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Dopo avere parlato del "Manaudou day", vediamo le altre gare salienti di quella quarta giornata degli Europei 2006.

Nella finale dei 200 rana maschili, due italiani partivano in corsia 4 e 5: Loris Facci e Paolo Bossini.
In semifinale c'erano state diverse sorprese, in particolare l'eliminazione della rivelazione dei Mondiali di Montreal, Daniel Gyurta, ma anche del francese Duboscq che aveva ottenuto il miglior crono delle batterie.

Quindi, Facci e Bossini puntano con decisione alle medaglie, e anche all'oro.

Il video della gara, per chi volesse rivederla https://www.youtube.com/watch?v=jS1Qk2gzk_Q

Riascoltando, a distanza di 14 anni, il commento di Fioravanti e Sacchi, accompagnati da Gianni Nagni, risulta evidente come nell'ambiente italiano, per l'oro, si puntasse soprattutto su Bossini.

Divertente, nella terza vasca, come Fioravanti e Sacchi abbiano "bruciato" smile il russo Ivanov: Fioravanti: "uhhh, guarda Ivanov come va forte"; Sacchi: "grandissima gambata per il russo e bracciata amp(l)issima".
Risultato: cedimento verticale nella vasca successiva per Ivanov, che arriva ultimo tra gli otto finalisti.

Facci, quindi, con la sua rana "da mediano", poco elegante ma estremamente grintosa e energetica nell'ultima vasca, ha vinto quella finale in 2.11.91, ma si è poi visto squalificato: pare per virata irregolare, forse per tocco ad una mano..

Detto che, quando compare la squalifica, dovrebbe subito essere chiaro anche il motivo, riflettevo sul mio diverso giudizio di oggi, rivedendo la gara, rispetto a quando la vidi live, 14 anni fa.
Oggi mi risulta molto più difficile accettare, come giusta e fondata, la squalifica di Facci rispetto al 2006, nonostante già allora fossi consapevole di possibili errori da parte dei giudici: già detto di quello clamoroso a Montreal2005 a proposito della non-squalifica della Jedrzejczak per il suo arrivo ad una mano nei 200 delfino.
Però allora mi restava una certa fiducia nell'operato dei giudici di gara. Questa fiducia, soprattutto a proposito della rana (ed è anche colpa di un regolamento che, ammettendo una gambata a delfino subacquea, io trovo sbagliato e che rende non semplice il compito dei giudici a fronte di atleti sempre più potenti e veloci) è andata progressivamente scemando negli anni successivi.

Rivedendo quella gara di Facci, ritengo che le prime due virate siano difficilmente contestabili.
L'ultima, a cui Facci arriva molto in spinta perché ha cominciato la sua rimonta, non si vede bene dalla ripresa, ma non mi pare sia molto diversa dalle precedenti e da quelle degli altri nuotatori.

Comunque, Facci venne squalificato e quindi fu cancellato il suo 2.11.91, e la vittoria andò al polacco Kuczko in 2.12.12, davanti a Bossini (2.12.35) e il britannico Gilchrist (2.13.21).

Si disputarono anche le semifinali dei 100 sl maschili.
Magnini vinse la prima in 48.91 davanti a Lagunov (49.20), Bernard (49.26) e Galenda (49.30). Solo quinto Nystrand in un 49.37 che lo rendeva a serio rischio eliminazione.
In realtà la seconda semifinale fu ancora più lenta: la vinse Bousquet in 49.16, davanti ad un Van den Hoogenband (49.27) che non aveva più la velocità di base pre-intervento (passò ai 50m in 24.28 ); terzo fu il russo Kapralov in 49.44, che costituì anche l'ottavo e ultimo crono utile per accedere alla finale.
Decimo crono per un Burnett che, di sicuro non aveva più la brillantezza dei Giochi del Commonwealth di marzo, quando vinse i 100 sl in 48.57, però restava un nuotatore di talento capace di qualche guizzo pericoloso, come testimonia il 48.24 lanciato nuotato nella batteria della 4x100 sl disputata il primo giorno degli Europei (al pomeriggio la Gran Bretagna venne poi squalificata per cambio irregolare).

Insomma, dopo l'amarezza per la squalifica di Facci, ottime notizie per il nuoto italiano da queste semifinali dei 100 sl: anche Galenda in finale assieme al campione mondiale Magnini e, in vista della lotta per l'oro nella finale del giorno dopo, un campo di avversari che pare diradarsi, con diversi di loro che sembrano patire i turni ravvicinati.

Dopo avere parlato del "Manaudou day", vediamo le altre gare salienti di quella quarta giornata degli Europei 2006. Nella finale dei 200 rana maschili, due italiani partivano in corsia 4 e 5: Loris Facci e Paolo Bossini. In semifinale c'erano state diverse sorprese, in particolare l'eliminazione della rivelazione dei Mondiali di Montreal, Daniel Gyurta, ma anche del francese Duboscq che aveva ottenuto il miglior crono delle batterie. Quindi, Facci e Bossini puntano con decisione alle medaglie, e anche all'oro. Il video della gara, per chi volesse rivederla https://www.youtube.com/watch?v=jS1Qk2gzk_Q Riascoltando, a distanza di 14 anni, il commento di Fioravanti e Sacchi, accompagnati da Gianni Nagni, risulta evidente come nell'ambiente italiano, per l'oro, si puntasse soprattutto su Bossini. Divertente, nella terza vasca, come Fioravanti e Sacchi abbiano "bruciato" :) il russo Ivanov: Fioravanti: "uhhh, guarda Ivanov come va forte"; Sacchi: "grandissima gambata per il russo e bracciata amp(l)issima". Risultato: cedimento verticale nella vasca successiva per Ivanov, che arriva ultimo tra gli otto finalisti. Facci, quindi, con la sua rana "da mediano", poco elegante ma estremamente grintosa e energetica nell'ultima vasca, ha vinto quella finale in 2.11.91, ma si è poi visto squalificato: pare per virata irregolare, forse per tocco ad una mano.. Detto che, quando compare la squalifica, dovrebbe subito essere chiaro anche il motivo, riflettevo sul mio diverso giudizio di oggi, rivedendo la gara, rispetto a quando la vidi live, 14 anni fa. Oggi mi risulta molto più difficile accettare, come giusta e fondata, la squalifica di Facci rispetto al 2006, nonostante già allora fossi consapevole di possibili errori da parte dei giudici: già detto di quello clamoroso a Montreal2005 a proposito della non-squalifica della Jedrzejczak per il suo arrivo ad una mano nei 200 delfino. Però allora mi restava una certa fiducia nell'operato dei giudici di gara. Questa fiducia, soprattutto a proposito della rana (ed è anche colpa di un regolamento che, ammettendo una gambata a delfino subacquea, io trovo sbagliato e che rende non semplice il compito dei giudici a fronte di atleti sempre più potenti e veloci) è andata progressivamente scemando negli anni successivi. Rivedendo quella gara di Facci, ritengo che le prime due virate siano difficilmente contestabili. L'ultima, a cui Facci arriva molto in spinta perché ha cominciato la sua rimonta, non si vede bene dalla ripresa, ma non mi pare sia molto diversa dalle precedenti e da quelle degli altri nuotatori. Comunque, Facci venne squalificato e quindi fu cancellato il suo 2.11.91, e la vittoria andò al polacco Kuczko in 2.12.12, davanti a Bossini (2.12.35) e il britannico Gilchrist (2.13.21). Si disputarono anche le semifinali dei 100 sl maschili. Magnini vinse la prima in 48.91 davanti a Lagunov (49.20), Bernard (49.26) e Galenda (49.30). Solo quinto Nystrand in un 49.37 che lo rendeva a serio rischio eliminazione. In realtà la seconda semifinale fu ancora più lenta: la vinse Bousquet in 49.16, davanti ad un Van den Hoogenband (49.27) che non aveva più la velocità di base pre-intervento (passò ai 50m in 24.28 ); terzo fu il russo Kapralov in 49.44, che costituì anche l'ottavo e ultimo crono utile per accedere alla finale. Decimo crono per un Burnett che, di sicuro non aveva più la brillantezza dei Giochi del Commonwealth di marzo, quando vinse i 100 sl in 48.57, però restava un nuotatore di talento capace di qualche guizzo pericoloso, come testimonia il 48.24 lanciato nuotato nella batteria della 4x100 sl disputata il primo giorno degli Europei (al pomeriggio la Gran Bretagna venne poi squalificata per cambio irregolare). Insomma, dopo l'amarezza per la squalifica di Facci, ottime notizie per il nuoto italiano da queste semifinali dei 100 sl: anche Galenda in finale assieme al campione mondiale Magnini e, in vista della lotta per l'oro nella finale del giorno dopo, un campo di avversari che pare diradarsi, con diversi di loro che sembrano patire i turni ravvicinati.
modificato Jul 8 '20 a 3:06 pm
 
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Ed eccoci dunque alla finale dei 100 sl maschili, nel quinto giorno di gare degli Europei 2006.

Magnini è in corsia 4, con accanto, in corsia 5, Frederick Bousquet.
E proprio Bousquet e l'altro francese Bernard conducono a metà gara: 23.37 il passaggio di Bernard, 23.38 quello di Bousquet.
Insomma, non siamo certo ai livelli dello Schoeman dei Mondiali 2005, e Magnini si adegua tornando a quei passaggi sul 23" alto (per la precisione 23.82) che gli erano tipici prima di quel magico 23.14 della finale di Montreal.
Van den Hoogenband passa in un 23.71 a lui più consono rispetto al lentissimo 24.28 della semifinale, Nystrand, che nuota in corsia 1, in 23.79, che è anche il passaggio ai 50 m di Galenda.

La seconda vasca vede quattro atleti darsi battaglia e, come è prevedibile, gli ultimi metri sono tutti pro-Magnini, che la spunta in 48.79, davanti a Nystrand (48.91, e ricordiamo il suo 48.71 in prima frazione di staffetta) e un Van den Hoogenband (48.94) che dimostra di patire più nei 100 sl che nei 200 sl il 2005 lontano dalle competizioni e, in buona parte, anche dagli allenamenti.
Giù dal podio per tre centesimi Bousquet (48.97), netto cedimento nel finale per Bernard, settimo con Lagunov in 49.47 (26.10 la seconda vasca del francese).
Christian Galenda è sesto in 49.41 (23.79-25.62), con Kapralov quinto in 49.32.

Il mio commento.
Magnini ha vinto, come detto, in 48.79 (23.82-24.97).
In sostanza, stesso ritorno di Montreal (lì fu di 24.98 ), nonostante il passaggio più lento di 68 centesimi (che sono davvero tanti in una vasca).
Da quell'Europeo nacque la (giusta) epica del "re Magno" che non perdona nei finali concitati a seguito di gare combattute. E poi che, nelle finali importanti, conta solo la vittoria ("mettere la mano davanti" ) e non il risultato cronometrico.
Può darsi che io fui tra i pochi a non entusiasmarmi troppo per quella vittoria in 48.79 (per me nel nuoto il risultato cronometrico conta sempre), però mi resi conto che eravamo abbastanza distanti, come scorrevolezza in acqua, da quel 48.12 di Montreal, che sembrava peraltro preludere, visto il netto miglioramento avuto in finale, ad ulteriori progressi cronometrici.

Si disputa anche la finale dei 1500 sl maschili, con Federico Colbertaldo in corsia 5 (15.06.74 il suo crono in batteria) accanto al favoritissimo Yuri Prilukov.
Per buona parte della gara si spera nella medaglia per Scienzy (il suo nick nel forum).
Ai 400 m passa primo il francese Rouault in 3.58.64 davanti a Prilukov (3.58.95), mentre per Colbertaldo c'è un 4.01.52.
Agli 800 m è Prilukov al comando in 7.57.55, con Rouault (7.58.76) che fatica a tenerne il passo. Poi in tre per il bronzo: l'altro francese Rostoucher (8.02.20), il rumeno Coman (8.02.72) e Colbertaldo (8.04.11).
Ai 1200 m Prilukov (11.56.04) aumenta il vantaggio su Rouault (11.58.65), mentre per il bronzo si registra il cedimento di Coman (12.06.09), per cui ad inseguire da vicino Rostoucher (12.02.18 ) resta solo Colbertaldo (12.04.14).
Purtroppo quei due secondi di gap tra Rostoucher e Colbertaldo resteranno sostanzialmente invariati fino all'arrivo, che vede vincere Prilukov in 14.51.93 davanti a Rouault (14.55.73, prima volta sotto i 15' per lui) e a Rostoucher (15.01.82).
Per Colbertaldo c'è la soddisfazione di un ulteriore miglioramento cronometrico (15.04.06 il suo crono finale) nella sua prima finale europea a livello assoluto.

I 200 rana femminili vedono la netta vittoria della britannica Balfour, che con la sua rana lineare conclude in 2.25.66, mentre i 100 delfino femminili hanno ben due italiane in finale, Francesca Segat e la 19enne Elena Gemo, che nella sfida interna della batteria avevano superato la Migliori e la Giacchetti.
La finale va alla favorita olandese Inge Dekker in 58.35 davanti alla 30enne Martina Moravkova, atleta di notevole classe, capace ancora di un 58.98 che le consegna l'argento. Medaglia di bronzo per la Popchanka (59.06).
Buon crono e quinto posto per Francesca Segat (59.23), così come lo sono il 59.44 e sesto posto di Elena Gemo.

Ed eccoci dunque alla finale dei 100 sl maschili, nel quinto giorno di gare degli Europei 2006. Magnini è in corsia 4, con accanto, in corsia 5, Frederick Bousquet. E proprio Bousquet e l'altro francese Bernard conducono a metà gara: 23.37 il passaggio di Bernard, 23.38 quello di Bousquet. Insomma, non siamo certo ai livelli dello Schoeman dei Mondiali 2005, e Magnini si adegua tornando a quei passaggi sul 23" alto (per la precisione 23.82) che gli erano tipici prima di quel magico 23.14 della finale di Montreal. Van den Hoogenband passa in un 23.71 a lui più consono rispetto al lentissimo 24.28 della semifinale, Nystrand, che nuota in corsia 1, in 23.79, che è anche il passaggio ai 50 m di Galenda. La seconda vasca vede quattro atleti darsi battaglia e, come è prevedibile, gli ultimi metri sono tutti pro-Magnini, che la spunta in 48.79, davanti a Nystrand (48.91, e ricordiamo il suo 48.71 in prima frazione di staffetta) e un Van den Hoogenband (48.94) che dimostra di patire più nei 100 sl che nei 200 sl il 2005 lontano dalle competizioni e, in buona parte, anche dagli allenamenti. Giù dal podio per tre centesimi Bousquet (48.97), netto cedimento nel finale per Bernard, settimo con Lagunov in 49.47 (26.10 la seconda vasca del francese). Christian Galenda è sesto in 49.41 (23.79-25.62), con Kapralov quinto in 49.32. Il mio commento. Magnini ha vinto, come detto, in 48.79 (23.82-24.97). In sostanza, stesso ritorno di Montreal (lì fu di 24.98 ), nonostante il passaggio più lento di 68 centesimi (che sono davvero tanti in una vasca). Da quell'Europeo nacque la (giusta) epica del "re Magno" che non perdona nei finali concitati a seguito di gare combattute. E poi che, nelle finali importanti, conta solo la vittoria ("mettere la mano davanti" ) e non il risultato cronometrico. Può darsi che io fui tra i pochi a non entusiasmarmi troppo per quella vittoria in 48.79 (per me nel nuoto il risultato cronometrico conta sempre), però mi resi conto che eravamo abbastanza distanti, come scorrevolezza in acqua, da quel 48.12 di Montreal, che sembrava peraltro preludere, visto il netto miglioramento avuto in finale, ad ulteriori progressi cronometrici. Si disputa anche la finale dei 1500 sl maschili, con Federico Colbertaldo in corsia 5 (15.06.74 il suo crono in batteria) accanto al favoritissimo Yuri Prilukov. Per buona parte della gara si spera nella medaglia per Scienzy (il suo nick nel forum). Ai 400 m passa primo il francese Rouault in 3.58.64 davanti a Prilukov (3.58.95), mentre per Colbertaldo c'è un 4.01.52. Agli 800 m è Prilukov al comando in 7.57.55, con Rouault (7.58.76) che fatica a tenerne il passo. Poi in tre per il bronzo: l'altro francese Rostoucher (8.02.20), il rumeno Coman (8.02.72) e Colbertaldo (8.04.11). Ai 1200 m Prilukov (11.56.04) aumenta il vantaggio su Rouault (11.58.65), mentre per il bronzo si registra il cedimento di Coman (12.06.09), per cui ad inseguire da vicino Rostoucher (12.02.18 ) resta solo Colbertaldo (12.04.14). Purtroppo quei due secondi di gap tra Rostoucher e Colbertaldo resteranno sostanzialmente invariati fino all'arrivo, che vede vincere Prilukov in 14.51.93 davanti a Rouault (14.55.73, prima volta sotto i 15' per lui) e a Rostoucher (15.01.82). Per Colbertaldo c'è la soddisfazione di un ulteriore miglioramento cronometrico (15.04.06 il suo crono finale) nella sua prima finale europea a livello assoluto. I 200 rana femminili vedono la netta vittoria della britannica Balfour, che con la sua rana lineare conclude in 2.25.66, mentre i 100 delfino femminili hanno ben due italiane in finale, Francesca Segat e la 19enne Elena Gemo, che nella sfida interna della batteria avevano superato la Migliori e la Giacchetti. La finale va alla favorita olandese Inge Dekker in 58.35 davanti alla 30enne Martina Moravkova, atleta di notevole classe, capace ancora di un 58.98 che le consegna l'argento. Medaglia di bronzo per la Popchanka (59.06). Buon crono e quinto posto per Francesca Segat (59.23), così come lo sono il 59.44 e sesto posto di Elena Gemo.
modificato Jul 8 '20 a 5:55 pm
 
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Sesta e penultima giornata di gare degli Europei di Budapest 2006.

Nella finale dei 50 rana maschili Alessandro Terrin sfida il primatista mondiale Oleg Lisogor.
I due sono nelle corsie centrali e il loro duello finisce senza vinti: oro in 27.48 per entrambi, a tre decimi dal WR di Lisogor e nuovo record italiano per Terrin. Terzo è lo sloveno Markic in 27.87.

I 200 dorso maschili vedono un'altra dimostrazione di classe di Vyatchanin, che ai 100 m è solo terzo in un prudente 57.14, preceduto da Florea (56.93) e Cseh (57.07), ma poi cambia passo e vince con il nuovo record europeo di 1.55.44.
Secondo è Cseh in 1.56.69 e terzo Florea in 1.57.83. Fuori dal podio un Rogan insoddisfatto per il suo 1.58.78, mentre Meeuw, che era il detentore del precedente record europeo con 1.56.34, ma si è presentato a questi Europei non certo nella forma dei Campionati tedeschi, conclude la sua prova in 1.59.70. Ottavo Mattia Aversa in 2.01.05, anche per lui crono insoddisfacente, mentre Luca Marin si era qualificato per la finale nuotando un 2.00.69 in semifinale, ma ha poi deciso di rinunciarvi per concentrarsi, al solito, sui 400 misti che si disputano nell'ultimo giorno di gare (cioè il giorno successivo).

I 100 delfino maschili vanno ad Andriy Serdinov in 51.95 (già detto che il biennio 2003-2004 è stato il suo periodo migliore) davanti a Leveaux (52.76) e Skvortsov (52.96).
Ben due italiani tra i finalisti, dall'umore (come peraltro capitava spesso smile ) antitetico a fine gara: sorridente Rudy Goldin, settimo in 53.26 (PB di 53.11 in semifinale per lui), al contrario di Mattia Nalesso, ottavo in 53.32 (anche per lui meglio in semifinale con 53.17) e parecchio critico sulle sue gare.

Ed eccoci ad una delle gare più attese, la finale dei 200 sl femminili, dove ritroviamo (Steffen a parte) le tre grandi protagoniste della 4x200 sl commentata in precedenza.
Miglior crono delle semifinali per Laure Manaudou in 1.58.00, secondo tempo per la Liebs in 1.58.39, più nascosta la Jedrzejczak, comunque terzo tempo delle semifinali con 1.59.18.
La Manaudou, che non ha il cambio di passo delle altre, al solito parte con l'acceleratore a tavoletta per cercare di staccarle: 27.62 ai 50 m, con la Liebs a 4 centesimi e la Jedrzejczak a quasi 4 decimi (28.01 per la polacca); 57.17 ai 100 m, e la Liebs è sempre lì, stavolta a 10 centesimi, ma anche la Jedrzejczak si è avvicinata lievemente e adesso è a 32 centesimi.
La terza vasca della Jedrzejczak è devastante e risolutiva: parziale di 29.54 per lei e sorpasso sulla Manaudou, che ai 150 m la insegue a 35 centesimi, con la Liebs staccata di 66 centesimi dalla Jedrzejczak.
La Manaudou, costretta ad inseguire e incapace di far leva su una efficace battuta di gambe, si scompone ulteriormente, imballandosi, e conclude con un deludente 31.00. E vedremo domani, commentando la finale dei 400 sl, come questo sia un parziale che riesce a tenere nel 50 m più lento sulle 8 vasche! Incredibile davvero.
La Liebs prova il recupero, ma ormai è troppo tardi per acciuffare la Jedrzejczak, abilissima nel portare il suo attacco nella terza vasca. La tedesca nuota il parziale più veloce nell'ultima vasca (29.79) e conclude seconda in 1.57.48, contro il 30.22 della Jedrzejczak che la porta all'oro con un 1.57.25 complessivo.
Della Manaudou si è detto, e il suo terzo posto in 1.58.38 (crono più lento di quanto da lei nuotato in semifinale) non può certo soddisfarla.
In definitiva, finale che non ha rispecchiato pienamente le grandi attese suscitate da quei parziali straordinari nuotati in staffetta, soprattutto da Liebs e Manaudou, ma:
1) abbiamo visto la tipicità dei 200 sl, gara complicata da interpretare come poche, e in cui le giornate, anche per i grandi campioni, non sono tutte uguali
2) Manaudou e Liebs si rifaranno ampiamente 9 mesi dopo, ai Mondiali di Melbourne.

Concludo con la 4x200 sl, che viveva sull'atteso duello per l'oro tra l'Italia e la Gran Bretagna.
Nelle batterie, primo crono per l'Italia e, nel confronto interno per affiancare Rosolino e Magnini, che si risparmiano per la finale del pomeriggio, la spuntano, un po' a sorpresa, Nicola Cassio e David Berbotto, che lasciano fuori dal quartetto dei finalisti un campione con il palmares di Emiliano Brembilla.
I parziali in batteria sono stati: 1.49.36 per Brembilla in prima frazione, 1.47.99 per Nicola Cassio in seconda e 1.48.99 (ts 0.47) per David Berbotto.
Con Cassio (che conferma l'ottima condizione già palesata nei 400 sl) promosso tra i finalisti senza dubbio, il confronto tra i parziali di Brembilla e Berbotto non è semplice.
Anzi, dovendo scegliere, molti preferirebbero un 1.49.36 in prima rispetto a un 1.48.99 lanciato, pur con quel cambio estremamente prudente che ha fatto Berbotto.
Quindi? Quindi, saranno senz'altro subentrati ulteriori motivi (ne ipotizzo due: la possibilità di schierare Berbotto in frazione interna con più facilità rispetto a Brembilla, abituato a partire in prima e che non assicurava, nelle condizioni di quell'Europeo, una prima frazione tale da impensierire subito i britannici; o, magari, uno stato di affaticamento generale di Brembilla, confermato da quella prova in batteria).

Siamo alla finale del pomeriggio, in cui aprono le danze Max Rosolino in prima frazione per l'Italia e David Carry per la Gran Bretagna. Rosolino parte subito con il piede giusto e avvicina molto il crono ottenuto in gara individuale, chiudendo in testa in 1.47.16 contro l'1.47.60 di Carry.
I secondi frazionisti sono Berbotto e Burnett. E' la frazione più delicata, perché Burnett ha un PB migliore di Berbotto e quindi l'Italia potrebbe soffrire un po', ma la vasca dice altro: Berbotto nuota un solido 1.47.87 (più di un secondo meglio che in batteria, dando ragione alla scelta dei tecnici) e allunga su Burnett (1.48.13), portando il vantaggio dell'Italia a metà gara a 6 decimi esatti.
A questo punto, il compito dei britannici è molto complicato, e diventa pressoché impossibile dopo la frazione di un ottimo Cassio, che, pur staccando a 0.51, nuota un 1.47.56 contro l'1.48.63 di Hunter, per cui ai 600 m il vantaggio italiano è di un secondo e 77 centesimi.
Gli ultimi frazionisti sono Magnini e Davenport e anche quest'ultima frazione vede prevalere il frazionista italiano su quello britannico: 1.47.01 per Magnini rispetto all'1.47.27 di Davenport.
Risultato finale: oro per l'Italia in 7.09.60, nuovo record europeo (migliorato il 7.10.86 dei Mondiali 2001), argento per la Gran Bretagna in 7.11.63.
Come detto commentando i giochi del Commonwealth, un quartetto Carry, Burnett, Hunter, Davenport valeva almeno 7.11 (allora forse anche meno, perché in particolare Burnett era in condizioni di forma senz'altro migliori), ma l'Italia ha dimostrato, qui a Budapest, di poter arrivare addirittura al 7.09 (e senza l'apporto di uno storico caposaldo della staffetta come Brembilla), e non c'è stata storia per l'oro.
Bronzo alla Grecia in 7.16.67.

Sesta e penultima giornata di gare degli Europei di Budapest 2006. Nella finale dei 50 rana maschili Alessandro Terrin sfida il primatista mondiale Oleg Lisogor. I due sono nelle corsie centrali e il loro duello finisce senza vinti: oro in 27.48 per entrambi, a tre decimi dal WR di Lisogor e nuovo record italiano per Terrin. Terzo è lo sloveno Markic in 27.87. I 200 dorso maschili vedono un'altra dimostrazione di classe di Vyatchanin, che ai 100 m è solo terzo in un prudente 57.14, preceduto da Florea (56.93) e Cseh (57.07), ma poi cambia passo e vince con il nuovo record europeo di 1.55.44. Secondo è Cseh in 1.56.69 e terzo Florea in 1.57.83. Fuori dal podio un Rogan insoddisfatto per il suo 1.58.78, mentre Meeuw, che era il detentore del precedente record europeo con 1.56.34, ma si è presentato a questi Europei non certo nella forma dei Campionati tedeschi, conclude la sua prova in 1.59.70. Ottavo Mattia Aversa in 2.01.05, anche per lui crono insoddisfacente, mentre Luca Marin si era qualificato per la finale nuotando un 2.00.69 in semifinale, ma ha poi deciso di rinunciarvi per concentrarsi, al solito, sui 400 misti che si disputano nell'ultimo giorno di gare (cioè il giorno successivo). I 100 delfino maschili vanno ad Andriy Serdinov in 51.95 (già detto che il biennio 2003-2004 è stato il suo periodo migliore) davanti a Leveaux (52.76) e Skvortsov (52.96). Ben due italiani tra i finalisti, dall'umore (come peraltro capitava spesso :) ) antitetico a fine gara: sorridente Rudy Goldin, settimo in 53.26 (PB di 53.11 in semifinale per lui), al contrario di Mattia Nalesso, ottavo in 53.32 (anche per lui meglio in semifinale con 53.17) e parecchio critico sulle sue gare. Ed eccoci ad una delle gare più attese, la finale dei 200 sl femminili, dove ritroviamo (Steffen a parte) le tre grandi protagoniste della 4x200 sl commentata in precedenza. Miglior crono delle semifinali per Laure Manaudou in 1.58.00, secondo tempo per la Liebs in 1.58.39, più nascosta la Jedrzejczak, comunque terzo tempo delle semifinali con 1.59.18. La Manaudou, che non ha il cambio di passo delle altre, al solito parte con l'acceleratore a tavoletta per cercare di staccarle: 27.62 ai 50 m, con la Liebs a 4 centesimi e la Jedrzejczak a quasi 4 decimi (28.01 per la polacca); 57.17 ai 100 m, e la Liebs è sempre lì, stavolta a 10 centesimi, ma anche la Jedrzejczak si è avvicinata lievemente e adesso è a 32 centesimi. La terza vasca della Jedrzejczak è devastante e risolutiva: parziale di 29.54 per lei e sorpasso sulla Manaudou, che ai 150 m la insegue a 35 centesimi, con la Liebs staccata di 66 centesimi dalla Jedrzejczak. La Manaudou, costretta ad inseguire e incapace di far leva su una efficace battuta di gambe, si scompone ulteriormente, imballandosi, e conclude con un deludente 31.00. E vedremo domani, commentando la finale dei 400 sl, come questo sia un parziale che riesce a tenere nel 50 m più lento sulle 8 vasche! Incredibile davvero. La Liebs prova il recupero, ma ormai è troppo tardi per acciuffare la Jedrzejczak, abilissima nel portare il suo attacco nella terza vasca. La tedesca nuota il parziale più veloce nell'ultima vasca (29.79) e conclude seconda in 1.57.48, contro il 30.22 della Jedrzejczak che la porta all'oro con un 1.57.25 complessivo. Della Manaudou si è detto, e il suo terzo posto in 1.58.38 (crono più lento di quanto da lei nuotato in semifinale) non può certo soddisfarla. In definitiva, finale che non ha rispecchiato pienamente le grandi attese suscitate da quei parziali straordinari nuotati in staffetta, soprattutto da Liebs e Manaudou, ma: 1) abbiamo visto la tipicità dei 200 sl, gara complicata da interpretare come poche, e in cui le giornate, anche per i grandi campioni, non sono tutte uguali 2) Manaudou e Liebs si rifaranno ampiamente 9 mesi dopo, ai Mondiali di Melbourne. Concludo con la 4x200 sl, che viveva sull'atteso duello per l'oro tra l'Italia e la Gran Bretagna. Nelle batterie, primo crono per l'Italia e, nel confronto interno per affiancare Rosolino e Magnini, che si risparmiano per la finale del pomeriggio, la spuntano, un po' a sorpresa, Nicola Cassio e David Berbotto, che lasciano fuori dal quartetto dei finalisti un campione con il palmares di Emiliano Brembilla. I parziali in batteria sono stati: 1.49.36 per Brembilla in prima frazione, 1.47.99 per Nicola Cassio in seconda e 1.48.99 (ts 0.47) per David Berbotto. Con Cassio (che conferma l'ottima condizione già palesata nei 400 sl) promosso tra i finalisti senza dubbio, il confronto tra i parziali di Brembilla e Berbotto non è semplice. Anzi, dovendo scegliere, molti preferirebbero un 1.49.36 in prima rispetto a un 1.48.99 lanciato, pur con quel cambio estremamente prudente che ha fatto Berbotto. Quindi? Quindi, saranno senz'altro subentrati ulteriori motivi (ne ipotizzo due: la possibilità di schierare Berbotto in frazione interna con più facilità rispetto a Brembilla, abituato a partire in prima e che non assicurava, nelle condizioni di quell'Europeo, una prima frazione tale da impensierire subito i britannici; o, magari, uno stato di affaticamento generale di Brembilla, confermato da quella prova in batteria). Siamo alla finale del pomeriggio, in cui aprono le danze Max Rosolino in prima frazione per l'Italia e David Carry per la Gran Bretagna. Rosolino parte subito con il piede giusto e avvicina molto il crono ottenuto in gara individuale, chiudendo in testa in 1.47.16 contro l'1.47.60 di Carry. I secondi frazionisti sono Berbotto e Burnett. E' la frazione più delicata, perché Burnett ha un PB migliore di Berbotto e quindi l'Italia potrebbe soffrire un po', ma la vasca dice altro: Berbotto nuota un solido 1.47.87 (più di un secondo meglio che in batteria, dando ragione alla scelta dei tecnici) e allunga su Burnett (1.48.13), portando il vantaggio dell'Italia a metà gara a 6 decimi esatti. A questo punto, il compito dei britannici è molto complicato, e diventa pressoché impossibile dopo la frazione di un ottimo Cassio, che, pur staccando a 0.51, nuota un 1.47.56 contro l'1.48.63 di Hunter, per cui ai 600 m il vantaggio italiano è di un secondo e 77 centesimi. Gli ultimi frazionisti sono Magnini e Davenport e anche quest'ultima frazione vede prevalere il frazionista italiano su quello britannico: 1.47.01 per Magnini rispetto all'1.47.27 di Davenport. Risultato finale: oro per l'Italia in 7.09.60, nuovo record europeo (migliorato il 7.10.86 dei Mondiali 2001), argento per la Gran Bretagna in 7.11.63. Come detto commentando i giochi del Commonwealth, un quartetto Carry, Burnett, Hunter, Davenport valeva almeno 7.11 (allora forse anche meno, perché in particolare Burnett era in condizioni di forma senz'altro migliori), ma l'Italia ha dimostrato, qui a Budapest, di poter arrivare addirittura al 7.09 (e senza l'apporto di uno storico caposaldo della staffetta come Brembilla), e non c'è stata storia per l'oro. Bronzo alla Grecia in 7.16.67.
modificato Jul 8 '20 a 10:50 pm
 
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Siamo alla settima e ultima giornata di gare degli Europei 2006.

La finale dei 400 misti maschili presenta al via un Marin con notevoli aspettative; si è testato nei 200 dorso, rinunciando poi alla finale, ed ha effettuato un altro test nella batteria della mattina, dove a metà gara passa in 2.01.45, addirittura 31 centesimi più veloce del passaggio fatto nella finale dei Mondiali di Montreal, conclusa poi con l'argento e il PB di 4.11.67.
Al termine delle batterie, Marin ha il miglior crono in 4.14.79, e nell'intervista post-gara si dice molto fiducioso per la finale del pomeriggio, in cui l'obiettivo è provare ad attaccare seriamente Cseh per arrivare al titolo europeo.

La finale parte quindi con questi ottimi auspici. Vediamone lo svolgimento, confrontando i passaggi con quelli della finale mondiale dell'anno precedente.
Cseh (che nuota in corsia 5) passa ai 100 m in 56.78 (56.86 a Montreal 2005), mentre Marin in 59.21 (59.44 a Montreal 2005).
A dorso Cseh perde qualche decimo rispetto al passaggio, fin troppo veloce, dell'anno precedente: 1.59.41 contro l'1.59.05 dei Mondiali 2005.
Primo campanello d'allarme per Marin che passa a metà gara in 2.01.91, quindi quasi mezzo secondo più lento della batteria e 15 centesimi più lento rispetto ai Mondiali 2005.
Il distacco tra Cseh e Marin ai 200 m è di 1 secondo e mezzo esatto e, con la seconda parte di gara mostrata da Marin nella finale di Montreal, ci sarebbe ancora partita.
Purtroppo per Marin le sue difficoltà, appena accennate a dorso, aumentano a rana: ai 300 m il suo passaggio è di 3.13.96, cioè un secondo e 9 centesimi superiore al 3.12.87 dei Mondiali 2005.
Cseh, invece, passa ai 300 m in 3.10.52, un centesimo meglio rispetto alla finale mondiale del 2005.
Siamo allo stile libero e non c'è più incertezza su chi sarà il vincitore: si guarda solo al tempo che realizzerà Cseh, se cioè riuscirà a migliorare il suo record europeo di 4.09.63 con cui ha vinto l'oro mondiale a Montreal.
In realtà Laszlo, con il suo 4.09.86 finale, si deve accontentare del (netto) RC, mentre il record europeo resta il 4.09.63 di Montreal.
Marin non ha più molti stimoli e conclude al secondo posto in 4.14.15, a quasi due secondi e mezzo dal 4.11.67 dell'anno precedente, migliorando solo di 64 centesimi il crono della mattinata, ottenuto con apparente agio dopo quel passaggio tirato a metà gara.
Questa prova di Marin, quindi, è stata un'altra dimostrazione di come il nuoto, anche ai massimi livelli, presenti spesso incognite sulla prestazione che si sarà in grado di ottenere. E che le sensazioni in acqua, tra mattina e pomeriggio, possono cambiare notevolmente.

Medaglia di bronzo per Alessio Boggiatto in 4.16.34 (58.82, 2.04.55, 3.16.31 i suoi passaggi). Ricordiamo anche nel suo caso il crono nuotato nella finale mondiale di Montreal dell'anno precedente, quel 4.13.48 che lo lasciò giù dal podio per un solo centesimo.

Passo ai 400 sl della Manaudou, dove c'è ancora tanto da dire.
In mattinata la francese non si era certo risparmiata in batteria, nonostante fosse alla fine di Campionati in cui ha gareggiato, come detto, su 6 distanze individuali: 4.05.73 per ottenere, ça va sans dire, il miglior tempo delle batterie.

I 400 sl erano davvero la sua gara ideale, quella in cui le sue caratteristiche di capacità aerobica e leggerezza in acqua venivano esaltate, e nel maggio del 2006 aveva stabilito il nuovo WR in 4.03.03.

Anche qui, fornisco i passaggi, in questo caso ogni 50 m, per rendere l'idea del livello di quella prova della Manaudou:

27.82 - 57.81 (29.99 il parziale nell'ultimo 50 m) - 1.28.18 (30.37) - 1.59.11 (30.92) - 2.30.13 (31.02) - 3.01.16 (31.03) - 3.32.03 (30.87) - 4.02.13 (30.10), nuovo WR dei 400 sl femminili.

Quindi, passaggio (ovviamente in virata) ai 200 m in 1.59.11 (e il giorno prima ricorderete che era arrivata terza nella finale dei 200 sl in 1.58.38 smile ) e poi una capacità davvero eccezionale per quel periodo (dopo il fantastico WR di Janet Evans a fine anni '80, il mezzofondo femminile non era più stato in grado di avvicinare certi crono) di nuotare in 30" alto, al massimo 31.0, prima della chiusura in 30.10 (anche qui, migliore di quel 31.0 nel 200 sl del giorno precedente).

Tutto ciò nel settimo e ultimo giorno di gare di questi Campionati Europei che, ovviamente ad un livello di difficoltà inferiore rispetto ad Olimpiadi e Mondiali, avevano però costretto la Manaudou a un vero tour de force, con anche tre impegni a sessione.

Insomma, realizzare un WR di quella portata, nella sesta gara individuale affrontata, è una testimonianza delle enormi qualità della Manaudou versione 2006, qualità che però spinsero il suo coach Lucas a prepararle un programma di gare davvero esagerato per i Mondiali dell'anno successivo.

Doveroso citare anche chi arrivò seconda (la britannica Jackson in 4.07.76) e terza (l'altra britannica McClatchey in 4.08.13) in quella finale dei 400 sl femminili, che vide Alessia Filippi concludere appena fuori dal podio, quarta in 4.08.43 (2.04.16 il suo passaggio a metà gara).

Siamo alla settima e ultima giornata di gare degli Europei 2006. La finale dei 400 misti maschili presenta al via un Marin con notevoli aspettative; si è testato nei 200 dorso, rinunciando poi alla finale, ed ha effettuato un altro test nella batteria della mattina, dove a metà gara passa in 2.01.45, addirittura 31 centesimi più veloce del passaggio fatto nella finale dei Mondiali di Montreal, conclusa poi con l'argento e il PB di 4.11.67. Al termine delle batterie, Marin ha il miglior crono in 4.14.79, e nell'intervista post-gara si dice molto fiducioso per la finale del pomeriggio, in cui l'obiettivo è provare ad attaccare seriamente Cseh per arrivare al titolo europeo. La finale parte quindi con questi ottimi auspici. Vediamone lo svolgimento, confrontando i passaggi con quelli della finale mondiale dell'anno precedente. Cseh (che nuota in corsia 5) passa ai 100 m in 56.78 (56.86 a Montreal 2005), mentre Marin in 59.21 (59.44 a Montreal 2005). A dorso Cseh perde qualche decimo rispetto al passaggio, fin troppo veloce, dell'anno precedente: 1.59.41 contro l'1.59.05 dei Mondiali 2005. Primo campanello d'allarme per Marin che passa a metà gara in 2.01.91, quindi quasi mezzo secondo più lento della batteria e 15 centesimi più lento rispetto ai Mondiali 2005. Il distacco tra Cseh e Marin ai 200 m è di 1 secondo e mezzo esatto e, con la seconda parte di gara mostrata da Marin nella finale di Montreal, ci sarebbe ancora partita. Purtroppo per Marin le sue difficoltà, appena accennate a dorso, aumentano a rana: ai 300 m il suo passaggio è di 3.13.96, cioè un secondo e 9 centesimi superiore al 3.12.87 dei Mondiali 2005. Cseh, invece, passa ai 300 m in 3.10.52, un centesimo meglio rispetto alla finale mondiale del 2005. Siamo allo stile libero e non c'è più incertezza su chi sarà il vincitore: si guarda solo al tempo che realizzerà Cseh, se cioè riuscirà a migliorare il suo record europeo di 4.09.63 con cui ha vinto l'oro mondiale a Montreal. In realtà Laszlo, con il suo 4.09.86 finale, si deve accontentare del (netto) RC, mentre il record europeo resta il 4.09.63 di Montreal. Marin non ha più molti stimoli e conclude al secondo posto in 4.14.15, a quasi due secondi e mezzo dal 4.11.67 dell'anno precedente, migliorando solo di 64 centesimi il crono della mattinata, ottenuto con apparente agio dopo quel passaggio tirato a metà gara. Questa prova di Marin, quindi, è stata un'altra dimostrazione di come il nuoto, anche ai massimi livelli, presenti spesso incognite sulla prestazione che si sarà in grado di ottenere. E che le sensazioni in acqua, tra mattina e pomeriggio, possono cambiare notevolmente. Medaglia di bronzo per Alessio Boggiatto in 4.16.34 (58.82, 2.04.55, 3.16.31 i suoi passaggi). Ricordiamo anche nel suo caso il crono nuotato nella finale mondiale di Montreal dell'anno precedente, quel 4.13.48 che lo lasciò giù dal podio per un solo centesimo. Passo ai 400 sl della Manaudou, dove c'è ancora tanto da dire. In mattinata la francese non si era certo risparmiata in batteria, nonostante fosse alla fine di Campionati in cui ha gareggiato, come detto, su 6 distanze individuali: 4.05.73 per ottenere, ça va sans dire, il miglior tempo delle batterie. I 400 sl erano davvero la sua gara ideale, quella in cui le sue caratteristiche di capacità aerobica e leggerezza in acqua venivano esaltate, e nel maggio del 2006 aveva stabilito il nuovo WR in 4.03.03. Anche qui, fornisco i passaggi, in questo caso ogni 50 m, per rendere l'idea del livello di quella prova della Manaudou: 27.82 - 57.81 (29.99 il parziale nell'ultimo 50 m) - 1.28.18 (30.37) - 1.59.11 (30.92) - 2.30.13 (31.02) - 3.01.16 (31.03) - 3.32.03 (30.87) - 4.02.13 (30.10), nuovo WR dei 400 sl femminili. Quindi, passaggio (ovviamente in virata) ai 200 m in 1.59.11 (e il giorno prima ricorderete che era arrivata terza nella finale dei 200 sl in 1.58.38 (wasntme) ) e poi una capacità davvero eccezionale per quel periodo (dopo il fantastico WR di Janet Evans a fine anni '80, il mezzofondo femminile non era più stato in grado di avvicinare certi crono) di nuotare in 30" alto, al massimo 31.0, prima della chiusura in 30.10 (anche qui, migliore di quel 31.0 nel 200 sl del giorno precedente). Tutto ciò nel settimo e ultimo giorno di gare di questi Campionati Europei che, ovviamente ad un livello di difficoltà inferiore rispetto ad Olimpiadi e Mondiali, avevano però costretto la Manaudou a un vero tour de force, con anche tre impegni a sessione. Insomma, realizzare un WR di quella portata, nella sesta gara individuale affrontata, è una testimonianza delle enormi qualità della Manaudou versione 2006, qualità che però spinsero il suo coach Lucas a prepararle un programma di gare davvero esagerato per i Mondiali dell'anno successivo. Doveroso citare anche chi arrivò seconda (la britannica Jackson in 4.07.76) e terza (l'altra britannica McClatchey in 4.08.13) in quella finale dei 400 sl femminili, che vide Alessia Filippi concludere appena fuori dal podio, quarta in 4.08.43 (2.04.16 il suo passaggio a metà gara).
modificato Jul 9 '20 a 6:11 pm
 
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Le altre gare della sessione conclusiva degli Europei di Budapest 2006.

Nei turni eliminatori dei 50 sl femminili, Cristina Chiuso aveva dimostrato la sua eccezionale capacità di mantenersi al massimo livello nonostante il passare delle stagioni. In semifinale aveva stabilito il PB (e ovviamente RI) in 25.18, che l'aveva fatta accedere senza patemi in finale.
La favorita della finale è ovviamente Britta Steffen, che vince in 24.72, davanti alla Alshammer (24.87) e alla Veldhuis (24.89). Per la Chiuso, di cui è inutile sottolineare il gap di struttura fisica rispetto alle atlete citate, onorevolissimo sesto posto in 25.35.

Nei 50 sl maschili è il polacco Kizierowski a prevalere in 21.88, davanti al 32enne ucraino Volynets (21.97) e Draganja (22.14). Altro quarto posto, dopo quello nei 100 sl, per Bousquet (22.20).

Quinto posto per Roberta Panara (32.12) nei 50 rana vinti dalla russa Bogomazova (31.69) per due centesimi sulla britannica Haywood.

Batterie infauste per le staffette miste italiane, entrambe squalificate (la maschile per irregolarità nella frazione a rana di Terrin, la femminile per partenza anticipata di Chiara Boggiatto, sempre a rana), quindi le finali conclusive di questi Europei non vedono italiani in gara.

La 4x100 mista femminile dà luogo ad una sorpresa, la vittoria delle britanniche sulle favoritissime tedesche.
Come spesso accade, è la rana la frazione decisiva: l'elegante Balfour piazza un grande 1.06.33 che surclassa l'1.08.65 della Poewe, recuperando con gli interessi il distacco subito nella frazione a dorso da Melanie Marshall (1.02.99) rispetto alla Buschschulte (1.01.92).
A delfino la britannica Dunning (58.71) incrementa ancora sulla Mehlhorn (59.03), portando il vantaggio britannico a un secondo e 57 centesimi. I problemi però non sono finiti, visto che la Germania schiera in quarta frazione Britta Steffen, e la Gran Bretagna la 16enne Halsall.
Prima impresa in carriera per la Halsall, che nuotando un notevole 54.21 mantiene 11 centesimi di vantaggio (solita imperiale frazione di 52.75 per la Steffen, nonostante un ts prudente).
Crono finali: prima la Gran Bretagna in 4.02.24, non lontano dal RE della Germania di 4.01.54, seconda la Germania in 4.02.35, terza la Francia in 4.03.64, con ovviamente la Manaudou a nuotare la prima frazione, conclusa in 1.01.21.

Quella Gran Bretagna femminile presentò alcune giovanissime estremamente promettenti: già detto della Halsall, nata nel 1990, ci fu l'esordio in campo internazionale anche di Liz Simmonds (nata addirittura nel 1991), che nuotò la prima frazione a dorso nella batteria della 4x100 mista, facendo meglio, con 1.02.73, della Marshall nella finale del pomeriggio. In precedenza la Simmonds si era messa in mostra con un quinto posto nella finale dei 200 dorso vinta dalla francese Baron e disputata nella seconda giornata di gare (e di cui do solo questa rapida menzione, con il proposito di ritornarci nel consuntivo finale a proposito dell'Europeo della Filippi).

Un'altra giovanissima britannica, la delfinista Dickons (nata nel 1990), è al via della finale dei 200 delfino.
Qui la Jedrzejczak, favoritissima della vigilia, ha affrontato lo scoglio più duro il giorno precedente, quando ha dovuto disputare la semifinale circa 30 minuti dopo avere gareggiato nella finale dei 200 sl.
Riuscita a qualificarsi per la finale, ha quindi potuto affrontarla come unico impegno della sua ultima giornata di gare e l'ha vinta piuttosto nettamente in 2.07.09 dopo essere passata a metà gara in scia all'ungherese Boulsevics (1.01.03 il suo passaggio).
Due italiane sono in gara, entrambe con ambizioni di podio: Francesca Segat, che passa ai 100 m in 1.02.27, e Caterina Giacchetti (1.03.01 il suo passaggio).
Ai 150 m, con la Jedrzejczak avviata verso il successo, la Boulsevics mantiene ancora un buon vantaggio sulle italiane: 1.34.76 il passaggio dell'ungherese rispetto all'1.35.42 della Segat e all'1.35.97 della Giacchetti, ma gli ultimi metri decretano il sorpasso della Segat (2.08.96) e della Giacchetti (2.09.01) sulla Boulsevics (2.09.24).
Quindi: oro alla Jedrzejczak in 2.07.09, argento alla Segat in 2.08.96, bronzo alla Giacchetti in 2.09.01. Quarta la Boulsevics (2.09.24), quinta la citata Dickons in 2.09.76.

Conclusione con la 4x100 mista maschile.
Vittoria per la Russia (Vyatchanin 53.66, Sludnov 1.00.31, Skvortsov 52.74, Kapralov 48.25) in 3.34.96, RC e a soli 24 centesimi dal record europeo.
Secondo posto per l'Ucraina (3.36.21), molto forte nelle frazioni centrali (Lisogor 59.76, Serdinov 51.82 nonostante si sia "appisolato" ai blocchi, staccando con un ts di 0.60), ma partita con un 55.64 a dorso di Oleynyk che l'ha posta subito a quasi due secondi dai russi.
Terza la Gran Bretagna (3.36.61), per la quale segnalo l'ultima frazione in 48.01 di Simon Burnett.

Le altre gare della sessione conclusiva degli Europei di Budapest 2006. Nei turni eliminatori dei 50 sl femminili, Cristina Chiuso aveva dimostrato la sua eccezionale capacità di mantenersi al massimo livello nonostante il passare delle stagioni. In semifinale aveva stabilito il PB (e ovviamente RI) in 25.18, che l'aveva fatta accedere senza patemi in finale. La favorita della finale è ovviamente Britta Steffen, che vince in 24.72, davanti alla Alshammer (24.87) e alla Veldhuis (24.89). Per la Chiuso, di cui è inutile sottolineare il gap di struttura fisica rispetto alle atlete citate, onorevolissimo sesto posto in 25.35. Nei 50 sl maschili è il polacco Kizierowski a prevalere in 21.88, davanti al 32enne ucraino Volynets (21.97) e Draganja (22.14). Altro quarto posto, dopo quello nei 100 sl, per Bousquet (22.20). Quinto posto per Roberta Panara (32.12) nei 50 rana vinti dalla russa Bogomazova (31.69) per due centesimi sulla britannica Haywood. Batterie infauste per le staffette miste italiane, entrambe squalificate (la maschile per irregolarità nella frazione a rana di Terrin, la femminile per partenza anticipata di Chiara Boggiatto, sempre a rana), quindi le finali conclusive di questi Europei non vedono italiani in gara. La 4x100 mista femminile dà luogo ad una sorpresa, la vittoria delle britanniche sulle favoritissime tedesche. Come spesso accade, è la rana la frazione decisiva: l'elegante Balfour piazza un grande 1.06.33 che surclassa l'1.08.65 della Poewe, recuperando con gli interessi il distacco subito nella frazione a dorso da Melanie Marshall (1.02.99) rispetto alla Buschschulte (1.01.92). A delfino la britannica Dunning (58.71) incrementa ancora sulla Mehlhorn (59.03), portando il vantaggio britannico a un secondo e 57 centesimi. I problemi però non sono finiti, visto che la Germania schiera in quarta frazione Britta Steffen, e la Gran Bretagna la 16enne Halsall. Prima impresa in carriera per la Halsall, che nuotando un notevole 54.21 mantiene 11 centesimi di vantaggio (solita imperiale frazione di 52.75 per la Steffen, nonostante un ts prudente). Crono finali: prima la Gran Bretagna in 4.02.24, non lontano dal RE della Germania di 4.01.54, seconda la Germania in 4.02.35, terza la Francia in 4.03.64, con ovviamente la Manaudou a nuotare la prima frazione, conclusa in 1.01.21. Quella Gran Bretagna femminile presentò alcune giovanissime estremamente promettenti: già detto della Halsall, nata nel 1990, ci fu l'esordio in campo internazionale anche di Liz Simmonds (nata addirittura nel 1991), che nuotò la prima frazione a dorso nella batteria della 4x100 mista, facendo meglio, con 1.02.73, della Marshall nella finale del pomeriggio. In precedenza la Simmonds si era messa in mostra con un quinto posto nella finale dei 200 dorso vinta dalla francese Baron e disputata nella seconda giornata di gare (e di cui do solo questa rapida menzione, con il proposito di ritornarci nel consuntivo finale a proposito dell'Europeo della Filippi). Un'altra giovanissima britannica, la delfinista Dickons (nata nel 1990), è al via della finale dei 200 delfino. Qui la Jedrzejczak, favoritissima della vigilia, ha affrontato lo scoglio più duro il giorno precedente, quando ha dovuto disputare la semifinale circa 30 minuti dopo avere gareggiato nella finale dei 200 sl. Riuscita a qualificarsi per la finale, ha quindi potuto affrontarla come unico impegno della sua ultima giornata di gare e l'ha vinta piuttosto nettamente in 2.07.09 dopo essere passata a metà gara in scia all'ungherese Boulsevics (1.01.03 il suo passaggio). Due italiane sono in gara, entrambe con ambizioni di podio: Francesca Segat, che passa ai 100 m in 1.02.27, e Caterina Giacchetti (1.03.01 il suo passaggio). Ai 150 m, con la Jedrzejczak avviata verso il successo, la Boulsevics mantiene ancora un buon vantaggio sulle italiane: 1.34.76 il passaggio dell'ungherese rispetto all'1.35.42 della Segat e all'1.35.97 della Giacchetti, ma gli ultimi metri decretano il sorpasso della Segat (2.08.96) e della Giacchetti (2.09.01) sulla Boulsevics (2.09.24). Quindi: oro alla Jedrzejczak in 2.07.09, argento alla Segat in 2.08.96, bronzo alla Giacchetti in 2.09.01. Quarta la Boulsevics (2.09.24), quinta la citata Dickons in 2.09.76. Conclusione con la 4x100 mista maschile. Vittoria per la Russia (Vyatchanin 53.66, Sludnov 1.00.31, Skvortsov 52.74, Kapralov 48.25) in 3.34.96, RC e a soli 24 centesimi dal record europeo. Secondo posto per l'Ucraina (3.36.21), molto forte nelle frazioni centrali (Lisogor 59.76, Serdinov 51.82 nonostante si sia "appisolato" ai blocchi, staccando con un ts di 0.60), ma partita con un 55.64 a dorso di Oleynyk che l'ha posta subito a quasi due secondi dai russi. Terza la Gran Bretagna (3.36.61), per la quale segnalo l'ultima frazione in 48.01 di Simon Burnett.
modificato Jul 9 '20 a 5:40 pm
 
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Breve consuntivo finale su questi Europei 2006 di Budapest, dopo avere notato che i crono della 4x200 sl femminile riportati sulla pagina Wikipedia dedicata all'evento sono completamente sbagliati (non sono nemmeno i crono delle batterie).

Grandi risultati tecnici in campo femminile: WR dei 100 sl della Steffen, WR dei 400 sl della Manaudou e due WR della Germania nella 4x100 sl e 4x200 sl; e poi altri risultati tecnici notevoli, a partire dal 4.35.80 della Filippi nei 400 misti e l'8.19.29 (record europeo) della Manaudou negli 800 sl.

Peccato che il programma non abbia consentito alla Filippi di mostrare il suo valore nei 200 dorso. Le semifinali dei 200 dorso si sono svolte meno di 20 minuti dopo la finale dei 400 misti, e la Filippi, che tra l'altro nuotava nella prima semifinale, non è riuscita a entrare tra i primi 8 tempi delle semifinali.

Il suo 400 misti resta comunque una prova fantastica sotto ogni punto di vista, a cui ha poi affiancato il bronzo nei 200 misti e il quasi-bronzo nei 400 sl.

Quindi, ottimo Europeo per la Filippi, a cui si contrappone quello praticamente mai iniziato di Federica Pellegrini, che ha dato forfeit sia nei 100 che nei 200 sl, e in staffetta non ha potuto fornire prestazioni all'altezza del suo valore.

Da dire che il recupero dai problemi fisici che l'hanno afflitta in quel 2006, la vedrà sotto la nuova guida tecnica di Alberto Castagnetti, che sostituisce il primo coach della Pellegrini, quello che l'ha portata fin qui, Max Di Mito, a cui vanno attribuiti i meriti di avere scoperto una nuotatrice con caratteristiche fisiche e tecniche (e in futuro scopriremo anche caratteriali) uniche nella storia del nuoto italiano.

Il maggior numero di medaglie è, ovviamente, stato vinto da Laure Manaudou, con 4 ori e un bronzo nelle 6 gare individuali disputate, a cui vanno aggiunte le due medaglie di bronzo in staffetta, cioè nella 4x200 sl e nella 4x100 mista.
Britta Steffen è stata l'assoluta rivelazione e irrompe in una gara, i 100 sl femminili, che sembrava di pertinenza delle australiane Lenton e Henry. E anche nei 50 sl la Steffen pare in continuo progresso.

In piscina l'Italia ha vinto 5 ori, 6 argenti e 4 bronzi, conquistando la terza posizione del medagliere, dopo Russia e Germania, e prima della Francia di super-Manaudou. Le prestazioni più rilevanti dal punto di vista tecnico sono state il record europeo nella 4x200 sl maschile e il già più volte citato 4.35.80 della Filippi nei 400 misti.

Breve consuntivo finale su questi Europei 2006 di Budapest, dopo avere notato che i crono della 4x200 sl femminile riportati sulla pagina Wikipedia dedicata all'evento sono completamente sbagliati (non sono nemmeno i crono delle batterie). Grandi risultati tecnici in campo femminile: WR dei 100 sl della Steffen, WR dei 400 sl della Manaudou e due WR della Germania nella 4x100 sl e 4x200 sl; e poi altri risultati tecnici notevoli, a partire dal 4.35.80 della Filippi nei 400 misti e l'8.19.29 (record europeo) della Manaudou negli 800 sl. Peccato che il programma non abbia consentito alla Filippi di mostrare il suo valore nei 200 dorso. Le semifinali dei 200 dorso si sono svolte meno di 20 minuti dopo la finale dei 400 misti, e la Filippi, che tra l'altro nuotava nella prima semifinale, non è riuscita a entrare tra i primi 8 tempi delle semifinali. Il suo 400 misti resta comunque una prova fantastica sotto ogni punto di vista, a cui ha poi affiancato il bronzo nei 200 misti e il quasi-bronzo nei 400 sl. Quindi, ottimo Europeo per la Filippi, a cui si contrappone quello praticamente mai iniziato di Federica Pellegrini, che ha dato forfeit sia nei 100 che nei 200 sl, e in staffetta non ha potuto fornire prestazioni all'altezza del suo valore. Da dire che il recupero dai problemi fisici che l'hanno afflitta in quel 2006, la vedrà sotto la nuova guida tecnica di Alberto Castagnetti, che sostituisce il primo coach della Pellegrini, quello che l'ha portata fin qui, Max Di Mito, a cui vanno attribuiti i meriti di avere scoperto una nuotatrice con caratteristiche fisiche e tecniche (e in futuro scopriremo anche caratteriali) uniche nella storia del nuoto italiano. Il maggior numero di medaglie è, ovviamente, stato vinto da Laure Manaudou, con 4 ori e un bronzo nelle 6 gare individuali disputate, a cui vanno aggiunte le due medaglie di bronzo in staffetta, cioè nella 4x200 sl e nella 4x100 mista. Britta Steffen è stata l'assoluta rivelazione e irrompe in una gara, i 100 sl femminili, che sembrava di pertinenza delle australiane Lenton e Henry. E anche nei 50 sl la Steffen pare in continuo progresso. In piscina l'Italia ha vinto 5 ori, 6 argenti e 4 bronzi, conquistando la terza posizione del medagliere, dopo Russia e Germania, e prima della Francia di super-Manaudou. Le prestazioni più rilevanti dal punto di vista tecnico sono state il record europeo nella 4x200 sl maschile e il già più volte citato 4.35.80 della Filippi nei 400 misti.
 
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Quasi in contemporanea agli Europei di Budapest, ad Irvine (California) si svolsero i Nationals Usa, particolarmente importanti perché, insieme ai Panpacifici previsti dal 17 al 20 agosto, erano l'evento di selezione della nazionale Usa per i Mondiali 2007.

La prima giornata di gare si disputò martedì 1 agosto, con le finali pomeridiane (dalle 17.30 alle 19 ora locale) che corrispondevano alla nottata italiana (attentissimi i fornai e...Nuotofan smile ).

Tra le questioni da vagliare c'era la condizione di un Phelps reduce, come abbiamo visto, da un 2005 sottotono rispetto al biennio precedente.
C'è da dire che, anche dopo i Mondiali di Montreal, Phelps aveva avuto qualche problema fisico; in particolare si era fratturato un dito della mano destra, ma l'interrogativo principale riguardavano le motivazioni con cui aveva affrontato la preparazione.
Su questo, erano stati inviati segnali di una rinnovata dedizione, anche se, anni dopo (poco prima delle Olimpiadi di Londra 2012), Tyler Clary, che si allenava anch'egli ad Ann Arbor (Michigan), dove Bowman si era trasferito come coach universitario, abbandonando il North Baltimore Aquatic Club e portandosi dietro Phelps, disse che, a suo parere, i ritmi di allenamento di Phelps furono spesso abbastanza rilassati, cioè molto lontani da quell'immagine di impegno continuo nel nuoto che trapelava all'esterno.
Detto che non sapremo mai se le parole di Clary fossero fondate o meno, passo a commentare quella prima giornata di finali dei Nationals 2006.

Si parte con i 100 delfino femminili. Già in batteria si era visto che la Coughlin era in buona condizione e vince la finale in 57.78 (solito passaggio molto veloce ai 50m in 26.78 ), con la Komisarz seconda a un solo centesimo (27.41 a metà gara). Terza è la Descenza in 58.80, quarta la 19enne Dana Vollmer (59.36).
Due delfiniste Usa sotto i 58" riportano il delfino Usa a buoni livelli.

La seconda finale sono i 400 sl maschili e Klete Keller, dopo un passaggio davvero veloce a metà gara (1.49.61), sfiora il suo record nazionale di Atene 2004 vincendo in 3.44.27, davanti a Vanderkaay (3.46.81) e Jensen (3.48.01).
Interessante notare come i tre migliori crono di Keller siano assai vicini tra loro: 3.44.11 alle Olimpiadi di Atene, 3.44.19 ai trials olimpici di Long Beach (quindi sempre nel 2004) e questo 3.44.27 delle selezioni 2006 per i Mondiali 2007.

La terza finale di giornata sono i 200 misti femminili, e la 17enne Katie Hoff, già campione del mondo a Montreal, conferma di essere ancora in fase ascendente: 2.10.05, nuovo record americano a migliorare il 2.10.41 con cui si era laureata campione del mondo nel 2005. Anche il datato WR della cinese Wu Yanyan (2.09.72) comincia ad essere davvero vicino. Seconda dei 200 misti di Irvine è la Myers in 2.12.06, terza la Sandeno in 2.13.86.

Si passa ai 100 rana maschili, dove Brendan Hansen migliora il suo WR nuotando in 59.13 (27.66-31.47). Sostituito nell'albo dei record mondiali, dunque, il 59.30 dei trials 2004.
La lotta per il secondo posto è serrata, anche se a circa due secondi di distanza da Hansen. Alla fine prevale Usher in 1.01.07 sulla sorpresa Lowe (1.01.12) che relega al quarto posto Gangloff (1.01.32).

Nuovo impegno per la Hoff nella finale dei 400 sl femminili, circa mezz'ora dopo avere vinto i 200 misti.
Il duello pronosticato è con la 18enne Kate Ziegler, e la finale non delude le aspettative, anche per l'ottima prova di Hayley Peirsol.
Ai 200m la Ziegler passa in lieve vantaggio (2.01.48 contro il 2.01.76 della Hoff e il 2.02.43 della Peirsol), ma poi ai 300 m è la Hoff leggermente davanti (3.04.20) rispetto a Ziegler (3.04.53) e Peirsol (3.04.92).
Nell'ultima vasca ha la meglio, ma solo per 8 centesimi, il cambio di passo della Ziegler, che vince in un buon 4.05.75 contro il 4.05.83 della Hoff e il 4.06.31 della Peirsol.
Per tutte e tre netti miglioramenti cronometrici, e la dimostrazione che i 400 sl, fenomeno Manaudou a parte, stanno progredendo in generale, dopo un lungo periodo di stasi.

Si conclude con gli attesi 400 misti maschili.
Phelps passa nettamente primo ai 100 m in 55.10, con Lochte secondo a due secondi esatti (57.10).
Ricorderete come nella frazione a dorso dei Mondiali di Montreal Lochte avesse forzato molto, pagando poi nella seconda parte di gara (a Montreal era passato in 58.15 ai 100 m e poi in 1.59.72 ai 200 m).
Qui ad Irvine, nonostante i progressi mostrati in-stagione (è stato il protagonista indiscusso dei Mondiali di Shanghai in vasca corta disputati ad aprile), nuota una frazione a dorso molto più conservativa, passando ai 200 m in 2.00.22: quindi più di un secondo più veloci i primi 100 metri di Lochte, ma dorso molto più trattenuto, per un passaggio a metà gara di mezzo secondo più lento rispetto a Montreal.
Per Phelps, invece, c'è un velocissimo 1.57.02, che lo pone con oltre tre secondi di vantaggio, a metà gara, su Lochte (2.00.22, ricordo ancora il suo passaggio). Seguono il vice-campione olimpico Vendt (2.01.89), Margalis (2.03.09) e Shanteau (2.05.40).
Nella rana Lochte dimostra di avere fatto grandi progressi (anche nella strategia di gara, come abbiamo visto) rispetto ad un anno prima, e più che dimezza il suo svantaggio da Phelps: 3.11.44 il passaggio di Phelps ai 300 m, 3.12.70 quello di Lochte. Terzo è Vendt in 3.13.67, quarto Shanteau in 3.15.20 (grande parziale di 1.09.80 per lui) e quinto Margalis in 3.15.47.
L'attacco di Lochte continua nella prima vasca a stile libero, e ai 350 m si è ulteriormente avvicinato a Phelps: 3.41.63 per Phelps, 3.42.20 per Lochte, solo 57 centesimi separano i due.
Phelps però risponde negli ultimi 50 metri e conclude primo in 4.10.16, con Lochte secondo in 4.11.53 (PB migliorato di oltre due secondi), Vendt terzo in 4.12.69, Margalis quarto in 4.12.92 (il più veloce negli ultimi 100 m con 57.45 di parziale), Shanteau quinto in 4.14.33.
Bella gara, a conclusione di una bella prima giornata di finali.

Quasi in contemporanea agli Europei di Budapest, ad Irvine (California) si svolsero i Nationals Usa, particolarmente importanti perché, insieme ai Panpacifici previsti dal 17 al 20 agosto, erano l'evento di selezione della nazionale Usa per i Mondiali 2007. La prima giornata di gare si disputò martedì 1 agosto, con le finali pomeridiane (dalle 17.30 alle 19 ora locale) che corrispondevano alla nottata italiana (attentissimi i fornai e...Nuotofan :D ). Tra le questioni da vagliare c'era la condizione di un Phelps reduce, come abbiamo visto, da un 2005 sottotono rispetto al biennio precedente. C'è da dire che, anche dopo i Mondiali di Montreal, Phelps aveva avuto qualche problema fisico; in particolare si era fratturato un dito della mano destra, ma l'interrogativo principale riguardavano le motivazioni con cui aveva affrontato la preparazione. Su questo, erano stati inviati segnali di una rinnovata dedizione, anche se, anni dopo (poco prima delle Olimpiadi di Londra 2012), Tyler Clary, che si allenava anch'egli ad Ann Arbor (Michigan), dove Bowman si era trasferito come coach universitario, abbandonando il North Baltimore Aquatic Club e portandosi dietro Phelps, disse che, a suo parere, i ritmi di allenamento di Phelps furono spesso abbastanza rilassati, cioè molto lontani da quell'immagine di impegno continuo nel nuoto che trapelava all'esterno. Detto che non sapremo mai se le parole di Clary fossero fondate o meno, passo a commentare quella prima giornata di finali dei Nationals 2006. Si parte con i 100 delfino femminili. Già in batteria si era visto che la Coughlin era in buona condizione e vince la finale in 57.78 (solito passaggio molto veloce ai 50m in 26.78 ), con la Komisarz seconda a un solo centesimo (27.41 a metà gara). Terza è la Descenza in 58.80, quarta la 19enne Dana Vollmer (59.36). Due delfiniste Usa sotto i 58" riportano il delfino Usa a buoni livelli. La seconda finale sono i 400 sl maschili e Klete Keller, dopo un passaggio davvero veloce a metà gara (1.49.61), sfiora il suo record nazionale di Atene 2004 vincendo in 3.44.27, davanti a Vanderkaay (3.46.81) e Jensen (3.48.01). Interessante notare come i tre migliori crono di Keller siano assai vicini tra loro: 3.44.11 alle Olimpiadi di Atene, 3.44.19 ai trials olimpici di Long Beach (quindi sempre nel 2004) e questo 3.44.27 delle selezioni 2006 per i Mondiali 2007. La terza finale di giornata sono i 200 misti femminili, e la 17enne Katie Hoff, già campione del mondo a Montreal, conferma di essere ancora in fase ascendente: 2.10.05, nuovo record americano a migliorare il 2.10.41 con cui si era laureata campione del mondo nel 2005. Anche il datato WR della cinese Wu Yanyan (2.09.72) comincia ad essere davvero vicino. Seconda dei 200 misti di Irvine è la Myers in 2.12.06, terza la Sandeno in 2.13.86. Si passa ai 100 rana maschili, dove Brendan Hansen migliora il suo WR nuotando in 59.13 (27.66-31.47). Sostituito nell'albo dei record mondiali, dunque, il 59.30 dei trials 2004. La lotta per il secondo posto è serrata, anche se a circa due secondi di distanza da Hansen. Alla fine prevale Usher in 1.01.07 sulla sorpresa Lowe (1.01.12) che relega al quarto posto Gangloff (1.01.32). Nuovo impegno per la Hoff nella finale dei 400 sl femminili, circa mezz'ora dopo avere vinto i 200 misti. Il duello pronosticato è con la 18enne Kate Ziegler, e la finale non delude le aspettative, anche per l'ottima prova di Hayley Peirsol. Ai 200m la Ziegler passa in lieve vantaggio (2.01.48 contro il 2.01.76 della Hoff e il 2.02.43 della Peirsol), ma poi ai 300 m è la Hoff leggermente davanti (3.04.20) rispetto a Ziegler (3.04.53) e Peirsol (3.04.92). Nell'ultima vasca ha la meglio, ma solo per 8 centesimi, il cambio di passo della Ziegler, che vince in un buon 4.05.75 contro il 4.05.83 della Hoff e il 4.06.31 della Peirsol. Per tutte e tre netti miglioramenti cronometrici, e la dimostrazione che i 400 sl, fenomeno Manaudou a parte, stanno progredendo in generale, dopo un lungo periodo di stasi. Si conclude con gli attesi 400 misti maschili. Phelps passa nettamente primo ai 100 m in 55.10, con Lochte secondo a due secondi esatti (57.10). Ricorderete come nella frazione a dorso dei Mondiali di Montreal Lochte avesse forzato molto, pagando poi nella seconda parte di gara (a Montreal era passato in 58.15 ai 100 m e poi in 1.59.72 ai 200 m). Qui ad Irvine, nonostante i progressi mostrati in-stagione (è stato il protagonista indiscusso dei Mondiali di Shanghai in vasca corta disputati ad aprile), nuota una frazione a dorso molto più conservativa, passando ai 200 m in 2.00.22: quindi più di un secondo più veloci i primi 100 metri di Lochte, ma dorso molto più trattenuto, per un passaggio a metà gara di mezzo secondo più lento rispetto a Montreal. Per Phelps, invece, c'è un velocissimo 1.57.02, che lo pone con oltre tre secondi di vantaggio, a metà gara, su Lochte (2.00.22, ricordo ancora il suo passaggio). Seguono il vice-campione olimpico Vendt (2.01.89), Margalis (2.03.09) e Shanteau (2.05.40). Nella rana Lochte dimostra di avere fatto grandi progressi (anche nella strategia di gara, come abbiamo visto) rispetto ad un anno prima, e più che dimezza il suo svantaggio da Phelps: 3.11.44 il passaggio di Phelps ai 300 m, 3.12.70 quello di Lochte. Terzo è Vendt in 3.13.67, quarto Shanteau in 3.15.20 (grande parziale di 1.09.80 per lui) e quinto Margalis in 3.15.47. L'attacco di Lochte continua nella prima vasca a stile libero, e ai 350 m si è ulteriormente avvicinato a Phelps: 3.41.63 per Phelps, 3.42.20 per Lochte, solo 57 centesimi separano i due. Phelps però risponde negli ultimi 50 metri e conclude primo in 4.10.16, con Lochte secondo in 4.11.53 (PB migliorato di oltre due secondi), Vendt terzo in 4.12.69, Margalis quarto in 4.12.92 (il più veloce negli ultimi 100 m con 57.45 di parziale), Shanteau quinto in 4.14.33. Bella gara, a conclusione di una bella prima giornata di finali.
modificato Jul 11 '20 a 1:54 pm
 
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La seconda giornata dei Nationals 2006 si svolse il 2 agosto.

In campo femminile la Coughlin decise di rinunciare ai 100 dorso per concentrarsi sui 200 sl, dove ricorderete le sue ottime prove in avvio di 4x200 sl, in particolare l'1.57.74 alle Olimpiadi di Atene.
Questo comporta la sua esclusione dai 100 dorso dei Mondiali? No, perché il regolamento prevede di considerare la combinazione dei risultati di questi Nationals e dei Panpacifici che, come detto, si disputeranno in Canada dal 17 al 20 agosto 2006, e i selezionati per i Panpacifici potranno là disputare le gare che vorranno.
Quindi la Coughlin, già qualificata ai Panpacifici in virtù dei 100 delfino vinti nella prima giornata, prevede di gareggiare nei 100 dorso dei Panpacifici, contando di fare meglio dei primi due tempi che verranno realizzati ai Nationals.

Questo tipo di calcolo, cioè di evitare impegni multipli nella stessa sessione diluendo gli impegni tra Nationals e Panpacifici, non lo fa Phelps, che in questa seconda giornata di gare affronta una delle doppiette che ne caratterizzeranno la carriera, cioè i 200 sl e i 200 delfino nella stessa giornata.

Si parte con i 100 dorso, come detto senza la Coughlin. La finale è vinta dalla Vaziri (1.01.69) davanti alla 17enne English (1.01.86) e alla specialista dei 200 dorso, Margaret Hoelzer (1.01.93).

La seconda gara sono i 200 sl maschili, che Phelps controlla con autorevolezza, passando primo ai 100 m in 51.67 e chiudendo con un 1.45.63 molto simile all'1.45.65 con cui Van den Hoogenband vince il titolo europeo a Budapest. Secondo è Keller in 1.46.62, terzo Vanderkaay in 1.47.73, quarto Lochte in 1.47.78. Insomma, si confermano i quattro titolari della 4x200 sl dal 2004 in poi, anche se i crono di Vanderkaay e Lochte non sono entusiasmanti.

Si continua con i 100 dorso maschili. Qui Peirsol conferma la sua superiorità vincendo in 53.38 (26.06-27.32), a 21 centesimi dal suo WR stabilito nelle selezioni per i Mondiali dell'anno precedente. Anche il secondo, Randall Bal scende sotto i 54" (53.91) dopo essere passato primo ai 50 m in 25.94. Terzo è Peter Marshall in 54.77, quarto Nick Thomann in 54.90, quinto David Plummer in 54.93, tutti atleti che, assieme all'ottavo Matt Grevers, ritroveremo in futuro molto più agguerriti.

La quarta gara di giornata sono i 200 sl femminili.
In batteria la Hoff aveva migliorato il PB con un notevole 1.58.03 e la Coughlin aveva ottenuto il secondo miglior tempo in 1.58.34, davanti alla Weir, miglioratasi a 1.58.56.
In finale è la Vollmer a passare prima ai 100 m in 57.83, davanti alla Coughlin (57.97) e alla Hoff (58.30). La Weir passa a metà gara in un 58.53 piuttosto controllato, considerate le sue caratteristiche da 100ista.
Nella terza vasca la Coughlin attacca e realizza un parziale sotto i 30" (29.67), per cui vira in testa ai 150m in 1.27.64. Seconda, in 1.28.16, è diventata la Weir, anch'essa autrice di un parziale nettamente sotto i 30" (29.63), terza la Hoff in 1.28.28 (29.98 di parziale), quarta la Vollmer in 1.28.40 (30.57).
L'ultima vasca, tradizionalmente critica per Natalie Coughlin (ancor più in un 200 sl), la vede tenere più che discretamente; con un parziale di 30.47, la Coughlin termina prima in 1.58.11 resistendo, per 5 centesimi, al rientro di Katie Hoff, che nuota un 29.88 nell'ultima vasca e un 1.58.16 complessivo.
La Weir, invece, cala vistosamente (troppo veloce il parziale precedente) e realizza un 30.95 per un 1.59.11 complessivo che le vale il quarto posto, perché Dana Vollmer riesce, con un ultimo parziale di 30.39 a terminare ben sotto l'1.59 (1.58.79 il suo crono finale).
Quindi, prima Coughlin in 1.58.11, seconda Hoff in 1.58.16, terza Vollmer in 1.58.79, quarta Weir in 1.59.11 (1.58.56 in batteria). Non siamo ai livelli di Jedrzejczak, Liebs e Manaudou, soprattutto considerando le frazioni in staffetta fatte dalle ultime due, ma anche negli Usa i 200 sl femminili stanno progredendo nettamente (ricordo che il Mondiale dell'anno precedente fu vinto dalla Figues in 1.58.60).

Si termina con i 200 delfino e qui Phelps dà un segnale rilevante di ritrovata competitività.
Circa 40 minuti prima aveva vinto la finale dei 200 sl in 1.45.63 e non si accontenta di vincere i 200 delfino, magari con un discreto crono, ma parte deciso passando ai 100 m in 54.87 (in occasione del suo WR ottenuto nella semifinale dei Mondiali 2003 passò in 54.89) e concludendo con un 1.54.32 che lo riporta sui tempi cronometrici del biennio 2003-2004.
Per la precisione, i migliori crono di Phelps nei 200 delfino, fin qui, sono stati: 1.53.93 nella semifinale dei Mondiali 2003, 1.54.04 nella finale delle Olimpiadi 2004, 1.54.31 nella finale dei trials olimpici 2004 e 1.54.35 nella finale dei Mondiali 2003, quindi questo 1.54.32 si inserisce al quarto posto nella classifica dei migliori crono finora nuotati nei 200 delfino.
Secondo arriva Tarwater in 1.57.00, terzo il 17enne Daniel Madwed in 1.58.16.
Madwed proviene dallo stesso club di Phelps, il North Baltimore Aquatic Club, e quindi si vede ben presto appioppare la qualifica di erede designato (stavo scrivendo delfino, poi ho pensato che sono tutti delfini quelli che nuotano questa gara smile ).

La seconda giornata dei Nationals 2006 si svolse il 2 agosto. In campo femminile la Coughlin decise di rinunciare ai 100 dorso per concentrarsi sui 200 sl, dove ricorderete le sue ottime prove in avvio di 4x200 sl, in particolare l'1.57.74 alle Olimpiadi di Atene. Questo comporta la sua esclusione dai 100 dorso dei Mondiali? No, perché il regolamento prevede di considerare la combinazione dei risultati di questi Nationals e dei Panpacifici che, come detto, si disputeranno in Canada dal 17 al 20 agosto 2006, e i selezionati per i Panpacifici potranno là disputare le gare che vorranno. Quindi la Coughlin, già qualificata ai Panpacifici in virtù dei 100 delfino vinti nella prima giornata, prevede di gareggiare nei 100 dorso dei Panpacifici, contando di fare meglio dei primi due tempi che verranno realizzati ai Nationals. Questo tipo di calcolo, cioè di evitare impegni multipli nella stessa sessione diluendo gli impegni tra Nationals e Panpacifici, non lo fa Phelps, che in questa seconda giornata di gare affronta una delle doppiette che ne caratterizzeranno la carriera, cioè i 200 sl e i 200 delfino nella stessa giornata. Si parte con i 100 dorso, come detto senza la Coughlin. La finale è vinta dalla Vaziri (1.01.69) davanti alla 17enne English (1.01.86) e alla specialista dei 200 dorso, Margaret Hoelzer (1.01.93). La seconda gara sono i 200 sl maschili, che Phelps controlla con autorevolezza, passando primo ai 100 m in 51.67 e chiudendo con un 1.45.63 molto simile all'1.45.65 con cui Van den Hoogenband vince il titolo europeo a Budapest. Secondo è Keller in 1.46.62, terzo Vanderkaay in 1.47.73, quarto Lochte in 1.47.78. Insomma, si confermano i quattro titolari della 4x200 sl dal 2004 in poi, anche se i crono di Vanderkaay e Lochte non sono entusiasmanti. Si continua con i 100 dorso maschili. Qui Peirsol conferma la sua superiorità vincendo in 53.38 (26.06-27.32), a 21 centesimi dal suo WR stabilito nelle selezioni per i Mondiali dell'anno precedente. Anche il secondo, Randall Bal scende sotto i 54" (53.91) dopo essere passato primo ai 50 m in 25.94. Terzo è Peter Marshall in 54.77, quarto Nick Thomann in 54.90, quinto David Plummer in 54.93, tutti atleti che, assieme all'ottavo Matt Grevers, ritroveremo in futuro molto più agguerriti. La quarta gara di giornata sono i 200 sl femminili. In batteria la Hoff aveva migliorato il PB con un notevole 1.58.03 e la Coughlin aveva ottenuto il secondo miglior tempo in 1.58.34, davanti alla Weir, miglioratasi a 1.58.56. In finale è la Vollmer a passare prima ai 100 m in 57.83, davanti alla Coughlin (57.97) e alla Hoff (58.30). La Weir passa a metà gara in un 58.53 piuttosto controllato, considerate le sue caratteristiche da 100ista. Nella terza vasca la Coughlin attacca e realizza un parziale sotto i 30" (29.67), per cui vira in testa ai 150m in 1.27.64. Seconda, in 1.28.16, è diventata la Weir, anch'essa autrice di un parziale nettamente sotto i 30" (29.63), terza la Hoff in 1.28.28 (29.98 di parziale), quarta la Vollmer in 1.28.40 (30.57). L'ultima vasca, tradizionalmente critica per Natalie Coughlin (ancor più in un 200 sl), la vede tenere più che discretamente; con un parziale di 30.47, la Coughlin termina prima in 1.58.11 resistendo, per 5 centesimi, al rientro di Katie Hoff, che nuota un 29.88 nell'ultima vasca e un 1.58.16 complessivo. La Weir, invece, cala vistosamente (troppo veloce il parziale precedente) e realizza un 30.95 per un 1.59.11 complessivo che le vale il quarto posto, perché Dana Vollmer riesce, con un ultimo parziale di 30.39 a terminare ben sotto l'1.59 (1.58.79 il suo crono finale). Quindi, prima Coughlin in 1.58.11, seconda Hoff in 1.58.16, terza Vollmer in 1.58.79, quarta Weir in 1.59.11 (1.58.56 in batteria). Non siamo ai livelli di Jedrzejczak, Liebs e Manaudou, soprattutto considerando le frazioni in staffetta fatte dalle ultime due, ma anche negli Usa i 200 sl femminili stanno progredendo nettamente (ricordo che il Mondiale dell'anno precedente fu vinto dalla Figues in 1.58.60). Si termina con i 200 delfino e qui Phelps dà un segnale rilevante di ritrovata competitività. Circa 40 minuti prima aveva vinto la finale dei 200 sl in 1.45.63 e non si accontenta di vincere i 200 delfino, magari con un discreto crono, ma parte deciso passando ai 100 m in 54.87 (in occasione del suo WR ottenuto nella semifinale dei Mondiali 2003 passò in 54.89) e concludendo con un 1.54.32 che lo riporta sui tempi cronometrici del biennio 2003-2004. Per la precisione, i migliori crono di Phelps nei 200 delfino, fin qui, sono stati: 1.53.93 nella semifinale dei Mondiali 2003, 1.54.04 nella finale delle Olimpiadi 2004, 1.54.31 nella finale dei trials olimpici 2004 e 1.54.35 nella finale dei Mondiali 2003, quindi questo 1.54.32 si inserisce al quarto posto nella classifica dei migliori crono finora nuotati nei 200 delfino. Secondo arriva Tarwater in 1.57.00, terzo il 17enne Daniel Madwed in 1.58.16. Madwed proviene dallo stesso club di Phelps, il North Baltimore Aquatic Club, e quindi si vede ben presto appioppare la qualifica di erede designato (stavo scrivendo delfino, poi ho pensato che sono tutti delfini quelli che nuotano questa gara :) ).
modificato Jul 10 '20 a 10:49 pm
 
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Terza giornata dei Nationals 2006 di Irvine, con altre 5 finali individuali previste.
Vediamo come è andata, anche in confronto a quanto accaduto agli Europei che si stavano svolgendo a Budapest.

Nei 100 rana femminili, la favorita era la vice-campionessa mondiale Jessica Hardy, che passa in testa a metà gara ma viene ripresa da Meghan Jendrick e Tara Kirk negli ultimi metri.
Alla fine è la Jendrick a prevalere in 1.07.54 su Kirk e Hardy, appaiate al secondo posto in 1.07.65.
Solo secondo posto in finale B (in 1.10.59) per Rebecca Soni, che ritroveremo in futuro a ben altri livelli.
Detto che il "pianeta Leisel Jones", con il suo fantascientifico WR di 1.05.09 ai CG di marzo, viaggia ormai distante, il crono della Jendrick è molto simile a quello con cui l'ucraina Khlystunova vince l'oro europeo (1.07.55).

La seconda gara di giornata sono i 100 delfino maschili, e quindi un altro capitolo della sfida Crocker-Phelps.
Avevamo lasciato Crocker inavvicinabile a Montreal, stabilire un grandissimo WR in 50.40; lo ritroviamo molto più "umano" a questi Nats di Irvine, dove arriva secondo in 51.73 nella finale vinta da Phelps in 51.51. Da notare il terzo posto di un Lochte (53.26) che comincia a frequentare anche i 100 delfino e precede di un centesimo Tarwater.
Crono non eccezionali per Phelps e (soprattutto) Crocker, ma migliori del 51.95 che ha dato a Serdinov l'oro europeo.

Nei 50 sl femminili, terza finale di giornata, si rivede ancora Natalie Coughlin, che si divide i favori del pronostico con Kara Lynn Joyce. Ed è la Joyce ad imporsi e a scendere sotto la barriera dei 25" (24.97) davanti alla Coughlin (25.17) e alla sorpresa Cashion (25.20). Sesta la Weir in 25.48.
Nella velocità pura a stile libero, nonostante i progressi della Joyce, le statunitensi inseguono le europee (oltre alla australiane), che a Budapest hanno visto vincere la Steffen in 24.72, su Alshammer (24.87) e Veldhuis (24.89).

Anche nei 50 sl maschili il vincitore scende sotto la barriera che allora identificava la qualità assoluta, cioè i 22". Cullen Jones ottiene un buon 21.94, che dista 18 centesimi dal record nazionale di Gary Hall jr risalente ai trials olimpici del 2000, precedendo Wildman-Tobriner (22.16) e Jason Lezak (22.22).
I due veterani Gary Hall jr e Neil Walker sono quarti a pari-merito in 22.49.
Il titolo europeo dei 50 sl maschili è stato vinto da Kizierowski in 21.88, quindi 6 centesimi meglio del tempo di Cullen Jones.

L'ultima finale individuale della terza giornata di gare sono i 400 misti femminili.
La campionessa mondiale Katie Hoff è la netta favorita e vince in 4.35.82, migliorando il 4.36.07 che le aveva dato il titolo a Montreal. Seconda è Ariana Kukors in 4.40.10, terza la Sandeno in 4.43.06, quarta la Aemisegger in 4.43.83.
Dopo avere ricordato che a Budapest Alessia Filippi ha ottenuto un crono di due centesimi migliore di quello della campionessa mondiale Hoff, a dimostrazione ulteriore della assoluta qualità, anche prospettica, della prova della Filippi agli Europei di Budapest (ripeto l'impressione di facilità e grande simbiosi con la distanza dei 400 misti che mi lasciò la Filippi in quel suo 4.35.80), riporto i parziali della Hoff, confrontandoli con quelli della Filippi e quelli del WR della Klochkova.
Ai 100 m: Klochkova 1.01.62, Filippi 1.03.12, Hoff 1.03.86
Ai 200 m: Klochkova 2.11.30, Filippi 2.11.37, Hoff 2.14.45
Ai 300 m: Klochkova 3.30.63, Filippi 3.32.06, Hoff 3.32.36
Finale : Klochkova 4.33.59, Filippi 4.35.80, Hoff 4.35.82

Terza giornata dei Nationals 2006 di Irvine, con altre 5 finali individuali previste. Vediamo come è andata, anche in confronto a quanto accaduto agli Europei che si stavano svolgendo a Budapest. Nei 100 rana femminili, la favorita era la vice-campionessa mondiale Jessica Hardy, che passa in testa a metà gara ma viene ripresa da Meghan Jendrick e Tara Kirk negli ultimi metri. Alla fine è la Jendrick a prevalere in 1.07.54 su Kirk e Hardy, appaiate al secondo posto in 1.07.65. Solo secondo posto in finale B (in 1.10.59) per Rebecca Soni, che ritroveremo in futuro a ben altri livelli. Detto che il "pianeta Leisel Jones", con il suo fantascientifico WR di 1.05.09 ai CG di marzo, viaggia ormai distante, il crono della Jendrick è molto simile a quello con cui l'ucraina Khlystunova vince l'oro europeo (1.07.55). La seconda gara di giornata sono i 100 delfino maschili, e quindi un altro capitolo della sfida Crocker-Phelps. Avevamo lasciato Crocker inavvicinabile a Montreal, stabilire un grandissimo WR in 50.40; lo ritroviamo molto più "umano" a questi Nats di Irvine, dove arriva secondo in 51.73 nella finale vinta da Phelps in 51.51. Da notare il terzo posto di un Lochte (53.26) che comincia a frequentare anche i 100 delfino e precede di un centesimo Tarwater. Crono non eccezionali per Phelps e (soprattutto) Crocker, ma migliori del 51.95 che ha dato a Serdinov l'oro europeo. Nei 50 sl femminili, terza finale di giornata, si rivede ancora Natalie Coughlin, che si divide i favori del pronostico con Kara Lynn Joyce. Ed è la Joyce ad imporsi e a scendere sotto la barriera dei 25" (24.97) davanti alla Coughlin (25.17) e alla sorpresa Cashion (25.20). Sesta la Weir in 25.48. Nella velocità pura a stile libero, nonostante i progressi della Joyce, le statunitensi inseguono le europee (oltre alla australiane), che a Budapest hanno visto vincere la Steffen in 24.72, su Alshammer (24.87) e Veldhuis (24.89). Anche nei 50 sl maschili il vincitore scende sotto la barriera che allora identificava la qualità assoluta, cioè i 22". Cullen Jones ottiene un buon 21.94, che dista 18 centesimi dal record nazionale di Gary Hall jr risalente ai trials olimpici del 2000, precedendo Wildman-Tobriner (22.16) e Jason Lezak (22.22). I due veterani Gary Hall jr e Neil Walker sono quarti a pari-merito in 22.49. Il titolo europeo dei 50 sl maschili è stato vinto da Kizierowski in 21.88, quindi 6 centesimi meglio del tempo di Cullen Jones. L'ultima finale individuale della terza giornata di gare sono i 400 misti femminili. La campionessa mondiale Katie Hoff è la netta favorita e vince in 4.35.82, migliorando il 4.36.07 che le aveva dato il titolo a Montreal. Seconda è Ariana Kukors in 4.40.10, terza la Sandeno in 4.43.06, quarta la Aemisegger in 4.43.83. Dopo avere ricordato che a Budapest Alessia Filippi ha ottenuto un crono di due centesimi migliore di quello della campionessa mondiale Hoff, a dimostrazione ulteriore della assoluta qualità, anche prospettica, della prova della Filippi agli Europei di Budapest (ripeto l'impressione di facilità e grande simbiosi con la distanza dei 400 misti che mi lasciò la Filippi in quel suo 4.35.80), riporto i parziali della Hoff, confrontandoli con quelli della Filippi e quelli del WR della Klochkova. Ai 100 m: Klochkova 1.01.62, Filippi 1.03.12, Hoff 1.03.86 Ai 200 m: Klochkova 2.11.30, Filippi 2.11.37, Hoff 2.14.45 Ai 300 m: Klochkova 3.30.63, Filippi 3.32.06, Hoff 3.32.36 Finale : Klochkova 4.33.59, Filippi 4.35.80, Hoff 4.35.82
 
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La quarta e penultima giornata dei Nationals 2006 prevede 4 finali individuali.

Si comincia con i 100 sl maschili. Cullen Jones ha ottenuto il miglior crono delle batterie in 49.17, ma in finale è Jason Lezak a spuntarla in un buon 48.63. Secondo è Neil Walker in 49.23 e solo terzo Cullen Jones in 49.35. Quarto è Wildman-Tobriner in 49.39, quinto Weber-Gale in 49.46.
Per confronto, abbiamo visto che i 100 sl agli Europei sono stati vinti da Filippo Magnini in 48.79 (anche se il miglior crono è stato realizzato da Nystrand in prima di staffetta in 48.71).

Si prosegue con i 200 delfino femminili, altra gara in cui gli Usa hanno record assai datati.
Vince Kim Vandenbergh in 2.08.51 su Mary Descenza (2.08.73). In terza e quarta posizione ci sono due 16enni: la Hersey (2.10.53) e la Kalisz (2.11.02).
Agli Europei ha vinto la Jedrzejczak in 2.07.09 davanti alla Segat (2.08.96) e alla Giacchetti (2.09.01).

La terza finale di giornata sono gli attesi 200 misti maschili. Abbiamo già visto come, nei 400 misti della prima giornata, Lochte abbia migliorato nettamente il suo PB restringendo il gap da Phelps, ma questa finale dei 200 misti segnerà la svolta definitiva nei confronti tra i due, perché per la prima volta Lochte riuscirà a rendere incerta la gara fino alla conclusione. Vediamo, al solito, i passaggi.
Ai 50 m Phelps vira in 25.01, Lochte in 25.58, quindi a 57 centesimi di distacco.
Ai 100 m il passaggio di Phelps è di 53.80, quello di Lochte di 54.42, quindi il distacco è diventato di 62 centesimi.
Abbiamo visto, commentando i 400 misti, i progressi di Lochte a rana, che si evidenziano anche in questo 200 misti.
Ai 150 m Phelps vira in 1.28.45, Lochte in 1.28.84, quindi con un distacco di soli 39 centesimi, che vengono ulteriormente ridotti al termine dello stile libero, con tempi finali di 1.56.50 per Phelps e di 1.56.78 per Lochte (contro l'1.57.79 del precedente PB).
Insomma, nonostante Phelps sia quasi ritornato nel range di tempi del 2003, quando stabilì il WR di 1.55.94 ai Nats di College Park dopo avere vinto la finale dei Mondiali in 1.56.04, Lochte ha completato un inseguimento partito da molto lontano (il distacco iniziale tra i due, ovviamente in favore di Phelps, era davvero consistente).
Per quanto riguarda questo Phelps dei Nats 2006, rispetto a quello dei Nats di tre anni prima, gli manca ancora qualcosa nella seconda parte di gara.
Il passaggio a metà gara in 53.80 è stato di 23 centesimi migliore di quello fatto in occasione del WR, ma l'1.28.45 dopo la rana è di 10 centesimi più lento del passaggio del WR e questo distacco si è ampliato dopo lo stile libero, con un parziale di 28.05 rispetto al 27.59 del 2003.
Primo vero duello tra Phelps e Lochte nei 200 misti, quindi, ma è da citare anche la gara di Shanteau, terzo in 1.58.05 con parziali che ne mettono in luce la straordinaria forza nella rana e, in generale, nella seconda parte di gara: 26.55 - 56.87 (quindi dopo il dorso aveva ben 3 secondi e 7 centesimi di distacco da Phelps) - 1.29.50 (32.63 a rana!) - 1.58.01.
Davvero sfortunato Shanteau a capitare nell'epoca di Phelps e Lochte, perché il suo 1.58.05 è tempo di grande livello, che prima del 2003 lo avrebbe posto in vetta alle classifiche mondiali.
Raffronto con l'Europa, che in questo caso insegue, visto che il pur ottimo Cseh ha vinto l'oro agli Europei in 1.58.17.

L'ultima finale di giornata sono i 200 dorso femminili.
In batteria, miglior crono per la 14enne Elizabeth Beisel in 2.12.48, ma in finale l'esperta Hoelzer conferma i favori del pronostico vincendo in 2.10.71, con la Beisel seconda e in ulteriore progresso a 2.12.11. Terza un altra giovanissima, la 16enne Teresa Crippen in 2.13.09.
Insomma, gara in cui si stanno affacciando alcune giovanissime (Beisel in testa) alle spalle della navigata Hoelzer.
In Europa ha vinto la francese Esther Baron in 2.10.07.
I tempi e il tempo (2.06.62!!) della strepitosa Egerszegi degli Europei di Atene 1991 sono ancora molto lontani, di qua e di là dall'Oceano Atlantico.

La quarta e penultima giornata dei Nationals 2006 prevede 4 finali individuali. Si comincia con i 100 sl maschili. Cullen Jones ha ottenuto il miglior crono delle batterie in 49.17, ma in finale è Jason Lezak a spuntarla in un buon 48.63. Secondo è Neil Walker in 49.23 e solo terzo Cullen Jones in 49.35. Quarto è Wildman-Tobriner in 49.39, quinto Weber-Gale in 49.46. Per confronto, abbiamo visto che i 100 sl agli Europei sono stati vinti da Filippo Magnini in 48.79 (anche se il miglior crono è stato realizzato da Nystrand in prima di staffetta in 48.71). Si prosegue con i 200 delfino femminili, altra gara in cui gli Usa hanno record assai datati. Vince Kim Vandenbergh in 2.08.51 su Mary Descenza (2.08.73). In terza e quarta posizione ci sono due 16enni: la Hersey (2.10.53) e la Kalisz (2.11.02). Agli Europei ha vinto la Jedrzejczak in 2.07.09 davanti alla Segat (2.08.96) e alla Giacchetti (2.09.01). La terza finale di giornata sono gli attesi 200 misti maschili. Abbiamo già visto come, nei 400 misti della prima giornata, Lochte abbia migliorato nettamente il suo PB restringendo il gap da Phelps, ma questa finale dei 200 misti segnerà la svolta definitiva nei confronti tra i due, perché per la prima volta Lochte riuscirà a rendere incerta la gara fino alla conclusione. Vediamo, al solito, i passaggi. Ai 50 m Phelps vira in 25.01, Lochte in 25.58, quindi a 57 centesimi di distacco. Ai 100 m il passaggio di Phelps è di 53.80, quello di Lochte di 54.42, quindi il distacco è diventato di 62 centesimi. Abbiamo visto, commentando i 400 misti, i progressi di Lochte a rana, che si evidenziano anche in questo 200 misti. Ai 150 m Phelps vira in 1.28.45, Lochte in 1.28.84, quindi con un distacco di soli 39 centesimi, che vengono ulteriormente ridotti al termine dello stile libero, con tempi finali di 1.56.50 per Phelps e di 1.56.78 per Lochte (contro l'1.57.79 del precedente PB). Insomma, nonostante Phelps sia quasi ritornato nel range di tempi del 2003, quando stabilì il WR di 1.55.94 ai Nats di College Park dopo avere vinto la finale dei Mondiali in 1.56.04, Lochte ha completato un inseguimento partito da molto lontano (il distacco iniziale tra i due, ovviamente in favore di Phelps, era davvero consistente). Per quanto riguarda questo Phelps dei Nats 2006, rispetto a quello dei Nats di tre anni prima, gli manca ancora qualcosa nella seconda parte di gara. Il passaggio a metà gara in 53.80 è stato di 23 centesimi migliore di quello fatto in occasione del WR, ma l'1.28.45 dopo la rana è di 10 centesimi più lento del passaggio del WR e questo distacco si è ampliato dopo lo stile libero, con un parziale di 28.05 rispetto al 27.59 del 2003. Primo vero duello tra Phelps e Lochte nei 200 misti, quindi, ma è da citare anche la gara di Shanteau, terzo in 1.58.05 con parziali che ne mettono in luce la straordinaria forza nella rana e, in generale, nella seconda parte di gara: 26.55 - 56.87 (quindi dopo il dorso aveva ben 3 secondi e 7 centesimi di distacco da Phelps) - 1.29.50 (32.63 a rana!) - 1.58.01. Davvero sfortunato Shanteau a capitare nell'epoca di Phelps e Lochte, perché il suo 1.58.05 è tempo di grande livello, che prima del 2003 lo avrebbe posto in vetta alle classifiche mondiali. Raffronto con l'Europa, che in questo caso insegue, visto che il pur ottimo Cseh ha vinto l'oro agli Europei in 1.58.17. L'ultima finale di giornata sono i 200 dorso femminili. In batteria, miglior crono per la 14enne Elizabeth Beisel in 2.12.48, ma in finale l'esperta Hoelzer conferma i favori del pronostico vincendo in 2.10.71, con la Beisel seconda e in ulteriore progresso a 2.12.11. Terza un altra giovanissima, la 16enne Teresa Crippen in 2.13.09. Insomma, gara in cui si stanno affacciando alcune giovanissime (Beisel in testa) alle spalle della navigata Hoelzer. In Europa ha vinto la francese Esther Baron in 2.10.07. I tempi e il tempo (2.06.62!!) della strepitosa Egerszegi degli Europei di Atene 1991 sono ancora molto lontani, di qua e di là dall'Oceano Atlantico.
modificato Jul 11 '20 a 6:44 pm
 
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Quinta ed ultima giornata di gare dei Nationals 2006 ad Irvine.
Vediamo le ultime sei finali individuali che concludono questa prima tappa del processo di selezione della nazionale Usa per i Mondiali 2007 (la seconda tappa saranno i Panpacifici che si svolgeranno due settimane dopo).

Si parte con la finale degli 800 sl femminili dove c'è subito una sorpresa: Hayley Peirsol, già autrice di un ottimo 400 sl, supera la campionessa mondiale Kate Ziegler: 8.26.45 per la Peirsol, 8.27.65 per la Ziegler.
Agli Europei di Budapest ha vinto Laure Manaudou in 8.19.29 (nuovo record europeo).

La seconda finale sono i 100 sl femminili.
In batteria, miglior tempo per la Coughlin in 54.19, che ha preceduto Amanda Weir.
Nella finale passa prima ai 50 m la Nymeier in 25.86, davanti alla Coughlin (25.92) e alla Weir (25.99).
Amanda Weir, però, dimostra una chiara superiorità nella seconda vasca e con un 27.59 di parziale realizza un inatteso 53.58 che costituisce, e di ben 4 decimi, il nuovo record americano (il precedente era il 53.99 della Coughlin del 2002).
La Weir migliora il proprio personale di ben 89 centesimi e il suo 53.58 riporta la velocità femminile Usa a contatto con i vertici mondiali. Il 2006, d'altra parte, era già stato un anno di grandi crono nei 100 sl femminili: aveva cominciato la Lenton realizzando il nuovo WR alle selezioni australiane per i CG (53.42), primato mondiale poi migliorato dalla Steffen agli Europei di Budapest, vincendo la finale dei 100 sl in 53.30.
Seconda nella finale di Irvine è Natalie Coughlin in 54.25, terza la Nymeyer in 54.47, quarta la Joyce in 54.97.
Da notare come la Hoff si sia testata anche nei 100 sl: dopo un 55.21 in batteria, ha nuotato un 55.44 in finale.

La terza finale dell'ultima giornata di gare sono i 200 dorso. Tre grandi protagonisti al via, ma il dorso resta sotto il controllo di Aaron Peirsol, che vince in un routinario 1.56.36 davanti a Phelps (1.57.09) e Lochte (1.58.13).
E' stato più veloce il Vyatchanin degli Europei (1.55.44); vedremo cosa accadrà ai Panpacifici.

La quarta finale sono i 200 rana femminili ed è interessante rilevare un periodo di difficoltà Usa, dopo il ritiro di Amanda Beard. La finale di Irvine viene vinta da Tara Kirk in un mediocre 2.28.46 davanti alla Jendrick (2.28.72) e alla Caverly (2.29.39). Quinto posto per la 15enne Caitlin Leverenz in 2.29.51.
Ricordo che agli Europei di Budapest i 200 rana femminili sono stati vinti dalla britannica Kirsty Balfour in 2.25.66, mentre il "pianeta Leisel Jones" viaggia in orbite a sé stanti, con il 2.20.54 delle selezioni dei CG e il 2.20.72 dei CG.

Siamo ai 200 rana maschili e Brendan Hansen bissa il WR sui 100 rana, dominando anche la doppia distanza e stabilendo, con 2.08.74, il nuovo WR dei 200 rana (precedente il suo 2.09.04 dei trials olimpici 2004).
Hansen è un metronomo: 1.01.58 ai 100 m, 1.34.84 ai 150 m, 2.08.74 ai 200 m.
Al secondo posto ritroviamo Eric Shanteau, di cui avevo evidenziato il grande parziale a rana nei 200 misti in cui era terminato terzo. Shanteau migliora nettamente il proprio personale, portandolo a 2.11.38 e precedendo Usher (2.11.96).
I 200 rana degli Europei sono stati vinti da Kuczko (dopo la squalifica di Facci) in 2.12.12.

L'ultima gara sono i 1500 sl maschili: anche qui c'è una piccola sorpresa con il successo di Erik Vendt (15.05.41) sul primatista Usa e vice-campione olimpico e mondiale Larsen Jensen (15.11.11). Terzo è Vanderkaay in 15.14.78, quarto Margalis in 15.16.74.
La stessa gara agli Europei è stata vinta da Prilukov in 14.51.83.

Cala il sipario ad Irvine, ma ci attendono i Panpacifici di Victoria, Canada, dal 17 al 20 agosto 2006, l'ultimo evento internazionale della stagione, al termine del quale sarà definita la nazionale Usa che affronterà i Mondiali 2007 di Melbourne.

Quinta ed ultima giornata di gare dei Nationals 2006 ad Irvine. Vediamo le ultime sei finali individuali che concludono questa prima tappa del processo di selezione della nazionale Usa per i Mondiali 2007 (la seconda tappa saranno i Panpacifici che si svolgeranno due settimane dopo). Si parte con la finale degli 800 sl femminili dove c'è subito una sorpresa: Hayley Peirsol, già autrice di un ottimo 400 sl, supera la campionessa mondiale Kate Ziegler: 8.26.45 per la Peirsol, 8.27.65 per la Ziegler. Agli Europei di Budapest ha vinto Laure Manaudou in 8.19.29 (nuovo record europeo). La seconda finale sono i 100 sl femminili. In batteria, miglior tempo per la Coughlin in 54.19, che ha preceduto Amanda Weir. Nella finale passa prima ai 50 m la Nymeier in 25.86, davanti alla Coughlin (25.92) e alla Weir (25.99). Amanda Weir, però, dimostra una chiara superiorità nella seconda vasca e con un 27.59 di parziale realizza un inatteso 53.58 che costituisce, e di ben 4 decimi, il nuovo record americano (il precedente era il 53.99 della Coughlin del 2002). La Weir migliora il proprio personale di ben 89 centesimi e il suo 53.58 riporta la velocità femminile Usa a contatto con i vertici mondiali. Il 2006, d'altra parte, era già stato un anno di grandi crono nei 100 sl femminili: aveva cominciato la Lenton realizzando il nuovo WR alle selezioni australiane per i CG (53.42), primato mondiale poi migliorato dalla Steffen agli Europei di Budapest, vincendo la finale dei 100 sl in 53.30. Seconda nella finale di Irvine è Natalie Coughlin in 54.25, terza la Nymeyer in 54.47, quarta la Joyce in 54.97. Da notare come la Hoff si sia testata anche nei 100 sl: dopo un 55.21 in batteria, ha nuotato un 55.44 in finale. La terza finale dell'ultima giornata di gare sono i 200 dorso. Tre grandi protagonisti al via, ma il dorso resta sotto il controllo di Aaron Peirsol, che vince in un routinario 1.56.36 davanti a Phelps (1.57.09) e Lochte (1.58.13). E' stato più veloce il Vyatchanin degli Europei (1.55.44); vedremo cosa accadrà ai Panpacifici. La quarta finale sono i 200 rana femminili ed è interessante rilevare un periodo di difficoltà Usa, dopo il ritiro di Amanda Beard. La finale di Irvine viene vinta da Tara Kirk in un mediocre 2.28.46 davanti alla Jendrick (2.28.72) e alla Caverly (2.29.39). Quinto posto per la 15enne Caitlin Leverenz in 2.29.51. Ricordo che agli Europei di Budapest i 200 rana femminili sono stati vinti dalla britannica Kirsty Balfour in 2.25.66, mentre il "pianeta Leisel Jones" viaggia in orbite a sé stanti, con il 2.20.54 delle selezioni dei CG e il 2.20.72 dei CG. Siamo ai 200 rana maschili e Brendan Hansen bissa il WR sui 100 rana, dominando anche la doppia distanza e stabilendo, con 2.08.74, il nuovo WR dei 200 rana (precedente il suo 2.09.04 dei trials olimpici 2004). Hansen è un metronomo: 1.01.58 ai 100 m, 1.34.84 ai 150 m, 2.08.74 ai 200 m. Al secondo posto ritroviamo Eric Shanteau, di cui avevo evidenziato il grande parziale a rana nei 200 misti in cui era terminato terzo. Shanteau migliora nettamente il proprio personale, portandolo a 2.11.38 e precedendo Usher (2.11.96). I 200 rana degli Europei sono stati vinti da Kuczko (dopo la squalifica di Facci) in 2.12.12. L'ultima gara sono i 1500 sl maschili: anche qui c'è una piccola sorpresa con il successo di Erik Vendt (15.05.41) sul primatista Usa e vice-campione olimpico e mondiale Larsen Jensen (15.11.11). Terzo è Vanderkaay in 15.14.78, quarto Margalis in 15.16.74. La stessa gara agli Europei è stata vinta da Prilukov in 14.51.83. Cala il sipario ad Irvine, ma ci attendono i Panpacifici di Victoria, Canada, dal 17 al 20 agosto 2006, l'ultimo evento internazionale della stagione, al termine del quale sarà definita la nazionale Usa che affronterà i Mondiali 2007 di Melbourne.
modificato Jul 13 '20 a 8:24 am
 
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Ed eccoci dunque a commentare la prima giornata di gare dei Panpacifici 2006, partendo dalle gare femminili.

Fornisco solo una nota regolamentare, utile per il seguito: ogni nazione può presentare al massimo due rappresentanti nella finale A, quindi nel caso in cui ci siano tre atleti della stessa nazione ai primi tre posti dopo le batterie, il terzo dovrà disputare la finale B.
Inoltre, i tempi degli atleti statunitensi verranno combinati con quelli conseguiti ai Nationals: i migliori due crono otterranno il pass per le gare individuali dei Mondiali.

Altro aspetto riguardante, in particolare, l'Australia, che ospiterà i Mondiali a fine marzo 2007.
Proprio la vicinanza con i Mondiali 2007, e l'avere già disputato una importante competizione internazionale a metà marzo 2006 (i Commonwealth Games, tra l'altro in quella Melbourne che ospiterà i Mondiali 2007), fanno sì che ci siano importanti assenze nelle file australiane. Due nomi su tutti: Leisel Jones e Libby Lenton, oltre a quel Grant Hackett impegnato nel pieno recupero da quei guai fisici che lo hanno costretto al forfeit per i CG.
Nonostante questo, vedremo che questi Panpacifici risulteranno estremamente interessanti.

In campo femminile, si parte con i 200 sl. Manca, come detto, la Lenton, ma le due più forti rappresentanti australiane presenti, la MacKenzie e la Barratt, si superano. Tra le Usa non gareggia la Coughlin, che stavolta si concentra sui suoi 100 dorso.
In batteria, miglior tempo per Katie Hoff che impone il ritmo anche in finale. Ai 150 m il suo vantaggio pare rassicurante, ma MacKenzie (in particolare) e Barratt si producono in una grande ultima vasca e avvicinano moltissimo la Hoff, che vince in 1.58.02 (PB migliorato di un centesimo) davanti alla MacKenzie (1.58.26) e alla Barratt (1.58.59).
Come detto, MacKenzie e Barratt ottengono netti miglioramenti nei personali, mentre non è brillante in finale Dana Vollmer, quinta in 1.59.76 dopo il solito passaggio veloce ai 100 m.
Facendo i conti tra le statunitensi, ricordo che ai Nats ha vinto al Coughlin in 1.58.11 davanti alla Hoff (1.58.16) e alla Vollmer (1.58.79), per cui i migliori crono nel combinato sono l'1.58.02 della Hoff ai Panpacifici e l'1.58.11 della Coughlin ai Nationals. Hoff e Coughlin ottengono il diritto a disputare i 200 sl ai Mondiali.
Peraltro, il calendario delle gare ai Mondiali consiglierà alla Coughlin di rinunciare ai 200 sl per concentrarsi sui 100 dorso, e quindi saranno Hoff e Vollmer (che ha il terzo crono) a disputare i 200 sl ai Mondiali 2007.

La Coughlin disputa a questi Panpacifici i 100 dorso che ha tralasciato ai Nationals.
In pratica, decide di risolvere la questione qualificazione per i Mondiali fin dalla batteria, dove nuota un grande 1.00.06 che supera abbondantemente i due migliori crono dei Nationals, realizzati dalla Vaziri (1.01.69) e dalla English (1.01.86).
In finale la Coughlin peggiora il crono della batteria e viene superata per tre centesimi dalla giapponese Ito, che vince in 1.00.63. Seconda, quindi, la Coughlin in 1.00.66 e terza è l'altra giapponese Nakamura (1.00.86).
Parecchio movimentato il confronto tra la Vaziri e la English per agguantare l'altro pass mondiale. In batteria la English migliora la propria posizione nuotando un 1.01.68 contro l'1.01.82 della Vaziri, che però risponde vincendo la finale B in 1.01.53, mentre la English è ottava nella finale A con un crono superiore all'1.02.
In definitiva, Coughlin e Vaziri nuoteranno i 100 dorso femminili ai Mondiali 2007.

Passiamo ai 200 delfino femminili, dove si registra il primo WR della manifestazione. Ho commentato la finale dei Mondiali 2005, vinta dalla Jedrzejczak con arrivo irregolare (ha fermato il cronometro con tocco ad una mano della piastra d'arrivo) sulla Schipper.
La Schipper si prende qui una rivincita indiretta migliorando quel WR della Jedrzejczak. A stimolarla durante la gara, l'ottima prova della giapponese Nakanishi. I passaggi della Schipper: 28.35 ai 50 m, 1.00.11 ai 100 m, 1.32.46 ai 150 m e il 2.05.40 finale che migliora di 21 centesimi il 2.05.61 della Jedrzejczak ai Mondiali 2005.
Come detto, ottima anche la gara della Nakanishi (28.39-1.00.23-1.33.33-2.06.52) e da rilevare anche il terzo posto della 18enne connazionale Yano in 2.07.86.
I parziali della Schipper di quel periodo denotano la sua capacità di rallentare poco nella seconda parte di gara, dopo un passaggio ai 100 m vicino al minuto netto. Insomma, nel 2006 si nuotava un crono (2.05.40) che avrebbe vinto con agio la medaglia d'oro all'ultima edizione dei Mondiali 2019.
Nei 200 delfino le statunitensi inseguivano a distanza: la Descenza arrivò quarta, in quella finale dei Panpacs 2006, in 2.09.07, davanti all'australiana Rice (2.09.54) e all'altra Usa Vandenberg (2.09.83). Entrambe avevano fatto meglio ai Nationals (2.08.51 per la Vandenberg, 2.08.73 per la Descenza), e comunque sono loro due a confermare il pass mondiale.

L'ultima gara femminile della prima giornata sono i 1500 sl, che si disputano a serie.
Nella serie più veloce, altro bel confronto tra Ziegler e Peirsol, e stavolta è la Ziegler a mettere a frutto la sua capacità di cambiare passo negli ultimi 100 m, dopo che ai 1400 m solo 29 centesimi separavano le due.
Alla fine il distacco è di oltre due secondi, e il 15.55.01 con cui la Ziegler vince, avvicina sensibilmente lo storico WR di Janet Evans (15.52.10) realizzato nel 1988.
Ottimo 15.57.36 per Hayley Peirsol, che conferma le grandi prove disputate ai Nationals nei 400 e 800 sl, mentre terza è Ai Shibata in 16.11.13.

Ed eccoci dunque a commentare la prima giornata di gare dei Panpacifici 2006, partendo dalle gare femminili. Fornisco solo una nota regolamentare, utile per il seguito: ogni nazione può presentare al massimo due rappresentanti nella finale A, quindi nel caso in cui ci siano tre atleti della stessa nazione ai primi tre posti dopo le batterie, il terzo dovrà disputare la finale B. Inoltre, i tempi degli atleti statunitensi verranno combinati con quelli conseguiti ai Nationals: i migliori due crono otterranno il pass per le gare individuali dei Mondiali. Altro aspetto riguardante, in particolare, l'Australia, che ospiterà i Mondiali a fine marzo 2007. Proprio la vicinanza con i Mondiali 2007, e l'avere già disputato una importante competizione internazionale a metà marzo 2006 (i Commonwealth Games, tra l'altro in quella Melbourne che ospiterà i Mondiali 2007), fanno sì che ci siano importanti assenze nelle file australiane. Due nomi su tutti: Leisel Jones e Libby Lenton, oltre a quel Grant Hackett impegnato nel pieno recupero da quei guai fisici che lo hanno costretto al forfeit per i CG. Nonostante questo, vedremo che questi Panpacifici risulteranno estremamente interessanti. In campo femminile, si parte con i 200 sl. Manca, come detto, la Lenton, ma le due più forti rappresentanti australiane presenti, la MacKenzie e la Barratt, si superano. Tra le Usa non gareggia la Coughlin, che stavolta si concentra sui suoi 100 dorso. In batteria, miglior tempo per Katie Hoff che impone il ritmo anche in finale. Ai 150 m il suo vantaggio pare rassicurante, ma MacKenzie (in particolare) e Barratt si producono in una grande ultima vasca e avvicinano moltissimo la Hoff, che vince in 1.58.02 (PB migliorato di un centesimo) davanti alla MacKenzie (1.58.26) e alla Barratt (1.58.59). Come detto, MacKenzie e Barratt ottengono netti miglioramenti nei personali, mentre non è brillante in finale Dana Vollmer, quinta in 1.59.76 dopo il solito passaggio veloce ai 100 m. Facendo i conti tra le statunitensi, ricordo che ai Nats ha vinto al Coughlin in 1.58.11 davanti alla Hoff (1.58.16) e alla Vollmer (1.58.79), per cui i migliori crono nel combinato sono l'1.58.02 della Hoff ai Panpacifici e l'1.58.11 della Coughlin ai Nationals. Hoff e Coughlin ottengono il diritto a disputare i 200 sl ai Mondiali. Peraltro, il calendario delle gare ai Mondiali consiglierà alla Coughlin di rinunciare ai 200 sl per concentrarsi sui 100 dorso, e quindi saranno Hoff e Vollmer (che ha il terzo crono) a disputare i 200 sl ai Mondiali 2007. La Coughlin disputa a questi Panpacifici i 100 dorso che ha tralasciato ai Nationals. In pratica, decide di risolvere la questione qualificazione per i Mondiali fin dalla batteria, dove nuota un grande 1.00.06 che supera abbondantemente i due migliori crono dei Nationals, realizzati dalla Vaziri (1.01.69) e dalla English (1.01.86). In finale la Coughlin peggiora il crono della batteria e viene superata per tre centesimi dalla giapponese Ito, che vince in 1.00.63. Seconda, quindi, la Coughlin in 1.00.66 e terza è l'altra giapponese Nakamura (1.00.86). Parecchio movimentato il confronto tra la Vaziri e la English per agguantare l'altro pass mondiale. In batteria la English migliora la propria posizione nuotando un 1.01.68 contro l'1.01.82 della Vaziri, che però risponde vincendo la finale B in 1.01.53, mentre la English è ottava nella finale A con un crono superiore all'1.02. In definitiva, Coughlin e Vaziri nuoteranno i 100 dorso femminili ai Mondiali 2007. Passiamo ai 200 delfino femminili, dove si registra il primo WR della manifestazione. Ho commentato la finale dei Mondiali 2005, vinta dalla Jedrzejczak con arrivo irregolare (ha fermato il cronometro con tocco ad una mano della piastra d'arrivo) sulla Schipper. La Schipper si prende qui una rivincita indiretta migliorando quel WR della Jedrzejczak. A stimolarla durante la gara, l'ottima prova della giapponese Nakanishi. I passaggi della Schipper: 28.35 ai 50 m, 1.00.11 ai 100 m, 1.32.46 ai 150 m e il 2.05.40 finale che migliora di 21 centesimi il 2.05.61 della Jedrzejczak ai Mondiali 2005. Come detto, ottima anche la gara della Nakanishi (28.39-1.00.23-1.33.33-2.06.52) e da rilevare anche il terzo posto della 18enne connazionale Yano in 2.07.86. I parziali della Schipper di quel periodo denotano la sua capacità di rallentare poco nella seconda parte di gara, dopo un passaggio ai 100 m vicino al minuto netto. Insomma, nel 2006 si nuotava un crono (2.05.40) che avrebbe vinto con agio la medaglia d'oro all'ultima edizione dei Mondiali 2019. Nei 200 delfino le statunitensi inseguivano a distanza: la Descenza arrivò quarta, in quella finale dei Panpacs 2006, in 2.09.07, davanti all'australiana Rice (2.09.54) e all'altra Usa Vandenberg (2.09.83). Entrambe avevano fatto meglio ai Nationals (2.08.51 per la Vandenberg, 2.08.73 per la Descenza), e comunque sono loro due a confermare il pass mondiale. L'ultima gara femminile della prima giornata sono i 1500 sl, che si disputano a serie. Nella serie più veloce, altro bel confronto tra Ziegler e Peirsol, e stavolta è la Ziegler a mettere a frutto la sua capacità di cambiare passo negli ultimi 100 m, dopo che ai 1400 m solo 29 centesimi separavano le due. Alla fine il distacco è di oltre due secondi, e il 15.55.01 con cui la Ziegler vince, avvicina sensibilmente lo storico WR di Janet Evans (15.52.10) realizzato nel 1988. Ottimo 15.57.36 per Hayley Peirsol, che conferma le grandi prove disputate ai Nationals nei 400 e 800 sl, mentre terza è Ai Shibata in 16.11.13.
modificato Jul 13 '20 a 3:41 pm
 
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Gare maschili della prima giornata dei Panpacifici 2006, a Victoria (Canada).

Nei 200 sl maschili si registra l'assenza di Phelps, che in questa prima giornata si concentra sui 200 delfino in cui in mattinata ha ottenuto il miglior crono delle batterie. Nei 200 sl il miglior crono del turno eliminatorio è di Peter Vanderkaay, che quindi nuota la finale in corsia 4.
Da notare la presenza di due giovani nuotatori asiatici di cui parleremo più volte anche in seguito: il 17enne sud-coreano Tae Hwan Park e il 19enne cinese Lin Zhang.
Ai 100 m vira in prima posizione Klete Keller in 52.13, mentre Zhang passa in 53.55, Park addirittura in 53.70.
Ai 150 m la leadership di Keller è solida: 1.19.44 per lui, con Hayden in seconda posizione in 1.20.44, Vanderkaay in terza con 1.20.90 e Zhang e Park appaiati in quarta con 1.21.11.
Keller conclude vittoriosamente in un ottimo 1.46.20 che avvicina il suo PB ottenuto nella race of the century di Atene 2004 (quarto in 1.46.13), e secondo, con una spettacolare ultima vasca da 26.40, arriva il 17enne Park (1.47.51, PB migliorato di un secondo e 31 centesimi, e due parti di gara nuotate con parziali quasi uguali: 53.70-53.81), precedendo il 19enne Zhang (1.47.59, anche per lui un grande ultimo 50 m da 26.49 e progresso di 41 centesimi rispetto al precedente PB di 1.48.00), Hayden (1.47.78 ) e Vanderkaay (1.48.05, i velocissimi ultimi parziali di Park e Zhang fanno apparire lento il suo 27.15).
Ricordando che ai Nationals aveva vinto Phelps in 1.45.63 davanti all'1.46.62 di Keller, sono loro due ad acquisire il pass per i Mondiali nei 200 sl maschili.

I 100 dorso maschili si erano animati già in mattinata. Si erano trovati nella stessa batteria Ryan Lochte e Randall Bal, e Lochte aveva nuotato un grande 53.78, migliorando nettamente il precedente PB di 54.55, rispetto al 54.09 di Bal.
A fronte di questi crono, per la regola dei due per nazione in finale A, anche Peirsol, che nuotava nell'ultima batteria, non ha potuto prendersela comoda e ha realizzato un 53.88, secondo crono complessivo.
Quindi, Lochte e Peirsol hanno nuotato nella finale A e Bal (terzo crono complessivo delle batterie il suo 54.09) è stato relegato in finale B dove ha prevalso con un notevole 53.84, che migliorava il suo 53.91 dei Nationals ma restava 6 centesimi più lento del 53.78 di Lochte in batteria.
In finale A ha continuato a restare in vigore la "legge di Peirsol" che governava il dorso mondiale: passaggio decisissimo in 26.16 e ritorno in 27.16, per un 53.32 che migliorava di 6 centesimi il suo crono dei Nats e lo manteneva in zona record del mondo (il suo 53.17 delle selezioni mondiali 2005).
Lochte è arrivato secondo in 54.02 (secondo crono in carriera, anche se di 24 centesimi più lento di quanto fatto in batteria), il giapponese Morita terzo in 54.38.
Per quanto già spiegato sopra, i due crono migliori del combinato Nationals-Panpacs sono stati il 53.32 di Peirsol nella finale dei Panpacs e il 53.78 di Lochte nella batteria dei Panpacs, quindi saranno loro due a nuotare i 100 dorso ai Mondiali 2007 (e incominciano le amare esclusioni per Randall Bal che, a un certo punto della sua carriera, gli faranno pensare anche al cambio di nazionalità).

E siamo ai 200 delfino. Phelps ha ottenuto il miglior crono in batteria, ma in finale deve vedersela con due nuotatori giapponesi, Shibata e Matsuda, decisissimi a rendergli la vita dura.
Ai 50 m passa primo Phelps in 25.79, con Ryuichi Shibata secondo in 25.90, mentre Matsuda vira in 26.21.
Ai 100 m è Shibata primo in 55.05, davanti al 55.27 di Phelps e al 55.65 di Matsuda
Ai 150 m c'è ancora in testa Shibata in 1.24.44, con Phelps secondo in 1.24.65 e Matsuda terzo in 1.25.83.
Nell'ultima vasca si assiste ad un vero cambio di passo di Phelps, cosa rarissima in un 200 delfino condotto su passaggi veloci come è stato questo che stiamo analizzando.
Era una caratteristica che Phelps aveva mantenuto dai suoi esordi vittoriosi nei 200 delfino nel 2001, e mostrò ancora in quell'occasione nuotando un 29.15 nell'ultimo 50m che costrinse alla resa il valoroso Shibata.
Riprendendo un ottimo commento di Rimbaud a proposito del Milak della semifinale dei Mondiali2019: "attenzione al crono che potrà fare in finale, perché l'ho visto accelerare in un 200 delfino, cosa che avevo visto fare in passato solo a Phelps".
Crono finali: primo Phelps in 1.53.80, nuovo WR; secondo Shibata in 1.55.82 (più di due secondi di distacco alla fine, ed era in vantaggio di 21 centesimi ai 150 m); terzo Matsuda in 1.56.20.
Il secondo Usa nella finale A, Tarwater, termina al quinto posto in 1.58.22, mentre Daniel Madwed arriva secondo in finale B in 1.58.31.
Ricordando il risultato dei Nationals (primo Phelps in 1.54.32, secondo Tarwater in 1.57.00, terzo Madwed in 1.58.16), sono quindi Phelps e Tarwater ad ottenere il pass mondiale nei 200 delfino.

Dopo il secondo WR di questa prima giornata dei Panpacs (ricordo che il primo è stato ottenuto dalla Schipper, sempre nei 200 delfino), terminiamo con gli 800 sl che gratificano i padroni di casa canadesi con un bel successo di Andrew Hurd (7.55.88, prima volta sotto gli 8' per lui), davanti al sudafricano Prinsloo (7.56.82) e al 18enne connazionale Ryan Cochrane, che comincia a mettersi in evidenza sulla scena internazionale con questo terzo posto in 7.58.32.

Gare maschili della prima giornata dei Panpacifici 2006, a Victoria (Canada). Nei 200 sl maschili si registra l'assenza di Phelps, che in questa prima giornata si concentra sui 200 delfino in cui in mattinata ha ottenuto il miglior crono delle batterie. Nei 200 sl il miglior crono del turno eliminatorio è di Peter Vanderkaay, che quindi nuota la finale in corsia 4. Da notare la presenza di due giovani nuotatori asiatici di cui parleremo più volte anche in seguito: il 17enne sud-coreano Tae Hwan Park e il 19enne cinese Lin Zhang. Ai 100 m vira in prima posizione Klete Keller in 52.13, mentre Zhang passa in 53.55, Park addirittura in 53.70. Ai 150 m la leadership di Keller è solida: 1.19.44 per lui, con Hayden in seconda posizione in 1.20.44, Vanderkaay in terza con 1.20.90 e Zhang e Park appaiati in quarta con 1.21.11. Keller conclude vittoriosamente in un ottimo 1.46.20 che avvicina il suo PB ottenuto nella race of the century di Atene 2004 (quarto in 1.46.13), e secondo, con una spettacolare ultima vasca da 26.40, arriva il 17enne Park (1.47.51, PB migliorato di un secondo e 31 centesimi, e due parti di gara nuotate con parziali quasi uguali: 53.70-53.81), precedendo il 19enne Zhang (1.47.59, anche per lui un grande ultimo 50 m da 26.49 e progresso di 41 centesimi rispetto al precedente PB di 1.48.00), Hayden (1.47.78 ) e Vanderkaay (1.48.05, i velocissimi ultimi parziali di Park e Zhang fanno apparire lento il suo 27.15). Ricordando che ai Nationals aveva vinto Phelps in 1.45.63 davanti all'1.46.62 di Keller, sono loro due ad acquisire il pass per i Mondiali nei 200 sl maschili. I 100 dorso maschili si erano animati già in mattinata. Si erano trovati nella stessa batteria Ryan Lochte e Randall Bal, e Lochte aveva nuotato un grande 53.78, migliorando nettamente il precedente PB di 54.55, rispetto al 54.09 di Bal. A fronte di questi crono, per la regola dei due per nazione in finale A, anche Peirsol, che nuotava nell'ultima batteria, non ha potuto prendersela comoda e ha realizzato un 53.88, secondo crono complessivo. Quindi, Lochte e Peirsol hanno nuotato nella finale A e Bal (terzo crono complessivo delle batterie il suo 54.09) è stato relegato in finale B dove ha prevalso con un notevole 53.84, che migliorava il suo 53.91 dei Nationals ma restava 6 centesimi più lento del 53.78 di Lochte in batteria. In finale A ha continuato a restare in vigore la "legge di Peirsol" che governava il dorso mondiale: passaggio decisissimo in 26.16 e ritorno in 27.16, per un 53.32 che migliorava di 6 centesimi il suo crono dei Nats e lo manteneva in zona record del mondo (il suo 53.17 delle selezioni mondiali 2005). Lochte è arrivato secondo in 54.02 (secondo crono in carriera, anche se di 24 centesimi più lento di quanto fatto in batteria), il giapponese Morita terzo in 54.38. Per quanto già spiegato sopra, i due crono migliori del combinato Nationals-Panpacs sono stati il 53.32 di Peirsol nella finale dei Panpacs e il 53.78 di Lochte nella batteria dei Panpacs, quindi saranno loro due a nuotare i 100 dorso ai Mondiali 2007 (e incominciano le amare esclusioni per Randall Bal che, a un certo punto della sua carriera, gli faranno pensare anche al cambio di nazionalità). E siamo ai 200 delfino. Phelps ha ottenuto il miglior crono in batteria, ma in finale deve vedersela con due nuotatori giapponesi, Shibata e Matsuda, decisissimi a rendergli la vita dura. Ai 50 m passa primo Phelps in 25.79, con Ryuichi Shibata secondo in 25.90, mentre Matsuda vira in 26.21. Ai 100 m è Shibata primo in 55.05, davanti al 55.27 di Phelps e al 55.65 di Matsuda Ai 150 m c'è ancora in testa Shibata in 1.24.44, con Phelps secondo in 1.24.65 e Matsuda terzo in 1.25.83. Nell'ultima vasca si assiste ad un vero cambio di passo di Phelps, cosa rarissima in un 200 delfino condotto su passaggi veloci come è stato questo che stiamo analizzando. Era una caratteristica che Phelps aveva mantenuto dai suoi esordi vittoriosi nei 200 delfino nel 2001, e mostrò ancora in quell'occasione nuotando un 29.15 nell'ultimo 50m che costrinse alla resa il valoroso Shibata. Riprendendo un ottimo commento di Rimbaud a proposito del Milak della semifinale dei Mondiali2019: "attenzione al crono che potrà fare in finale, perché l'ho visto accelerare in un 200 delfino, cosa che avevo visto fare in passato solo a Phelps". Crono finali: primo Phelps in 1.53.80, nuovo WR; secondo Shibata in 1.55.82 (più di due secondi di distacco alla fine, ed era in vantaggio di 21 centesimi ai 150 m); terzo Matsuda in 1.56.20. Il secondo Usa nella finale A, Tarwater, termina al quinto posto in 1.58.22, mentre Daniel Madwed arriva secondo in finale B in 1.58.31. Ricordando il risultato dei Nationals (primo Phelps in 1.54.32, secondo Tarwater in 1.57.00, terzo Madwed in 1.58.16), sono quindi Phelps e Tarwater ad ottenere il pass mondiale nei 200 delfino. Dopo il secondo WR di questa prima giornata dei Panpacs (ricordo che il primo è stato ottenuto dalla Schipper, sempre nei 200 delfino), terminiamo con gli 800 sl che gratificano i padroni di casa canadesi con un bel successo di Andrew Hurd (7.55.88, prima volta sotto gli 8' per lui), davanti al sudafricano Prinsloo (7.56.82) e al 18enne connazionale Ryan Cochrane, che comincia a mettersi in evidenza sulla scena internazionale con questo terzo posto in 7.58.32.
modificato Jul 13 '20 a 6:54 pm
 
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Seconda giornate di gare ai Panpacifici 2006, venerdì 18 agosto. Come per la prima giornata, comincio dal settore femminile.

Le batterie dei 100 sl femminili vedono una Coughlin estremamente brillante: 53.83 per lei e nuovo PB (il precedente 53.99 era stato ottenuto ai Panpacifici 2002 in Giappone ed era rimasto record Usa fino al 53.58 della Weir ai Nationals 2006), secondo crono per la Weir in 54.23, e quindi sono loro le due Usa nella finale A.
In finale, come abbiamo visto capitare diverse volte, la Coughlin peggiora il crono della batteria, ma stavolta il regresso è contenuto in 4 centesimi e in 53.87 (25.89-27.98 ) riesce a superare di 5 centesimi la Weir (53.92 con parziali di 26.05 e 27.87).
Ricordiamo i crono dei Nationals: Weir 53.58, Coughlin 54.19 (54.25 in finale), quindi i due migliori crono combinati sono il 53.58 della Weir nella finale dei Nationals e il 53.83 della Coughlin nella batteria dei Panpacs, e saranno loro due a disputare per gli Usa i 100 sl ai Mondiali 2007.
Tornando alla finale A dei Panpacs, l'Australia era priva delle sue stelle Lenton e Henry, e ha ottenuto il terzo posto con la Schlenger (55.00) e il quarto con la Reese (55.33). Quinta la 17enne canadese Erica Morningstar in 55.36.

Nei 100 rana il confronto interno in casa statunitense è davvero acceso.
Ai Nationals c'era stata la sorpresa di una Hardy battuta dalla Jendrick (1.07.54) e seconda a pari-merito con la Kirk (1.07.65).
Nelle batterie dei Panpacifici regna ancora l'equilibrio ma, anche se per pochi centesimi, la Hardy è solo terza in 1.07.12 dietro a Kirk (1.07.05) e Jendrick (1.07.09), quindi la Hardy è relegata nella finale B del pomeriggio, con Kirk e Jendrick a contendersi il titolo.
Nella finale A perdura l'equilibrio, quasi incredibile, tra Kirk e Jendrick: vince la Kirk in 1.07.56 davanti alla Jendrick (1.07.58 ), l'australiana Katsoulis (1.08.12) e la sudafricana van Biljon (1.08.47).
Nella finale B, l'ultima chance di qualificarsi ai Mondiali è sfruttata da una Hardy che ritrova lo smalto dei Mondiali 2005 e con 1.06.43 avvicina il suo PB di 1.06.20 nuotato nella semifinale di Montreal 2005, rimasto WR fino al prorompere del ciclone-Jones nei primi mesi del 2006 (prima 1.05.71, poi l'eccezionale 1.05.09 ai CG).
Quindi, saranno Hardy (1.06.43 nella finale B dei Panpacifici) e Kirk (1.07.05 nella batteria dei Panpacifici) a nuotare i 100 rana ai Mondiali 2007.

Panorama molto più definito per gli Usa nei 400 misti femminili.
Con la Sandeno lontana dalla migliore condizione, sono Hoff e Kukors a confermarsi le due più forti.
Katie Hoff vince la finale A in 4.36.82, a un secondo esatto dal crono dei Nationals. Ariana Kukors è seconda con un 4.39.68 che migliora il suo 4.40.10 dei Nats. Terza è la giovane australiana Stephanie Rice in 4.41.83; anche per lei lieve progresso rispetto al 4.41.91 dei CG di marzo.
Quindi Hoff (4.35.82 dei Nats) e Kukors (4.39.68 dei Panpacs) ottengono il pass mondiale.

Si finisce con la 4x200 sl femminile in cui il quartetto Usa (Coughlin, Nymeyer, Vollmer, Hoff) vince in un buon 7.54.62. Parziali rilevanti il lead-off della Coughlin in 1.58.37 e l'anchor-leg della Hoff in 1.57.32 nonostante un prudente 0.42 come tempo di stacco.
Seconda l'Australia in 7.58.00, terzo il Giappone in 8.00.65.

Seconda giornate di gare ai Panpacifici 2006, venerdì 18 agosto. Come per la prima giornata, comincio dal settore femminile. Le batterie dei 100 sl femminili vedono una Coughlin estremamente brillante: 53.83 per lei e nuovo PB (il precedente 53.99 era stato ottenuto ai Panpacifici 2002 in Giappone ed era rimasto record Usa fino al 53.58 della Weir ai Nationals 2006), secondo crono per la Weir in 54.23, e quindi sono loro le due Usa nella finale A. In finale, come abbiamo visto capitare diverse volte, la Coughlin peggiora il crono della batteria, ma stavolta il regresso è contenuto in 4 centesimi e in 53.87 (25.89-27.98 ) riesce a superare di 5 centesimi la Weir (53.92 con parziali di 26.05 e 27.87). Ricordiamo i crono dei Nationals: Weir 53.58, Coughlin 54.19 (54.25 in finale), quindi i due migliori crono combinati sono il 53.58 della Weir nella finale dei Nationals e il 53.83 della Coughlin nella batteria dei Panpacs, e saranno loro due a disputare per gli Usa i 100 sl ai Mondiali 2007. Tornando alla finale A dei Panpacs, l'Australia era priva delle sue stelle Lenton e Henry, e ha ottenuto il terzo posto con la Schlenger (55.00) e il quarto con la Reese (55.33). Quinta la 17enne canadese Erica Morningstar in 55.36. Nei 100 rana il confronto interno in casa statunitense è davvero acceso. Ai Nationals c'era stata la sorpresa di una Hardy battuta dalla Jendrick (1.07.54) e seconda a pari-merito con la Kirk (1.07.65). Nelle batterie dei Panpacifici regna ancora l'equilibrio ma, anche se per pochi centesimi, la Hardy è solo terza in 1.07.12 dietro a Kirk (1.07.05) e Jendrick (1.07.09), quindi la Hardy è relegata nella finale B del pomeriggio, con Kirk e Jendrick a contendersi il titolo. Nella finale A perdura l'equilibrio, quasi incredibile, tra Kirk e Jendrick: vince la Kirk in 1.07.56 davanti alla Jendrick (1.07.58 ), l'australiana Katsoulis (1.08.12) e la sudafricana van Biljon (1.08.47). Nella finale B, l'ultima chance di qualificarsi ai Mondiali è sfruttata da una Hardy che ritrova lo smalto dei Mondiali 2005 e con 1.06.43 avvicina il suo PB di 1.06.20 nuotato nella semifinale di Montreal 2005, rimasto WR fino al prorompere del ciclone-Jones nei primi mesi del 2006 (prima 1.05.71, poi l'eccezionale 1.05.09 ai CG). Quindi, saranno Hardy (1.06.43 nella finale B dei Panpacifici) e Kirk (1.07.05 nella batteria dei Panpacifici) a nuotare i 100 rana ai Mondiali 2007. Panorama molto più definito per gli Usa nei 400 misti femminili. Con la Sandeno lontana dalla migliore condizione, sono Hoff e Kukors a confermarsi le due più forti. Katie Hoff vince la finale A in 4.36.82, a un secondo esatto dal crono dei Nationals. Ariana Kukors è seconda con un 4.39.68 che migliora il suo 4.40.10 dei Nats. Terza è la giovane australiana Stephanie Rice in 4.41.83; anche per lei lieve progresso rispetto al 4.41.91 dei CG di marzo. Quindi Hoff (4.35.82 dei Nats) e Kukors (4.39.68 dei Panpacs) ottengono il pass mondiale. Si finisce con la 4x200 sl femminile in cui il quartetto Usa (Coughlin, Nymeyer, Vollmer, Hoff) vince in un buon 7.54.62. Parziali rilevanti il lead-off della Coughlin in 1.58.37 e l'anchor-leg della Hoff in 1.57.32 nonostante un prudente 0.42 come tempo di stacco. Seconda l'Australia in 7.58.00, terzo il Giappone in 8.00.65.
modificato Jul 14 '20 a 1:52 pm
 
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Ed eccomi a rivisitare le gare maschili della seconda giornata dei Panpacifici 2006.

La finale A dei 100 sl maschili vede la prima affermazione internazionale di Brent Hayden, 23enne canadese in continuo progresso.
Ai 50 m passa primo Roland Schoeman in 23.19 (anche a questi Panpacs, come ai CG di marzo, la condizione di Schoeman è lontana da quella del 2004-2005), poi Jason Lezak in 23.25, Eamonn Sullivan in 23.29, mentre Hayden passa a metà gara in 23.45.
Hayden effettua però la miglior vasca di ritorno (25.14) e chiude in 48.59 (PB), precedendo Lezak (48.76, 25.51 nella seconda vasca).
Schoeman e Sullivan terminano appaiati al terzo posto in 49.09.
Quinto è il sudafricano Ferns in 49.11, sesto lo statunitense Walker in 49.19, settimo il 19enne brasiliano Cesar Cielo in 49.66 (aveva fatto meglio in batteria con 49.32).
Cullen Jones, terzo crono tra gli statunitensi nelle batterie, vince la finale-B in 49.68 e non ottiene il pass per la gara individuale ai Mondiali 2007 (i migliori crono combinati sono il 48.63 di Lezak nella finale dei Nationals e il 49.19 di Walker in questa finale dei Panpacs).

Nei 100 rana maschili Brendan Hansen, reduce dal WR di 59.13 dei Nationals, ritrova l'ormai storico rivale Kosuke Kitajima.
In finale, però, è l'australiano Rickard ad inserirsi tra di loro, finendo secondo in 1.00.39.
Kitajima, in non grande forma, è solo terzo in 1.00.90, mentre Hansen vince in 59.90.
La lotta interna tra gli Usa per il secondo pass mondiale vede prevalere Scott Usher, quarto in finale A in 1.01.39, ma aveva fatto meglio in batteria (1.01.11) e ancor di più nella finale dei Nats (1.01.07).

I 400 misti maschili hanno dato vita ad una bellissima finale ai Nats, di cui riepilogo le prime 5 posizioni: Phelps 4.10.16, Lochte 4.11.53, Vendt 4.12.69, Margalis 4.12.92, Shanteau 4.14.33.
Lochte (saggiamente) decide che il suo 4.11.53 è un crono più che significativo, e rinuncia a provare a migliorarlo, concentrandosi su altre gare in questi Panpacs.
Restano quindi gli altri tre a cercare la difficilissima impresa di superare il 4.11.53 di Lochte, e la battaglia comincia fin dalle batterie, anche per affiancare Phelps nella finale A.
Secondo nelle batterie è Margalis in 4.14.69, contro il 4.15.63 di Vendt e il 4.15.71 di Shanteau (miglior crono per Phelps in 4.13.62).
In finale A Phelps cambia strategia di gara rispetto ai Nats; lì era passato in 55.10 ai 100 m e poi in 1.57.10 ai 200 m, qui parte decisamente meno veloce: 57.51 ai 100 m e 2.00.43 ai 200m.
Nella seconda metà gara, Phelps, nonostante non abbia il Lochte arrembante dei Nats a pressarlo da vicino, recupera quasi interamente il gap di 3 secondi e 33 centesimi rispetto alla sua gara dei Nats, e chiude in 4.10.47, 31 centesimi peggio che ai Nationals.
Margalis è secondo in 4.13.85, e anche per lui il miglior crono resta il 4.12.92 dei Nationals. Terzo posto per il 20enne Thiago Pereira in 4.18.44. Vendt vince la finale B (a cui Shanteau rinuncia) in 4.16.72.
Insomma, in casa Usa rimangono decisivi per la qualificazione ai Mondiali 2007 il 4.10.16 di Phelps e il 4.11.53 di Lochte nuotati ai Nationals di Irvine.
Fatto statistico rilevante: Phelps non chiude la stagione con il miglior crono dei 400 misti, che resta il 4.09.86 con cui Laszlo Cseh ha vinto il titolo europeo a Budapest.

Si chiude con la 4x200 sl che gli Usa vincono con un gran crono: 7.05.28, nonostante un non entusiasmante (anche per le scorie rimaste dal 400 misti nuotato poco prima) lancio di Phelps da 1.45.91.
A seguire: 1.47.34 per Lochte in seconda frazione, 1.46.49 per Vanderkaay e 1.45.54 per Keller.
Questo 7.05.28 avvicina gli Usa al WR di 7.04.66 ottenuto dall'Australia ai Mondiali di Fukuoka 2001.
Secondo è il Canada in 7.12.39, terza l'Australia in 7.17.21.

Ed eccomi a rivisitare le gare maschili della seconda giornata dei Panpacifici 2006. La finale A dei 100 sl maschili vede la prima affermazione internazionale di Brent Hayden, 23enne canadese in continuo progresso. Ai 50 m passa primo Roland Schoeman in 23.19 (anche a questi Panpacs, come ai CG di marzo, la condizione di Schoeman è lontana da quella del 2004-2005), poi Jason Lezak in 23.25, Eamonn Sullivan in 23.29, mentre Hayden passa a metà gara in 23.45. Hayden effettua però la miglior vasca di ritorno (25.14) e chiude in 48.59 (PB), precedendo Lezak (48.76, 25.51 nella seconda vasca). Schoeman e Sullivan terminano appaiati al terzo posto in 49.09. Quinto è il sudafricano Ferns in 49.11, sesto lo statunitense Walker in 49.19, settimo il 19enne brasiliano Cesar Cielo in 49.66 (aveva fatto meglio in batteria con 49.32). Cullen Jones, terzo crono tra gli statunitensi nelle batterie, vince la finale-B in 49.68 e non ottiene il pass per la gara individuale ai Mondiali 2007 (i migliori crono combinati sono il 48.63 di Lezak nella finale dei Nationals e il 49.19 di Walker in questa finale dei Panpacs). Nei 100 rana maschili Brendan Hansen, reduce dal WR di 59.13 dei Nationals, ritrova l'ormai storico rivale Kosuke Kitajima. In finale, però, è l'australiano Rickard ad inserirsi tra di loro, finendo secondo in 1.00.39. Kitajima, in non grande forma, è solo terzo in 1.00.90, mentre Hansen vince in 59.90. La lotta interna tra gli Usa per il secondo pass mondiale vede prevalere Scott Usher, quarto in finale A in 1.01.39, ma aveva fatto meglio in batteria (1.01.11) e ancor di più nella finale dei Nats (1.01.07). I 400 misti maschili hanno dato vita ad una bellissima finale ai Nats, di cui riepilogo le prime 5 posizioni: Phelps 4.10.16, Lochte 4.11.53, Vendt 4.12.69, Margalis 4.12.92, Shanteau 4.14.33. Lochte (saggiamente) decide che il suo 4.11.53 è un crono più che significativo, e rinuncia a provare a migliorarlo, concentrandosi su altre gare in questi Panpacs. Restano quindi gli altri tre a cercare la difficilissima impresa di superare il 4.11.53 di Lochte, e la battaglia comincia fin dalle batterie, anche per affiancare Phelps nella finale A. Secondo nelle batterie è Margalis in 4.14.69, contro il 4.15.63 di Vendt e il 4.15.71 di Shanteau (miglior crono per Phelps in 4.13.62). In finale A Phelps cambia strategia di gara rispetto ai Nats; lì era passato in 55.10 ai 100 m e poi in 1.57.10 ai 200 m, qui parte decisamente meno veloce: 57.51 ai 100 m e 2.00.43 ai 200m. Nella seconda metà gara, Phelps, nonostante non abbia il Lochte arrembante dei Nats a pressarlo da vicino, recupera quasi interamente il gap di 3 secondi e 33 centesimi rispetto alla sua gara dei Nats, e chiude in 4.10.47, 31 centesimi peggio che ai Nationals. Margalis è secondo in 4.13.85, e anche per lui il miglior crono resta il 4.12.92 dei Nationals. Terzo posto per il 20enne Thiago Pereira in 4.18.44. Vendt vince la finale B (a cui Shanteau rinuncia) in 4.16.72. Insomma, in casa Usa rimangono decisivi per la qualificazione ai Mondiali 2007 il 4.10.16 di Phelps e il 4.11.53 di Lochte nuotati ai Nationals di Irvine. Fatto statistico rilevante: Phelps non chiude la stagione con il miglior crono dei 400 misti, che resta il 4.09.86 con cui Laszlo Cseh ha vinto il titolo europeo a Budapest. Si chiude con la 4x200 sl che gli Usa vincono con un gran crono: 7.05.28, nonostante un non entusiasmante (anche per le scorie rimaste dal 400 misti nuotato poco prima) lancio di Phelps da 1.45.91. A seguire: 1.47.34 per Lochte in seconda frazione, 1.46.49 per Vanderkaay e 1.45.54 per Keller. Questo 7.05.28 avvicina gli Usa al WR di 7.04.66 ottenuto dall'Australia ai Mondiali di Fukuoka 2001. Secondo è il Canada in 7.12.39, terza l'Australia in 7.17.21.
modificato Jul 14 '20 a 6:03 pm
 
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Terza e penultima giornata di gare ai Panpacs 2006 di Victoria (Canada).
Come sempre, precedenza alle signore.

Partiamo dal passaggio di metà gara dei 400 sl. In testa c'è la Ziegler in 2.03.36, poi la Hoff in 2.03.48, l'australiana Barratt in 2.03.52, la giapponese Yamada in 2.04.02 e quinta è la connazionale Shibata in 2.04.41.
A 100 m dalla conclusione, le 5 atlete sono ancora racchiuse in un secondo, ma le posizioni sono cambiate: la Hoff passa in testa in 3.06.18, seconda è la Yamada in 3.06.91, terza la Barratt in 3.06.98, quarta la Shibata in 3.07.06 e solo quinta la ex-leader Ziegler in 3.07.25.
Dai passaggi che ho riportato, scommetto che più del 90% di voi pronosticherebbe la vittoria finale di Katie Hoff.
Non andò così, perché Ai Shibata diede un altro esempio della sua forza nei finali di gara. Con un ultimo 100 m da 1.00.55, concluse in 4.07.61, precedendo di 37 centesimi la Hoff (4.07.68 ). Terza la Yamada in 4.08.42, quarta la Ziegler in 4.08.47, quinta la Barratt in 4.08.68.

Gara molto bella da un punto di vista agonistico ma, per quanto riguarda i tempi delle statunitensi, restano in vigore quelli della finale dei Nats, che ha visto la vittoria di Kate Ziegler in 4.05.75 su Katie Hoff (4.05.83).
Saranno loro a disputare, per gli Usa, i 400 sl ai Mondiali 2007.

Anche per i 100 delfino dobbiamo ricollegarci alla finale dei Nationals, vinta dalla Coughlin in 57.78 sulla Komisarz (57.79).
Questi tempi sono davvero difficilmente attaccabili dalle altre statunitensi, per cui la Coughlin può "permettersi" di rischiare troppo in batteria, dove viene squalificata.
In questa gara, è presente una delle star australiane, Jessicah Schipper (che ricorderete autrice del WR nei 200 delfino della prima giornata), che non ha problemi a vincere la finale A in 57.30. Seconda la Komisarz (58.75), terza la Descenza (59.03).
Quindi saranno Coughlin e Komisarz a nuotare i 100 delfino ai Mondiali 2007.

Le batterie dei 200 dorso vedono un acceso confronto interno, stavolta in casa-Giappone.
La Ito si ritrova con il quarto crono complessivo, ma il terzo tra le nuotatrici giapponesi, quindi deve nuotare la finale B, dove ottiene un 2.09.21 che alla fine sarà il secondo miglior crono, preceduto solo dal 2.08.86 con cui la connazionale Nakamura vince la finale A.
Seconda nella finale A è la statunitense Margaret Hoelzer in 2.09.42, terza l'altra giapponese Igarashi in 2.10.30 (aveva fatto meglio in batteria con 2.10.02).
La 14enne statunitense Elizabeth Beisel arriva quinta nella finale A con 2.12.61, dopo avere nuotato quasi un secondo meglio nella batteria (2.11.68, nuovo PB).
Hoelzer (2.10.71) e Beisel (2.12.11) avevano ottenuto i due migliori tempi anche nella finale dei Nats, per cui sono loro le due statunitensi ad acquisire il pass mondiale (2.09.42 nella finale A dei Panpacs per la Hoelzer e 2.11.68 nella batteria dei Panpacs per la Beisel, che a 14 anni appena compiuti si qualifica per il Mondiale).

Infine, la 4x100 sl offre una prova di forza del quartetto Usa. Le statunitensi vincono in 3.35.80, che dista di meno di 6 decimi dal WR di 3.35.22 stabilito ad inizio agosto dalla Germania agli Europei di Budapest.
I parziali: Amanda Weir 53.76 in prima, poi Natalie Coughlin 53.21, Kara Lynn Joyce 54.54 e Lacey Nymeyer 54.29.
Finiscono molto staccati il Canada (3.41.83) e l'Australia (3.41.84).

Terza e penultima giornata di gare ai Panpacs 2006 di Victoria (Canada). Come sempre, precedenza alle signore. Partiamo dal passaggio di metà gara dei 400 sl. In testa c'è la Ziegler in 2.03.36, poi la Hoff in 2.03.48, l'australiana Barratt in 2.03.52, la giapponese Yamada in 2.04.02 e quinta è la connazionale Shibata in 2.04.41. A 100 m dalla conclusione, le 5 atlete sono ancora racchiuse in un secondo, ma le posizioni sono cambiate: la Hoff passa in testa in 3.06.18, seconda è la Yamada in 3.06.91, terza la Barratt in 3.06.98, quarta la Shibata in 3.07.06 e solo quinta la ex-leader Ziegler in 3.07.25. Dai passaggi che ho riportato, scommetto che più del 90% di voi pronosticherebbe la vittoria finale di Katie Hoff. Non andò così, perché Ai Shibata diede un altro esempio della sua forza nei finali di gara. Con un ultimo 100 m da 1.00.55, concluse in 4.07.61, precedendo di 37 centesimi la Hoff (4.07.68 ). Terza la Yamada in 4.08.42, quarta la Ziegler in 4.08.47, quinta la Barratt in 4.08.68. Gara molto bella da un punto di vista agonistico ma, per quanto riguarda i tempi delle statunitensi, restano in vigore quelli della finale dei Nats, che ha visto la vittoria di Kate Ziegler in 4.05.75 su Katie Hoff (4.05.83). Saranno loro a disputare, per gli Usa, i 400 sl ai Mondiali 2007. Anche per i 100 delfino dobbiamo ricollegarci alla finale dei Nationals, vinta dalla Coughlin in 57.78 sulla Komisarz (57.79). Questi tempi sono davvero difficilmente attaccabili dalle altre statunitensi, per cui la Coughlin può "permettersi" di rischiare troppo in batteria, dove viene squalificata. In questa gara, è presente una delle star australiane, Jessicah Schipper (che ricorderete autrice del WR nei 200 delfino della prima giornata), che non ha problemi a vincere la finale A in 57.30. Seconda la Komisarz (58.75), terza la Descenza (59.03). Quindi saranno Coughlin e Komisarz a nuotare i 100 delfino ai Mondiali 2007. Le batterie dei 200 dorso vedono un acceso confronto interno, stavolta in casa-Giappone. La Ito si ritrova con il quarto crono complessivo, ma il terzo tra le nuotatrici giapponesi, quindi deve nuotare la finale B, dove ottiene un 2.09.21 che alla fine sarà il secondo miglior crono, preceduto solo dal 2.08.86 con cui la connazionale Nakamura vince la finale A. Seconda nella finale A è la statunitense Margaret Hoelzer in 2.09.42, terza l'altra giapponese Igarashi in 2.10.30 (aveva fatto meglio in batteria con 2.10.02). La 14enne statunitense Elizabeth Beisel arriva quinta nella finale A con 2.12.61, dopo avere nuotato quasi un secondo meglio nella batteria (2.11.68, nuovo PB). Hoelzer (2.10.71) e Beisel (2.12.11) avevano ottenuto i due migliori tempi anche nella finale dei Nats, per cui sono loro le due statunitensi ad acquisire il pass mondiale (2.09.42 nella finale A dei Panpacs per la Hoelzer e 2.11.68 nella batteria dei Panpacs per la Beisel, che a 14 anni appena compiuti si qualifica per il Mondiale). Infine, la 4x100 sl offre una prova di forza del quartetto Usa. Le statunitensi vincono in 3.35.80, che dista di meno di 6 decimi dal WR di 3.35.22 stabilito ad inizio agosto dalla Germania agli Europei di Budapest. I parziali: Amanda Weir 53.76 in prima, poi Natalie Coughlin 53.21, Kara Lynn Joyce 54.54 e Lacey Nymeyer 54.29. Finiscono molto staccati il Canada (3.41.83) e l'Australia (3.41.84).
 
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Gare maschili della terza giornata dei Panpacifici 2006.

Nei 400 sl il favorito è Klete Keller, sia per il suo PB che per la forma dimostrata nei 200 sl individuali e nella 4x200 sl.
Deve però vedersela con il 17enne coreano Park e il 19enne cinese Zhang, già in netto progresso cronometrico nei 200 sl, e questo 400 sl dei Panpacifici segna la prima vittoria a livello internazionale di Park, che nuota un 4.35.72 che migliora il suo precedente PB di quasi 3 secondi.
Per il secondo posto Zhang (3.47.07, anche per lui sensibile miglioramento cronometrico) ha la meglio per un decimo su Keller.
Peter Vanderkaay vince la finale B in 3.49.42 e, ricordando il risultato dei Nats (primo Keller in 3.44.27, secondo Vanderkaay in 3.46.81), saranno Keller e Vanderkaay a disputare i 400 sl ai Mondiali 2007 per gli Usa.
Da notare la partecipazione di Ryan Lochte alle batterie dei 400 sl (3.52.33 il suo crono) e poi a quelle dei 200 dorso, a testimoniare una certa tranquillità (come ieri per i 400 misti) per la qualificazione al Mondiale nei 200 dorso, la gara che gli interessa di più.

Nei 100 delfino è Phelps a rinunciare ad una nuova puntata del confronto con Crocker, preferendo gareggiare, in questa giornata, nei 200 dorso e nella 4x100 sl.
Crocker, senza avversari che lo possano impensierire, vince la finale A in 51.47 davanti ai giapponesi Takayasu (52.59) e Yamamoto (52.71). Quarto è il sudafricano Ferns in 52.90 e il primo Usa, Tarwater, è sesto in 53.55.
Ai Nats aveva vinto Phelps in 51.51 davanti a Crocker (51.73) e saranno ovviamente loro due (con Crocker che riguadagna la prima posizione virtuale con il 51.47 nuotato a questi Panpacs) a disputare i 100 delfino ai Mondiali 2007.

Come detto, nelle batterie dei 200 dorso si sono presentate al via tutte e tre le "stelle" Usa (Peirsol, Phelps e Lochte).
In realtà Lochte, avendo disputato i 400 sl in precedenza, le affronta senza grandi velleità, come dimostra l'1.59.30 da lui nuotato (comunque quarto crono complessivo delle batterie) che lo pone alle spalle di Peirsol e Phelps, primi due tempi delle batterie.
Lochte poi, rinuncia anche alla finale B del pomeriggio, nonostante, in base alla combinazione dei crono dei Nats e dei Panpacs, sia al terzo posto, dietro a Peirsol e Phelps.
Ovviamente, come già capitato per le Olimpiadi 2004, sapeva che Phelps avrebbe rinunciato a disputare i 200 dorso ai Mondiali, che per lui sarebbero stati la sesta gara individuale (e chissà mai quando assisteremo ad un altro atleta Usa capace di qualificarsi in 6 gare individuali ad una Olimpiade o a un Mondiale).

La finale è un Peirsol-show alla ricerca del WR, che ottiene con 1.54.44, migliorando il precedente 1.54.66 dei Mondiali 2005.
I passaggi di Peirsol: 26.97-55.85-1.24.87-1.54.44.
Phelps (27.61-56.46-1.26.24-1.56.81) ci prova, soprattutto nella seconda vasca dove è di qualche centesimo più veloce dello stesso Peirsol, ma ai 150 m è distaccato di un secondo e 37 centesimi, e quindi affronta gli ultimi 50 metri senza più la prospettiva di avvicinare Peirsol.
Terzo è il giapponese Morita in 1.58.53 e quarto il 16enne connazionale Ryosuke Irie in 1.59.33.
Ricordo i risultati dei Nats: Peirsol 1.56.36, Phelps 1.57.09, Lochte 1.58.13.
Sarebbero quindi validi per la qualificazione ai Mondiali, l'1.54.44 di Peirsol e l'1.56.81 di Phelps a questi Panpacifici, ma la rinuncia di Phelps assegna il secondo pass mondiale a Lochte, in virtù dell'1.58.13 ottenuto ai Nationals.

Si finisce con la 4x100 sl ed arriva un secondo WR, decisamente meno pronosticabile rispetto a quello di Peirsol nei 200 dorso.
Il quartetto Usa dà una notevole prova di compattezza, registrando tre parziali lanciati sotto i 48".
I tempi: in prima frazione Phelps nuota un buon 48.83 (anche considerando i 200 dorso da poco conclusi), poi 47.89 per il solito affidabilissimo Neil Walker, 47.96 per Cullen Jones in terza frazione e a chiudere il 47.78 di Jason Lezak, ormai super-sperimentato ultima frazionista sia nella staffetta veloce a sl che nella mista.
Il 3.12.46 degli Usa migliora di 71 centesimi il 3.13.17 con cui il Sudafrica ha vinto lo storico oro olimpico ad Atene 2004.
Secondo posto per il Canada in 3.16.12 (da segnalare il 48.07 di Hayden in seconda frazione), terzo per l'Australia in 3.16.42.

Gare maschili della terza giornata dei Panpacifici 2006. Nei 400 sl il favorito è Klete Keller, sia per il suo PB che per la forma dimostrata nei 200 sl individuali e nella 4x200 sl. Deve però vedersela con il 17enne coreano Park e il 19enne cinese Zhang, già in netto progresso cronometrico nei 200 sl, e questo 400 sl dei Panpacifici segna la prima vittoria a livello internazionale di Park, che nuota un 4.35.72 che migliora il suo precedente PB di quasi 3 secondi. Per il secondo posto Zhang (3.47.07, anche per lui sensibile miglioramento cronometrico) ha la meglio per un decimo su Keller. Peter Vanderkaay vince la finale B in 3.49.42 e, ricordando il risultato dei Nats (primo Keller in 3.44.27, secondo Vanderkaay in 3.46.81), saranno Keller e Vanderkaay a disputare i 400 sl ai Mondiali 2007 per gli Usa. Da notare la partecipazione di Ryan Lochte alle batterie dei 400 sl (3.52.33 il suo crono) e poi a quelle dei 200 dorso, a testimoniare una certa tranquillità (come ieri per i 400 misti) per la qualificazione al Mondiale nei 200 dorso, la gara che gli interessa di più. Nei 100 delfino è Phelps a rinunciare ad una nuova puntata del confronto con Crocker, preferendo gareggiare, in questa giornata, nei 200 dorso e nella 4x100 sl. Crocker, senza avversari che lo possano impensierire, vince la finale A in 51.47 davanti ai giapponesi Takayasu (52.59) e Yamamoto (52.71). Quarto è il sudafricano Ferns in 52.90 e il primo Usa, Tarwater, è sesto in 53.55. Ai Nats aveva vinto Phelps in 51.51 davanti a Crocker (51.73) e saranno ovviamente loro due (con Crocker che riguadagna la prima posizione virtuale con il 51.47 nuotato a questi Panpacs) a disputare i 100 delfino ai Mondiali 2007. Come detto, nelle batterie dei 200 dorso si sono presentate al via tutte e tre le "stelle" Usa (Peirsol, Phelps e Lochte). In realtà Lochte, avendo disputato i 400 sl in precedenza, le affronta senza grandi velleità, come dimostra l'1.59.30 da lui nuotato (comunque quarto crono complessivo delle batterie) che lo pone alle spalle di Peirsol e Phelps, primi due tempi delle batterie. Lochte poi, rinuncia anche alla finale B del pomeriggio, nonostante, in base alla combinazione dei crono dei Nats e dei Panpacs, sia al terzo posto, dietro a Peirsol e Phelps. Ovviamente, come già capitato per le Olimpiadi 2004, sapeva che Phelps avrebbe rinunciato a disputare i 200 dorso ai Mondiali, che per lui sarebbero stati la sesta gara individuale (e chissà mai quando assisteremo ad un altro atleta Usa capace di qualificarsi in 6 gare individuali ad una Olimpiade o a un Mondiale). La finale è un Peirsol-show alla ricerca del WR, che ottiene con 1.54.44, migliorando il precedente 1.54.66 dei Mondiali 2005. I passaggi di Peirsol: 26.97-55.85-1.24.87-1.54.44. Phelps (27.61-56.46-1.26.24-1.56.81) ci prova, soprattutto nella seconda vasca dove è di qualche centesimo più veloce dello stesso Peirsol, ma ai 150 m è distaccato di un secondo e 37 centesimi, e quindi affronta gli ultimi 50 metri senza più la prospettiva di avvicinare Peirsol. Terzo è il giapponese Morita in 1.58.53 e quarto il 16enne connazionale Ryosuke Irie in 1.59.33. Ricordo i risultati dei Nats: Peirsol 1.56.36, Phelps 1.57.09, Lochte 1.58.13. Sarebbero quindi validi per la qualificazione ai Mondiali, l'1.54.44 di Peirsol e l'1.56.81 di Phelps a questi Panpacifici, ma la rinuncia di Phelps assegna il secondo pass mondiale a Lochte, in virtù dell'1.58.13 ottenuto ai Nationals. Si finisce con la 4x100 sl ed arriva un secondo WR, decisamente meno pronosticabile rispetto a quello di Peirsol nei 200 dorso. Il quartetto Usa dà una notevole prova di compattezza, registrando tre parziali lanciati sotto i 48". I tempi: in prima frazione Phelps nuota un buon 48.83 (anche considerando i 200 dorso da poco conclusi), poi 47.89 per il solito affidabilissimo Neil Walker, 47.96 per Cullen Jones in terza frazione e a chiudere il 47.78 di Jason Lezak, ormai super-sperimentato ultima frazionista sia nella staffetta veloce a sl che nella mista. Il 3.12.46 degli Usa migliora di 71 centesimi il 3.13.17 con cui il Sudafrica ha vinto lo storico oro olimpico ad Atene 2004. Secondo posto per il Canada in 3.16.12 (da segnalare il 48.07 di Hayden in seconda frazione), terzo per l'Australia in 3.16.42.
modificato Jul 15 '20 a 3:27 pm
 
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Ultima giornata di gare dei Panpacifici a Victoria (Canada), domenica 20 agosto 2006.

Vediamo come sono andate le ultime quattro gare individuali femminili e la staffetta mista conclusiva.

I 200 misti vedono battaglia in casa Usa fin dalle batterie: miglior crono delle qualifiche per la Hoff in 2.12.45, davanti alla Myers (2.12.85) e alla Kukors (2.13.26), che deve disputare la finale B.
Nella finale A la favorita Hoff si trova ad affrontare una Myers che stupirà.
Ai 50 m la Hoff passa in 28.49, con la Myers a 11 centesimi.
Sorpasso nella frazione a dorso, al termine della quale la Myers vira in 1.01.58 rispetto all'1.02.12 della Hoff.
La frazione a rana dovrebbe essere favorevole alla Hoff, ma non è così: Whitney Myers allunga ancora e passa ai 150 m in 1.39.31, rispetto all'1.40.14 della Hoff.
Sulle ali dell'entusiasmo la Myers chiude in un 2.10.11 che migliora di quasi due secondi il suo precedente PB (2.12.06); mentre la Hoff, con le ali piombate dalla delusione, termina la sua gara in 2.11.51, quindi a un secondo e 4 decimi da una stratosferica Myers, il cui 2.10.11 sfiora il record nazionale della Hoff (2.10.05) e si porta a meno di 4 decimi dal WR della cinese Yanyan Wu (2.09.72) del 1997.
Terza in finale A è Stephanie Rice in 2.13.21, quarta una Coventry (2.14.27) mai in condizione in questi Panpacs.
Ariana Kukors vince la finale B migliorando il PB a 2.12.22, ma i due pass mondiali sono ovviamente per Hoff (che ha vinto i Nationals in 2.10.05 davanti al 2.12.06 della Myers) e Myers, che incrementa il suo 2.12.06 dei Nats fino al 2.10.11 di questi Panpacifici.

Ad un livello tecnico decisamente inferiore, anche i 50 sl vedono un confronto acceso in casa Usa fin dalle batterie, al termine delle quali la Coughlin ha il miglior crono in 25.30, davanti al 25.37 della Joyce, il 25.40 della Weir, il 25.41 della Cashion e il 25.59 della Nymeyer.
Quindi, finale A per Coughlin e Joyce, ed è la Joyce a spuntarla in 25.10 davanti al 25.32 della Coughlin.
Terza la brasiliana Flavia Delaroli (25.62), quarta la connazionale Gusmao (25.64).
In finale B vittoria per la Weir in 25.25, che migliora il suo precedente PB di 25.37 e supera il 25.30 della Coughlin della batteria, ma non è sufficiente per la qualificazione visto che i Nationals hanno visto la vittoria della Joyce in 24.97, davanti al 25.17 della Coughlin e al 25.20 della Cashion.
Quindi, Joyce e Coughlin disputeranno i 50 sl ai Mondiali 2007.

Già ai Nats avevamo verificato il momento di difficoltà del nuoto statunitense nei 200 rana femminili, che si conferma ai Panpacifici.
La finale A è vinta dalla favorita sudafricana Suzaan Van Biljon in 2.26.36 davanti alla giapponese Kitagawa (2.27.07) e alla coreana Jung (2.27.09).
Quarta la prima nuotatrice Usa, la Jendrick, in 2.27.98 che precede la 15enne coreana Back (2.28.62) e l'altra statunitense Caverly (2.28.66).
Una Tara Kirk non certo in brillanti condizioni di forma vince la finale B in 2.30.90 e quindi per il pass mondiale è decisivo il 2.28.46 con cui la Kirk ha vinto la finale dei Nationals davanti alla Jendrick (2.28.72).
Saranno quindi Jendrick (2.27.98 ai Panpacs) e Kirk (2.28.46 ai Nats) a rappresentare gli Usa nei 200 rana dei Mondiali 2007.

L'ultima gara individuale femminile sono gli 800 sl, e la Ziegler finisce la sua stagione su una nota alta migliorando il suo PB di 8.25.31 ottenuto con la vittoria ai Mondiali 2005.
La Ziegler impone un buon ritmo alla gara passando prima ai 400 m in 4.11.38 davanti ad Hayley Peirsol (4.12.16) e Ai Shibata (4.14.40).
Ai 600 m la Ziegler vira in 6.18.25, con Peirsol (6.20.28 ) e Shibata (6.22.37) un po' più staccate.
Alla campanella dei 700 m il tempo della Ziegler è di 7.22.34, con la Peirsol staccata ancora di circa due secondi (7.24.44) e la Shibata scesa sotto i 4" di gap (7.25.69).
Gli ultimi 100 m vedono l'ormai consueto cambio di passo di Ai Shibata, che supera la Peirsol e avvicina la Ziegler, che aveva però accumulato troppo vantaggio per essere raggiunta dalla campionessa olimpica giapponese.
I crono finali sono: Ziegler prima in 8.24.56, Shibata seconda in 8.26.41 e Peirsol terza in 8.27.57.
Ai Nats aveva vinto la Peirsol in 8.26.45 davanti alla Ziegler (8.27.65), per cui sono Ziegler (8.24.56 dei Panpacifici) e Peirsol (8.26.45 dei Nats) a conquistare il pass mondiale negli 800 sl.

Staffetta mista conclusiva dominata, come da pronostici viste le assenze australiane, dal quartetto statunitense: Coughlin (1.00.12), Hardy (1.06.53), Komisarz (57.88 ), Weir (53.85), per un buon crono finale di 3.58.38 che dista comunque più di due secondi dall'impressionante 3.56.30 ottenuto dalle australiane ai Giochi del Commonwealth.
E questo nonostante la Edington, dorsista aussie, abbia nuotato un 1.01.06 contro l'1.00.12 della Coughlin a questi Panpacifici. Il resto del quartetto australiano, però, era stellare (Jones 1.05.51, Schipper 56.86, Lenton 52.87) e l'Australia si presenterà con i favori del pronostico per l'oro nella 4x100 mista femminile ai Mondiali 2007.
Secondo nella mista di questi Panpacs arriva il Giappone (4.02.47), terza l'Australia (4.03.82) che, delle artefici del WR, presentava la sola Schipper.

Ultima giornata di gare dei Panpacifici a Victoria (Canada), domenica 20 agosto 2006. Vediamo come sono andate le ultime quattro gare individuali femminili e la staffetta mista conclusiva. I 200 misti vedono battaglia in casa Usa fin dalle batterie: miglior crono delle qualifiche per la Hoff in 2.12.45, davanti alla Myers (2.12.85) e alla Kukors (2.13.26), che deve disputare la finale B. Nella finale A la favorita Hoff si trova ad affrontare una Myers che stupirà. Ai 50 m la Hoff passa in 28.49, con la Myers a 11 centesimi. Sorpasso nella frazione a dorso, al termine della quale la Myers vira in 1.01.58 rispetto all'1.02.12 della Hoff. La frazione a rana dovrebbe essere favorevole alla Hoff, ma non è così: Whitney Myers allunga ancora e passa ai 150 m in 1.39.31, rispetto all'1.40.14 della Hoff. Sulle ali dell'entusiasmo la Myers chiude in un 2.10.11 che migliora di quasi due secondi il suo precedente PB (2.12.06); mentre la Hoff, con le ali piombate dalla delusione, termina la sua gara in 2.11.51, quindi a un secondo e 4 decimi da una stratosferica Myers, il cui 2.10.11 sfiora il record nazionale della Hoff (2.10.05) e si porta a meno di 4 decimi dal WR della cinese Yanyan Wu (2.09.72) del 1997. Terza in finale A è Stephanie Rice in 2.13.21, quarta una Coventry (2.14.27) mai in condizione in questi Panpacs. Ariana Kukors vince la finale B migliorando il PB a 2.12.22, ma i due pass mondiali sono ovviamente per Hoff (che ha vinto i Nationals in 2.10.05 davanti al 2.12.06 della Myers) e Myers, che incrementa il suo 2.12.06 dei Nats fino al 2.10.11 di questi Panpacifici. Ad un livello tecnico decisamente inferiore, anche i 50 sl vedono un confronto acceso in casa Usa fin dalle batterie, al termine delle quali la Coughlin ha il miglior crono in 25.30, davanti al 25.37 della Joyce, il 25.40 della Weir, il 25.41 della Cashion e il 25.59 della Nymeyer. Quindi, finale A per Coughlin e Joyce, ed è la Joyce a spuntarla in 25.10 davanti al 25.32 della Coughlin. Terza la brasiliana Flavia Delaroli (25.62), quarta la connazionale Gusmao (25.64). In finale B vittoria per la Weir in 25.25, che migliora il suo precedente PB di 25.37 e supera il 25.30 della Coughlin della batteria, ma non è sufficiente per la qualificazione visto che i Nationals hanno visto la vittoria della Joyce in 24.97, davanti al 25.17 della Coughlin e al 25.20 della Cashion. Quindi, Joyce e Coughlin disputeranno i 50 sl ai Mondiali 2007. Già ai Nats avevamo verificato il momento di difficoltà del nuoto statunitense nei 200 rana femminili, che si conferma ai Panpacifici. La finale A è vinta dalla favorita sudafricana Suzaan Van Biljon in 2.26.36 davanti alla giapponese Kitagawa (2.27.07) e alla coreana Jung (2.27.09). Quarta la prima nuotatrice Usa, la Jendrick, in 2.27.98 che precede la 15enne coreana Back (2.28.62) e l'altra statunitense Caverly (2.28.66). Una Tara Kirk non certo in brillanti condizioni di forma vince la finale B in 2.30.90 e quindi per il pass mondiale è decisivo il 2.28.46 con cui la Kirk ha vinto la finale dei Nationals davanti alla Jendrick (2.28.72). Saranno quindi Jendrick (2.27.98 ai Panpacs) e Kirk (2.28.46 ai Nats) a rappresentare gli Usa nei 200 rana dei Mondiali 2007. L'ultima gara individuale femminile sono gli 800 sl, e la Ziegler finisce la sua stagione su una nota alta migliorando il suo PB di 8.25.31 ottenuto con la vittoria ai Mondiali 2005. La Ziegler impone un buon ritmo alla gara passando prima ai 400 m in 4.11.38 davanti ad Hayley Peirsol (4.12.16) e Ai Shibata (4.14.40). Ai 600 m la Ziegler vira in 6.18.25, con Peirsol (6.20.28 ) e Shibata (6.22.37) un po' più staccate. Alla campanella dei 700 m il tempo della Ziegler è di 7.22.34, con la Peirsol staccata ancora di circa due secondi (7.24.44) e la Shibata scesa sotto i 4" di gap (7.25.69). Gli ultimi 100 m vedono l'ormai consueto cambio di passo di Ai Shibata, che supera la Peirsol e avvicina la Ziegler, che aveva però accumulato troppo vantaggio per essere raggiunta dalla campionessa olimpica giapponese. I crono finali sono: Ziegler prima in 8.24.56, Shibata seconda in 8.26.41 e Peirsol terza in 8.27.57. Ai Nats aveva vinto la Peirsol in 8.26.45 davanti alla Ziegler (8.27.65), per cui sono Ziegler (8.24.56 dei Panpacifici) e Peirsol (8.26.45 dei Nats) a conquistare il pass mondiale negli 800 sl. Staffetta mista conclusiva dominata, come da pronostici viste le assenze australiane, dal quartetto statunitense: Coughlin (1.00.12), Hardy (1.06.53), Komisarz (57.88 ), Weir (53.85), per un buon crono finale di 3.58.38 che dista comunque più di due secondi dall'impressionante 3.56.30 ottenuto dalle australiane ai Giochi del Commonwealth. E questo nonostante la Edington, dorsista aussie, abbia nuotato un 1.01.06 contro l'1.00.12 della Coughlin a questi Panpacifici. Il resto del quartetto australiano, però, era stellare (Jones 1.05.51, Schipper 56.86, Lenton 52.87) e l'Australia si presenterà con i favori del pronostico per l'oro nella 4x100 mista femminile ai Mondiali 2007. Secondo nella mista di questi Panpacs arriva il Giappone (4.02.47), terza l'Australia (4.03.82) che, delle artefici del WR, presentava la sola Schipper.
modificato Jul 15 '20 a 9:48 pm
 
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E siamo (e non era scontato arrivarci vivi smile ) a commentare le gare maschili dell'ultima giornata dei Panpacifici 2006.

Si parte con una gara che accede, a buon diritto, tra quelle epiche.
Ricorderete che, commentando i 200 misti dei Nats disputati circa due settimane prima, avevamo parlato di una prima vera sfida ravvicinata tra Phelps e Lochte, e di come Lochte avesse completato un inseguimento partito da molto lontano, in termini di distacco cronometrico da Phelps.

Questa finale dei Panpacifici risultò ancora più spettacolare di quella dei Nats e, al solito, ne descrivo l'andamento con i parziali per ogni 50 m, oltre che con un breve commento ricordando cosa era accaduto nei 200 misti dei Nationals.

Dopo i primi 50 m a delfino, Phelps conduce in 25.11, con Lochte a due decimi esatti (25.31 per lui). Ai Nats Phelps passò un decimo più veloce (25.01), mentre Lochte è di quasi 3 decimi più veloce rispetto al suo passaggio ai Nats (25.58 ).

Ai 100 m c'è la svolta, con Lochte che raggiunge e supera Phelps.
Lochte vira in 54.38 contro il 54.49 di Phelps. Sorpasso di Ryan favorito anche da un cambio di strategia di Phelps che nella finale di Nats era passato ai 100 m in un forse troppo veloce 53.80. Certo che qui è quasi 7 decimi più lento a metà gara, mentre Lochte è di 4 centesimi più veloce rispetto al suo passaggio ai Nats (54.42).

Nella rana è battaglia aperta.
Lochte ci crede e passa ancora primo ai 150 m in 1.28.25, cioè ben 6 decimi più veloce del suo passaggio ai Nats (1.28.84). Phelps (ovviamente) non molla e lo insegue a 14 centesimi: 1.28.39 per lui. A testimonianza della sua condotta di gara molto diversa rispetto a due settimane prima, quei quasi 7 decimi di distacco ai 100 m si sono trasformati in 6 centesimi di vantaggio rispetto al passaggio dei Nats (1.28.45). Ma Lochte è ancora davanti

L'ultima vasca è veramente appassionante. I due sono vicini (anche di corsia e quindi il confronto si gusta appieno) e, visivamente, Lochte pare conservare un lieve vantaggio per oltre metà vasca.

Negli ultimi 15 metri avviene il sorpasso: Phelps tocca primo in 1.55.84, nuovo WR (migliorato di un decimo l'1.55.94 dei Nationals 2003) e Lochte è secondo in uno strepitoso 1.56.11, che migliora di altri 67 centesimi l'1.56.78 dei Nationals (risultato già eclatante in termini di miglioramento rispetto al precedente personale)
Insomma, in due settimane Lochte porta il suo PB nei 200 misti da 1.57.79 alla vigilia dei Nationals ad 1.56.11 dopo i Panpacifici, e Phelps, per batterlo, è dovuto ritornare ai suoi massimi livelli, quelli di fine 2003.

Termino con una comparazione degli splits di Phelps in questa gara e in quella del precedente WR dell'agosto 2003.

Nationals 2003: 25.15 - 54.03 - 1.28.35 - 1.55.94
Panpacs 2006: 25.11 - 54.49 - 1.28.39 - 1.55.84

A consuntivo del 2006 mi ripropongo di fare un confronto complessivo tra quel Phelps di agosto 2003 e questo di agosto 2006.
Per ora, parlando dei 200 misti, mi limito a dire di come consideri ancora più forte quello di allora, che ai Nats 2003 di College Park fece gara solitaria e dopo avere programmato il picco di forma per i Mondiali di Barcellona 2003.
Questo Phelps dei Panpacifici 2006 ha sì migliorato di un decimo il crono finale, ma al termine di un confronto davvero "sanguinoso" con Lochte, in cui ha attinto ad ogni risorsa disponibile.

E siamo (e non era scontato arrivarci vivi :) ) a commentare le gare maschili dell'ultima giornata dei Panpacifici 2006. Si parte con una gara che accede, a buon diritto, tra quelle epiche. Ricorderete che, commentando i 200 misti dei Nats disputati circa due settimane prima, avevamo parlato di una prima vera sfida ravvicinata tra Phelps e Lochte, e di come Lochte avesse completato un inseguimento partito da molto lontano, in termini di distacco cronometrico da Phelps. Questa finale dei Panpacifici risultò ancora più spettacolare di quella dei Nats e, al solito, ne descrivo l'andamento con i parziali per ogni 50 m, oltre che con un breve commento ricordando cosa era accaduto nei 200 misti dei Nationals. Dopo i primi 50 m a delfino, Phelps conduce in 25.11, con Lochte a due decimi esatti (25.31 per lui). Ai Nats Phelps passò un decimo più veloce (25.01), mentre Lochte è di quasi 3 decimi più veloce rispetto al suo passaggio ai Nats (25.58 ). Ai 100 m c'è la svolta, con Lochte che raggiunge e supera Phelps. Lochte vira in 54.38 contro il 54.49 di Phelps. Sorpasso di Ryan favorito anche da un cambio di strategia di Phelps che nella finale di Nats era passato ai 100 m in un forse troppo veloce 53.80. Certo che qui è quasi 7 decimi più lento a metà gara, mentre Lochte è di 4 centesimi più veloce rispetto al suo passaggio ai Nats (54.42). Nella rana è battaglia aperta. Lochte ci crede e passa ancora primo ai 150 m in 1.28.25, cioè ben 6 decimi più veloce del suo passaggio ai Nats (1.28.84). Phelps (ovviamente) non molla e lo insegue a 14 centesimi: 1.28.39 per lui. A testimonianza della sua condotta di gara molto diversa rispetto a due settimane prima, quei quasi 7 decimi di distacco ai 100 m si sono trasformati in 6 centesimi di vantaggio rispetto al passaggio dei Nats (1.28.45). Ma Lochte è ancora davanti L'ultima vasca è veramente appassionante. I due sono vicini (anche di corsia e quindi il confronto si gusta appieno) e, visivamente, Lochte pare conservare un lieve vantaggio per oltre metà vasca. Negli ultimi 15 metri avviene il sorpasso: Phelps tocca primo in 1.55.84, nuovo WR (migliorato di un decimo l'1.55.94 dei Nationals 2003) e Lochte è secondo in uno strepitoso 1.56.11, che migliora di altri 67 centesimi l'1.56.78 dei Nationals (risultato già eclatante in termini di miglioramento rispetto al precedente personale) Insomma, in due settimane Lochte porta il suo PB nei 200 misti da 1.57.79 alla vigilia dei Nationals ad 1.56.11 dopo i Panpacifici, e Phelps, per batterlo, è dovuto ritornare ai suoi massimi livelli, quelli di fine 2003. Termino con una comparazione degli splits di Phelps in questa gara e in quella del precedente WR dell'agosto 2003. Nationals 2003: 25.15 - 54.03 - 1.28.35 - 1.55.94 Panpacs 2006: 25.11 - 54.49 - 1.28.39 - 1.55.84 A consuntivo del 2006 mi ripropongo di fare un confronto complessivo tra quel Phelps di agosto 2003 e questo di agosto 2006. Per ora, parlando dei 200 misti, mi limito a dire di come consideri ancora più forte quello di allora, che ai Nats 2003 di College Park fece gara solitaria e dopo avere programmato il picco di forma per i Mondiali di Barcellona 2003. Questo Phelps dei Panpacifici 2006 ha sì migliorato di un decimo il crono finale, ma al termine di un confronto davvero "sanguinoso" con Lochte, in cui ha attinto ad ogni risorsa disponibile.
modificato Jul 16 '20 a 5:52 pm
 
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Dopo avere dedicato un post alla bellissima finale dei 200 misti, un resoconto delle altre gare maschili dell'ultima giornata dei Panpacifici 2006.

Abbiamo visto un'analisi approfondita del WR di Phelps nei 200 misti, ed è WR anche nei 200 rana ad opera di un Brendan Hansen che migliora ulteriormente il limite mondiale stabilito due settimane prima ai Nationals.
E' in acqua anche Kitajima, ma la vera sfida è tra Hansen e il suo recente WR. Parziali delle "tre" gare.

Hansen Panpacs 2006: 29.10 - 1.02.26 - 1.35.12 - 2.08.50
Hansen Nationals 2006: 28.87 - 1.01.58 - 1.34.84 - 2.08.74
Kitajima Panpacs 2006: 29.48 - 1.02.77 - 1.36.36 - 2.10.87

Come si nota, Hansen nuota una prima metà gara molto più controllata che ai Nationals: ai 100 m ha addirittura 68 centesimi di ritardo rispetto al passaggio effettuato due settimane prima (circa il ritardo che aveva Phelps nei 200 misti rispetto alla sua gara dei Nationals).
Poi però nuota il terzo 50 m in 32.86, parziale davvero notevolissimo per quei tempi (anche oggi a dire il vero), rispetto al 33.26 dei Nats, e nell'ultimo 50 m realizza un 33.38 rispetto al 33.90 dei Nats.
In questa gara Hansen, da "polivalente della rana forse più vocato per i 100", si trasforma in autentico specialista dei 200 rana, capace di ritornare in 1.06.24 dopo l'1.02.26 dei primi 100 m.
Per il secondo pass mondiale tra gli Usa è sfida assai incerta tra Eric Shanteau e Scott Usher.
Usher arriva terzo nella finale A in 2.11.49 (quarto Rickard in 2.11.80) e prevale nella sfida a distanza con Shanteau, che vince la finale B in 2.12.30.
Però ai Nats aveva vinto Hansen in 2.08.74 e Shanteau era arrivato secondo in 2.11.38, e quindi Shanteau prevale su Usher nella classifica combinata per 11 centesimi, e sarà Shanteau a nuotare, insieme a Hansen, i 200 rana ai Mondiali 2007.

Nessun WR nei 50 sl ma ottimo crono per Cullen Jones, che vince la finale A in 21.84, arrivando a 2 decimi esatti dal WR di Popov e ad 8 centesimi dal record nazionale di Gary Hall jr.
Ronald Schoeman è secondo in 22.10, Hayden terzo in 22.22, l'altro sudafricano Ferns quarto in 22.42, Wildman-Tobriner quinto in 22.44 e Cesar Cielo sesto in 22.45, mentre la finale B è vinta da Lezak in 22.40 sul brasiliano Nicholas Santos (22.48 ), allora più specialista dei 50 sl e poi specializzatosi con crono sbalorditivi, anche in rapporto all'età, nei 50 delfino.
Ai Nats i 50 sl sono stati vinti da Jones (21.94) su Wildman-Tobriner (22.16), per cui saranno loro i due statunitensi che disputeranno i 50 sl ai Mondiali 2007.

I 1500 sl vedono la riconferma di Park sul podio più alto.
Solita partenza controllata per il 17enne coreano e poi graduale progressione a cui resiste il solo Erik Vendt.
Ai 1400 m Park passa primo in 14.09.99 e Vendt lo segue a due centesimi, ma non riesce a controbattere allo sprint di Park, per cui il suo distacco finale supera il secondo: primo Park in 15.06.11, secondo Vendt in 15.07.17, terzo Matsuda in 15.08.97, quarto Cochrane in 15.13.44, quinto Vanderkaaay in 15.16.89.
La finale B è vinta da Robert Margalis in 15.19.11.
Larsen Jensen era assente a questi Panpacifici, ma il suo risultato ai Nationals (secondo in 15.11.11) gli vale il pass mondiale insieme a Vendt, che aveva vinto i Nationals in 15.05.41.

Si finisce con la 4x100 mista e quindi con un'altra sinfonia del rinomato quartetto Peirsol-Hansen-Crocker-Lezak.
Vista l'ottima condizione di Peirsol e, soprattutto, Hansen, potrebbe venire fuori un crono in zona-WR, ma c'è da considerare anche che Crocker è lontano dai fasti del 2004-2005.
Peirsol, la cui prima frazione è decisiva per un eventuale attacco al WR di Atene 2004, capisce che "forse non è il caso", e nuota un buono ma non eccezionale 53.74 (53.45 ad Atene)
Hansen non può esimersi da un 59.18 (59.37 ad Atene), ma Crocker elimina ogni dubbio su un possibile terzo WR di giornata, nuotando un 50.92 che dista 64 centesimi dal suo split di Atene 2004 (50.28 ).
Chiude Lezak con un 47.95 rispetto al 47.58 nuotato in occasione del WR, che rimane quindi il 3.30.68 dell'Olimpiade 2004.
Crono finali dell'ultima gara dei Panpacs 2006: primi Usa in 3.31.79, secondo Giappone in 3.35.70, terza Australia in 3.36.15.

Dopo avere dedicato un post alla bellissima finale dei 200 misti, un resoconto delle altre gare maschili dell'ultima giornata dei Panpacifici 2006. Abbiamo visto un'analisi approfondita del WR di Phelps nei 200 misti, ed è WR anche nei 200 rana ad opera di un Brendan Hansen che migliora ulteriormente il limite mondiale stabilito due settimane prima ai Nationals. E' in acqua anche Kitajima, ma la vera sfida è tra Hansen e il suo recente WR. Parziali delle "tre" gare. Hansen Panpacs 2006: 29.10 - 1.02.26 - 1.35.12 - 2.08.50 Hansen Nationals 2006: 28.87 - 1.01.58 - 1.34.84 - 2.08.74 Kitajima Panpacs 2006: 29.48 - 1.02.77 - 1.36.36 - 2.10.87 Come si nota, Hansen nuota una prima metà gara molto più controllata che ai Nationals: ai 100 m ha addirittura 68 centesimi di ritardo rispetto al passaggio effettuato due settimane prima (circa il ritardo che aveva Phelps nei 200 misti rispetto alla sua gara dei Nationals). Poi però nuota il terzo 50 m in 32.86, parziale davvero notevolissimo per quei tempi (anche oggi a dire il vero), rispetto al 33.26 dei Nats, e nell'ultimo 50 m realizza un 33.38 rispetto al 33.90 dei Nats. In questa gara Hansen, da "polivalente della rana forse più vocato per i 100", si trasforma in autentico specialista dei 200 rana, capace di ritornare in 1.06.24 dopo l'1.02.26 dei primi 100 m. Per il secondo pass mondiale tra gli Usa è sfida assai incerta tra Eric Shanteau e Scott Usher. Usher arriva terzo nella finale A in 2.11.49 (quarto Rickard in 2.11.80) e prevale nella sfida a distanza con Shanteau, che vince la finale B in 2.12.30. Però ai Nats aveva vinto Hansen in 2.08.74 e Shanteau era arrivato secondo in 2.11.38, e quindi Shanteau prevale su Usher nella classifica combinata per 11 centesimi, e sarà Shanteau a nuotare, insieme a Hansen, i 200 rana ai Mondiali 2007. Nessun WR nei 50 sl ma ottimo crono per Cullen Jones, che vince la finale A in 21.84, arrivando a 2 decimi esatti dal WR di Popov e ad 8 centesimi dal record nazionale di Gary Hall jr. Ronald Schoeman è secondo in 22.10, Hayden terzo in 22.22, l'altro sudafricano Ferns quarto in 22.42, Wildman-Tobriner quinto in 22.44 e Cesar Cielo sesto in 22.45, mentre la finale B è vinta da Lezak in 22.40 sul brasiliano Nicholas Santos (22.48 ), allora più specialista dei 50 sl e poi specializzatosi con crono sbalorditivi, anche in rapporto all'età, nei 50 delfino. Ai Nats i 50 sl sono stati vinti da Jones (21.94) su Wildman-Tobriner (22.16), per cui saranno loro i due statunitensi che disputeranno i 50 sl ai Mondiali 2007. I 1500 sl vedono la riconferma di Park sul podio più alto. Solita partenza controllata per il 17enne coreano e poi graduale progressione a cui resiste il solo Erik Vendt. Ai 1400 m Park passa primo in 14.09.99 e Vendt lo segue a due centesimi, ma non riesce a controbattere allo sprint di Park, per cui il suo distacco finale supera il secondo: primo Park in 15.06.11, secondo Vendt in 15.07.17, terzo Matsuda in 15.08.97, quarto Cochrane in 15.13.44, quinto Vanderkaaay in 15.16.89. La finale B è vinta da Robert Margalis in 15.19.11. Larsen Jensen era assente a questi Panpacifici, ma il suo risultato ai Nationals (secondo in 15.11.11) gli vale il pass mondiale insieme a Vendt, che aveva vinto i Nationals in 15.05.41. Si finisce con la 4x100 mista e quindi con un'altra sinfonia del rinomato quartetto Peirsol-Hansen-Crocker-Lezak. Vista l'ottima condizione di Peirsol e, soprattutto, Hansen, potrebbe venire fuori un crono in zona-WR, ma c'è da considerare anche che Crocker è lontano dai fasti del 2004-2005. Peirsol, la cui prima frazione è decisiva per un eventuale attacco al WR di Atene 2004, capisce che "forse non è il caso", e nuota un buono ma non eccezionale 53.74 (53.45 ad Atene) Hansen non può esimersi da un 59.18 (59.37 ad Atene), ma Crocker elimina ogni dubbio su un possibile terzo WR di giornata, nuotando un 50.92 che dista 64 centesimi dal suo split di Atene 2004 (50.28 ). Chiude Lezak con un 47.95 rispetto al 47.58 nuotato in occasione del WR, che rimane quindi il 3.30.68 dell'Olimpiade 2004. Crono finali dell'ultima gara dei Panpacs 2006: primi Usa in 3.31.79, secondo Giappone in 3.35.70, terza Australia in 3.36.15.
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