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Assieme alla finale dei 100 sl maschili, era molto attesa anche quella dei 200 misti maschili, nella quinta giornata di gare dei Mondiali 2007.

Abbiamo visto come il confronto tra Phelps e Lochte fosse diventato nel 2006 sempre più appassionante, con quella nettissima crescita di Lochte che aveva fatto sì che l'ultima sfida, ai Panpacifici di Victoria, fosse stata combattuta fino alle ultime bracciate a stile libero.
L'esito finale fu 1.55.84 per Phelps (nuovo WR) e 1.56.11 per Lochte (nuovo PB), che aveva condotto la gara sia ai 100m che ai 150 m, per poi essere superato nello stile libero finale.

Questo Phelps di Melbourne 2007, però, aveva fatto un evidente salto di qualità rispetto all'agosto del 2006, e anche la finale dei 200 misti lo dimostrò.
Ovviamente, oltre a Phelps e Lochte era presente il campione europeo e vice-campione mondiale Laszlo Cseh, il cui PB di 1.57.61 risaliva proprio ai Mondiali 2005 di Montreal, quando condusse la gara fino quasi alla conclusione della rana.

Riporto i parziali di Phelps, Lochte e Cseh nella gara dei Mondiali 2007, e tra parentesi quelli avuti in occasione dei loro precedenti PB (Panpacifici 2006 per Phelps e Lochte, Mondiali 2005 per Cseh).

Ai 50m: Phelps 24.96 (25.11), Cseh 25.24 (24.82), Lochte 25.28 (25.31).

Dopo il delfino Phelps è in vantaggio di 15 centesimi rispetto al suo parziale dei Panpacifici, Lochte è in vantaggio di 3 centesimi, mentre Cseh parte con più prudenza rispetto al 24.82 dei Mondiali 2005, quando poi pagò a rana e stile libero.

Ai 100 m: Phelps 53.58 (54.49), Lochte 53.76 (54.38 ), Cseh 54.48 (53.86).

Il Phelps di Melbourne 2007, consapevole di essere ad un altro livello rispetto ai Panpacifici 2006, spinge molto di più a dorso, per cui passa a metà gara con 91 centesimi di vantaggio rispetto al passaggio dei Panpacifici 2006.
Lochte, vice-campione mondiale nei 100 dorso, risponde con un passaggio di 62 centesimi più veloce rispetto a quello dei Panpacifici 2006, e si mantiene a soli 18 centesimi di distacco a metà gara.
Cseh continua con la strategia più accorta rispetto ai Mondiali 2005 passando con 62 centesimi di ritardo rispetto ad allora.

Ai 150 m : Phelps 1.27.47 (1.28.39), Lochte 1.27.91 (1.28.25), Cseh 1.28.39 (1.29.04).

Nonostante la prima metà gara molto più veloce rispetto ai Panpacifici 2006, Phelps non paga nulla a rana, anzi fa un parziale (33.89) di un centesimo più veloce rispetto ad allora (quando aveva anche lo stimolo di riprendere Lochte).
Lochte invece paga qualche decimo rispetto a quanto fatto ai Panpacifici (34.15 contro 33.87) e il suo svantaggio da Phelps sale a 43 centesimi.
La tattica di gara molto più accorta di Cseh rispetto a Mondiali 2005 ed Europei 2006 dà i suoi frutti: Cseh nuota un parziale a rana di 33.91 rispetto al 35.18 dei Mondiali 2005 (e al 35.27 degli Europei 2006), per cui passa in netto vantaggio rispetto al suo precedente PB.

Crono finali: Phelps 1.54.98 (1.55.84), Lochte 1.56.19 (1.56.11), Cseh 1.56.92 (1.57.61)

Phelps chiude primo con un vantaggio di 1 secondo e 21 centesimi, infrangendo un'altra barriera cronometrica dopo l'1.44 nei 200 sl e l'1.53 nei 200 delfino (e c'è mancato poco per l'1.52), e cioè l'1.55 nei 200 misti.
Il parziale di 27.51 a stile libero è di qualche centesimo più lento del 27.45 dei Panpacifici 2006, frutto della gran lotta con Lochte.
Lochte chiude invece a stile libero in un 28.28, rispetto al 27.86 dei Panpacifici, per cui il suo crono finale risulta di 8 centesimi più lento di quello del 2006. Ma l'aspetto più sconfortante per lui è vedere Phelps allungare di nuovo, dopo che l'aveva, di fatto, raggiunto l'anno precedente.
Per Cseh un terzo posto finale in un ottimo 1.56.92 che migliora di 69 centesimi il precedente PB: il maggior controllo nella prima metà gara ha dato ampi benefici, soprattutto nella frazione a rana.

Da rilevare il netto progresso anche del quarto arrivato, Thiago Pereira, capace di nuotare 1.58.98 a 20 anni (nel 2007). Purtroppo per lui ha davanti un trio che, in vista della stagione successiva, non gli lascia molte chance di medaglia olimpica.

Assieme alla finale dei 100 sl maschili, era molto attesa anche quella dei 200 misti maschili, nella quinta giornata di gare dei Mondiali 2007. Abbiamo visto come il confronto tra Phelps e Lochte fosse diventato nel 2006 sempre più appassionante, con quella nettissima crescita di Lochte che aveva fatto sì che l'ultima sfida, ai Panpacifici di Victoria, fosse stata combattuta fino alle ultime bracciate a stile libero. L'esito finale fu 1.55.84 per Phelps (nuovo WR) e 1.56.11 per Lochte (nuovo PB), che aveva condotto la gara sia ai 100m che ai 150 m, per poi essere superato nello stile libero finale. Questo Phelps di Melbourne 2007, però, aveva fatto un evidente salto di qualità rispetto all'agosto del 2006, e anche la finale dei 200 misti lo dimostrò. Ovviamente, oltre a Phelps e Lochte era presente il campione europeo e vice-campione mondiale Laszlo Cseh, il cui PB di 1.57.61 risaliva proprio ai Mondiali 2005 di Montreal, quando condusse la gara fino quasi alla conclusione della rana. Riporto i parziali di Phelps, Lochte e Cseh nella gara dei Mondiali 2007, e tra parentesi quelli avuti in occasione dei loro precedenti PB (Panpacifici 2006 per Phelps e Lochte, Mondiali 2005 per Cseh). Ai 50m: Phelps 24.96 (25.11), Cseh 25.24 (24.82), Lochte 25.28 (25.31). Dopo il delfino Phelps è in vantaggio di 15 centesimi rispetto al suo parziale dei Panpacifici, Lochte è in vantaggio di 3 centesimi, mentre Cseh parte con più prudenza rispetto al 24.82 dei Mondiali 2005, quando poi pagò a rana e stile libero. Ai 100 m: Phelps 53.58 (54.49), Lochte 53.76 (54.38 ), Cseh 54.48 (53.86). Il Phelps di Melbourne 2007, consapevole di essere ad un altro livello rispetto ai Panpacifici 2006, spinge molto di più a dorso, per cui passa a metà gara con 91 centesimi di vantaggio rispetto al passaggio dei Panpacifici 2006. Lochte, vice-campione mondiale nei 100 dorso, risponde con un passaggio di 62 centesimi più veloce rispetto a quello dei Panpacifici 2006, e si mantiene a soli 18 centesimi di distacco a metà gara. Cseh continua con la strategia più accorta rispetto ai Mondiali 2005 passando con 62 centesimi di ritardo rispetto ad allora. Ai 150 m : Phelps 1.27.47 (1.28.39), Lochte 1.27.91 (1.28.25), Cseh 1.28.39 (1.29.04). Nonostante la prima metà gara molto più veloce rispetto ai Panpacifici 2006, Phelps non paga nulla a rana, anzi fa un parziale (33.89) di un centesimo più veloce rispetto ad allora (quando aveva anche lo stimolo di riprendere Lochte). Lochte invece paga qualche decimo rispetto a quanto fatto ai Panpacifici (34.15 contro 33.87) e il suo svantaggio da Phelps sale a 43 centesimi. La tattica di gara molto più accorta di Cseh rispetto a Mondiali 2005 ed Europei 2006 dà i suoi frutti: Cseh nuota un parziale a rana di 33.91 rispetto al 35.18 dei Mondiali 2005 (e al 35.27 degli Europei 2006), per cui passa in netto vantaggio rispetto al suo precedente PB. Crono finali: Phelps 1.54.98 (1.55.84), Lochte 1.56.19 (1.56.11), Cseh 1.56.92 (1.57.61) Phelps chiude primo con un vantaggio di 1 secondo e 21 centesimi, infrangendo un'altra barriera cronometrica dopo l'1.44 nei 200 sl e l'1.53 nei 200 delfino (e c'è mancato poco per l'1.52), e cioè l'1.55 nei 200 misti. Il parziale di 27.51 a stile libero è di qualche centesimo più lento del 27.45 dei Panpacifici 2006, frutto della gran lotta con Lochte. Lochte chiude invece a stile libero in un 28.28, rispetto al 27.86 dei Panpacifici, per cui il suo crono finale risulta di 8 centesimi più lento di quello del 2006. Ma l'aspetto più sconfortante per lui è vedere Phelps allungare di nuovo, dopo che l'aveva, di fatto, raggiunto l'anno precedente. Per Cseh un terzo posto finale in un ottimo 1.56.92 che migliora di 69 centesimi il precedente PB: il maggior controllo nella prima metà gara ha dato ampi benefici, soprattutto nella frazione a rana. Da rilevare il netto progresso anche del quarto arrivato, Thiago Pereira, capace di nuotare 1.58.98 a 20 anni (nel 2007). Purtroppo per lui ha davanti un trio che, in vista della stagione successiva, non gli lascia molte chance di medaglia olimpica.
modificato Jul 28 a 10:12 am
 
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Circa un'ora e un quarto dopo il secondo posto nella finale dei 200 misti, Ryan Lochte disputò la semifinale dei 200 dorso.

Inserito nella prima semifinale, la vinse in 1.55.84 che costituiva un progresso di 1 secondo e 16 centesimi rispetto all'1.57.00 che gli era valso il bronzo ai Mondiali 2005.

Il favoritissimo Peirsol vinse poi la seconda semifinale in 1.56.39, secondo miglior crono delle semifinali, e - con Rogan e Vyatchanin terzo e quarto miglior crono - l'attesa fu tutta per la finale del giorno dopo.

Da notare il nono tempo complessivo di Luca Marin, un 1.59.81 (quindi infranta la "barrierina" dei 2' ) di ottimo auspicio in vista dei 400 misti in programma nell'ultimo giorno dei Mondiali, gara in cui, al solito, si concentrava tutto il focus del nuotatore italiano super-specialista dei misti (già detto di come riuscisse a fare parziali - soprattutto a dorso, ma anche a rana e stile libero - eccezionali rispetto ai suoi PB nei singoli stili).

Prima delle semifinali dei 200 dorso si erano svolte quelle dei 200 rana maschili, che avevano già avuto uno scossone in mattinata, dato che Brendan Hansen non si era presentato al via delle batterie.

Ricordo che Hansen era stato il dominatore assoluto dei 200 rana nel 2006, stabilendo due WR tra Nats (2.08.74) e Panpacs (2.08.50), e nei tempi di accredito aveva un vantaggio di oltre due secondi su Kitajima, secondo miglior crono, e quasi di tre sul terzo miglior crono (quello di Shanteau).

Insomma, aumentavano le chance di podio per tutti, compresi ovviamente Loris Facci e Paolo Bossini.

I due azzurri fecero benissimo nelle semifinali, migliorando i rispettivi PB a 2.11.41 (Bossini) e 2.11.48 (Facci).

Riepilogo degli otto migliori tempi delle semifinali dei 200 rana: Kitajima 2.10.30, Rickard e Bossini 2.11.41, Facci 2.11.48, Shanteau 2.11.54, Brown 2.11.61, Gyurta 2.12.31, Falko 2.12.44 e vigilia di consistenti speranze di podio in casa Italia.

Circa un'ora e un quarto dopo il secondo posto nella finale dei 200 misti, Ryan Lochte disputò la semifinale dei 200 dorso. Inserito nella prima semifinale, la vinse in 1.55.84 che costituiva un progresso di 1 secondo e 16 centesimi rispetto all'1.57.00 che gli era valso il bronzo ai Mondiali 2005. Il favoritissimo Peirsol vinse poi la seconda semifinale in 1.56.39, secondo miglior crono delle semifinali, e - con Rogan e Vyatchanin terzo e quarto miglior crono - l'attesa fu tutta per la finale del giorno dopo. Da notare il nono tempo complessivo di Luca Marin, un 1.59.81 (quindi infranta la "barrierina" dei 2' ) di ottimo auspicio in vista dei 400 misti in programma nell'ultimo giorno dei Mondiali, gara in cui, al solito, si concentrava tutto il focus del nuotatore italiano super-specialista dei misti (già detto di come riuscisse a fare parziali - soprattutto a dorso, ma anche a rana e stile libero - eccezionali rispetto ai suoi PB nei singoli stili). Prima delle semifinali dei 200 dorso si erano svolte quelle dei 200 rana maschili, che avevano già avuto uno scossone in mattinata, dato che Brendan Hansen non si era presentato al via delle batterie. Ricordo che Hansen era stato il dominatore assoluto dei 200 rana nel 2006, stabilendo due WR tra Nats (2.08.74) e Panpacs (2.08.50), e nei tempi di accredito aveva un vantaggio di oltre due secondi su Kitajima, secondo miglior crono, e quasi di tre sul terzo miglior crono (quello di Shanteau). Insomma, aumentavano le chance di podio per tutti, compresi ovviamente Loris Facci e Paolo Bossini. I due azzurri fecero benissimo nelle semifinali, migliorando i rispettivi PB a 2.11.41 (Bossini) e 2.11.48 (Facci). Riepilogo degli otto migliori tempi delle semifinali dei 200 rana: Kitajima 2.10.30, Rickard e Bossini 2.11.41, Facci 2.11.48, Shanteau 2.11.54, Brown 2.11.61, Gyurta 2.12.31, Falko 2.12.44 e vigilia di consistenti speranze di podio in casa Italia.
modificato Jul 27 a 6:19 pm
 
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Nel rivisitare la sesta giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007, parto dalla finale dei 200 dorso maschili, un'altra gara che merita l'aggettivo di storica.

Abbiamo visto che il miglior crono delle semifinali era stato l'1.55.99 di Lochte, ma penso che nessuno avrebbe scommesso su una sua vittoria, visto che il dominio di Peirsol nei 200 dorso, cominciato ai Mondiali 2001, sembrava lungi dal tramonto: nell'ultima competizione internazionale disputata, i Panpacifici 2006, Peirsol aveva vinto nettamente con il nuovo WR di 1.54.44, migliorando l'1.54.66 dei Mondiali 2005, quando Lochte finì terzo in 1.57.00, dopo avere cercato di seguire da vicino Peirsol a metà gara.

Peirsol, in realtà, era il dominatore del dorso in generale; anche nei 100 dorso vinceva ininterrottamente dai Mondiali 2003 e - come abbiamo visto - si era qui riconfermato campione mondiale con il nuovo WR di 52.98, precedendo di oltre mezzo secondo Lochte.

Dopo avere ricordato questi dati, vediamo come andò la finale di Melbourne 2007, mettendo tra parentesi i passaggi di Peirsol in occasione del suo ultimo WR.

Ai 50 m Peirsol passa primo in 26.81 (26.97), con Lochte a 7 centesimi. Già piuttosto staccati gli altri due papabili per il podio, Rogan (27.62) e Vyatchanin (27.76), preceduti da Florea (27.20).

Ai 100 m Peirsol vira in 55.47 (55.85) e Lochte lo segue a 20 centesimi. Il divario con gli altri è ormai di un secondo e mezzo: terzo passa Florea in 57.11, quarto Rogan in 57.18, quinto Vyatchanin in 57.47.

Peirsol, quindi, è passato a metà gara quasi 4 decimi più veloce di quanto fatto in occasione del suo WR ai Panpacifici 2006, ma Lochte è ancora molto vicino.
Il confronto con la finale degli ultimi Mondiali, quelli di Montreal 2005, è significativo: Peirsol allora passò in 55.91 e Lochte in 56.43, quindi decisamente meno veloce rispetto al 55.67 di questa finale, eppure ebbe un deciso calo nell'ultima parte di gara finendo, come detto, terzo superato da Rogan.

Anche nella terza vasca Peirsol continua il suo forcing e passa ai 150 m in 1.24.56 (1.24.87) contro l'1.25.05 di Lochte. Sempre più staccati gli altri: ora è Vyatchanin terzo in 1.26.75, poi Rogan in 1.26.99 e Florea in 1.27.16.

Ai 150 m io (ma penso chiunque osservasse la finale) ero ormai convinto che la strenua resistenza di Lochte si stesse affievolendo: il vantaggio di Peirsol si era ampliato a 49 centesimi e sembrava che dovesse continuare ad aumentare negli ultimi 50 m.

E invece, è successo l'ìmpensabile: Lochte è uscito dall'ultima virata ancora pieno di energie ed ha affiancato Peirsol a metà dell'ultima vasca per poi superarlo di netto.
Peirsol, tra il sorpreso e il rassegnato, non è riuscito a reagire, terminando staccato di quasi mezzo secondo: la differenza tra l'ultima vasca di Lochte e quella di Peirsol è stata quindi di quasi un secondo.

Crono finali di Lochte, nuovo campione e primatista mondiale, e di Peirsol, alla prima sconfitta nei 200 dorso dall'Olimpiade di Sydney 2000: primo Lochte in 1.54.32 (29.27 il parziale nell'ultima vasca), secondo Peirsol in 1.54.80 (1.54.44 ai Panpacifici 2006), con un 30.24 negli ultimi 50 m.

Da rilevare come c'è chi sia stato ancora più veloce di Lochte negli ultimi 50 m.
Markus Rogan, che evidentemente puntava fin dall'inizio al terzo posto e aveva preservato parecchie energie per il finale, ha percorso l'ultima vasca in 29.03, chiudendo con un ottimo 1.56.02 davanti a Vyatchanin (1.57.14, parecchio distante dall'1.55.44 degli Europei 2006) e Florea (1.57.31).

Quindi, sconfitta storica di Peirsol nei 200 dorso dopo sei anni di vittorie ininterrotte e primo grande successo individuale per Ryan Lochte, in una gara in cui furono condensate tutte le emozioni che può regalare il nuoto: vittoria dello sfavorito, al termine di una bellissima sfida e con un nuovo WR realizzato.

Nel rivisitare la sesta giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007, parto dalla finale dei 200 dorso maschili, un'altra gara che merita l'aggettivo di storica. Abbiamo visto che il miglior crono delle semifinali era stato l'1.55.99 di Lochte, ma penso che nessuno avrebbe scommesso su una sua vittoria, visto che il dominio di Peirsol nei 200 dorso, cominciato ai Mondiali 2001, sembrava lungi dal tramonto: nell'ultima competizione internazionale disputata, i Panpacifici 2006, Peirsol aveva vinto nettamente con il nuovo WR di 1.54.44, migliorando l'1.54.66 dei Mondiali 2005, quando Lochte finì terzo in 1.57.00, dopo avere cercato di seguire da vicino Peirsol a metà gara. Peirsol, in realtà, era il dominatore del dorso in generale; anche nei 100 dorso vinceva ininterrottamente dai Mondiali 2003 e - come abbiamo visto - si era qui riconfermato campione mondiale con il nuovo WR di 52.98, precedendo di oltre mezzo secondo Lochte. Dopo avere ricordato questi dati, vediamo come andò la finale di Melbourne 2007, mettendo tra parentesi i passaggi di Peirsol in occasione del suo ultimo WR. Ai 50 m Peirsol passa primo in 26.81 (26.97), con Lochte a 7 centesimi. Già piuttosto staccati gli altri due papabili per il podio, Rogan (27.62) e Vyatchanin (27.76), preceduti da Florea (27.20). Ai 100 m Peirsol vira in 55.47 (55.85) e Lochte lo segue a 20 centesimi. Il divario con gli altri è ormai di un secondo e mezzo: terzo passa Florea in 57.11, quarto Rogan in 57.18, quinto Vyatchanin in 57.47. Peirsol, quindi, è passato a metà gara quasi 4 decimi più veloce di quanto fatto in occasione del suo WR ai Panpacifici 2006, ma Lochte è ancora molto vicino. Il confronto con la finale degli ultimi Mondiali, quelli di Montreal 2005, è significativo: Peirsol allora passò in 55.91 e Lochte in 56.43, quindi decisamente meno veloce rispetto al 55.67 di questa finale, eppure ebbe un deciso calo nell'ultima parte di gara finendo, come detto, terzo superato da Rogan. Anche nella terza vasca Peirsol continua il suo forcing e passa ai 150 m in 1.24.56 (1.24.87) contro l'1.25.05 di Lochte. Sempre più staccati gli altri: ora è Vyatchanin terzo in 1.26.75, poi Rogan in 1.26.99 e Florea in 1.27.16. Ai 150 m io (ma penso chiunque osservasse la finale) ero ormai convinto che la strenua resistenza di Lochte si stesse affievolendo: il vantaggio di Peirsol si era ampliato a 49 centesimi e sembrava che dovesse continuare ad aumentare negli ultimi 50 m. E invece, è successo l'ìmpensabile: Lochte è uscito dall'ultima virata ancora pieno di energie ed ha affiancato Peirsol a metà dell'ultima vasca per poi superarlo di netto. Peirsol, tra il sorpreso e il rassegnato, non è riuscito a reagire, terminando staccato di quasi mezzo secondo: la differenza tra l'ultima vasca di Lochte e quella di Peirsol è stata quindi di quasi un secondo. Crono finali di Lochte, nuovo campione e primatista mondiale, e di Peirsol, alla prima sconfitta nei 200 dorso dall'Olimpiade di Sydney 2000: primo Lochte in 1.54.32 (29.27 il parziale nell'ultima vasca), secondo Peirsol in 1.54.80 (1.54.44 ai Panpacifici 2006), con un 30.24 negli ultimi 50 m. Da rilevare come c'è chi sia stato ancora più veloce di Lochte negli ultimi 50 m. Markus Rogan, che evidentemente puntava fin dall'inizio al terzo posto e aveva preservato parecchie energie per il finale, ha percorso l'ultima vasca in 29.03, chiudendo con un ottimo 1.56.02 davanti a Vyatchanin (1.57.14, parecchio distante dall'1.55.44 degli Europei 2006) e Florea (1.57.31). Quindi, sconfitta storica di Peirsol nei 200 dorso dopo sei anni di vittorie ininterrotte e primo grande successo individuale per Ryan Lochte, in una gara in cui furono condensate tutte le emozioni che può regalare il nuoto: vittoria dello sfavorito, al termine di una bellissima sfida e con un nuovo WR realizzato.
 
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Come detto, la finale dei 200 rana maschili vedeva partire i due rappresentanti italiani, Paolo Bossini e Loris Facci, con giustificate ambizioni di podio.
Bossini, secondo crono delle semifinali a pari-merito con l'australiano Rickard, nuota in corsia 3, mentre Facci è in corsia 6.
Come prevedibile Kitajima, grande favorito per l'oro dopo il forfeit di Hansen, fa l'andatura, seguito da Rickard:

Ai 50 m: Kitajima 28.82, Rickard 28.95, Facci 29.60, Brown 29.71, Shanteau 29.80, Gyurta 29.90, Bossini 29.97, Falko 30.05.

Quindi, Kitajima e Rickard hanno preso un buon vantaggio già dopo la prima vasca e terzo, un po' a sorpresa, è Loris Facci, che vira ai 50 m con quasi 4 decimi di vantaggio su Bossini, ribaltando quanto accaduto in semifinale (Bossini 29.85, Facci 30.21).

Ai 100 m: Kitajima 1.01.87, Rickard 1.02.22, Shanteau 1.03.22, Facci e Brown 1.03.39, Gyurta 1.03.67, Falko 1.04.04, Bossini 1.04.09.

Ancora Rickard è l'unico a non perdere troppo terreno da Kitajima, mentre stupisce l'ottavo posto di Bossini con un passaggio (1.04.09) molto più alto rispetto a quanto fatto in semifinale (1.03.48 ). Per contro, Facci continua ad essere decisamente più veloce rispetto alla semifinale (1.04.10 il suo passaggio in semifinale). Insomma, sembra che Facci e Bossini si siano scambiati i ruoli rispetto alle attese.

Ai 150 m: Kitajima 1.35.29, Rickard 1.35.77, Shanteau 1.36.66, Facci 1.37.15, Gyurta 1.37.29, Brown 1.37.53, Bossini 1.37.59, Falko 1.37.90.

Rickard, con un 33.55 di parziale, mantiene entro il mezzo secondo il suo distacco da Kitajima, mentre Shanteau (33.44) si avvantaggia nella lotta per il terzo posto su Facci (33.76) e ancor più su Brown (34.14). Bossini, con un 33.50 risale di un posto, ma è ancora distante 93 centesimi dal podio provvisorio.

Finale: Kitajima 2.09.80, Rickard 2.10.99, Facci 2.11.03, Bossini 2.11.38, Shanteau 2.11.50, Gyurta 2.11.62, Brown 2.12.01, Falko 2.12.16.

Kitajima completa la sua gara vittoriosa portando alla fine ad 1 secondo e 19 centesimi il vantaggio su un Rickard che, al solito, cala visibilmente negli ultimi 50 m (35.22 il suo parziale).

Al contrario, Facci riesce ad essere ancora molto efficace nell'ultima vasca (33.88 ) nonostante la partenza molto veloce per le sue caratteristiche: per lui nuovo PB e bronzo mondiale, sfiorando l'argento, al termine di una gara in cui ha dimostrato, come detto, coraggio nel partire forte, oltre alla abituale determinazione negli ultimi 50 metri.

Bossini rimonta fino al quarto posto con il parziale più veloce nell'ultima vasca (33.79), con il rammarico di essere stato forse troppo prudente nella prima metà gara. Alla fine il suo crono è di 18 centesimi superiore al 2.11.20 delle Olimpiadi di Atene 2004, che gli era valso un altro quarto posto.

Bossini fu quarto ad Atene 2004 anche perché, accanto a Kitajima e Hansen, esplose il giovanissimo Gyurta che allora fu capace di nuotare in 2.10.80 mentre, tre anni dopo, si è fermato a 2.11.62, solo sesto in questa finale mondiale.

Quindi, altra medaglia per l'Italnuoto, dopo l'oro di Magnini nei 100 sl, l'argento della 4x100 sl maschile e il bronzo della Pellegrini nei 200 sl (in seguito, come detto, anche il quarto posto di Colbertaldo negli 800 sl sarebbe diventato un terzo posto per la squalifica di Mellouli) e bella rivincita per Facci dopo la squalifica per virata irregolare agli Europei 2006, che l'aveva privato del titolo europeo.

Come detto, la finale dei 200 rana maschili vedeva partire i due rappresentanti italiani, Paolo Bossini e Loris Facci, con giustificate ambizioni di podio. Bossini, secondo crono delle semifinali a pari-merito con l'australiano Rickard, nuota in corsia 3, mentre Facci è in corsia 6. Come prevedibile Kitajima, grande favorito per l'oro dopo il forfeit di Hansen, fa l'andatura, seguito da Rickard: Ai 50 m: Kitajima 28.82, Rickard 28.95, Facci 29.60, Brown 29.71, Shanteau 29.80, Gyurta 29.90, Bossini 29.97, Falko 30.05. Quindi, Kitajima e Rickard hanno preso un buon vantaggio già dopo la prima vasca e terzo, un po' a sorpresa, è Loris Facci, che vira ai 50 m con quasi 4 decimi di vantaggio su Bossini, ribaltando quanto accaduto in semifinale (Bossini 29.85, Facci 30.21). Ai 100 m: Kitajima 1.01.87, Rickard 1.02.22, Shanteau 1.03.22, Facci e Brown 1.03.39, Gyurta 1.03.67, Falko 1.04.04, Bossini 1.04.09. Ancora Rickard è l'unico a non perdere troppo terreno da Kitajima, mentre stupisce l'ottavo posto di Bossini con un passaggio (1.04.09) molto più alto rispetto a quanto fatto in semifinale (1.03.48 ). Per contro, Facci continua ad essere decisamente più veloce rispetto alla semifinale (1.04.10 il suo passaggio in semifinale). Insomma, sembra che Facci e Bossini si siano scambiati i ruoli rispetto alle attese. Ai 150 m: Kitajima 1.35.29, Rickard 1.35.77, Shanteau 1.36.66, Facci 1.37.15, Gyurta 1.37.29, Brown 1.37.53, Bossini 1.37.59, Falko 1.37.90. Rickard, con un 33.55 di parziale, mantiene entro il mezzo secondo il suo distacco da Kitajima, mentre Shanteau (33.44) si avvantaggia nella lotta per il terzo posto su Facci (33.76) e ancor più su Brown (34.14). Bossini, con un 33.50 risale di un posto, ma è ancora distante 93 centesimi dal podio provvisorio. Finale: Kitajima 2.09.80, Rickard 2.10.99, Facci 2.11.03, Bossini 2.11.38, Shanteau 2.11.50, Gyurta 2.11.62, Brown 2.12.01, Falko 2.12.16. Kitajima completa la sua gara vittoriosa portando alla fine ad 1 secondo e 19 centesimi il vantaggio su un Rickard che, al solito, cala visibilmente negli ultimi 50 m (35.22 il suo parziale). Al contrario, Facci riesce ad essere ancora molto efficace nell'ultima vasca (33.88 ) nonostante la partenza molto veloce per le sue caratteristiche: per lui nuovo PB e bronzo mondiale, sfiorando l'argento, al termine di una gara in cui ha dimostrato, come detto, coraggio nel partire forte, oltre alla abituale determinazione negli ultimi 50 metri. Bossini rimonta fino al quarto posto con il parziale più veloce nell'ultima vasca (33.79), con il rammarico di essere stato forse troppo prudente nella prima metà gara. Alla fine il suo crono è di 18 centesimi superiore al 2.11.20 delle Olimpiadi di Atene 2004, che gli era valso un altro quarto posto. Bossini fu quarto ad Atene 2004 anche perché, accanto a Kitajima e Hansen, esplose il giovanissimo Gyurta che allora fu capace di nuotare in 2.10.80 mentre, tre anni dopo, si è fermato a 2.11.62, solo sesto in questa finale mondiale. Quindi, altra medaglia per l'Italnuoto, dopo l'oro di Magnini nei 100 sl, l'argento della 4x100 sl maschile e il bronzo della Pellegrini nei 200 sl (in seguito, come detto, anche il quarto posto di Colbertaldo negli 800 sl sarebbe diventato un terzo posto per la squalifica di Mellouli) e bella rivincita per Facci dopo la squalifica per virata irregolare agli Europei 2006, che l'aveva privato del titolo europeo.
 
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Dopo l'incertissima finale dei 100 sl maschili, vediamo le gare femminili disputate nella quinta giornata di finali dei Mondiali 2007.

Le semifinali dei 100 sl furono sorprendenti e anticiparono un importante responso della 4x200 sl in chiusura di sessione. Nel duello atteso alla vigilia tra la Lenton e la Steffen, con la Weir e la Henry come altri due principali nomi citati, si inserì decisamente Natalie Coughlin, che vinse la seconda semifinale con un 53.40 che distava solo un decimo dal WR della Steffen.
Secondo miglior crono per la Lenton in 53.85, terzo il 54.05 della Steffen vincitrice della prima semifinale.
Quarto crono complessivo, il sorprendente 54.08 della 18enne canadese Erica Morningstar, poi il 54.17 della Veldhuis, il 54.23 della Henry e settime a pari-merito, con 54.61, la Metella e la Lillhage.
Da rilevare l'eliminazione di Amanda Weir: solo 55.47 per lei.

Ho ripreso il commento alle semifinali dei 100 sl perché è il momento di vedere come andò la finale dei 100 sl femminili, nella sesta giornata di gare dei Mondiali di nuoto 2007.

La Coughlin era reduce da una giornata da wonder-woman: miglior crono nelle semifinali dei 100 sl (PB migliorato di 43 centesimi) e strepitoso 1.56.43 nella prima frazione della 4x200 sl (PB migliorato di 1 secondo e 68 centesimi).
A questo punto, non dico che fosse la favorita per l'oro, ma di sicuro rientrava nel ristretto novero delle pretendenti al titolo mondiale, che comprendeva, oltre alla Coughlin, la primatista mondiale Steffen e la Lenton.
A favore della Coughlin, rispetto ad una storia passata che l'aveva vista a volte peggiorare in finale il crono della semifinale, c'era anche il fatto che aveva nuotato benissimo dall'inizio di questi Mondiali 2007, progredendo - rispetto ai turni eliminatori - nelle finali dei 100 delfino e 100 dorso che aveva disputato in precedenza.

Per la Lenton, viceversa, c'era da superare la delusione per una prova nella 4x200 sl lontana dalle aspettative (a Montreal 2005 era stata quasi due secondi più veloce), mentre la Steffen si presentava alla sua prima finale nelle vesti di primatista mondiale, in virtù del 53.30 che le aveva dato il titolo europeo a Budapest 2006.

Insomma, dopo le semifinali non era facile individuare la favorita per l'oro tra queste tre, ma di sicuro moltissimi avrebbero scommesso che sarebbero state Coughlin, Lenton e Steffen, non si sa in quale ordine, ad occupare i tre gradini del podio.

E, invece, già la prima vasca fu in qualche modo sorprendente, con una partenza velocissima di Marleen Veldhuis, in corsia 2. Questi furono i passaggi:

Ai 50 m: Veldhuis 25.15, Lenton 25.38, Coughlin 25.56, Steffen 25.76, Morningstar e Metella 25.84, Henry 26.07, Lillhage 26.25.

In realtà tutte fecero un passaggio a metà gara piuttosto veloce rispetto al passato.
Ad esempio, la Coughlin in semifinale aveva virato ai 50 m in 25.67, quindi era più veloce di 11 centesimi a metà gara, mentre la Steffen era passata ai 50 m in 25.84, in occasione del suo WR di 53.30 ottenuto agli Europei 2006.
In quella finale la Veldhuis finì seconda in 54.32 e ai 50 m passò in 26.22: qui è oltre un secondo più veloce.

Quindi, gara lanciata su ritmi estremamente veloci da una Marleen Veldhuis davvero inattesa a questi livelli, e in questi casi i delicati equilibri di un 100 sl tendono a stressarsi, con possibili cali, anche netti, nell'ultima parte di gara.

In quella finale di Melbourne 2007 emerse il carattere e la forza fisica di Libby Lenton. Anch'essa patì un po' nel finale, ma fu quella che uscì vincitrice da una gara tesa sotto tutti i punti di vista: 53.40, cioè PB migliorato di due centesimi per la Lenton (il precedente 53.42 nuotato ad inizio 2006 era stato WR fino al 53.30 della Steffen agli Europei) ed uguagliato il record dei campionati stabilito dalla Coughlin in semifinale.

La Veldhuis (53.70, seconda vasca nuotata in 28.55, dopo il 25.15 nei primi 50 m) vide premiato il suo azzardo con un argento e un netto PB, scendendo per la prima volta in carriera, e di ben tre decimi, sotto la barriera dei 54".

La Steffen (terza in 53.74) non riuscì ad attuare la stessa progressione nella seconda vasca mostrata a Budapest 2006. Agli Europei nuotò i secondi 50 m in 27.46, qui in 27.98.

Fuori dal podio, quarta in 53.87, Natalie Coughlin, che il giorno prima aveva nuotato lo stesso 53.40 che è valso l'oro alla Lenton.
Completano la classifica, la 18enne canadese Morningstar, quinta in 54.10; la campionessa olimpica Henry, sesta in 54.21; la svedese Lillhage, settima in 54.67 e la francese Metella, ottava in 54.77.

>Dopo l'incertissima finale dei 100 sl maschili, vediamo le gare femminili disputate nella quinta giornata di finali dei Mondiali 2007. >Le semifinali dei 100 sl furono sorprendenti e anticiparono un importante responso della 4x200 sl in chiusura di sessione. Nel duello atteso alla vigilia tra la Lenton e la Steffen, con la Weir e la Henry come altri due principali nomi citati, si inserì decisamente Natalie Coughlin, che vinse la seconda semifinale con un 53.40 che distava solo un decimo dal WR della Steffen. >Secondo miglior crono per la Lenton in 53.85, terzo il 54.05 della Steffen vincitrice della prima semifinale. >Quarto crono complessivo, il sorprendente 54.08 della 18enne canadese Erica Morningstar, poi il 54.17 della Veldhuis, il 54.23 della Henry e settime a pari-merito, con 54.61, la Metella e la Lillhage. >Da rilevare l'eliminazione di Amanda Weir: solo 55.47 per lei. Ho ripreso il commento alle semifinali dei 100 sl perché è il momento di vedere come andò la finale dei 100 sl femminili, nella sesta giornata di gare dei Mondiali di nuoto 2007. La Coughlin era reduce da una giornata da wonder-woman: miglior crono nelle semifinali dei 100 sl (PB migliorato di 43 centesimi) e strepitoso 1.56.43 nella prima frazione della 4x200 sl (PB migliorato di 1 secondo e 68 centesimi). A questo punto, non dico che fosse la favorita per l'oro, ma di sicuro rientrava nel ristretto novero delle pretendenti al titolo mondiale, che comprendeva, oltre alla Coughlin, la primatista mondiale Steffen e la Lenton. A favore della Coughlin, rispetto ad una storia passata che l'aveva vista a volte peggiorare in finale il crono della semifinale, c'era anche il fatto che aveva nuotato benissimo dall'inizio di questi Mondiali 2007, progredendo - rispetto ai turni eliminatori - nelle finali dei 100 delfino e 100 dorso che aveva disputato in precedenza. Per la Lenton, viceversa, c'era da superare la delusione per una prova nella 4x200 sl lontana dalle aspettative (a Montreal 2005 era stata quasi due secondi più veloce), mentre la Steffen si presentava alla sua prima finale nelle vesti di primatista mondiale, in virtù del 53.30 che le aveva dato il titolo europeo a Budapest 2006. Insomma, dopo le semifinali non era facile individuare la favorita per l'oro tra queste tre, ma di sicuro moltissimi avrebbero scommesso che sarebbero state Coughlin, Lenton e Steffen, non si sa in quale ordine, ad occupare i tre gradini del podio. E, invece, già la prima vasca fu in qualche modo sorprendente, con una partenza velocissima di Marleen Veldhuis, in corsia 2. Questi furono i passaggi: Ai 50 m: Veldhuis 25.15, Lenton 25.38, Coughlin 25.56, Steffen 25.76, Morningstar e Metella 25.84, Henry 26.07, Lillhage 26.25. In realtà tutte fecero un passaggio a metà gara piuttosto veloce rispetto al passato. Ad esempio, la Coughlin in semifinale aveva virato ai 50 m in 25.67, quindi era più veloce di 11 centesimi a metà gara, mentre la Steffen era passata ai 50 m in 25.84, in occasione del suo WR di 53.30 ottenuto agli Europei 2006. In quella finale la Veldhuis finì seconda in 54.32 e ai 50 m passò in 26.22: qui è oltre un secondo più veloce. Quindi, gara lanciata su ritmi estremamente veloci da una Marleen Veldhuis davvero inattesa a questi livelli, e in questi casi i delicati equilibri di un 100 sl tendono a stressarsi, con possibili cali, anche netti, nell'ultima parte di gara. In quella finale di Melbourne 2007 emerse il carattere e la forza fisica di Libby Lenton. Anch'essa patì un po' nel finale, ma fu quella che uscì vincitrice da una gara tesa sotto tutti i punti di vista: 53.40, cioè PB migliorato di due centesimi per la Lenton (il precedente 53.42 nuotato ad inizio 2006 era stato WR fino al 53.30 della Steffen agli Europei) ed uguagliato il record dei campionati stabilito dalla Coughlin in semifinale. La Veldhuis (53.70, seconda vasca nuotata in 28.55, dopo il 25.15 nei primi 50 m) vide premiato il suo azzardo con un argento e un netto PB, scendendo per la prima volta in carriera, e di ben tre decimi, sotto la barriera dei 54". La Steffen (terza in 53.74) non riuscì ad attuare la stessa progressione nella seconda vasca mostrata a Budapest 2006. Agli Europei nuotò i secondi 50 m in 27.46, qui in 27.98. Fuori dal podio, quarta in 53.87, Natalie Coughlin, che il giorno prima aveva nuotato lo stesso 53.40 che è valso l'oro alla Lenton. Completano la classifica, la 18enne canadese Morningstar, quinta in 54.10; la campionessa olimpica Henry, sesta in 54.21; la svedese Lillhage, settima in 54.67 e la francese Metella, ottava in 54.77.
modificato Jul 29 a 6:45 pm
 
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Nella finale dei 200 rana, l'Australia giocava la sua carta più sicura per un altro oro: Leisel Jones.

Ho più volte parlato dell'eccezionale 2006 della Jones, di come si fosse distaccata nettamente dalle altre più forti raniste al mondo.
Nei 200 rana aveva fissato il WR a 2.20.54 durante le selezioni per i Commonwealth Games disputate tra fine gennaio ed inizio febbraio, e poi ai Commonwealth Games di metà marzo lo aveva sfiorato nuotando 2.20.72.

Dopo avere vinto l'oro nei 100 rana con meno facilità di quanto era lecito attendersi (dopo un primo 50 m estremamente veloce), nei 200 rana la Jones ha deciso di partire con una certa prudenza: ai 100 m è passata prima in 1.09.80, con la Balfour ad un solo decimo, la Jendrick a 37 centesimi e la Van Biljon a 39 centesimi.

Per dare un riferimento, ai CG 2006 la Jones era passata ai 100 m in 1.08.27.

Il terzo 50 m della Jones è stato però uno spettacolo in termini di cambio di velocità.
Contravvenendo tutti i manuali sulla necessità di non fare brusche accelerazioni, e sulla oggettiva difficoltà di farle in particolare in un 200 rana, la Jones nuotò uno spettacolare 35.47 nella terza vasca, portando il suo vantaggio sulla più vicina delle inseguitrici, la Balfour, a 1 secondo e 78 centesimi, a 1 secondo e 93 centesimi sulla Jendrick e a 2 secondi e 3 centesimi sulla Van Biljon.

I parziali della Jones nelle prime tre vasche: 32.55-37.25-35.47, quindi uno strappo nella terza vasca stile grande corridore degli altipiani in una gara di 3000 siepi o 5000 piani, con la differenza che nel nuoto, e nella rana in particolare, è ancora più difficile riuscire a fare queste variazioni di ritmo.

Nell'ultima vasca la Jones ha chiuso con un 36.57 per lei di routine, andando a vincere il titolo mondiale in 2.21.84.
La lotta per gli altri gradini del podio ha visto Balfour e Jendrick chiudere al secondo posto con lo stesso crono: 2.25.94, lasciando la Van Biljon (2.26.19) senza allori mondiali.
Da rilevare il notevole progresso cronometrico della statunitense Jendrick rispetto al crono di accredito (2.27.98 ).

Nella seconda semifinale dei 200 dorso femminili si è assistito a crono di notevole livello da parte di Hoelzer (2.07.70) e Coventry (2.07.78 ).
Si è detto delle precarie condizioni con cui Alessia Filippi ha affrontato questi Mondiali 2007 e va apprezzata la sua voglia di lottare e rimontare diverse posizioni nell'ultima vasca, e alla fine raggiungere la qualificazione alla finale con il sesto tempo complessivo, a pari-merito con la Szepesi, in 2.11.16.

Nella finale dei 200 rana, l'Australia giocava la sua carta più sicura per un altro oro: Leisel Jones. Ho più volte parlato dell'eccezionale 2006 della Jones, di come si fosse distaccata nettamente dalle altre più forti raniste al mondo. Nei 200 rana aveva fissato il WR a 2.20.54 durante le selezioni per i Commonwealth Games disputate tra fine gennaio ed inizio febbraio, e poi ai Commonwealth Games di metà marzo lo aveva sfiorato nuotando 2.20.72. Dopo avere vinto l'oro nei 100 rana con meno facilità di quanto era lecito attendersi (dopo un primo 50 m estremamente veloce), nei 200 rana la Jones ha deciso di partire con una certa prudenza: ai 100 m è passata prima in 1.09.80, con la Balfour ad un solo decimo, la Jendrick a 37 centesimi e la Van Biljon a 39 centesimi. Per dare un riferimento, ai CG 2006 la Jones era passata ai 100 m in 1.08.27. Il terzo 50 m della Jones è stato però uno spettacolo in termini di cambio di velocità. Contravvenendo tutti i manuali sulla necessità di non fare brusche accelerazioni, e sulla oggettiva difficoltà di farle in particolare in un 200 rana, la Jones nuotò uno spettacolare 35.47 nella terza vasca, portando il suo vantaggio sulla più vicina delle inseguitrici, la Balfour, a 1 secondo e 78 centesimi, a 1 secondo e 93 centesimi sulla Jendrick e a 2 secondi e 3 centesimi sulla Van Biljon. I parziali della Jones nelle prime tre vasche: 32.55-37.25-35.47, quindi uno strappo nella terza vasca stile grande corridore degli altipiani in una gara di 3000 siepi o 5000 piani, con la differenza che nel nuoto, e nella rana in particolare, è ancora più difficile riuscire a fare queste variazioni di ritmo. Nell'ultima vasca la Jones ha chiuso con un 36.57 per lei di routine, andando a vincere il titolo mondiale in 2.21.84. La lotta per gli altri gradini del podio ha visto Balfour e Jendrick chiudere al secondo posto con lo stesso crono: 2.25.94, lasciando la Van Biljon (2.26.19) senza allori mondiali. Da rilevare il notevole progresso cronometrico della statunitense Jendrick rispetto al crono di accredito (2.27.98 ). Nella seconda semifinale dei 200 dorso femminili si è assistito a crono di notevole livello da parte di Hoelzer (2.07.70) e Coventry (2.07.78 ). Si è detto delle precarie condizioni con cui Alessia Filippi ha affrontato questi Mondiali 2007 e va apprezzata la sua voglia di lottare e rimontare diverse posizioni nell'ultima vasca, e alla fine raggiungere la qualificazione alla finale con il sesto tempo complessivo, a pari-merito con la Szepesi, in 2.11.16.
modificato Jul 29 a 9:23 pm
 
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L'ultima finale in programma nella sesta giornata di gare dei Mondiali 2007 era la staffetta 4x200 sl maschile.

Con gli Usa favoritissimi per l'oro, la lotta per gli altri due gradini del podio interessava Italia, Canada e Gran Bretagna, con il possibile inserimento dei padroni di casa australiani.

L'Italia era reduce dalla grande prova degli Europei 2006: oro in 7.09.60, nuovo record italiano.
Del quartetto di allora mancava Devid Berbotto, sostituito da Andrea Busato. Confermati Rosolino, Cassio (finalisti nei 200 sl) e Magnini, cambiava l'ordine di partenza rispetto agli Europei: stavolta la prima frazione spetta a Magnini e l'ultima a Rosolino. C'è da aggiungere anche che la batteria del mattino era stata nuotata da Christian Galenda, a cui subentra Magnini nella finale del pomeriggio.
Il Canada presenta una formazione molto compatta: al nucleo storico costituito da Hayden, Say e Hurd si affianca Brian Johns al posto di Colin Russell.
Anche la Gran Bretagna, come l'Italia, opera un cambio rispetto agli Europei 2006, inserendo Renwick al posto di Hunter, e quindi mantenendo, curiosamente, l'uguaglianza tra rappresentanti scozzesi (Carry e Renwick) e inglesi (Burnett e Davenport).
L'Australia proveniva da prove non certo esaltanti nel 2006. Nella manifestazione per lei più importante, cioè i CG disputati a Melbourne nel marzo 2006. era giunta solo terza in 7.14.99, superata sia dall'Inghilterra che dalla Scozia.

Prima frazione con Phelps (reduce dalle semifinali dei 100 delfino) per gli Usa, Magnini per l'Italia, Carry per la Gran Bretagna, Johns per il Canada e Murphy per l'Australia.

Phelps chiude al primo posto in 1.45.36, distanziando di 2 secondi e 3 decimi Magnini (1.47.66 la sua frazione). Terzo è il britannico Carry in 1.48.16, quarto il canadese Johns in 1.48.46, quinto l'australiano Murphy in 1.48.55.

Breve commento: Usa, come da pronostico, lanciati verso il successo. Magnini fa più o meno quello che ci si aspettava da lui (aveva nuotato un 1.47.01 lanciato agli Europei 2006), Carry aggiunge più di mezzo secondo al parziale degli Europei (1.47.60), Johns si difende con un 1.48.46, così come Murphy con un 1.48.55.
Nella sfida per argento e bronzo si prospetta adesso una frazione delicata per l'Italia, con al via l'esordiente Busato, mentre il Canada schiera il suo frazionista più forte, Brent Hayden, la Gran Bretagna Renwick e l'Australia Mewing.

Ai 400 m gli Usa, con una frazione di Lochte da 1.45.86, hanno 3 secondi e 83 centesimi di vantaggio sulla squadra in seconda posizione, che è diventato il Canada grazie ad una frazione di Hayden da 1.46.59. Terza è l'Australia a 4 secondi e 85 centesimi dagli Usa (1.47.52 per l'australiano Mewing), quarta la Gran Bretagna a 5 secondi e 88 centesimi dagli Usa (1.48.94 per Renwick) e quinta l'Italia a 6 secondi e 65 centesimi dagli Stati Uniti (1.50.21 per Busato).

Breve commento: gli Usa, dopo l'ottima frazione di Lochte, hanno ora concrete chance di superare anche "l'avversario virtuale" costituito dal WR dell'Australia. Hayden, schierato al solito in seconda frazione, ha posto il Canada in ottima posizione per arrivare al secondo posto anche alla fine della staffetta, viste le non brillanti frazioni di Gran Bretagna ed Italia. L'Australia è (un po' inaspettatamente) terza a metà gara, e comincia a credere seriamente al podio, visto che in ultima frazione partirà il suo duecentista più forte, Monk (con tifosi vestiti da monaco al seguito smile ).
Per la Gran Bretagna un'altra frazione non certo esaltante (agli Europei 2006 Hunter, il meno forte dei quattro frazionisti, nuotò un 1.48.63), mentre l'Italia, purtroppo, ha ora un notevole distacco da colmare (agli Europei 2006 Berbotto nuotò un 1.47.87).

Ai 600 m Keller, terzo frazionista statunitense, con una frazione da 1.46.31 porta il vantaggio degli Usa a 5 secondi e 1 centesimo sul Canada (1.47.59 per Say), mentre solo due centesimi separano l'Australia in terza posizione (a 6 secondi e 65 centesimi dagli Usa, con la frazione di Brits da 1.48.21) e la Gran Bretagna in quarta (1.47.20 la frazione di Burnett). Purtroppo Cassio (1.47.87) non è riuscito nella mission-impossible di riagganciare australiani e britannici, e l'Italia è quinta a 8 secondi e 11 centesimi di distacco dagli Usa, e quindi a quasi un secondo e mezzo dalla terza posizione dell'Australia.

Breve commento: Keller nuota la terza frazione invece della consueta quarta, dopo le deludenti prove nelle gare individuali (eliminato in batteria sia nei 400 sl che - davvero clamorosamente - nei 200 sl), ma si disimpegna piuttosto bene con un 1.46.31 che mantiene gli Usa in vantaggio sul WR.
Il Canada, sempre molto regolare, ha un vantaggio di 1 secondo e 64 centesimi sull'Australia e di 1 secondo e 66 centesimi sulla Gran Bretagna a 200 metri dalla fine, quindi ancora discrete prospettive di podio, pur tenendo conto di un ultimo frazionista inferiore a quello australiano e britannico.
La buona frazione di Burnett (1.47.20 contro l'1.48.13 degli Europei 2006) ha ravvivato le speranze di medaglia della stessa Gran Bretagna, anche se a questo punto il "Monaco australiano" appare favorito su Davenport, ultimo frazionista britannico.
Per l'Italia, anche se c'è Rosolino in partenza, ormai nessuna chance di podio, visto il distacco di 1 secondo e 46 centesimi dall'Australia, terza, e di 1 secondo e 44 centesimi dalla Gran Bretagna, quarta.

Peter Vanderkaay chiude per gli Usa con una frazione da 1.45.71, per un crono complessivo di 7.03.24 che migliora di ben 1 secondo e 42 centesimi il WR stabilito dall'Australia ai Mondiali di Fukuoka 2001, quelli dello storico sorpasso aussie nel medagliere del nuoto sugli Stati Uniti.
Dietro la lotta per il podio è una...questione di fede smile : Monk straripa con una frazione da 1.45.77, staccando Davenport e andando a riprendere e superando anche Hurd, ultimo frazionista canadese.
Hurd (1.48.06) riesce a mantenere il terzo posto dall'ultimo assalto britannico (1.46.98 per Davenport), mentre Rosolino (1.46.57) non ha obiettivi realistici a cui puntare, oltre al consolidamento del quinto posto.
Crono finali: primi Usa in 7.03.24 nuovo WR (precedente il 7.04.66 dell'Australia ai Mondiali 2001), seconda Australia in 7.10.05, terzo Canada in 7.10.70, quarta Gran Bretagna in 7.11.28, quinta Italia in 7.12.31.

Quindi, il 7.09.60 dell'Italia agli Europei 2006 sarebbe stato buono per l'argento.

L'ultima finale in programma nella sesta giornata di gare dei Mondiali 2007 era la staffetta 4x200 sl maschile. Con gli Usa favoritissimi per l'oro, la lotta per gli altri due gradini del podio interessava Italia, Canada e Gran Bretagna, con il possibile inserimento dei padroni di casa australiani. L'Italia era reduce dalla grande prova degli Europei 2006: oro in 7.09.60, nuovo record italiano. Del quartetto di allora mancava Devid Berbotto, sostituito da Andrea Busato. Confermati Rosolino, Cassio (finalisti nei 200 sl) e Magnini, cambiava l'ordine di partenza rispetto agli Europei: stavolta la prima frazione spetta a Magnini e l'ultima a Rosolino. C'è da aggiungere anche che la batteria del mattino era stata nuotata da Christian Galenda, a cui subentra Magnini nella finale del pomeriggio. Il Canada presenta una formazione molto compatta: al nucleo storico costituito da Hayden, Say e Hurd si affianca Brian Johns al posto di Colin Russell. Anche la Gran Bretagna, come l'Italia, opera un cambio rispetto agli Europei 2006, inserendo Renwick al posto di Hunter, e quindi mantenendo, curiosamente, l'uguaglianza tra rappresentanti scozzesi (Carry e Renwick) e inglesi (Burnett e Davenport). L'Australia proveniva da prove non certo esaltanti nel 2006. Nella manifestazione per lei più importante, cioè i CG disputati a Melbourne nel marzo 2006. era giunta solo terza in 7.14.99, superata sia dall'Inghilterra che dalla Scozia. Prima frazione con Phelps (reduce dalle semifinali dei 100 delfino) per gli Usa, Magnini per l'Italia, Carry per la Gran Bretagna, Johns per il Canada e Murphy per l'Australia. Phelps chiude al primo posto in 1.45.36, distanziando di 2 secondi e 3 decimi Magnini (1.47.66 la sua frazione). Terzo è il britannico Carry in 1.48.16, quarto il canadese Johns in 1.48.46, quinto l'australiano Murphy in 1.48.55. Breve commento: Usa, come da pronostico, lanciati verso il successo. Magnini fa più o meno quello che ci si aspettava da lui (aveva nuotato un 1.47.01 lanciato agli Europei 2006), Carry aggiunge più di mezzo secondo al parziale degli Europei (1.47.60), Johns si difende con un 1.48.46, così come Murphy con un 1.48.55. Nella sfida per argento e bronzo si prospetta adesso una frazione delicata per l'Italia, con al via l'esordiente Busato, mentre il Canada schiera il suo frazionista più forte, Brent Hayden, la Gran Bretagna Renwick e l'Australia Mewing. Ai 400 m gli Usa, con una frazione di Lochte da 1.45.86, hanno 3 secondi e 83 centesimi di vantaggio sulla squadra in seconda posizione, che è diventato il Canada grazie ad una frazione di Hayden da 1.46.59. Terza è l'Australia a 4 secondi e 85 centesimi dagli Usa (1.47.52 per l'australiano Mewing), quarta la Gran Bretagna a 5 secondi e 88 centesimi dagli Usa (1.48.94 per Renwick) e quinta l'Italia a 6 secondi e 65 centesimi dagli Stati Uniti (1.50.21 per Busato). Breve commento: gli Usa, dopo l'ottima frazione di Lochte, hanno ora concrete chance di superare anche "l'avversario virtuale" costituito dal WR dell'Australia. Hayden, schierato al solito in seconda frazione, ha posto il Canada in ottima posizione per arrivare al secondo posto anche alla fine della staffetta, viste le non brillanti frazioni di Gran Bretagna ed Italia. L'Australia è (un po' inaspettatamente) terza a metà gara, e comincia a credere seriamente al podio, visto che in ultima frazione partirà il suo duecentista più forte, Monk (con tifosi vestiti da monaco al seguito :) ). Per la Gran Bretagna un'altra frazione non certo esaltante (agli Europei 2006 Hunter, il meno forte dei quattro frazionisti, nuotò un 1.48.63), mentre l'Italia, purtroppo, ha ora un notevole distacco da colmare (agli Europei 2006 Berbotto nuotò un 1.47.87). Ai 600 m Keller, terzo frazionista statunitense, con una frazione da 1.46.31 porta il vantaggio degli Usa a 5 secondi e 1 centesimo sul Canada (1.47.59 per Say), mentre solo due centesimi separano l'Australia in terza posizione (a 6 secondi e 65 centesimi dagli Usa, con la frazione di Brits da 1.48.21) e la Gran Bretagna in quarta (1.47.20 la frazione di Burnett). Purtroppo Cassio (1.47.87) non è riuscito nella mission-impossible di riagganciare australiani e britannici, e l'Italia è quinta a 8 secondi e 11 centesimi di distacco dagli Usa, e quindi a quasi un secondo e mezzo dalla terza posizione dell'Australia. Breve commento: Keller nuota la terza frazione invece della consueta quarta, dopo le deludenti prove nelle gare individuali (eliminato in batteria sia nei 400 sl che - davvero clamorosamente - nei 200 sl), ma si disimpegna piuttosto bene con un 1.46.31 che mantiene gli Usa in vantaggio sul WR. Il Canada, sempre molto regolare, ha un vantaggio di 1 secondo e 64 centesimi sull'Australia e di 1 secondo e 66 centesimi sulla Gran Bretagna a 200 metri dalla fine, quindi ancora discrete prospettive di podio, pur tenendo conto di un ultimo frazionista inferiore a quello australiano e britannico. La buona frazione di Burnett (1.47.20 contro l'1.48.13 degli Europei 2006) ha ravvivato le speranze di medaglia della stessa Gran Bretagna, anche se a questo punto il "Monaco australiano" appare favorito su Davenport, ultimo frazionista britannico. Per l'Italia, anche se c'è Rosolino in partenza, ormai nessuna chance di podio, visto il distacco di 1 secondo e 46 centesimi dall'Australia, terza, e di 1 secondo e 44 centesimi dalla Gran Bretagna, quarta. Peter Vanderkaay chiude per gli Usa con una frazione da 1.45.71, per un crono complessivo di 7.03.24 che migliora di ben 1 secondo e 42 centesimi il WR stabilito dall'Australia ai Mondiali di Fukuoka 2001, quelli dello storico sorpasso aussie nel medagliere del nuoto sugli Stati Uniti. Dietro la lotta per il podio è una...questione di fede ;) : Monk straripa con una frazione da 1.45.77, staccando Davenport e andando a riprendere e superando anche Hurd, ultimo frazionista canadese. Hurd (1.48.06) riesce a mantenere il terzo posto dall'ultimo assalto britannico (1.46.98 per Davenport), mentre Rosolino (1.46.57) non ha obiettivi realistici a cui puntare, oltre al consolidamento del quinto posto. Crono finali: primi Usa in 7.03.24 nuovo WR (precedente il 7.04.66 dell'Australia ai Mondiali 2001), seconda Australia in 7.10.05, terzo Canada in 7.10.70, quarta Gran Bretagna in 7.11.28, quinta Italia in 7.12.31. Quindi, il 7.09.60 dell'Italia agli Europei 2006 sarebbe stato buono per l'argento.
modificato Jul 30 a 7:17 pm
 
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Nella settima giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007, c'era la ormai consueta prova del fuoco per Phelps, cioè la finale dei 100 delfino, dove lo aspettava Ian Crocker.

Riassunto delle puntate precedenti di una rivalità iniziata con la leggendaria finale dei Mondiali 2003, talmente bella che ve la ripropongo https://www.youtube.com/watch?v=UH2tAuv3r0k

.

Perché quella finale fu leggendaria? Perchè sia alle Olimpiadi del 2000 (primo Frolander in 52.00, secondo Klim in 52.18, terzo Huegill in 52.22) che ai Mondiali del 2001 (primo ancora Frolander in 52.10, secondo Crocker in 52.25, terzo Huegill in 52.36) si vinse i 100 delfino con crono di 52.0 e 52.1.

C'era, insomma, una netta differenza di velocità tra delfino e stile libero, almeno dell'ordine dei 4 secondi su un 100 metri, che si rispecchiava sia nella differenza tra i WR di Van den Hoogenband nei 100 stile libero e di Klim nei 100 delfino, che nei crono delle rispettive finali negli eventi più importanti.

E, invece, quella finale di Barcellona 2003 fu una sorta di rivoluzione copernicana dei 100 delfino, che erano già progrediti, come detto, a livello di semifinali di quei Mondiali (con il più breve WR della storia, quello di Serdinov, ottenuto nella prima semifinale prima di essere superato da Phelps, vincitore della seconda semifinale).

Crocker, con 50.98, infranse il muro dei 51" e Phelps ci andò ad un decimo nuotando una seconda vasca epocale (26.49!! Finendo fortissimo dopo avere alternato la respirazione, cosa che poi abbandonò).

Quindi, ai Mondiali 2003 si partì con la vittoria di Crocker in 50.98 davanti al 51.10 di Phelps e al 51.59 di Serdinov.
L'anno dopo, alle Olimpiadi 2004, rivincita di Phelps in un arrivo ravvicinato a tre: primo Phelps in 51.25, secondo Crocker in 51.29, terzo Serdinov in 51.36 (il punto più alto di Serdinov).
Ai Mondiali 2005 le traiettorie si allontanarono bruscamente, perché al miglior Crocker di sempre (50.40, altro WR di grande significato) si contrappose il peggior Phelps (secondo in 51.65). E anche Serdinov era ben lontano dai fasti dell'anno precedente (terzo in 52.08 ).

Eravamo quindi al quarto capitolo di una sfida che vedeva Crocker in vantaggio 2-1.
I pronostici erano assai incerti, perché il Phelps 2007 era senz'altro il più forte di sempre, ma restava tutta la difficoltà di affrontare uno specialista della classe di Crocker al penultimo giorno di gare, dopo avere già completato 3 gare individuali e 2 staffette.

Crocker nuotava in corsia 4, Phelps in corsia 6 e Milorad Cavic in corsia 7.
Da notare come Cavic, presentatosi ai Mondiali senza tempi di accredito, avesse ottenuto un ottimo 51.70 (secondo miglior crono complessivo delle batterie) nuotando nella prima batteria. In semifinale, poi, aveva fatto peggio: 52.16, sesto crono complessivo.

Ai 50 m passa primo Crocker in 23.56 (23.51 il suo passaggio in occasione del WR a Montreal), con Cavic secondo a soli 5 centesimi e Phelps terzo a 43 centesimi.

Dopo l'uscita dalla virata, l'azione di Cavic si spegne visibilmente e quindi tutti gli occhi sono, al solito, puntati sul duello Crocker-Phelps.
Fino alla metà della seconda vasca la rimonta di Phelps è quasi inesistente: Crocker regge benissimo e le sue braccia sono all'altezza della linea virtuale del WR.
Poi, il calo di Crocker, e Phelps che guadagna in modo evidente facendo riaffiorare la solita domanda: ci sarà abbastanza spazio perché la rimonta si completi, o il muro d'arrivo arriverà in tempo per conservare il primo posto di Crocker?

A fare la differenza, stavolta come sarà nel famosissimo e super-discusso arrivo dell'anno successivo, è la velocità finale con cui Phelps completa l'ultima bracciata.
Forse anche il Crocker 2007, come sarà - in modo ancor più visibile - per il Cavic 2008, è in vantaggio con la testa al momento dell'ultima bracciata, ma le sue braccia sono appesantite dalla fatica e si allungano verso la piastra con tanta velocità in meno rispetto a quelle di Phelps.
In questa finale Crocker, a differenza del Cavic 2008, non può nemmeno rimproverarsi un arrivo troppo lungo o di avere sollevato la testa in anticipo: solo la differente brillantezza nell'ultimo metro ha fatto la differenza in favore di Phelps.

Tempi finali: primo Phelps in 50.77 (23.99-26.78 ), secondo Crocker in 50.82 (23.56-27.26), terzo Subirats in 51.82, quarto Ferns in 52.03, quinto Serdinov in 52.23, sesto Cavic in 52.53 (23.61-28.92).

Chiusura su quello che diverrà, all'Olimpiade 2008, il "nuovo Crocker" per Phelps, cioè Milorad Cavic.
In questi Mondiali si era, quindi, evidenziato il suo potenziale (ad esempio la capacità di compiere passaggi veloci e la notevole potenza fisica), in particolare con quel 51.70 della batteria.
Si erano però anche evidenziati due problemi non facili da risolvere, a maggior ragione in un solo anno: la tendenza a diventare meno brillante con il passare dei turni e, soprattutto, la difficoltà nella seconda vasca, sottolineata dal 28.92 nuotato in finale.

Ma nel marzo 2008 arriverà lo Speedo Lzr a rimescolare parecchio le carte, rendendo - ad esempio - le seconde vasche di un 100 m molto più agevoli da affrontare..

Nella settima giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007, c'era la ormai consueta prova del fuoco per Phelps, cioè la finale dei 100 delfino, dove lo aspettava Ian Crocker. Riassunto delle puntate precedenti di una rivalità iniziata con la leggendaria finale dei Mondiali 2003, talmente bella che ve la ripropongo https://www.youtube.com/watch?v=UH2tAuv3r0k. Perché quella finale fu leggendaria? Perchè sia alle Olimpiadi del 2000 (primo Frolander in 52.00, secondo Klim in 52.18, terzo Huegill in 52.22) che ai Mondiali del 2001 (primo ancora Frolander in 52.10, secondo Crocker in 52.25, terzo Huegill in 52.36) si vinse i 100 delfino con crono di 52.0 e 52.1. C'era, insomma, una netta differenza di velocità tra delfino e stile libero, almeno dell'ordine dei 4 secondi su un 100 metri, che si rispecchiava sia nella differenza tra i WR di Van den Hoogenband nei 100 stile libero e di Klim nei 100 delfino, che nei crono delle rispettive finali negli eventi più importanti. E, invece, quella finale di Barcellona 2003 fu una sorta di rivoluzione copernicana dei 100 delfino, che erano già progrediti, come detto, a livello di semifinali di quei Mondiali (con il più breve WR della storia, quello di Serdinov, ottenuto nella prima semifinale prima di essere superato da Phelps, vincitore della seconda semifinale). Crocker, con 50.98, infranse il muro dei 51" e Phelps ci andò ad un decimo nuotando una seconda vasca epocale (26.49!! Finendo fortissimo dopo avere alternato la respirazione, cosa che poi abbandonò). Quindi, ai Mondiali 2003 si partì con la vittoria di Crocker in 50.98 davanti al 51.10 di Phelps e al 51.59 di Serdinov. L'anno dopo, alle Olimpiadi 2004, rivincita di Phelps in un arrivo ravvicinato a tre: primo Phelps in 51.25, secondo Crocker in 51.29, terzo Serdinov in 51.36 (il punto più alto di Serdinov). Ai Mondiali 2005 le traiettorie si allontanarono bruscamente, perché al miglior Crocker di sempre (50.40, altro WR di grande significato) si contrappose il peggior Phelps (secondo in 51.65). E anche Serdinov era ben lontano dai fasti dell'anno precedente (terzo in 52.08 ). Eravamo quindi al quarto capitolo di una sfida che vedeva Crocker in vantaggio 2-1. I pronostici erano assai incerti, perché il Phelps 2007 era senz'altro il più forte di sempre, ma restava tutta la difficoltà di affrontare uno specialista della classe di Crocker al penultimo giorno di gare, dopo avere già completato 3 gare individuali e 2 staffette. Crocker nuotava in corsia 4, Phelps in corsia 6 e Milorad Cavic in corsia 7. Da notare come Cavic, presentatosi ai Mondiali senza tempi di accredito, avesse ottenuto un ottimo 51.70 (secondo miglior crono complessivo delle batterie) nuotando nella prima batteria. In semifinale, poi, aveva fatto peggio: 52.16, sesto crono complessivo. Ai 50 m passa primo Crocker in 23.56 (23.51 il suo passaggio in occasione del WR a Montreal), con Cavic secondo a soli 5 centesimi e Phelps terzo a 43 centesimi. Dopo l'uscita dalla virata, l'azione di Cavic si spegne visibilmente e quindi tutti gli occhi sono, al solito, puntati sul duello Crocker-Phelps. Fino alla metà della seconda vasca la rimonta di Phelps è quasi inesistente: Crocker regge benissimo e le sue braccia sono all'altezza della linea virtuale del WR. Poi, il calo di Crocker, e Phelps che guadagna in modo evidente facendo riaffiorare la solita domanda: ci sarà abbastanza spazio perché la rimonta si completi, o il muro d'arrivo arriverà in tempo per conservare il primo posto di Crocker? A fare la differenza, stavolta come sarà nel famosissimo e super-discusso arrivo dell'anno successivo, è la velocità finale con cui Phelps completa l'ultima bracciata. Forse anche il Crocker 2007, come sarà - in modo ancor più visibile - per il Cavic 2008, è in vantaggio con la testa al momento dell'ultima bracciata, ma le sue braccia sono appesantite dalla fatica e si allungano verso la piastra con tanta velocità in meno rispetto a quelle di Phelps. In questa finale Crocker, a differenza del Cavic 2008, non può nemmeno rimproverarsi un arrivo troppo lungo o di avere sollevato la testa in anticipo: solo la differente brillantezza nell'ultimo metro ha fatto la differenza in favore di Phelps. Tempi finali: primo Phelps in 50.77 (23.99-26.78 ), secondo Crocker in 50.82 (23.56-27.26), terzo Subirats in 51.82, quarto Ferns in 52.03, quinto Serdinov in 52.23, sesto Cavic in 52.53 (23.61-28.92). Chiusura su quello che diverrà, all'Olimpiade 2008, il "nuovo Crocker" per Phelps, cioè Milorad Cavic. In questi Mondiali si era, quindi, evidenziato il suo potenziale (ad esempio la capacità di compiere passaggi veloci e la notevole potenza fisica), in particolare con quel 51.70 della batteria. Si erano però anche evidenziati due problemi non facili da risolvere, a maggior ragione in un solo anno: la tendenza a diventare meno brillante con il passare dei turni e, soprattutto, la difficoltà nella seconda vasca, sottolineata dal 28.92 nuotato in finale. Ma nel marzo 2008 arriverà lo Speedo Lzr a rimescolare parecchio le carte, rendendo - ad esempio - le seconde vasche di un 100 m molto più agevoli da affrontare..
modificato Aug 1 a 3:11 pm
 
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Dopo avere visto la finale dei 100 delfino maschili, ecco le altre finali della settima giornata di gare dei Mondiali 2007.

I 200 dorso femminili, come visto, si erano accesi fin dalle semifinali, con due crono sotto il 2.08 da parte di Hoelzer e Coventry.
La finale mantiene in toto le aspettative, con le due che si danno battaglia fino alla fine.
Ai 100 metri la Coventry passa prima in 1.02.61, davanti all'1.02.79 della Hoelzer, all'1.02.86 della campionessa d'Europa Esther Baron e all'1.03.12 della giapponese Nakamura, presentatasi a questi Mondiali con il miglior crono di accredito.
Ai 150 metri sorpasso della Hoelzer che vira in 1.35.05 (32.26 di parziale), contro l'1.35.38 della Coventry (32.77 di parziale), l'1.35.80 della Nakamura (32.68 di parziale) e l'1.35.89 della Baron (33.03 di parziale).
La Hoelzer chiude anche l'ultima vasca con un impressionante parziale di 32.11, vincendo la gara in 2.07.16, netto PB e - dopo tanti anni in cui si era vinto con crono superiori - ritornando a poco più di mezzo secondo dallo strepitoso WR di 2.06.62 siglato dalla Egerszegi agli Europei 1991.
Davvero nulla da rimproverarsi per la Coventry, seconda in 2.07.54 (32.16 nell'ultima vasca; la differenza l'ha fatta il terzo 50 m), anche lei autrice di un netto miglioramento rispetto al PB che aveva alla vigilia dei Mondiali.
Terza è la Nakamura in 2.08.54 (aveva 2.08.86 di PB) e solo quarta la Baron (2.09.59) nonostante anch'ella abbia progredito rispetto al crono con cui aveva vinto gli Europei 2006 (2.10.07).
Purtroppo, solo atto di presenza per Alessia Filippi (già detto del virus che ne ha inficiato l'ultimo periodo di preparazione), che si ritrova con poche energie da spendere e chiude ottava in 2.11.41.

Nei 50 farfalla femminili, vittoria per Therese Alshammer in 25.91 su Miatke (26.05) e Dekker (26.11), con la connazionale Kammerling, primatista mondiale, solo quarta in 26.32.

Sorpresa rilevante nei 50 sl maschili, perché il titolo mondiale è andato allo statunitense meno accreditato alla vigilia, cioè Ben Wildman-Tobriner, capace di un 21.88 in finale, a precedere l'altro Usa Cullen Jones (21.94) e lo svedese Nystrand (21.97). Quarto il polacco Kizierowski (22.00), poi l'australiano Sullivan (22.05) e il brasiliano Cielo (22.12). Settimo Schoeman (22.16) e ottavo Hayden (22.28 ).
Da rilevare come la finale dei 50 sl sia stata molto più veloce delle semifinali, che avevano visto il miglior crono per Nystrand in 21.99 e Wildman-Tobriner sesto in 22.23.

Chiusura con la staffetta mista femminile.
In batteria decimo crono per l'Italia in 4.06.64 (Gemo 1.02.53, Boggiatto 1.09.89, Segat 59.77, Pellegrini 54.45). Segnalerei anche il 57.47 a delfino di Dana Vollmer, che segnala le potenzialità in questo stile della futura campionessa olimpica 2012.
La finale vede la "bella" tra Australia (vincitrice della 4x100 sl) e Stati Uniti (vincitori della 4x200 sl).
Gli Usa, sfavoriti, devono sperare in un'altra super-frazione della Coughlin, che guadagni almeno un secondo dalla Seebohm, che la Kirk perda pochi decimi dalla Jones, che la Komisarz faccia quasi partita pari con la Schipper e poi sperare in un acuto della Nymeyer a sl, che deve affrontare la campionessa mondiale Lenton.
Insomma, troppi se.., che peraltro vengono spazzati via già dopo i primi 100 m, perché la Coughlin, ormai con le batterie un po' scariche dopo Mondiali straordinari, nuota un 1.00.66 che resta molto lontano dal suo fresco WR ottenuto nella finale dei 100 dorso ed è invece molto vicino all'1.00.79 della Seebohm, prima frazionista aussie.
A metterci, poi, il carico da novanta ci pensa l'1.04.94 di una Leisel Jones tornata Lethal, che distacca la Kirk (1.06.37).
La staffetta si è messa pro-Australia e questo non viene cambiato nemmeno dal sorprendente esito del delfino, dove la Komisarz (57.06) è un po' più veloce della Schipper (57.18 ).
La Lenton parte quindi con 1 secondo e 18 centesimi di vantaggio sulla Nymeyer, cioè con l'oro in tasca, e il suo vero obiettivo diventa il WR della staffetta mista, che raggiunge con una frazione da 52.83 che fissa il crono finale in un 3.55.74 che migliora il precedente WR di 3.56.30 stabilito ai Giochi del Commonwealth 2006.
La Nymeyer chiude in 54.22, per cui il crono finale del quartetto Usa è di 3.58.31.
Per il terzo posto, battaglia sul filo dei centesimi tra Cina e Gran Bretagna. L'ultima frazionista cinese, Yanwei Xu (53.99), riesce a difendere il vantaggio acquisito dalla Cina nella precedente frazione a delfino, dal ritorno di un'ottima Halsall (53.76 per lei).
Terza la Cina in 4.01.97, quarta la Gran Bretagna in 4.02.18.
Oltre alla frazione della Halsall, da notare quella a dorso della connazionale russa Zueva (nata anche lei nel 1990), capace di un 1.00.85.

Dopo avere visto la finale dei 100 delfino maschili, ecco le altre finali della settima giornata di gare dei Mondiali 2007. I 200 dorso femminili, come visto, si erano accesi fin dalle semifinali, con due crono sotto il 2.08 da parte di Hoelzer e Coventry. La finale mantiene in toto le aspettative, con le due che si danno battaglia fino alla fine. Ai 100 metri la Coventry passa prima in 1.02.61, davanti all'1.02.79 della Hoelzer, all'1.02.86 della campionessa d'Europa Esther Baron e all'1.03.12 della giapponese Nakamura, presentatasi a questi Mondiali con il miglior crono di accredito. Ai 150 metri sorpasso della Hoelzer che vira in 1.35.05 (32.26 di parziale), contro l'1.35.38 della Coventry (32.77 di parziale), l'1.35.80 della Nakamura (32.68 di parziale) e l'1.35.89 della Baron (33.03 di parziale). La Hoelzer chiude anche l'ultima vasca con un impressionante parziale di 32.11, vincendo la gara in 2.07.16, netto PB e - dopo tanti anni in cui si era vinto con crono superiori - ritornando a poco più di mezzo secondo dallo strepitoso WR di 2.06.62 siglato dalla Egerszegi agli Europei 1991. Davvero nulla da rimproverarsi per la Coventry, seconda in 2.07.54 (32.16 nell'ultima vasca; la differenza l'ha fatta il terzo 50 m), anche lei autrice di un netto miglioramento rispetto al PB che aveva alla vigilia dei Mondiali. Terza è la Nakamura in 2.08.54 (aveva 2.08.86 di PB) e solo quarta la Baron (2.09.59) nonostante anch'ella abbia progredito rispetto al crono con cui aveva vinto gli Europei 2006 (2.10.07). Purtroppo, solo atto di presenza per Alessia Filippi (già detto del virus che ne ha inficiato l'ultimo periodo di preparazione), che si ritrova con poche energie da spendere e chiude ottava in 2.11.41. Nei 50 farfalla femminili, vittoria per Therese Alshammer in 25.91 su Miatke (26.05) e Dekker (26.11), con la connazionale Kammerling, primatista mondiale, solo quarta in 26.32. Sorpresa rilevante nei 50 sl maschili, perché il titolo mondiale è andato allo statunitense meno accreditato alla vigilia, cioè Ben Wildman-Tobriner, capace di un 21.88 in finale, a precedere l'altro Usa Cullen Jones (21.94) e lo svedese Nystrand (21.97). Quarto il polacco Kizierowski (22.00), poi l'australiano Sullivan (22.05) e il brasiliano Cielo (22.12). Settimo Schoeman (22.16) e ottavo Hayden (22.28 ). Da rilevare come la finale dei 50 sl sia stata molto più veloce delle semifinali, che avevano visto il miglior crono per Nystrand in 21.99 e Wildman-Tobriner sesto in 22.23. Chiusura con la staffetta mista femminile. In batteria decimo crono per l'Italia in 4.06.64 (Gemo 1.02.53, Boggiatto 1.09.89, Segat 59.77, Pellegrini 54.45). Segnalerei anche il 57.47 a delfino di Dana Vollmer, che segnala le potenzialità in questo stile della futura campionessa olimpica 2012. La finale vede la "bella" tra Australia (vincitrice della 4x100 sl) e Stati Uniti (vincitori della 4x200 sl). Gli Usa, sfavoriti, devono sperare in un'altra super-frazione della Coughlin, che guadagni almeno un secondo dalla Seebohm, che la Kirk perda pochi decimi dalla Jones, che la Komisarz faccia quasi partita pari con la Schipper e poi sperare in un acuto della Nymeyer a sl, che deve affrontare la campionessa mondiale Lenton. Insomma, troppi se.., che peraltro vengono spazzati via già dopo i primi 100 m, perché la Coughlin, ormai con le batterie un po' scariche dopo Mondiali straordinari, nuota un 1.00.66 che resta molto lontano dal suo fresco WR ottenuto nella finale dei 100 dorso ed è invece molto vicino all'1.00.79 della Seebohm, prima frazionista aussie. A metterci, poi, il carico da novanta ci pensa l'1.04.94 di una Leisel Jones tornata Lethal, che distacca la Kirk (1.06.37). La staffetta si è messa pro-Australia e questo non viene cambiato nemmeno dal sorprendente esito del delfino, dove la Komisarz (57.06) è un po' più veloce della Schipper (57.18 ). La Lenton parte quindi con 1 secondo e 18 centesimi di vantaggio sulla Nymeyer, cioè con l'oro in tasca, e il suo vero obiettivo diventa il WR della staffetta mista, che raggiunge con una frazione da 52.83 che fissa il crono finale in un 3.55.74 che migliora il precedente WR di 3.56.30 stabilito ai Giochi del Commonwealth 2006. La Nymeyer chiude in 54.22, per cui il crono finale del quartetto Usa è di 3.58.31. Per il terzo posto, battaglia sul filo dei centesimi tra Cina e Gran Bretagna. L'ultima frazionista cinese, Yanwei Xu (53.99), riesce a difendere il vantaggio acquisito dalla Cina nella precedente frazione a delfino, dal ritorno di un'ottima Halsall (53.76 per lei). Terza la Cina in 4.01.97, quarta la Gran Bretagna in 4.02.18. Oltre alla frazione della Halsall, da notare quella a dorso della connazionale russa Zueva (nata anche lei nel 1990), capace di un 1.00.85.
modificato Aug 3 a 7:02 pm
 
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Nell'ultima giornata di gare di quei Mondiali 2007, c'era grande attesa per la finale dei 400 misti maschili.
Attesa a livello mondiale, per vedere se Phelps sarebbe stato in grado di completare, con il quinto oro individuale, magari accompagnato da un altro WR, il suo Mondiale perfetto, o se uno tra Cseh e Lochte sarebbe stato in grado di superarlo.
Attesa a livello italiano, perché Marin sembrava in ottime condizioni di forma, dopo i 200 dorso nuotati come consueto warm-up in vista dei 400 misti, ma c'era il precedente dell'anno prima, agli Europei 2006, che non lasciava completamente tranquilli.

Da notare come il miglior crono di accredito fosse il 4.09.86 con cui Cseh aveva vinto gli Europei dell'anno prima e come Phelps avesse il secondo crono in 4.10.16 (vittoria ai Nationals 2006).
C'erano poi da considerare i probabili progressi di un Lochte reduce dalla grande vittoria nei 200 dorso, e che - dopo avere interrotto il filotto di vittorie di Peirsol nel dorso - avrebbe volentieri posto fine anche alla striscia vincente di Phelps nei 400 misti.
Questo 400 misti posto all'ultimo giorno dei Mondiali, e quindi quinto evento individuale affrontato da Phelps, era piuttosto temuto dallo stesso Bowman, con il fattore-stanchezza ad affiancarsi ad un campo-avversari assai competitivo e in decisa crescita, come dimostrava il fatto che, dopo anni, Phelps non si presentava con un netto vantaggio su tutti nelle start-list; anzi, come detto, c'era chi aveva fatto meglio nell'ultimo anno.

Nella batterie della mattina, il primo crono era stato realizzato da Phelps in 4.12.01, davanti al 4.13.33 di Marin (che nuotava nella stessa batteria), al 4.13.44 di Mellouli, al 4.13.71 di Lochte e al 4.15.41 di Cseh. Completavano la finale Drymonakos, Kerekjarto e Demetis, quindi erano schierati al via due greci, due ungheresi, due statunitensi, un italiano e un tunisino.

Video della finale per chi la volesse rivedere: https://www.youtube.com/watch?v=fM9mNySTAoY&t=75s

Il WR, vecchio di quasi tre anni, era il 4.08.26 di Atene 2004, particolarmente caro a Michelone perché era stato il suo primo oro olimpico.

A delfino Phelps sembra "veleggiare" (a proposito, trovo ancora oggi sbalorditivo chi sosteneva che Phelps non nuotasse bene. Il suo delfino, come appare anche da questo video, è veramente fluido e senza dispersioni verticali, al contrario, ad esempio, di quello di Cseh, che in questo primo 100 m non sembra davvero in sintonia con l'acqua), senza dare l'impressione di andare fortissimo, ma il crono dice diversamente: passaggio in 55.05, con un vantaggio di 52 centesimi rispetto al suo passaggio di Atene 2004.
Lochte è secondo ai 100 m in 55.99, crono decisamente veloce rispetto al 57.10 nuotato in occasione del suo PB di 4.11.53, mentre Cseh vira in 56.52, tempo in linea con le attese (56.78 agli Europei 2006 per il suo 4.09.86), ma è la sua azione che, come detto, appare disordinata e non convincente.
Per Marin un 59.60 ai 100 m che conferma i suoi passaggi "storici" (59.44 per lui in occasione del suo 4.11.67 ai Mondiali precedenti, quelli del 2005).

Nella frazione a dorso si assiste al recupero di Lochte che al passaggio di metà gara è primo in 1.58.15 (2.00.22 il suo passaggio in occasione del precedente PB), con Phelps secondo a 3 centesimi.
L'azione di Phelps resta estremamente fluida, ma il suo parziale è lento rispetto al passato: 1.03.13 rispetto all'1.01.53 di Atene 2004, quando era passato a metà gara in 1.57.10, quindi oltre un secondo più veloce. Avrà controllato molto rispetto al passato o emerge la stanchezza dovuta alle tante gare precedenti?
In attesa dei responsi su Phelps, il dorso conferma, stavolta anche a livello cronometrico, che Cseh non è in giornata: passaggio a metà gara in 2.02.38 rispetto all'1.59.41 degli Europei 2006.
Marin inizia la sua risalita con un parziale di 1.02.23 (solo 7 centesimi più lento rispetto all'1.02.16 di Lochte) e passa ai 200 m in 2.01.83 (era passato in 2.01.76 a Montreal 2005).

La rana è, come spesso accade, decisiva.
Si ha la conferma che Phelps aveva prudenzialmente mantenuto molte energie nel serbatoio, risparmiando tantissimo le gambe nella precedente frazione a dorso. Il suo parziale a rana di 1.11.15 è di oltre due secondi più veloce rispetto all'1.13.26 nuotato ad Atene 2004 ed ancor di più rispetto all'1.13.39 di Lochte, che quindi ai 300 m è distaccato di oltre due secondi (3.09.33 il passaggio di Phelps, 3.11.54 quello di Lochte).
Solo Marin nuota la rana ai livelli di Phelps (1.11.13 il suo parziale) passando ai 300 m in 3.12.96, 9 centesimi peggio del parziale dei Mondiali 2005 (3.12.87).
Cseh prova a reagire con un parziale di 1.11.92 a rana, ma quell'1.05.86 a dorso lo ha ormai messo fuori gara per il podio.

Lo stile libero finale conferma la freschezza di Phelps che, senza avversari che lo possano impensierire, nuota un 56.89 davvero di grande livello: 4.06.22 il suo crono finale e WR migliorato di 2 secondi e 4 centesimi (ed era in ritardo di 1 secondo e 8 centesimi a metà gara; poi 1 secondo e 3 centesimi di vantaggio ai 300 m e un altro secondo e 1 centesimo guadagnato nello stile libero finale, a dimostrazione di una condotta di gara molto diversa rispetto al passato ed estremamente prudenziale nel dorso).
Chi segue la gara è attirato dalla battaglia tra le corsie 5 e 6, con Marin impegnato fino alla fine nel tentativo di recuperare anche Lochte. Alla fine sono solo 14 i centesimi che li dividono: 4.09.74 per Lochte (PB migliorato di 1 secondo e 79 centesimi) e 4.09.88 per Marin (PB migliorato, curiosamente, sempre di 1 secondo e 79 centesimi).

Tre commenti finali per una gara che resta epica per diversi motivi.

1) Marin fu autore di una gara fantastica ma, in particolare, di una fantastica ultima frazione: 56.92 a stile libero rispetto al 58.80 di Montreal 2005, ben 1 secondo e 88 centesimi più veloce.
Non c'è dubbio che in questo, e in particolare nell'incredibile 27.58 degli ultimi 50 m, abbia inciso la fortissima motivazione di provare a riprendere Lochte nella corsia accanto.
Per dare dei riferimenti: 27.79 per Phelps negli ultimi 50 m e 28.60 per Lochte, ma in generale è chiaro che chiudere un 400 misti in 27.58 è più che eccellente per chiunque e ha pochi riscontri nella storia, ma diventa davvero incredibile se si pensa ai PB di Marin nei 200 e 400 sl.
La cosa che risalta ancora di più a distanza di anni, ma che avrebbe dovuto essere chiara fin d'allora, era l'eccezionalità della gara di Marin. Ripeto: un nuotatore con i suoi PB aveva nuotato dei parziali incredibili e fu lui, senza dubbio, il nuotatore di quella finale a dare il 101% delle sue possibilità.
E, invece, al tempo lessi commenti euforici del tipo: "abbiamo preso Lochte ora andiamo a prendere Phelps", e anche nell'ambiente alcuni si lanciarono a predire che, migliorando il delfino, tutto era possibile.
Della serie: quando evidenti considerazioni tecniche (anzi: matematiche, derivate dall'analisi dei parziali) lasciano il posto alla pura passione e alla speranza..

2) Phelps completò Mondiali davvero esemplari con un'altra grandissima prova. Nuotare 4.06.22 con i jammers del 2007 (tanto meno performanti degli attuali, ma ci ritornerò sulla questione costumi), alla quinta gara individuale e alla fine degli 8 giorni di gara dei Mondiali, e con quella strategia ultra-prudenziale nel dorso per avere più chance possibili di vincere la gara senza preoccuparsi di cercare il grande crono, dimostra quanto margine avesse ancora nei 400 misti.

3) Lochte provò davvero a vincere (primo a metà gara) e alla fine il suo coraggio fu comunque premiato con un secondo posto e un netto incremento nel PB, mentre chi uscì peggio da quella gara fu Laszlo Cseh, che concluse a quasi 5 secondi dal suo crono di accredito (4.14.76 rispetto al 4.09.86 degli Europei 2006), preceduto anche da Mellouli, quarto in 4.11.68.

Nell'ultima giornata di gare di quei Mondiali 2007, c'era grande attesa per la finale dei 400 misti maschili. Attesa a livello mondiale, per vedere se Phelps sarebbe stato in grado di completare, con il quinto oro individuale, magari accompagnato da un altro WR, il suo Mondiale perfetto, o se uno tra Cseh e Lochte sarebbe stato in grado di superarlo. Attesa a livello italiano, perché Marin sembrava in ottime condizioni di forma, dopo i 200 dorso nuotati come consueto warm-up in vista dei 400 misti, ma c'era il precedente dell'anno prima, agli Europei 2006, che non lasciava completamente tranquilli. Da notare come il miglior crono di accredito fosse il 4.09.86 con cui Cseh aveva vinto gli Europei dell'anno prima e come Phelps avesse il secondo crono in 4.10.16 (vittoria ai Nationals 2006). C'erano poi da considerare i probabili progressi di un Lochte reduce dalla grande vittoria nei 200 dorso, e che - dopo avere interrotto il filotto di vittorie di Peirsol nel dorso - avrebbe volentieri posto fine anche alla striscia vincente di Phelps nei 400 misti. Questo 400 misti posto all'ultimo giorno dei Mondiali, e quindi quinto evento individuale affrontato da Phelps, era piuttosto temuto dallo stesso Bowman, con il fattore-stanchezza ad affiancarsi ad un campo-avversari assai competitivo e in decisa crescita, come dimostrava il fatto che, dopo anni, Phelps non si presentava con un netto vantaggio su tutti nelle start-list; anzi, come detto, c'era chi aveva fatto meglio nell'ultimo anno. Nella batterie della mattina, il primo crono era stato realizzato da Phelps in 4.12.01, davanti al 4.13.33 di Marin (che nuotava nella stessa batteria), al 4.13.44 di Mellouli, al 4.13.71 di Lochte e al 4.15.41 di Cseh. Completavano la finale Drymonakos, Kerekjarto e Demetis, quindi erano schierati al via due greci, due ungheresi, due statunitensi, un italiano e un tunisino. Video della finale per chi la volesse rivedere: https://www.youtube.com/watch?v=fM9mNySTAoY&t=75s Il WR, vecchio di quasi tre anni, era il 4.08.26 di Atene 2004, particolarmente caro a Michelone perché era stato il suo primo oro olimpico. A delfino Phelps sembra "veleggiare" (a proposito, trovo ancora oggi sbalorditivo chi sosteneva che Phelps non nuotasse bene. Il suo delfino, come appare anche da questo video, è veramente fluido e senza dispersioni verticali, al contrario, ad esempio, di quello di Cseh, che in questo primo 100 m non sembra davvero in sintonia con l'acqua), senza dare l'impressione di andare fortissimo, ma il crono dice diversamente: passaggio in 55.05, con un vantaggio di 52 centesimi rispetto al suo passaggio di Atene 2004. Lochte è secondo ai 100 m in 55.99, crono decisamente veloce rispetto al 57.10 nuotato in occasione del suo PB di 4.11.53, mentre Cseh vira in 56.52, tempo in linea con le attese (56.78 agli Europei 2006 per il suo 4.09.86), ma è la sua azione che, come detto, appare disordinata e non convincente. Per Marin un 59.60 ai 100 m che conferma i suoi passaggi "storici" (59.44 per lui in occasione del suo 4.11.67 ai Mondiali precedenti, quelli del 2005). Nella frazione a dorso si assiste al recupero di Lochte che al passaggio di metà gara è primo in 1.58.15 (2.00.22 il suo passaggio in occasione del precedente PB), con Phelps secondo a 3 centesimi. L'azione di Phelps resta estremamente fluida, ma il suo parziale è lento rispetto al passato: 1.03.13 rispetto all'1.01.53 di Atene 2004, quando era passato a metà gara in 1.57.10, quindi oltre un secondo più veloce. Avrà controllato molto rispetto al passato o emerge la stanchezza dovuta alle tante gare precedenti? In attesa dei responsi su Phelps, il dorso conferma, stavolta anche a livello cronometrico, che Cseh non è in giornata: passaggio a metà gara in 2.02.38 rispetto all'1.59.41 degli Europei 2006. Marin inizia la sua risalita con un parziale di 1.02.23 (solo 7 centesimi più lento rispetto all'1.02.16 di Lochte) e passa ai 200 m in 2.01.83 (era passato in 2.01.76 a Montreal 2005). La rana è, come spesso accade, decisiva. Si ha la conferma che Phelps aveva prudenzialmente mantenuto molte energie nel serbatoio, risparmiando tantissimo le gambe nella precedente frazione a dorso. Il suo parziale a rana di 1.11.15 è di oltre due secondi più veloce rispetto all'1.13.26 nuotato ad Atene 2004 ed ancor di più rispetto all'1.13.39 di Lochte, che quindi ai 300 m è distaccato di oltre due secondi (3.09.33 il passaggio di Phelps, 3.11.54 quello di Lochte). Solo Marin nuota la rana ai livelli di Phelps (1.11.13 il suo parziale) passando ai 300 m in 3.12.96, 9 centesimi peggio del parziale dei Mondiali 2005 (3.12.87). Cseh prova a reagire con un parziale di 1.11.92 a rana, ma quell'1.05.86 a dorso lo ha ormai messo fuori gara per il podio. Lo stile libero finale conferma la freschezza di Phelps che, senza avversari che lo possano impensierire, nuota un 56.89 davvero di grande livello: 4.06.22 il suo crono finale e WR migliorato di 2 secondi e 4 centesimi (ed era in ritardo di 1 secondo e 8 centesimi a metà gara; poi 1 secondo e 3 centesimi di vantaggio ai 300 m e un altro secondo e 1 centesimo guadagnato nello stile libero finale, a dimostrazione di una condotta di gara molto diversa rispetto al passato ed estremamente prudenziale nel dorso). Chi segue la gara è attirato dalla battaglia tra le corsie 5 e 6, con Marin impegnato fino alla fine nel tentativo di recuperare anche Lochte. Alla fine sono solo 14 i centesimi che li dividono: 4.09.74 per Lochte (PB migliorato di 1 secondo e 79 centesimi) e 4.09.88 per Marin (PB migliorato, curiosamente, sempre di 1 secondo e 79 centesimi). Tre commenti finali per una gara che resta epica per diversi motivi. 1) Marin fu autore di una gara fantastica ma, in particolare, di una fantastica ultima frazione: 56.92 a stile libero rispetto al 58.80 di Montreal 2005, ben 1 secondo e 88 centesimi più veloce. Non c'è dubbio che in questo, e in particolare nell'incredibile 27.58 degli ultimi 50 m, abbia inciso la fortissima motivazione di provare a riprendere Lochte nella corsia accanto. Per dare dei riferimenti: 27.79 per Phelps negli ultimi 50 m e 28.60 per Lochte, ma in generale è chiaro che chiudere un 400 misti in 27.58 è più che eccellente per chiunque e ha pochi riscontri nella storia, ma diventa davvero incredibile se si pensa ai PB di Marin nei 200 e 400 sl. La cosa che risalta ancora di più a distanza di anni, ma che avrebbe dovuto essere chiara fin d'allora, era l'eccezionalità della gara di Marin. Ripeto: un nuotatore con i suoi PB aveva nuotato dei parziali incredibili e fu lui, senza dubbio, il nuotatore di quella finale a dare il 101% delle sue possibilità. E, invece, al tempo lessi commenti euforici del tipo: "abbiamo preso Lochte ora andiamo a prendere Phelps", e anche nell'ambiente alcuni si lanciarono a predire che, migliorando il delfino, tutto era possibile. Della serie: quando evidenti considerazioni tecniche (anzi: matematiche, derivate dall'analisi dei parziali) lasciano il posto alla pura passione e alla speranza.. 2) Phelps completò Mondiali davvero esemplari con un'altra grandissima prova. Nuotare 4.06.22 con i jammers del 2007 (tanto meno performanti degli attuali, ma ci ritornerò sulla questione costumi), alla quinta gara individuale e alla fine degli 8 giorni di gara dei Mondiali, e con quella strategia ultra-prudenziale nel dorso per avere più chance possibili di vincere la gara senza preoccuparsi di cercare il grande crono, dimostra quanto margine avesse ancora nei 400 misti. 3) Lochte provò davvero a vincere (primo a metà gara) e alla fine il suo coraggio fu comunque premiato con un secondo posto e un netto incremento nel PB, mentre chi uscì peggio da quella gara fu Laszlo Cseh, che concluse a quasi 5 secondi dal suo crono di accredito (4.14.76 rispetto al 4.09.86 degli Europei 2006), preceduto anche da Mellouli, quarto in 4.11.68.
modificato Aug 22 a 4:43 pm
 
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Se la finale dei 400 misti maschili meritò giustamente l'appellativo di epica, sia a livello mondiale (WR migliorato da Phelps di oltre due secondi) che italiano (gara memorabile di Luca Marin), la finale dei 400 misti femminili avrebbe avuto, solo fino a qualche settimana prima, aspettative similari.
Il miglior crono di accredito era il 4.35.80 con cui Alessia Filippi aveva vinto il titolo europeo a Budapest 2006, e c'era la prospettiva della grande sfida con Katie Hoff, secondo miglior tempo nelle starting list con 4.35.82, con vista sul WR di 4.33.59 stabilito da Yana Klochkova alle Olimpiadi di Sydney 2000.

Purtroppo ho già ricordato il virus debilitante che ha colpito la Filippi nell'ultima parte della sua preparazione e il test sui 200 dorso aveva confermato le sue condizioni non certo ideali.

Quindi rinuncia a disputare la batteria da parte della Filippi, ed Hoff che si consolida sempre più nel ruolo di netta favorita a bissare il titolo mondiale di Montreal 2005, ancor più dopo la squalifica in batteria di Kirsty Coventry.
Da notare anche l'11° crono della quasi 18enne Katinka Hosszu in 4.46.19, il 12° della 16enne Mireia Belmonte in 4.46.68 e il 15° della 17enne Camille Muffat in 4.50.22, che agli inizi di carriera puntava soprattutto sui misti.

Al solito, confronto i passaggi della Hoff nella finale di questi Mondiali 2007 con quelli effettuati nel suo precedente PB e con quelli del WR della Klochkova.

Ai 100 m la Hoff era seconda in 1.03.91, dopo la russa Martynova (1.03.08 ). In occasione del suo PB era passata in 1.03.86, mentre la Klochkova era stata molto più veloce a delfino, passando ai 100 m in uno strepitoso 1.01.62.

Ai 200 m la Hoff vira in testa in 2.14.10 (quindi parziale a dorso di 1.10.19), con la Martynova seconda in 2.14.91 e la Rice terza in 2.16.44. Lieve vantaggio della Hoff sul suo passaggio ai Nats 2006 (2.14.45), mentre la Klochkova, dopo il netto vantaggio a delfino, era stata più veloce anche a dorso (2.11.30 ai 200 m con un parziale di 1.09.68 ).

La frazione a rana della Hoff fu però davvero spettacolare: nuotò i primi 50 m in 37.40 e i secondi 50 m in 38.18, per un parziale complessivo a rana di 1.15.58 che non solo annichilì il campo di gara di quella finale, ma fu anche decisamente più veloce dei riferimenti passati.
La Hoff passò quindi ai 300 m in 3.29.68 con un vantaggio divenuto abissale sulle avversarie (3.35.42 per la Martynova, 3.38.07 per la Rice).
Nel suo precedente PB la Hoff era passata ai 300 m in 3.32.36, quindi con un parziale a rana di 1.17.91 che rimarca ancor di più i suoi progressi in quella finale.
La rana ribaltò anche ogni rapporto con il precedente WR della Klochkova. L'ucraina a Sydney 2000 era passata ai 300 m in 3.30.63, nuotando cioè un parziale nella rana di 1.19.33, quasi 4 secondi più lento di quanto fatto dalla Hoff.

La Hoff era dunque in vantaggio di quasi un secondo a 100 metri dalla fine rispetto al passaggio dello Klochkova, e il suo ultimo parziale di 1.03.21 nello stile libero le permise di ottenere tutto: il suo secondo titolo mondiale e il suo primo WR in 4.32.89, migliorando - dopo quasi 7 anni - il 4.33.59 di Yana Klochkova (1.02.96 nello stile libero).

Quindi, impresa storica della Hoff grazie ad una frazione a rana memorabile, e WR della Klochkova migliorato nonostante l'ucraina fosse stata più veloce in tutti gli altri stili.

In quella finale da "one-woman show", seconda arrivò la russa Martynova in 4.40.14 e terza l'emergente Stephanie Rice in 4.41.19.

Per noi italiani, ma anche per ogni appassionato di nuoto, restava il rammarico di non avere potuto vedere gareggiare la Filippi, dopo la splendida finale di Budapest di otto mesi prima.

Se la finale dei 400 misti maschili meritò giustamente l'appellativo di epica, sia a livello mondiale (WR migliorato da Phelps di oltre due secondi) che italiano (gara memorabile di Luca Marin), la finale dei 400 misti femminili avrebbe avuto, solo fino a qualche settimana prima, aspettative similari. Il miglior crono di accredito era il 4.35.80 con cui Alessia Filippi aveva vinto il titolo europeo a Budapest 2006, e c'era la prospettiva della grande sfida con Katie Hoff, secondo miglior tempo nelle starting list con 4.35.82, con vista sul WR di 4.33.59 stabilito da Yana Klochkova alle Olimpiadi di Sydney 2000. Purtroppo ho già ricordato il virus debilitante che ha colpito la Filippi nell'ultima parte della sua preparazione e il test sui 200 dorso aveva confermato le sue condizioni non certo ideali. Quindi rinuncia a disputare la batteria da parte della Filippi, ed Hoff che si consolida sempre più nel ruolo di netta favorita a bissare il titolo mondiale di Montreal 2005, ancor più dopo la squalifica in batteria di Kirsty Coventry. Da notare anche l'11° crono della quasi 18enne Katinka Hosszu in 4.46.19, il 12° della 16enne Mireia Belmonte in 4.46.68 e il 15° della 17enne Camille Muffat in 4.50.22, che agli inizi di carriera puntava soprattutto sui misti. Al solito, confronto i passaggi della Hoff nella finale di questi Mondiali 2007 con quelli effettuati nel suo precedente PB e con quelli del WR della Klochkova. Ai 100 m la Hoff era seconda in 1.03.91, dopo la russa Martynova (1.03.08 ). In occasione del suo PB era passata in 1.03.86, mentre la Klochkova era stata molto più veloce a delfino, passando ai 100 m in uno strepitoso 1.01.62. Ai 200 m la Hoff vira in testa in 2.14.10 (quindi parziale a dorso di 1.10.19), con la Martynova seconda in 2.14.91 e la Rice terza in 2.16.44. Lieve vantaggio della Hoff sul suo passaggio ai Nats 2006 (2.14.45), mentre la Klochkova, dopo il netto vantaggio a delfino, era stata più veloce anche a dorso (2.11.30 ai 200 m con un parziale di 1.09.68 ). La frazione a rana della Hoff fu però davvero spettacolare: nuotò i primi 50 m in 37.40 e i secondi 50 m in 38.18, per un parziale complessivo a rana di 1.15.58 che non solo annichilì il campo di gara di quella finale, ma fu anche decisamente più veloce dei riferimenti passati. La Hoff passò quindi ai 300 m in 3.29.68 con un vantaggio divenuto abissale sulle avversarie (3.35.42 per la Martynova, 3.38.07 per la Rice). Nel suo precedente PB la Hoff era passata ai 300 m in 3.32.36, quindi con un parziale a rana di 1.17.91 che rimarca ancor di più i suoi progressi in quella finale. La rana ribaltò anche ogni rapporto con il precedente WR della Klochkova. L'ucraina a Sydney 2000 era passata ai 300 m in 3.30.63, nuotando cioè un parziale nella rana di 1.19.33, quasi 4 secondi più lento di quanto fatto dalla Hoff. La Hoff era dunque in vantaggio di quasi un secondo a 100 metri dalla fine rispetto al passaggio dello Klochkova, e il suo ultimo parziale di 1.03.21 nello stile libero le permise di ottenere tutto: il suo secondo titolo mondiale e il suo primo WR in 4.32.89, migliorando - dopo quasi 7 anni - il 4.33.59 di Yana Klochkova (1.02.96 nello stile libero). Quindi, impresa storica della Hoff grazie ad una frazione a rana memorabile, e WR della Klochkova migliorato nonostante l'ucraina fosse stata più veloce in tutti gli altri stili. In quella finale da "one-woman show", seconda arrivò la russa Martynova in 4.40.14 e terza l'emergente Stephanie Rice in 4.41.19. Per noi italiani, ma anche per ogni appassionato di nuoto, restava il rammarico di non avere potuto vedere gareggiare la Filippi, dopo la splendida finale di Budapest di otto mesi prima.
modificato Aug 25 a 3:25 pm
 
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Ed eccomi a raccontare le altre finali di quell'ultima giornata di gare dei Mondiali 2007. Dedicherò un post apposito alla 4x100 mista maschile, su cui c'è troppo da dire (a partire dalla batteria).

Nella finale dei 50 sl femminili, Libby Lenton bissa il titolo mondiale nei 100 sl e si riconferma campionessa mondiale dei 50 sl con un crono di 24.53, 6 centesimi meglio rispetto a Montreal 2005.
Therese Alshammer nuota un eccellente 24.62 e va sul secondo gradino del podio, lasciando il terzo alla Veldhuis (24.70 e di cui ricordo il passaggio "sparato" in 25.15 nella finale dei 100 sl in cui fu sorprendente argento).
Solo quarta Britta Steffen in 24.79, 7 centesimi peggio del 24.72 che le aveva dato il titolo europeo l'anno prima.
Ottava della finale è Natalie Coughlin (25.31), ormai con le batterie scariche dopo Mondiali eccezionali per diversi giorni con grandi PBs stabiliti nei 100 delfino, 100 dorso (WR), 100 sl e 200 sl in prima frazione di 4x200 sl.

Finale dei 50 dorso maschili che, dopo il Grigoriadis di Montreal 2005, vede un'altra parziale sorpresa.
Stavolta è il sudafricano Zandberg a vincere il titolo mondiale in 24.98, sul primatista mondiale Rupprath (25.20) e il britannico Tancock (25.23). Lochte e Peirsol hanno disputato solo il primo turno, rinunciando poi alle semifinali in questa distanza non olimpica.

Gli Usa in generale prestavano poca attenzione ai 50 m non olimpici, ma questa non era, certo, solo una loro prerogativa, e in un'altra gara si avvalsero delle stranezze che può riservare un 50, se non adeguatamente preparato.
Nei 50 rana femminili, infatti, vinse la Hardy (30.63) sulla Jones (30.70) e 30.70 è esattamente il passaggio che fece la Jones nel 100 rana (poi vinto in 1.05,72)!
Insomma, ok che il punto di forza di Leisel Jones era la scorrevolezza in acqua e la fluidità di azione, ma almeno qualche decimo miglioramelo nella vasca secca smile , anche considerando il semplice fatto di potersi allungare all'arrivo, invece di prepararsi per la virata.
Notazione di carattere personale: il mio non entusiasmo per le gare dei 50 m forse deriva anche da questi (mis)fatti smile a cui ho assistito: "mulinello" Rupprath per tanti anni primatista mondiale dei 50 dorso con il 24.80 di Barcellona 2003, e vedere sconfitta la sublime Leisel Jones nei 50 rana.

Dimentico in fretta la vasca secca, raccontando le 30 vasche di un 1500 sl maschile in cui re Hackett vede il suo filotto di vittorie mondiali, che dura addirittura da Perth 1998, a forte rischio, a causa di condizioni fisiche ampiamente imperfette, come dimostrato soprattutto negli 800 sl.
Le batterie dei 1500 sl in quei Mondiali 2007 si erano contraddistinte per una notevolissima densità di partecipanti: addirittura 7 batterie (contro le 5 dei due precedenti Mondiali).
Il livello medio si confermò in grande ascesa: il miglior crono fu del regolarissimo britannico David Davies in 14.53.26 e ottavo fu l'australiano Stevens in 15.02.16.
Da citare subito il 14.58.26 di Colbertaldo, che migliorava lo storico 14.58.65 di Emiliano Brembilla agli Europei di Siviglia 1997. Ci vollero 10 anni e la grande consistenza di Scienzy per migliorare un crono davvero di notevole valore.
Uno dei favoriti della vigilia, il campione europeo Prilukov, rischiò abbastanza ed entrò in finale con il settimo crono (15.01.67), mentre venne eliminato uno dei grandi protagonisti di questi Mondiali, il coreano Park, nono tempo delle batterie in 15.03.62. Altri nomi che ritroveremo a grandi livelli e che non si qualificarono per quella finale furono il canadese Cochrane (15° in 15.09.88 ) e il cinese Zhang Lin (18° in 15.13.27).
Per confermare la densità di partecipanti senza precedenti, nelle batterie dei precedenti Mondiali 2005 Zhang Lin riuscì ad entrare in finale con un crono (15.12.62) molto simile a quello che qui lo ha relegato in 18° posizione.

Hackett si qualificò per quella finale (14.59.24 il suo crono nella batteria), ma - dopo gli 800 sl - pochi ormai lo davano come il favorito, e quindi si assistette ad una gara davvero aperta nei pronostici.

Prilukov, in corsia 1, è il primo ad aprire il gas passando in vantaggio ai 200 m: 1.56.10 per lui, davanti al 19enne polacco Sawrymowycz (1.57.50) e al "leone ferito" Hackett (1.57.82) che non poteva più fare le partenze velocissime a cui ci aveva abituati. Colbertaldo, al solito metodico, passò ai 200 m in 1.58.90, in sesta posizione.

Ai 400 m Prilukov è ancora primo in 3.56.13, ma Sawrymowycz si è avvicinato: 3.56.83 per il polacco, avversario di Colbertaldo in tante gare a livello giovanile e che si era concentrato su questi 1500 sl rinunciando agli 800 sl.
Terzo Davies in 3.57.81, quarto Hackett in 3.58.11, poi Jensen in 3.58.49 e sesto Colbertaldo in 3.59.15.

I 600 m vedono Sawrymowycz passare in testa in 5.55.30 davanti al 5.55.44 di Prilukov. Poi Davies in 5.56.74, Jensen in 5.57.88, Hackett in 5.58.10, Colbertaldo in 5.59.27, avvicinato da Stevens (5.59.30).

Agli 800 m Sawrymowycz, continuando a martellare parziali da 59.3 circa ogni 100 m, conferma la leadership in 7.54.09. Prilukov lo segue a circa 9 decimi (7.54.96), Davies a 1 secondo e 7 decimi (7.55.79). Poi ci sono Jensen (7.56.97), Hackett (7.57.74), Stevens (7.59.38 ) e Colbertaldo (7.59.42), non brillantissimo nelle ultime 4 vasche.

Ai 1000 m Sawrymowycz vira primo in 9.53.02 e vede il suo distacco aumentare: Prilukov infatti passa in 9.54.39, Davies in 9.55.36, Jensen in 9.56.18, e sesto è Colbertaldo in 9.58.46, che ha ritrovato ottimi parziali sotto i 60" per ogni 100 m e ha scavalcato Hackett (9.58.50) e Stevens (10.00.51).

Anche il passaggio ai 1200 m conferma la solidità del ritmo di Sawrymowycz: 11.51.68 per lui e ancora qualche prezioso decimo di vantaggio accumulato in vista del temibile finish di Prilukov, che vira in 11.53.41, mentre terzo è Davies in 11.54.68, quarto Jensen in 11.56.91, quinto Colbertaldo in 11.58.40, sesto Hackett in 11.59.94.

Alla campanella dei 1400 m Sawrymowycz vira in 13.49.54 e vede, per la prima volta dopo tante vasche, Prilukov riavvicinarsi a poco più di un secondo: 13.50.56 per il russo che ha fatto partire in anticipo il suo sprint finale. Davies è terzo in 13.53.25 e ha un buon margine su Jensen (13.55.87), mentre Colbertaldo è quinto in 13.58.43, con 3 secondi esatti di vantaggio su un Hackett ormai senza più nulla da chiedere a questa sua finale (e non deve essere stato facile per lui, autentico dominatore dei 1500 sl con 4 vittorie consecutive negli ultimi 4 Mondiali e l'ultima sconfitta in questa gara risalente a 10 anni prima, disputare questo 1500 sl senza realistiche chance di vittoria).

Nelle ultime due vasche restava quindi da stabilire solo il nome del vincitore, ma l'incertezza non è durata molto perché Sawrymowycz ha dimostrato di possedere anche un ottimo cambio di passo finale, nuotando un 56.40 nell'ultimo 100 m che gli ha permesso di rispondere al tentativo di Prilukov.

Crono finali: oro per Sawrymowycz in 14.45.94, argento per Prilukov in 14.47.29, bronzo per Davies in 14.51.21.
Quarto Jensen in 14.52.98 e quinto Colbertaldo in 14.56.22, che migliora di altri 2 secondi abbondanti il crono della batteria.

Ed eccomi a raccontare le altre finali di quell'ultima giornata di gare dei Mondiali 2007. Dedicherò un post apposito alla 4x100 mista maschile, su cui c'è troppo da dire (a partire dalla batteria). Nella finale dei 50 sl femminili, Libby Lenton bissa il titolo mondiale nei 100 sl e si riconferma campionessa mondiale dei 50 sl con un crono di 24.53, 6 centesimi meglio rispetto a Montreal 2005. Therese Alshammer nuota un eccellente 24.62 e va sul secondo gradino del podio, lasciando il terzo alla Veldhuis (24.70 e di cui ricordo il passaggio "sparato" in 25.15 nella finale dei 100 sl in cui fu sorprendente argento). Solo quarta Britta Steffen in 24.79, 7 centesimi peggio del 24.72 che le aveva dato il titolo europeo l'anno prima. Ottava della finale è Natalie Coughlin (25.31), ormai con le batterie scariche dopo Mondiali eccezionali per diversi giorni con grandi PBs stabiliti nei 100 delfino, 100 dorso (WR), 100 sl e 200 sl in prima frazione di 4x200 sl. Finale dei 50 dorso maschili che, dopo il Grigoriadis di Montreal 2005, vede un'altra parziale sorpresa. Stavolta è il sudafricano Zandberg a vincere il titolo mondiale in 24.98, sul primatista mondiale Rupprath (25.20) e il britannico Tancock (25.23). Lochte e Peirsol hanno disputato solo il primo turno, rinunciando poi alle semifinali in questa distanza non olimpica. Gli Usa in generale prestavano poca attenzione ai 50 m non olimpici, ma questa non era, certo, solo una loro prerogativa, e in un'altra gara si avvalsero delle stranezze che può riservare un 50, se non adeguatamente preparato. Nei 50 rana femminili, infatti, vinse la Hardy (30.63) sulla Jones (30.70) e 30.70 è esattamente il passaggio che fece la Jones nel 100 rana (poi vinto in 1.05,72)! Insomma, ok che il punto di forza di Leisel Jones era la scorrevolezza in acqua e la fluidità di azione, ma almeno qualche decimo miglioramelo nella vasca secca :) , anche considerando il semplice fatto di potersi allungare all'arrivo, invece di prepararsi per la virata. Notazione di carattere personale: il mio non entusiasmo per le gare dei 50 m forse deriva anche da questi (mis)fatti :) a cui ho assistito: "mulinello" Rupprath per tanti anni primatista mondiale dei 50 dorso con il 24.80 di Barcellona 2003, e vedere sconfitta la sublime Leisel Jones nei 50 rana. Dimentico in fretta la vasca secca, raccontando le 30 vasche di un 1500 sl maschile in cui re Hackett vede il suo filotto di vittorie mondiali, che dura addirittura da Perth 1998, a forte rischio, a causa di condizioni fisiche ampiamente imperfette, come dimostrato soprattutto negli 800 sl. Le batterie dei 1500 sl in quei Mondiali 2007 si erano contraddistinte per una notevolissima densità di partecipanti: addirittura 7 batterie (contro le 5 dei due precedenti Mondiali). Il livello medio si confermò in grande ascesa: il miglior crono fu del regolarissimo britannico David Davies in 14.53.26 e ottavo fu l'australiano Stevens in 15.02.16. Da citare subito il 14.58.26 di Colbertaldo, che migliorava lo storico 14.58.65 di Emiliano Brembilla agli Europei di Siviglia 1997. Ci vollero 10 anni e la grande consistenza di Scienzy per migliorare un crono davvero di notevole valore. Uno dei favoriti della vigilia, il campione europeo Prilukov, rischiò abbastanza ed entrò in finale con il settimo crono (15.01.67), mentre venne eliminato uno dei grandi protagonisti di questi Mondiali, il coreano Park, nono tempo delle batterie in 15.03.62. Altri nomi che ritroveremo a grandi livelli e che non si qualificarono per quella finale furono il canadese Cochrane (15° in 15.09.88 ) e il cinese Zhang Lin (18° in 15.13.27). Per confermare la densità di partecipanti senza precedenti, nelle batterie dei precedenti Mondiali 2005 Zhang Lin riuscì ad entrare in finale con un crono (15.12.62) molto simile a quello che qui lo ha relegato in 18° posizione. Hackett si qualificò per quella finale (14.59.24 il suo crono nella batteria), ma - dopo gli 800 sl - pochi ormai lo davano come il favorito, e quindi si assistette ad una gara davvero aperta nei pronostici. Prilukov, in corsia 1, è il primo ad aprire il gas passando in vantaggio ai 200 m: 1.56.10 per lui, davanti al 19enne polacco Sawrymowycz (1.57.50) e al "leone ferito" Hackett (1.57.82) che non poteva più fare le partenze velocissime a cui ci aveva abituati. Colbertaldo, al solito metodico, passò ai 200 m in 1.58.90, in sesta posizione. Ai 400 m Prilukov è ancora primo in 3.56.13, ma Sawrymowycz si è avvicinato: 3.56.83 per il polacco, avversario di Colbertaldo in tante gare a livello giovanile e che si era concentrato su questi 1500 sl rinunciando agli 800 sl. Terzo Davies in 3.57.81, quarto Hackett in 3.58.11, poi Jensen in 3.58.49 e sesto Colbertaldo in 3.59.15. I 600 m vedono Sawrymowycz passare in testa in 5.55.30 davanti al 5.55.44 di Prilukov. Poi Davies in 5.56.74, Jensen in 5.57.88, Hackett in 5.58.10, Colbertaldo in 5.59.27, avvicinato da Stevens (5.59.30). Agli 800 m Sawrymowycz, continuando a martellare parziali da 59.3 circa ogni 100 m, conferma la leadership in 7.54.09. Prilukov lo segue a circa 9 decimi (7.54.96), Davies a 1 secondo e 7 decimi (7.55.79). Poi ci sono Jensen (7.56.97), Hackett (7.57.74), Stevens (7.59.38 ) e Colbertaldo (7.59.42), non brillantissimo nelle ultime 4 vasche. Ai 1000 m Sawrymowycz vira primo in 9.53.02 e vede il suo distacco aumentare: Prilukov infatti passa in 9.54.39, Davies in 9.55.36, Jensen in 9.56.18, e sesto è Colbertaldo in 9.58.46, che ha ritrovato ottimi parziali sotto i 60" per ogni 100 m e ha scavalcato Hackett (9.58.50) e Stevens (10.00.51). Anche il passaggio ai 1200 m conferma la solidità del ritmo di Sawrymowycz: 11.51.68 per lui e ancora qualche prezioso decimo di vantaggio accumulato in vista del temibile finish di Prilukov, che vira in 11.53.41, mentre terzo è Davies in 11.54.68, quarto Jensen in 11.56.91, quinto Colbertaldo in 11.58.40, sesto Hackett in 11.59.94. Alla campanella dei 1400 m Sawrymowycz vira in 13.49.54 e vede, per la prima volta dopo tante vasche, Prilukov riavvicinarsi a poco più di un secondo: 13.50.56 per il russo che ha fatto partire in anticipo il suo sprint finale. Davies è terzo in 13.53.25 e ha un buon margine su Jensen (13.55.87), mentre Colbertaldo è quinto in 13.58.43, con 3 secondi esatti di vantaggio su un Hackett ormai senza più nulla da chiedere a questa sua finale (e non deve essere stato facile per lui, autentico dominatore dei 1500 sl con 4 vittorie consecutive negli ultimi 4 Mondiali e l'ultima sconfitta in questa gara risalente a 10 anni prima, disputare questo 1500 sl senza realistiche chance di vittoria). Nelle ultime due vasche restava quindi da stabilire solo il nome del vincitore, ma l'incertezza non è durata molto perché Sawrymowycz ha dimostrato di possedere anche un ottimo cambio di passo finale, nuotando un 56.40 nell'ultimo 100 m che gli ha permesso di rispondere al tentativo di Prilukov. Crono finali: oro per Sawrymowycz in 14.45.94, argento per Prilukov in 14.47.29, bronzo per Davies in 14.51.21. Quarto Jensen in 14.52.98 e quinto Colbertaldo in 14.56.22, che migliora di altri 2 secondi abbondanti il crono della batteria.
modificato Aug 26 a 11:16 pm
 
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Prima di affrontare la staffetta mista maschile, è doveroso parlare della finale degli 800 sl femminili, disputata nella penultima giornata di gare dei Mondiali 2007.

Gara parecchio interessante perché si confrontavano Laure Manaudou, vincitrice di 200 e 400 sl, e Kate Ziegler, vincitrice dei 1500 sl, oltre che campionessa mondiale in carica degli 800 sl (a Montreal 2005 la Manaudou non disputò gli 800 sl per i problemi che ebbe nella settimana mondiale e che la videro al via dei soli 400 sl come gara individuale).

Già detto del programma fin troppo impegnativo della Manaudou a questi Mondiali e di come, dopo la straordinaria finale dei 200 sl con WR, abbia pagato la fatica il giorno seguente nella 4x200 sl, dove ri-affrontava la Lurz in quarta frazione, uscendone parecchio malconcia (55.63 ai 100m e poi nettissimo calo nei secondi 100 m nuotati in 1.02.63, per una frazione lanciata da 1.58.26 estremamente deludente per una Manaudou che aveva nuotato, il giorno prima, quel fantastico 1.55.52 nella finale dei 200 sl).

La batteria degli 800 sl era poi scorsa senza intoppi: miglior crono per la Manaudou in 8.25.65, davanti al comodo 8.28.11 della Ziegler (ricordo che nel suo 15.53.05 con cui aveva vinto i 1500 sl sfiorando il WR della Evans, la Ziegler era passata agli 800 m in 8.25.56).

Insomma, pronostici non facili per l'oro tra le due. Da un lato la Manaudou aveva un netto vantaggio nei crono di accredito (8.19.29 con cui aveva vinto il titolo europeo l'anno prima, contro l'8.24.56 della Ziegler) e sembrava oggettivamente avere più potenziale. Dall'altro c'era una Ziegler in evidente crescita cronometrica e, soprattutto, decisamente più riposata.

Anche qui, passaggi ad ogni 100 m e confronto con i passaggi della Manaudou a Budapest 2006, gara in cui la francese fu velocissima nella prima metà gara (4.05.70 il suo passaggio ai 400 m), per poi concludere in 8.19.29.

Ai 100 m la Manaudou è prima in 58.91 contro il 59.61 della Ziegler. Terza è la Shibata in 1.00.83. A Budapest la Manaudou era partita ancora più forte ( 58.30).

Ai 200 m Manaudou prima in 2.01.24 e Ziegler seconda in 2.01.90. Terza è la Shibata in 2.04.73. A Budapest 2006 la Manaudou era passata in un siderale 2.00.06.
Ora, da un lato i passaggi di Budapest erano evidentemente sbilanciati, con una prima metà gara troppo veloce anche per una nuotatrice con le caratteristiche della Manaudou, dall'altro quel passaggio così veloce ai 200 m sarebbe servito per distanziare una Ziegler che non poteva passare in 2' netti ai 200 m, facendole perdere il riferimento visivo della Manaudou che nuotava nella corsia accanto.

Ai 300 m la Manaudou vira in 3.04.31 e la Ziegler si è riavvicinata (3.04.81). Terza è diventata Hayley Peirsol in 3.08.48. A Budapest 2006 la Manaudou era passata ai 300 m in 3.02.61.

Ai 400 m la Manaudou è ancora in testa in 4.07.90, ma la Ziegler le è vicinissima (4.08.04). Terza la Peirsol in 4.12.32. Come detto, agli Europei 2006 la Manaudou era passata a metà gara in 4.05.70, cioè ben 2 secondi e 2 decimi più veloce.

Ai 500 m è la Ziegler ad avere 4 centesimi di vantaggio (5.11.22 contro 5.11.26). Terza è sempre la Peirsol in 5.16.15. Agli Europei 2006 la Manaudou era passata in 5.09.26, quindi esattamente 2 secondi più veloce del suo passaggio a questi Mondiali: la Manaudou non è più al comando ma ha cominciato ad invertire il trend rispetto alla sua gara dell'anno prima, recuperando 2 decimi nelle ultime due vasche.

Ai 600 m è ancora la Ziegler a virare prima per 4 centesimi (6.14.94 contro 6.14.98 ). Terza è la Peirsol in 6.19.85 (e quindi nelle ultime due vasche è stata più veloce di 2 centesimi rispetto alla coppia di testa). Agli Europei 2006 la Manaudou era passata ai 600 m in 6.13.03 (ora siamo a 1 secondo e 95 centesimi di vantaggio per la Manaudou 2006).

Ai 700 m Laure Manaudou ritorna in lieve vantaggio: 7.18.41 contro il 7.18.49 della Ziegler. Terza è la Peirsol in 7.23.79, mentre agli Europei 2006 il passaggio della Manaudou ai 700 m era stato di 7.17.10, cioè 1 secondo e 31 centesimi più veloce.

La Manaudou è consapevole della forza della Ziegler e prova a lanciare la volata fin dalla penultima vasca: ai 750 m il suo vantaggio sulla Ziegler si è ampliato a 46 centesimi (7.49.26 contro il 7.49.72 della Ziegler).
Dopo la virata però la Ziegler si dimostra capace di inserire una ottima battuta di gambe e il 28.80 con cui nuota l'ultima vasca non concede possibilità ad una Manaudou combattiva fino all'ultimo (buon 29.54 per il suo ultimo 50 m) ma incapace di effettuare la stessa variazione di velocità della Ziegler.

Crono finali: prima Kate Ziegler in 8.18.52 (più di 6 secondi di progresso rispetto all'8.24.56 che aveva di PB e anche qui, dopo i 1500 sl, si comincia a vedere abbastanza da vicino lo storico 8.16.22 di Janet Evans), seconda Laure Manaudou in 8.18.80 (anche per lei nuovo PB, perché le ultime due vasche tirate fino al tocco finale hanno completato con gli interessi il recupero rispetto alla gara in solitaria dell'anno prima), terza Hayley Peirsol in 8.26.41 (4 centesimi di progresso personale). Da citare anche la bella gara di due nuotatrici europee finite ai piedi del podio: la spagnola Villaecija, quarta in 8.27.59 e la francese Huber, quinta in 8.28.23.

Gara molto bella, anche perché l'epilogo in favore della Ziegler - che sembrava abbastanza scontato ai 400 m, quando la statunitense aveva recuperato il piccolo gap iniziale scavato dalla Manaudou - si è realizzato dopo due ultime vasche davvero di grande livello, in cui anche la Manaudou è stata capace di sprintare oltre le mie previsioni.

E' chiaro che per la grande campionessa francese si consumava l'ultimo atto di una sorta di "maledizione" negli 800 sl a livello mondiale: preceduta di mezzo secondo dalla Shibata (in un finale se vogliamo simile a questa) alle Olimpiadi 2004, poi assente nella gara dei Mondiali 2005 e infine a questi Mondiali 2007 preceduta di 3 decimi dalla Ziegler.
Peccato davvero per le energie consumate, a mio parere inutilmente, in precedenza: ad esempio nella disputa dei 1500 sl.

Prima di affrontare la staffetta mista maschile, è doveroso parlare della finale degli 800 sl femminili, disputata nella penultima giornata di gare dei Mondiali 2007. Gara parecchio interessante perché si confrontavano Laure Manaudou, vincitrice di 200 e 400 sl, e Kate Ziegler, vincitrice dei 1500 sl, oltre che campionessa mondiale in carica degli 800 sl (a Montreal 2005 la Manaudou non disputò gli 800 sl per i problemi che ebbe nella settimana mondiale e che la videro al via dei soli 400 sl come gara individuale). Già detto del programma fin troppo impegnativo della Manaudou a questi Mondiali e di come, dopo la straordinaria finale dei 200 sl con WR, abbia pagato la fatica il giorno seguente nella 4x200 sl, dove ri-affrontava la Lurz in quarta frazione, uscendone parecchio malconcia (55.63 ai 100m e poi nettissimo calo nei secondi 100 m nuotati in 1.02.63, per una frazione lanciata da 1.58.26 estremamente deludente per una Manaudou che aveva nuotato, il giorno prima, quel fantastico 1.55.52 nella finale dei 200 sl). La batteria degli 800 sl era poi scorsa senza intoppi: miglior crono per la Manaudou in 8.25.65, davanti al comodo 8.28.11 della Ziegler (ricordo che nel suo 15.53.05 con cui aveva vinto i 1500 sl sfiorando il WR della Evans, la Ziegler era passata agli 800 m in 8.25.56). Insomma, pronostici non facili per l'oro tra le due. Da un lato la Manaudou aveva un netto vantaggio nei crono di accredito (8.19.29 con cui aveva vinto il titolo europeo l'anno prima, contro l'8.24.56 della Ziegler) e sembrava oggettivamente avere più potenziale. Dall'altro c'era una Ziegler in evidente crescita cronometrica e, soprattutto, decisamente più riposata. Anche qui, passaggi ad ogni 100 m e confronto con i passaggi della Manaudou a Budapest 2006, gara in cui la francese fu velocissima nella prima metà gara (4.05.70 il suo passaggio ai 400 m), per poi concludere in 8.19.29. Ai 100 m la Manaudou è prima in 58.91 contro il 59.61 della Ziegler. Terza è la Shibata in 1.00.83. A Budapest la Manaudou era partita ancora più forte ( 58.30). Ai 200 m Manaudou prima in 2.01.24 e Ziegler seconda in 2.01.90. Terza è la Shibata in 2.04.73. A Budapest 2006 la Manaudou era passata in un siderale 2.00.06. Ora, da un lato i passaggi di Budapest erano evidentemente sbilanciati, con una prima metà gara troppo veloce anche per una nuotatrice con le caratteristiche della Manaudou, dall'altro quel passaggio così veloce ai 200 m sarebbe servito per distanziare una Ziegler che non poteva passare in 2' netti ai 200 m, facendole perdere il riferimento visivo della Manaudou che nuotava nella corsia accanto. Ai 300 m la Manaudou vira in 3.04.31 e la Ziegler si è riavvicinata (3.04.81). Terza è diventata Hayley Peirsol in 3.08.48. A Budapest 2006 la Manaudou era passata ai 300 m in 3.02.61. Ai 400 m la Manaudou è ancora in testa in 4.07.90, ma la Ziegler le è vicinissima (4.08.04). Terza la Peirsol in 4.12.32. Come detto, agli Europei 2006 la Manaudou era passata a metà gara in 4.05.70, cioè ben 2 secondi e 2 decimi più veloce. Ai 500 m è la Ziegler ad avere 4 centesimi di vantaggio (5.11.22 contro 5.11.26). Terza è sempre la Peirsol in 5.16.15. Agli Europei 2006 la Manaudou era passata in 5.09.26, quindi esattamente 2 secondi più veloce del suo passaggio a questi Mondiali: la Manaudou non è più al comando ma ha cominciato ad invertire il trend rispetto alla sua gara dell'anno prima, recuperando 2 decimi nelle ultime due vasche. Ai 600 m è ancora la Ziegler a virare prima per 4 centesimi (6.14.94 contro 6.14.98 ). Terza è la Peirsol in 6.19.85 (e quindi nelle ultime due vasche è stata più veloce di 2 centesimi rispetto alla coppia di testa). Agli Europei 2006 la Manaudou era passata ai 600 m in 6.13.03 (ora siamo a 1 secondo e 95 centesimi di vantaggio per la Manaudou 2006). Ai 700 m Laure Manaudou ritorna in lieve vantaggio: 7.18.41 contro il 7.18.49 della Ziegler. Terza è la Peirsol in 7.23.79, mentre agli Europei 2006 il passaggio della Manaudou ai 700 m era stato di 7.17.10, cioè 1 secondo e 31 centesimi più veloce. La Manaudou è consapevole della forza della Ziegler e prova a lanciare la volata fin dalla penultima vasca: ai 750 m il suo vantaggio sulla Ziegler si è ampliato a 46 centesimi (7.49.26 contro il 7.49.72 della Ziegler). Dopo la virata però la Ziegler si dimostra capace di inserire una ottima battuta di gambe e il 28.80 con cui nuota l'ultima vasca non concede possibilità ad una Manaudou combattiva fino all'ultimo (buon 29.54 per il suo ultimo 50 m) ma incapace di effettuare la stessa variazione di velocità della Ziegler. Crono finali: prima Kate Ziegler in 8.18.52 (più di 6 secondi di progresso rispetto all'8.24.56 che aveva di PB e anche qui, dopo i 1500 sl, si comincia a vedere abbastanza da vicino lo storico 8.16.22 di Janet Evans), seconda Laure Manaudou in 8.18.80 (anche per lei nuovo PB, perché le ultime due vasche tirate fino al tocco finale hanno completato con gli interessi il recupero rispetto alla gara in solitaria dell'anno prima), terza Hayley Peirsol in 8.26.41 (4 centesimi di progresso personale). Da citare anche la bella gara di due nuotatrici europee finite ai piedi del podio: la spagnola Villaecija, quarta in 8.27.59 e la francese Huber, quinta in 8.28.23. Gara molto bella, anche perché l'epilogo in favore della Ziegler - che sembrava abbastanza scontato ai 400 m, quando la statunitense aveva recuperato il piccolo gap iniziale scavato dalla Manaudou - si è realizzato dopo due ultime vasche davvero di grande livello, in cui anche la Manaudou è stata capace di sprintare oltre le mie previsioni. E' chiaro che per la grande campionessa francese si consumava l'ultimo atto di una sorta di "maledizione" negli 800 sl a livello mondiale: preceduta di mezzo secondo dalla Shibata (in un finale se vogliamo simile a questa) alle Olimpiadi 2004, poi assente nella gara dei Mondiali 2005 e infine a questi Mondiali 2007 preceduta di 3 decimi dalla Ziegler. Peccato davvero per le energie consumate, a mio parere inutilmente, in precedenza: ad esempio nella disputa dei 1500 sl.
modificato Aug 27 a 3:31 pm
 
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Ed eccomi a parlare della staffetta mista maschile, che diede il responso decisivo già in batteria, con la squalifica del quartetto Usa per cambio anticipato di Ian Crocker.
Crocker era stato schierato sempre in finale nei grandi eventi a partire dall'Olimpiade di Sydney 2000, ed era stato spesso il protagonista principale dei vari miglioramenti del WR, con l'eccezione del 3.33.48 dei Panpacifici 2002, dove fu Phelps a nuotare un'ottima frazione a delfino.
Breve riepilogo dei miglioramenti del WR ad opera dei quartetti Usa cominciando dal 3.33.73 dell'Olimpiade di Sydney, in cui un Crocker 18enne nuotò un parziale di 52.10.
Poi, dopo il citato 3.33.48 dei Panpacifici 2002, Crocker fu il grande protagonista del 3.31.54 dei Mondiali 2003, nuotando un parziale di 50.39 all'altezza del superlativo 50.98 della prova individuale.
Anche all'Olimpiade 2004, nonostante l'oro dei 100 delfino fosse stato vinto da Phelps, fu Crocker a nuotare la frazione a delfino nella finale della staffetta mista: nuovo WR in 3.30.68 per gli Usa e Crocker diede un bel contributo con un parziale a delfino di 50.28.
Insomma, sarà stata la desuetudine alla batteria, la delusione ancora viva per la sconfitta per pochi centesimi ad opera di Phelps nella gara individuale, e soprattutto un po' di deconcentrazione, fatto sta che Crocker si prese un rischio davvero inutile al cambio e il cronometro diede il verdetto, un po' beffardo, di -0.04, cioè un centesimo più del limite consentito (-0.03).

Con i favoritissimi Usa esclusi dalla finale, c'erano almeno 5 squadre in lizza per le medaglie.
Le batterie si erano concluse con il miglior crono del Giappone in 3.37.04, ma c'erano tre nazioni racchiuse in 13 centesimi e altre due molto vicine.
Dal nostro punto di vista, si segnalava l'ottima prova del quartetto italiano, autore del settimo crono in 3.38.79 (Lestingi 55.88, Facci 1.00.87, Goldin 52.91, Galenda 49.13) e quindi finalmente presente nella finale della staffetta mista maschile.
Anche la fortuna ci aveva sorriso, visto che a Goldin era riuscito quel cambio a -0.03 cercato invano da Crocker smile.

La finale vedeva, dunque, Giappone, Russia, Australia, Sudafrica e Gran Bretagna con serie ambizioni di podio. Un po' staccate nei pronostici Francia, Italia e Romania.

A dorso i favoriti Vyatchanin e Tancock nuotarono lo stesso parziale di 54.08.
Morita per il Giappone ottenne un 54.76, Welsh per l'Australia un 54.78 e furono preceduti da Zandberg, primo frazionista sudafricano e autore di un 54.57.
Per Damiano Lestingi un buon 55.58, 3 decimi meglio rispetto alla batteria, mentre il 56.46 di Dufour non era certo il miglior viatico per la staffetta francese.

A rana il Giappone presentava il suo asso, Kosuke Kitajima, che portò in testa la formazione nipponica con una frazione da 59.23. Molto bene anche Rickard per l'Australia (59.63), mentre tutti gli altri rimasero ben sopra al minuto: 1.00.61 per il francese Duboscq, 1.00.62 per il britannico Gibson, 1.00.65 per il russo Komornikov, 1.01.20 per il sudafricano Van der Burgh, 1.01.44 (57 centesimi più lento della batteria) per Loris Facci.

A metà gara, dunque, il Giappone aveva 42 centesimi di vantaggio sull'Australia, 71 sulla Gran Bretagna, 74 centesimi sulla Russia e 78 sul Sudafrica, che si confermano essere le cinque squadre in lizza per i tre gradini del podio.

A delfino per il Giappone gareggia Yamamoto che ha il compito di incrementare il vantaggio in vista dell'ultima frazione a stile libero, storicamente non favorevole ai quartetti giapponesi.
Yamamoto, con 51.90, nuota la frazione più veloce, davanti al 52.12 del sudafricano Ferns, al 52.13 del russo Skvortsov, al 52.63 dell'australiano Lauterstein, che eguaglia il parziale di un ottimo Rudy Goldin capace di migliorarsi di 28 centesimi rispetto al mattino e stavolta lasciando anche alcuni (pochi a dire il vero) centesimi al cambio smile .
Compromesse, invece, le speranze di podio della Gran Bretagna, che vede il proprio delfinista Bowe nuotare un 53.01.

Si parte per l'ultima frazione con il Giappone in vantaggio di 97 centesimi sulla Russia, di 1 secondo e 15 centesimi sull'Australia, di 1 secondo e 82 centesimi sulla Gran Bretagna e di 2 secondi esatti sul Sudafrica.

L'ultimo frazionista giapponese, Hosokawa, fa il suo, cioè un discreto 49.27, che però non è sufficiente a contenere la rimonta di Eamon Sullivan, autore di una frazione da 47.89 che regala all'Australia l'oro nella mista maschile in 3.34.93.
Il Giappone è secondo in 3.35.16 davanti alla Russia, terza in 3.35.51 (Lagunov 48.65 in ultima frazione).
Quarto il Sudafrica in 3.35.92 (48.03 per Neethling), quinta la Gran Bretagna in 3.36.18 (48.47 per Burnett).
Ottima frazione, al solito, per Christian Galenda (48.02), confermato anche per la finale e capace di superare Bernard (48.36) per il sesto posto: 3.37.67 per l'Italia, 3.37.85 per la Francia.
Sorpasso magari non da cori come la vittoria nella finale del Mondiale di calcio dell'anno prima, ma che merita il mio plauso smile

Ed eccomi a parlare della staffetta mista maschile, che diede il responso decisivo già in batteria, con la squalifica del quartetto Usa per cambio anticipato di Ian Crocker. Crocker era stato schierato sempre in finale nei grandi eventi a partire dall'Olimpiade di Sydney 2000, ed era stato spesso il protagonista principale dei vari miglioramenti del WR, con l'eccezione del 3.33.48 dei Panpacifici 2002, dove fu Phelps a nuotare un'ottima frazione a delfino. Breve riepilogo dei miglioramenti del WR ad opera dei quartetti Usa cominciando dal 3.33.73 dell'Olimpiade di Sydney, in cui un Crocker 18enne nuotò un parziale di 52.10. Poi, dopo il citato 3.33.48 dei Panpacifici 2002, Crocker fu il grande protagonista del 3.31.54 dei Mondiali 2003, nuotando un parziale di 50.39 all'altezza del superlativo 50.98 della prova individuale. Anche all'Olimpiade 2004, nonostante l'oro dei 100 delfino fosse stato vinto da Phelps, fu Crocker a nuotare la frazione a delfino nella finale della staffetta mista: nuovo WR in 3.30.68 per gli Usa e Crocker diede un bel contributo con un parziale a delfino di 50.28. Insomma, sarà stata la desuetudine alla batteria, la delusione ancora viva per la sconfitta per pochi centesimi ad opera di Phelps nella gara individuale, e soprattutto un po' di deconcentrazione, fatto sta che Crocker si prese un rischio davvero inutile al cambio e il cronometro diede il verdetto, un po' beffardo, di -0.04, cioè un centesimo più del limite consentito (-0.03). Con i favoritissimi Usa esclusi dalla finale, c'erano almeno 5 squadre in lizza per le medaglie. Le batterie si erano concluse con il miglior crono del Giappone in 3.37.04, ma c'erano tre nazioni racchiuse in 13 centesimi e altre due molto vicine. Dal nostro punto di vista, si segnalava l'ottima prova del quartetto italiano, autore del settimo crono in 3.38.79 (Lestingi 55.88, Facci 1.00.87, Goldin 52.91, Galenda 49.13) e quindi finalmente presente nella finale della staffetta mista maschile. Anche la fortuna ci aveva sorriso, visto che a Goldin era riuscito quel cambio a -0.03 cercato invano da Crocker :). La finale vedeva, dunque, Giappone, Russia, Australia, Sudafrica e Gran Bretagna con serie ambizioni di podio. Un po' staccate nei pronostici Francia, Italia e Romania. A dorso i favoriti Vyatchanin e Tancock nuotarono lo stesso parziale di 54.08. Morita per il Giappone ottenne un 54.76, Welsh per l'Australia un 54.78 e furono preceduti da Zandberg, primo frazionista sudafricano e autore di un 54.57. Per Damiano Lestingi un buon 55.58, 3 decimi meglio rispetto alla batteria, mentre il 56.46 di Dufour non era certo il miglior viatico per la staffetta francese. A rana il Giappone presentava il suo asso, Kosuke Kitajima, che portò in testa la formazione nipponica con una frazione da 59.23. Molto bene anche Rickard per l'Australia (59.63), mentre tutti gli altri rimasero ben sopra al minuto: 1.00.61 per il francese Duboscq, 1.00.62 per il britannico Gibson, 1.00.65 per il russo Komornikov, 1.01.20 per il sudafricano Van der Burgh, 1.01.44 (57 centesimi più lento della batteria) per Loris Facci. A metà gara, dunque, il Giappone aveva 42 centesimi di vantaggio sull'Australia, 71 sulla Gran Bretagna, 74 centesimi sulla Russia e 78 sul Sudafrica, che si confermano essere le cinque squadre in lizza per i tre gradini del podio. A delfino per il Giappone gareggia Yamamoto che ha il compito di incrementare il vantaggio in vista dell'ultima frazione a stile libero, storicamente non favorevole ai quartetti giapponesi. Yamamoto, con 51.90, nuota la frazione più veloce, davanti al 52.12 del sudafricano Ferns, al 52.13 del russo Skvortsov, al 52.63 dell'australiano Lauterstein, che eguaglia il parziale di un ottimo Rudy Goldin capace di migliorarsi di 28 centesimi rispetto al mattino e stavolta lasciando anche alcuni (pochi a dire il vero) centesimi al cambio ;) . Compromesse, invece, le speranze di podio della Gran Bretagna, che vede il proprio delfinista Bowe nuotare un 53.01. Si parte per l'ultima frazione con il Giappone in vantaggio di 97 centesimi sulla Russia, di 1 secondo e 15 centesimi sull'Australia, di 1 secondo e 82 centesimi sulla Gran Bretagna e di 2 secondi esatti sul Sudafrica. L'ultimo frazionista giapponese, Hosokawa, fa il suo, cioè un discreto 49.27, che però non è sufficiente a contenere la rimonta di Eamon Sullivan, autore di una frazione da 47.89 che regala all'Australia l'oro nella mista maschile in 3.34.93. Il Giappone è secondo in 3.35.16 davanti alla Russia, terza in 3.35.51 (Lagunov 48.65 in ultima frazione). Quarto il Sudafrica in 3.35.92 (48.03 per Neethling), quinta la Gran Bretagna in 3.36.18 (48.47 per Burnett). Ottima frazione, al solito, per Christian Galenda (48.02), confermato anche per la finale e capace di superare Bernard (48.36) per il sesto posto: 3.37.67 per l'Italia, 3.37.85 per la Francia. Sorpasso magari non da cori come la vittoria nella finale del Mondiale di calcio dell'anno prima, ma che merita il mio plauso ;)
modificato Aug 28 a 2:25 pm
 
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Ultimo post a consuntivo di quei Mondiali 2007 di Melbourne.

Nonostante la collocazione non usuale, a fine marzo/primi di aprile, furono Mondiali di grande livello: in totale furono migliorati 7 WR in campo maschile (200 sl, 100 dorso, 200 dorso, 200 delfino, 200 misti, 400 misti, 4x200 sl) e 7 WR anche in campo femminile (due volte quello dei 200 sl, 50 dorso, 100 dorso, 400 misti, 4x200 sl e 4x100 mista).

Alcuni di questi WR furono davvero indimenticabili, o perché (come nel caso dei 200 sl maschili e femminili e dei 400 misti femminili) superavano limiti storici (Thorpe, Van Almsick e Klochkova), o perché infrangevano barriere cronometriche significative (i 53" nei 100 dorso o l'1'55" nei 200 misti, ad esempio) o per l'entità del progresso cronometrico (quelli di Phelps nei 200 delfino e 400 misti).

Phelps fu l'indiscusso primattore con 5 ori individuali vinti e 2 in staffetta (e in prima frazione della 4x100 sl tra l'altro nuotò anche il miglior crono assoluto nei 100 sl).
Crocker voleva impedirgli l'ein-plein superandolo nei 100 delfino e invece ci riuscì quando fu l'artefice della squalifica della staffetta mista statunitense (imbattibile altrimenti), con quello sfortunato cambio anticipato in batteria.

Poco male: l'impresa di Phelps ai Mondiali 2007, anche per il valore altissimo delle prestazioni realizzate, resta per me insuperata considerando tutti gli eventi a cui ho assistito. Entrerà in concorrenza con lei quella delle Olimpiadi 2008, anche se il fattore-costume impedirà un raffronto soddisfacente.

Proprio la bellezza di quei Mondiali e l'evoluzione che stava mostrando il nuoto, rendono ancor più incomprensibile la scelta della Fina di introdurre l'elemento costumi in poliuretano ad inizio 2008.
Miopia della Federazione Mondiale che, per volere soddisfare un costruttore importante (la Speedo), aprì un periodo in cui:
1) i costumi divennero i protagonisti, almeno quanto gli atleti
2) alcuni atleti divennero improvvisamente super-competitivi, e anche in distanze in cui, oggettivamente, non lo erano, mentre altri furono danneggiati perché molto meno premiati dai costumi in poliuretano.

Quei Mondiali 2007 furono anche decisamente soddisfacenti per il nuoto italiano, con un oro (Magnini nei 100 sl a pari-merito con Hayden), uno storico argento (la 4x100 sl maschile) e 4 bronzi (un formidabile Marin nei 400 misti, un'ottima Pellegrini nei 200 sl femminili, e i due "perseveranti" Facci nei 200 rana, dopo la discussa squalifica agli Europei dell'anno prima, e Colbertaldo negli 800 sl, per la squalifica ex-post di Mellouli).

Ultimo post a consuntivo di quei Mondiali 2007 di Melbourne. Nonostante la collocazione non usuale, a fine marzo/primi di aprile, furono Mondiali di grande livello: in totale furono migliorati 7 WR in campo maschile (200 sl, 100 dorso, 200 dorso, 200 delfino, 200 misti, 400 misti, 4x200 sl) e 7 WR anche in campo femminile (due volte quello dei 200 sl, 50 dorso, 100 dorso, 400 misti, 4x200 sl e 4x100 mista). Alcuni di questi WR furono davvero indimenticabili, o perché (come nel caso dei 200 sl maschili e femminili e dei 400 misti femminili) superavano limiti storici (Thorpe, Van Almsick e Klochkova), o perché infrangevano barriere cronometriche significative (i 53" nei 100 dorso o l'1'55" nei 200 misti, ad esempio) o per l'entità del progresso cronometrico (quelli di Phelps nei 200 delfino e 400 misti). Phelps fu l'indiscusso primattore con 5 ori individuali vinti e 2 in staffetta (e in prima frazione della 4x100 sl tra l'altro nuotò anche il miglior crono assoluto nei 100 sl). Crocker voleva impedirgli l'ein-plein superandolo nei 100 delfino e invece ci riuscì quando fu l'artefice della squalifica della staffetta mista statunitense (imbattibile altrimenti), con quello sfortunato cambio anticipato in batteria. Poco male: l'impresa di Phelps ai Mondiali 2007, anche per il valore altissimo delle prestazioni realizzate, resta per me insuperata considerando tutti gli eventi a cui ho assistito. Entrerà in concorrenza con lei quella delle Olimpiadi 2008, anche se il fattore-costume impedirà un raffronto soddisfacente. Proprio la bellezza di quei Mondiali e l'evoluzione che stava mostrando il nuoto, rendono ancor più incomprensibile la scelta della Fina di introdurre l'elemento costumi in poliuretano ad inizio 2008. Miopia della Federazione Mondiale che, per volere soddisfare un costruttore importante (la Speedo), aprì un periodo in cui: 1) i costumi divennero i protagonisti, almeno quanto gli atleti 2) alcuni atleti divennero improvvisamente super-competitivi, e anche in distanze in cui, oggettivamente, non lo erano, mentre altri furono danneggiati perché molto meno premiati dai costumi in poliuretano. Quei Mondiali 2007 furono anche decisamente soddisfacenti per il nuoto italiano, con un oro (Magnini nei 100 sl a pari-merito con Hayden), uno storico argento (la 4x100 sl maschile) e 4 bronzi (un formidabile Marin nei 400 misti, un'ottima Pellegrini nei 200 sl femminili, e i due "perseveranti" Facci nei 200 rana, dopo la discussa squalifica agli Europei dell'anno prima, e Colbertaldo negli 800 sl, per la squalifica ex-post di Mellouli).
 
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Con i Mondiali svoltisi a fine marzo/primi di aprile, l'estate del 2007 fu priva di grandi eventi, ma penso che sia interessante rivisitare brevemente due manifestazioni che si svolsero ai primi d'agosto: l'Open de Paris e i Nationals statunitensi.

Comincio dall'Open de Paris, disputato dal 2 al 5 agosto 2007, ricordando le gare più significative.

1) 100 sl maschili. Abbiamo visto l'estrema incertezza della finale dei Mondiali di Melbourne, vinta da Magnini e Hayden con 48.43. All'Open de Paris ci fu invece lo show di Stefan Nystrand, capace di scendere sotto i 48".
Nystrand era stato eliminato in semifinale a Melbourne, mentre al meeting di Parigi, nuotando 47.91 (22.72-25.19) andò a soli 7 centesimi dal WR di Van den Hoogenband di Sydney 2000.
Bel progresso, rispetto ai Mondiali, anche per Alain Bernard, secondo in 48.54 (23.17-25.37), e terzo posto in 48.79 per il campione mondiale Brent Hayden.

2) 50 sl femminili. Anche Therese Alshammer, come il suo connazionale Nystrand, realizzò un gran progresso cronometrico vincendo i 50 sl in 24.23, a un decimo dal WR della De Bruijn. Ai Mondiali aveva vinto la Lenton in 24.53 e la Alshammer era stata seconda in 24.62.

3) 50 dorso maschili. Randall Bal non aveva potuto partecipare ai Mondiali, dato che nei 100 dorso si erano qualificati Peirsol e Lochte (che poi avevano disputato solo la batteria dei 50 dorso), e dimostrò (ma lo si sapeva) di essere fortissimo nella distanza più breve del dorso. Vincendo la gara in 24.84, andò a soli 4 centesimi dal WR di Rupprath.
Proprio Rupprath fu secondo al meeting di Parigi distanziato di mezzo secondo esatto (25.34).

4) 100 e 200 dorso maschili. Aaron Peirsol gareggiò a Parigi invece che ai Nats e andò molto forte. Nei 100 dorso vinse in 53.17, a 19 centesimi dal suo WR (secondo Bal in 54.46, poi Meeuw in 54.55 e Vyatchanin in 54.57), nei 200 dorso in 1.54.77, a 45 centesimi dal WR di Lochte. PB per Rogan, secondo in 1.55.74 (quasi 3 decimi meglio che ai Mondiali e a soli 3 decimi dal record europeo di Vyatchanin)

6) 50 delfino femminili. Ancora la Alshammer protagonista con un 25.60 che distava solo 14 centesimi dal suo WR.

7) 400 sl femminili. Gara incredibile tra la Pellegrini e la Jedrzejczak: stesso passaggio a metà gara (2.02.77) e stesso crono finale (4.05.20). Per la Pellegrini un altro progresso rispetto al 4.05.79 dei Mondiali e la conferma di essere sempre più competitiva nei 400 sl.

8 ) 200 dorso e 400 misti femminili. Si rivede ad ottimi livelli Alessia Filippi, vincitrice di entrambe le gare: 4.38.27 nei 400 misti (seconda la Klochkova in 4.39.90, terza la Baranowska in 4.40.16, poi la Jakabos in 4.41.44 e solo quinta in 4.41.56 la Martynova, medaglia argento ai Mondiali) e 2.09.06 nei 200 dorso (1.04.35 a metà gara e solito stupendo finale) per precedere la campionessa mondiale Hoelzer (2.09.55).

10) 200 delfino femminili. Ottimo crono per la Jedrzejczak, vincitrice in 2.05.92, a 52 centesimi dal WR della Schipper.

11) 50 sl maschili. Nystrand conferma, anche nella distanza più breve, i suoi progressi vincendo in 21.93 (Wildman-Tobriner si era laureato campione mondiale a Melbourne con 21.88 ).

12) 1500 sl maschili. Si conferma il campione mondiale Sawrymowicz, vincendo in 14.56.47 e si assiste al primo under-15' per Ryan Cochrane, secondo in 14.59.02 davanti a Federico Colbertaldo (15.03.61).

13) 100 sl femminili (Steffen vincitrice in 53.80) e 200 rana femminili (prima Mirna Jukic in 2.25.46).

15) 200 delfino maschili. Vittoria di Sylantyev in 1.55.48.

Insomma, ottime prestazioni anche in un semplice meeting a conclusione della stagione 2006/2007, quando tutti ormai già guardavano alle Olimpiadi dell'anno successivo.

Con i Mondiali svoltisi a fine marzo/primi di aprile, l'estate del 2007 fu priva di grandi eventi, ma penso che sia interessante rivisitare brevemente due manifestazioni che si svolsero ai primi d'agosto: l'Open de Paris e i Nationals statunitensi. Comincio dall'Open de Paris, disputato dal 2 al 5 agosto 2007, ricordando le gare più significative. 1) 100 sl maschili. Abbiamo visto l'estrema incertezza della finale dei Mondiali di Melbourne, vinta da Magnini e Hayden con 48.43. All'Open de Paris ci fu invece lo show di Stefan Nystrand, capace di scendere sotto i 48". Nystrand era stato eliminato in semifinale a Melbourne, mentre al meeting di Parigi, nuotando 47.91 (22.72-25.19) andò a soli 7 centesimi dal WR di Van den Hoogenband di Sydney 2000. Bel progresso, rispetto ai Mondiali, anche per Alain Bernard, secondo in 48.54 (23.17-25.37), e terzo posto in 48.79 per il campione mondiale Brent Hayden. 2) 50 sl femminili. Anche Therese Alshammer, come il suo connazionale Nystrand, realizzò un gran progresso cronometrico vincendo i 50 sl in 24.23, a un decimo dal WR della De Bruijn. Ai Mondiali aveva vinto la Lenton in 24.53 e la Alshammer era stata seconda in 24.62. 3) 50 dorso maschili. Randall Bal non aveva potuto partecipare ai Mondiali, dato che nei 100 dorso si erano qualificati Peirsol e Lochte (che poi avevano disputato solo la batteria dei 50 dorso), e dimostrò (ma lo si sapeva) di essere fortissimo nella distanza più breve del dorso. Vincendo la gara in 24.84, andò a soli 4 centesimi dal WR di Rupprath. Proprio Rupprath fu secondo al meeting di Parigi distanziato di mezzo secondo esatto (25.34). 4) 100 e 200 dorso maschili. Aaron Peirsol gareggiò a Parigi invece che ai Nats e andò molto forte. Nei 100 dorso vinse in 53.17, a 19 centesimi dal suo WR (secondo Bal in 54.46, poi Meeuw in 54.55 e Vyatchanin in 54.57), nei 200 dorso in 1.54.77, a 45 centesimi dal WR di Lochte. PB per Rogan, secondo in 1.55.74 (quasi 3 decimi meglio che ai Mondiali e a soli 3 decimi dal record europeo di Vyatchanin) 6) 50 delfino femminili. Ancora la Alshammer protagonista con un 25.60 che distava solo 14 centesimi dal suo WR. 7) 400 sl femminili. Gara incredibile tra la Pellegrini e la Jedrzejczak: stesso passaggio a metà gara (2.02.77) e stesso crono finale (4.05.20). Per la Pellegrini un altro progresso rispetto al 4.05.79 dei Mondiali e la conferma di essere sempre più competitiva nei 400 sl. 8 ) 200 dorso e 400 misti femminili. Si rivede ad ottimi livelli Alessia Filippi, vincitrice di entrambe le gare: 4.38.27 nei 400 misti (seconda la Klochkova in 4.39.90, terza la Baranowska in 4.40.16, poi la Jakabos in 4.41.44 e solo quinta in 4.41.56 la Martynova, medaglia argento ai Mondiali) e 2.09.06 nei 200 dorso (1.04.35 a metà gara e solito stupendo finale) per precedere la campionessa mondiale Hoelzer (2.09.55). 10) 200 delfino femminili. Ottimo crono per la Jedrzejczak, vincitrice in 2.05.92, a 52 centesimi dal WR della Schipper. 11) 50 sl maschili. Nystrand conferma, anche nella distanza più breve, i suoi progressi vincendo in 21.93 (Wildman-Tobriner si era laureato campione mondiale a Melbourne con 21.88 ). 12) 1500 sl maschili. Si conferma il campione mondiale Sawrymowicz, vincendo in 14.56.47 e si assiste al primo under-15' per Ryan Cochrane, secondo in 14.59.02 davanti a Federico Colbertaldo (15.03.61). 13) 100 sl femminili (Steffen vincitrice in 53.80) e 200 rana femminili (prima Mirna Jukic in 2.25.46). 15) 200 delfino maschili. Vittoria di Sylantyev in 1.55.48. Insomma, ottime prestazioni anche in un semplice meeting a conclusione della stagione 2006/2007, quando tutti ormai già guardavano alle Olimpiadi dell'anno successivo.
modificato Sep 5 a 10:25 pm
 
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I Nationals Usa si tennero a Indianapolis dal 31 luglio al 4 agosto 2007.

Ovviamente, con i Mondiali già disputati quattro mesi prima a Melbourne, nessuno dei superbig, che quei Mondiali li avevano affrontati al top della condizione, si presentò in condizioni di forma scintillanti.
Si era a fine stagione e il pensiero era già rivolto alle Olimpiadi 2008: quei Nationals erano l'ultimo appuntamento agonistico, da vivere senza troppo stress, prima di concedersi qualche settimana di riposo e poi iniziare la fondamentale stagione olimpica.

Furono comunque Campionati nazionali interessanti perché nuovi nomi si affacciarono, e poi per le scelte di gara "alternative" fatte da alcuni campioni, a partire da Phelps.

Con un occhio alla sintesi (prometto di impegnarmi smile ), vediamo le finali femminili della prima giornata, ricordando anche quanto avvenuto ai Mondiali di Melbourne.

Nei 200 delfino femminili vinse un nome nuovo, la 17enne Kathleen Hersey in 2.07.19 davanti alla inossidabile Mary Descenza (2.07.84) e a Kim Vandenberg (2.08.19), che era stata argento a sorpresa ai Mondiali in 2.06.71.
Dana Vollmer passò prima ai 100 m (1.00.60) prima di cedere alla distanza, chiudendo in 2.10.47, un po' peggio della batteria (2.09.82).

Altro nome nuovo alla ribalta nei 200 rana, e stavolta è una nuotatrice che avrà un notevole impatto anche a livello internazionale negli anni successivi.
Ovviamente parlo di Rebecca Soni, allora 20enne, che vinse il titolo Usa in 2.23.62 (1.08.81 ai 100 m). Seconda fu la 16enne Leverenz (2.25.78 ).
Ricordo che a Melbourne, dietro l'imbattibile Jones, arrivarono seconde Balfour e Jendrick in 2.25.94, quindi questi crono (soprattutto quello della Soni, ovviamente) sarebbero stati decisamente da podio mondiale.

Ho descritto l'appassionante finale degli 800 sl dei Mondiali tra la Ziegler e la Manaudou, e anche a questi Nationals gli 800 sl femminili furono spettacolari per la presenza di Katie Hoff, che decise di cimentarsi su questa distanza.

A metà gara la Ziegler pareva disporre di un vantaggio lieve ma rassicurante: 4.08.52 rispetto al 4.09.73 della Hoff.
Nei successivi 300 metri la Hoff, però, limò decimi su decimi, fino ad appaiare la Ziegler ai 700 m: 7.20.83 per la campionessa mondiale Ziegler, 7.20.91 per la Hoff.

Sorpasso della Hoff alla fine della penultima vasca: 7.52.60 rispetto al 7.52.82 della Ziegler, che però non ci sta a perdere e inserendo quella notevole battuta di gambe già vista in altre occasioni (l'ultima a Melbourne nel duello con la Manaudou), chiude l'ultimo 50 m in 29.51, finendo con il precedere la Hoff di quasi mezzo secondo.

Crono finali: 8.22.33 per la Ziegler, 8.22.80 per una Hoff che dimostra, comunque, di avere grandi attitudini (mai esplorate fino in fondo, perché anche in futuro sceglierà di dare la priorità ad altre gare) per questa distanza, come confermato, ad esempio, anche dal suo grande crono nelle 1000 yds a stile libero.

I Nationals Usa si tennero a Indianapolis dal 31 luglio al 4 agosto 2007. Ovviamente, con i Mondiali già disputati quattro mesi prima a Melbourne, nessuno dei superbig, che quei Mondiali li avevano affrontati al top della condizione, si presentò in condizioni di forma scintillanti. Si era a fine stagione e il pensiero era già rivolto alle Olimpiadi 2008: quei Nationals erano l'ultimo appuntamento agonistico, da vivere senza troppo stress, prima di concedersi qualche settimana di riposo e poi iniziare la fondamentale stagione olimpica. Furono comunque Campionati nazionali interessanti perché nuovi nomi si affacciarono, e poi per le scelte di gara "alternative" fatte da alcuni campioni, a partire da Phelps. Con un occhio alla sintesi (prometto di impegnarmi ;) ), vediamo le finali femminili della prima giornata, ricordando anche quanto avvenuto ai Mondiali di Melbourne. Nei 200 delfino femminili vinse un nome nuovo, la 17enne Kathleen Hersey in 2.07.19 davanti alla inossidabile Mary Descenza (2.07.84) e a Kim Vandenberg (2.08.19), che era stata argento a sorpresa ai Mondiali in 2.06.71. Dana Vollmer passò prima ai 100 m (1.00.60) prima di cedere alla distanza, chiudendo in 2.10.47, un po' peggio della batteria (2.09.82). Altro nome nuovo alla ribalta nei 200 rana, e stavolta è una nuotatrice che avrà un notevole impatto anche a livello internazionale negli anni successivi. Ovviamente parlo di Rebecca Soni, allora 20enne, che vinse il titolo Usa in 2.23.62 (1.08.81 ai 100 m). Seconda fu la 16enne Leverenz (2.25.78 ). Ricordo che a Melbourne, dietro l'imbattibile Jones, arrivarono seconde Balfour e Jendrick in 2.25.94, quindi questi crono (soprattutto quello della Soni, ovviamente) sarebbero stati decisamente da podio mondiale. Ho descritto l'appassionante finale degli 800 sl dei Mondiali tra la Ziegler e la Manaudou, e anche a questi Nationals gli 800 sl femminili furono spettacolari per la presenza di Katie Hoff, che decise di cimentarsi su questa distanza. A metà gara la Ziegler pareva disporre di un vantaggio lieve ma rassicurante: 4.08.52 rispetto al 4.09.73 della Hoff. Nei successivi 300 metri la Hoff, però, limò decimi su decimi, fino ad appaiare la Ziegler ai 700 m: 7.20.83 per la campionessa mondiale Ziegler, 7.20.91 per la Hoff. Sorpasso della Hoff alla fine della penultima vasca: 7.52.60 rispetto al 7.52.82 della Ziegler, che però non ci sta a perdere e inserendo quella notevole battuta di gambe già vista in altre occasioni (l'ultima a Melbourne nel duello con la Manaudou), chiude l'ultimo 50 m in 29.51, finendo con il precedere la Hoff di quasi mezzo secondo. Crono finali: 8.22.33 per la Ziegler, 8.22.80 per una Hoff che dimostra, comunque, di avere grandi attitudini (mai esplorate fino in fondo, perché anche in futuro sceglierà di dare la priorità ad altre gare) per questa distanza, come confermato, ad esempio, anche dal suo grande crono nelle 1000 yds a stile libero.
 
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Finali maschili della prima e seconda giornata di gare dei Nationals 2007 di Indianapolis.

Si parte con i 200 delfino. Senza Phelps, è Tarwater (eliminato in semifinale ai Mondiali di Melbourne) a confermarsi il miglior Usa vincendo la finale A in 1.56.03, suo nuovo PB. Secondo è Gill Stovall in 1.57.13.

Nella prima giornata di gare, il programma-gare "alternativo" di Phelps prevede la disputa dei 200 rana, dove ottiene l'11° crono delle batterie in 2.15.81 (miglior crono Hansen in 2.11.50).
Nella finale B Michelone, arrivando terzo, si migliora a 2.15.06, mentre nella finale A Brendan Hansen, grande assente dell'ultima ora nei 200 rana dei Mondiali, è in lotta virtuale con il 2.09.80 con cui Kitajima ha vinto l'oro a Melbourne, più che con l'ostico 2.08.50 che rappresenta il suo WR dei Panpacifici 2006.
Hansen vince con un 2.09.91 che manca quindi (di poco) il suo obiettivo di siglare il miglior tempo del 2007 nei 200 rana, mentre chi si migliora è Eric Shanteau, secondo con un 2.10.65 che gli avrebbe dato l'argento se ottenuto nella finale mondiale, dove secondo fu Rickard in 2.10.99 (e terzo Facci in 2.11.03, mentre Shanteau giunse quinto in 2.11.50)

La prima giornata di gara si conclude con i 1500 sl che vedono un Erik Vendt ancora in buone condizioni di forma vincere in 14.57.01. Decisamente meno brillante Larsen Jensen, che chiude secondo in 15.13.94.

Nella seconda giornata di gare si parte con i 400 misti maschili. Phelps non è al via, per cui l'ovvio favorito è Lochte.
A metà gara però passa nettamente in testa il 18enne Tyler Clary (2.02.46), con più di tre secondi di vantaggio sul trio Lochte-Vendt-Shanteau.
Il 2.05.62 con cui Lochte vira dopo le frazioni del delfino e del dorso può volere dire solo due cose: o Lochte è decisamente fuori-forma oppure sta gestendo molto la gara. E' la seconda ipotesi quella giusta, come dimostra l'1.08.60 con cui Lochte vola il terzo 100m, quello a rana. Parziale straordinario, contro cui nulla può nemmeno un grande specialista come Shanteau, oltre ad Erik Vendt (buon ranista anche lui) e al giovane Clary (decisamente meno forte a rana degli altri due).
Preso il comando ai 300 m, Lochte si accontenta di vincere con un 4.13.55 che stacca di oltre due secondi Vendt (4.15.89) e Shanteau (4.16.29). Clary termina quarto in 4.19.72.

I 100 sl maschili, privi di Lezak, vedono un nome nuovo prevalere a sorpresa, il 20enne David Walters in 48.96. Siamo in piena epoca in cui le finali dei 100 sl erano incertissime e decise al tocco della piastra, tipo quella dei Mondiali di Melbourne. Anche qui, gli 8 finalisti sono racchiusi in 4 decimi e il podio in 8 centesimi (secondo il sudafricano Neethling in 48.98, terzo Nick Brunelli in 49.04).

Ed eccoci ai 200 dorso, la gara di giornata di Phelps. E' evidente che, sempre nel tono rilassato di questi Nationals di fine stagione, Phelps affrontava questo impegno in modo molto diverso dai 200 rana della prima giornata: quelli erano una sorta di "divertissement-allenamento" in funzione dei misti, questi erano l'ipotetica sesta gara individuale (mai affrontata per ovvi problemi di calendario e conseguente fatica) dei grandi eventi, quella in cui Phelps si era qualificato per le Olimpiadi del 2004 e nel 2006 per gli stessi Mondiali di Melbourne (ricordo che, oltre a Peirsol, l'altro qualificato sarebbe stato Phelps, che rinunciò lasciando spazio a Lochte, che poi vinse il titolo mondiale e stabilì il record del mondo ai Mondiali di Melbourne).
Phelps voleva testarsi e lo fece andando oltre ogni previsione, tenendo conto - lo ripeto - di una condizione che non poteva certo essere ottimale.
Passò primo ai 100 m in 55.73, a 6 centesimi dal passaggio mondiale di Lochte, con il secondo, Chris DeJong, staccato di oltre due secondi.
Ai 150 m il passaggio di Phelps fu di 1.25.13, ancora a meno di un decimo dal passaggio del Lochte di Melbourne (1.25.05).
Anche l'ultima vasca di Phelps fu davvero notevole.
Ricordando la gara di Melbourne, Lochte aveva lì cambiato marcia, superando di netto Peirsol e volando, sulle ali dell'entusiasmo, verso il suo primo titolo individuale.
Phelps, pur facendo gara in solitario, riuscì a mantenersi ben sotto i 30" di parziale e terminò in un per me impressionante 1.54.65, a soli 33 centesimi dal WR di Lochte (e facendo meglio, in una sorta di sfida indiretta, del Peirsol dell'Open de Paris che nuotò un comunque ottimo 1.54.77).
E' chiaro che con i se non si fa molto, ma quel crono, ottenuto in quelle condizioni, dimostrava molto; di sicuro che Phelps avrebbe potuto aggiudicarsi il titolo mondiale e stabilire il WR anche nei 200 dorso, considerando la forma che aveva a Melbourne e tralasciando l'ovvio problema di dover disputare troppe gare individuali.
Ho citato DeJong che terminò secondo in un notevole 1.56.76; terzo fu Cromwell in 1.57.43, quarto un Lochte reduce dai 400 misti (e che comunque non appariva in grado di nuotare a livelli di 1.54) in 1.59.11.

Finali maschili della prima e seconda giornata di gare dei Nationals 2007 di Indianapolis. Si parte con i 200 delfino. Senza Phelps, è Tarwater (eliminato in semifinale ai Mondiali di Melbourne) a confermarsi il miglior Usa vincendo la finale A in 1.56.03, suo nuovo PB. Secondo è Gill Stovall in 1.57.13. Nella prima giornata di gare, il programma-gare "alternativo" di Phelps prevede la disputa dei 200 rana, dove ottiene l'11° crono delle batterie in 2.15.81 (miglior crono Hansen in 2.11.50). Nella finale B Michelone, arrivando terzo, si migliora a 2.15.06, mentre nella finale A Brendan Hansen, grande assente dell'ultima ora nei 200 rana dei Mondiali, è in lotta virtuale con il 2.09.80 con cui Kitajima ha vinto l'oro a Melbourne, più che con l'ostico 2.08.50 che rappresenta il suo WR dei Panpacifici 2006. Hansen vince con un 2.09.91 che manca quindi (di poco) il suo obiettivo di siglare il miglior tempo del 2007 nei 200 rana, mentre chi si migliora è Eric Shanteau, secondo con un 2.10.65 che gli avrebbe dato l'argento se ottenuto nella finale mondiale, dove secondo fu Rickard in 2.10.99 (e terzo Facci in 2.11.03, mentre Shanteau giunse quinto in 2.11.50) La prima giornata di gara si conclude con i 1500 sl che vedono un Erik Vendt ancora in buone condizioni di forma vincere in 14.57.01. Decisamente meno brillante Larsen Jensen, che chiude secondo in 15.13.94. Nella seconda giornata di gare si parte con i 400 misti maschili. Phelps non è al via, per cui l'ovvio favorito è Lochte. A metà gara però passa nettamente in testa il 18enne Tyler Clary (2.02.46), con più di tre secondi di vantaggio sul trio Lochte-Vendt-Shanteau. Il 2.05.62 con cui Lochte vira dopo le frazioni del delfino e del dorso può volere dire solo due cose: o Lochte è decisamente fuori-forma oppure sta gestendo molto la gara. E' la seconda ipotesi quella giusta, come dimostra l'1.08.60 con cui Lochte vola il terzo 100m, quello a rana. Parziale straordinario, contro cui nulla può nemmeno un grande specialista come Shanteau, oltre ad Erik Vendt (buon ranista anche lui) e al giovane Clary (decisamente meno forte a rana degli altri due). Preso il comando ai 300 m, Lochte si accontenta di vincere con un 4.13.55 che stacca di oltre due secondi Vendt (4.15.89) e Shanteau (4.16.29). Clary termina quarto in 4.19.72. I 100 sl maschili, privi di Lezak, vedono un nome nuovo prevalere a sorpresa, il 20enne David Walters in 48.96. Siamo in piena epoca in cui le finali dei 100 sl erano incertissime e decise al tocco della piastra, tipo quella dei Mondiali di Melbourne. Anche qui, gli 8 finalisti sono racchiusi in 4 decimi e il podio in 8 centesimi (secondo il sudafricano Neethling in 48.98, terzo Nick Brunelli in 49.04). Ed eccoci ai 200 dorso, la gara di giornata di Phelps. E' evidente che, sempre nel tono rilassato di questi Nationals di fine stagione, Phelps affrontava questo impegno in modo molto diverso dai 200 rana della prima giornata: quelli erano una sorta di "divertissement-allenamento" in funzione dei misti, questi erano l'ipotetica sesta gara individuale (mai affrontata per ovvi problemi di calendario e conseguente fatica) dei grandi eventi, quella in cui Phelps si era qualificato per le Olimpiadi del 2004 e nel 2006 per gli stessi Mondiali di Melbourne (ricordo che, oltre a Peirsol, l'altro qualificato sarebbe stato Phelps, che rinunciò lasciando spazio a Lochte, che poi vinse il titolo mondiale e stabilì il record del mondo ai Mondiali di Melbourne). Phelps voleva testarsi e lo fece andando oltre ogni previsione, tenendo conto - lo ripeto - di una condizione che non poteva certo essere ottimale. Passò primo ai 100 m in 55.73, a 6 centesimi dal passaggio mondiale di Lochte, con il secondo, Chris DeJong, staccato di oltre due secondi. Ai 150 m il passaggio di Phelps fu di 1.25.13, ancora a meno di un decimo dal passaggio del Lochte di Melbourne (1.25.05). Anche l'ultima vasca di Phelps fu davvero notevole. Ricordando la gara di Melbourne, Lochte aveva lì cambiato marcia, superando di netto Peirsol e volando, sulle ali dell'entusiasmo, verso il suo primo titolo individuale. Phelps, pur facendo gara in solitario, riuscì a mantenersi ben sotto i 30" di parziale e terminò in un per me impressionante 1.54.65, a soli 33 centesimi dal WR di Lochte (e facendo meglio, in una sorta di sfida indiretta, del Peirsol dell'Open de Paris che nuotò un comunque ottimo 1.54.77). E' chiaro che con i se non si fa molto, ma quel crono, ottenuto in quelle condizioni, dimostrava molto; di sicuro che Phelps avrebbe potuto aggiudicarsi il titolo mondiale e stabilire il WR anche nei 200 dorso, considerando la forma che aveva a Melbourne e tralasciando l'ovvio problema di dover disputare troppe gare individuali. Ho citato DeJong che terminò secondo in un notevole 1.56.76; terzo fu Cromwell in 1.57.43, quarto un Lochte reduce dai 400 misti (e che comunque non appariva in grado di nuotare a livelli di 1.54) in 1.59.11.
modificato Sep 9 a 6:41 pm
 
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Finali femminili della seconda giornata di quei Nationals 2007.

Si parte con i 400 misti.
Assente la campionessa e primatista mondiale Katie Hoff, la finale vede un confronto serrato tra giovani in ascesa.
A metà gara è la 17enne Hersey a guidare in 2.14.78 ma, come ormai tantissime volte abbiamo visto, è la rana a risultare la frazione decisiva. Stavolta è la 16enne Leverenz a rimontare tante posizioni, oltre a tutto lo svantaggio che aveva ai 200 metri (2.19.08 il suo passaggio) e, con un ottimo parziale di 1.16.44 nel terzo 100 m a rana (ovviamente resta insuperato l'incredibile 1.15.58 di cui è stata capace la Hoff a Melbourne 2007), riesce a portarsi in netto vantaggio a 100 m dalla conclusione.
La Hersey aveva oltre 4 secondi di vantaggio ai 200 m e si ritrova con oltre 3 secondi di svantaggio dopo la rana (a quanti dorsisti-delfinisti risultano fatali quei 100 m a rana in un 400 misti..).
La Leverenz vince in un ottimo 4.40.81 finale (le avrebbe valso il bronzo ai Mondiali di 4 mesi prima), davanti al 4.42.25 della Hersey, al 4.42.37 della 20enne Smit, al 4.42.85 della 17enne britannica Miley e al 4.44.72 della 18enne Kukors (che era stata presente assieme alla Hoff nei 400 misti di Melbourne).

In questa seconda giornata la Hoff decide di disputare i 200 dorso e dimostra il suo valore anche in questa distanza vincendo in 2.10.31 (con questo crono sarebbe stata quinta ai Mondiali) davanti alla immancabile Descenza (2.11.26) e alla 17enne Riefenstahl (2.11.67).
Ricorderete che, con la Hoelzer, era stata la giovanissima Beisel a gareggiare per gli Usa ai Mondiali, dove venne poi eliminata in semifinale. La 15enne Beisel arriva sesta in questa finale dei Nats in 2.12.39.

La legge delle giovani alla ribalta di questi Nats viene sovvertita nei 100 sl, dove è la 40enne Dara Torres ad imporsi in 54.45 dopo avere fatto il vuoto nella prima vasca (25.79 il suo passaggio contro il 26.42 della Nymeyer, seconda ai 50 m).
La 21enne Weir conferma la sua incostanza nei risultati arrivando seconda in 54.79 dopo avere nuotato il miglior tempo in batteria in 54.46 (della Weir ricordo i Mondiali assai deludenti, con eliminazione in semifinale, dopo che era stata capace di un grande 53.58 ai Nats 2006).
La 20enne Vollmer è terza in 54.95 (54.91 in batteria) e la Nymeyer quarta in 54.96.

Finali femminili della seconda giornata di quei Nationals 2007. Si parte con i 400 misti. Assente la campionessa e primatista mondiale Katie Hoff, la finale vede un confronto serrato tra giovani in ascesa. A metà gara è la 17enne Hersey a guidare in 2.14.78 ma, come ormai tantissime volte abbiamo visto, è la rana a risultare la frazione decisiva. Stavolta è la 16enne Leverenz a rimontare tante posizioni, oltre a tutto lo svantaggio che aveva ai 200 metri (2.19.08 il suo passaggio) e, con un ottimo parziale di 1.16.44 nel terzo 100 m a rana (ovviamente resta insuperato l'incredibile 1.15.58 di cui è stata capace la Hoff a Melbourne 2007), riesce a portarsi in netto vantaggio a 100 m dalla conclusione. La Hersey aveva oltre 4 secondi di vantaggio ai 200 m e si ritrova con oltre 3 secondi di svantaggio dopo la rana (a quanti dorsisti-delfinisti risultano fatali quei 100 m a rana in un 400 misti..). La Leverenz vince in un ottimo 4.40.81 finale (le avrebbe valso il bronzo ai Mondiali di 4 mesi prima), davanti al 4.42.25 della Hersey, al 4.42.37 della 20enne Smit, al 4.42.85 della 17enne britannica Miley e al 4.44.72 della 18enne Kukors (che era stata presente assieme alla Hoff nei 400 misti di Melbourne). In questa seconda giornata la Hoff decide di disputare i 200 dorso e dimostra il suo valore anche in questa distanza vincendo in 2.10.31 (con questo crono sarebbe stata quinta ai Mondiali) davanti alla immancabile Descenza (2.11.26) e alla 17enne Riefenstahl (2.11.67). Ricorderete che, con la Hoelzer, era stata la giovanissima Beisel a gareggiare per gli Usa ai Mondiali, dove venne poi eliminata in semifinale. La 15enne Beisel arriva sesta in questa finale dei Nats in 2.12.39. La legge delle giovani alla ribalta di questi Nats viene sovvertita nei 100 sl, dove è la 40enne Dara Torres ad imporsi in 54.45 dopo avere fatto il vuoto nella prima vasca (25.79 il suo passaggio contro il 26.42 della Nymeyer, seconda ai 50 m). La 21enne Weir conferma la sua incostanza nei risultati arrivando seconda in 54.79 dopo avere nuotato il miglior tempo in batteria in 54.46 (della Weir ricordo i Mondiali assai deludenti, con eliminazione in semifinale, dopo che era stata capace di un grande 53.58 ai Nats 2006). La 20enne Vollmer è terza in 54.95 (54.91 in batteria) e la Nymeyer quarta in 54.96.
 
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Ed eccoci alle finali della terza giornata di quei Nationals 2007.

Si parte con i 400 sl femminili e cioè un altro gustoso episodio della sfida Hoff-Ziegler.
Se negli 800 sl era favorita la campionessa mondiale Ziegler (ed abbiamo visto che la Hoff la ha impegnata fino all'arrivo), in questi 400 sl c'è un lieve vantaggio nei pronostici per la Hoff, giunta quarta ai Mondiali (e in quella prima giornata aveva anche i 200 misti) rispetto al sesto posto della Ziegler.
A sorpresa, però, è la Ziegler a partire molto forte e passare prima ai 200 m in 2.01.04, con la Hoff distante circa un secondo (2.02.01). Da notare il coraggio della Ziegler nel fare un passaggio a metà gara davvero vicino al suo PB nei 200 sl.
La Hoff accelera bruscamente (cosa da non fare mai) nel quinto 50 m per ricucire il gap, e ai 300 m è la Hoff a passare in testa in 3.03.42 contro il 3.03.55 della Ziegler.
Ai 350 m il vantaggio della Hoff sembra rassicurante: 3.34.17 rispetto al 3.34.96 della Ziegler che però, ancor più che negli 800 sl, compie un autentico capolavoro nell'ultima vasca: 29.28 di parziale (incredibile dopo quella partenza estremamente tirata) e ancora una volta coglie la vittoria allo sprint finale in 4.04.24 (netto PB e US Open record, cioè miglior crono mai nuotato negli Usa) contro il 4.04.60 di Katie Hoff, che si consola con il PB e la sua prima volta sotto il 4.05.

Dopo questa appassionante finale femminile, anche la gara maschile promette bene (sempre tenendo conto del periodo). In questa terza giornata, Phelps ha deciso di gareggiare sia nei 400 sl che nei 100 delfino, le cui finali si disputano con circa mezz'ora di intervallo, ed affronta in questa prima finale i migliori Usa, oltre al britannico David Carry.
Prima metà gara in cui nessuno osa il passaggio veloce (come poi era prevedibile) e ai 200 m è Peter Vanderkaay a passare primo in 1.52.87, un solo centesimo davanti a Carry; terzo è Jensen a 20 centesimi, quarto Vendt a 53 centesimi, quinto Phelps a 75 centesimi (1.53.62 il suo passaggio).
Ai 300 m guida ancora Vanderkaay in 2.50.33 e secondo è diventato Jensen a 50 centesimi, poi Carry a 56 centesimi, Vendt a 67 centesimi e Phelps a 82 centesimi.
Vanderkaay guadagna ulteriormente nell'ultimo 100 m andando a vincere in un buon 3.45.55, davanti a Jensen in 3.47.08 e Phelps, che guadagna due posizioni grazie al 27.05 nell'ultimo 50 m, chiudendo in un 3.47.13 che rappresenta il suo secondo miglior crono in assoluto sulla distanza dopo il 3.46.73 dei Nats 2003 di College Park.
Quarto è Carry in 3.47.45 e quinto Vendt in 3.47.53, a testimoniare un ottimo livello medio per questo 400 sl di fine stagione. Solo sesto in 3.52.83 l'imprevedibile Klete Keller.

Si passa ai 100 delfino femminili e, in assenza della Coughlin, è la Komisarz a vincere il titolo nazionale in 58.04. Seconda è Dana Vollmer in 58.48, a pochi centesimi dal PB, e ancora all'inizio di quella crescita tecnica che la porterà a dominare i 100 delfino alle Olimpiadi 2012.

Nei 100 delfino maschili si ripropone la "storia infinita", alias la sfida Phelps-Crocker.
Ai Mondiali di Melbourne, al solito, era stato (e di gran lunga), l'oro più sofferto per Michelone, con la consueta rimonta finale e l'arrivo quasi simultaneo in cui tutti, protagonisti e spettatori, attendono il responso del cronometro.
Poi, c'era stato il clamoroso infortunio in cui era incappato Crocker nella batteria della staffetta mista, con quello stacco anticipato (-0.04) al cambio che aveva interrotto la striscia di ori degli Usa.
Qui, clamorosamente, la storia si ripete, e non si tratta tanto della rimonta nella seconda vasca di Phelps e del suo tocco vincente all'arrivo (sì, anche quello avviene, e con più margine del solito) ma della squalifica di Crocker per partenza anticipata.
Alla fine, quindi, dopo il 51.39 di Phelps (gran 26.90 nella vasca di ritorno dopo il 24.49 ai 50 m) diventa secondo Wildman-Tobriner in 52.31 (24.10-28.21) e terzo Tarwater.

Non sapremo mai se l'irreversibile declino che vivrà Crocker già dal 2008 sarà dovuto in maggior misura a questo stato di incertezza che sembrava avvilupparlo dopo avere causato quella squalifica nella staffetta mista, oppure se, semplicemente, la sua carriera stava declinando, oppure, ancora, se sia stato l'avvento dei costumi placcati a sfavorirlo (insieme allo stesso Phelps). Ricordo sempre che loro due, i precedenti dominatori dei 100 delfino, sottovalutando l'impatto dei nuovi costumi, affrontarono in leggings, e non con il costume intero, la finale di Pechino 2008.

Ed eccoci alle finali della terza giornata di quei Nationals 2007. Si parte con i 400 sl femminili e cioè un altro gustoso episodio della sfida Hoff-Ziegler. Se negli 800 sl era favorita la campionessa mondiale Ziegler (ed abbiamo visto che la Hoff la ha impegnata fino all'arrivo), in questi 400 sl c'è un lieve vantaggio nei pronostici per la Hoff, giunta quarta ai Mondiali (e in quella prima giornata aveva anche i 200 misti) rispetto al sesto posto della Ziegler. A sorpresa, però, è la Ziegler a partire molto forte e passare prima ai 200 m in 2.01.04, con la Hoff distante circa un secondo (2.02.01). Da notare il coraggio della Ziegler nel fare un passaggio a metà gara davvero vicino al suo PB nei 200 sl. La Hoff accelera bruscamente (cosa da non fare mai) nel quinto 50 m per ricucire il gap, e ai 300 m è la Hoff a passare in testa in 3.03.42 contro il 3.03.55 della Ziegler. Ai 350 m il vantaggio della Hoff sembra rassicurante: 3.34.17 rispetto al 3.34.96 della Ziegler che però, ancor più che negli 800 sl, compie un autentico capolavoro nell'ultima vasca: 29.28 di parziale (incredibile dopo quella partenza estremamente tirata) e ancora una volta coglie la vittoria allo sprint finale in 4.04.24 (netto PB e US Open record, cioè miglior crono mai nuotato negli Usa) contro il 4.04.60 di Katie Hoff, che si consola con il PB e la sua prima volta sotto il 4.05. Dopo questa appassionante finale femminile, anche la gara maschile promette bene (sempre tenendo conto del periodo). In questa terza giornata, Phelps ha deciso di gareggiare sia nei 400 sl che nei 100 delfino, le cui finali si disputano con circa mezz'ora di intervallo, ed affronta in questa prima finale i migliori Usa, oltre al britannico David Carry. Prima metà gara in cui nessuno osa il passaggio veloce (come poi era prevedibile) e ai 200 m è Peter Vanderkaay a passare primo in 1.52.87, un solo centesimo davanti a Carry; terzo è Jensen a 20 centesimi, quarto Vendt a 53 centesimi, quinto Phelps a 75 centesimi (1.53.62 il suo passaggio). Ai 300 m guida ancora Vanderkaay in 2.50.33 e secondo è diventato Jensen a 50 centesimi, poi Carry a 56 centesimi, Vendt a 67 centesimi e Phelps a 82 centesimi. Vanderkaay guadagna ulteriormente nell'ultimo 100 m andando a vincere in un buon 3.45.55, davanti a Jensen in 3.47.08 e Phelps, che guadagna due posizioni grazie al 27.05 nell'ultimo 50 m, chiudendo in un 3.47.13 che rappresenta il suo secondo miglior crono in assoluto sulla distanza dopo il 3.46.73 dei Nats 2003 di College Park. Quarto è Carry in 3.47.45 e quinto Vendt in 3.47.53, a testimoniare un ottimo livello medio per questo 400 sl di fine stagione. Solo sesto in 3.52.83 l'imprevedibile Klete Keller. Si passa ai 100 delfino femminili e, in assenza della Coughlin, è la Komisarz a vincere il titolo nazionale in 58.04. Seconda è Dana Vollmer in 58.48, a pochi centesimi dal PB, e ancora all'inizio di quella crescita tecnica che la porterà a dominare i 100 delfino alle Olimpiadi 2012. Nei 100 delfino maschili si ripropone la "storia infinita", alias la sfida Phelps-Crocker. Ai Mondiali di Melbourne, al solito, era stato (e di gran lunga), l'oro più sofferto per Michelone, con la consueta rimonta finale e l'arrivo quasi simultaneo in cui tutti, protagonisti e spettatori, attendono il responso del cronometro. Poi, c'era stato il clamoroso infortunio in cui era incappato Crocker nella batteria della staffetta mista, con quello stacco anticipato (-0.04) al cambio che aveva interrotto la striscia di ori degli Usa. Qui, clamorosamente, la storia si ripete, e non si tratta tanto della rimonta nella seconda vasca di Phelps e del suo tocco vincente all'arrivo (sì, anche quello avviene, e con più margine del solito) ma della squalifica di Crocker per partenza anticipata. Alla fine, quindi, dopo il 51.39 di Phelps (gran 26.90 nella vasca di ritorno dopo il 24.49 ai 50 m) diventa secondo Wildman-Tobriner in 52.31 (24.10-28.21) e terzo Tarwater. Non sapremo mai se l'irreversibile declino che vivrà Crocker già dal 2008 sarà dovuto in maggior misura a questo stato di incertezza che sembrava avvilupparlo dopo avere causato quella squalifica nella staffetta mista, oppure se, semplicemente, la sua carriera stava declinando, oppure, ancora, se sia stato l'avvento dei costumi placcati a sfavorirlo (insieme allo stesso Phelps). Ricordo sempre che loro due, i precedenti dominatori dei 100 delfino, sottovalutando l'impatto dei nuovi costumi, affrontarono in leggings, e non con il costume intero, la finale di Pechino 2008.
modificato Sep 16 a 9:20 pm
 
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