più specialista dei 200 sl. Restano, dunque, la Francia di Bernard, il Sudafrica di Schoeman e l'Italia di Magnini: una di queste squadre dovrà "rosicchiare la medaglia di legno" :) . Magnini ha già rimontato la Francia (in quel caso Leveaux) agli Europei dell'anno prima e si ripete con Bernard: è di un secondo netto più veloce la sua frazione, 47.18 contro 48.18, e i 36 centesimi di distacco dalla Francia con cui l'Italia partiva, diventano 64 centesimi di vantaggio all'arrivo. E' storico argento mondiale nella 4x100 sl per l'Italia. Il parziale di Schoeman è di 47.98, e non basta a colmare i 29 centesimi di ritardo che il Sudafrica aveva dalla Francia alla fine della terza frazione: restano 9 centesimi di vantaggio alla Francia che, quindi, conquista la medaglia di bronzo. Rimane da riferire del parziale di Lezak: 47.32, il secondo più veloce dopo il 47.18 di Magnini, e dei tempi finali delle quattro squadre che hanno lottato per il podio fino al termine dell'ultima frazione: primi Stati Uniti in 3.12.72 (a 26 centesimi dal loro WR), seconda Italia in 3.14.04 (migliorato di 1 secondo e 19 centesimi il 3.15.23 degli Europei 2006), terza Francia in 3.14.68, quarto Sudafrica in 3.14.77.
modificato Jul 19 '20 a 3:51 pm
 
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Finali della seconda giornata di gare dei Campionati Mondiali 2007 di Melbourne ( 26 marzo ).

Si parte con un classico: la sfida nei 100 rana tra Hansen e Kitajima.
Riepilogo delle puntate precedenti: ai Mondiali 2003 vinse Kitajima in 59.78; poi la vittoria più pesante, quella alle Olimpiadi di Atene 2004, dove Kitajima superò ancora un delusissimo Hansen, reduce dal WR dei trials; infine, ai Mondiali 2005, la prima vittoria per Hansen (in 59.37) in un contesto mondiale.
Abbiamo poi visto che il 2006 è stato un anno eccezionale per Hansen, reduce da due (anzi tre, perché quello nei 200 rana lo ha migliorato due volte) WR nei 100 e 200 rana e netto vincitore delle gare dei Panpacifici, contro un Kitajima non certo al meglio della forma.
Vediamo cosa è accaduto in questa loro quarta (considerando solo Mondiali e Olimpiadi) sfida.
A metà gara la distanza è minima: Hansen passa primo in 27.67, Kitajima secondo in 27.79.
Da notare come il passaggio ai 50 m di Hansen in occasione del suo attuale WR (59.13 ai Nationals 2006) sia stato di 27.66, quindi solo un centesimo più veloce.
Il braccio di ferro tra i due continua fino alla fine; i 12 centesimi di vantaggio che Hansen aveva ai 50 m sono "a rischio" fino al muro di arrivo, che sancisce infine la seconda vittoria dello statunitense: 59.80 contro il 59.96 del campione olimpico in carica.
Terzo è l'australiano Rickard in 1.00.58, che precede di due centesimi l'ucraino Dymo (1.00.60).
Ancora una volta la difficile gestione della tensione, anche per questi super-campioni, ha avuto un ruolo nel fatto che sia Hansen che Kitajima siano rimasti sopra i 32" nella seconda vasca.
I parziali esatti: Hansen 59.80 (27.67-32.13), Kitajima 59.96 (27.79-32.17).
In occasione del suo WR di 59.13, Hansen ha nuotato i secondi 50 m in 31.47.
Per quanto riguarda Kitajima, è interessante il confronto con la sua vittoria ai Mondiali 2003, che evidenzia come ad una sua indubbia velocizzazione nel passaggio a metà gara, abbia fatto da contraltare una minore "freschezza" nella vasca di ritorno. In quell'occasione Kitajima vinse in 59.78, passando a metà gara in 28.61 e ritornando in 31.17.
Altro dato a supporto della complicata gestione della tensione ai fini della ottimizzazione del rendimento, il fatto che il crono più lento nelle sfide tra i due sia stato quello in occasione dell'appuntamento più importante, l'Olimpiade 2004 dove Kitajima vinse in 1.00.08.

Passiamo alla finale dei 100 delfino femminili, dove la Coughlin sfida le favorite australiane, Schipper e Lenton.
La Coughlin si produce nella sua ormai abituale partenza veloce e vira prima ai 50 m in 26.40, con la Lenton seconda in 26.58 e la Schipper terza in 26.74.
Più di qualcuno si aspetta il calo della Coughlin nella seconda parte di gara e che la sfida per l'oro diventi una questione tutta aussie.
In realtà la sfida resta a tre fino all'arrivo e stavolta a spuntarla è Libby Lenton in 57.15, nuovo record dei campionati, davanti alla Schipper (57.24, contro il 57.23, precedente record dei campionati, che l'aveva laureata campionessa mondiale due anni prima) e ad una Coughlin che con 57.34 migliora di 44 centesimi il suo precedente PB.
Insomma, il WR della De Brujin a Sydney 2000 resta ancora distante più di mezzo secondo, ma tre atlete tra il 57.15 e il 57.34 attestano di una gara di ottimo contenuto tecnico.

Lo splash and dash (come chiamano gli americani le gare dei 50 m) a delfino, celebra la sua finale con Schoeman ancora favorito d'obbligo. E Schoeman fa valere le sue capacità reattive, ancora nettamente superiori alla concorrenza, andando a vincere un altro titolo mondiale in 23.18, a 22 centesimi dal suo WR di 22.96 ottenuto ai Mondiali 2005.
Ian Crocker, pur peggiorando il 23.42 della semifinale, ottiene l'argento in 23.47 e terzo, a sorpresa, arriva il danese Andkjaer, che non solo gareggiava in corsia 8, ma aveva anche ottenuto l'ottavo tempo delle semifinali a pari-merito: 23.99 come il sudafricano Ferns.
Il crono di Andkjaer in finale è stato poi di 23.56, un centesimo meglio di Subirats e 5 centesimi meglio di Breus, che in semifinale aveva ottenuto un 23.53 che sarebbe stato buono per il bronzo.
Da notare il sesto posto in 23.70 per il serbo Milorad Cavic.

Si finisce con la finale dei 200 misti femminili in cui le favorite sono le due statunitensi: Katie Hoff e Whitney Myers.
E noi, avendo diligentemente compiuto il nostro percorso attraverso il 2006, siamo preparatissimi nello spiegarlo smile : la Hoff ha vinto i Nats in 2.10.05 e la Myers è stata la grande rivelazione dei 200 misti ai Panpacifici di due settimane dopo, vincendo nettamente la gara in 2.10.11.
Sviluppo della gara, vasca dopo vasca.
Dopo i primi 50 m a delfino passa in testa la Hoff in 28.35 davanti a Stephanie Rice (28.45). Per la Myers c'è un 28.59, mentre la Coventry passa in 28.73.
Il dorso mischia le carte: prima a metà gara è diventata la Myers in 1.01.72, davanti alla Coventry (1.01.92), alla Hoff (1.01.96) e alla Rice (1.02.03).
Insomma, le prime quattro racchiuse in soli 31 centesimi, ma la rana, in questo caso, presenta un conto salatissimo alla Myers, che va in netta crisi.
Ai 150 m è tornata prima la Hoff in 1.39.06, davanti alla Coventry (1.40.00), alla Rice (1.40.39) e ad una Myers come detto in evidente difficoltà (1.41.79).
La Hoff non incrementa il suo vantaggio a stile libero sulla Coventry che, anzi, ha un parziale più veloce della statunitense negli ultimi 50 m, così come la stessa Rice, mentre una ormai rassegnata Myers chiude in chiaro disarmo.
Crono finali: vince la Hoff in 2.10.13, ad 8 centesimi dal suo record nazionale, seconda è la Coventry in un 2.10.76 che costituisce un netto progresso per lei, anche rispetto al PB ottenuto in semifinale (2.12.50), terza la Rice in 2.11.42, anche lei in evidente progresso rispetto al 2.12.54 della semifinale e al 2.12.90 che aveva alla vigilia di questi campionati, quarta la Myers in 2.13.73, lontanissimo dal citato 2.10.11 dei Panpacifici 2006.

Concludo confrontando i parziali della Hoff in questa gara con quelli del suo record nazionale.

Mondiali 2007: 2.10.13 (28.35 - 1.01.96 - 1.39.06 - 2.10.13)
Nationals 2006: 2.10.05 (28.51 - 1.01.88 - 1.39.49 - 2.10.05)

A 50 m dalla fine la Hoff aveva un vantaggio di 43 centesimi rispetto al passaggio fatto ai Nationals, per cui chiudendo in un ipotetico 30.56 come allora, avrebbe ottenuto un 2.09.62 che avrebbe migliorato l'annoso (e discusso) WR della cinese Wu Yanyan (2.09.72).
Poi, è chiaro che il nuoto reale non si fa certo sommando i parziali migliori delle varie gare smile

Finali della seconda giornata di gare dei Campionati Mondiali 2007 di Melbourne ( 26 marzo ). Si parte con un classico: la sfida nei 100 rana tra Hansen e Kitajima. Riepilogo delle puntate precedenti: ai Mondiali 2003 vinse Kitajima in 59.78; poi la vittoria più pesante, quella alle Olimpiadi di Atene 2004, dove Kitajima superò ancora un delusissimo Hansen, reduce dal WR dei trials; infine, ai Mondiali 2005, la prima vittoria per Hansen (in 59.37) in un contesto mondiale. Abbiamo poi visto che il 2006 è stato un anno eccezionale per Hansen, reduce da due (anzi tre, perché quello nei 200 rana lo ha migliorato due volte) WR nei 100 e 200 rana e netto vincitore delle gare dei Panpacifici, contro un Kitajima non certo al meglio della forma. Vediamo cosa è accaduto in questa loro quarta (considerando solo Mondiali e Olimpiadi) sfida. A metà gara la distanza è minima: Hansen passa primo in 27.67, Kitajima secondo in 27.79. Da notare come il passaggio ai 50 m di Hansen in occasione del suo attuale WR (59.13 ai Nationals 2006) sia stato di 27.66, quindi solo un centesimo più veloce. Il braccio di ferro tra i due continua fino alla fine; i 12 centesimi di vantaggio che Hansen aveva ai 50 m sono "a rischio" fino al muro di arrivo, che sancisce infine la seconda vittoria dello statunitense: 59.80 contro il 59.96 del campione olimpico in carica. Terzo è l'australiano Rickard in 1.00.58, che precede di due centesimi l'ucraino Dymo (1.00.60). Ancora una volta la difficile gestione della tensione, anche per questi super-campioni, ha avuto un ruolo nel fatto che sia Hansen che Kitajima siano rimasti sopra i 32" nella seconda vasca. I parziali esatti: Hansen 59.80 (27.67-32.13), Kitajima 59.96 (27.79-32.17). In occasione del suo WR di 59.13, Hansen ha nuotato i secondi 50 m in 31.47. Per quanto riguarda Kitajima, è interessante il confronto con la sua vittoria ai Mondiali 2003, che evidenzia come ad una sua indubbia velocizzazione nel passaggio a metà gara, abbia fatto da contraltare una minore "freschezza" nella vasca di ritorno. In quell'occasione Kitajima vinse in 59.78, passando a metà gara in 28.61 e ritornando in 31.17. Altro dato a supporto della complicata gestione della tensione ai fini della ottimizzazione del rendimento, il fatto che il crono più lento nelle sfide tra i due sia stato quello in occasione dell'appuntamento più importante, l'Olimpiade 2004 dove Kitajima vinse in 1.00.08. Passiamo alla finale dei 100 delfino femminili, dove la Coughlin sfida le favorite australiane, Schipper e Lenton. La Coughlin si produce nella sua ormai abituale partenza veloce e vira prima ai 50 m in 26.40, con la Lenton seconda in 26.58 e la Schipper terza in 26.74. Più di qualcuno si aspetta il calo della Coughlin nella seconda parte di gara e che la sfida per l'oro diventi una questione tutta aussie. In realtà la sfida resta a tre fino all'arrivo e stavolta a spuntarla è Libby Lenton in 57.15, nuovo record dei campionati, davanti alla Schipper (57.24, contro il 57.23, precedente record dei campionati, che l'aveva laureata campionessa mondiale due anni prima) e ad una Coughlin che con 57.34 migliora di 44 centesimi il suo precedente PB. Insomma, il WR della De Brujin a Sydney 2000 resta ancora distante più di mezzo secondo, ma tre atlete tra il 57.15 e il 57.34 attestano di una gara di ottimo contenuto tecnico. Lo splash and dash (come chiamano gli americani le gare dei 50 m) a delfino, celebra la sua finale con Schoeman ancora favorito d'obbligo. E Schoeman fa valere le sue capacità reattive, ancora nettamente superiori alla concorrenza, andando a vincere un altro titolo mondiale in 23.18, a 22 centesimi dal suo WR di 22.96 ottenuto ai Mondiali 2005. Ian Crocker, pur peggiorando il 23.42 della semifinale, ottiene l'argento in 23.47 e terzo, a sorpresa, arriva il danese Andkjaer, che non solo gareggiava in corsia 8, ma aveva anche ottenuto l'ottavo tempo delle semifinali a pari-merito: 23.99 come il sudafricano Ferns. Il crono di Andkjaer in finale è stato poi di 23.56, un centesimo meglio di Subirats e 5 centesimi meglio di Breus, che in semifinale aveva ottenuto un 23.53 che sarebbe stato buono per il bronzo. Da notare il sesto posto in 23.70 per il serbo Milorad Cavic. Si finisce con la finale dei 200 misti femminili in cui le favorite sono le due statunitensi: Katie Hoff e Whitney Myers. E noi, avendo diligentemente compiuto il nostro percorso attraverso il 2006, siamo preparatissimi nello spiegarlo :) : la Hoff ha vinto i Nats in 2.10.05 e la Myers è stata la grande rivelazione dei 200 misti ai Panpacifici di due settimane dopo, vincendo nettamente la gara in 2.10.11. Sviluppo della gara, vasca dopo vasca. Dopo i primi 50 m a delfino passa in testa la Hoff in 28.35 davanti a Stephanie Rice (28.45). Per la Myers c'è un 28.59, mentre la Coventry passa in 28.73. Il dorso mischia le carte: prima a metà gara è diventata la Myers in 1.01.72, davanti alla Coventry (1.01.92), alla Hoff (1.01.96) e alla Rice (1.02.03). Insomma, le prime quattro racchiuse in soli 31 centesimi, ma la rana, in questo caso, presenta un conto salatissimo alla Myers, che va in netta crisi. Ai 150 m è tornata prima la Hoff in 1.39.06, davanti alla Coventry (1.40.00), alla Rice (1.40.39) e ad una Myers come detto in evidente difficoltà (1.41.79). La Hoff non incrementa il suo vantaggio a stile libero sulla Coventry che, anzi, ha un parziale più veloce della statunitense negli ultimi 50 m, così come la stessa Rice, mentre una ormai rassegnata Myers chiude in chiaro disarmo. Crono finali: vince la Hoff in 2.10.13, ad 8 centesimi dal suo record nazionale, seconda è la Coventry in un 2.10.76 che costituisce un netto progresso per lei, anche rispetto al PB ottenuto in semifinale (2.12.50), terza la Rice in 2.11.42, anche lei in evidente progresso rispetto al 2.12.54 della semifinale e al 2.12.90 che aveva alla vigilia di questi campionati, quarta la Myers in 2.13.73, lontanissimo dal citato 2.10.11 dei Panpacifici 2006. Concludo confrontando i parziali della Hoff in questa gara con quelli del suo record nazionale. Mondiali 2007: 2.10.13 (28.35 - 1.01.96 - 1.39.06 - 2.10.13) Nationals 2006: 2.10.05 (28.51 - 1.01.88 - 1.39.49 - 2.10.05) A 50 m dalla fine la Hoff aveva un vantaggio di 43 centesimi rispetto al passaggio fatto ai Nationals, per cui chiudendo in un ipotetico 30.56 come allora, avrebbe ottenuto un 2.09.62 che avrebbe migliorato l'annoso (e discusso) WR della cinese Wu Yanyan (2.09.72). Poi, è chiaro che il nuoto reale non si fa certo sommando i parziali migliori delle varie gare ;)
modificato Jul 22 '20 a 9:47 pm
 
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La terza giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007 (27 marzo 2007) è molto.. on-topic smile , nel senso che si fece la storia sia nei 200 sl maschili che in quelli femminili, nonostante per questi ultimi si disputassero "solo" le semifinali.

Partiamo dalla finale dei 200 sl maschili, che ho già commentato ma che, ogni volta che rivedo, https://www.youtube.com/watch?v=xdp1dltKje8&t=415s


mi suggerisce altri spunti.

Nelle semifinali il miglior crono era stato di Pieter Van den Hoogenband, che aveva vinto la seconda semifinale in 1.46.33, mentre Phelps aveva vinto la prima semifinale in 1.46.75. Completavano il campo partenti della finale: Rosolino in corsia 3, Monk in corsia 6 (non male i suoi tifosi vestiti da monaci), Park, dominatore dei 400 sl, in corsia 2, Zhang in corsia 7, Biedermann in corsa 1 e Nicola Cassio in corsia 8 (ottavo crono delle semifinali in 1.48.47).

Ovviamente i pronostici erano un po' cambiati dopo il deflagrante avvio di 2007 di Phelps (con quel WR nei 200 delfino a cinque settimane dall'inizio dei Mondiali, e anche con quel 48.42 in prima frazione della 4x100 sl nella prima giornata di gare), e la maggioranza degli osservatori prevedevano una sua vittoria, ma nessuno escludeva Van den Hoogenband dalla lotta per l'oro, e nessuno pensava che lo storico WR di Thorpe di 1.44.06 fosse davvero in pericolo: Phelps, insomma, era il favorito per la vittoria, ma non assolutamente oro sicuro, e, pur in evidente progresso, lo si attendeva su un 1.44 e mezzo, dato che il suo PB era l'1.45.20 dei Mondiali 2005.
Da tenere in conto, nel valutare i parziali di Phelps rispetto al WR di Thorpe, che quel Thorpe, come detto parlando dei Mondiali di Fukuoka, aveva una capacità impressionante di chiudere forte, anzi fortissimo le sue gare.
Nei 200 sl nuotò la quarta vasca in un sensazionale 25.80.

Ciò premesso, vediamo come è andata quella finale dei 200 sl maschili.

Ai 50m Phelps passa primo in 24.47, con Van den Hoogenband a sei centesimi (24.53).
A parte le differenti capacità subacquee, bene evidenziate anche nella prima sub dopo il tuffo, mi impressiona la presa in acqua di Phelps che - mostrando una grande rilassatezza e ampiezza di bracciata - percorre la prima vasca in 26 bracciate, contro le 32 di Van den Hoogenband.
Il passaggio di Thorpe in occasione del WR è stato di 24.81, quindi Phelps è in vantaggio di 34 centesimi.

Ai 100 m Phelps passa in 51.00, con Van den Hoogenband a 17 centesimi (51.17). Ancora Phelps in pieno controllo della sua azione: 28 bracciate per percorrere i secondi 50 m, contro le 36 di un Van den Hoogenband impegnato strenuamente fino all'ingresso di virata per ricucire quel gap che si amplia dopo ogni sub.
Il passaggio di Thorpe in occasione del WR era stato di 51.45, quindi Phelps è ora in vantaggio di 45 centesimi ma, considerando quanto forte ha nuotato Thorpe la seconda parte di gara (in particolare gli ultimi 50 m), le sue chance di WR sono ancora estremamente ridotte.

Ai 150 m Phelps vira in 1.17.73 e Van den Hoogenband, nonostante gli sforzi, vede il suo svantaggio ampliarsi a 43 centesimi (1.18.16). Prima dell'ingresso nell'ultima virata Phelps accorcia un po' la bracciata per "arrivare giusto e caricare al massimo la molla". Anche per questo il suo conto delle bracciate in questa terza vasca sale a 30, ma resta netta la differenza con tutti gli altri (ho considerato VDH perché è nell'inquadratura e si riescono a contare le sue bracciate ad ogni vasca, ma anche gli altri finalisti hanno una frequenza di bracciata superiore alle 30 bracciate per vasca).
Il passaggio di Thorpe ai 150 m era stato di 1.18.26, quindi il vantaggio virtuale di Phelps rispetto al WR sale a 53 centesimi. Ma il difficile viene ora, perché c'è da confrontarsi con il 25.80 di Thorpe nell'ultima vasca.

Gli ultimi 50 m di Phelps sono un altro capolavoro natatorio di una prova in cui c'è stato, da parte sua, un estremo controllo del gesto tecnico dall'inizio alla fine.
L'ultima sub fa impressione perché Phelps ci arriva ancora carico di energie, mettendo a frutto la bassa cadenza di bracciata che è riuscito a tenere, ma anche il nuotato che segue la sub non è da meno.
Phelps nuota l'ultima vasca addirittura con un numero di bracciate inferiore di una (29 contro 30) rispetto alla precedente, allungandosi nel tocco della piastra d'arrivo con la mano sinistra (quella con cui inizia il nuotato mentre respira a destra). Gli ultimi 50 m di Phelps vengono percorsi in un 26.13 che gli consente di mantenere 20 centesimi rispetto all'1.44.06 di Thorpe e di siglare con 1.43.86 un WR dei 200 sl davvero storico, perché lo era il riferimento precedente che è stato superato.
Nell'ultima vasca è impressionante la differenza non solo tra la subacquea di Phelps e quella di Van den Hoogenband, ma soprattutto nella parte nuotata: si è detto delle 29 bracciate di Phelps, mentre Van den Hoogenband ne nuota addirittura 41, con un risultato sconfortante da un punto di vista cronometrico perché realizza un 28.12 negli ultimi 50 m (circa due secondi più di Phelps) e il suo distacco finale sale a 2 secondi e 42 centesimi.

I crono finali dei medagliati: primo Phelps in 1.43.86, secondo Van den Hoogenband in 1.46.28, terzo Park in 1.46.73 (prima volta sotto l'1.47).
Quarto posto in 1.47.12 per Monk, che precede di 6 centesimi Max Rosolino (1.47.18 ), poi sesto Zhang in 1.47.53 (davvero notevole il suo ultimo 50 m in 26.64), settimo Biedermann in 1.48.09 ( e due anni dopo nuoterà di oltre 6 secondi più veloce smile ) e ottavo Cassio in 1.49.13.

La terza giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007 (27 marzo 2007) è molto.. on-topic :) , nel senso che si fece la storia sia nei 200 sl maschili che in quelli femminili, nonostante per questi ultimi si disputassero "solo" le semifinali. Partiamo dalla finale dei 200 sl maschili, che ho già commentato ma che, ogni volta che rivedo, https://www.youtube.com/watch?v=xdp1dltKje8&t=415s mi suggerisce altri spunti. Nelle semifinali il miglior crono era stato di Pieter Van den Hoogenband, che aveva vinto la seconda semifinale in 1.46.33, mentre Phelps aveva vinto la prima semifinale in 1.46.75. Completavano il campo partenti della finale: Rosolino in corsia 3, Monk in corsia 6 (non male i suoi tifosi vestiti da monaci), Park, dominatore dei 400 sl, in corsia 2, Zhang in corsia 7, Biedermann in corsa 1 e Nicola Cassio in corsia 8 (ottavo crono delle semifinali in 1.48.47). Ovviamente i pronostici erano un po' cambiati dopo il deflagrante avvio di 2007 di Phelps (con quel WR nei 200 delfino a cinque settimane dall'inizio dei Mondiali, e anche con quel 48.42 in prima frazione della 4x100 sl nella prima giornata di gare), e la maggioranza degli osservatori prevedevano una sua vittoria, ma nessuno escludeva Van den Hoogenband dalla lotta per l'oro, e nessuno pensava che lo storico WR di Thorpe di 1.44.06 fosse davvero in pericolo: Phelps, insomma, era il favorito per la vittoria, ma non assolutamente oro sicuro, e, pur in evidente progresso, lo si attendeva su un 1.44 e mezzo, dato che il suo PB era l'1.45.20 dei Mondiali 2005. Da tenere in conto, nel valutare i parziali di Phelps rispetto al WR di Thorpe, che quel Thorpe, come detto parlando dei Mondiali di Fukuoka, aveva una capacità impressionante di chiudere forte, anzi fortissimo le sue gare. Nei 200 sl nuotò la quarta vasca in un sensazionale 25.80. Ciò premesso, vediamo come è andata quella finale dei 200 sl maschili. Ai 50m Phelps passa primo in 24.47, con Van den Hoogenband a sei centesimi (24.53). A parte le differenti capacità subacquee, bene evidenziate anche nella prima sub dopo il tuffo, mi impressiona la presa in acqua di Phelps che - mostrando una grande rilassatezza e ampiezza di bracciata - percorre la prima vasca in 26 bracciate, contro le 32 di Van den Hoogenband. Il passaggio di Thorpe in occasione del WR è stato di 24.81, quindi Phelps è in vantaggio di 34 centesimi. Ai 100 m Phelps passa in 51.00, con Van den Hoogenband a 17 centesimi (51.17). Ancora Phelps in pieno controllo della sua azione: 28 bracciate per percorrere i secondi 50 m, contro le 36 di un Van den Hoogenband impegnato strenuamente fino all'ingresso di virata per ricucire quel gap che si amplia dopo ogni sub. Il passaggio di Thorpe in occasione del WR era stato di 51.45, quindi Phelps è ora in vantaggio di 45 centesimi ma, considerando quanto forte ha nuotato Thorpe la seconda parte di gara (in particolare gli ultimi 50 m), le sue chance di WR sono ancora estremamente ridotte. Ai 150 m Phelps vira in 1.17.73 e Van den Hoogenband, nonostante gli sforzi, vede il suo svantaggio ampliarsi a 43 centesimi (1.18.16). Prima dell'ingresso nell'ultima virata Phelps accorcia un po' la bracciata per "arrivare giusto e caricare al massimo la molla". Anche per questo il suo conto delle bracciate in questa terza vasca sale a 30, ma resta netta la differenza con tutti gli altri (ho considerato VDH perché è nell'inquadratura e si riescono a contare le sue bracciate ad ogni vasca, ma anche gli altri finalisti hanno una frequenza di bracciata superiore alle 30 bracciate per vasca). Il passaggio di Thorpe ai 150 m era stato di 1.18.26, quindi il vantaggio virtuale di Phelps rispetto al WR sale a 53 centesimi. Ma il difficile viene ora, perché c'è da confrontarsi con il 25.80 di Thorpe nell'ultima vasca. Gli ultimi 50 m di Phelps sono un altro capolavoro natatorio di una prova in cui c'è stato, da parte sua, un estremo controllo del gesto tecnico dall'inizio alla fine. L'ultima sub fa impressione perché Phelps ci arriva ancora carico di energie, mettendo a frutto la bassa cadenza di bracciata che è riuscito a tenere, ma anche il nuotato che segue la sub non è da meno. Phelps nuota l'ultima vasca addirittura con un numero di bracciate inferiore di una (29 contro 30) rispetto alla precedente, allungandosi nel tocco della piastra d'arrivo con la mano sinistra (quella con cui inizia il nuotato mentre respira a destra). Gli ultimi 50 m di Phelps vengono percorsi in un 26.13 che gli consente di mantenere 20 centesimi rispetto all'1.44.06 di Thorpe e di siglare con 1.43.86 un WR dei 200 sl davvero storico, perché lo era il riferimento precedente che è stato superato. Nell'ultima vasca è impressionante la differenza non solo tra la subacquea di Phelps e quella di Van den Hoogenband, ma soprattutto nella parte nuotata: si è detto delle 29 bracciate di Phelps, mentre Van den Hoogenband ne nuota addirittura 41, con un risultato sconfortante da un punto di vista cronometrico perché realizza un 28.12 negli ultimi 50 m (circa due secondi più di Phelps) e il suo distacco finale sale a 2 secondi e 42 centesimi. I crono finali dei medagliati: primo Phelps in 1.43.86, secondo Van den Hoogenband in 1.46.28, terzo Park in 1.46.73 (prima volta sotto l'1.47). Quarto posto in 1.47.12 per Monk, che precede di 6 centesimi Max Rosolino (1.47.18 ), poi sesto Zhang in 1.47.53 (davvero notevole il suo ultimo 50 m in 26.64), settimo Biedermann in 1.48.09 ( e due anni dopo nuoterà di oltre 6 secondi più veloce 8) ) e ottavo Cassio in 1.49.13.
modificato Jul 21 '20 a 4:20 pm
 
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Post dedicato alle semifinali dei 200 sl femminili, in particolare alla seconda semifinale, dove si sono trovate quasi tutte le atlete più forti.

Nella prima semifinale, Katie Hoff compie comunque un netto miglioramento nel PB vincendola in 1.57.29, davanti alla britannica McClatchey (1.57.86) e all'altra statunitense Vollmer (1.58.71).

La seconda semifinale vede al via, dalla corsia 3 alla corsia 7: Jedrzejczak, Manaudou (miglior crono delle batterie con 1.57.66), Lillhage, Pellegrini e Lurz (miglior crono di accredito nelle start-list di questi Mondiali con 1.56.73).

Da notare che la Manaudou era al terzo impegno della sessione, avendo disputato in precedenza la finale dei 100 dorso e quella dei 1500 sl di cui parlerò nel prossimo post (già detto che il suo programma di gare era per me davvero esagerato).

La gara per chi la volesse rivedere: https://www.youtube.com/watch?v=sQ-5z1YJRlU

La Pellegrini era reduce da quell'ottimo 400 sl della prima giornata ed era presumibile (direi scontato) che migliorasse il suo record italiano di 1.57.92, ma è andata ben oltre a quello, dimostrando per intero la sua grande forza e attitudine per i 200 sl.
Anche l'abbinamento delle corsie è favorevole: oltre alla Dekker in corsia 8, è soprattutto la Lurz in corsia 7 che fa il ritmo ai 50 m e ai 100 m, e la Pellegrini, che nuota in corsia 6, ha un ottimo punto di riferimento.

Passaggi:

Ai 50 m: Lurz 27.38, Pellegrini 27.75, Lillhage 27.91, Jedrzejczak 27.95, Manaudou 28.09
Ai 100 m: Lurz 56.83, Pellegrini 57.07, Lillhage 57.64, Jedrzejczak 57.67, Manaudou 58.06
Ai 150 m: Pellegrini 1.26.74, Lurz 1.26.79, Jedrzejczak 1.27.54, Lillhage 1.27.63, Manaudou 1.27.92

La (non ancora) 19enne Pellegrini ha nuotato un 29.32 e un 29.67 nei due 50 m centrali, ed è stata la più veloce (58.99) in questo 100 m interno.
Per la Lurz 29.45 e 29.96 (59.41), per la Jedrzejczak 29.72 e 29.87 (59.59), per la Lillhage 29.73 e 29.99 (59.72), e per la Manaudou 29.97 e 29.86 (59.83).
Insomma, la Pellegrini dimostra già quella che sarà una delle sue due caratteristiche principali nei 200 sl: la capacità di tenere un passo nettamente sotto i 30" nel secondo e nel terzo 50m.

E anche la seconda caratteristica, cioè la capacità di chiudere forte nell'ultima vasca e prevalere in arrivi ravvicinati, si evidenzia già in questa semifinale del 2007.
La Lurz pressa, ma la Pellegrini risponde, resistendo anche al ritorno della Jedrzejczak e di una Manaudou che dà comunque una grandissima prova di forza con il 29.38 nell'ultima vasca (sempre considerando che è al terzo impegno nella sessione).

I tempi finali: Pellegrini 1.56.47 (nuovo WR), Lurz 1.56.67 (migliora di 6 centesimi il PB e va a 3 centesimi dal WR della Van Almsick), Jedrzejczak 1.57.19 (a 4 centesimi dal PB nuotato in prima di staffetta agli Europei 2006), Manaudou 1.57.30 (altri 36 centesimi di progresso rispetto all'1.57.66 delle batterie, nonostante le fatiche di giornata), Lillhage 1.57.78 (anche per lei netto PB).

L'ultimo 50 m della Pellegrini è stato nuotato in 29.73, a dimostrazione di una solidità ormai acquisita, e di sicuro c'entra anche il lavoro che ha cominciato a fare sui 400 sl.

Livello delle semifinali dei 200 sl femminili altissimo se confrontato con i Mondiali precedenti, con 2 atlete sotto l'1.57 e 7 atlete sotto l'1.58. Oltre al fatto di avere un WR già migliorato in semifinale, in attesa della finale...

Post dedicato alle semifinali dei 200 sl femminili, in particolare alla seconda semifinale, dove si sono trovate quasi tutte le atlete più forti. Nella prima semifinale, Katie Hoff compie comunque un netto miglioramento nel PB vincendola in 1.57.29, davanti alla britannica McClatchey (1.57.86) e all'altra statunitense Vollmer (1.58.71). La seconda semifinale vede al via, dalla corsia 3 alla corsia 7: Jedrzejczak, Manaudou (miglior crono delle batterie con 1.57.66), Lillhage, Pellegrini e Lurz (miglior crono di accredito nelle start-list di questi Mondiali con 1.56.73). Da notare che la Manaudou era al terzo impegno della sessione, avendo disputato in precedenza la finale dei 100 dorso e quella dei 1500 sl di cui parlerò nel prossimo post (già detto che il suo programma di gare era per me davvero esagerato). La gara per chi la volesse rivedere: https://www.youtube.com/watch?v=sQ-5z1YJRlU La Pellegrini era reduce da quell'ottimo 400 sl della prima giornata ed era presumibile (direi scontato) che migliorasse il suo record italiano di 1.57.92, ma è andata ben oltre a quello, dimostrando per intero la sua grande forza e attitudine per i 200 sl. Anche l'abbinamento delle corsie è favorevole: oltre alla Dekker in corsia 8, è soprattutto la Lurz in corsia 7 che fa il ritmo ai 50 m e ai 100 m, e la Pellegrini, che nuota in corsia 6, ha un ottimo punto di riferimento. Passaggi: Ai 50 m: Lurz 27.38, Pellegrini 27.75, Lillhage 27.91, Jedrzejczak 27.95, Manaudou 28.09 Ai 100 m: Lurz 56.83, Pellegrini 57.07, Lillhage 57.64, Jedrzejczak 57.67, Manaudou 58.06 Ai 150 m: Pellegrini 1.26.74, Lurz 1.26.79, Jedrzejczak 1.27.54, Lillhage 1.27.63, Manaudou 1.27.92 La (non ancora) 19enne Pellegrini ha nuotato un 29.32 e un 29.67 nei due 50 m centrali, ed è stata la più veloce (58.99) in questo 100 m interno. Per la Lurz 29.45 e 29.96 (59.41), per la Jedrzejczak 29.72 e 29.87 (59.59), per la Lillhage 29.73 e 29.99 (59.72), e per la Manaudou 29.97 e 29.86 (59.83). Insomma, la Pellegrini dimostra già quella che sarà una delle sue due caratteristiche principali nei 200 sl: la capacità di tenere un passo nettamente sotto i 30" nel secondo e nel terzo 50m. E anche la seconda caratteristica, cioè la capacità di chiudere forte nell'ultima vasca e prevalere in arrivi ravvicinati, si evidenzia già in questa semifinale del 2007. La Lurz pressa, ma la Pellegrini risponde, resistendo anche al ritorno della Jedrzejczak e di una Manaudou che dà comunque una grandissima prova di forza con il 29.38 nell'ultima vasca (sempre considerando che è al terzo impegno nella sessione). I tempi finali: Pellegrini 1.56.47 (nuovo WR), Lurz 1.56.67 (migliora di 6 centesimi il PB e va a 3 centesimi dal WR della Van Almsick), Jedrzejczak 1.57.19 (a 4 centesimi dal PB nuotato in prima di staffetta agli Europei 2006), Manaudou 1.57.30 (altri 36 centesimi di progresso rispetto all'1.57.66 delle batterie, nonostante le fatiche di giornata), Lillhage 1.57.78 (anche per lei netto PB). L'ultimo 50 m della Pellegrini è stato nuotato in 29.73, a dimostrazione di una solidità ormai acquisita, e di sicuro c'entra anche il lavoro che ha cominciato a fare sui 400 sl. Livello delle semifinali dei 200 sl femminili altissimo se confrontato con i Mondiali precedenti, con 2 atlete sotto l'1.57 e 7 atlete sotto l'1.58. Oltre al fatto di avere un WR già migliorato in semifinale, in attesa della finale...
 
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Vediamo dunque le altre finali della terza giornata di gare ai Mondiali 2007.

La finale dei 100 dorso femminili vede in corsia 4, a seguito di un sorprendente miglior crono delle semifinali in 1.00.51, la 14enne australiana Seebohm (compirà 15 anni nel giugno del 2007). Eliminata la campionessa mondiale 2005 Kirsty Coventry, che abbiamo visto estremamente brillante nei 200 misti che si concludevano sempre nella seconda giornata di gare.

La favorita resta Natalie Coughlin, che ha mostrato una ottima condizione nei 100 delfino, ma che, in passato, abbiamo visto non essere certo solidissima in alcuna delle finali disputate.

I primi 50 m della Coughlin in quella finale dei 100 dorso di Melbourne 2007 furono qualcosa di raramente visto nella storia del nuoto: 28.30 alla virata dei 50 m (quindi con capriola e tocco ai piedi) quando il WR dei 50 dorso era il 28.19 della tedesca Pietsch!
Il distacco dalle altre era ovviamente notevole: seconda ai 50 m passò la Manaudou, mettendo in acqua la consueta energia nel nuotato dopo la solita partenza lacunosa, con 29.09, mentre la giapponese Nakamura virò in 29.61 e la Seebohm in 29.68.

L'azione della Coughlin restò molto efficace, e il suo distacco davvero considerevole, fino agli 80 m. Poi, la fatica la avviluppò e la sua decelerazione fu visibilissima, con la Manaudou che rientrava quasi a velocità doppia.

Troppo grande, comunque, il vantaggio accumulato in quegli splendidi 80 metri nuotati dalla Coughlin e, nonostante la crisi degli ultimi 20 metri, il cronometro sancì il nuovo WR dei 100 dorso in 59.44 (28.30-31.14); finalmente superato il 59.58 che la stessa Coughlin aveva nuotato nel suo anno aureo, quel 2002 in cui sembrava che fosse destinata a riscrivere in pochi anni vari record del nuoto (era fortissima nel dorso, delfino e stile libero, e sembrava che il suo dominio si potesse estendere ai 200 m, almeno nel dorso e nello stile libero).

Per la Manaudou, seconda arrivata, un enorme 59.87 (29.09-30.78 ), che abbassa il PB che aveva alla vigilia di questi Mondiali (l'1.00.88 degli Europei 2006) di oltre un secondo.
Da rimarcare come la Manaudou sia stata capace di scendere sotto il minuto nei 100 dorso (nel 2007) nonostante evidenti lacune, anche rispetto alla media delle nuotatrici di allora, in fase di partenza e nelle subacquee. E nonostante la mancanza di specializzazione, dovendo preparare anche (direi soprattutto) le distanze dai 200 m in su nello stile libero.
Atleta formidabile in tanti aspetti, prima di tutto l'incredibile continuità dell'azione nel nuotato, per cui riusciva a sopperire ad evidenti lacune: si è detto delle subacquee (anche a stile ovviamente) e si può continuare con la difficoltà di variare il ritmo sfruttando la battuta delle gambe, e, in generale, una non grande potenza, per cui era molto meno veloce di tante sue avversarie.
A proposito del dorso, e pensando a come nello stile libero fosse estremamente efficace fino agli 800 m, non è facile per me spiegare come mai la Manaudou non sia mai stata competitiva nei 200 dorso.
In teoria, la sua forza nel nuotato, così evidente nei 100 dorso, avrebbe dovuto avere ancora maggiore possibilità di esprimersi sulla doppia distanza.
Evidentemente, quella frequenza ed efficacia di azione che riusciva a tenere nello stile libero fino agli 800 m, non era più tale nei 200 dorso rispetto a quanto riusciva a fare nei 100 dorso.

Terza in quella finale dei 100 dorso (anche questa storica, aggettivo ormai inflazionato), con le prime due sotto il minuto, fu la giapponese Nakamura in 1.00.40 (29.61-30.79) e quarta la Seebohm in 1.00.52 (29.68-30.84).

Vediamo dunque le altre finali della terza giornata di gare ai Mondiali 2007. La finale dei 100 dorso femminili vede in corsia 4, a seguito di un sorprendente miglior crono delle semifinali in 1.00.51, la 14enne australiana Seebohm (compirà 15 anni nel giugno del 2007). Eliminata la campionessa mondiale 2005 Kirsty Coventry, che abbiamo visto estremamente brillante nei 200 misti che si concludevano sempre nella seconda giornata di gare. La favorita resta Natalie Coughlin, che ha mostrato una ottima condizione nei 100 delfino, ma che, in passato, abbiamo visto non essere certo solidissima in alcuna delle finali disputate. I primi 50 m della Coughlin in quella finale dei 100 dorso di Melbourne 2007 furono qualcosa di raramente visto nella storia del nuoto: 28.30 alla virata dei 50 m (quindi con capriola e tocco ai piedi) quando il WR dei 50 dorso era il 28.19 della tedesca Pietsch! Il distacco dalle altre era ovviamente notevole: seconda ai 50 m passò la Manaudou, mettendo in acqua la consueta energia nel nuotato dopo la solita partenza lacunosa, con 29.09, mentre la giapponese Nakamura virò in 29.61 e la Seebohm in 29.68. L'azione della Coughlin restò molto efficace, e il suo distacco davvero considerevole, fino agli 80 m. Poi, la fatica la avviluppò e la sua decelerazione fu visibilissima, con la Manaudou che rientrava quasi a velocità doppia. Troppo grande, comunque, il vantaggio accumulato in quegli splendidi 80 metri nuotati dalla Coughlin e, nonostante la crisi degli ultimi 20 metri, il cronometro sancì il nuovo WR dei 100 dorso in 59.44 (28.30-31.14); finalmente superato il 59.58 che la stessa Coughlin aveva nuotato nel suo anno aureo, quel 2002 in cui sembrava che fosse destinata a riscrivere in pochi anni vari record del nuoto (era fortissima nel dorso, delfino e stile libero, e sembrava che il suo dominio si potesse estendere ai 200 m, almeno nel dorso e nello stile libero). Per la Manaudou, seconda arrivata, un enorme 59.87 (29.09-30.78 ), che abbassa il PB che aveva alla vigilia di questi Mondiali (l'1.00.88 degli Europei 2006) di oltre un secondo. Da rimarcare come la Manaudou sia stata capace di scendere sotto il minuto nei 100 dorso (nel 2007) nonostante evidenti lacune, anche rispetto alla media delle nuotatrici di allora, in fase di partenza e nelle subacquee. E nonostante la mancanza di specializzazione, dovendo preparare anche (direi soprattutto) le distanze dai 200 m in su nello stile libero. Atleta formidabile in tanti aspetti, prima di tutto l'incredibile continuità dell'azione nel nuotato, per cui riusciva a sopperire ad evidenti lacune: si è detto delle subacquee (anche a stile ovviamente) e si può continuare con la difficoltà di variare il ritmo sfruttando la battuta delle gambe, e, in generale, una non grande potenza, per cui era molto meno veloce di tante sue avversarie. A proposito del dorso, e pensando a come nello stile libero fosse estremamente efficace fino agli 800 m, non è facile per me spiegare come mai la Manaudou non sia mai stata competitiva nei 200 dorso. In teoria, la sua forza nel nuotato, così evidente nei 100 dorso, avrebbe dovuto avere ancora maggiore possibilità di esprimersi sulla doppia distanza. Evidentemente, quella frequenza ed efficacia di azione che riusciva a tenere nello stile libero fino agli 800 m, non era più tale nei 200 dorso rispetto a quanto riusciva a fare nei 100 dorso. Terza in quella finale dei 100 dorso (anche questa storica, aggettivo ormai inflazionato), con le prime due sotto il minuto, fu la giapponese Nakamura in 1.00.40 (29.61-30.79) e quarta la Seebohm in 1.00.52 (29.68-30.84).
modificato Jul 22 '20 a 10:21 am
 
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Poco più di mezz'ora dopo la grande prestazione nei 100 dorso descritta sopra, Laure Manaudou si è presentata al blocco di partenza della finale dei 1500 sl.
Il miglior crono delle batterie era stato realizzato da Hayley Peirsol in 16.02.82, mentre la Manaudou aveva ottenuto il sesto tempo con 16.12.16.
Per la finale, i pronostici di successo andavano in prevalenza a Kate Ziegler, con Ai Shibata e Hayley Peirsol principali contendenti. Outsider da considerare per il podio, la stessa Manaudou e la svizzera Flavia Rigamonti.

E Kate Ziegler ha cominciato a spingere da subito: prima ai 200 m in 2.03.20 con la Manaudou seconda in 2.04.14.

Ai 400 m la Ziegler è passata in 4.10.03 e il suo distacco si è ampliato a vista d'occhio: seconda è la Shibata in 4.13.90, terza la Peirsol in 4.13.96, quarta la Manaudou in 4.14.13, quinta la spagnola Villaecija in 4.14.20, sesta la Rigamonti in 4.15.00.

Agli 800 m la Ziegler è ancora saldamente prima in 8.25.56 (secondi 400 m percorsi in 4.15.53).
La Shibata è seconda in 8.30.92 (secondi 400 m percorsi in 4.17.02), la Rigamonti è diventata terza in 8.31.14 (secondi 400 m percorsi in 4.16.14, quindi solo 61 centesimi in più rispetto alla Ziegler), la Peirsol è quarta in 8.32.22 (secondi 400 m percorsi in 4.18.26), la Villaecija quinta in 8.32.48 (secondi 400 m percorsi in 4.18.28 ), la Manaudou sesta addirittura in 8.39.26 (secondi 400 m percorsi in un 4.25.13 che sa di resa).

In definitiva, la finale della Manaudou è durata al più 400 m. Poi, capendo che il ritmo delle atlete di testa era insostenibile per lei, si è progressivamente rassegnata a concludere la gara senza più ambizioni, pensando già alla semifinale dei 200 sl che era in programma una quarantina di minuti dopo.

Ai 1200 m la Ziegler passa prima in 12.42.90 (con il terzo 400 m percorso in 4.17.34), e la Rigamonti è seconda in 12.45.28, quindi a 2 secondi e 38 centesimi di distacco (terzo 400 m percorso in 4.14.14, il più veloce tra le partecipanti e anche il suo più veloce, anche più di quello iniziale che ha il beneficio del tuffo), la Shibata terza in 12.47.81 (terzo 400 m percorso in 4.16.89), la Villaecija quarta in 12.52.50 (terzo 400 m percorso in 4.20.02), la Peirsol solo quinta in 12.54.65 (terzo 400 m percorso in un 4.22.41 che certifica il suo netto calo di ritmo). A questo punto la Manaudou è già ottava in 13.15.36.

La progressione della Rigamonti continua, anzi aumenta di vigore, e ai 1400 m il vantaggio della Ziegler (14.51.26 il suo passaggio) è sceso a 1 secondo e 1 centesimo (14.52.27 il passaggio della Rigamonti al suono della campanella).
La Shibata è terza in 14.55.90 e ha ormai un vantaggio di sicurezza sulla Villaecija quarta.

Negli ultimi 100 metri la Ziegler riesce nuovamente ad aumentare il ritmo, e il suo crono finale di 15.53.05 è di soli 95 centesimi superiore al WR della Evans (il precedente PB della Ziegler era di 15.55.01).
Argento per una eccezionale Rigamonti: 15.55.38 il suo crono, nuovo record europeo (precedente il 16.00.18 della tedesca Stockbauer che era anche record dei campionati) e bronzo per Ai Shibata in 15.58.55.

Quindi, le prime tre capaci di scendere sotto i 16' e netto PB anche per la quarta, una bravissima Villaecija, che termina in 16.05.83.

Le due deluse della finale: Hayley Peirsol, quinta in 16.12.84, e Laure Manaudou, ottava in 16.42.17, che si consola con il risparmio di energie in vista dei 200 sl.

Poco più di mezz'ora dopo la grande prestazione nei 100 dorso descritta sopra, Laure Manaudou si è presentata al blocco di partenza della finale dei 1500 sl. Il miglior crono delle batterie era stato realizzato da Hayley Peirsol in 16.02.82, mentre la Manaudou aveva ottenuto il sesto tempo con 16.12.16. Per la finale, i pronostici di successo andavano in prevalenza a Kate Ziegler, con Ai Shibata e Hayley Peirsol principali contendenti. Outsider da considerare per il podio, la stessa Manaudou e la svizzera Flavia Rigamonti. E Kate Ziegler ha cominciato a spingere da subito: prima ai 200 m in 2.03.20 con la Manaudou seconda in 2.04.14. Ai 400 m la Ziegler è passata in 4.10.03 e il suo distacco si è ampliato a vista d'occhio: seconda è la Shibata in 4.13.90, terza la Peirsol in 4.13.96, quarta la Manaudou in 4.14.13, quinta la spagnola Villaecija in 4.14.20, sesta la Rigamonti in 4.15.00. Agli 800 m la Ziegler è ancora saldamente prima in 8.25.56 (secondi 400 m percorsi in 4.15.53). La Shibata è seconda in 8.30.92 (secondi 400 m percorsi in 4.17.02), la Rigamonti è diventata terza in 8.31.14 (secondi 400 m percorsi in 4.16.14, quindi solo 61 centesimi in più rispetto alla Ziegler), la Peirsol è quarta in 8.32.22 (secondi 400 m percorsi in 4.18.26), la Villaecija quinta in 8.32.48 (secondi 400 m percorsi in 4.18.28 ), la Manaudou sesta addirittura in 8.39.26 (secondi 400 m percorsi in un 4.25.13 che sa di resa). In definitiva, la finale della Manaudou è durata al più 400 m. Poi, capendo che il ritmo delle atlete di testa era insostenibile per lei, si è progressivamente rassegnata a concludere la gara senza più ambizioni, pensando già alla semifinale dei 200 sl che era in programma una quarantina di minuti dopo. Ai 1200 m la Ziegler passa prima in 12.42.90 (con il terzo 400 m percorso in 4.17.34), e la Rigamonti è seconda in 12.45.28, quindi a 2 secondi e 38 centesimi di distacco (terzo 400 m percorso in 4.14.14, il più veloce tra le partecipanti e anche il suo più veloce, anche più di quello iniziale che ha il beneficio del tuffo), la Shibata terza in 12.47.81 (terzo 400 m percorso in 4.16.89), la Villaecija quarta in 12.52.50 (terzo 400 m percorso in 4.20.02), la Peirsol solo quinta in 12.54.65 (terzo 400 m percorso in un 4.22.41 che certifica il suo netto calo di ritmo). A questo punto la Manaudou è già ottava in 13.15.36. La progressione della Rigamonti continua, anzi aumenta di vigore, e ai 1400 m il vantaggio della Ziegler (14.51.26 il suo passaggio) è sceso a 1 secondo e 1 centesimo (14.52.27 il passaggio della Rigamonti al suono della campanella). La Shibata è terza in 14.55.90 e ha ormai un vantaggio di sicurezza sulla Villaecija quarta. Negli ultimi 100 metri la Ziegler riesce nuovamente ad aumentare il ritmo, e il suo crono finale di 15.53.05 è di soli 95 centesimi superiore al WR della Evans (il precedente PB della Ziegler era di 15.55.01). Argento per una eccezionale Rigamonti: 15.55.38 il suo crono, nuovo record europeo (precedente il 16.00.18 della tedesca Stockbauer che era anche record dei campionati) e bronzo per Ai Shibata in 15.58.55. Quindi, le prime tre capaci di scendere sotto i 16' e netto PB anche per la quarta, una bravissima Villaecija, che termina in 16.05.83. Le due deluse della finale: Hayley Peirsol, quinta in 16.12.84, e Laure Manaudou, ottava in 16.42.17, che si consola con il risparmio di energie in vista dei 200 sl.
modificato Jul 22 '20 a 9:51 pm
 
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Dopo una finale dei 100 dorso femminili piena di spunti (WR - con quel passaggio a metà gara - della Coughlin, e anche la Manaudou capace di scendere sotto il minuto) anche la finale dei 100 dorso maschili era di estremo interesse.

In semifinale Ryan Lochte aveva lanciato la sua sfida ad Aaron Peirsol nuotando il miglior crono in 53.51, e poi c'erano anche il Vyatchanin reduce da quegli ottimi Europei 2006 e un Tancock in rapida crescita da seguire.
Unico "desaparecido" rispetto ai pronostici della vigilia il "solito" Heige Meeuw, che - come agli Europei dell'anno precedente - non aveva dato seguito al suo 53.46 di accredito, venendo eliminato in semifinale.

E' proprio Liam Tancock a passare primo ai 50m in 25.68, precedendo di 9 centesimi Lochte (25.77) e di 12 centesimi Peirsol (25.80).
Passaggi estremamente veloci per i primi tre, che si distaccano da Vyatchanin (26.40) e Rogan (26.58 ).

La seconda vasca sancisce, per l'ennesima volta, la superiorità di Peirsol che riesce, primo uomo della storia, a scendere sotto il muro dei 53": 52.98 (25.80-27.18 ), nuovo WR a migliorare il 53.17 nuotato alle selezioni per i Mondiali 2005.

Secondo è Lochte in 53.50 (25.77-27.73), che migliora di un centesimo il PB stabilito in semifinale; terzo Tancock in 53.61 (25.68-27.93), rispetto al 54.42 che aveva alla vigilia dei mondiali.

La seconda vasca ha visto anche gli ottimi parziali di Vyatchanin e Rogan, anche loro alla fine abbondantemente sotto i 54": quarto posto per Vyatchanin in 53.69 (26.40-27.29), quinto per Rogan in 53.78 (26.58-27.20).

Insomma, in questa terza giornata di gare dei Mondiali di Melbourne abbiamo visto 4 WR migliorati (Phelps e Pellegrini nei 200 sl, Coughlin e Peirsol nei 100 dorso) e due barriere storiche infrante in campo maschile: l'1.44 nei 200 sl e i 53" nei 100 dorso.

Niente male davvero e resta ancora una finale di cui parlare: i 100 rana femminili.

Siamo qui nel regno (o, meglio, nell'impero) di Leisel Jones, che nel 2006 ha scavato un divario con il resto del mondo che oggi definiremmo "Peatyano".

La Leisel Jones di Melbourne 2007 non è folgorante come quella di Melbourne 2006, in occasione dei Commonwealth Games , ma la sua superiorità sulla concorrenza resta troppo grande, anche se una Tara Kirk in netto progresso prova ad impegnarla fino all'ultimo metro dei 100 rana.

A metà gara la Jones vira prima in un velocissimo 30.70, con la Kirk seconda a 16 centesimi, e anche nella seconda vasca la Jones fatica a allungare come ci si aspetterebbe.
Il suo crono finale di 1.05.72 risente indubbiamente della tensione che, da sempre, toglie un po' di brillantezza alla sua splendida azione nelle finali più importanti (e questa in casa la sentiva particolarmente).
Merito alla Kirk, seconda in 1.06.34 (nuovo PB), di averle messo più pressione di quanto ci si sarebbe aspettato alla vigilia.
I crono finali: prima la Jones in 1.05.72 (30.70-35.02), seconda la Kirk in 1.06.34 (30.86-35.48 ), terza l'ucraina Khlistunova in 1.07.27. Quarto posto per la Hardy in 1.07.38.

Chiudo ricordando i passaggi di quel fantastico 1.05.09 della Jones ai CG di Melbourne 2006: 30.83-34.26.
Netta la differenza nella seconda vasca, risultato di una minor fluidità nell'azione rispetto ad allora.

Dopo una finale dei 100 dorso femminili piena di spunti (WR - con quel passaggio a metà gara - della Coughlin, e anche la Manaudou capace di scendere sotto il minuto) anche la finale dei 100 dorso maschili era di estremo interesse. In semifinale Ryan Lochte aveva lanciato la sua sfida ad Aaron Peirsol nuotando il miglior crono in 53.51, e poi c'erano anche il Vyatchanin reduce da quegli ottimi Europei 2006 e un Tancock in rapida crescita da seguire. Unico "desaparecido" rispetto ai pronostici della vigilia il "solito" Heige Meeuw, che - come agli Europei dell'anno precedente - non aveva dato seguito al suo 53.46 di accredito, venendo eliminato in semifinale. E' proprio Liam Tancock a passare primo ai 50m in 25.68, precedendo di 9 centesimi Lochte (25.77) e di 12 centesimi Peirsol (25.80). Passaggi estremamente veloci per i primi tre, che si distaccano da Vyatchanin (26.40) e Rogan (26.58 ). La seconda vasca sancisce, per l'ennesima volta, la superiorità di Peirsol che riesce, primo uomo della storia, a scendere sotto il muro dei 53": 52.98 (25.80-27.18 ), nuovo WR a migliorare il 53.17 nuotato alle selezioni per i Mondiali 2005. Secondo è Lochte in 53.50 (25.77-27.73), che migliora di un centesimo il PB stabilito in semifinale; terzo Tancock in 53.61 (25.68-27.93), rispetto al 54.42 che aveva alla vigilia dei mondiali. La seconda vasca ha visto anche gli ottimi parziali di Vyatchanin e Rogan, anche loro alla fine abbondantemente sotto i 54": quarto posto per Vyatchanin in 53.69 (26.40-27.29), quinto per Rogan in 53.78 (26.58-27.20). Insomma, in questa terza giornata di gare dei Mondiali di Melbourne abbiamo visto 4 WR migliorati (Phelps e Pellegrini nei 200 sl, Coughlin e Peirsol nei 100 dorso) e due barriere storiche infrante in campo maschile: l'1.44 nei 200 sl e i 53" nei 100 dorso. Niente male davvero e resta ancora una finale di cui parlare: i 100 rana femminili. Siamo qui nel regno (o, meglio, nell'impero) di Leisel Jones, che nel 2006 ha scavato un divario con il resto del mondo che oggi definiremmo "Peatyano". La Leisel Jones di Melbourne 2007 non è folgorante come quella di Melbourne 2006, in occasione dei Commonwealth Games , ma la sua superiorità sulla concorrenza resta troppo grande, anche se una Tara Kirk in netto progresso prova ad impegnarla fino all'ultimo metro dei 100 rana. A metà gara la Jones vira prima in un velocissimo 30.70, con la Kirk seconda a 16 centesimi, e anche nella seconda vasca la Jones fatica a allungare come ci si aspetterebbe. Il suo crono finale di 1.05.72 risente indubbiamente della tensione che, da sempre, toglie un po' di brillantezza alla sua splendida azione nelle finali più importanti (e questa in casa la sentiva particolarmente). Merito alla Kirk, seconda in 1.06.34 (nuovo PB), di averle messo più pressione di quanto ci si sarebbe aspettato alla vigilia. I crono finali: prima la Jones in 1.05.72 (30.70-35.02), seconda la Kirk in 1.06.34 (30.86-35.48 ), terza l'ucraina Khlistunova in 1.07.27. Quarto posto per la Hardy in 1.07.38. Chiudo ricordando i passaggi di quel fantastico 1.05.09 della Jones ai CG di Melbourne 2006: 30.83-34.26. Netta la differenza nella seconda vasca, risultato di una minor fluidità nell'azione rispetto ad allora.
modificato Jul 22 '20 a 6:01 pm
 
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Nella quarta giornata di gare dei Mondiali 2007, i riflettori sono puntati sulla finale dei 200 sl femminili, dopo quelle semifinali (in particolare quella seconda semifinale) che hanno riscritto le graduatorie mondiali, a partire dal miglioramento del WR di Franziska van Almsick stabilito nel 2002 ai Campionati Europei di Berlino.

La 18enne Pellegrini, neo-primatista mondiale con l'1.56.47 della semifinale, nuota in corsia 4. In corsia 5 parte la Lurz, in 3 la Jedrzejczak, in 6 la Hoff e in corsia 2 una Manaudou che, finalmente, non ha altri impegni da assolvere nella odierna sessione di finali e semifinali, avendo rinunciato alle semifinali dei 50 dorso, dopo avere disputato la batteria mattutina.

Non era facile individuare una favorita.
La Pellegrini era la giovane in prepotente ascesa, neo-primatista mondiale.
La Lurz aveva anch'essa dato una grande dimostrazione di forza in semifinale (PB in 1.56.67), si era presentata a questi Mondiali con il miglior crono di accredito (1.56.73) e in più c'era il ricordo di quella sua velocissima frazione lanciata (1.55.64) nella 4x200 sl degli Europei 2006.
La Jedrzejczak aveva vinto i 200 sl agli Europei 2006, veniva da un ottimo 400 sl nella prima giornata di gare e dava grande affidabilità nelle finali.
La Manaudou in semifinale era riuscita a nuotare 1.57.30 (PB) al terzo impegno della sessione, e oggi poteva finalmente nuotare la finale come prima (e unica) gara del suo programma, di solito (assurdamente) fitto di impegni.
La stessa Hoff aveva nuotato il PB in semifinale in 1.57.29 ed aveva qualche chance, anche se le favorite per l'oro sembravano le prime quattro.

La finale, per me imperdibile, per chi la volesse rivedere:
https://www.youtube.com/watch?v=m3gBy_oNXWg

Nella prima vasca partono decisissime la Lurz in corsia 5 e la Manaudou in corsia 2. Impressionante, in particolare, la differenza della Manaudou, rispetto alla semifinale.

Passaggi ai 50 m: Lurz 27.06, Manaudou 27.13, Vollmer 27.52, Pellegrini 27.63, Jedrzejczak 27.64, Lillhage 27.80, Hoff 27.83.

Breve commento: i passaggi della Lurz e della Manaudou sono estremamente veloci. In semifinale la Lurz era passata ai 50 m in 27.38, la Manaudou addirittura in 28.09. Da notare che la Pellegrini è sì quarta, ma il suo 27.63 è di 12 centesimi più veloce rispetto al suo passaggio della semifinale, terminata con il WR in 1.56.47.

Nella seconda vasca Lurz e Manaudou continuano ad imprimere un ritmo mai visto prima in un 200 sl femminile, e ai 100 m è addirittura la Manaudou a passare in testa.

Passaggi ai 100 m : Manaudou 56.24, Lurz 56.51, Pellegrini 56.95, Hoff 57.22, Vollmer 57.50, Jedrzejczak 57.72, Lillhage 57.75.

Breve commento: il passaggio della Manaudou ai 100 m è di quasi due secondi più veloce rispetto alla semifinale. La Lurz è più veloce di 32 centesimi rispetto alla semifinale, la Pellegrini ancora di 12 centesimi, come ai 50 m. La Jedrzejczak è piuttosto attardata, probabilmente sorpresa da questo livello altissimo, anche rispetto alle attese.

Nessun cenno di rallentamento del duo di testa anche nella terza vasca.

Passaggi ai 150 m: Manaudou 1.25.69, Lurz 1.25.96, Pellegrini 1.26.62, Hoff 1.26.95, Lillhage 1.27.71, Vollmer 1.27.90, Jedrzejczak 1.29.22.

Breve commento: la Manaudou è autrice di un altro parziale impressionante: 29.45 nel terzo 50 m.
La Lurz la eguaglia al centesimo, continuando un duello che rimane avvincente.
Per la Pellegrini c'è un 29.67 che mantiene il suo vantaggio, rispetto al parziale della semifinale, esattamente a quei 12 centesimi guadagnati nei primi 50 m (incredibile come la Pellegrini abbia nuotato le successive due vasche con gli stessi parziali fatti il giorno prima).
Anche la Hoff non demorde: 29.73 per lei, parziale ottimo, ma non in questa gara dal livello mai visto prima.
Chi invece sventola bandiera bianca (e probabilmente comincia a pensare alla successiva semifinale dei 200 delfino) è la Jedrzejczak, vicina di corsia della Manaudou e che ha ormai perso di vista definitivamente il treno ad altissima velocità francese.

L'ultima vasca è la degna conclusione di una gara fantastica, con il tentativo della Lurz, portato fino all'ultimo metro, di agguantare l'oro mondiale. La Lurz chiude ancora abbondantemente sotto i 30" (29.72 il parziale negli ultimi 50 m) una gara condotta fin dall'inizio su ritmi altissimi, da lei e dalla Manaudou.
Ma il titolo mondiale, corredato da un WR davvero micidiale, va, meritatamente, alla Manaudou.
La Pellegrini ha un calo nell'ultima vasca rispetto a quanto nuotato in semifinale - direi più che giustificabile considerando l'età e come nella semifinale si fosse ingarellata fino all'ultimo metro con la Lurz, che le aveva anche fatto, in precedenza, da ottimo punto di riferimento data la vicinanza di corsie - ma conserva il terzo posto.
Bronzo mondiale a 18 anni, in un'altra finale memorabile di questi Mondiali: solo plausi per la Pellegrini.

Crono finali: prima Manaudou in 1.55.52 (nuovo WR e demolito l'1.57.30 della semifinale), seconda Lurz in 1.55.68 (anche lei nettamente meglio del PB di 1.56.67 della semifinale e quasi eguagliato il lanciato da 1.55.64 della 4x200sl), terza Pellegrini in 1.56.97, quarta Hoff in 1.57.09 (migliorato di due decimi il PB di 1.57.29, ma giù dal podio con un crono con cui avrebbe vinto la medaglia d'oro in molte altre edizioni dei Mondiali), quinta Lillhage in 1.57.90, sesta Vollmer in 1.58.30 (anche per lei PB).

Fa impressione constatare che le due splendide protagoniste di questi 200 sl, la Manaudou e la Lurz, non le rivedremo più (per differenti motivi) nemmeno avvicinare i livelli di cui furono capaci in questa epica finale dei 200 sl dei Mondiali 2007.

Nella quarta giornata di gare dei Mondiali 2007, i riflettori sono puntati sulla finale dei 200 sl femminili, dopo quelle semifinali (in particolare quella seconda semifinale) che hanno riscritto le graduatorie mondiali, a partire dal miglioramento del WR di Franziska van Almsick stabilito nel 2002 ai Campionati Europei di Berlino. La 18enne Pellegrini, neo-primatista mondiale con l'1.56.47 della semifinale, nuota in corsia 4. In corsia 5 parte la Lurz, in 3 la Jedrzejczak, in 6 la Hoff e in corsia 2 una Manaudou che, finalmente, non ha altri impegni da assolvere nella odierna sessione di finali e semifinali, avendo rinunciato alle semifinali dei 50 dorso, dopo avere disputato la batteria mattutina. Non era facile individuare una favorita. La Pellegrini era la giovane in prepotente ascesa, neo-primatista mondiale. La Lurz aveva anch'essa dato una grande dimostrazione di forza in semifinale (PB in 1.56.67), si era presentata a questi Mondiali con il miglior crono di accredito (1.56.73) e in più c'era il ricordo di quella sua velocissima frazione lanciata (1.55.64) nella 4x200 sl degli Europei 2006. La Jedrzejczak aveva vinto i 200 sl agli Europei 2006, veniva da un ottimo 400 sl nella prima giornata di gare e dava grande affidabilità nelle finali. La Manaudou in semifinale era riuscita a nuotare 1.57.30 (PB) al terzo impegno della sessione, e oggi poteva finalmente nuotare la finale come prima (e unica) gara del suo programma, di solito (assurdamente) fitto di impegni. La stessa Hoff aveva nuotato il PB in semifinale in 1.57.29 ed aveva qualche chance, anche se le favorite per l'oro sembravano le prime quattro. La finale, per me imperdibile, per chi la volesse rivedere: https://www.youtube.com/watch?v=m3gBy_oNXWg Nella prima vasca partono decisissime la Lurz in corsia 5 e la Manaudou in corsia 2. Impressionante, in particolare, la differenza della Manaudou, rispetto alla semifinale. Passaggi ai 50 m: Lurz 27.06, Manaudou 27.13, Vollmer 27.52, Pellegrini 27.63, Jedrzejczak 27.64, Lillhage 27.80, Hoff 27.83. Breve commento: i passaggi della Lurz e della Manaudou sono estremamente veloci. In semifinale la Lurz era passata ai 50 m in 27.38, la Manaudou addirittura in 28.09. Da notare che la Pellegrini è sì quarta, ma il suo 27.63 è di 12 centesimi più veloce rispetto al suo passaggio della semifinale, terminata con il WR in 1.56.47. Nella seconda vasca Lurz e Manaudou continuano ad imprimere un ritmo mai visto prima in un 200 sl femminile, e ai 100 m è addirittura la Manaudou a passare in testa. Passaggi ai 100 m : Manaudou 56.24, Lurz 56.51, Pellegrini 56.95, Hoff 57.22, Vollmer 57.50, Jedrzejczak 57.72, Lillhage 57.75. Breve commento: il passaggio della Manaudou ai 100 m è di quasi due secondi più veloce rispetto alla semifinale. La Lurz è più veloce di 32 centesimi rispetto alla semifinale, la Pellegrini ancora di 12 centesimi, come ai 50 m. La Jedrzejczak è piuttosto attardata, probabilmente sorpresa da questo livello altissimo, anche rispetto alle attese. Nessun cenno di rallentamento del duo di testa anche nella terza vasca. Passaggi ai 150 m: Manaudou 1.25.69, Lurz 1.25.96, Pellegrini 1.26.62, Hoff 1.26.95, Lillhage 1.27.71, Vollmer 1.27.90, Jedrzejczak 1.29.22. Breve commento: la Manaudou è autrice di un altro parziale impressionante: 29.45 nel terzo 50 m. La Lurz la eguaglia al centesimo, continuando un duello che rimane avvincente. Per la Pellegrini c'è un 29.67 che mantiene il suo vantaggio, rispetto al parziale della semifinale, esattamente a quei 12 centesimi guadagnati nei primi 50 m (incredibile come la Pellegrini abbia nuotato le successive due vasche con gli stessi parziali fatti il giorno prima). Anche la Hoff non demorde: 29.73 per lei, parziale ottimo, ma non in questa gara dal livello mai visto prima. Chi invece sventola bandiera bianca (e probabilmente comincia a pensare alla successiva semifinale dei 200 delfino) è la Jedrzejczak, vicina di corsia della Manaudou e che ha ormai perso di vista definitivamente il treno ad altissima velocità francese. L'ultima vasca è la degna conclusione di una gara fantastica, con il tentativo della Lurz, portato fino all'ultimo metro, di agguantare l'oro mondiale. La Lurz chiude ancora abbondantemente sotto i 30" (29.72 il parziale negli ultimi 50 m) una gara condotta fin dall'inizio su ritmi altissimi, da lei e dalla Manaudou. Ma il titolo mondiale, corredato da un WR davvero micidiale, va, meritatamente, alla Manaudou. La Pellegrini ha un calo nell'ultima vasca rispetto a quanto nuotato in semifinale - direi più che giustificabile considerando l'età e come nella semifinale si fosse ingarellata fino all'ultimo metro con la Lurz, che le aveva anche fatto, in precedenza, da ottimo punto di riferimento data la vicinanza di corsie - ma conserva il terzo posto. Bronzo mondiale a 18 anni, in un'altra finale memorabile di questi Mondiali: solo plausi per la Pellegrini. Crono finali: prima Manaudou in 1.55.52 (nuovo WR e demolito l'1.57.30 della semifinale), seconda Lurz in 1.55.68 (anche lei nettamente meglio del PB di 1.56.67 della semifinale e quasi eguagliato il lanciato da 1.55.64 della 4x200sl), terza Pellegrini in 1.56.97, quarta Hoff in 1.57.09 (migliorato di due decimi il PB di 1.57.29, ma giù dal podio con un crono con cui avrebbe vinto la medaglia d'oro in molte altre edizioni dei Mondiali), quinta Lillhage in 1.57.90, sesta Vollmer in 1.58.30 (anche per lei PB). Fa impressione constatare che le due splendide protagoniste di questi 200 sl, la Manaudou e la Lurz, non le rivedremo più (per differenti motivi) nemmeno avvicinare i livelli di cui furono capaci in questa epica finale dei 200 sl dei Mondiali 2007.
modificato Jul 23 '20 a 11:14 am
 
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Rieccoci alla quarta giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007.

In mattinata erano partiti i 100 sl maschili, estremamente attesi in casa Italia già dalla vigilia e ancora di più dopo l'argento nella 4x100 sl disputata nella prima giornata di gare, con un Magnini apparso il più convincente tra i papabili per l'oro mondiale nella gara individuale.

Al termine delle batterie solo 46 centesimi separavano il miglior crono (49.02 di Lezak), dal sedicesimo (49.48 di Galenda). Da notare il quindicesimo crono di Schoeman, che quindi conferma le indicazioni non eccelse fornite nella 4x100 sl.

Siamo alle semifinali.
Magnini, secondo crono delle batterie, gareggia in corsia 4 della prima semifinale, che vince con una certa autorevolezza in 48.60 (23.50-25.10) davanti a Neethling 48.87 (23.14-25.73), Bernard 48.89 (23.27-25.62) e Nystrand 48.92 (23.68-25.24). Galenda è settimo in 49.31.
Quindi, posizione a rischio per Bernard e (soprattutto) Nystrand, in attesa della seconda semifinale.
Jason Lezak conferma il miglior crono del mattino vincendo la seconda semifinale in 48.51 (23.09-25.42) davanti a Van den Hoogenband in 48.72 (23.55-25.17), Hayden in 48.79 (23.31-25.48 ), Sullivan in 48.86 (23.02-25.84), Cielo in 48.87 (23.42-25.45) e Schoeman pure lui in 48.87 (22.90-25.97).

Dal riepilogo dei tempi, risulta quindi il miglior crono di Lezak in 48.51, il secondo di Magnini (48.60), poi VDH (48.72), Hayden (48.79), Sullivan (48.86) e tre atleti al sesto posto con 48.87: Cielo, Schoeman e Neethling.
Eliminati, dunque, sia Bernard (per due centesimi) che Nystrand (per quattro centesimi) e turni eliminatori che sembrano riproporre il copione degli Europei 2006, considerando che Lezak non è finora mai stato un vincente nelle finali, con un Magnini che, nell'equilibrio complessivo, si fa preferire su tutti gli altri.

Da riferire delle semifinali dei 50 dorso per il nuovo WR della statunitense Leila Vaziri in 28.16, tre centesimi meglio del precedente della tedesca Pietsch. Parlando di vasca singola a dorso, abbiamo sempre nella mente il 28.30 della Coughlin in virata nella finale dei 100 dorso.

Infine, in questo post di "decompressione" dopo tante finali in cui i superlativi si sono sprecati, la finale dei 50 rana maschili, in cui Terrin aveva chiare possibilità di medaglia.
Le semifinali si erano concluse con il miglior tempo per Hansen in 27.51, davanti al 27.53 di Lisogor e al 27.55 di Terrin (che, con 27.48, aveva vinto l'oro ex-aequo con Lisogor agli Europei dell'anno precedente).
Questi tre sembravano staccarsi rispetto alla concorrenza e pronti a giocarsi la medaglia d'oro.
La finale fu una sorta di "ciapanò natatorio" smile , una specie di memoriale sul fatto che non bisognava dare per scontato che si migliorasse sempre.
In quella finale in cui quasi tutti peggiorarono, vinse Lisogor in 27.66 davanti ad Hansen (27.69) e terzo, nuotando da una corsia laterale, fu il 20enne sudafricano Cameron Van der Burgh in 27.88.
Quarto posto in un deludente 28.09 per Terrin, quinto Kitajima in 28.10.

Rieccoci alla quarta giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007. In mattinata erano partiti i 100 sl maschili, estremamente attesi in casa Italia già dalla vigilia e ancora di più dopo l'argento nella 4x100 sl disputata nella prima giornata di gare, con un Magnini apparso il più convincente tra i papabili per l'oro mondiale nella gara individuale. Al termine delle batterie solo 46 centesimi separavano il miglior crono (49.02 di Lezak), dal sedicesimo (49.48 di Galenda). Da notare il quindicesimo crono di Schoeman, che quindi conferma le indicazioni non eccelse fornite nella 4x100 sl. Siamo alle semifinali. Magnini, secondo crono delle batterie, gareggia in corsia 4 della prima semifinale, che vince con una certa autorevolezza in 48.60 (23.50-25.10) davanti a Neethling 48.87 (23.14-25.73), Bernard 48.89 (23.27-25.62) e Nystrand 48.92 (23.68-25.24). Galenda è settimo in 49.31. Quindi, posizione a rischio per Bernard e (soprattutto) Nystrand, in attesa della seconda semifinale. Jason Lezak conferma il miglior crono del mattino vincendo la seconda semifinale in 48.51 (23.09-25.42) davanti a Van den Hoogenband in 48.72 (23.55-25.17), Hayden in 48.79 (23.31-25.48 ), Sullivan in 48.86 (23.02-25.84), Cielo in 48.87 (23.42-25.45) e Schoeman pure lui in 48.87 (22.90-25.97). Dal riepilogo dei tempi, risulta quindi il miglior crono di Lezak in 48.51, il secondo di Magnini (48.60), poi VDH (48.72), Hayden (48.79), Sullivan (48.86) e tre atleti al sesto posto con 48.87: Cielo, Schoeman e Neethling. Eliminati, dunque, sia Bernard (per due centesimi) che Nystrand (per quattro centesimi) e turni eliminatori che sembrano riproporre il copione degli Europei 2006, considerando che Lezak non è finora mai stato un vincente nelle finali, con un Magnini che, nell'equilibrio complessivo, si fa preferire su tutti gli altri. Da riferire delle semifinali dei 50 dorso per il nuovo WR della statunitense Leila Vaziri in 28.16, tre centesimi meglio del precedente della tedesca Pietsch. Parlando di vasca singola a dorso, abbiamo sempre nella mente il 28.30 della Coughlin in virata nella finale dei 100 dorso. Infine, in questo post di "decompressione" dopo tante finali in cui i superlativi si sono sprecati, la finale dei 50 rana maschili, in cui Terrin aveva chiare possibilità di medaglia. Le semifinali si erano concluse con il miglior tempo per Hansen in 27.51, davanti al 27.53 di Lisogor e al 27.55 di Terrin (che, con 27.48, aveva vinto l'oro ex-aequo con Lisogor agli Europei dell'anno precedente). Questi tre sembravano staccarsi rispetto alla concorrenza e pronti a giocarsi la medaglia d'oro. La finale fu una sorta di "ciapanò natatorio" :) , una specie di memoriale sul fatto che non bisognava dare per scontato che si migliorasse sempre. In quella finale in cui quasi tutti peggiorarono, vinse Lisogor in 27.66 davanti ad Hansen (27.69) e terzo, nuotando da una corsia laterale, fu il 20enne sudafricano Cameron Van der Burgh in 27.88. Quarto posto in un deludente 28.09 per Terrin, quinto Kitajima in 28.10.
 
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Anche nelle ultime due finali della quarta giornata di gare dei Mondiali 2007 non mancavano i motivi d'interesse.

Gli 800 sl si presentavano, per la prima volta da anni, senza un favorito d'obbligo, viste la condizione assai precaria di Grant Hackett, campione e primatista mondiale in carica.

Nella batterie, solo 2 secondi e 2 decimi erano intercorsi tra il miglior crono dell'australiano Stevens (7.50.72) e l'ottavo del francese Rouault (7.52.92). E il solito super-consistente Federico Colbertaldo, secondo tempo in 7.50.77, aveva più che legittimi propositi di medaglia.

Rouault, defilato in corsia 8, prova la partenza veloce, e ai 200 m passa nettamente in testa.

Parziali ai 200 m: Rouault 1.54.40, Stevens 1.56.34, Mellouli 1.56.44, Colbertaldo 1.56.77, Stanczyk 1.57.10, Hackett 1.57.21.

Anche i secondi 200 m vivono sul tentativo di Rouault di far saltare il banco in una gara, per il resto, molto tattica.

Parziali ai 400 m: Rouault 3.52.93, Stanczyk 3.55.36, Colbertaldo 3.55.37, Mellouli 3.55.49, Stevens 3.55.72, mentre Hackett, che vira a metà gara in 3.57.00, sembra già fuori dalla lotta per il podio.

Il terzo quarto di gara vede il gruppo inseguitore muoversi e, anche a causa del cedimento di Rouault, cambia la testa della gara ai 600 m.

Parziali ai 600 m: Stanczyk 5.52.59, Mellouli 5.52.92, Rouault 5.53.03, Colbertaldo 5.53.53, Stevens 5.54.45.

Sono questi cinque che si giocano il podio, ma il trend in evidente calo di Rouault li riduce ben presto a quattro:

Parziali ai 700 m: Mellouli 6.50.80, Stanczyk 6.50.91, Colbertaldo 6.52.58, Stevens 6.52.69, Rouault 6.53.34.

La lotta per l'oro tra Mellouli e Stanczyk vede prevalere nettamente il primo, che con un ultimo 100 m da 56.15 si aggiudica la gara, mentre Stevens mette a frutto la sua superiore velocità di base prevalendo su Colbertaldo per il bronzo.

Crono finali: primo Mellouli in 7.46.95, secondo Stanczyk in 7.47.91, terzo Stevens in 7.48.67, quarto Colbertaldo in 7.49.98 (nuovo PB), quinto Rouault in 7.52.04, solo settimo Hackett in 7.55.39.

Mellouli viene premiato sul podio (come in precedenza nei 400 sl), ma a distanza di parecchi mesi verrà ufficialmente squalificato, con la perdita delle medaglie qui vinte, per la precedente positività ad un controllo antidoping in Usa, in un meeting del novembre 2006.
Mellouli si è sempre giustificato dicendo di avere assunto una sostanza molto in voga tra gli studenti per stimolare la concentrazione (e vincere la mancanza di sonno) prima degli esami.
Gli fu comunque comminata una squalifica di 18 mesi, a partire da fine novembre 2006, con il conseguente annullamento dei risultati conseguiti in quel periodo.

Per Colbertaldo, in realtà, fu dunque bronzo.

Nei 200 delfino tutti ormai attendevano Phelps a livelli "alieni", e Phelps non deluse.

Con il WR di 1.53.71 nel Missouri Grand Prix di febbraio 2017 ancora in attesa di omologazione, sul tabellone campeggiava ancora l'1.53.80 dei Panpacifici 2006, dove ricorderete quella sua grande accelerazione nell'ultima vasca.

Questo Phelps, ormai stra-sicuro dei suoi mezzi, passa molto più veloce a metà gara rispetto a quanto fatto ai Panpacifici di Victoria, e il suo vantaggio massimo sul WR dei Panpacifici è ai 150 m, prima di perdere 7 centesimi negli ultimi 50 m.

Vediamo i parziali di quel WR che molti (giustamente) definirono "Beamoniano", perché 1 secondo e 71 centesimi (in realtà 1 secondo e 62 centesimi) di progresso, in un 200 delfino, è parecchio, e portava Phelps sull'1.52.0 quando il resto del mondo era sull' 1.54.9-1.55.0 (Wu Peng 1.54.91 di PB, Korzeniowski 1.55.02), quindi a quasi tre secondi di distacco.

Ai 50m Phelps passò in 25.26, 53 centesimi più veloce rispetto ai Panpacifici 2006
Ai 100 m in 53.62 (i normali passaggi di Burdisso oggi smile , mentre allora era quasi fantascienza) addirittura 1 secondo e 65 centesimi più veloce rispetto ai Panpacifici. Quindi il grosso del vantaggio è stato costruito nella prima metà di gara.
Ai 150 m in 1.22.87, 1 secondo e 78 centesimi più veloce.
E poi l'1.52.09 finale, con il secondo, Wu Peng (1.55.13) distaccato di 3 secondi e 4 centesimi e il terzo, Skvortsov (1.55.22) distaccato di 3 secondi e 13 centesimi.
Da notare come il campione mondiale ed europeo in carica, Korzeniowski sia finito sesto in 1.55.87.

Insomma, sia nei 200 sl che nei 200 delfino c'era Phelps e poi, molto distante, il resto del mondo ad inseguire.

Anche nelle ultime due finali della quarta giornata di gare dei Mondiali 2007 non mancavano i motivi d'interesse. Gli 800 sl si presentavano, per la prima volta da anni, senza un favorito d'obbligo, viste la condizione assai precaria di Grant Hackett, campione e primatista mondiale in carica. Nella batterie, solo 2 secondi e 2 decimi erano intercorsi tra il miglior crono dell'australiano Stevens (7.50.72) e l'ottavo del francese Rouault (7.52.92). E il solito super-consistente Federico Colbertaldo, secondo tempo in 7.50.77, aveva più che legittimi propositi di medaglia. Rouault, defilato in corsia 8, prova la partenza veloce, e ai 200 m passa nettamente in testa. Parziali ai 200 m: Rouault 1.54.40, Stevens 1.56.34, Mellouli 1.56.44, Colbertaldo 1.56.77, Stanczyk 1.57.10, Hackett 1.57.21. Anche i secondi 200 m vivono sul tentativo di Rouault di far saltare il banco in una gara, per il resto, molto tattica. Parziali ai 400 m: Rouault 3.52.93, Stanczyk 3.55.36, Colbertaldo 3.55.37, Mellouli 3.55.49, Stevens 3.55.72, mentre Hackett, che vira a metà gara in 3.57.00, sembra già fuori dalla lotta per il podio. Il terzo quarto di gara vede il gruppo inseguitore muoversi e, anche a causa del cedimento di Rouault, cambia la testa della gara ai 600 m. Parziali ai 600 m: Stanczyk 5.52.59, Mellouli 5.52.92, Rouault 5.53.03, Colbertaldo 5.53.53, Stevens 5.54.45. Sono questi cinque che si giocano il podio, ma il trend in evidente calo di Rouault li riduce ben presto a quattro: Parziali ai 700 m: Mellouli 6.50.80, Stanczyk 6.50.91, Colbertaldo 6.52.58, Stevens 6.52.69, Rouault 6.53.34. La lotta per l'oro tra Mellouli e Stanczyk vede prevalere nettamente il primo, che con un ultimo 100 m da 56.15 si aggiudica la gara, mentre Stevens mette a frutto la sua superiore velocità di base prevalendo su Colbertaldo per il bronzo. Crono finali: primo Mellouli in 7.46.95, secondo Stanczyk in 7.47.91, terzo Stevens in 7.48.67, quarto Colbertaldo in 7.49.98 (nuovo PB), quinto Rouault in 7.52.04, solo settimo Hackett in 7.55.39. Mellouli viene premiato sul podio (come in precedenza nei 400 sl), ma a distanza di parecchi mesi verrà ufficialmente squalificato, con la perdita delle medaglie qui vinte, per la precedente positività ad un controllo antidoping in Usa, in un meeting del novembre 2006. Mellouli si è sempre giustificato dicendo di avere assunto una sostanza molto in voga tra gli studenti per stimolare la concentrazione (e vincere la mancanza di sonno) prima degli esami. Gli fu comunque comminata una squalifica di 18 mesi, a partire da fine novembre 2006, con il conseguente annullamento dei risultati conseguiti in quel periodo. Per Colbertaldo, in realtà, fu dunque bronzo. Nei 200 delfino tutti ormai attendevano Phelps a livelli "alieni", e Phelps non deluse. Con il WR di 1.53.71 nel Missouri Grand Prix di febbraio 2017 ancora in attesa di omologazione, sul tabellone campeggiava ancora l'1.53.80 dei Panpacifici 2006, dove ricorderete quella sua grande accelerazione nell'ultima vasca. Questo Phelps, ormai stra-sicuro dei suoi mezzi, passa molto più veloce a metà gara rispetto a quanto fatto ai Panpacifici di Victoria, e il suo vantaggio massimo sul WR dei Panpacifici è ai 150 m, prima di perdere 7 centesimi negli ultimi 50 m. Vediamo i parziali di quel WR che molti (giustamente) definirono "Beamoniano", perché 1 secondo e 71 centesimi (in realtà 1 secondo e 62 centesimi) di progresso, in un 200 delfino, è parecchio, e portava Phelps sull'1.52.0 quando il resto del mondo era sull' 1.54.9-1.55.0 (Wu Peng 1.54.91 di PB, Korzeniowski 1.55.02), quindi a quasi tre secondi di distacco. Ai 50m Phelps passò in 25.26, 53 centesimi più veloce rispetto ai Panpacifici 2006 Ai 100 m in 53.62 (i normali passaggi di Burdisso oggi ;) , mentre allora era quasi fantascienza) addirittura 1 secondo e 65 centesimi più veloce rispetto ai Panpacifici. Quindi il grosso del vantaggio è stato costruito nella prima metà di gara. Ai 150 m in 1.22.87, 1 secondo e 78 centesimi più veloce. E poi l'1.52.09 finale, con il secondo, Wu Peng (1.55.13) distaccato di 3 secondi e 4 centesimi e il terzo, Skvortsov (1.55.22) distaccato di 3 secondi e 13 centesimi. Da notare come il campione mondiale ed europeo in carica, Korzeniowski sia finito sesto in 1.55.87. Insomma, sia nei 200 sl che nei 200 delfino c'era Phelps e poi, molto distante, il resto del mondo ad inseguire.
modificato Jul 24 '20 a 6:54 pm
 
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Ed eccoci alla quinta giornata di gare dei Mondiali 2007. Doveroso partire dalla finale dei 100 stile libero maschili.

Già detto di come le semifinali avessero "apparecchiato" un campo-avversari che sembrava molto propizio per una conferma di Magnini al vertice della specialità.
In corsia 4 della finale partiva Jason Lezak, i cui limiti in gara individuale erano fin troppo noti, così come la difficoltà ad esprimere il meglio in finale.
In corsia 5 Filippo Magnini, oggettivamente il favorito della finale - pur nell'equilibrio generale - proprio per la sue qualità agonistiche.
In corsia 3 Pieter Van den Hoogenband, reduce dalla finale-choc dei 200 sl e che nei 100 sl continuava a faticare a trovare potenza, soprattutto nella prima vasca, dopo l'operazione subita nel 2005.
In corsia 6 Brent Hayden, reduce dal suo primo successo internazionale ai Panpacifici 2006, e per questo da tenere senz'altro d'occhio, ma che comunque dava minori garanzie di Magnini.
In corsia 2 Eamon Sullivan, in crescita (48.97 alla vigilia dei Mondiali, 48.86 in semifinale) ma che partiva ancora da troppo lontano come tempi cronometrici, e non aveva esperienza di finali importanti.
In corsia 7 Rik Neethling (per sorteggio tra i tre sesti tempi a pari merito delle semifinali), che pareva ormai abbastanza lontano dai livelli di Montreal 2005.
In corsia 1 Cesar Cielo, anche lui, come Sullivan, in crescita ma che, come l'australiano, non sembrava pronto per un'affermazione a livello mondiale.
In corsia 8 Ronald Schoeman che, come il connazionale Neethling, era apparso, sia nei turni preliminari che nella 4x100 sl, assai meno brillante rispetto a due anni prima.

La gara per chi la volesse rivedere: https://www.youtube.com/watch?v=V9WzE8y4_0E

La prima vasca si sviluppa secondo le migliori attese di casa-Italia.
Nessuno guadagna in modo clamoroso e Magnini è, anche visivamente, a contatto con gli avversari più pericolosi delle corsie centrali (Hayden e Lezak), mentre Van den Hoogenband è l'unico attardato in modo evidente.

Ai 50 m: in testa Cielo (corsia 1) in 22.83, poi Schoeman (corsia 8 ) in 22.87, Sullivan (corsia 2) in 22.92, Neethling (corsia 7) in 23.02, Lezak (corsia 4) in 23.03, Hayden (corsia 6) in 23.07, Magnini (corsia 5) in 23.24, Van den Hoogenband (corsia 3) 23.51.

Ho ricordato anche le corsie per evidenziare lo sviluppo di gara estremamente favorevole a Magnini: lieve vantaggio per gli atleti nelle corsie laterali, di cui si poteva prevedere il calo nella seconda vasca, e contatto con gli atleti vicini di corsia: solo 21 centesimi di vantaggio per Lezak e 17 centesimi per Hayden, mentre Van den Hoogenband era staccato da Magnini di 27 centesimi.
Infine, il passaggio di Magnini era di un solo decimo superiore al 23.14 di Montreal 2005, dove peraltro c'era da colmare un distacco molto significativo da Schoeman.

Nei primi 25 metri della seconda vasca le cose cominciano a complicarsi, nel senso che le posizioni cambiano più lentamente di come ci si sarebbe aspettato. L'unico che sembra davvero fuori gioco è Van den Hoogenband, che ha accumulato ulteriore ritardo in virata e pare avere troppo distacco da recuperare rispetto a troppi atleti.
D'altra parte, è l'ultimo quarto di gara il punto forte di Magnini, e in casa Italia si resta ottimisti.

L'ultimo quarto di gara (secondi 25 metri della seconda vasca) è vissuto davvero in apnea (penso non solo da me smile ), in una situazione di incertezza mai vista prima, considerato il numero di atleti ancora in lizza per il podio.
E' vero, l'azione di Lezak, che ai 75 metri era ancora in testa, si sta appesantendo visibilmente, ma Magnini fatica ad emergere con un vantaggio, ancorché lieve, sugli altri.
Per chi guarda ancora la corsia 3 di Van den Hoogenband, impressiona la sua rimonta: è l'unico che va nettamente più forte degli altri, ma parte da (troppo) lontano.
Si arriva quindi al tocco d'arrivo con un.. boh planetario smile , in attesa del responso della piastra.
Appare prima l'1 nella corsia di Hayden, ma subito dopo ne appare un altro in quella di Magnini, e il tre nella corsia di Sullivan.
Vittoria a pari merito, dunque, per Magnini e Hayden in 48.43, terzo Sullivan in 48.47, quarto Cielo in 48.51, quinto Lezak in 48.52, sesto Van den Hoogenband in 48.63, settimo Schoeman in 48.72, ottavo Neethling in 48.81.

Parziali della seconda vasca: il migliore è di Van den Hoogenband in 25.12, poi Magnini in 25.19, Hayden in 25.36, Lezak 25.49, Sullivan 25.55, Cielo 25.68, Neethling 25.79, Schoeman 25.85.

Anche questi parziali sono ovviamente la media dei diversi settori: dai 50m ai 75m non è facile stabilire visivamente chi sia stato il più veloce, mentre dai 75m ai 100m è stata evidente la superiore velocità di Van den Hoogenband rispetto a tutti gli altri (Magnini compreso).
I due decimi di distacco finali di VDH sono anche il frutto di un arrivo impacciato (quasi in rotazione) perché la distanza appariva inferiore, forse anche per l'effetto ottico della rimonta.

Certo che sarà raro rivedere una finale dei 100 sl con gli otto finalisti così vicini, e i primi sei a contendersi il podio sul filo dei decimi, se non dei centesimi.

Quindi, come agli Europei 2006, Magnini vince la finale dei 100 sl con un tempo lievemente superiore a quello realizzato in prima frazione della 4x100 sl da un altro atleta.
Agli Europei 2006 fu Nystrand, qui è stato Phelps, che però non partecipava ai 100 stile libero, disputando già 5 gare individuali, che potevano diventare sei con i 200 dorso, sette con i 100 dorso, e otto con i 100 sl.
A proposito di quello che avrebbe potuto nuotare Phelps nei 100 e 200 dorso, una indicazione la avremo ai Nationals di agosto 2007.

Ed eccoci alla quinta giornata di gare dei Mondiali 2007. Doveroso partire dalla finale dei 100 stile libero maschili. Già detto di come le semifinali avessero "apparecchiato" un campo-avversari che sembrava molto propizio per una conferma di Magnini al vertice della specialità. In corsia 4 della finale partiva Jason Lezak, i cui limiti in gara individuale erano fin troppo noti, così come la difficoltà ad esprimere il meglio in finale. In corsia 5 Filippo Magnini, oggettivamente il favorito della finale - pur nell'equilibrio generale - proprio per la sue qualità agonistiche. In corsia 3 Pieter Van den Hoogenband, reduce dalla finale-choc dei 200 sl e che nei 100 sl continuava a faticare a trovare potenza, soprattutto nella prima vasca, dopo l'operazione subita nel 2005. In corsia 6 Brent Hayden, reduce dal suo primo successo internazionale ai Panpacifici 2006, e per questo da tenere senz'altro d'occhio, ma che comunque dava minori garanzie di Magnini. In corsia 2 Eamon Sullivan, in crescita (48.97 alla vigilia dei Mondiali, 48.86 in semifinale) ma che partiva ancora da troppo lontano come tempi cronometrici, e non aveva esperienza di finali importanti. In corsia 7 Rik Neethling (per sorteggio tra i tre sesti tempi a pari merito delle semifinali), che pareva ormai abbastanza lontano dai livelli di Montreal 2005. In corsia 1 Cesar Cielo, anche lui, come Sullivan, in crescita ma che, come l'australiano, non sembrava pronto per un'affermazione a livello mondiale. In corsia 8 Ronald Schoeman che, come il connazionale Neethling, era apparso, sia nei turni preliminari che nella 4x100 sl, assai meno brillante rispetto a due anni prima. La gara per chi la volesse rivedere: https://www.youtube.com/watch?v=V9WzE8y4_0E La prima vasca si sviluppa secondo le migliori attese di casa-Italia. Nessuno guadagna in modo clamoroso e Magnini è, anche visivamente, a contatto con gli avversari più pericolosi delle corsie centrali (Hayden e Lezak), mentre Van den Hoogenband è l'unico attardato in modo evidente. Ai 50 m: in testa Cielo (corsia 1) in 22.83, poi Schoeman (corsia 8 ) in 22.87, Sullivan (corsia 2) in 22.92, Neethling (corsia 7) in 23.02, Lezak (corsia 4) in 23.03, Hayden (corsia 6) in 23.07, Magnini (corsia 5) in 23.24, Van den Hoogenband (corsia 3) 23.51. Ho ricordato anche le corsie per evidenziare lo sviluppo di gara estremamente favorevole a Magnini: lieve vantaggio per gli atleti nelle corsie laterali, di cui si poteva prevedere il calo nella seconda vasca, e contatto con gli atleti vicini di corsia: solo 21 centesimi di vantaggio per Lezak e 17 centesimi per Hayden, mentre Van den Hoogenband era staccato da Magnini di 27 centesimi. Infine, il passaggio di Magnini era di un solo decimo superiore al 23.14 di Montreal 2005, dove peraltro c'era da colmare un distacco molto significativo da Schoeman. Nei primi 25 metri della seconda vasca le cose cominciano a complicarsi, nel senso che le posizioni cambiano più lentamente di come ci si sarebbe aspettato. L'unico che sembra davvero fuori gioco è Van den Hoogenband, che ha accumulato ulteriore ritardo in virata e pare avere troppo distacco da recuperare rispetto a troppi atleti. D'altra parte, è l'ultimo quarto di gara il punto forte di Magnini, e in casa Italia si resta ottimisti. L'ultimo quarto di gara (secondi 25 metri della seconda vasca) è vissuto davvero in apnea (penso non solo da me :) ), in una situazione di incertezza mai vista prima, considerato il numero di atleti ancora in lizza per il podio. E' vero, l'azione di Lezak, che ai 75 metri era ancora in testa, si sta appesantendo visibilmente, ma Magnini fatica ad emergere con un vantaggio, ancorché lieve, sugli altri. Per chi guarda ancora la corsia 3 di Van den Hoogenband, impressiona la sua rimonta: è l'unico che va nettamente più forte degli altri, ma parte da (troppo) lontano. Si arriva quindi al tocco d'arrivo con un.. boh planetario :) , in attesa del responso della piastra. Appare prima l'1 nella corsia di Hayden, ma subito dopo ne appare un altro in quella di Magnini, e il tre nella corsia di Sullivan. Vittoria a pari merito, dunque, per Magnini e Hayden in 48.43, terzo Sullivan in 48.47, quarto Cielo in 48.51, quinto Lezak in 48.52, sesto Van den Hoogenband in 48.63, settimo Schoeman in 48.72, ottavo Neethling in 48.81. Parziali della seconda vasca: il migliore è di Van den Hoogenband in 25.12, poi Magnini in 25.19, Hayden in 25.36, Lezak 25.49, Sullivan 25.55, Cielo 25.68, Neethling 25.79, Schoeman 25.85. Anche questi parziali sono ovviamente la media dei diversi settori: dai 50m ai 75m non è facile stabilire visivamente chi sia stato il più veloce, mentre dai 75m ai 100m è stata evidente la superiore velocità di Van den Hoogenband rispetto a tutti gli altri (Magnini compreso). I due decimi di distacco finali di VDH sono anche il frutto di un arrivo impacciato (quasi in rotazione) perché la distanza appariva inferiore, forse anche per l'effetto ottico della rimonta. Certo che sarà raro rivedere una finale dei 100 sl con gli otto finalisti così vicini, e i primi sei a contendersi il podio sul filo dei decimi, se non dei centesimi. Quindi, come agli Europei 2006, Magnini vince la finale dei 100 sl con un tempo lievemente superiore a quello realizzato in prima frazione della 4x100 sl da un altro atleta. Agli Europei 2006 fu Nystrand, qui è stato Phelps, che però non partecipava ai 100 stile libero, disputando già 5 gare individuali, che potevano diventare sei con i 200 dorso, sette con i 100 dorso, e otto con i 100 sl. A proposito di quello che avrebbe potuto nuotare Phelps nei 100 e 200 dorso, una indicazione la avremo ai Nationals di agosto 2007.
modificato Jul 25 '20 a 3:38 pm
 
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Dopo l'incertissima finale dei 100 sl maschili, vediamo le gare femminili disputate nella quinta giornata di finali dei Mondiali 2007.

Le semifinali dei 100 sl furono sorprendenti e anticiparono un importante responso della 4x200 sl in chiusura di sessione. Nel duello atteso alla vigilia tra la Lenton e la Steffen, con la Weir e la Henry come altri due principali nomi citati, si inserì decisamente Natalie Coughlin, che vinse la seconda semifinale con un 53.40 che distava solo un decimo dal WR della Steffen.
Secondo miglior crono per la Lenton in 53.85, terzo il 54.05 della Steffen vincitrice della prima semifinale.
Quarto crono complessivo, il sorprendente 54.08 della 18enne canadese Erica Morningstar, poi il 54.17 della Veldhuis, il 54.23 della Henry e settime a pari-merito, con 54.61, la Metella e la Lillhage.
Da rilevare l'eliminazione di Amanda Weir: solo 55.47 per lei.

La finale dei 200 delfino fu ben lungi dalla spettacolarità di quella di due anni prima. La vittoria della Schipper non fu mai in discussione, anche se un passaggio fin troppo veloce ai 100 m (59.87) rischiò di complicarle la seconda parte di gara.
Comunque, vittoria "risarcitoria" (ricorderete il finale controverso dei precedenti Mondiali) per la Schipper in 2.06.39, e seconda a sorpresa arrivò la statunitense Vandenberg in 2.06.71, lasciando solo il bronzo alla Jedrzejczak (2.06.90).
Quarta, in 2.07.22, la 16enne cinese Jiao.

Finale dei 50 dorso vinta dalla statunitense Leila Vaziri che eguagliò il WR (28.16) stabilito in semifinale. Seconda la bielorussa Herasimenia (28.46), terza l'australiana Zimmer (28.50).

Ed eccoci alla finale della 4x200 sl femminile, dove il duello atteso per l'oro era tra le statunitensi e le primatiste mondiali tedesche, con australiane e francesi (che schieravano in ultima frazione la Manaudou) pronte ad inserirsi.

In batteria, deludente 13° tempo complessivo per la staffetta italiana, nonostante la presenza della Pellegrini; quindi niente finale per le azzurre.

Il selezionatore australiano fa scelte un po' "stravaganti".
Rispetto al quartetto che aveva disputato la batteria, esclude la MacKenzie e la Barratt, in teoria le due più forti 200iste assieme alla Lenton di cui dispone, ed include, oltre alla Lenton, anche l'altra specialista dei 100 sl, Jodie Henry. A completare il quartetto, basandosi con fin troppa meticolosità smile sui parziali del mattino, la Davenport e la specialista dei misti Rice.
Scelte più convenzionali per le altre formazioni, e si comincia con la Lenton per l'Australia e la Coughlin per gli Stati Uniti a riaffrontarsi in prima frazione, due anni dopo Montreal 2005, dove l'esito fu in netto favore della Lenton (1.57.06) sulla Coughlin (1.58.82), anche se il risultato finale, grazie a quell'ultima spettacolare frazione della Sandeno, premiò gli Stati Uniti sull'Australia.
Per la Francia parte la Popchanka, per la Germania la Freitag.

La Coughlin conferma, dopo i 100 sl, di essere in una giornata speciale, e nuota una frazione ancora migliore di quella dell'Olimpiade 2004: 1.56.43 per lei, a distruggere il suo precedente PB di 1.58.11 risalente ai Nats 2006.
Insomma, come ad Atene 2004, la frazione della Coughlin è decisiva ed il suo 1.56.43 sarebbe stato WR dei 200 sl fino a poco più di 24 ore prima, cioè fino alla partenza della finale dei 200 sl femminili vinta dalla Manaudou in quello spaziale 1.55.52 sul quasi altrettanto spaziale 1.55.68 della Lurz.

Chi si difende meglio dal "tornado-Coughlin" è la Popchanka, che nuota un ottimo 1.57.86 per la Francia, facendo molto meglio dell'1.59.60 nuotato agli Europei 2006.
Un po' in ribasso, invece, le azioni tedesche, con la Freitag che nuota un 1.59.56 rispetto all'1.59.14 della Dallmann agli Europei 2006 (quando la Germania vinse con il WR di 7.50.82).
Chi esce peggio dalla prima frazione è l'Australia, che ottiene dalla Lenton un 1.59.01 distante quasi due secondi dall'1.57.06 di Montreal 2006.

La Vollmer, in seconda frazione, rinsalda la leadership Usa con un buon 1.57.49, che conferma l'1.58.30 ottenuto il giorno prima nella finale dei 200 sl. Per la Francia nuota la seconda frazione la Huber, e il suo parziale di 1.58.80, molto simile all'1.58.68 degli Europei 2006, riesce a mantenere le transalpine in seconda posizione a metà gara.
La seconda frazionista australiana è Jodie Henry, e nuota un "onesto" 1.59.29 che fa però scivolare le aussie al quarto posto, visto l'1.57.58 della Steffen per la Germania (la Steffen aveva nuotato la terza frazione agli Europei 2006 in 1.57.77, quindi fin qui la Germania è quasi sui livelli del suo WR).

In terza frazione c'è la Nymeyer per gli Stati Uniti. La meno forte delle staffettiste Usa ottiene un 1.59.19 che mantiene le Usa in netto vantaggio, anche sui parziali del WR. Ed è proprio con il WR della Germania, ormai, l'unica sfida rimasta per le statunitensi, considerato che la Lurz nuotò uno strepitoso 1.55.64 in ultima frazione.
In vasca, invece, si accende la lotta per il secondo posto, perché la terza frazionista francese, la Mongel, viene raggiunta e lievemente superata da Germania e Australia.
La Mongel nuota un 2.01.04 che è comunque migliore del 2.01.93 degli Europei 2006; la Dallmann un 2.00.40 che delude le aspettative tedesche, considerando che agli Europei 2006 aveva ottenuto un 1.59.14 in prima frazione; mentre per l'australiana Davenport c'è un 1.59.28 che è più lento dell'1.58.51 nuotato in batteria.

Quindi: Katie Hoff, ultima frazionista Usa, in lotta solo con la linea virtuale del WR, e grande lotta per gli altri due posti del podio tra Germania (5.57.54 all'ultimo cambio), Australia (5.57.58 ) e Francia (5.57.70), con anche il Giappone (5.57.88 grazie all'1.57.85 di Ai Shibata) molto vicino, ma che presentava un'ultima frazionista con un PB non al livello delle altre contendenti.

Si rinnovava, quindi, a 24 ore di distanza da quella splendida finale dei 200 sl, il duello Manaudou-Lurz, anche se la tedesca partiva con 16 centesimi di vantaggio e si mostrava anche più abile nella partenza lanciata, pur con ts per entrambe superiori agli 0.30. In tutto questo, e con due soli posti rimasti disponibili sul podio, la Rice sembrava quella "capitata lì per caso" smile .

I primi 50 m della Manaudou furono furibondi: 26.26 (e, anche considerando la partenza lanciata, c'è una bella differenza rispetto al pur velocissimo 27.13 della finale dei 200 sl), contro il 26.58 della Lurz che, ovviamente, rispose alla sfida. La Francia, quindi, è passata al secondo posto, ribaltando i 16 centesimi di svantaggio che aveva dalla Germania.
Ai 100 metri il parziale della Manaudou è ancora velocissimo: 55.63 contro il 55.97 della Lurz, quindi la Francia ha ora 18 centesimi di vantaggio sulla Germania. La Rice, invece, passa in un più umano 58.41 ed è ormai staccata di 2 secondi e 66 centesimi dalla Francia.
A metà della terza vasca comincia la crisi della Manaudou, che nuota un 31.16 per un parziale ai 150 m di 1.26.79, a fronte dell'1.26.13 della Lurz (30.16 per lei). Anche la Rice (1.29.06 e 30.65 di parziale) comincia a guadagnare sulla campionessa mondiale dei 200 sl.
L'ultima vasca è un autentico calvario per la Manaudou: parziale di 31.47 e una frazione complessiva da 1.58.26 (e 24 ore prima aveva nuotato 1.55.52 con partenza da fermo! Mentre agli Europei 2006 aveva nuotato una frazione lanciata da 1.56.23).
A questo punto il bronzo è quasi un cadeau per la Francia, che vede avvicinarsi pericolosamente anche la Rice (parziale di 29.78 negli ultimi 50 m, e una frazione complessiva di 1.58.84), mentre la Lurz termina in 30.15, per una frazione complessiva di 1.56.28 (1.55.64 agli Europei 2006) che porta all'argento la Germania.
Abbiamo abbandonato la corsa solitaria del quartetto Usa, che arriva all'oro mondiale e al nuovo WR in 7.50.09 (1.56.88 in ultima frazione per Katie Hoff).
Crono finali: Usa 7.50.09, Germania 7.53.82, Francia 7.55.96, Australia 7.56.42.

Dopo l'incertissima finale dei 100 sl maschili, vediamo le gare femminili disputate nella quinta giornata di finali dei Mondiali 2007. Le semifinali dei 100 sl furono sorprendenti e anticiparono un importante responso della 4x200 sl in chiusura di sessione. Nel duello atteso alla vigilia tra la Lenton e la Steffen, con la Weir e la Henry come altri due principali nomi citati, si inserì decisamente Natalie Coughlin, che vinse la seconda semifinale con un 53.40 che distava solo un decimo dal WR della Steffen. Secondo miglior crono per la Lenton in 53.85, terzo il 54.05 della Steffen vincitrice della prima semifinale. Quarto crono complessivo, il sorprendente 54.08 della 18enne canadese Erica Morningstar, poi il 54.17 della Veldhuis, il 54.23 della Henry e settime a pari-merito, con 54.61, la Metella e la Lillhage. Da rilevare l'eliminazione di Amanda Weir: solo 55.47 per lei. La finale dei 200 delfino fu ben lungi dalla spettacolarità di quella di due anni prima. La vittoria della Schipper non fu mai in discussione, anche se un passaggio fin troppo veloce ai 100 m (59.87) rischiò di complicarle la seconda parte di gara. Comunque, vittoria "risarcitoria" (ricorderete il finale controverso dei precedenti Mondiali) per la Schipper in 2.06.39, e seconda a sorpresa arrivò la statunitense Vandenberg in 2.06.71, lasciando solo il bronzo alla Jedrzejczak (2.06.90). Quarta, in 2.07.22, la 16enne cinese Jiao. Finale dei 50 dorso vinta dalla statunitense Leila Vaziri che eguagliò il WR (28.16) stabilito in semifinale. Seconda la bielorussa Herasimenia (28.46), terza l'australiana Zimmer (28.50). Ed eccoci alla finale della 4x200 sl femminile, dove il duello atteso per l'oro era tra le statunitensi e le primatiste mondiali tedesche, con australiane e francesi (che schieravano in ultima frazione la Manaudou) pronte ad inserirsi. In batteria, deludente 13° tempo complessivo per la staffetta italiana, nonostante la presenza della Pellegrini; quindi niente finale per le azzurre. Il selezionatore australiano fa scelte un po' "stravaganti". Rispetto al quartetto che aveva disputato la batteria, esclude la MacKenzie e la Barratt, in teoria le due più forti 200iste assieme alla Lenton di cui dispone, ed include, oltre alla Lenton, anche l'altra specialista dei 100 sl, Jodie Henry. A completare il quartetto, basandosi con fin troppa meticolosità :) sui parziali del mattino, la Davenport e la specialista dei misti Rice. Scelte più convenzionali per le altre formazioni, e si comincia con la Lenton per l'Australia e la Coughlin per gli Stati Uniti a riaffrontarsi in prima frazione, due anni dopo Montreal 2005, dove l'esito fu in netto favore della Lenton (1.57.06) sulla Coughlin (1.58.82), anche se il risultato finale, grazie a quell'ultima spettacolare frazione della Sandeno, premiò gli Stati Uniti sull'Australia. Per la Francia parte la Popchanka, per la Germania la Freitag. La Coughlin conferma, dopo i 100 sl, di essere in una giornata speciale, e nuota una frazione ancora migliore di quella dell'Olimpiade 2004: 1.56.43 per lei, a distruggere il suo precedente PB di 1.58.11 risalente ai Nats 2006. Insomma, come ad Atene 2004, la frazione della Coughlin è decisiva ed il suo 1.56.43 sarebbe stato WR dei 200 sl fino a poco più di 24 ore prima, cioè fino alla partenza della finale dei 200 sl femminili vinta dalla Manaudou in quello spaziale 1.55.52 sul quasi altrettanto spaziale 1.55.68 della Lurz. Chi si difende meglio dal "tornado-Coughlin" è la Popchanka, che nuota un ottimo 1.57.86 per la Francia, facendo molto meglio dell'1.59.60 nuotato agli Europei 2006. Un po' in ribasso, invece, le azioni tedesche, con la Freitag che nuota un 1.59.56 rispetto all'1.59.14 della Dallmann agli Europei 2006 (quando la Germania vinse con il WR di 7.50.82). Chi esce peggio dalla prima frazione è l'Australia, che ottiene dalla Lenton un 1.59.01 distante quasi due secondi dall'1.57.06 di Montreal 2006. La Vollmer, in seconda frazione, rinsalda la leadership Usa con un buon 1.57.49, che conferma l'1.58.30 ottenuto il giorno prima nella finale dei 200 sl. Per la Francia nuota la seconda frazione la Huber, e il suo parziale di 1.58.80, molto simile all'1.58.68 degli Europei 2006, riesce a mantenere le transalpine in seconda posizione a metà gara. La seconda frazionista australiana è Jodie Henry, e nuota un "onesto" 1.59.29 che fa però scivolare le aussie al quarto posto, visto l'1.57.58 della Steffen per la Germania (la Steffen aveva nuotato la terza frazione agli Europei 2006 in 1.57.77, quindi fin qui la Germania è quasi sui livelli del suo WR). In terza frazione c'è la Nymeyer per gli Stati Uniti. La meno forte delle staffettiste Usa ottiene un 1.59.19 che mantiene le Usa in netto vantaggio, anche sui parziali del WR. Ed è proprio con il WR della Germania, ormai, l'unica sfida rimasta per le statunitensi, considerato che la Lurz nuotò uno strepitoso 1.55.64 in ultima frazione. In vasca, invece, si accende la lotta per il secondo posto, perché la terza frazionista francese, la Mongel, viene raggiunta e lievemente superata da Germania e Australia. La Mongel nuota un 2.01.04 che è comunque migliore del 2.01.93 degli Europei 2006; la Dallmann un 2.00.40 che delude le aspettative tedesche, considerando che agli Europei 2006 aveva ottenuto un 1.59.14 in prima frazione; mentre per l'australiana Davenport c'è un 1.59.28 che è più lento dell'1.58.51 nuotato in batteria. Quindi: Katie Hoff, ultima frazionista Usa, in lotta solo con la linea virtuale del WR, e grande lotta per gli altri due posti del podio tra Germania (5.57.54 all'ultimo cambio), Australia (5.57.58 ) e Francia (5.57.70), con anche il Giappone (5.57.88 grazie all'1.57.85 di Ai Shibata) molto vicino, ma che presentava un'ultima frazionista con un PB non al livello delle altre contendenti. Si rinnovava, quindi, a 24 ore di distanza da quella splendida finale dei 200 sl, il duello Manaudou-Lurz, anche se la tedesca partiva con 16 centesimi di vantaggio e si mostrava anche più abile nella partenza lanciata, pur con ts per entrambe superiori agli 0.30. In tutto questo, e con due soli posti rimasti disponibili sul podio, la Rice sembrava quella "capitata lì per caso" :) . I primi 50 m della Manaudou furono furibondi: 26.26 (e, anche considerando la partenza lanciata, c'è una bella differenza rispetto al pur velocissimo 27.13 della finale dei 200 sl), contro il 26.58 della Lurz che, ovviamente, rispose alla sfida. La Francia, quindi, è passata al secondo posto, ribaltando i 16 centesimi di svantaggio che aveva dalla Germania. Ai 100 metri il parziale della Manaudou è ancora velocissimo: 55.63 contro il 55.97 della Lurz, quindi la Francia ha ora 18 centesimi di vantaggio sulla Germania. La Rice, invece, passa in un più umano 58.41 ed è ormai staccata di 2 secondi e 66 centesimi dalla Francia. A metà della terza vasca comincia la crisi della Manaudou, che nuota un 31.16 per un parziale ai 150 m di 1.26.79, a fronte dell'1.26.13 della Lurz (30.16 per lei). Anche la Rice (1.29.06 e 30.65 di parziale) comincia a guadagnare sulla campionessa mondiale dei 200 sl. L'ultima vasca è un autentico calvario per la Manaudou: parziale di 31.47 e una frazione complessiva da 1.58.26 (e 24 ore prima aveva nuotato 1.55.52 con partenza da fermo! Mentre agli Europei 2006 aveva nuotato una frazione lanciata da 1.56.23). A questo punto il bronzo è quasi un cadeau per la Francia, che vede avvicinarsi pericolosamente anche la Rice (parziale di 29.78 negli ultimi 50 m, e una frazione complessiva di 1.58.84), mentre la Lurz termina in 30.15, per una frazione complessiva di 1.56.28 (1.55.64 agli Europei 2006) che porta all'argento la Germania. Abbiamo abbandonato la corsa solitaria del quartetto Usa, che arriva all'oro mondiale e al nuovo WR in 7.50.09 (1.56.88 in ultima frazione per Katie Hoff). Crono finali: Usa 7.50.09, Germania 7.53.82, Francia 7.55.96, Australia 7.56.42.
modificato Jul 25 '20 a 6:57 pm
 
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