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Prendo spunto da un intervento del blog di Fabrizio Bocca http://bocca.blogautore.repubblica.it/2012/09/02/cecilia-camellini-il-fenomeno-del-nuoto-italiano-gia-due-ori-alle-paralimpiadi-di-londra/comment-page-1/#comment-152849 e vi chiedo che cosa ne pensate. E' giusto che il premio per un atleta paralimpico sia inferiore (metà circa) a quello di un atleta olimpico?
Prendo spunto da un intervento del blog di Fabrizio Bocca http://bocca.blogautore.repubblica.it/2012/09/02/cecilia-camellini-il-fenomeno-del-nuoto-italiano-gia-due-ori-alle-paralimpiadi-di-londra/comment-page-1/#comment-152849 e vi chiedo che cosa ne pensate. E' giusto che il premio per un atleta paralimpico sia inferiore (metà circa) a quello di un atleta olimpico?
modificato Sep 3 '12 a 10:58 pm
 
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Di paralimpico alle olimpiadi c'è solo il cervello di certe persone! Sono olimpiadi esattamente uguali a quelle dei cosiddetti normo dotati, anche se a qualcuno manca un pezzo che non si può vedere, avolte peggio di una gamba od un braccio. Bah è la solita ipocrisia, che vuoi farci?, Non è per niente giusto, nè sportivo, fa semplicemente schifo, eticamente e sportivamente parlando.
Di paralimpico alle olimpiadi c'è solo il cervello di certe persone! Sono olimpiadi esattamente uguali a quelle dei cosiddetti normo dotati, anche se a qualcuno manca un pezzo che non si può vedere, avolte peggio di una gamba od un braccio. Bah è la solita ipocrisia, che vuoi farci?, Non è per niente giusto, nè sportivo, fa semplicemente schifo, eticamente e sportivamente parlando.
modificato Sep 4 '12 a 12:44 am
 
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sono due enti distinti il comitato paralimpico e il comitato olimpico con possibilita' economiche diverse anche per via delle diverse sponsorizzazioni.
sono due enti distinti il comitato paralimpico e il comitato olimpico con possibilita' economiche diverse anche per via delle diverse sponsorizzazioni.
modificato Sep 4 '12 a 6:19 am
 
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sono due enti distinti il comitato paralimpico e il comitato olimpico con possibilita' economiche diverse anche per via delle diverse sponsorizzazioni. Il CIP sta comunque sotto il CONI e fermo restando che se gli dessero più soldi, anche molti di più, nessuno avrebbe da lamentarsi penso che il punto non sia quello. Se non mi è mai del tutto chiaro quale italia rappresentino gli atleti olimpionici standard, è invece fin troppo facile capire quale italia rappresentino gli atleti disabili: quella che fra una settimana non gliene frega più nulla ed è tutto peggio di prima, quella che vede azzerare i servizi per i disabili a favore delle guerre e non dice nulla, quella dei comuni che non pagano le terapie ai bambini ma curano le aiuole, quella che con buona pace di coscienza condanna migliaia di famiglie a solitidine e difficoltà insormmontabili mentre si riempie la bocca di sdegno e parole edificanti... Le vere paralimpiadi iniziano quando questa vetrina londinese sarà finita e allora le lamentele per i premi bassi si trasformeranno in proteste per i sussidi, per le agevolazioni, per le graudatorie, per i parcheggi e nessuno si lamenterà più della mancata visibilità su un giornale alla pari delle minchiate di Pippo perchè forse, per questa italia, i bambini che non possono andare a scuola e che non possono curarsi non offrono uno spettacolo tanto gradevole da essere seguito e remunerato. La visibilità c'è, è altissima, i premi sono succosissimi, fin troppo, lo sport disabile non è un'armata fine a se stessa, come quella degli altri che qualcuno ha addirittura paura che ci si metta bocca per esprimere un'opinione, è qualcosa che porta molto più lontano di quel che sembra e che nasce da molto più in fondo di quanto non si immagini. E' vitale che non si strumentalizzi, anche involontariamente e per eccesso di entusiasmo, perchè l'effetto che si ottiene è sempre l'opposto di quello ricercato. Assistiamo alla caccia alle streghe dei finti invalidi e non ci si cura del fatto che i veri invalidi non hanno nulla, ci stupiamo di quanto sia cospicua una pensione o un sussidio e non sappiamo che non ci si compra spesso nemmeno una scatola di fiale, ci sembra che le città strabocchino di parcheggi disabili e non sappiamo che moltissimi sono segregati in casa, ci sono molti ospedali che non hanno ascensori (...e sono centri specializzati per le disabilità:))... I contentini degli articoletti e dei premi servono solo a nascondere, ancora di più, quella che è una delle più grandi vergogne del nostro stato (un bel respiro e tornate a fregarvene...). Per piacere evitiamo. Lo sport per ogni disabile ha un significato che oggi possiamo trovare in uno sportivo regular con una concentrazione inferiore a uno su un milione: è la vita stessa. Parliamo di questo, per cominciare, iniziamo a capire. E' inutile chiedere più riflettori su uno spettacolo per il quale ancora non esistono spettatori adatti e rischiare così di far naufragare il lavoro di generazioni per la fregola di omologare federica a Cecilia. Se volete dare un premio a un atleta disabile, parlate di cosa vi ha dato e di cosa può dare, vendete il disabile, il mondo si fonda sul do ut des e non si darà di più finchè non si sarà capito che si può avere di più. E' dannoso fingere che la corsa di uno storpio sia uguale alla corsa di bolt, sicuramente non lo è, e sotto alcuni aspetti è forse meglio, ma questi paragoni evitano alla gente di comprendere, non si da alle persone il tempo di metabolizzare il fatto che i disabili nello sport, e nella vita, sono portatori sani di valori e di qualità che dalla nostra vita, di noi persone normali, sono stati strappati nel corso della storia per farci diventare lo schifo che siamo. Per questo sono preziosi, questo gli dobbiamo.
sono due enti distinti il comitato paralimpico e il comitato olimpico con possibilita' economiche diverse anche per via delle diverse sponsorizzazioni. Il CIP sta comunque sotto il CONI e fermo restando che se gli dessero più soldi, anche molti di più, nessuno avrebbe da lamentarsi penso che il punto non sia quello. Se non mi è mai del tutto chiaro quale italia rappresentino gli atleti olimpionici standard, è invece fin troppo facile capire quale italia rappresentino gli atleti disabili: quella che fra una settimana non gliene frega più nulla ed è tutto peggio di prima, quella che vede azzerare i servizi per i disabili a favore delle guerre e non dice nulla, quella dei comuni che non pagano le terapie ai bambini ma curano le aiuole, quella che con buona pace di coscienza condanna migliaia di famiglie a solitidine e difficoltà insormmontabili mentre si riempie la bocca di sdegno e parole edificanti... Le vere paralimpiadi iniziano quando questa vetrina londinese sarà finita e allora le lamentele per i premi bassi si trasformeranno in proteste per i sussidi, per le agevolazioni, per le graudatorie, per i parcheggi e nessuno si lamenterà più della mancata visibilità su un giornale alla pari delle minchiate di Pippo perchè forse, per questa italia, i bambini che non possono andare a scuola e che non possono curarsi non offrono uno spettacolo tanto gradevole da essere seguito e remunerato. La visibilità c'è, è altissima, i premi sono succosissimi, fin troppo, lo sport disabile non è un'armata fine a se stessa, come quella degli altri che qualcuno ha addirittura paura che ci si metta bocca per esprimere un'opinione, è qualcosa che porta molto più lontano di quel che sembra e che nasce da molto più in fondo di quanto non si immagini. E' vitale che non si strumentalizzi, anche involontariamente e per eccesso di entusiasmo, perchè l'effetto che si ottiene è sempre l'opposto di quello ricercato. Assistiamo alla caccia alle streghe dei finti invalidi e non ci si cura del fatto che i veri invalidi non hanno nulla, ci stupiamo di quanto sia cospicua una pensione o un sussidio e non sappiamo che non ci si compra spesso nemmeno una scatola di fiale, ci sembra che le città strabocchino di parcheggi disabili e non sappiamo che moltissimi sono segregati in casa, ci sono molti ospedali che non hanno ascensori (...e sono centri specializzati per le disabilità:))... I contentini degli articoletti e dei premi servono solo a nascondere, ancora di più, quella che è una delle più grandi vergogne del nostro stato (un bel respiro e tornate a fregarvene...). Per piacere evitiamo. Lo sport per ogni disabile ha un significato che oggi possiamo trovare in uno sportivo regular con una concentrazione inferiore a uno su un milione: è la vita stessa. Parliamo di questo, per cominciare, iniziamo a capire. E' inutile chiedere più riflettori su uno spettacolo per il quale ancora non esistono spettatori adatti e rischiare così di far naufragare il lavoro di generazioni per la fregola di omologare federica a Cecilia. Se volete dare un premio a un atleta disabile, parlate di cosa vi ha dato e di cosa può dare, vendete il disabile, il mondo si fonda sul do ut des e non si darà di più finchè non si sarà capito che si può avere di più. E' dannoso fingere che la corsa di uno storpio sia uguale alla corsa di bolt, sicuramente non lo è, e sotto alcuni aspetti è forse meglio, ma questi paragoni evitano alla gente di comprendere, non si da alle persone il tempo di metabolizzare il fatto che i disabili nello sport, e nella vita, sono portatori sani di valori e di qualità che dalla nostra vita, di noi persone normali, sono stati strappati nel corso della storia per farci diventare lo schifo che siamo. Per questo sono preziosi, questo gli dobbiamo.
modificato Sep 4 '12 a 7:26 am
 
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Il CIP sta comunque sotto il CONI e fermo restando che se gli dessero più soldi, anche molti di più, nessuno avrebbe da lamentarsi penso che il punto non sia quello. sei sicuro? dal sito del comitato paralimpico: E' con Legge dello Stato n.189 del 2003 che la FISD diventa Comitato Italiano Paralimpico, assumendo compiti e prerogative, nonché veste organizzativa, analoghi al CONI. anche da questa nota sembra che siano alquanto distinti con finanziamenti governativi separati. (riassumo per chi non vuole aprire il link il presidente del comitato paralimpico ringrazia il governo per non aver tagliato i fondi al comitato paralimpico come invece era accaduto per il coni) Ps non sto entrando nel merito di quanti e quali finanziamenti/attenzioni meriterebbe il comitato paralimpico e gli atleti paralimpici, sto solo riportando un fatto che penso ignoto ai piu': il comitato olimpico e quello paralimpico sono due entita' distinte.
Il CIP sta comunque sotto il CONI e fermo restando che se gli dessero più soldi, anche molti di più, nessuno avrebbe da lamentarsi penso che il punto non sia quello. sei sicuro? dal sito del comitato paralimpico: E' con Legge dello Stato n.189 del 2003 che la FISD diventa Comitato Italiano Paralimpico, assumendo compiti e prerogative, nonché veste organizzativa, analoghi al CONI. anche da questa nota sembra che siano alquanto distinti con finanziamenti governativi separati. (riassumo per chi non vuole aprire il link il presidente del comitato paralimpico ringrazia il governo per non aver tagliato i fondi al comitato paralimpico come invece era accaduto per il coni) Ps non sto entrando nel merito di quanti e quali finanziamenti/attenzioni meriterebbe il comitato paralimpico e gli atleti paralimpici, sto solo riportando un fatto che penso ignoto ai piu': il comitato olimpico e quello paralimpico sono due entita' distinte.
modificato Sep 4 '12 a 8:09 am
 
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sei sicuro? dal sito del comitato paralimpico: E' con Legge dello Stato n.189 del 2003 che la FISD diventa Comitato Italiano Paralimpico, assumendo compiti e prerogative, nonché veste organizzativa, analoghi al CONI. anche da questa nota sembra che siano alquanto distinti con finanziamenti governativi separati. (riassumo per chi non vuole aprire il link il presidente del comitato paralimpico ringrazia il governo per non aver tagliato i fondi al comitato paralimpico come invece era accaduto per il coni) Ps non sto entrando nel merito di quanti e quali finanziamenti/attenzioni meriterebbe il comitato paralimpico e gli atleti paralimpici, sto solo riportando un fatto che penso ignoto ai piu': il comitato olimpico e quello paralimpico sono due entita' distinte. Succede più o meno questo: lo stato non finanzia il CONI per le attività dei disabili ma per lo sport in generale, per evitare lo storno dei fondi, e le ovvie lotte tra cani, il budget dei disabili è stato spinoffato riconoscendo al CIP una certa analogia col CONI. La ridicola tortuosità del sistema politico italiano a tutti i livelli fa si che il CIP debba rigirare i fondi dello stato alle varie federazioni sportive, le quali stanno comodamente sotto CONI, come ridarli al CONI stesso, che in questo modo si vedono recapitare quattrini per una finalità forse più precisa di quanto non accadesse con CONI... o forse semplicemente un'altra sala da ballo per un altro giro di poltrone. Luca Pancalli è presidente del CIP e vicepresidente del CONI, una vicepresidenza di garanzia che testimonia che l'autonomia di fatto non esiste... per adesso. E Petrucci, a londra con ministri e alfieri al seguito, non starà certo li a magnificare il lavoro altrui? CIP infatti rappresenta le stesse federazioni che sono rappresentate da CONI... Tecnicamente il CIP sembrerebbe in fase di incubazione e cosa sarà davvero si vedrà tra venti, trent'anni o forse più quando sarà anche più chiaro se la strada percorsa avrà saputo conciliare le esigenze di soldi, spazi e integrazione. In sintesi, CIP e CONI sono due entità distinte per modo dire, anzi nel solito modo di dire, cioè formalmente questo mette a posto molte cose, di solito troppe.
sei sicuro? dal sito del comitato paralimpico: E' con Legge dello Stato n.189 del 2003 che la FISD diventa Comitato Italiano Paralimpico, assumendo compiti e prerogative, nonché veste organizzativa, analoghi al CONI. anche da questa nota sembra che siano alquanto distinti con finanziamenti governativi separati. (riassumo per chi non vuole aprire il link il presidente del comitato paralimpico ringrazia il governo per non aver tagliato i fondi al comitato paralimpico come invece era accaduto per il coni) Ps non sto entrando nel merito di quanti e quali finanziamenti/attenzioni meriterebbe il comitato paralimpico e gli atleti paralimpici, sto solo riportando un fatto che penso ignoto ai piu': il comitato olimpico e quello paralimpico sono due entita' distinte. Succede più o meno questo: lo stato non finanzia il CONI per le attività dei disabili ma per lo sport in generale, per evitare lo storno dei fondi, e le ovvie lotte tra cani, il budget dei disabili è stato spinoffato riconoscendo al CIP una certa analogia col CONI. La ridicola tortuosità del sistema politico italiano a tutti i livelli fa si che il CIP debba rigirare i fondi dello stato alle varie federazioni sportive, le quali stanno comodamente sotto CONI, come ridarli al CONI stesso, che in questo modo si vedono recapitare quattrini per una finalità forse più precisa di quanto non accadesse con CONI... o forse semplicemente un'altra sala da ballo per un altro giro di poltrone. Luca Pancalli è presidente del CIP e vicepresidente del CONI, una vicepresidenza di garanzia che testimonia che l'autonomia di fatto non esiste... per adesso. E Petrucci, a londra con ministri e alfieri al seguito, non starà certo li a magnificare il lavoro altrui? CIP infatti rappresenta le stesse federazioni che sono rappresentate da CONI... Tecnicamente il CIP sembrerebbe in fase di incubazione e cosa sarà davvero si vedrà tra venti, trent'anni o forse più quando sarà anche più chiaro se la strada percorsa avrà saputo conciliare le esigenze di soldi, spazi e integrazione. In sintesi, CIP e CONI sono due entità distinte per modo dire, anzi nel solito modo di dire, cioè formalmente questo mette a posto molte cose, di solito troppe.
modificato Sep 4 '12 a 9:30 am
 
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Aldilà di qualsiasi aspetto normativo, che comunque non è legge divina, le cose si possono cambiare, a patto che lo si voglia fare, questi atleti si potrebbero aiutare un po' di più, se no i bla bla bla dello sport come cultura, come modo per annullare le differenze, che sia per tutti, ecc... si vanno a far friggere e rimane solo una grandissima ipocrisia.
Aldilà di qualsiasi aspetto normativo, che comunque non è legge divina, le cose si possono cambiare, a patto che lo si voglia fare, questi atleti si potrebbero aiutare un po' di più, se no i bla bla bla dello sport come cultura, come modo per annullare le differenze, che sia per tutti, ecc... si vanno a far friggere e rimane solo una grandissima ipocrisia.
modificato Sep 4 '12 a 10:28 am
 
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