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Assieme alla finale dei 100 sl maschili, era molto attesa anche quella dei 200 misti maschili, nella quinta giornata di gare dei Mondiali 2007.

Abbiamo visto come il confronto tra Phelps e Lochte fosse diventato nel 2006 sempre più appassionante, con quella nettissima crescita di Lochte che aveva fatto sì che l'ultima sfida, ai Panpacifici di Victoria, fosse stata combattuta fino alle ultime bracciate a stile libero.
L'esito finale fu 1.55.84 per Phelps (nuovo WR) e 1.56.11 per Lochte (nuovo PB), che aveva condotto la gara sia ai 100m che ai 150 m, per poi essere superato nello stile libero finale.

Questo Phelps di Melbourne 2007, però, aveva fatto un evidente salto di qualità rispetto all'agosto del 2006, e anche la finale dei 200 misti lo dimostrò.
Ovviamente, oltre a Phelps e Lochte era presente il campione europeo e vice-campione mondiale Laszlo Cseh, il cui PB di 1.57.61 risaliva proprio ai Mondiali 2005 di Montreal, quando condusse la gara fino quasi alla conclusione della rana.

Riporto i parziali di Phelps, Lochte e Cseh nella gara dei Mondiali 2007, e tra parentesi quelli avuti in occasione dei loro precedenti PB (Panpacifici 2006 per Phelps e Lochte, Mondiali 2005 per Cseh).

Ai 50m: Phelps 24.96 (25.11), Cseh 25.24 (24.82), Lochte 25.28 (25.31).

Dopo il delfino Phelps è in vantaggio di 15 centesimi rispetto al suo parziale dei Panpacifici, Lochte è in vantaggio di 3 centesimi, mentre Cseh parte con più prudenza rispetto al 24.82 dei Mondiali 2005, quando poi pagò a rana e stile libero.

Ai 100 m: Phelps 53.58 (54.49), Lochte 53.76 (54.38 ), Cseh 54.48 (53.86).

Il Phelps di Melbourne 2007, consapevole di essere ad un altro livello rispetto ai Panpacifici 2006, spinge molto di più a dorso, per cui passa a metà gara con 91 centesimi di vantaggio rispetto al passaggio dei Panpacifici 2006.
Lochte, vice-campione mondiale nei 100 dorso, risponde con un passaggio di 62 centesimi più veloce rispetto a quello dei Panpacifici 2006, e si mantiene a soli 18 centesimi di distacco a metà gara.
Cseh continua con la strategia più accorta rispetto ai Mondiali 2005 passando con 62 centesimi di ritardo rispetto ad allora.

Ai 150 m : Phelps 1.27.47 (1.28.39), Lochte 1.27.91 (1.28.25), Cseh 1.28.39 (1.29.04).

Nonostante la prima metà gara molto più veloce rispetto ai Panpacifici 2006, Phelps non paga nulla a rana, anzi fa un parziale (33.89) di un centesimo più veloce rispetto ad allora (quando aveva anche lo stimolo di riprendere Lochte).
Lochte invece paga qualche decimo rispetto a quanto fatto ai Panpacifici (34.15 contro 33.87) e il suo svantaggio da Phelps sale a 43 centesimi.
La tattica di gara molto più accorta di Cseh rispetto a Mondiali 2005 ed Europei 2006 dà i suoi frutti: Cseh nuota un parziale a rana di 33.91 rispetto al 35.18 dei Mondiali 2005 (e al 35.27 degli Europei 2006), per cui passa in netto vantaggio rispetto al suo precedente PB.

Crono finali: Phelps 1.54.98 (1.55.84), Lochte 1.56.19 (1.56.11), Cseh 1.56.92 (1.57.61)

Phelps chiude primo con un vantaggio di 1 secondo e 21 centesimi, infrangendo un'altra barriera cronometrica dopo l'1.44 nei 200 sl e l'1.53 nei 200 delfino (e c'è mancato poco per l'1.52), e cioè l'1.55 nei 200 misti.
Il parziale di 27.51 a stile libero è di qualche centesimo più lento del 27.45 dei Panpacifici 2006, frutto della gran lotta con Lochte.
Lochte chiude invece a stile libero in un 28.28, rispetto al 27.86 dei Panpacifici, per cui il suo crono finale risulta di 8 centesimi più lento di quello del 2006. Ma l'aspetto più sconfortante per lui è vedere Phelps allungare di nuovo, dopo che l'aveva, di fatto, raggiunto l'anno precedente.
Per Cseh un terzo posto finale in un ottimo 1.56.92 che migliora di 69 centesimi il precedente PB: il maggior controllo nella prima metà gara ha dato ampi benefici, soprattutto nella frazione a rana.

Da rilevare il netto progresso anche del quarto arrivato, Thiago Pereira, capace di nuotare 1.58.98 a 20 anni (nel 2007). Purtroppo per lui ha davanti un trio che, in vista della stagione successiva, non gli lascia molte chance di medaglia olimpica.

Assieme alla finale dei 100 sl maschili, era molto attesa anche quella dei 200 misti maschili, nella quinta giornata di gare dei Mondiali 2007. Abbiamo visto come il confronto tra Phelps e Lochte fosse diventato nel 2006 sempre più appassionante, con quella nettissima crescita di Lochte che aveva fatto sì che l'ultima sfida, ai Panpacifici di Victoria, fosse stata combattuta fino alle ultime bracciate a stile libero. L'esito finale fu 1.55.84 per Phelps (nuovo WR) e 1.56.11 per Lochte (nuovo PB), che aveva condotto la gara sia ai 100m che ai 150 m, per poi essere superato nello stile libero finale. Questo Phelps di Melbourne 2007, però, aveva fatto un evidente salto di qualità rispetto all'agosto del 2006, e anche la finale dei 200 misti lo dimostrò. Ovviamente, oltre a Phelps e Lochte era presente il campione europeo e vice-campione mondiale Laszlo Cseh, il cui PB di 1.57.61 risaliva proprio ai Mondiali 2005 di Montreal, quando condusse la gara fino quasi alla conclusione della rana. Riporto i parziali di Phelps, Lochte e Cseh nella gara dei Mondiali 2007, e tra parentesi quelli avuti in occasione dei loro precedenti PB (Panpacifici 2006 per Phelps e Lochte, Mondiali 2005 per Cseh). Ai 50m: Phelps 24.96 (25.11), Cseh 25.24 (24.82), Lochte 25.28 (25.31). Dopo il delfino Phelps è in vantaggio di 15 centesimi rispetto al suo parziale dei Panpacifici, Lochte è in vantaggio di 3 centesimi, mentre Cseh parte con più prudenza rispetto al 24.82 dei Mondiali 2005, quando poi pagò a rana e stile libero. Ai 100 m: Phelps 53.58 (54.49), Lochte 53.76 (54.38 ), Cseh 54.48 (53.86). Il Phelps di Melbourne 2007, consapevole di essere ad un altro livello rispetto ai Panpacifici 2006, spinge molto di più a dorso, per cui passa a metà gara con 91 centesimi di vantaggio rispetto al passaggio dei Panpacifici 2006. Lochte, vice-campione mondiale nei 100 dorso, risponde con un passaggio di 62 centesimi più veloce rispetto a quello dei Panpacifici 2006, e si mantiene a soli 18 centesimi di distacco a metà gara. Cseh continua con la strategia più accorta rispetto ai Mondiali 2005 passando con 62 centesimi di ritardo rispetto ad allora. Ai 150 m : Phelps 1.27.47 (1.28.39), Lochte 1.27.91 (1.28.25), Cseh 1.28.39 (1.29.04). Nonostante la prima metà gara molto più veloce rispetto ai Panpacifici 2006, Phelps non paga nulla a rana, anzi fa un parziale (33.89) di un centesimo più veloce rispetto ad allora (quando aveva anche lo stimolo di riprendere Lochte). Lochte invece paga qualche decimo rispetto a quanto fatto ai Panpacifici (34.15 contro 33.87) e il suo svantaggio da Phelps sale a 43 centesimi. La tattica di gara molto più accorta di Cseh rispetto a Mondiali 2005 ed Europei 2006 dà i suoi frutti: Cseh nuota un parziale a rana di 33.91 rispetto al 35.18 dei Mondiali 2005 (e al 35.27 degli Europei 2006), per cui passa in netto vantaggio rispetto al suo precedente PB. Crono finali: Phelps 1.54.98 (1.55.84), Lochte 1.56.19 (1.56.11), Cseh 1.56.92 (1.57.61) Phelps chiude primo con un vantaggio di 1 secondo e 21 centesimi, infrangendo un'altra barriera cronometrica dopo l'1.44 nei 200 sl e l'1.53 nei 200 delfino (e c'è mancato poco per l'1.52), e cioè l'1.55 nei 200 misti. Il parziale di 27.51 a stile libero è di qualche centesimo più lento del 27.45 dei Panpacifici 2006, frutto della gran lotta con Lochte. Lochte chiude invece a stile libero in un 28.28, rispetto al 27.86 dei Panpacifici, per cui il suo crono finale risulta di 8 centesimi più lento di quello del 2006. Ma l'aspetto più sconfortante per lui è vedere Phelps allungare di nuovo, dopo che l'aveva, di fatto, raggiunto l'anno precedente. Per Cseh un terzo posto finale in un ottimo 1.56.92 che migliora di 69 centesimi il precedente PB: il maggior controllo nella prima metà gara ha dato ampi benefici, soprattutto nella frazione a rana. Da rilevare il netto progresso anche del quarto arrivato, Thiago Pereira, capace di nuotare 1.58.98 a 20 anni (nel 2007). Purtroppo per lui ha davanti un trio che, in vista della stagione successiva, non gli lascia molte chance di medaglia olimpica.
modificato Jul 28 a 10:12 am
 
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Circa un'ora e un quarto dopo il secondo posto nella finale dei 200 misti, Ryan Lochte disputò la semifinale dei 200 dorso.

Inserito nella prima semifinale, la vinse in 1.55.84 che costituiva un progresso di 1 secondo e 16 centesimi rispetto all'1.57.00 che gli era valso il bronzo ai Mondiali 2005.

Il favoritissimo Peirsol vinse poi la seconda semifinale in 1.56.39, secondo miglior crono delle semifinali, e - con Rogan e Vyatchanin terzo e quarto miglior crono - l'attesa fu tutta per la finale del giorno dopo.

Da notare il nono tempo complessivo di Luca Marin, un 1.59.81 (quindi infranta la "barrierina" dei 2' ) di ottimo auspicio in vista dei 400 misti in programma nell'ultimo giorno dei Mondiali, gara in cui, al solito, si concentrava tutto il focus del nuotatore italiano super-specialista dei misti (già detto di come riuscisse a fare parziali - soprattutto a dorso, ma anche a rana e stile libero - eccezionali rispetto ai suoi PB nei singoli stili).

Prima delle semifinali dei 200 dorso si erano svolte quelle dei 200 rana maschili, che avevano già avuto uno scossone in mattinata, dato che Brendan Hansen non si era presentato al via delle batterie.

Ricordo che Hansen era stato il dominatore assoluto dei 200 rana nel 2006, stabilendo due WR tra Nats (2.08.74) e Panpacs (2.08.50), e nei tempi di accredito aveva un vantaggio di oltre due secondi su Kitajima, secondo miglior crono, e quasi di tre sul terzo miglior crono (quello di Shanteau).

Insomma, aumentavano le chance di podio per tutti, compresi ovviamente Loris Facci e Paolo Bossini.

I due azzurri fecero benissimo nelle semifinali, migliorando i rispettivi PB a 2.11.41 (Bossini) e 2.11.48 (Facci).

Riepilogo degli otto migliori tempi delle semifinali dei 200 rana: Kitajima 2.10.30, Rickard e Bossini 2.11.41, Facci 2.11.48, Shanteau 2.11.54, Brown 2.11.61, Gyurta 2.12.31, Falko 2.12.44 e vigilia di consistenti speranze di podio in casa Italia.

Circa un'ora e un quarto dopo il secondo posto nella finale dei 200 misti, Ryan Lochte disputò la semifinale dei 200 dorso. Inserito nella prima semifinale, la vinse in 1.55.84 che costituiva un progresso di 1 secondo e 16 centesimi rispetto all'1.57.00 che gli era valso il bronzo ai Mondiali 2005. Il favoritissimo Peirsol vinse poi la seconda semifinale in 1.56.39, secondo miglior crono delle semifinali, e - con Rogan e Vyatchanin terzo e quarto miglior crono - l'attesa fu tutta per la finale del giorno dopo. Da notare il nono tempo complessivo di Luca Marin, un 1.59.81 (quindi infranta la "barrierina" dei 2' ) di ottimo auspicio in vista dei 400 misti in programma nell'ultimo giorno dei Mondiali, gara in cui, al solito, si concentrava tutto il focus del nuotatore italiano super-specialista dei misti (già detto di come riuscisse a fare parziali - soprattutto a dorso, ma anche a rana e stile libero - eccezionali rispetto ai suoi PB nei singoli stili). Prima delle semifinali dei 200 dorso si erano svolte quelle dei 200 rana maschili, che avevano già avuto uno scossone in mattinata, dato che Brendan Hansen non si era presentato al via delle batterie. Ricordo che Hansen era stato il dominatore assoluto dei 200 rana nel 2006, stabilendo due WR tra Nats (2.08.74) e Panpacs (2.08.50), e nei tempi di accredito aveva un vantaggio di oltre due secondi su Kitajima, secondo miglior crono, e quasi di tre sul terzo miglior crono (quello di Shanteau). Insomma, aumentavano le chance di podio per tutti, compresi ovviamente Loris Facci e Paolo Bossini. I due azzurri fecero benissimo nelle semifinali, migliorando i rispettivi PB a 2.11.41 (Bossini) e 2.11.48 (Facci). Riepilogo degli otto migliori tempi delle semifinali dei 200 rana: Kitajima 2.10.30, Rickard e Bossini 2.11.41, Facci 2.11.48, Shanteau 2.11.54, Brown 2.11.61, Gyurta 2.12.31, Falko 2.12.44 e vigilia di consistenti speranze di podio in casa Italia.
modificato Jul 27 a 6:19 pm
 
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Nel rivisitare la sesta giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007, parto dalla finale dei 200 dorso maschili, un'altra gara che merita l'aggettivo di storica.

Abbiamo visto che il miglior crono delle semifinali era stato l'1.55.99 di Lochte, ma penso che nessuno avrebbe scommesso su una sua vittoria, visto che il dominio di Peirsol nei 200 dorso, cominciato ai Mondiali 2001, sembrava lungi dal tramonto: nell'ultima competizione internazionale disputata, i Panpacifici 2006, Peirsol aveva vinto nettamente con il nuovo WR di 1.54.44, migliorando l'1.54.66 dei Mondiali 2005, quando Lochte finì terzo in 1.57.00, dopo avere cercato di seguire da vicino Peirsol a metà gara.

Peirsol, in realtà, era il dominatore del dorso in generale; anche nei 100 dorso vinceva ininterrottamente dai Mondiali 2003 e - come abbiamo visto - si era qui riconfermato campione mondiale con il nuovo WR di 52.98, precedendo di oltre mezzo secondo Lochte.

Dopo avere ricordato questi dati, vediamo come andò la finale di Melbourne 2007, mettendo tra parentesi i passaggi di Peirsol in occasione del suo ultimo WR.

Ai 50 m Peirsol passa primo in 26.81 (26.97), con Lochte a 7 centesimi. Già piuttosto staccati gli altri due papabili per il podio, Rogan (27.62) e Vyatchanin (27.76), preceduti da Florea (27.20).

Ai 100 m Peirsol vira in 55.47 (55.85) e Lochte lo segue a 20 centesimi. Il divario con gli altri è ormai di un secondo e mezzo: terzo passa Florea in 57.11, quarto Rogan in 57.18, quinto Vyatchanin in 57.47.

Peirsol, quindi, è passato a metà gara quasi 4 decimi più veloce di quanto fatto in occasione del suo WR ai Panpacifici 2006, ma Lochte è ancora molto vicino.
Il confronto con la finale degli ultimi Mondiali, quelli di Montreal 2005, è significativo: Peirsol allora passò in 55.91 e Lochte in 56.43, quindi decisamente meno veloce rispetto al 55.67 di questa finale, eppure ebbe un deciso calo nell'ultima parte di gara finendo, come detto, terzo superato da Rogan.

Anche nella terza vasca Peirsol continua il suo forcing e passa ai 150 m in 1.24.56 (1.24.87) contro l'1.25.05 di Lochte. Sempre più staccati gli altri: ora è Vyatchanin terzo in 1.26.75, poi Rogan in 1.26.99 e Florea in 1.27.16.

Ai 150 m io (ma penso chiunque osservasse la finale) ero ormai convinto che la strenua resistenza di Lochte si stesse affievolendo: il vantaggio di Peirsol si era ampliato a 49 centesimi e sembrava che dovesse continuare ad aumentare negli ultimi 50 m.

E invece, è successo l'ìmpensabile: Lochte è uscito dall'ultima virata ancora pieno di energie ed ha affiancato Peirsol a metà dell'ultima vasca per poi superarlo di netto.
Peirsol, tra il sorpreso e il rassegnato, non è riuscito a reagire, terminando staccato di quasi mezzo secondo: la differenza tra l'ultima vasca di Lochte e quella di Peirsol è stata quindi di quasi un secondo.

Crono finali di Lochte, nuovo campione e primatista mondiale, e di Peirsol, alla prima sconfitta nei 200 dorso dall'Olimpiade di Sydney 2000: primo Lochte in 1.54.32 (29.27 il parziale nell'ultima vasca), secondo Peirsol in 1.54.80 (1.54.44 ai Panpacifici 2006), con un 30.24 negli ultimi 50 m.

Da rilevare come c'è chi sia stato ancora più veloce di Lochte negli ultimi 50 m.
Markus Rogan, che evidentemente puntava fin dall'inizio al terzo posto e aveva preservato parecchie energie per il finale, ha percorso l'ultima vasca in 29.03, chiudendo con un ottimo 1.56.02 davanti a Vyatchanin (1.57.14, parecchio distante dall'1.55.44 degli Europei 2006) e Florea (1.57.31).

Quindi, sconfitta storica di Peirsol nei 200 dorso dopo sei anni di vittorie ininterrotte e primo grande successo individuale per Ryan Lochte, in una gara in cui furono condensate tutte le emozioni che può regalare il nuoto: vittoria dello sfavorito, al termine di una bellissima sfida e con un nuovo WR realizzato.

Nel rivisitare la sesta giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007, parto dalla finale dei 200 dorso maschili, un'altra gara che merita l'aggettivo di storica. Abbiamo visto che il miglior crono delle semifinali era stato l'1.55.99 di Lochte, ma penso che nessuno avrebbe scommesso su una sua vittoria, visto che il dominio di Peirsol nei 200 dorso, cominciato ai Mondiali 2001, sembrava lungi dal tramonto: nell'ultima competizione internazionale disputata, i Panpacifici 2006, Peirsol aveva vinto nettamente con il nuovo WR di 1.54.44, migliorando l'1.54.66 dei Mondiali 2005, quando Lochte finì terzo in 1.57.00, dopo avere cercato di seguire da vicino Peirsol a metà gara. Peirsol, in realtà, era il dominatore del dorso in generale; anche nei 100 dorso vinceva ininterrottamente dai Mondiali 2003 e - come abbiamo visto - si era qui riconfermato campione mondiale con il nuovo WR di 52.98, precedendo di oltre mezzo secondo Lochte. Dopo avere ricordato questi dati, vediamo come andò la finale di Melbourne 2007, mettendo tra parentesi i passaggi di Peirsol in occasione del suo ultimo WR. Ai 50 m Peirsol passa primo in 26.81 (26.97), con Lochte a 7 centesimi. Già piuttosto staccati gli altri due papabili per il podio, Rogan (27.62) e Vyatchanin (27.76), preceduti da Florea (27.20). Ai 100 m Peirsol vira in 55.47 (55.85) e Lochte lo segue a 20 centesimi. Il divario con gli altri è ormai di un secondo e mezzo: terzo passa Florea in 57.11, quarto Rogan in 57.18, quinto Vyatchanin in 57.47. Peirsol, quindi, è passato a metà gara quasi 4 decimi più veloce di quanto fatto in occasione del suo WR ai Panpacifici 2006, ma Lochte è ancora molto vicino. Il confronto con la finale degli ultimi Mondiali, quelli di Montreal 2005, è significativo: Peirsol allora passò in 55.91 e Lochte in 56.43, quindi decisamente meno veloce rispetto al 55.67 di questa finale, eppure ebbe un deciso calo nell'ultima parte di gara finendo, come detto, terzo superato da Rogan. Anche nella terza vasca Peirsol continua il suo forcing e passa ai 150 m in 1.24.56 (1.24.87) contro l'1.25.05 di Lochte. Sempre più staccati gli altri: ora è Vyatchanin terzo in 1.26.75, poi Rogan in 1.26.99 e Florea in 1.27.16. Ai 150 m io (ma penso chiunque osservasse la finale) ero ormai convinto che la strenua resistenza di Lochte si stesse affievolendo: il vantaggio di Peirsol si era ampliato a 49 centesimi e sembrava che dovesse continuare ad aumentare negli ultimi 50 m. E invece, è successo l'ìmpensabile: Lochte è uscito dall'ultima virata ancora pieno di energie ed ha affiancato Peirsol a metà dell'ultima vasca per poi superarlo di netto. Peirsol, tra il sorpreso e il rassegnato, non è riuscito a reagire, terminando staccato di quasi mezzo secondo: la differenza tra l'ultima vasca di Lochte e quella di Peirsol è stata quindi di quasi un secondo. Crono finali di Lochte, nuovo campione e primatista mondiale, e di Peirsol, alla prima sconfitta nei 200 dorso dall'Olimpiade di Sydney 2000: primo Lochte in 1.54.32 (29.27 il parziale nell'ultima vasca), secondo Peirsol in 1.54.80 (1.54.44 ai Panpacifici 2006), con un 30.24 negli ultimi 50 m. Da rilevare come c'è chi sia stato ancora più veloce di Lochte negli ultimi 50 m. Markus Rogan, che evidentemente puntava fin dall'inizio al terzo posto e aveva preservato parecchie energie per il finale, ha percorso l'ultima vasca in 29.03, chiudendo con un ottimo 1.56.02 davanti a Vyatchanin (1.57.14, parecchio distante dall'1.55.44 degli Europei 2006) e Florea (1.57.31). Quindi, sconfitta storica di Peirsol nei 200 dorso dopo sei anni di vittorie ininterrotte e primo grande successo individuale per Ryan Lochte, in una gara in cui furono condensate tutte le emozioni che può regalare il nuoto: vittoria dello sfavorito, al termine di una bellissima sfida e con un nuovo WR realizzato.
 
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Come detto, la finale dei 200 rana maschili vedeva partire i due rappresentanti italiani, Paolo Bossini e Loris Facci, con giustificate ambizioni di podio.
Bossini, secondo crono delle semifinali a pari-merito con l'australiano Rickard, nuota in corsia 3, mentre Facci è in corsia 6.
Come prevedibile Kitajima, grande favorito per l'oro dopo il forfeit di Hansen, fa l'andatura, seguito da Rickard:

Ai 50 m: Kitajima 28.82, Rickard 28.95, Facci 29.60, Brown 29.71, Shanteau 29.80, Gyurta 29.90, Bossini 29.97, Falko 30.05.

Quindi, Kitajima e Rickard hanno preso un buon vantaggio già dopo la prima vasca e terzo, un po' a sorpresa, è Loris Facci, che vira ai 50 m con quasi 4 decimi di vantaggio su Bossini, ribaltando quanto accaduto in semifinale (Bossini 29.85, Facci 30.21).

Ai 100 m: Kitajima 1.01.87, Rickard 1.02.22, Shanteau 1.03.22, Facci e Brown 1.03.39, Gyurta 1.03.67, Falko 1.04.04, Bossini 1.04.09.

Ancora Rickard è l'unico a non perdere troppo terreno da Kitajima, mentre stupisce l'ottavo posto di Bossini con un passaggio (1.04.09) molto più alto rispetto a quanto fatto in semifinale (1.03.48 ). Per contro, Facci continua ad essere decisamente più veloce rispetto alla semifinale (1.04.10 il suo passaggio in semifinale). Insomma, sembra che Facci e Bossini si siano scambiati i ruoli rispetto alle attese.

Ai 150 m: Kitajima 1.35.29, Rickard 1.35.77, Shanteau 1.36.66, Facci 1.37.15, Gyurta 1.37.29, Brown 1.37.53, Bossini 1.37.59, Falko 1.37.90.

Rickard, con un 33.55 di parziale, mantiene entro il mezzo secondo il suo distacco da Kitajima, mentre Shanteau (33.44) si avvantaggia nella lotta per il terzo posto su Facci (33.76) e ancor più su Brown (34.14). Bossini, con un 33.50 risale di un posto, ma è ancora distante 93 centesimi dal podio provvisorio.

Finale: Kitajima 2.09.80, Rickard 2.10.99, Facci 2.11.03, Bossini 2.11.38, Shanteau 2.11.50, Gyurta 2.11.62, Brown 2.12.01, Falko 2.12.16.

Kitajima completa la sua gara vittoriosa portando alla fine ad 1 secondo e 19 centesimi il vantaggio su un Rickard che, al solito, cala visibilmente negli ultimi 50 m (35.22 il suo parziale).

Al contrario, Facci riesce ad essere ancora molto efficace nell'ultima vasca (33.88 ) nonostante la partenza molto veloce per le sue caratteristiche: per lui nuovo PB e bronzo mondiale, sfiorando l'argento, al termine di una gara in cui ha dimostrato, come detto, coraggio nel partire forte, oltre alla abituale determinazione negli ultimi 50 metri.

Bossini rimonta fino al quarto posto con il parziale più veloce nell'ultima vasca (33.79), con il rammarico di essere stato forse troppo prudente nella prima metà gara. Alla fine il suo crono è di 18 centesimi superiore al 2.11.20 delle Olimpiadi di Atene 2004, che gli era valso un altro quarto posto.

Bossini fu quarto ad Atene 2004 anche perché, accanto a Kitajima e Hansen, esplose il giovanissimo Gyurta che allora fu capace di nuotare in 2.10.80 mentre, tre anni dopo, si è fermato a 2.11.62, solo sesto in questa finale mondiale.

Quindi, altra medaglia per l'Italnuoto, dopo l'oro di Magnini nei 100 sl, l'argento della 4x100 sl maschile e il bronzo della Pellegrini nei 200 sl (in seguito, come detto, anche il quarto posto di Colbertaldo negli 800 sl sarebbe diventato un terzo posto per la squalifica di Mellouli) e bella rivincita per Facci dopo la squalifica per virata irregolare agli Europei 2006, che l'aveva privato del titolo europeo.

Come detto, la finale dei 200 rana maschili vedeva partire i due rappresentanti italiani, Paolo Bossini e Loris Facci, con giustificate ambizioni di podio. Bossini, secondo crono delle semifinali a pari-merito con l'australiano Rickard, nuota in corsia 3, mentre Facci è in corsia 6. Come prevedibile Kitajima, grande favorito per l'oro dopo il forfeit di Hansen, fa l'andatura, seguito da Rickard: Ai 50 m: Kitajima 28.82, Rickard 28.95, Facci 29.60, Brown 29.71, Shanteau 29.80, Gyurta 29.90, Bossini 29.97, Falko 30.05. Quindi, Kitajima e Rickard hanno preso un buon vantaggio già dopo la prima vasca e terzo, un po' a sorpresa, è Loris Facci, che vira ai 50 m con quasi 4 decimi di vantaggio su Bossini, ribaltando quanto accaduto in semifinale (Bossini 29.85, Facci 30.21). Ai 100 m: Kitajima 1.01.87, Rickard 1.02.22, Shanteau 1.03.22, Facci e Brown 1.03.39, Gyurta 1.03.67, Falko 1.04.04, Bossini 1.04.09. Ancora Rickard è l'unico a non perdere troppo terreno da Kitajima, mentre stupisce l'ottavo posto di Bossini con un passaggio (1.04.09) molto più alto rispetto a quanto fatto in semifinale (1.03.48 ). Per contro, Facci continua ad essere decisamente più veloce rispetto alla semifinale (1.04.10 il suo passaggio in semifinale). Insomma, sembra che Facci e Bossini si siano scambiati i ruoli rispetto alle attese. Ai 150 m: Kitajima 1.35.29, Rickard 1.35.77, Shanteau 1.36.66, Facci 1.37.15, Gyurta 1.37.29, Brown 1.37.53, Bossini 1.37.59, Falko 1.37.90. Rickard, con un 33.55 di parziale, mantiene entro il mezzo secondo il suo distacco da Kitajima, mentre Shanteau (33.44) si avvantaggia nella lotta per il terzo posto su Facci (33.76) e ancor più su Brown (34.14). Bossini, con un 33.50 risale di un posto, ma è ancora distante 93 centesimi dal podio provvisorio. Finale: Kitajima 2.09.80, Rickard 2.10.99, Facci 2.11.03, Bossini 2.11.38, Shanteau 2.11.50, Gyurta 2.11.62, Brown 2.12.01, Falko 2.12.16. Kitajima completa la sua gara vittoriosa portando alla fine ad 1 secondo e 19 centesimi il vantaggio su un Rickard che, al solito, cala visibilmente negli ultimi 50 m (35.22 il suo parziale). Al contrario, Facci riesce ad essere ancora molto efficace nell'ultima vasca (33.88 ) nonostante la partenza molto veloce per le sue caratteristiche: per lui nuovo PB e bronzo mondiale, sfiorando l'argento, al termine di una gara in cui ha dimostrato, come detto, coraggio nel partire forte, oltre alla abituale determinazione negli ultimi 50 metri. Bossini rimonta fino al quarto posto con il parziale più veloce nell'ultima vasca (33.79), con il rammarico di essere stato forse troppo prudente nella prima metà gara. Alla fine il suo crono è di 18 centesimi superiore al 2.11.20 delle Olimpiadi di Atene 2004, che gli era valso un altro quarto posto. Bossini fu quarto ad Atene 2004 anche perché, accanto a Kitajima e Hansen, esplose il giovanissimo Gyurta che allora fu capace di nuotare in 2.10.80 mentre, tre anni dopo, si è fermato a 2.11.62, solo sesto in questa finale mondiale. Quindi, altra medaglia per l'Italnuoto, dopo l'oro di Magnini nei 100 sl, l'argento della 4x100 sl maschile e il bronzo della Pellegrini nei 200 sl (in seguito, come detto, anche il quarto posto di Colbertaldo negli 800 sl sarebbe diventato un terzo posto per la squalifica di Mellouli) e bella rivincita per Facci dopo la squalifica per virata irregolare agli Europei 2006, che l'aveva privato del titolo europeo.
 
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Dopo l'incertissima finale dei 100 sl maschili, vediamo le gare femminili disputate nella quinta giornata di finali dei Mondiali 2007.

Le semifinali dei 100 sl furono sorprendenti e anticiparono un importante responso della 4x200 sl in chiusura di sessione. Nel duello atteso alla vigilia tra la Lenton e la Steffen, con la Weir e la Henry come altri due principali nomi citati, si inserì decisamente Natalie Coughlin, che vinse la seconda semifinale con un 53.40 che distava solo un decimo dal WR della Steffen.
Secondo miglior crono per la Lenton in 53.85, terzo il 54.05 della Steffen vincitrice della prima semifinale.
Quarto crono complessivo, il sorprendente 54.08 della 18enne canadese Erica Morningstar, poi il 54.17 della Veldhuis, il 54.23 della Henry e settime a pari-merito, con 54.61, la Metella e la Lillhage.
Da rilevare l'eliminazione di Amanda Weir: solo 55.47 per lei.

Ho ripreso il commento alle semifinali dei 100 sl perché è il momento di vedere come andò la finale dei 100 sl femminili, nella sesta giornata di gare dei Mondiali di nuoto 2007.

La Coughlin era reduce da una giornata da wonder-woman: miglior crono nelle semifinali dei 100 sl (PB migliorato di 43 centesimi) e strepitoso 1.56.43 nella prima frazione della 4x200 sl (PB migliorato di 1 secondo e 68 centesimi).
A questo punto, non dico che fosse la favorita per l'oro, ma di sicuro rientrava nel ristretto novero delle pretendenti al titolo mondiale, che comprendeva, oltre alla Coughlin, la primatista mondiale Steffen e la Lenton.
A favore della Coughlin, rispetto ad una storia passata che l'aveva vista a volte peggiorare in finale il crono della semifinale, c'era anche il fatto che aveva nuotato benissimo dall'inizio di questi Mondiali 2007, progredendo - rispetto ai turni eliminatori - nelle finali dei 100 delfino e 100 dorso che aveva disputato in precedenza.

Per la Lenton, viceversa, c'era da superare la delusione per una prova nella 4x200 sl lontana dalle aspettative (a Montreal 2005 era stata quasi due secondi più veloce), mentre la Steffen si presentava alla sua prima finale nelle vesti di primatista mondiale, in virtù del 53.30 che le aveva dato il titolo europeo a Budapest 2006.

Insomma, dopo le semifinali non era facile individuare la favorita per l'oro tra queste tre, ma di sicuro moltissimi avrebbero scommesso che sarebbero state Coughlin, Lenton e Steffen, non si sa in quale ordine, ad occupare i tre gradini del podio.

E, invece, già la prima vasca fu in qualche modo sorprendente, con una partenza velocissima di Marleen Veldhuis, in corsia 2. Questi furono i passaggi:

Ai 50 m: Veldhuis 25.15, Lenton 25.38, Coughlin 25.56, Steffen 25.76, Morningstar e Metella 25.84, Henry 26.07, Lillhage 26.25.

In realtà tutte fecero un passaggio a metà gara piuttosto veloce rispetto al passato.
Ad esempio, la Coughlin in semifinale aveva virato ai 50 m in 25.67, quindi era più veloce di 11 centesimi a metà gara, mentre la Steffen era passata ai 50 m in 25.84, in occasione del suo WR di 53.30 ottenuto agli Europei 2006.
In quella finale la Veldhuis finì seconda in 54.32 e ai 50 m passò in 26.22: qui è oltre un secondo più veloce.

Quindi, gara lanciata su ritmi estremamente veloci da una Marleen Veldhuis davvero inattesa a questi livelli, e in questi casi i delicati equilibri di un 100 sl tendono a stressarsi, con possibili cali, anche netti, nell'ultima parte di gara.

In quella finale di Melbourne 2007 emerse il carattere e la forza fisica di Libby Lenton. Anch'essa patì un po' nel finale, ma fu quella che uscì vincitrice da una gara tesa sotto tutti i punti di vista: 53.40, cioè PB migliorato di due centesimi per la Lenton (il precedente 53.42 nuotato ad inizio 2006 era stato WR fino al 53.30 della Steffen agli Europei) ed uguagliato il record dei campionati stabilito dalla Coughlin in semifinale.

La Veldhuis (53.70, seconda vasca nuotata in 28.55, dopo il 25.15 nei primi 50 m) vide premiato il suo azzardo con un argento e un netto PB, scendendo per la prima volta in carriera, e di ben tre decimi, sotto la barriera dei 54".

La Steffen (terza in 53.74) non riuscì ad attuare la stessa progressione nella seconda vasca mostrata a Budapest 2006. Agli Europei nuotò i secondi 50 m in 27.46, qui in 27.98.

Fuori dal podio, quarta in 53.87, Natalie Coughlin, che il giorno prima aveva nuotato lo stesso 53.40 che è valso l'oro alla Lenton.
Completano la classifica, la 18enne canadese Morningstar, quinta in 54.10; la campionessa olimpica Henry, sesta in 54.21; la svedese Lillhage, settima in 54.67 e la francese Metella, ottava in 54.77.

>Dopo l'incertissima finale dei 100 sl maschili, vediamo le gare femminili disputate nella quinta giornata di finali dei Mondiali 2007. >Le semifinali dei 100 sl furono sorprendenti e anticiparono un importante responso della 4x200 sl in chiusura di sessione. Nel duello atteso alla vigilia tra la Lenton e la Steffen, con la Weir e la Henry come altri due principali nomi citati, si inserì decisamente Natalie Coughlin, che vinse la seconda semifinale con un 53.40 che distava solo un decimo dal WR della Steffen. >Secondo miglior crono per la Lenton in 53.85, terzo il 54.05 della Steffen vincitrice della prima semifinale. >Quarto crono complessivo, il sorprendente 54.08 della 18enne canadese Erica Morningstar, poi il 54.17 della Veldhuis, il 54.23 della Henry e settime a pari-merito, con 54.61, la Metella e la Lillhage. >Da rilevare l'eliminazione di Amanda Weir: solo 55.47 per lei. Ho ripreso il commento alle semifinali dei 100 sl perché è il momento di vedere come andò la finale dei 100 sl femminili, nella sesta giornata di gare dei Mondiali di nuoto 2007. La Coughlin era reduce da una giornata da wonder-woman: miglior crono nelle semifinali dei 100 sl (PB migliorato di 43 centesimi) e strepitoso 1.56.43 nella prima frazione della 4x200 sl (PB migliorato di 1 secondo e 68 centesimi). A questo punto, non dico che fosse la favorita per l'oro, ma di sicuro rientrava nel ristretto novero delle pretendenti al titolo mondiale, che comprendeva, oltre alla Coughlin, la primatista mondiale Steffen e la Lenton. A favore della Coughlin, rispetto ad una storia passata che l'aveva vista a volte peggiorare in finale il crono della semifinale, c'era anche il fatto che aveva nuotato benissimo dall'inizio di questi Mondiali 2007, progredendo - rispetto ai turni eliminatori - nelle finali dei 100 delfino e 100 dorso che aveva disputato in precedenza. Per la Lenton, viceversa, c'era da superare la delusione per una prova nella 4x200 sl lontana dalle aspettative (a Montreal 2005 era stata quasi due secondi più veloce), mentre la Steffen si presentava alla sua prima finale nelle vesti di primatista mondiale, in virtù del 53.30 che le aveva dato il titolo europeo a Budapest 2006. Insomma, dopo le semifinali non era facile individuare la favorita per l'oro tra queste tre, ma di sicuro moltissimi avrebbero scommesso che sarebbero state Coughlin, Lenton e Steffen, non si sa in quale ordine, ad occupare i tre gradini del podio. E, invece, già la prima vasca fu in qualche modo sorprendente, con una partenza velocissima di Marleen Veldhuis, in corsia 2. Questi furono i passaggi: Ai 50 m: Veldhuis 25.15, Lenton 25.38, Coughlin 25.56, Steffen 25.76, Morningstar e Metella 25.84, Henry 26.07, Lillhage 26.25. In realtà tutte fecero un passaggio a metà gara piuttosto veloce rispetto al passato. Ad esempio, la Coughlin in semifinale aveva virato ai 50 m in 25.67, quindi era più veloce di 11 centesimi a metà gara, mentre la Steffen era passata ai 50 m in 25.84, in occasione del suo WR di 53.30 ottenuto agli Europei 2006. In quella finale la Veldhuis finì seconda in 54.32 e ai 50 m passò in 26.22: qui è oltre un secondo più veloce. Quindi, gara lanciata su ritmi estremamente veloci da una Marleen Veldhuis davvero inattesa a questi livelli, e in questi casi i delicati equilibri di un 100 sl tendono a stressarsi, con possibili cali, anche netti, nell'ultima parte di gara. In quella finale di Melbourne 2007 emerse il carattere e la forza fisica di Libby Lenton. Anch'essa patì un po' nel finale, ma fu quella che uscì vincitrice da una gara tesa sotto tutti i punti di vista: 53.40, cioè PB migliorato di due centesimi per la Lenton (il precedente 53.42 nuotato ad inizio 2006 era stato WR fino al 53.30 della Steffen agli Europei) ed uguagliato il record dei campionati stabilito dalla Coughlin in semifinale. La Veldhuis (53.70, seconda vasca nuotata in 28.55, dopo il 25.15 nei primi 50 m) vide premiato il suo azzardo con un argento e un netto PB, scendendo per la prima volta in carriera, e di ben tre decimi, sotto la barriera dei 54". La Steffen (terza in 53.74) non riuscì ad attuare la stessa progressione nella seconda vasca mostrata a Budapest 2006. Agli Europei nuotò i secondi 50 m in 27.46, qui in 27.98. Fuori dal podio, quarta in 53.87, Natalie Coughlin, che il giorno prima aveva nuotato lo stesso 53.40 che è valso l'oro alla Lenton. Completano la classifica, la 18enne canadese Morningstar, quinta in 54.10; la campionessa olimpica Henry, sesta in 54.21; la svedese Lillhage, settima in 54.67 e la francese Metella, ottava in 54.77.
modificato Jul 29 a 6:45 pm
 
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Nella finale dei 200 rana, l'Australia giocava la sua carta più sicura per un altro oro: Leisel Jones.

Ho più volte parlato dell'eccezionale 2006 della Jones, di come si fosse distaccata nettamente dalle altre più forti raniste al mondo.
Nei 200 rana aveva fissato il WR a 2.20.54 durante le selezioni per i Commonwealth Games disputate tra fine gennaio ed inizio febbraio, e poi ai Commonwealth Games di metà marzo lo aveva sfiorato nuotando 2.20.72.

Dopo avere vinto l'oro nei 100 rana con meno facilità di quanto era lecito attendersi (dopo un primo 50 m estremamente veloce), nei 200 rana la Jones ha deciso di partire con una certa prudenza: ai 100 m è passata prima in 1.09.80, con la Balfour ad un solo decimo, la Jendrick a 37 centesimi e la Van Biljon a 39 centesimi.

Per dare un riferimento, ai CG 2006 la Jones era passata ai 100 m in 1.08.27.

Il terzo 50 m della Jones è stato però uno spettacolo in termini di cambio di velocità.
Contravvenendo tutti i manuali sulla necessità di non fare brusche accelerazioni, e sulla oggettiva difficoltà di farle in particolare in un 200 rana, la Jones nuotò uno spettacolare 35.47 nella terza vasca, portando il suo vantaggio sulla più vicina delle inseguitrici, la Balfour, a 1 secondo e 78 centesimi, a 1 secondo e 93 centesimi sulla Jendrick e a 2 secondi e 3 centesimi sulla Van Biljon.

I parziali della Jones nelle prime tre vasche: 32.55-37.25-35.47, quindi uno strappo nella terza vasca stile grande corridore degli altipiani in una gara di 3000 siepi o 5000 piani, con la differenza che nel nuoto, e nella rana in particolare, è ancora più difficile riuscire a fare queste variazioni di ritmo.

Nell'ultima vasca la Jones ha chiuso con un 36.57 per lei di routine, andando a vincere il titolo mondiale in 2.21.84.
La lotta per gli altri gradini del podio ha visto Balfour e Jendrick chiudere al secondo posto con lo stesso crono: 2.25.94, lasciando la Van Biljon (2.26.19) senza allori mondiali.
Da rilevare il notevole progresso cronometrico della statunitense Jendrick rispetto al crono di accredito (2.27.98 ).

Nella seconda semifinale dei 200 dorso femminili si è assistito a crono di notevole livello da parte di Hoelzer (2.07.70) e Coventry (2.07.78 ).
Si è detto delle precarie condizioni con cui Alessia Filippi ha affrontato questi Mondiali 2007 e va apprezzata la sua voglia di lottare e rimontare diverse posizioni nell'ultima vasca, e alla fine raggiungere la qualificazione alla finale con il sesto tempo complessivo, a pari-merito con la Szepesi, in 2.11.16.

Nella finale dei 200 rana, l'Australia giocava la sua carta più sicura per un altro oro: Leisel Jones. Ho più volte parlato dell'eccezionale 2006 della Jones, di come si fosse distaccata nettamente dalle altre più forti raniste al mondo. Nei 200 rana aveva fissato il WR a 2.20.54 durante le selezioni per i Commonwealth Games disputate tra fine gennaio ed inizio febbraio, e poi ai Commonwealth Games di metà marzo lo aveva sfiorato nuotando 2.20.72. Dopo avere vinto l'oro nei 100 rana con meno facilità di quanto era lecito attendersi (dopo un primo 50 m estremamente veloce), nei 200 rana la Jones ha deciso di partire con una certa prudenza: ai 100 m è passata prima in 1.09.80, con la Balfour ad un solo decimo, la Jendrick a 37 centesimi e la Van Biljon a 39 centesimi. Per dare un riferimento, ai CG 2006 la Jones era passata ai 100 m in 1.08.27. Il terzo 50 m della Jones è stato però uno spettacolo in termini di cambio di velocità. Contravvenendo tutti i manuali sulla necessità di non fare brusche accelerazioni, e sulla oggettiva difficoltà di farle in particolare in un 200 rana, la Jones nuotò uno spettacolare 35.47 nella terza vasca, portando il suo vantaggio sulla più vicina delle inseguitrici, la Balfour, a 1 secondo e 78 centesimi, a 1 secondo e 93 centesimi sulla Jendrick e a 2 secondi e 3 centesimi sulla Van Biljon. I parziali della Jones nelle prime tre vasche: 32.55-37.25-35.47, quindi uno strappo nella terza vasca stile grande corridore degli altipiani in una gara di 3000 siepi o 5000 piani, con la differenza che nel nuoto, e nella rana in particolare, è ancora più difficile riuscire a fare queste variazioni di ritmo. Nell'ultima vasca la Jones ha chiuso con un 36.57 per lei di routine, andando a vincere il titolo mondiale in 2.21.84. La lotta per gli altri gradini del podio ha visto Balfour e Jendrick chiudere al secondo posto con lo stesso crono: 2.25.94, lasciando la Van Biljon (2.26.19) senza allori mondiali. Da rilevare il notevole progresso cronometrico della statunitense Jendrick rispetto al crono di accredito (2.27.98 ). Nella seconda semifinale dei 200 dorso femminili si è assistito a crono di notevole livello da parte di Hoelzer (2.07.70) e Coventry (2.07.78 ). Si è detto delle precarie condizioni con cui Alessia Filippi ha affrontato questi Mondiali 2007 e va apprezzata la sua voglia di lottare e rimontare diverse posizioni nell'ultima vasca, e alla fine raggiungere la qualificazione alla finale con il sesto tempo complessivo, a pari-merito con la Szepesi, in 2.11.16.
modificato Jul 29 a 9:23 pm
 
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L'ultima finale in programma nella sesta giornata di gare dei Mondiali 2007 era la staffetta 4x200 sl maschile.

Con gli Usa favoritissimi per l'oro, la lotta per gli altri due gradini del podio interessava Italia, Canada e Gran Bretagna, con il possibile inserimento dei padroni di casa australiani.

L'Italia era reduce dalla grande prova degli Europei 2006: oro in 7.09.60, nuovo record italiano.
Del quartetto di allora mancava Devid Berbotto, sostituito da Andrea Busato. Confermati Rosolino, Cassio (finalisti nei 200 sl) e Magnini, cambiava l'ordine di partenza rispetto agli Europei: stavolta la prima frazione spetta a Magnini e l'ultima a Rosolino. C'è da aggiungere anche che la batteria del mattino era stata nuotata da Christian Galenda, a cui subentra Magnini nella finale del pomeriggio.
Il Canada presenta una formazione molto compatta: al nucleo storico costituito da Hayden, Say e Hurd si affianca Brian Johns al posto di Colin Russell.
Anche la Gran Bretagna, come l'Italia, opera un cambio rispetto agli Europei 2006, inserendo Renwick al posto di Hunter, e quindi mantenendo, curiosamente, l'uguaglianza tra rappresentanti scozzesi (Carry e Renwick) e inglesi (Burnett e Davenport).
L'Australia proveniva da prove non certo esaltanti nel 2006. Nella manifestazione per lei più importante, cioè i CG disputati a Melbourne nel marzo 2006. era giunta solo terza in 7.14.99, superata sia dall'Inghilterra che dalla Scozia.

Prima frazione con Phelps (reduce dalle semifinali dei 100 delfino) per gli Usa, Magnini per l'Italia, Carry per la Gran Bretagna, Johns per il Canada e Murphy per l'Australia.

Phelps chiude al primo posto in 1.45.36, distanziando di 2 secondi e 3 decimi Magnini (1.47.66 la sua frazione). Terzo è il britannico Carry in 1.48.16, quarto il canadese Johns in 1.48.46, quinto l'australiano Murphy in 1.48.55.

Breve commento: Usa, come da pronostico, lanciati verso il successo. Magnini fa più o meno quello che ci si aspettava da lui (aveva nuotato un 1.47.01 lanciato agli Europei 2006), Carry aggiunge più di mezzo secondo al parziale degli Europei (1.47.60), Johns si difende con un 1.48.46, così come Murphy con un 1.48.55.
Nella sfida per argento e bronzo si prospetta adesso una frazione delicata per l'Italia, con al via l'esordiente Busato, mentre il Canada schiera il suo frazionista più forte, Brent Hayden, la Gran Bretagna Renwick e l'Australia Mewing.

Ai 400 m gli Usa, con una frazione di Lochte da 1.45.86, hanno 3 secondi e 83 centesimi di vantaggio sulla squadra in seconda posizione, che è diventato il Canada grazie ad una frazione di Hayden da 1.46.59. Terza è l'Australia a 4 secondi e 85 centesimi dagli Usa (1.47.52 per l'australiano Mewing), quarta la Gran Bretagna a 5 secondi e 88 centesimi dagli Usa (1.48.94 per Renwick) e quinta l'Italia a 6 secondi e 65 centesimi dagli Stati Uniti (1.50.21 per Busato).

Breve commento: gli Usa, dopo l'ottima frazione di Lochte, hanno ora concrete chance di superare anche "l'avversario virtuale" costituito dal WR dell'Australia. Hayden, schierato al solito in seconda frazione, ha posto il Canada in ottima posizione per arrivare al secondo posto anche alla fine della staffetta, viste le non brillanti frazioni di Gran Bretagna ed Italia. L'Australia è (un po' inaspettatamente) terza a metà gara, e comincia a credere seriamente al podio, visto che in ultima frazione partirà il suo duecentista più forte, Monk (con tifosi vestiti da monaco al seguito smile ).
Per la Gran Bretagna un'altra frazione non certo esaltante (agli Europei 2006 Hunter, il meno forte dei quattro frazionisti, nuotò un 1.48.63), mentre l'Italia, purtroppo, ha ora un notevole distacco da colmare (agli Europei 2006 Berbotto nuotò un 1.47.87).

Ai 600 m Keller, terzo frazionista statunitense, con una frazione da 1.46.31 porta il vantaggio degli Usa a 5 secondi e 1 centesimo sul Canada (1.47.59 per Say), mentre solo due centesimi separano l'Australia in terza posizione (a 6 secondi e 65 centesimi dagli Usa, con la frazione di Brits da 1.48.21) e la Gran Bretagna in quarta (1.47.20 la frazione di Burnett). Purtroppo Cassio (1.47.87) non è riuscito nella mission-impossible di riagganciare australiani e britannici, e l'Italia è quinta a 8 secondi e 11 centesimi di distacco dagli Usa, e quindi a quasi un secondo e mezzo dalla terza posizione dell'Australia.

Breve commento: Keller nuota la terza frazione invece della consueta quarta, dopo le deludenti prove nelle gare individuali (eliminato in batteria sia nei 400 sl che - davvero clamorosamente - nei 200 sl), ma si disimpegna piuttosto bene con un 1.46.31 che mantiene gli Usa in vantaggio sul WR.
Il Canada, sempre molto regolare, ha un vantaggio di 1 secondo e 64 centesimi sull'Australia e di 1 secondo e 66 centesimi sulla Gran Bretagna a 200 metri dalla fine, quindi ancora discrete prospettive di podio, pur tenendo conto di un ultimo frazionista inferiore a quello australiano e britannico.
La buona frazione di Burnett (1.47.20 contro l'1.48.13 degli Europei 2006) ha ravvivato le speranze di medaglia della stessa Gran Bretagna, anche se a questo punto il "Monaco australiano" appare favorito su Davenport, ultimo frazionista britannico.
Per l'Italia, anche se c'è Rosolino in partenza, ormai nessuna chance di podio, visto il distacco di 1 secondo e 46 centesimi dall'Australia, terza, e di 1 secondo e 44 centesimi dalla Gran Bretagna, quarta.

Peter Vanderkaay chiude per gli Usa con una frazione da 1.45.71, per un crono complessivo di 7.03.24 che migliora di ben 1 secondo e 42 centesimi il WR stabilito dall'Australia ai Mondiali di Fukuoka 2001, quelli dello storico sorpasso aussie nel medagliere del nuoto sugli Stati Uniti.
Dietro la lotta per il podio è una...questione di fede smile : Monk straripa con una frazione da 1.45.77, staccando Davenport e andando a riprendere e superando anche Hurd, ultimo frazionista canadese.
Hurd (1.48.06) riesce a mantenere il terzo posto dall'ultimo assalto britannico (1.46.98 per Davenport), mentre Rosolino (1.46.57) non ha obiettivi realistici a cui puntare, oltre al consolidamento del quinto posto.
Crono finali: primi Usa in 7.03.24 nuovo WR (precedente il 7.04.66 dell'Australia ai Mondiali 2001), seconda Australia in 7.10.05, terzo Canada in 7.10.70, quarta Gran Bretagna in 7.11.28, quinta Italia in 7.12.31.

Quindi, il 7.09.60 dell'Italia agli Europei 2006 sarebbe stato buono per l'argento.

L'ultima finale in programma nella sesta giornata di gare dei Mondiali 2007 era la staffetta 4x200 sl maschile. Con gli Usa favoritissimi per l'oro, la lotta per gli altri due gradini del podio interessava Italia, Canada e Gran Bretagna, con il possibile inserimento dei padroni di casa australiani. L'Italia era reduce dalla grande prova degli Europei 2006: oro in 7.09.60, nuovo record italiano. Del quartetto di allora mancava Devid Berbotto, sostituito da Andrea Busato. Confermati Rosolino, Cassio (finalisti nei 200 sl) e Magnini, cambiava l'ordine di partenza rispetto agli Europei: stavolta la prima frazione spetta a Magnini e l'ultima a Rosolino. C'è da aggiungere anche che la batteria del mattino era stata nuotata da Christian Galenda, a cui subentra Magnini nella finale del pomeriggio. Il Canada presenta una formazione molto compatta: al nucleo storico costituito da Hayden, Say e Hurd si affianca Brian Johns al posto di Colin Russell. Anche la Gran Bretagna, come l'Italia, opera un cambio rispetto agli Europei 2006, inserendo Renwick al posto di Hunter, e quindi mantenendo, curiosamente, l'uguaglianza tra rappresentanti scozzesi (Carry e Renwick) e inglesi (Burnett e Davenport). L'Australia proveniva da prove non certo esaltanti nel 2006. Nella manifestazione per lei più importante, cioè i CG disputati a Melbourne nel marzo 2006. era giunta solo terza in 7.14.99, superata sia dall'Inghilterra che dalla Scozia. Prima frazione con Phelps (reduce dalle semifinali dei 100 delfino) per gli Usa, Magnini per l'Italia, Carry per la Gran Bretagna, Johns per il Canada e Murphy per l'Australia. Phelps chiude al primo posto in 1.45.36, distanziando di 2 secondi e 3 decimi Magnini (1.47.66 la sua frazione). Terzo è il britannico Carry in 1.48.16, quarto il canadese Johns in 1.48.46, quinto l'australiano Murphy in 1.48.55. Breve commento: Usa, come da pronostico, lanciati verso il successo. Magnini fa più o meno quello che ci si aspettava da lui (aveva nuotato un 1.47.01 lanciato agli Europei 2006), Carry aggiunge più di mezzo secondo al parziale degli Europei (1.47.60), Johns si difende con un 1.48.46, così come Murphy con un 1.48.55. Nella sfida per argento e bronzo si prospetta adesso una frazione delicata per l'Italia, con al via l'esordiente Busato, mentre il Canada schiera il suo frazionista più forte, Brent Hayden, la Gran Bretagna Renwick e l'Australia Mewing. Ai 400 m gli Usa, con una frazione di Lochte da 1.45.86, hanno 3 secondi e 83 centesimi di vantaggio sulla squadra in seconda posizione, che è diventato il Canada grazie ad una frazione di Hayden da 1.46.59. Terza è l'Australia a 4 secondi e 85 centesimi dagli Usa (1.47.52 per l'australiano Mewing), quarta la Gran Bretagna a 5 secondi e 88 centesimi dagli Usa (1.48.94 per Renwick) e quinta l'Italia a 6 secondi e 65 centesimi dagli Stati Uniti (1.50.21 per Busato). Breve commento: gli Usa, dopo l'ottima frazione di Lochte, hanno ora concrete chance di superare anche "l'avversario virtuale" costituito dal WR dell'Australia. Hayden, schierato al solito in seconda frazione, ha posto il Canada in ottima posizione per arrivare al secondo posto anche alla fine della staffetta, viste le non brillanti frazioni di Gran Bretagna ed Italia. L'Australia è (un po' inaspettatamente) terza a metà gara, e comincia a credere seriamente al podio, visto che in ultima frazione partirà il suo duecentista più forte, Monk (con tifosi vestiti da monaco al seguito :) ). Per la Gran Bretagna un'altra frazione non certo esaltante (agli Europei 2006 Hunter, il meno forte dei quattro frazionisti, nuotò un 1.48.63), mentre l'Italia, purtroppo, ha ora un notevole distacco da colmare (agli Europei 2006 Berbotto nuotò un 1.47.87). Ai 600 m Keller, terzo frazionista statunitense, con una frazione da 1.46.31 porta il vantaggio degli Usa a 5 secondi e 1 centesimo sul Canada (1.47.59 per Say), mentre solo due centesimi separano l'Australia in terza posizione (a 6 secondi e 65 centesimi dagli Usa, con la frazione di Brits da 1.48.21) e la Gran Bretagna in quarta (1.47.20 la frazione di Burnett). Purtroppo Cassio (1.47.87) non è riuscito nella mission-impossible di riagganciare australiani e britannici, e l'Italia è quinta a 8 secondi e 11 centesimi di distacco dagli Usa, e quindi a quasi un secondo e mezzo dalla terza posizione dell'Australia. Breve commento: Keller nuota la terza frazione invece della consueta quarta, dopo le deludenti prove nelle gare individuali (eliminato in batteria sia nei 400 sl che - davvero clamorosamente - nei 200 sl), ma si disimpegna piuttosto bene con un 1.46.31 che mantiene gli Usa in vantaggio sul WR. Il Canada, sempre molto regolare, ha un vantaggio di 1 secondo e 64 centesimi sull'Australia e di 1 secondo e 66 centesimi sulla Gran Bretagna a 200 metri dalla fine, quindi ancora discrete prospettive di podio, pur tenendo conto di un ultimo frazionista inferiore a quello australiano e britannico. La buona frazione di Burnett (1.47.20 contro l'1.48.13 degli Europei 2006) ha ravvivato le speranze di medaglia della stessa Gran Bretagna, anche se a questo punto il "Monaco australiano" appare favorito su Davenport, ultimo frazionista britannico. Per l'Italia, anche se c'è Rosolino in partenza, ormai nessuna chance di podio, visto il distacco di 1 secondo e 46 centesimi dall'Australia, terza, e di 1 secondo e 44 centesimi dalla Gran Bretagna, quarta. Peter Vanderkaay chiude per gli Usa con una frazione da 1.45.71, per un crono complessivo di 7.03.24 che migliora di ben 1 secondo e 42 centesimi il WR stabilito dall'Australia ai Mondiali di Fukuoka 2001, quelli dello storico sorpasso aussie nel medagliere del nuoto sugli Stati Uniti. Dietro la lotta per il podio è una...questione di fede ;) : Monk straripa con una frazione da 1.45.77, staccando Davenport e andando a riprendere e superando anche Hurd, ultimo frazionista canadese. Hurd (1.48.06) riesce a mantenere il terzo posto dall'ultimo assalto britannico (1.46.98 per Davenport), mentre Rosolino (1.46.57) non ha obiettivi realistici a cui puntare, oltre al consolidamento del quinto posto. Crono finali: primi Usa in 7.03.24 nuovo WR (precedente il 7.04.66 dell'Australia ai Mondiali 2001), seconda Australia in 7.10.05, terzo Canada in 7.10.70, quarta Gran Bretagna in 7.11.28, quinta Italia in 7.12.31. Quindi, il 7.09.60 dell'Italia agli Europei 2006 sarebbe stato buono per l'argento.
modificato Jul 30 a 7:17 pm
 
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Nella settima giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007, c'era la ormai consueta prova del fuoco per Phelps, cioè la finale dei 100 delfino, dove lo aspettava Ian Crocker.

Riassunto delle puntate precedenti di una rivalità iniziata con la leggendaria finale dei Mondiali 2003, talmente bella che ve la ripropongo https://www.youtube.com/watch?v=UH2tAuv3r0k

.

Perché quella finale fu leggendaria? Perchè sia alle Olimpiadi del 2000 (primo Frolander in 52.00, secondo Klim in 52.18, terzo Huegill in 52.22) che ai Mondiali del 2001 (primo ancora Frolander in 52.10, secondo Crocker in 52.25, terzo Huegill in 52.36) si vinse i 100 delfino con crono di 52.0 e 52.1.

C'era, insomma, una netta differenza di velocità tra delfino e stile libero, almeno dell'ordine dei 4 secondi su un 100 metri, che si rispecchiava sia nella differenza tra i WR di Van den Hoogenband nei 100 stile libero e di Klim nei 100 delfino, che nei crono delle rispettive finali negli eventi più importanti.

E, invece, quella finale di Barcellona 2003 fu una sorta di rivoluzione copernicana dei 100 delfino, che erano già progrediti, come detto, a livello di semifinali di quei Mondiali (con il più breve WR della storia, quello di Serdinov, ottenuto nella prima semifinale prima di essere superato da Phelps, vincitore della seconda semifinale).

Crocker, con 50.98, infranse il muro dei 51" e Phelps ci andò ad un decimo nuotando una seconda vasca epocale (26.49!! Finendo fortissimo dopo avere alternato la respirazione, cosa che poi abbandonò).

Quindi, ai Mondiali 2003 si partì con la vittoria di Crocker in 50.98 davanti al 51.10 di Phelps e al 51.59 di Serdinov.
L'anno dopo, alle Olimpiadi 2004, rivincita di Phelps in un arrivo ravvicinato a tre: primo Phelps in 51.25, secondo Crocker in 51.29, terzo Serdinov in 51.36 (il punto più alto di Serdinov).
Ai Mondiali 2005 le traiettorie si allontanarono bruscamente, perché al miglior Crocker di sempre (50.40, altro WR di grande significato) si contrappose il peggior Phelps (secondo in 51.65). E anche Serdinov era ben lontano dai fasti dell'anno precedente (terzo in 52.08 ).

Eravamo quindi al quarto capitolo di una sfida che vedeva Crocker in vantaggio 2-1.
I pronostici erano assai incerti, perché il Phelps 2007 era senz'altro il più forte di sempre, ma restava tutta la difficoltà di affrontare uno specialista della classe di Crocker al penultimo giorno di gare, dopo avere già completato 3 gare individuali e 2 staffette.

Crocker nuotava in corsia 4, Phelps in corsia 6 e Milorad Cavic in corsia 7.
Da notare come Cavic, presentatosi ai Mondiali senza tempi di accredito, avesse ottenuto un ottimo 51.70 (secondo miglior crono complessivo delle batterie) nuotando nella prima batteria. In semifinale, poi, aveva fatto peggio: 52.16, sesto crono complessivo.

Ai 50 m passa primo Crocker in 23.56 (23.51 il suo passaggio in occasione del WR a Montreal), con Cavic secondo a soli 5 centesimi e Phelps terzo a 43 centesimi.

Dopo l'uscita dalla virata, l'azione di Cavic si spegne visibilmente e quindi tutti gli occhi sono, al solito, puntati sul duello Crocker-Phelps.
Fino alla metà della seconda vasca la rimonta di Phelps è quasi inesistente: Crocker regge benissimo e le sue braccia sono all'altezza della linea virtuale del WR.
Poi, il calo di Crocker, e Phelps che guadagna in modo evidente facendo riaffiorare la solita domanda: ci sarà abbastanza spazio perché la rimonta si completi, o il muro d'arrivo arriverà in tempo per conservare il primo posto di Crocker?

A fare la differenza, stavolta come sarà nel famosissimo e super-discusso arrivo dell'anno successivo, è la velocità finale con cui Phelps completa l'ultima bracciata.
Forse anche il Crocker 2007, come sarà - in modo ancor più visibile - per il Cavic 2008, è in vantaggio con la testa al momento dell'ultima bracciata, ma le sue braccia sono appesantite dalla fatica e si allungano verso la piastra con tanta velocità in meno rispetto a quelle di Phelps.
In questa finale Crocker, a differenza del Cavic 2008, non può nemmeno rimproverarsi un arrivo troppo lungo o di avere sollevato la testa in anticipo: solo la differente brillantezza nell'ultimo metro ha fatto la differenza in favore di Phelps.

Tempi finali: primo Phelps in 50.77 (23.99-26.78 ), secondo Crocker in 50.82 (23.56-27.26), terzo Subirats in 51.82, quarto Ferns in 52.03, quinto Serdinov in 52.23, sesto Cavic in 52.53 (23.61-28.92).

Chiusura su quello che diverrà, all'Olimpiade 2008, il "nuovo Crocker" per Phelps, cioè Milorad Cavic.
In questi Mondiali si era, quindi, evidenziato il suo potenziale (ad esempio la capacità di compiere passaggi veloci e la notevole potenza fisica), in particolare con quel 51.70 della batteria.
Si erano però anche evidenziati due problemi non facili da risolvere, a maggior ragione in un solo anno: la tendenza a diventare meno brillante con il passare dei turni e, soprattutto, la difficoltà nella seconda vasca, sottolineata dal 28.92 nuotato in finale.

Ma nel marzo 2008 arriverà lo Speedo Lzr a rimescolare parecchio le carte, rendendo - ad esempio - le seconde vasche di un 100 m molto più agevoli da affrontare..

Nella settima giornata di finali dei Campionati Mondiali 2007, c'era la ormai consueta prova del fuoco per Phelps, cioè la finale dei 100 delfino, dove lo aspettava Ian Crocker. Riassunto delle puntate precedenti di una rivalità iniziata con la leggendaria finale dei Mondiali 2003, talmente bella che ve la ripropongo https://www.youtube.com/watch?v=UH2tAuv3r0k. Perché quella finale fu leggendaria? Perchè sia alle Olimpiadi del 2000 (primo Frolander in 52.00, secondo Klim in 52.18, terzo Huegill in 52.22) che ai Mondiali del 2001 (primo ancora Frolander in 52.10, secondo Crocker in 52.25, terzo Huegill in 52.36) si vinse i 100 delfino con crono di 52.0 e 52.1. C'era, insomma, una netta differenza di velocità tra delfino e stile libero, almeno dell'ordine dei 4 secondi su un 100 metri, che si rispecchiava sia nella differenza tra i WR di Van den Hoogenband nei 100 stile libero e di Klim nei 100 delfino, che nei crono delle rispettive finali negli eventi più importanti. E, invece, quella finale di Barcellona 2003 fu una sorta di rivoluzione copernicana dei 100 delfino, che erano già progrediti, come detto, a livello di semifinali di quei Mondiali (con il più breve WR della storia, quello di Serdinov, ottenuto nella prima semifinale prima di essere superato da Phelps, vincitore della seconda semifinale). Crocker, con 50.98, infranse il muro dei 51" e Phelps ci andò ad un decimo nuotando una seconda vasca epocale (26.49!! Finendo fortissimo dopo avere alternato la respirazione, cosa che poi abbandonò). Quindi, ai Mondiali 2003 si partì con la vittoria di Crocker in 50.98 davanti al 51.10 di Phelps e al 51.59 di Serdinov. L'anno dopo, alle Olimpiadi 2004, rivincita di Phelps in un arrivo ravvicinato a tre: primo Phelps in 51.25, secondo Crocker in 51.29, terzo Serdinov in 51.36 (il punto più alto di Serdinov). Ai Mondiali 2005 le traiettorie si allontanarono bruscamente, perché al miglior Crocker di sempre (50.40, altro WR di grande significato) si contrappose il peggior Phelps (secondo in 51.65). E anche Serdinov era ben lontano dai fasti dell'anno precedente (terzo in 52.08 ). Eravamo quindi al quarto capitolo di una sfida che vedeva Crocker in vantaggio 2-1. I pronostici erano assai incerti, perché il Phelps 2007 era senz'altro il più forte di sempre, ma restava tutta la difficoltà di affrontare uno specialista della classe di Crocker al penultimo giorno di gare, dopo avere già completato 3 gare individuali e 2 staffette. Crocker nuotava in corsia 4, Phelps in corsia 6 e Milorad Cavic in corsia 7. Da notare come Cavic, presentatosi ai Mondiali senza tempi di accredito, avesse ottenuto un ottimo 51.70 (secondo miglior crono complessivo delle batterie) nuotando nella prima batteria. In semifinale, poi, aveva fatto peggio: 52.16, sesto crono complessivo. Ai 50 m passa primo Crocker in 23.56 (23.51 il suo passaggio in occasione del WR a Montreal), con Cavic secondo a soli 5 centesimi e Phelps terzo a 43 centesimi. Dopo l'uscita dalla virata, l'azione di Cavic si spegne visibilmente e quindi tutti gli occhi sono, al solito, puntati sul duello Crocker-Phelps. Fino alla metà della seconda vasca la rimonta di Phelps è quasi inesistente: Crocker regge benissimo e le sue braccia sono all'altezza della linea virtuale del WR. Poi, il calo di Crocker, e Phelps che guadagna in modo evidente facendo riaffiorare la solita domanda: ci sarà abbastanza spazio perché la rimonta si completi, o il muro d'arrivo arriverà in tempo per conservare il primo posto di Crocker? A fare la differenza, stavolta come sarà nel famosissimo e super-discusso arrivo dell'anno successivo, è la velocità finale con cui Phelps completa l'ultima bracciata. Forse anche il Crocker 2007, come sarà - in modo ancor più visibile - per il Cavic 2008, è in vantaggio con la testa al momento dell'ultima bracciata, ma le sue braccia sono appesantite dalla fatica e si allungano verso la piastra con tanta velocità in meno rispetto a quelle di Phelps. In questa finale Crocker, a differenza del Cavic 2008, non può nemmeno rimproverarsi un arrivo troppo lungo o di avere sollevato la testa in anticipo: solo la differente brillantezza nell'ultimo metro ha fatto la differenza in favore di Phelps. Tempi finali: primo Phelps in 50.77 (23.99-26.78 ), secondo Crocker in 50.82 (23.56-27.26), terzo Subirats in 51.82, quarto Ferns in 52.03, quinto Serdinov in 52.23, sesto Cavic in 52.53 (23.61-28.92). Chiusura su quello che diverrà, all'Olimpiade 2008, il "nuovo Crocker" per Phelps, cioè Milorad Cavic. In questi Mondiali si era, quindi, evidenziato il suo potenziale (ad esempio la capacità di compiere passaggi veloci e la notevole potenza fisica), in particolare con quel 51.70 della batteria. Si erano però anche evidenziati due problemi non facili da risolvere, a maggior ragione in un solo anno: la tendenza a diventare meno brillante con il passare dei turni e, soprattutto, la difficoltà nella seconda vasca, sottolineata dal 28.92 nuotato in finale. Ma nel marzo 2008 arriverà lo Speedo Lzr a rimescolare parecchio le carte, rendendo - ad esempio - le seconde vasche di un 100 m molto più agevoli da affrontare..
modificato 7 giorni fa a 3:11 pm
 
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Dopo avere visto la finale dei 100 delfino maschili, ecco le altre finali della settima giornata di gare dei Mondiali 2007.

I 200 dorso femminili, come visto, si erano accesi fin dalle semifinali, con due crono sotto il 2.08 da parte di Hoelzer e Coventry.
La finale mantiene in toto le aspettative, con le due che si danno battaglia fino alla fine.
Ai 100 metri la Coventry passa prima in 1.02.61, davanti all'1.02.79 della Hoelzer, all'1.02.86 della campionessa d'Europa Esther Baron e all'1.03.12 della giapponese Nakamura, presentatasi a questi Mondiali con il miglior crono di accredito.
Ai 150 metri sorpasso della Hoelzer che vira in 1.35.05 (32.26 di parziale), contro l'1.35.38 della Coventry (32.77 di parziale), l'1.35.80 della Nakamura (32.68 di parziale) e l'1.35.89 della Baron (33.03 di parziale).
La Hoelzer chiude anche l'ultima vasca con un impressionante parziale di 32.11, vincendo la gara in 2.07.16, netto PB e - dopo tanti anni in cui si era vinto con crono superiori - ritornando a poco più di mezzo secondo dallo strepitoso WR di 2.06.62 siglato dalla Egerszegi agli Europei 1991.
Davvero nulla da rimproverarsi per la Coventry, seconda in 2.07.54 (32.16 nell'ultima vasca; la differenza l'ha fatta il terzo 50 m), anche lei autrice di un netto miglioramento rispetto al PB che aveva alla vigilia dei Mondiali.
Terza è la Nakamura in 2.08.54 (aveva 2.08.86 di PB) e solo quarta la Baron (2.09.59) nonostante anch'ella abbia progredito rispetto al crono con cui aveva vinto gli Europei 2006 (2.10.07).
Purtroppo, solo atto di presenza per Alessia Filippi (già detto del virus che ne ha inficiato l'ultimo periodo di preparazione), che si ritrova con poche energie da spendere e chiude ottava in 2.11.41.

Nei 50 farfalla femminili, vittoria per Therese Alshammer in 25.91 su Miatke (26.05) e Dekker (26.11), con la connazionale Kammerling, primatista mondiale, solo quarta in 26.32.

Sorpresa rilevante nei 50 sl maschili, perché il titolo mondiale è andato allo statunitense meno accreditato alla vigilia, cioè Ben Wildman-Tobriner, capace di un 21.88 in finale, a precedere l'altro Usa Cullen Jones (21.94) e lo svedese Nystrand (21.97). Quarto il polacco Kizierowski (22.00), poi l'australiano Sullivan (22.05) e il brasiliano Cielo (22.12). Settimo Schoeman (22.16) e ottavo Hayden (22.28 ).
Da rilevare come la finale dei 50 sl sia stata molto più veloce delle semifinali, che avevano visto il miglior crono per Nystrand in 21.99 e Wildman-Tobriner sesto in 22.23.

Chiusura con la staffetta mista femminile.
In batteria decimo crono per l'Italia in 4.06.64 (Gemo 1.02.53, Boggiatto 1.09.89, Segat 59.77, Pellegrini 54.45). Segnalerei anche il 57.47 a delfino di Dana Vollmer, che segnala le potenzialità in questo stile della futura campionessa olimpica 2012.
La finale vede la "bella" tra Australia (vincitrice della 4x100 sl) e Stati Uniti (vincitori della 4x200 sl).
Gli Usa, sfavoriti, devono sperare in un'altra super-frazione della Coughlin, che guadagni almeno un secondo dalla Seebohm, che la Kirk perda pochi decimi dalla Jones, che la Komisarz faccia quasi partita pari con la Schipper e poi sperare in un acuto della Nymeyer a sl, che deve affrontare la campionessa mondiale Lenton.
Insomma, troppi se.., che peraltro vengono spazzati via già dopo i primi 100 m, perché la Coughlin, ormai con le batterie un po' scariche dopo Mondiali straordinari, nuota un 1.00.66 che resta molto lontano dal suo fresco WR ottenuto nella finale dei 100 dorso ed è invece molto vicino all'1.00.79 della Seebohm, prima frazionista aussie.
A metterci, poi, il carico da novanta ci pensa l'1.04.94 di una Leisel Jones tornata Lethal, che distacca la Kirk (1.06.37).
La staffetta si è messa pro-Australia e questo non viene cambiato nemmeno dal sorprendente esito del delfino, dove la Komisarz (57.06) è un po' più veloce della Schipper (57.18 ).
La Lenton parte quindi con 1 secondo e 18 centesimi di vantaggio sulla Nymeyer, cioè con l'oro in tasca, e il suo vero obiettivo diventa il WR della staffetta mista, che raggiunge con una frazione da 52.83 che fissa il crono finale in un 3.55.74 che migliora il precedente WR di 3.56.30 stabilito ai Giochi del Commonwealth 2006.
La Nymeyer chiude in 54.22, per cui il crono finale del quartetto Usa è di 3.58.31.
Per il terzo posto, battaglia sul filo dei centesimi tra Cina e Gran Bretagna. L'ultima frazionista cinese, Yanwei Xu (53.99), riesce a difendere il vantaggio acquisito dalla Cina nella precedente frazione a delfino, dal ritorno di un'ottima Halsall (53.76 per lei).
Terza la Cina in 4.01.97, quarta la Gran Bretagna in 4.02.18.
Oltre alla frazione della Halsall, da notare quella a dorso della connazionale russa Zueva (nata anche lei nel 1990), capace di un 1.00.85.

Dopo avere visto la finale dei 100 delfino maschili, ecco le altre finali della settima giornata di gare dei Mondiali 2007. I 200 dorso femminili, come visto, si erano accesi fin dalle semifinali, con due crono sotto il 2.08 da parte di Hoelzer e Coventry. La finale mantiene in toto le aspettative, con le due che si danno battaglia fino alla fine. Ai 100 metri la Coventry passa prima in 1.02.61, davanti all'1.02.79 della Hoelzer, all'1.02.86 della campionessa d'Europa Esther Baron e all'1.03.12 della giapponese Nakamura, presentatasi a questi Mondiali con il miglior crono di accredito. Ai 150 metri sorpasso della Hoelzer che vira in 1.35.05 (32.26 di parziale), contro l'1.35.38 della Coventry (32.77 di parziale), l'1.35.80 della Nakamura (32.68 di parziale) e l'1.35.89 della Baron (33.03 di parziale). La Hoelzer chiude anche l'ultima vasca con un impressionante parziale di 32.11, vincendo la gara in 2.07.16, netto PB e - dopo tanti anni in cui si era vinto con crono superiori - ritornando a poco più di mezzo secondo dallo strepitoso WR di 2.06.62 siglato dalla Egerszegi agli Europei 1991. Davvero nulla da rimproverarsi per la Coventry, seconda in 2.07.54 (32.16 nell'ultima vasca; la differenza l'ha fatta il terzo 50 m), anche lei autrice di un netto miglioramento rispetto al PB che aveva alla vigilia dei Mondiali. Terza è la Nakamura in 2.08.54 (aveva 2.08.86 di PB) e solo quarta la Baron (2.09.59) nonostante anch'ella abbia progredito rispetto al crono con cui aveva vinto gli Europei 2006 (2.10.07). Purtroppo, solo atto di presenza per Alessia Filippi (già detto del virus che ne ha inficiato l'ultimo periodo di preparazione), che si ritrova con poche energie da spendere e chiude ottava in 2.11.41. Nei 50 farfalla femminili, vittoria per Therese Alshammer in 25.91 su Miatke (26.05) e Dekker (26.11), con la connazionale Kammerling, primatista mondiale, solo quarta in 26.32. Sorpresa rilevante nei 50 sl maschili, perché il titolo mondiale è andato allo statunitense meno accreditato alla vigilia, cioè Ben Wildman-Tobriner, capace di un 21.88 in finale, a precedere l'altro Usa Cullen Jones (21.94) e lo svedese Nystrand (21.97). Quarto il polacco Kizierowski (22.00), poi l'australiano Sullivan (22.05) e il brasiliano Cielo (22.12). Settimo Schoeman (22.16) e ottavo Hayden (22.28 ). Da rilevare come la finale dei 50 sl sia stata molto più veloce delle semifinali, che avevano visto il miglior crono per Nystrand in 21.99 e Wildman-Tobriner sesto in 22.23. Chiusura con la staffetta mista femminile. In batteria decimo crono per l'Italia in 4.06.64 (Gemo 1.02.53, Boggiatto 1.09.89, Segat 59.77, Pellegrini 54.45). Segnalerei anche il 57.47 a delfino di Dana Vollmer, che segnala le potenzialità in questo stile della futura campionessa olimpica 2012. La finale vede la "bella" tra Australia (vincitrice della 4x100 sl) e Stati Uniti (vincitori della 4x200 sl). Gli Usa, sfavoriti, devono sperare in un'altra super-frazione della Coughlin, che guadagni almeno un secondo dalla Seebohm, che la Kirk perda pochi decimi dalla Jones, che la Komisarz faccia quasi partita pari con la Schipper e poi sperare in un acuto della Nymeyer a sl, che deve affrontare la campionessa mondiale Lenton. Insomma, troppi se.., che peraltro vengono spazzati via già dopo i primi 100 m, perché la Coughlin, ormai con le batterie un po' scariche dopo Mondiali straordinari, nuota un 1.00.66 che resta molto lontano dal suo fresco WR ottenuto nella finale dei 100 dorso ed è invece molto vicino all'1.00.79 della Seebohm, prima frazionista aussie. A metterci, poi, il carico da novanta ci pensa l'1.04.94 di una Leisel Jones tornata Lethal, che distacca la Kirk (1.06.37). La staffetta si è messa pro-Australia e questo non viene cambiato nemmeno dal sorprendente esito del delfino, dove la Komisarz (57.06) è un po' più veloce della Schipper (57.18 ). La Lenton parte quindi con 1 secondo e 18 centesimi di vantaggio sulla Nymeyer, cioè con l'oro in tasca, e il suo vero obiettivo diventa il WR della staffetta mista, che raggiunge con una frazione da 52.83 che fissa il crono finale in un 3.55.74 che migliora il precedente WR di 3.56.30 stabilito ai Giochi del Commonwealth 2006. La Nymeyer chiude in 54.22, per cui il crono finale del quartetto Usa è di 3.58.31. Per il terzo posto, battaglia sul filo dei centesimi tra Cina e Gran Bretagna. L'ultima frazionista cinese, Yanwei Xu (53.99), riesce a difendere il vantaggio acquisito dalla Cina nella precedente frazione a delfino, dal ritorno di un'ottima Halsall (53.76 per lei). Terza la Cina in 4.01.97, quarta la Gran Bretagna in 4.02.18. Oltre alla frazione della Halsall, da notare quella a dorso della connazionale russa Zueva (nata anche lei nel 1990), capace di un 1.00.85.
modificato 5 giorni fa a 7:02 pm
 
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