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Ciao a tutti, sono un nuovo appassionato e ho iniziato a nuotare da poco. Ho 42 anni e peso 105 kg per 200 cm di altezza. la mia storia sportiva è la seguente: - fino a 12 anni ho giocato a calcio sviluppando delle gambe molto ma molto forti - dai 12 ai 20 anni basket...ai massimi livelli (per reebok ho fatto una gara delle schiacciate contro i mostri NBA). Sviluppandomi tantissimo per forza anaerobica, scatti, salti e sviluppando una agilità non comune per la mia altezza. - per via dell'università ho lasciato l'agonismo buttando tanto impegno nella pesistica, rafforzando molto la parte superiore. Diciamo circa per i successivi 6 anni. Per circa 15 anni non ho fatto nulla a parte qualche corsetta e qualche sporadica nuotata a rana. Junk food e stralavoro finchè pesando 115 kg ed avendo il cuore sotto stress ho deciso di cambiare vita. Ho iniziato a nuotare il 01.09.2014 e siccome non sono mai riuscito a fare piu' di 25 metri di nuoto a crawl ho deciso di concentrarmi su questo stile. Sono mesi che nuoto solo crawl, il resto è vietato! NON HO AVUTO TEMPO DI PRENDERE LEZIONI, ho cercato di guardare bene, comprare corsi e seguire consigli di amici ex-agonisti per non esagerare con gli errori. Già nel periodo di natale le cose andavano benino, nuotavo piu' rilassato e riuscivo a nuotare un chilometro senza fermarmi (piano). Ora nuoto tutti i giorni dal chilometro e mezzo ai tre chilometri. Alterno il nuoto a corpo libero agli esercizi con pull buoy e pinne (side kicking di tutti i tipi) e nelle ultime due settimane sono riuscito finalmente a distendermi a tal punto da sentire le gambe belle alte come volevo. Devo imparare a spingere meglio, sono ancora troppo lento, senza fare lo sprint faccio 50 mt in vasca corta in 50 secondi (48 col pull buoy...vuol dire che le mie gambe nuotano nella direzione contraria...). e I 400 mt li faccio in 8 minuti e venti (perdendo tempo a fine vasca perchè non so fare la capriola). Ora comincero' a prendere lezioni perchè voglio prendere velocità. Vi scrivo per un problema che riscontro inevitabilmente: mi muoiono le gambe. Ho provato anche ad allenarle con le pinne, in effetti ho riscontrato un miglioramento. Ma inevitabilmente le gambe mi fanno perdere fiato e vado in difficoltà. E mi sembra un assurdo in quanto le gambe sono sempre state il mio punto di forza in tutti gli altri sport.... Nota: da quando nuoto mi si è rimpicciolito il vasto mediale e mi sembra che le gambe mi siano diventate piu' piccole (forse è solo il dimagrimento). Da qui la mia domanda: mi consigliate di pompare fortissimo sulle gambe (in acqua e/o fuori) oppure devo imparare ad economizzarne l'uso durante la nuotata visto che secondo i piu' solo il 10% della propulsione è dato dalle gambe? Ciao e grazie (il nuoto è uno sport meraviglioso) A
Ciao a tutti, sono un nuovo appassionato e ho iniziato a nuotare da poco. Ho 42 anni e peso 105 kg per 200 cm di altezza. la mia storia sportiva è la seguente: - fino a 12 anni ho giocato a calcio sviluppando delle gambe molto ma molto forti - dai 12 ai 20 anni basket...ai massimi livelli (per reebok ho fatto una gara delle schiacciate contro i mostri NBA). Sviluppandomi tantissimo per forza anaerobica, scatti, salti e sviluppando una agilità non comune per la mia altezza. - per via dell'università ho lasciato l'agonismo buttando tanto impegno nella pesistica, rafforzando molto la parte superiore. Diciamo circa per i successivi 6 anni. Per circa 15 anni non ho fatto nulla a parte qualche corsetta e qualche sporadica nuotata a rana. Junk food e stralavoro finchè pesando 115 kg ed avendo il cuore sotto stress ho deciso di cambiare vita. Ho iniziato a nuotare il 01.09.2014 e siccome non sono mai riuscito a fare piu' di 25 metri di nuoto a crawl ho deciso di concentrarmi su questo stile. Sono mesi che nuoto solo crawl, il resto è vietato! NON HO AVUTO TEMPO DI PRENDERE LEZIONI, ho cercato di guardare bene, comprare corsi e seguire consigli di amici ex-agonisti per non esagerare con gli errori. Già nel periodo di natale le cose andavano benino, nuotavo piu' rilassato e riuscivo a nuotare un chilometro senza fermarmi (piano). Ora nuoto tutti i giorni dal chilometro e mezzo ai tre chilometri. Alterno il nuoto a corpo libero agli esercizi con pull buoy e pinne (side kicking di tutti i tipi) e nelle ultime due settimane sono riuscito finalmente a distendermi a tal punto da sentire le gambe belle alte come volevo. Devo imparare a spingere meglio, sono ancora troppo lento, senza fare lo sprint faccio 50 mt in vasca corta in 50 secondi (48 col pull buoy...vuol dire che le mie gambe nuotano nella direzione contraria...). e I 400 mt li faccio in 8 minuti e venti (perdendo tempo a fine vasca perchè non so fare la capriola). Ora comincero' a prendere lezioni perchè voglio prendere velocità. Vi scrivo per un problema che riscontro inevitabilmente: mi muoiono le gambe. Ho provato anche ad allenarle con le pinne, in effetti ho riscontrato un miglioramento. Ma inevitabilmente le gambe mi fanno perdere fiato e vado in difficoltà. E mi sembra un assurdo in quanto le gambe sono sempre state il mio punto di forza in tutti gli altri sport.... Nota: da quando nuoto mi si è rimpicciolito il vasto mediale e mi sembra che le gambe mi siano diventate piu' piccole (forse è solo il dimagrimento). Da qui la mia domanda: mi consigliate di pompare fortissimo sulle gambe (in acqua e/o fuori) oppure devo imparare ad economizzarne l'uso durante la nuotata visto che secondo i piu' solo il 10% della propulsione è dato dalle gambe? Ciao e grazie (il nuoto è uno sport meraviglioso) A
modificato Mar 22 '15 a 2:28 pm
 
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Post interessante. Congratulazioni innanzi tutto per i progressi registrati perchè mi sembrano di tutto rilievo, considerata la tempistica. Le gambe per un nuotatore possono essere la zavorra più grande e... letale. Quando ciò accade, esse si abbassano e compromettono l'assetto, ingigantendo la sezione frontale che resiste all'acqua. Questo accade in particolare quando sono grosse e muscolose, come è il tuo caso. Sia chiaro, nello sprint se la dinamica è adeguata possono al contrario contribuire efficacemente alla propulsione ma se quello che lamenti è che ti muoiono sulla distanza, il problema è quello. Che fare? Le pinne le eviterei perchè non aiutano la sensibilità, premessa essenziale per mantenere l'assetto, e il carico addizionale porta comunque a qualsiasi velocità di esecuzione a un aumento della massa. Farei molto lavoro a gambe senza pinne per migliorare frequenza e agilità, acquaticità ed efficacia. Nel caso di un non-nuotatore in particolare, lavorerei molto sulla flessibilità (estensione) anche a secco, che è essenziale sia per lo scivolamento che soprattutto per la propulsione. Nel senso che è il singolo fattore più determinante, e di gran lunga. Scopo finale è farle lavorare perchè si sostengano e contribuiscano alla propulsione anche sulle distanze più lunghe (difficile quantificare la percentuale perchè lavorano in sinergia con gli arti superiori ma sebbene minoritarie, direi che contribuiscono qualcosa di più che per il 10%, specialmente nella velocità) perchè nello scivolamento, pesanti come sono comprometterebbero comunque l'assetto, rallentando e affaticando oltremodo il nuotatore: pochi gradi di assetto sono molti cm2 che "spingiamo" contro corrente e che paghiamo in maniera esponenziale all'aumento lineare della velocità. Facci sapere. P.S. A pensarci, le pinne aiutano nella ricerca della flessibilità. Limiterei comunque il loro utilizzo alle lunghe distanze e comunque nel chilometraggio rispetto alle gambe libere perchè frequenza, sensibilità e trofia muscolare non ne trarrebbero beneficio, anzi tutt'altro.
Post interessante. Congratulazioni innanzi tutto per i progressi registrati perchè mi sembrano di tutto rilievo, considerata la tempistica. Le gambe per un nuotatore possono essere la zavorra più grande e... letale. Quando ciò accade, esse si abbassano e compromettono l'assetto, ingigantendo la sezione frontale che resiste all'acqua. Questo accade in particolare quando sono grosse e muscolose, come è il tuo caso. Sia chiaro, nello sprint se la dinamica è adeguata possono al contrario contribuire efficacemente alla propulsione ma se quello che lamenti è che ti muoiono sulla distanza, il problema è quello. Che fare? Le pinne le eviterei perchè non aiutano la sensibilità, premessa essenziale per mantenere l'assetto, e il carico addizionale porta comunque a qualsiasi velocità di esecuzione a un aumento della massa. Farei molto lavoro a gambe senza pinne per migliorare frequenza e agilità, acquaticità ed efficacia. Nel caso di un non-nuotatore in particolare, lavorerei molto sulla flessibilità (estensione) anche a secco, che è essenziale sia per lo scivolamento che soprattutto per la propulsione. Nel senso che è il singolo fattore più determinante, e di gran lunga. Scopo finale è farle lavorare perchè si sostengano e contribuiscano alla propulsione anche sulle distanze più lunghe (difficile quantificare la percentuale perchè lavorano in sinergia con gli arti superiori ma sebbene minoritarie, direi che contribuiscono qualcosa di più che per il 10%, specialmente nella velocità) perchè nello scivolamento, pesanti come sono comprometterebbero comunque l'assetto, rallentando e affaticando oltremodo il nuotatore: pochi gradi di assetto sono molti cm2 che "spingiamo" contro corrente e che paghiamo in maniera esponenziale all'aumento lineare della velocità. Facci sapere. P.S. A pensarci, le pinne aiutano nella ricerca della flessibilità. Limiterei comunque il loro utilizzo alle lunghe distanze e comunque nel chilometraggio rispetto alle gambe libere perchè frequenza, sensibilità e trofia muscolare non ne trarrebbero beneficio, anzi tutt'altro.
modificato Mar 24 '15 a 1:12 am
 
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Post interessante. Congratulazioni innanzi tutto per i progressi registrati perchè mi sembrano di tutto rilievo, considerata la tempistica. ... Nel caso di un non-nuotatore in particolare, lavorerei molto sulla flessibilità (estensione) anche a secco, ... P.S. A pensarci, le pinne aiutano nella ricerca della flessibilità. Limiterei comunque il loro utilizzo alle lunghe distanze e comunque nel chilometraggio rispetto alle gambe libere perchè frequenza, sensibilità e trofia muscolare non ne trarrebbero beneficio, anzi tutt'altro. grazie mille. chiunque è stato un atleta, uguale cosa fa nelal vita, ha un cervello che lavora in una certa maniera. credo che molto sia dovuto a quello, non tanto ad un fatto fisico...ovvero...cerchiamo di spingere piu' non posso. la flessibilità vuol dire che non devo muovere di poco e velocemente le gambe ma che devo muovere le gambe si velocemente ma anche con un arco piuttosto ampio. giusto? se è cosi' ci provero'. Le pinne mi sono servite ad allungare le gambe e tenerle dritte. galleggiano. mi hanno avvantaggiato e poi mi sono servite a a capire che con un po' di sforzo riesco a stare dritto anche senza pinne. Da ora in poi le usero' solo ogni tanto (side kickings della seduta tecnica). Io ho usato le mini pinne della Speedo che escono due cm. dal piede. In effetti negli ultimi 10 giorni (dove ho nuotato 9 giorni) son peggiorato a livello di gambe. se a gambe libere prima riuscivo a fare un chilometro senza fermarmi ora ho problemi a raggiungere i 500 mt. Stasera addirittura ho dovuto fare sessioni da 250 e da 300 metri... domattina mi incazzo e provo a fare un lungo. comunque provero' a fare quello che mi hai detto per tutto il mese di aprile. vedremo. cosa ne pensi di aggiungere un altro stile (rana o dorso): puo' aiutare oppure non serve per il mio problema. Mi ero promesso di fare 6 mesi solo di crawl e il 31 marzo è alle porte: me lo potrei permettere ora :D ho vinto la mia promessa di atleta (asceta).
Post interessante. Congratulazioni innanzi tutto per i progressi registrati perchè mi sembrano di tutto rilievo, considerata la tempistica. ... Nel caso di un non-nuotatore in particolare, lavorerei molto sulla flessibilità (estensione) anche a secco, ... P.S. A pensarci, le pinne aiutano nella ricerca della flessibilità. Limiterei comunque il loro utilizzo alle lunghe distanze e comunque nel chilometraggio rispetto alle gambe libere perchè frequenza, sensibilità e trofia muscolare non ne trarrebbero beneficio, anzi tutt'altro. grazie mille. chiunque è stato un atleta, uguale cosa fa nelal vita, ha un cervello che lavora in una certa maniera. credo che molto sia dovuto a quello, non tanto ad un fatto fisico...ovvero...cerchiamo di spingere piu' non posso. la flessibilità vuol dire che non devo muovere di poco e velocemente le gambe ma che devo muovere le gambe si velocemente ma anche con un arco piuttosto ampio. giusto? se è cosi' ci provero'. Le pinne mi sono servite ad allungare le gambe e tenerle dritte. galleggiano. mi hanno avvantaggiato e poi mi sono servite a a capire che con un po' di sforzo riesco a stare dritto anche senza pinne. Da ora in poi le usero' solo ogni tanto (side kickings della seduta tecnica). Io ho usato le mini pinne della Speedo che escono due cm. dal piede. In effetti negli ultimi 10 giorni (dove ho nuotato 9 giorni) son peggiorato a livello di gambe. se a gambe libere prima riuscivo a fare un chilometro senza fermarmi ora ho problemi a raggiungere i 500 mt. Stasera addirittura ho dovuto fare sessioni da 250 e da 300 metri... domattina mi incazzo e provo a fare un lungo. comunque provero' a fare quello che mi hai detto per tutto il mese di aprile. vedremo. cosa ne pensi di aggiungere un altro stile (rana o dorso): puo' aiutare oppure non serve per il mio problema. Mi ero promesso di fare 6 mesi solo di crawl e il 31 marzo è alle porte: me lo potrei permettere ora :D ho vinto la mia promessa di atleta (asceta).
modificato Mar 25 '15 a 11:41 pm
 
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Il movimento deve essere sciolto, ma assolutamente nn troppo ampio. Da ex nuotatore ma nn tecnico ti direi di provare a concentrarti sul galleggiamento delle gambe muovendo le il minimo possibile per cercar di capire come ridurre lo sforzo per tenerle in alto. In teoria il tuo corpo deve stare il più orizzontale possibile ma assolutamente senza essere rigido. Devi sentirti galleggiare in acqua, devi imparare a gestire le sensazioni del tuo corpo e ad adeguare il movimento di conseguenza. È quello che chiamiamo acquaticità. CMQ movimenti piccoli soprattutto con le cosce piegando pochissimo il ginocchio.
Il movimento deve essere sciolto, ma assolutamente nn troppo ampio. Da ex nuotatore ma nn tecnico ti direi di provare a concentrarti sul galleggiamento delle gambe muovendo le il minimo possibile per cercar di capire come ridurre lo sforzo per tenerle in alto. In teoria il tuo corpo deve stare il più orizzontale possibile ma assolutamente senza essere rigido. Devi sentirti galleggiare in acqua, devi imparare a gestire le sensazioni del tuo corpo e ad adeguare il movimento di conseguenza. È quello che chiamiamo acquaticità. CMQ movimenti piccoli soprattutto con le cosce piegando pochissimo il ginocchio.
modificato Mar 28 '15 a 12:44 pm
 
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Ciao. la flessibilità vuol dire che non devo muovere di poco e velocemente le gambe ma che devo muovere le gambe si velocemente ma anche con un arco piuttosto ampio. giusto? No, e scusami se son stato poco chiaro: mi riferivo alla flessione del collo del piede. I nuotatori necessitano qui di una flessibilità alla stregua di ballerini classici. :D Questo è essenziale affinchè il movimento ondulatorio che nel delfino addirittura coinvolge non solo le gambe ma tutto il corpo, non venga vanificato dall'estremità non in linea col flusso idrodinamico ma piuttosto finalizzato col rilascio dell'energia a mo' di "frustata". Attenzione che non è un dettaglio: è la chiave essenziale dell'efficacia della gambata e quello che distingue in misura maggiore un nuotatore da un semplice atleta. Dove un nuotatore non atleta per dirla tutta, può girare con agio intorno ad un atleta non nuotatore. Per quanto invece tu hai accennato, ovvero l'ampiezza della battuta di gamba e la sua frequenza, idealmente come dice Tika, la prima è limitata proprio per evitare di esporre troppa superficie corporea contro il flusso idrodinamico, e la frequenza è conseguentemente rapida. In realtà ai passi più blandi ci si può permettere una battuta più ampia (e nel caso anche potente) perchè essendo la velocità di avanzamento minore, la resistenza generata è meno che proporzionalmente avversa: ovvero dimezzando la velocità, la resistenza si riduce ad un quarto complessivo cagionando molto minor "danno" che in uno sprint. @Io ho usato le mini pinne della Speedo che escono due cm. dal piede. Allora, quelle sono senz'altro le pinne ideali da usarsi nel nuoto perchè falsano meno parametri quali frequenza e sensibilità, richiedendo sempre un notevole sforzo per esser utilizzate, che è la caratteristica richiesta. Nel caso specifico di forzare la flessibilità della caviglia però e per ragioni evidenti, mi chiedo io stesso se un paio di pinne più tradizionali non facciano al caso tuo. E' solo un'idea e raccomandandomi sempre di utilizzarle solo a quello scopo. @cosa ne pensi di aggiungere un altro stile (rana o dorso): puo' aiutare oppure non serve per il mio problema La rana è un altro pianeta e per il momento la tralascerei, se non per il riscaldamento o defaticamento. Oltretutto nella rana per la caviglia è fondamentale l'azione opposta alla estensione, figurati. Il dorso invece richiede per sua natura una battuta di gambe più energetica ed efficacie, ed oltretutto una sensibilità per l'allineamento del corpo che tornano senz'altro utili nello stile per mantenere alto il bacino, per cui in effetti te lo consiglio come primo candidato, volendo introdurre una sacrosanta varietà nel tuo allenamento e nelle tue capacità natatorie. Del delfino invece per altre ragioni (è estremamente "istintivo" per cui veramente troppo arduo per un non nuotatore ex/agonista) al momento farei proprio a meno in ogni frangente. Spero esser stato esauriente ma non esitare mai a chiedere ulteriori chiarimenti o consigli, per quanto sia in grado di dispensare.
Ciao. la flessibilità vuol dire che non devo muovere di poco e velocemente le gambe ma che devo muovere le gambe si velocemente ma anche con un arco piuttosto ampio. giusto? No, e scusami se son stato poco chiaro: mi riferivo alla flessione del collo del piede. I nuotatori necessitano qui di una flessibilità alla stregua di ballerini classici. :D Questo è essenziale affinchè il movimento ondulatorio che nel delfino addirittura coinvolge non solo le gambe ma tutto il corpo, non venga vanificato dall'estremità non in linea col flusso idrodinamico ma piuttosto finalizzato col rilascio dell'energia a mo' di "frustata". Attenzione che non è un dettaglio: è la chiave essenziale dell'efficacia della gambata e quello che distingue in misura maggiore un nuotatore da un semplice atleta. Dove un nuotatore non atleta per dirla tutta, può girare con agio intorno ad un atleta non nuotatore. Per quanto invece tu hai accennato, ovvero l'ampiezza della battuta di gamba e la sua frequenza, idealmente come dice Tika, la prima è limitata proprio per evitare di esporre troppa superficie corporea contro il flusso idrodinamico, e la frequenza è conseguentemente rapida. In realtà ai passi più blandi ci si può permettere una battuta più ampia (e nel caso anche potente) perchè essendo la velocità di avanzamento minore, la resistenza generata è meno che proporzionalmente avversa: ovvero dimezzando la velocità, la resistenza si riduce ad un quarto complessivo cagionando molto minor "danno" che in uno sprint. Io ho usato le mini pinne della Speedo che escono due cm. dal piede. Allora, quelle sono senz'altro le pinne ideali da usarsi nel nuoto perchè falsano meno parametri quali frequenza e sensibilità, richiedendo sempre un notevole sforzo per esser utilizzate, che è la caratteristica richiesta. Nel caso specifico di forzare la flessibilità della caviglia però e per ragioni evidenti, mi chiedo io stesso se un paio di pinne più tradizionali non facciano al caso tuo. E' solo un'idea e raccomandandomi sempre di utilizzarle solo a quello scopo. cosa ne pensi di aggiungere un altro stile (rana o dorso): puo' aiutare oppure non serve per il mio problema La rana è un altro pianeta e per il momento la tralascerei, se non per il riscaldamento o defaticamento. Oltretutto nella rana per la caviglia è fondamentale l'azione opposta alla estensione, figurati. Il dorso invece richiede per sua natura una battuta di gambe più energetica ed efficacie, ed oltretutto una sensibilità per l'allineamento del corpo che tornano senz'altro utili nello stile per mantenere alto il bacino, per cui in effetti te lo consiglio come primo candidato, volendo introdurre una sacrosanta varietà nel tuo allenamento e nelle tue capacità natatorie. Del delfino invece per altre ragioni (è estremamente "istintivo" per cui veramente troppo arduo per un non nuotatore ex/agonista) al momento farei proprio a meno in ogni frangente. Spero esser stato esauriente ma non esitare mai a chiedere ulteriori chiarimenti o consigli, per quanto sia in grado di dispensare.
modificato Mar 29 '15 a 12:22 am
 
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Ciao e grazie a tutti Fra un po' proverò ad inserire qualche vasca a dorso allora Aprile è stato un mese storto, mi sono anche fratturato un piede Maggio ho traslocato di 400 km e sono andato a nuotare solo 8 volte Ho perso la forma ma forse sono migliorato un pelo a consapevolezza. Cerco si scivolare un po di più e mi concentro ad estendere le gambe. Ragionerò sulle caviglie e se troverò una piscina da 50 mt provo a vedere che succede con le pinne lunghe. Comunque il casino è sempre lì: due sabati fa ho fatto le prove veloci con una amica ex agonista. 1) tavoletta. Sono più veloce io. 2) pullman buoy: stravinco da paura 3) nuoto a corpo libero: straperdo (...) Gesendet von iPhone mit Tapatalk
Ciao e grazie a tutti Fra un po' proverò ad inserire qualche vasca a dorso allora Aprile è stato un mese storto, mi sono anche fratturato un piede Maggio ho traslocato di 400 km e sono andato a nuotare solo 8 volte Ho perso la forma ma forse sono migliorato un pelo a consapevolezza. Cerco si scivolare un po di più e mi concentro ad estendere le gambe. Ragionerò sulle caviglie e se troverò una piscina da 50 mt provo a vedere che succede con le pinne lunghe. Comunque il casino è sempre lì: due sabati fa ho fatto le prove veloci con una amica ex agonista. 1) tavoletta. Sono più veloce io. 2) pullman buoy: stravinco da paura 3) nuoto a corpo libero: straperdo (...) Gesendet von iPhone mit Tapatalk
modificato May 31 '15 a 10:52 pm
 
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Comunque io non mollo! Gesendet von iPhone mit Tapatalk
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modificato May 31 '15 a 10:58 pm
 
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ma perche' hai un nick diverso? bierre
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modificato Jun 5 '15 a 12:39 pm
 
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Boh... Devo aver fatto casino Comunque sono io Gesendet von iPhone mit Tapatalk
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modificato Jun 11 '15 a 10:49 pm
 
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Aggiornamento e osservazioni. Ora ho poco tempo,riesco comunque ad andare a nuotare 4 o 5 volte a settimana faccio 1,5 max2,2-2,3 km Mi sono allungato parecchio Riesco a fare anche tutta la seduta a corpo libero Le gambe vanno molto meglio Era secondo me un problema di assetto: ho come l'impressione che ora che riesco a tenerle molto più (ma magari ancora non abbastanza) non devo più sbatterle come forsennato, ieri ho fatto 400 metri quasi senza muoverle. Io il delfino lo facevo istintivamente, adesso ho paura dopo aver letto che è così tanto difficile, teoricamente farei bene a farlo comeistintivamente L'ho sempre fatto per poi correggerlo, ma mi sono detto che faccio per un po solo crawl, allora sono due sedute che finisco l'allenamento e poi esco dalla piscina per poi rientrarci e dire: questo non conta. A quel punto faccio 100 metri delfino solo gambe e altri 100 con braccia alternate a stile libero. Cercherò di aggiungere anche questo visto che ho un amico che fa l'istruttore e che da ora verrà due volte con me a nuotare . Si procede!!!! Gesendet von iPhone mit Tapatalk
Aggiornamento e osservazioni. Ora ho poco tempo,riesco comunque ad andare a nuotare 4 o 5 volte a settimana faccio 1,5 max2,2-2,3 km Mi sono allungato parecchio Riesco a fare anche tutta la seduta a corpo libero Le gambe vanno molto meglio Era secondo me un problema di assetto: ho come l'impressione che ora che riesco a tenerle molto più (ma magari ancora non abbastanza) non devo più sbatterle come forsennato, ieri ho fatto 400 metri quasi senza muoverle. Io il delfino lo facevo istintivamente, adesso ho paura dopo aver letto che è così tanto difficile, teoricamente farei bene a farlo comeistintivamente L'ho sempre fatto per poi correggerlo, ma mi sono detto che faccio per un po solo crawl, allora sono due sedute che finisco l'allenamento e poi esco dalla piscina per poi rientrarci e dire: questo non conta. A quel punto faccio 100 metri delfino solo gambe e altri 100 con braccia alternate a stile libero. Cercherò di aggiungere anche questo visto che ho un amico che fa l'istruttore e che da ora verrà due volte con me a nuotare . Si procede!!!! Gesendet von iPhone mit Tapatalk
modificato Jun 11 '15 a 10:58 pm
 
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