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Continuando a guardare gare di nuoto del passato, riflettevo sui 200 sl, distanza su cui Luca Soligo ha scritto questo articolo https://corsia4.it/nuoto/la-tattica-thorpe-nuotare-200-stile-perfetti/
partendo da una dichiarazione di Thorpe.

Scorrendo i progressi del record del mondo, individuerei sei nomi che spiccano per il contributo che hanno dato all'evoluzione dei 200 sl maschili.

1) Michael Gross, che ha stabilito il WR nel 1983 con 1.48.28 e l'anno seguente, alle Olimpiadi di Los Angeles lo ha portato a 1.47.44

2) Giorgio Lamberti, che agli Europei di Bonn del 1989 è sceso sotto l'1.47 nuotando uno sbalorditivo 1.46.69.
Per dire di come quel crono fosse inatteso, invito a vedere il filmato: https://www.facebook.com/nuotounostiledivita/videos/giorgio-lamberti-wr-200sl-1989/2152016644836826/ , con i commentatori che avevano come riferimento il precedente RI di Lamberti di 1.47.90 e ci hanno messo un bel po' ad accorgersi che l'1.46.69 nuotato era (e nettamente) il nuovo WR.
Da notare ancora come in quella gara Lamberti passò ai 100 m in 52.42, più lento che in occasione del suo RI di 1.47.90, ma poi fece una seconda parte di gara molto più veloce (27.32 la terza vasca e addirittura 26.95 l'ultima). Teniamo conto che stiamo parlando del 1989 e di tutto quello che ne consegue (slippino, piscine, preparazione di allora etc etc).
Quel crono fu così "anticipatore" che occorsero 10 anni per vederlo migliorato (da Hackett e di soli due centesimi).

3) Ian Thorpe che, sempre nel 1999, tolse il WR ad Hackett portandolo ad 1.46.00.
L'anno dopo, ai trials olimpici, Thorpe lo migliorò ulteriormente a 1.45.51, ma quel 2000 non finì secondo le sue aspettative perché alle Olimpiadi di Sydney Pieter Van Den Hoogenband si prese titolo olimpico e WR con 1.45.35.
Rivincita nel 2001, una specie di anno d'oro di Thorpe, che prima nuotò 1.44.69 ai trials per i Mondiali e poi, ai Mondiali di Fukuoka, stampò un gigantesco 1.44.06.
Fu questo un altro crono "precursore", perché ci vollero 6 anni e il quarto nostro protagonista per migliorarlo.

4) Michael Phelps ai Mondiali di Melbourne 2007 fu il primo uomo a scendere sotto la barriera dell'1.44.
Con Thorpe ritiratosi, anche VDH fu nettamente distanziato in quella gara storica.
Poi, nella primavera del 2008 comparvero i costumi 50% poly, e alle Olimpiadi di Pechino Phelps abbatté la barriera dell'1.43, vincendo il titolo olimpico in 1.42.96. Crono che sembrava inarrivabile per chissà quanto tempo se non fosse stato... per l'evoluzione incessante dei costumi.
Dopo i costumi 50% poly introdotti dalla Speedo (e dalla Tyr), le altre case, inizialmente sorprese, risposero con l'artiglieria pesante, cioè i costumi 100 poly, che portarono il nostro quinto protagonista a stabilire un WR che appare, ancora oggi, davvero spaziale.

5) Paul Biedermann. Atleta potente ed in decisa evoluzione (anche con l'Arena R-evolution in tessuto era sceso, in quel 2009, sotto l'1.45) trovò nei gommati integrali la definitiva "arma letale".
Ai Mondiali di Roma vinse e migliorò il WR nei 400 sl nonostante in quella finale sia stato molto prudente nel passaggio a metà gara, aprendo davvero il gas solo negli ultimi 100 metri.
Nei 200 sl il confronto con Phelps lo indusse a passare forte anche ai 100m (50.12) e ciononostante riuscì a chiudere gli ultimi 50 metri ampiamente sotto i 26" (25.70): 1.42.00 è un crono che si ricorda facilmente e ce lo ricorderemo ancora chissà per quanti anni (passare in 50.12 ai 100m e ritornare in 51.88 non ha bisogno di molti altri commenti).

6) Yannick Agnel. Il talento francese di cui io e Xman cominciammo a parlare nel 2007, rivelatosi pienamente agli Eurojuniors di Praga2008, ha trovato nel 2012 la sua annata d'oro.
Tutto funzionò meravigliosamente quell'anno: lui e la sua coequipier (a Nizza, con coach Pellerin) Camille Muffat inanellarono grandi crono anche nei mesi precedenti il grande appuntamento di Londra2012, dove Agnel si confermò appieno con la grande ultima frazione nella 4x100sl e con quella vittoria in 1.43.14 nei 200 sl ( 50.64 ai 100m, 52.50 nella seconda metà gara) che costituisce per tanti una sorta di "vero" riferimento cronometrico per la gara di cui stiamo parlando.

A questo proposito, ne approfitto per dire che non amo tralasciare i riferimenti cronometrici del 2008-2009 per tre motivi:

1) Sono convinto che certi atleti, quelli più efficienti natatoriamente, non abbiano tratto grandissimo giovamento dai costumi gommati, in particolare dai 50% poly. In sostanza, penso che il Phelps di Pechino non avrebbe nuotato lontano da quell'1.42.96 anche con un costume in tessuto.

2) In quei due anni il regolamento consentiva di nuotare con certi costumi, e tralasciare i crono fatti non rende giustizia a chi li ha legittimamente ottenuti. Anche perché per alcuni (come lo stesso Biedermann) il top del rendimento è venuto in quel periodo e non possiamo sapere cosa avrebbero ottenuto con costumi in tessuto.

3) Il nuoto e i costumi progrediscono continuamente. Mettere "fuorilegge" i risultati del 2008-2009, attribuendoli completamente ai costumi, fa dimenticare questo semplice dato.

Concludo questo lungo post, ricordando ancora Van Den Hoogenband (sorta di settimo protagonista): stabilì il WR alle Olimpiadi 2000 sconfiggendo Thorpe. Basta questo per citarlo, anche se, complessivamente, la Thorpedo australiana ha impresso il suo marchio in quegli anni, portando - tra il 1999 e il 2001 - il WR dei 200 sl dall'1.46.67 di Hackett all'1.44.06 del Thorpe di Fukuoka.

Continuando a guardare gare di nuoto del passato, riflettevo sui 200 sl, distanza su cui Luca Soligo ha scritto questo articolo https://corsia4.it/nuoto/la-tattica-thorpe-nuotare-200-stile-perfetti/ partendo da una dichiarazione di Thorpe. Scorrendo i progressi del record del mondo, individuerei sei nomi che spiccano per il contributo che hanno dato all'evoluzione dei 200 sl maschili. 1) Michael Gross, che ha stabilito il WR nel 1983 con 1.48.28 e l'anno seguente, alle Olimpiadi di Los Angeles lo ha portato a 1.47.44 2) Giorgio Lamberti, che agli Europei di Bonn del 1989 è sceso sotto l'1.47 nuotando uno sbalorditivo 1.46.69. Per dire di come quel crono fosse inatteso, invito a vedere il filmato: https://www.facebook.com/nuotounostiledivita/videos/giorgio-lamberti-wr-200sl-1989/2152016644836826/ , con i commentatori che avevano come riferimento il precedente RI di Lamberti di 1.47.90 e ci hanno messo un bel po' ad accorgersi che l'1.46.69 nuotato era (e nettamente) il nuovo WR. Da notare ancora come in quella gara Lamberti passò ai 100 m in 52.42, più lento che in occasione del suo RI di 1.47.90, ma poi fece una seconda parte di gara molto più veloce (27.32 la terza vasca e addirittura 26.95 l'ultima). Teniamo conto che stiamo parlando del 1989 e di tutto quello che ne consegue (slippino, piscine, preparazione di allora etc etc). Quel crono fu così "anticipatore" che occorsero 10 anni per vederlo migliorato (da Hackett e di soli due centesimi). 3) Ian Thorpe che, sempre nel 1999, tolse il WR ad Hackett portandolo ad 1.46.00. L'anno dopo, ai trials olimpici, Thorpe lo migliorò ulteriormente a 1.45.51, ma quel 2000 non finì secondo le sue aspettative perché alle Olimpiadi di Sydney Pieter Van Den Hoogenband si prese titolo olimpico e WR con 1.45.35. Rivincita nel 2001, una specie di anno d'oro di Thorpe, che prima nuotò 1.44.69 ai trials per i Mondiali e poi, ai Mondiali di Fukuoka, stampò un gigantesco 1.44.06. Fu questo un altro crono "precursore", perché ci vollero 6 anni e il quarto nostro protagonista per migliorarlo. 4) Michael Phelps ai Mondiali di Melbourne 2007 fu il primo uomo a scendere sotto la barriera dell'1.44. Con Thorpe ritiratosi, anche VDH fu nettamente distanziato in quella gara storica. Poi, nella primavera del 2008 comparvero i costumi 50% poly, e alle Olimpiadi di Pechino Phelps abbatté la barriera dell'1.43, vincendo il titolo olimpico in 1.42.96. Crono che sembrava inarrivabile per chissà quanto tempo se non fosse stato... per l'evoluzione incessante dei costumi. Dopo i costumi 50% poly introdotti dalla Speedo (e dalla Tyr), le altre case, inizialmente sorprese, risposero con l'artiglieria pesante, cioè i costumi 100 poly, che portarono il nostro quinto protagonista a stabilire un WR che appare, ancora oggi, davvero spaziale. 5) Paul Biedermann. Atleta potente ed in decisa evoluzione (anche con l'Arena R-evolution in tessuto era sceso, in quel 2009, sotto l'1.45) trovò nei gommati integrali la definitiva "arma letale". Ai Mondiali di Roma vinse e migliorò il WR nei 400 sl nonostante in quella finale sia stato molto prudente nel passaggio a metà gara, aprendo davvero il gas solo negli ultimi 100 metri. Nei 200 sl il confronto con Phelps lo indusse a passare forte anche ai 100m (50.12) e ciononostante riuscì a chiudere gli ultimi 50 metri ampiamente sotto i 26" (25.70): 1.42.00 è un crono che si ricorda facilmente e ce lo ricorderemo ancora chissà per quanti anni (passare in 50.12 ai 100m e ritornare in 51.88 non ha bisogno di molti altri commenti). 6) Yannick Agnel. Il talento francese di cui io e Xman cominciammo a parlare nel 2007, rivelatosi pienamente agli Eurojuniors di Praga2008, ha trovato nel 2012 la sua annata d'oro. Tutto funzionò meravigliosamente quell'anno: lui e la sua coequipier (a Nizza, con coach Pellerin) Camille Muffat inanellarono grandi crono anche nei mesi precedenti il grande appuntamento di Londra2012, dove Agnel si confermò appieno con la grande ultima frazione nella 4x100sl e con quella vittoria in 1.43.14 nei 200 sl ( 50.64 ai 100m, 52.50 nella seconda metà gara) che costituisce per tanti una sorta di "vero" riferimento cronometrico per la gara di cui stiamo parlando. A questo proposito, ne approfitto per dire che non amo tralasciare i riferimenti cronometrici del 2008-2009 per tre motivi: 1) Sono convinto che certi atleti, quelli più efficienti natatoriamente, non abbiano tratto grandissimo giovamento dai costumi gommati, in particolare dai 50% poly. In sostanza, penso che il Phelps di Pechino non avrebbe nuotato lontano da quell'1.42.96 anche con un costume in tessuto. 2) In quei due anni il regolamento consentiva di nuotare con certi costumi, e tralasciare i crono fatti non rende giustizia a chi li ha legittimamente ottenuti. Anche perché per alcuni (come lo stesso Biedermann) il top del rendimento è venuto in quel periodo e non possiamo sapere cosa avrebbero ottenuto con costumi in tessuto. 3) Il nuoto e i costumi progrediscono continuamente. Mettere "fuorilegge" i risultati del 2008-2009, attribuendoli completamente ai costumi, fa dimenticare questo semplice dato. Concludo questo lungo post, ricordando ancora Van Den Hoogenband (sorta di settimo protagonista): stabilì il WR alle Olimpiadi 2000 sconfiggendo Thorpe. Basta questo per citarlo, anche se, complessivamente, la Thorpedo australiana ha impresso il suo marchio in quegli anni, portando - tra il 1999 e il 2001 - il WR dei 200 sl dall'1.46.67 di Hackett all'1.44.06 del Thorpe di Fukuoka.
modificato Jun 25 a 8:14 am
 
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2) Giorgio Lamberti, che agli Europei di Bonn del 1989 è sceso sotto l'1.47 nuotando uno sbalorditivo 1.46.69.

Quel crono fu così "anticipatore" che occorsero 10 anni per vederlo migliorato (da Hackett e di soli due centesimi).

Quel mitico record di Lamberti ebbe però la fortuna di resistere ad un quadruplo attacco alle olimpiadi del '92. Tra batterie e finale Sadovyi e Holmertz nuotarono 1.46.70-1.46.74-1.46.76-1.46.86.
Giusto così perché Lamberti dimostrò sempre a Bonn (in staffetta, 1.45.53) che avrebbe potuto fare molto meglio. E poi lo fece praticamente da solo, mentre Sadovyi approfittò del povero Holmertz.

>2) Giorgio Lamberti, che agli Europei di Bonn del 1989 è sceso sotto l'1.47 nuotando uno sbalorditivo 1.46.69. >Quel crono fu così "anticipatore" che occorsero 10 anni per vederlo migliorato (da Hackett e di soli due centesimi). Quel mitico record di Lamberti ebbe però la fortuna di resistere ad un quadruplo attacco alle olimpiadi del '92. Tra batterie e finale Sadovyi e Holmertz nuotarono 1.46.70-1.46.74-1.46.76-1.46.86. Giusto così perché Lamberti dimostrò sempre a Bonn (in staffetta, 1.45.53) che avrebbe potuto fare molto meglio. E poi lo fece praticamente da solo, mentre Sadovyi approfittò del povero Holmertz.
modificato Jun 12 a 2:58 pm
 
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2) Giorgio Lamberti, che agli Europei di Bonn del 1989 è sceso sotto l'1.47 nuotando uno sbalorditivo 1.46.69.

Quel crono fu così "anticipatore" che occorsero 10 anni per vederlo migliorato (da Hackett e di soli due centesimi).

Quel mitico record di Lamberti ebbe però la fortuna di resistere ad un quadruplo attacco alle olimpiadi del '92. Tra batterie e finale Sadovyi e Holmertz nuotarono 1.46.70-1.46.74-1.46.76-1.46.86.
Giusto così perché Lamberti dimostrò sempre a Bonn (in staffetta, 1.45.53) che avrebbe potuto fare molto meglio. E poi lo fece praticamente da solo, mentre Sadovyi approfittò del povero Holmertz.

Vero. Il Lamberti degli Europei di Bonn nel 1989, a 20 anni, fece una serie di grandissime prestazioni e quell'1.45.53 lanciato, nella 4x200 sl, è più che impressionante.
Ottenne poi anche l'oro nei 100 sl in 49.24 e nuotò due volte al di sotto dei 49" nelle staffette (48.73 nella 4x100 sl).

Posto che in quel periodo le carriere dei nuotatori erano molto più brevi e "accidentate", è stato un vero peccato il non riuscire ad esprimere la sua enorme classe in almeno un'Olimpiade.
Già agli Europei del 1987 Lamberti fu argento nei 200 sl in 1.48.68 e mi piacerebbe leggerne di più da qualcuno che si ricorda bene quel periodo sui motivi della mancata finale alle Olimpiadi di Seul del 1988, con quell'1.50.47 in batteria. Peraltro, seguito poi da un 1.47.29 lanciato nella 4x200 sl che mostrava, anche in quell'occasione, le vere potenzialità di Giorgio Lamberti.

Poi, nel 1991, oro mondiale a Perth nei 200 sl, vinti in 1.47.27 (e 1.46.86 lanciato nella 4x200 sl) e un buon Europeo ad Atene, con tre medaglie individuali (bronzo nei 100 sl in 49.57, argento nei 200 sl in 1.48.15 e bronzo nei 400 sl in 3.50.46) e l'argento nella 4x200 sl (1.47.54 lanciato).

Sembrava un buon viatico per le Olimpiadi di Barcellona dell'anno seguente, e invece le cose andarono in tutt'altro modo (anche qui, mi piacerebbe leggere qualcosa di più da chi ha seguito il nuoto italiano in quel periodo).

Scorrendo i risultati degli Europei di Atene 1991, ho avuto un sobbalzo nel leggere il 2.06.62 della Egerszegi nei 200 dorso. Crono pazzesco pensando alle virate di allora, alla non concezione della subacquea, ai costumi, alle piscine, agli allenamenti etc etc. Quasi comparabile al 2.05.96 della Meagher nei 200 delfino, nuotato addirittura nel 1981.

>>2) Giorgio Lamberti, che agli Europei di Bonn del 1989 è sceso sotto l'1.47 nuotando uno sbalorditivo 1.46.69. >>Quel crono fu così "anticipatore" che occorsero 10 anni per vederlo migliorato (da Hackett e di soli due centesimi). >Quel mitico record di Lamberti ebbe però la fortuna di resistere ad un quadruplo attacco alle olimpiadi del '92. Tra batterie e finale Sadovyi e Holmertz nuotarono 1.46.70-1.46.74-1.46.76-1.46.86. >Giusto così perché Lamberti dimostrò sempre a Bonn (in staffetta, 1.45.53) che avrebbe potuto fare molto meglio. E poi lo fece praticamente da solo, mentre Sadovyi approfittò del povero Holmertz. Vero. Il Lamberti degli Europei di Bonn nel 1989, a 20 anni, fece una serie di grandissime prestazioni e quell'1.45.53 lanciato, nella 4x200 sl, è più che impressionante. Ottenne poi anche l'oro nei 100 sl in 49.24 e nuotò due volte al di sotto dei 49" nelle staffette (48.73 nella 4x100 sl). Posto che in quel periodo le carriere dei nuotatori erano molto più brevi e "accidentate", è stato un vero peccato il non riuscire ad esprimere la sua enorme classe in almeno un'Olimpiade. Già agli Europei del 1987 Lamberti fu argento nei 200 sl in 1.48.68 e mi piacerebbe leggerne di più da qualcuno che si ricorda bene quel periodo sui motivi della mancata finale alle Olimpiadi di Seul del 1988, con quell'1.50.47 in batteria. Peraltro, seguito poi da un 1.47.29 lanciato nella 4x200 sl che mostrava, anche in quell'occasione, le vere potenzialità di Giorgio Lamberti. Poi, nel 1991, oro mondiale a Perth nei 200 sl, vinti in 1.47.27 (e 1.46.86 lanciato nella 4x200 sl) e un buon Europeo ad Atene, con tre medaglie individuali (bronzo nei 100 sl in 49.57, argento nei 200 sl in 1.48.15 e bronzo nei 400 sl in 3.50.46) e l'argento nella 4x200 sl (1.47.54 lanciato). Sembrava un buon viatico per le Olimpiadi di Barcellona dell'anno seguente, e invece le cose andarono in tutt'altro modo (anche qui, mi piacerebbe leggere qualcosa di più da chi ha seguito il nuoto italiano in quel periodo). Scorrendo i risultati degli Europei di Atene 1991, ho avuto un sobbalzo nel leggere il 2.06.62 della Egerszegi nei 200 dorso. Crono pazzesco pensando alle virate di allora, alla non concezione della subacquea, ai costumi, alle piscine, agli allenamenti etc etc. Quasi comparabile al 2.05.96 della Meagher nei 200 delfino, nuotato addirittura nel 1981.
 
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C'è questo thread su Lamberti.
https://forum.corsia4.it/topic/260/giorgio-lamberti
con la partecipazioni di molti utenti storici del sito, da maxge a Nuotatore (still alive), corsia8, crissy!!! e...Ferrari (del quale mi sono venuti adesso in mente gli insulti che mi rivolse in una discussione smile )

Riassumendo, a Seul probabilmente sentì la pressione. Aveva il miglior tempo dell'anno, i favoriti erano lui e Biondi.
A Barcellona ci andò senza alcuna ambizione. Aveva problemi alla schiena da circa un anno.

Tra l'altro, io conservo i ritagli delle liste stagionali della gazzetta e nel '92 il miglior tempo dell'anno (prima delle olimpiadi, ovviamente) lo aveva Massimo Trevisan. Un altro che ha avuto parecchi problemi fisici.
In quegli anni avevamo tra le mani una staffetta formidabile che non riuscì mai ad esprimersi al massimo.
Lamberti 1.46.69, Gleria e Trevisan 1.48.37/44 Battistellii o idini da 1.50. La somma fa 7.14
A Barcellona si vinse l'oro col WR in 7.11.95

C'è questo thread su Lamberti. https://forum.corsia4.it/topic/260/giorgio-lamberti con la partecipazioni di molti utenti storici del sito, da maxge a Nuotatore (still alive), corsia8, crissy!!! e...Ferrari (del quale mi sono venuti adesso in mente gli insulti che mi rivolse in una discussione :D ) Riassumendo, a Seul probabilmente sentì la pressione. Aveva il miglior tempo dell'anno, i favoriti erano lui e Biondi. A Barcellona ci andò senza alcuna ambizione. Aveva problemi alla schiena da circa un anno. Tra l'altro, io conservo i ritagli delle liste stagionali della gazzetta e nel '92 il miglior tempo dell'anno (prima delle olimpiadi, ovviamente) lo aveva Massimo Trevisan. Un altro che ha avuto parecchi problemi fisici. In quegli anni avevamo tra le mani una staffetta formidabile che non riuscì mai ad esprimersi al massimo. Lamberti 1.46.69, Gleria e Trevisan 1.48.37/44 Battistellii o idini da 1.50. La somma fa 7.14 A Barcellona si vinse l'oro col WR in 7.11.95
 
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C'è questo thread su Lamberti.
https://forum.corsia4.it/topic/260/giorgio-lamberti
con la partecipazioni di molti utenti storici del sito, da maxge a Nuotatore (still alive), corsia8, crissy!!! e...Ferrari (del quale mi sono venuti adesso in mente gli insulti che mi rivolse in una discussione smile )

Grazie Miro smile

Nel frattempo mi sono ricordato di quando Castagnetti, divenuto responsabile tecnico dell'Italnuoto, parlò di gestione non adeguata dei talenti in passato.
Posto che stiamo parlando di un nuoto molto diverso, in cui le carriere erano mediamente molto più brevi di adesso e anche dei primi anni 2000, non c'è dubbio che Giorgio Lamberti fosse un enorme talento (1.45.5 lanciato nel 1989!!), e, come giustamente noti, intorno a lui si era formato un eccellente gruppo di duecentisti, in particolare con due top come Gleria e Trevisan.

Mi incuriosisce quell'accenno di Maxge al modo in cui Lamberti si presentò alla partenza della batteria delle Olimpiadi di Seul 1988: non si concilia con quell'eccesso di tensione e allo stress dovuto alla maturità da poco sostenuta, con cui è stata giustificata la sua prova deludente.

Metterei quindi in luce alcuni elementi.

1) Non c'è dubbio che allora fosse difficile mantenersi ad altissimi livelli per molti anni. Anche altri grandi protagonisti (Sadovyi etc) hanno dato il meglio per un periodo di tempo molto limitato.

2) In assenza di preparatori specializzati, motivatori, mental coach etc, il nuoto era uno sport molto più goliardico e ruspante di oggi. Si nuotava negli anni da teen-agers e, passati i 20, spesso si cominciava a pensare ad altro.

3) Come detto, probabilmente Lamberti non è stato gestito al meglio. Ripeto: davvero un peccato non averlo visto ai livelli di Bonn 1989, o almeno lì vicino, in un'Olimpiade. Accertati i problemi fisici per Barcellona1992, resta il rimpianto per Seul1988.

Poi c'è un tratto caratteristico dei 200 sl su cui mi piacerebbe ritornare, e cioè il fatto che siano una distanza estremamente complicata da nuotare al top.

Come dice Thorpe, per fare un gran crono bisogna partire forte, ma questo - ovviamente - ti complica la seconda metà gara.
Quindi devi essere perfetto nel gestire i passaggi, oltre a presentarti in condizioni di forma ideali.
Ecco perchè nei 200 sl sono possibili sorprese alla Armstrong o, riferendosi all'ultimo Mondiale, vedere un Clyde Lewis che in semifinale ottiene un gran miglioramento del PB, che poi non riesce a confermare nella finale del giorno dopo.

Distanza affascinante perché è davvero il punto di incontro tra velocità e mezzofondo e - ai suoi massimi livelli - richiede sia qualità da grande velocista che da forte 400ista.

>C'è questo thread su Lamberti. >https://forum.corsia4.it/topic/260/giorgio-lamberti >con la partecipazioni di molti utenti storici del sito, da maxge a Nuotatore (still alive), corsia8, crissy!!! e...Ferrari (del quale mi sono venuti adesso in mente gli insulti che mi rivolse in una discussione :D ) Grazie Miro ;) Nel frattempo mi sono ricordato di quando Castagnetti, divenuto responsabile tecnico dell'Italnuoto, parlò di gestione non adeguata dei talenti in passato. Posto che stiamo parlando di un nuoto molto diverso, in cui le carriere erano mediamente molto più brevi di adesso e anche dei primi anni 2000, non c'è dubbio che Giorgio Lamberti fosse un enorme talento (1.45.5 lanciato nel 1989!!), e, come giustamente noti, intorno a lui si era formato un eccellente gruppo di duecentisti, in particolare con due top come Gleria e Trevisan. Mi incuriosisce quell'accenno di Maxge al modo in cui Lamberti si presentò alla partenza della batteria delle Olimpiadi di Seul 1988: non si concilia con quell'eccesso di tensione e allo stress dovuto alla maturità da poco sostenuta, con cui è stata giustificata la sua prova deludente. Metterei quindi in luce alcuni elementi. 1) Non c'è dubbio che allora fosse difficile mantenersi ad altissimi livelli per molti anni. Anche altri grandi protagonisti (Sadovyi etc) hanno dato il meglio per un periodo di tempo molto limitato. 2) In assenza di preparatori specializzati, motivatori, mental coach etc, il nuoto era uno sport molto più goliardico e ruspante di oggi. Si nuotava negli anni da teen-agers e, passati i 20, spesso si cominciava a pensare ad altro. 3) Come detto, probabilmente Lamberti non è stato gestito al meglio. Ripeto: davvero un peccato non averlo visto ai livelli di Bonn 1989, o almeno lì vicino, in un'Olimpiade. Accertati i problemi fisici per Barcellona1992, resta il rimpianto per Seul1988. Poi c'è un tratto caratteristico dei 200 sl su cui mi piacerebbe ritornare, e cioè il fatto che siano una distanza estremamente complicata da nuotare al top. Come dice Thorpe, per fare un gran crono bisogna partire forte, ma questo - ovviamente - ti complica la seconda metà gara. Quindi devi essere perfetto nel gestire i passaggi, oltre a presentarti in condizioni di forma ideali. Ecco perchè nei 200 sl sono possibili sorprese alla Armstrong o, riferendosi all'ultimo Mondiale, vedere un Clyde Lewis che in semifinale ottiene un gran miglioramento del PB, che poi non riesce a confermare nella finale del giorno dopo. Distanza affascinante perché è davvero il punto di incontro tra velocità e mezzofondo e - ai suoi massimi livelli - richiede sia qualità da grande velocista che da forte 400ista.
modificato Jun 13 a 6:40 pm
 
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Armstrong che però vinse l’oro a a Seul con i.47.25...allora WR
Non un tempo mediocre.

io ricordo la gara e nessuno...nessuno ...aveva dato una possibilità all’australiano

io purtroppo non vidi la batteria, sentii solo al giornale a radio della delusione lamberti...

Armstrong che però vinse l’oro a a Seul con i.47.25...allora WR Non un tempo mediocre. io ricordo la gara e nessuno...nessuno ...aveva dato una possibilità all’australiano io purtroppo non vidi la batteria, sentii solo al giornale a radio della delusione lamberti...
 
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Armstrong che però vinse l’oro a a Seul con i.47.25...allora WR
Non un tempo mediocre.

io ricordo la gara e nessuno...nessuno ...aveva dato una possibilità all’australiano

io purtroppo non vidi la batteria, sentii solo al giornale a radio della delusione lamberti...

Sì, titolo olimpico e WR per Duncan Armstrong che però, in una finale con al via Holmertz, Biondi, Gross e Wojdat (tra gli altri) e con il ranking che aveva in quel 1988, nessuno, come dici, avrebbe pronosticato sul gradino più alto del podio.

E invece anche i segni si rivelarono quelli giusti: corsia 6 per Armstrong (come quattro anni prima, all'Olimpiade di Los Angeles, per il connazionale Sieben, quando vinse a sorpresa, sul grande favorito Michael Gross, i 200 delfino), accanto a Biondi, che gli fece da punto di riferimento nelle prime tre vasche per poi venire superato di netto nell'ultima.

Sarebbe bello poter rivedere quelle gare, di un nuoto molto meno prevedibile di quello a cui siamo oggi abituati, che lasciava spazio a colpi di scena clamorosi come quello di Armstrong nei 200 sl di Seul 1988, oppure in occasione della sua prima vittoria internazionale, nei 400 sl ai Giochi del Commonwealth 1986, quando ho letto che passò distanziatissimo dai primi a metà gara, per poi, incredibilmente, rimontare tutto il distacco.

>Armstrong che però vinse l’oro a a Seul con i.47.25...allora WR >Non un tempo mediocre. >io ricordo la gara e nessuno...nessuno ...aveva dato una possibilità all’australiano >io purtroppo non vidi la batteria, sentii solo al giornale a radio della delusione lamberti... Sì, titolo olimpico e WR per Duncan Armstrong che però, in una finale con al via Holmertz, Biondi, Gross e Wojdat (tra gli altri) e con il ranking che aveva in quel 1988, nessuno, come dici, avrebbe pronosticato sul gradino più alto del podio. E invece anche i segni si rivelarono quelli giusti: corsia 6 per Armstrong (come quattro anni prima, all'Olimpiade di Los Angeles, per il connazionale Sieben, quando vinse a sorpresa, sul grande favorito Michael Gross, i 200 delfino), accanto a Biondi, che gli fece da punto di riferimento nelle prime tre vasche per poi venire superato di netto nell'ultima. Sarebbe bello poter rivedere quelle gare, di un nuoto molto meno prevedibile di quello a cui siamo oggi abituati, che lasciava spazio a colpi di scena clamorosi come quello di Armstrong nei 200 sl di Seul 1988, oppure in occasione della sua prima vittoria internazionale, nei 400 sl ai Giochi del Commonwealth 1986, quando ho letto che passò distanziatissimo dai primi a metà gara, per poi, incredibilmente, rimontare tutto il distacco.
modificato Jun 14 a 4:01 pm
 
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Mi hai ricordato ora la sorpresissima Sieben...

Mi hai ricordato ora la sorpresissima Sieben...
 
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Per quando riguarda gli Europei 1989 di Lamberti, ancora più significativa la reazione del telecronista svizzero (ai tempi era ancora possibile prendere la tv Svizzera e io la preferivo a quella italiana per neutralità dei commenti e per la maggiore visione internazionale) che, all'arrivo, ha detto d'istinto che il cronometro non aveva funzionato e ha atteso ancora qualche secondo prima di comunicare il tempo perchè aspettava che venisse comunicato il "vero tempo" di Lamberti. Probabilmente dai passaggi non credeva possibile un tempo finale del genere.

Per quando riguarda gli Europei 1989 di Lamberti, ancora più significativa la reazione del telecronista svizzero (ai tempi era ancora possibile prendere la tv Svizzera e io la preferivo a quella italiana per neutralità dei commenti e per la maggiore visione internazionale) che, all'arrivo, ha detto d'istinto che il cronometro non aveva funzionato e ha atteso ancora qualche secondo prima di comunicare il tempo perchè aspettava che venisse comunicato il "vero tempo" di Lamberti. Probabilmente dai passaggi non credeva possibile un tempo finale del genere.
modificato Jun 14 a 6:20 pm
 
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Per quando riguarda gli Europei 1989 di Lamberti, ancora più significativa la reazione del telecronista svizzero (ai tempi era ancora possibile prendere la tv Svizzera e io la preferivo a quella italiana per neutralità dei commenti e per la maggiore visione internazionale) che, all'arrivo, ha detto d'istinto che il cronometro non aveva funzionato e ha atteso ancora qualche secondo prima di comunicare il tempo perchè aspettava che venisse comunicato il "vero tempo" di Lamberti. Probabilmente dai passaggi non credeva possibile un tempo finale del genere.

Grazie Marioflavio smile , bella testimonianza da parte tua.

Ripercorrendo un po' la storia dei 200 sl maschili, aggiungerei un protagonista all'elenco, e cioè lo statunitense Don Schollander, che nel 1962 stabilì, con 2.00.4, il suo primo WR nei 200 sl, fu poi il primo a scendere sotto la barriera dei 2' (1.58.8 ) l'anno seguente e si distinse per la continuità ad altissimo livello, davvero non semplice per l'epoca, stabilendo il suo ultimo WR nei 200 sl (in 1.54.3) nel 1968.

Schollander aveva vinto due medaglie d'oro, nei 100 e 400 sl, alle Olimpiadi di Tokyo 1964 (dove non c'erano i 200 sl) e si presentò come il netto favorito per l'oro nei 200 sl a Città del Messico 1968. Era imbattuto da 5 anni sulla distanza dei 200 sl e non si vedeva chi potesse impensierirlo.

E invece.., invece incappò in Michael Wenden, velocista australiano il cui stile, da quel che ho capito, era una sorta di "fast and furious" applicato al nuoto: in sostanza, nuotava ogni vasca puntando a completarla prima possibile.

Wenden, tra l'altro, aveva avuto problemi seri ad adattarsi all'altura, ma già nei 100 sl la stanchezza non gli impedì di battere il trio dei favoriti Usa: in 52.2 (nuovo WR) andò sul gradino più alto del podio, precedendo Walsh e Mark Spitz.

Nei 200 sl, dove era stridente la differenza di stile tra lui e il molto più tecnico Schollander, riuscì a mantenere la sua altissima frequenza di bracciata per le quattro vasche, superando alla fine lo statunitense, dominatore della distanza, per 6 decimi (1.55.2 per Wenden, 1.55.8 per Schollander). Sforzo micidiale, considerata l'altura, con quasi-svenimenti a fine gara.

Insomma, se recentemente abbiamo visto nuotatori australiani (Cate Campbell, Magnussen) fallire, da favoriti, la prova olimpica, in passato accadde il contrario, con nuotatori australiani (Wenden, Sieben, Armstrong) artefici di vittorie a sorpresa nel massimo evento sportivo, l'Olimpiade.

>Per quando riguarda gli Europei 1989 di Lamberti, ancora più significativa la reazione del telecronista svizzero (ai tempi era ancora possibile prendere la tv Svizzera e io la preferivo a quella italiana per neutralità dei commenti e per la maggiore visione internazionale) che, all'arrivo, ha detto d'istinto che il cronometro non aveva funzionato e ha atteso ancora qualche secondo prima di comunicare il tempo perchè aspettava che venisse comunicato il "vero tempo" di Lamberti. Probabilmente dai passaggi non credeva possibile un tempo finale del genere. Grazie Marioflavio ;) , bella testimonianza da parte tua. Ripercorrendo un po' la storia dei 200 sl maschili, aggiungerei un protagonista all'elenco, e cioè lo statunitense Don Schollander, che nel 1962 stabilì, con 2.00.4, il suo primo WR nei 200 sl, fu poi il primo a scendere sotto la barriera dei 2' (1.58.8 ) l'anno seguente e si distinse per la continuità ad altissimo livello, davvero non semplice per l'epoca, stabilendo il suo ultimo WR nei 200 sl (in 1.54.3) nel 1968. Schollander aveva vinto due medaglie d'oro, nei 100 e 400 sl, alle Olimpiadi di Tokyo 1964 (dove non c'erano i 200 sl) e si presentò come il netto favorito per l'oro nei 200 sl a Città del Messico 1968. Era imbattuto da 5 anni sulla distanza dei 200 sl e non si vedeva chi potesse impensierirlo. E invece.., invece incappò in Michael Wenden, velocista australiano il cui stile, da quel che ho capito, era una sorta di "fast and furious" applicato al nuoto: in sostanza, nuotava ogni vasca puntando a completarla prima possibile. Wenden, tra l'altro, aveva avuto problemi seri ad adattarsi all'altura, ma già nei 100 sl la stanchezza non gli impedì di battere il trio dei favoriti Usa: in 52.2 (nuovo WR) andò sul gradino più alto del podio, precedendo Walsh e Mark Spitz. Nei 200 sl, dove era stridente la differenza di stile tra lui e il molto più tecnico Schollander, riuscì a mantenere la sua altissima frequenza di bracciata per le quattro vasche, superando alla fine lo statunitense, dominatore della distanza, per 6 decimi (1.55.2 per Wenden, 1.55.8 per Schollander). Sforzo micidiale, considerata l'altura, con quasi-svenimenti a fine gara. Insomma, se recentemente abbiamo visto nuotatori australiani (Cate Campbell, Magnussen) fallire, da favoriti, la prova olimpica, in passato accadde il contrario, con nuotatori australiani (Wenden, Sieben, Armstrong) artefici di vittorie a sorpresa nel massimo evento sportivo, l'Olimpiade.
 
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Ormai ci ho preso gusto smile e continuo nell'excursus storico dei 200 sl.

Parto dagli anni '70, cioè da quando, oltre all'appuntamento olimpico, c'è stato l'avvio dei Campionati mondiali.

L'Olimpiade di Monaco 1972 fu nel segno di Mark Spitz, che vinse i 200 sl in 1.52.78, nuovo WR, precedendo il connazionale Genter (1.53.73) e il tedesco ovest Lampe (1.53.99).

L'anno successivo si celebrò, a Belgrado, la prima edizione dei Campionati mondiali. I 200 sl vennero vinti dallo statunitense Jim Montgomery in 1.53.02, davanti al connazionale Krumpholz (1.53.61) e ad un altro tedesco occidentale, Pyttel (1.53.97).

Nel 1974 lo statunitense Tim Shaw migliorò il WR portandolo a 1.51.66 e il 1975 fu, di nuovo, anno di Campionati mondiali, con la seconda edizione svoltasi a Cali.
Alle selezioni Usa, Bruce Furniss portò il WR a 1.50.89, ma fu Tim Shaw a vincere l'oro mondiale a Cali in 1.51.04, con Furniss secondo in 1.51.72 e il britannico Brinkley staccato al terzo posto in 1.53.56.
Ad agosto, un mese dopo i Mondiali, Furniss si "consolò" migliorando ancora il WR, nuotando 1.50.32.

Il 1976 fu anno olimpico e, in un'Olimpiade di Montreal trionfale per il nuoto Usa, i 200 sl non fecero certo eccezione con una tripletta a stelle e strisce: Bruce Furniss vinse il titolo olimpico e migliorò il WR in 1.50.29, precedendo di 21 centesimi lo strepitoso Naber, dominatore del dorso, con Montgomery terzo in 1.50.68.
Per dire del livello del nuoto Usa, in generale e nella distanza dei 200 sl in particolare, balza agli occhi come, nonostante fossero allora tre gli atleti per nazione che potevano gareggiare alle Olimpiadi, tra di loro non c'era il campione mondiale Shaw.
Di quella grande edizione dei Giochi Olimpici, mi pare doveroso segnalare uno dei 1500 sl più belli di sempre, vinto da Goodell in 15.02.40 su Hackett (15.03.91) e l'australiano Holland (15.04.66). Quinto in 15.29.45 fu un giovane sovietico, Vladimir Salnikov.

La terza edizione dei Mondiali si svolse a Berlino ovest nel 1978 e i 200 sl, come a Montreal, furono avvincenti. Stavolta a salire sul gradino più alto del podio fu lo statunitense Bill Forrester in 1.51.02, con Rowdy Gaines secondo a 8 centesimi e il fortissimo sovietico Sergej Kopljakov terzo a 31 centesimi.

L'anno seguente Kopljakov fu il primo uomo a scendere sotto l'1.50, portando il WR a 1.49.83.

Il boicottaggio Usa delle Olimpiadi di Mosca 1980 impedì di assistere alla sfida tra i 200isti Usa, in particolare Gaines, e Kopljakov.
Nella primavera del 1980 Rowdy Gaines migliorò il WR nuotando 1.49.16, mentre Kopljakov vinse l'oro olimpico in 1.49.81, precedendo il connazionale Krylov (1.50.76) e l'australiano Brewer (1.51.60).
Salnikov vinse il suo primo oro olimpico nei 1500 sl, abbattendo il muro dei 15' (14.58.27).

Ormai ci ho preso gusto :) e continuo nell'excursus storico dei 200 sl. Parto dagli anni '70, cioè da quando, oltre all'appuntamento olimpico, c'è stato l'avvio dei Campionati mondiali. L'Olimpiade di Monaco 1972 fu nel segno di Mark Spitz, che vinse i 200 sl in 1.52.78, nuovo WR, precedendo il connazionale Genter (1.53.73) e il tedesco ovest Lampe (1.53.99). L'anno successivo si celebrò, a Belgrado, la prima edizione dei Campionati mondiali. I 200 sl vennero vinti dallo statunitense Jim Montgomery in 1.53.02, davanti al connazionale Krumpholz (1.53.61) e ad un altro tedesco occidentale, Pyttel (1.53.97). Nel 1974 lo statunitense Tim Shaw migliorò il WR portandolo a 1.51.66 e il 1975 fu, di nuovo, anno di Campionati mondiali, con la seconda edizione svoltasi a Cali. Alle selezioni Usa, Bruce Furniss portò il WR a 1.50.89, ma fu Tim Shaw a vincere l'oro mondiale a Cali in 1.51.04, con Furniss secondo in 1.51.72 e il britannico Brinkley staccato al terzo posto in 1.53.56. Ad agosto, un mese dopo i Mondiali, Furniss si "consolò" migliorando ancora il WR, nuotando 1.50.32. Il 1976 fu anno olimpico e, in un'Olimpiade di Montreal trionfale per il nuoto Usa, i 200 sl non fecero certo eccezione con una tripletta a stelle e strisce: Bruce Furniss vinse il titolo olimpico e migliorò il WR in 1.50.29, precedendo di 21 centesimi lo strepitoso Naber, dominatore del dorso, con Montgomery terzo in 1.50.68. Per dire del livello del nuoto Usa, in generale e nella distanza dei 200 sl in particolare, balza agli occhi come, nonostante fossero allora tre gli atleti per nazione che potevano gareggiare alle Olimpiadi, tra di loro non c'era il campione mondiale Shaw. Di quella grande edizione dei Giochi Olimpici, mi pare doveroso segnalare uno dei 1500 sl più belli di sempre, vinto da Goodell in 15.02.40 su Hackett (15.03.91) e l'australiano Holland (15.04.66). Quinto in 15.29.45 fu un giovane sovietico, Vladimir Salnikov. La terza edizione dei Mondiali si svolse a Berlino ovest nel 1978 e i 200 sl, come a Montreal, furono avvincenti. Stavolta a salire sul gradino più alto del podio fu lo statunitense Bill Forrester in 1.51.02, con Rowdy Gaines secondo a 8 centesimi e il fortissimo sovietico Sergej Kopljakov terzo a 31 centesimi. L'anno seguente Kopljakov fu il primo uomo a scendere sotto l'1.50, portando il WR a 1.49.83. Il boicottaggio Usa delle Olimpiadi di Mosca 1980 impedì di assistere alla sfida tra i 200isti Usa, in particolare Gaines, e Kopljakov. Nella primavera del 1980 Rowdy Gaines migliorò il WR nuotando 1.49.16, mentre Kopljakov vinse l'oro olimpico in 1.49.81, precedendo il connazionale Krylov (1.50.76) e l'australiano Brewer (1.51.60). Salnikov vinse il suo primo oro olimpico nei 1500 sl, abbattendo il muro dei 15' (14.58.27).
modificato Jun 17 a 10:37 am
 
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Il 1982 fu di nuovo anno di Mondiali. Alle selezioni Usa Rowdy Gaines migliorò il suo WR scendendo sotto l'1.49: 1.48.93 per lui, con annesso ruolo di favorito per l'oro mondiale.

Ma a Guayaquil, dove si svolse la quarta edizione dei Mondiali di nuoto in vasca lunga, l'astro nascente Michael Gross, tedesco dell'ovest, ebbe la meglio: primo oro mondiale per Gross in 1.49.84, con Gaines secondo per soli 8 centesimi e il tedesco est Woithe terzo in 1.50.71. Di quei Mondiali segnalo il crono "fuori-range" di Petra Schneider, vincitrice dei 400 misti in 4.36.10.

L'anno seguente Gross stabilì il WR in 1.48.28, prima di migliorarlo ulteriormente, vincendo l'oro ai Campionati Europei di Roma 1983 in 1.47.87. Si era ormai instaurata "l'era dell'albatross", Michael Gross, con le sue lunghe leve e la straordinaria leggerezza in acqua.

Le Olimpiadi di Los Angeles 1984 risentirono degli strascichi dell'edizione precedente, e si assistette al contro-boicottaggio dei Paesi del blocco sovietico.
Nei 200 sl l'indiscusso favorito era comunque Gross, l'albatross della Repubblica Federale tedesca, che si prese titolo olimpico e WR in 1.47.44. Secondo, nettamente staccato, lo statunitense Heath in 1.49.10, con l'altro tedesco ovest Fahrner terzo in 1.49.69.
Due tedeschi ovest sul podio, di cui uno era il dominatore della distanza? Uhmm, niente male direte voi in vista della 4x200sl, che infatti fu appassionante come quella di Atene 2004.
Anche qui, come ad Atene 20 anni dopo, a prevalere fu però la "garra Usa", con il meno quotato Hayes a bruciare al tocco sulla piastra il superman Gross (7.15.69 per gli Usa, 7.15.73 per la Germania Ovest), così come accadrà a Keller contro Thorpe nel 2004.
Nelle gare individuali Gross aveva vinto un'epica sfida nei 100 delfino contro Pablo Morales (53.08, nuovo WR, contro 53.23) ma perso i "suoi" 200 delfino per opera dell'australiano Sieben ( 1.57.04 contro 1.57.40, in una gara comunque di altissimo livello medio). Infine, da ricordare la doppietta nei misti, con WR, del canadese Alex Baumann, mentre l'altro canadese Victor Davis, si confermò il più forte, anche qui con WR, nei 200 rana.

Tornando ai 200 sl, il sole continuò a splendere sul regno di Gross anche nell'edizione di Madrid 1986 dei Campionati Mondiali. Gross dominò la gara in 1.47.92, con il tedesco est Lodziewski secondo in 1.49.12 e Matt Biondi terzo in 1.49.43. Di quei Mondiali rimase nella memoria degli spettatori italiani l'inaspettato argento del giovanissimo Battistelli nei 1500 sl.

Ed eccoci dunque alle Olimpiadi di Seul 1988 e alla grande sorpresa già citata.
Tra i vari pretendenti al trono dell'albatross, si insediò il meno atteso: l'australiano Duncan Armstrong che, come ha ricordato Piso, diede piena dignità alla sua impresa realizzando il nuovo WR in 1.47.25, con Holmertz ad iniziare la sua collezione di secondi posti in 1.47.89 e un deluso Biondi solo terzo in 1.47.99.
Di quelle Olimpiadi come non ricordare l'altra, ben più cocente, delusione per Biondi, con l'oro dei 100 delfino perso per un centesimo causa bracciata finale lunghissima? Oro storico per Nesty in 53.00 e, assieme al bis di Salnikov nei 1500 sl a distanza di otto anni, da segnalare il grandissimo crono di Janet Evans nei 400 sl: 4.03.85, quasi incredibile considerando non solo l'epoca, ma anche la sua ridotta velocità di base.
Enorme determinazione per la Evans (vincitrice anche di 400 misti e 800 sl), capace di sconfiggere nei 400 sl le fortissime tedesche dell'est Friedrich e Mohring.

Tornando ai 200 sl di Seul, già detto di come fosse molto atteso il 19enne Giorgio Lamberti e di come le cose non andarono come sperato.
Andarono invece straordinariamente bene per il giovane nuotatore bresciano nemmeno un anno dopo, agli Europei di Bonn 1989, dove Lamberti si prese tutto: oro europeo e WR con quel fantastico 1.46.69 da cui siamo partiti e che suggella gli anni ottanta dei 200 sl.

Il 1982 fu di nuovo anno di Mondiali. Alle selezioni Usa Rowdy Gaines migliorò il suo WR scendendo sotto l'1.49: 1.48.93 per lui, con annesso ruolo di favorito per l'oro mondiale. Ma a Guayaquil, dove si svolse la quarta edizione dei Mondiali di nuoto in vasca lunga, l'astro nascente Michael Gross, tedesco dell'ovest, ebbe la meglio: primo oro mondiale per Gross in 1.49.84, con Gaines secondo per soli 8 centesimi e il tedesco est Woithe terzo in 1.50.71. Di quei Mondiali segnalo il crono "fuori-range" di Petra Schneider, vincitrice dei 400 misti in 4.36.10. L'anno seguente Gross stabilì il WR in 1.48.28, prima di migliorarlo ulteriormente, vincendo l'oro ai Campionati Europei di Roma 1983 in 1.47.87. Si era ormai instaurata "l'era dell'albatross", Michael Gross, con le sue lunghe leve e la straordinaria leggerezza in acqua. Le Olimpiadi di Los Angeles 1984 risentirono degli strascichi dell'edizione precedente, e si assistette al contro-boicottaggio dei Paesi del blocco sovietico. Nei 200 sl l'indiscusso favorito era comunque Gross, l'albatross della Repubblica Federale tedesca, che si prese titolo olimpico e WR in 1.47.44. Secondo, nettamente staccato, lo statunitense Heath in 1.49.10, con l'altro tedesco ovest Fahrner terzo in 1.49.69. Due tedeschi ovest sul podio, di cui uno era il dominatore della distanza? Uhmm, niente male direte voi in vista della 4x200sl, che infatti fu appassionante come quella di Atene 2004. Anche qui, come ad Atene 20 anni dopo, a prevalere fu però la "garra Usa", con il meno quotato Hayes a bruciare al tocco sulla piastra il superman Gross (7.15.69 per gli Usa, 7.15.73 per la Germania Ovest), così come accadrà a Keller contro Thorpe nel 2004. Nelle gare individuali Gross aveva vinto un'epica sfida nei 100 delfino contro Pablo Morales (53.08, nuovo WR, contro 53.23) ma perso i "suoi" 200 delfino per opera dell'australiano Sieben ( 1.57.04 contro 1.57.40, in una gara comunque di altissimo livello medio). Infine, da ricordare la doppietta nei misti, con WR, del canadese Alex Baumann, mentre l'altro canadese Victor Davis, si confermò il più forte, anche qui con WR, nei 200 rana. Tornando ai 200 sl, il sole continuò a splendere sul regno di Gross anche nell'edizione di Madrid 1986 dei Campionati Mondiali. Gross dominò la gara in 1.47.92, con il tedesco est Lodziewski secondo in 1.49.12 e Matt Biondi terzo in 1.49.43. Di quei Mondiali rimase nella memoria degli spettatori italiani l'inaspettato argento del giovanissimo Battistelli nei 1500 sl. Ed eccoci dunque alle Olimpiadi di Seul 1988 e alla grande sorpresa già citata. Tra i vari pretendenti al trono dell'albatross, si insediò il meno atteso: l'australiano Duncan Armstrong che, come ha ricordato Piso, diede piena dignità alla sua impresa realizzando il nuovo WR in 1.47.25, con Holmertz ad iniziare la sua collezione di secondi posti in 1.47.89 e un deluso Biondi solo terzo in 1.47.99. Di quelle Olimpiadi come non ricordare l'altra, ben più cocente, delusione per Biondi, con l'oro dei 100 delfino perso per un centesimo causa bracciata finale lunghissima? Oro storico per Nesty in 53.00 e, assieme al bis di Salnikov nei 1500 sl a distanza di otto anni, da segnalare il grandissimo crono di Janet Evans nei 400 sl: 4.03.85, quasi incredibile considerando non solo l'epoca, ma anche la sua ridotta velocità di base. Enorme determinazione per la Evans (vincitrice anche di 400 misti e 800 sl), capace di sconfiggere nei 400 sl le fortissime tedesche dell'est Friedrich e Mohring. Tornando ai 200 sl di Seul, già detto di come fosse molto atteso il 19enne Giorgio Lamberti e di come le cose non andarono come sperato. Andarono invece straordinariamente bene per il giovane nuotatore bresciano nemmeno un anno dopo, agli Europei di Bonn 1989, dove Lamberti si prese tutto: oro europeo e WR con quel fantastico 1.46.69 da cui siamo partiti e che suggella gli anni ottanta dei 200 sl.
modificato Jun 17 a 10:42 am
 
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Gli anni '90 per noi cominciano nel..1991: la sesta edizione dei Campionati Mondiali è stata assegnata a Perth e, invece che nel 1990, si celebra appena dopo il capodanno del 1991.
Giorgio Lamberti conferma i favori del pronostico nei 200 sl, vinti in 1.47.27 davanti al tedesco Zesner (1.48.28 ) e al polacco Wojdat (1.48.70). Da segnalare, in quei Mondiali australiani, il grande WR di Darnyi nei 400 misti in 4.12.36, con Bibi Battistelli terzo, e il WR di Barrowman nei 200 rana (distanza in continuo progresso cronometrico) in 2.11.23.

Le Olimpiadi di Barcellona 1992 presentano dei 200 sl entusiasmanti fin dalla batteria. Purtroppo, come detto, il primatista mondiale e campione del mondo in carica Lamberti non è della partita, ma nel primo turno Sadovyi piazza un 1.46.74 seguito a due centesimi da Holmertz. Sotto l'1.47 anche l'altro rappresentante dell'ex Unione Sovietica, Pyshnenko (1.46.94).
La finale ripropone il duello Sadovyi-Holmertz, mentre Pyshnenko non ripete il gran crono della batteria.
Sadovyi vince in 1.46.70, a un solo centesimo dal WR di Lamberti, con Holmertz secondo in 1.46.86. Terzo il finnico Kasvio in 1.47.63; Pyshnenko giunge quinto in 1.48.32.

La doppietta titolo olimpico-WR riesce a Sadovyi nei 400 sl; stavolta il suo acerrimo rivale è l'australiano Perkins, che esce sconfitto per soli 16 centesimi (3.45 netti il nuovo WR nei 400 sl di Sadovyi). Perkins, a sua volta, vince l'oro e stabilisce il nuovo WR nei 1500 sl in 14.43.48, precedendo il connazionale Houseman, anche lui sotto ai 15' (14.55.29).
Da ricordare, ancora, di quelle Olimpiadi, il bronzo nei 400 misti per opera di Luca Sacchi e quello nei 200 dorso di Battistelli. E poi una gran finale dei 400 misti femminili, con la Egerszegi a precedere la cinese Lin Li.

Il 1994 è l'anno dei Mondiali di Roma. La stella di Sadovyi non brilla più e i 200 sl sono vinti da Kasvio in 1.47.32 su Homertz (1.48.24). Terzo (in 1.48.49) un neozelandese, Danyon Loader, che sarà il protagonista di Atlanta 1996.
Tempo stellare di Perkins nei 400 sl (3.43.80) e doppietta per lui con il titolo nei 1500 sl, dove secondo è un altro connazionale (Kowalski).
Grandi gare nei misti maschili con due WR "storici" (dureranno parecchi anni, fino all'avvento del Kid di Baltimora): 1.58.16 per il finnico Sievinen nei 200 misti e 4.12.30 per lo statunitense Dolan nei 400 misti.
Davvero poche vittorie, rispetto al solito, per la nazionale Usa e un memorabile podio europeo nella 4x200 sl maschile con, finalmente, un meritato oro per Holmertz e la sua Svezia.
In campo femminile, inutile ricordarlo, successi a valanga per le super-discusse nuotatrici cinesi. I pochi ori andati al resto del mondo furono a seguito di WR o cose simili (1.56.78 della ripescata Van Almsick nei 200 sl, 1.07.69 dell'australiana Riley nei 100 rana).

I Giochi olimpici di Atlanta 1996 videro, come detto, il neozelandese Loader protagonista dei 200 e 400 sl.
In una fase di transizione, Loader fece doppietta senza dover nuotare crono straordinari (soprattutto nei 400 sl).
Nei 200 sl vinse in 1.47.63 con il brasiliano Gustavo Borges secondo in 1.48.08 e l'australiano Kowalski terzo in 1.48.25.
Podio privo di nuotatori Usa, nonostante il "fattore-campo", a conferma di un periodo di difficoltà che continuava.
Da ricordare, nelle altre gare, il WR del russo Pankratov nei 100 delfino (52.27) e il bronzo di Emanuele Merisi nei 200 dorso.

Nuovi protagonisti erano ormai pronti ad affacciarsi nei 200 e 400 sl.
Già ad Atlanta 1996 si erano messi in mostra due giovani italiani: Emiliano Brembilla e Massimilano Rosolino, ma i Campionati Mondiali, organizzati ancora a Perth nel gennaio del 1998, furono l'occasione giusta per l'esordio vittorioso delle giovani stelle australiane Thorpe (nato nell'ottobre del 1982, quindi 15enne) ed Hackett (nato nel maggio 1980, quindi 17enne).
Il velocista Klim sfruttò la sua ultima chance nella distanza, vincendo i 200 sl in 1.47.41, davanti a Max Rosolino (1.48.30) e un altro olandese nato nel 1978 (come Rosolino e Brembilla) che farà molto parlare di sé, Pieter van den Hoogenband (1.48.65).
Nei 400 sl Thorpe (3.46.29) inaugurò la serie dei suoi sprint vittoriosi su Hackett (3.46.44), che a sua volta vinse i 1500 sl in 14.51.70 davanti ad un grande Brembilla (15.00.59).
La 4x200 sl australiana era di enorme livello (Klim. Thorpe, Hackett, Kowalski) e dominò la gara. Gli aussie riuscirono anche a vincere la staffetta mista, tradizionalmente appannaggio degli Usa.

Nonostante il titolo mondiale vinto da Klim, erano i suoi due più giovani connazionali ad essere in nettissima crescita cronometrica e a candidarsi per la leadership.
Nel marzo del 1999, ai Campionati australiani, Grant Hackett nuotò 1.46.67, due centesimi meglio dello storico crono di Lamberti, nuotato quasi 10 anni prima.
Poi fu la volta di Thorpe ad esplorare nuovi confini: 1.46.00 per vincere i Panpacifici nell'estate del 1999.

Gli anni '90, dopo tanti anni di attesa, si chiudevano con due WR, ma ben altri progressi ci aspettavano a breve..

Gli anni '90 per noi cominciano nel..1991: la sesta edizione dei Campionati Mondiali è stata assegnata a Perth e, invece che nel 1990, si celebra appena dopo il capodanno del 1991. Giorgio Lamberti conferma i favori del pronostico nei 200 sl, vinti in 1.47.27 davanti al tedesco Zesner (1.48.28 ) e al polacco Wojdat (1.48.70). Da segnalare, in quei Mondiali australiani, il grande WR di Darnyi nei 400 misti in 4.12.36, con Bibi Battistelli terzo, e il WR di Barrowman nei 200 rana (distanza in continuo progresso cronometrico) in 2.11.23. Le Olimpiadi di Barcellona 1992 presentano dei 200 sl entusiasmanti fin dalla batteria. Purtroppo, come detto, il primatista mondiale e campione del mondo in carica Lamberti non è della partita, ma nel primo turno Sadovyi piazza un 1.46.74 seguito a due centesimi da Holmertz. Sotto l'1.47 anche l'altro rappresentante dell'ex Unione Sovietica, Pyshnenko (1.46.94). La finale ripropone il duello Sadovyi-Holmertz, mentre Pyshnenko non ripete il gran crono della batteria. Sadovyi vince in 1.46.70, a un solo centesimo dal WR di Lamberti, con Holmertz secondo in 1.46.86. Terzo il finnico Kasvio in 1.47.63; Pyshnenko giunge quinto in 1.48.32. La doppietta titolo olimpico-WR riesce a Sadovyi nei 400 sl; stavolta il suo acerrimo rivale è l'australiano Perkins, che esce sconfitto per soli 16 centesimi (3.45 netti il nuovo WR nei 400 sl di Sadovyi). Perkins, a sua volta, vince l'oro e stabilisce il nuovo WR nei 1500 sl in 14.43.48, precedendo il connazionale Houseman, anche lui sotto ai 15' (14.55.29). Da ricordare, ancora, di quelle Olimpiadi, il bronzo nei 400 misti per opera di Luca Sacchi e quello nei 200 dorso di Battistelli. E poi una gran finale dei 400 misti femminili, con la Egerszegi a precedere la cinese Lin Li. Il 1994 è l'anno dei Mondiali di Roma. La stella di Sadovyi non brilla più e i 200 sl sono vinti da Kasvio in 1.47.32 su Homertz (1.48.24). Terzo (in 1.48.49) un neozelandese, Danyon Loader, che sarà il protagonista di Atlanta 1996. Tempo stellare di Perkins nei 400 sl (3.43.80) e doppietta per lui con il titolo nei 1500 sl, dove secondo è un altro connazionale (Kowalski). Grandi gare nei misti maschili con due WR "storici" (dureranno parecchi anni, fino all'avvento del Kid di Baltimora): 1.58.16 per il finnico Sievinen nei 200 misti e 4.12.30 per lo statunitense Dolan nei 400 misti. Davvero poche vittorie, rispetto al solito, per la nazionale Usa e un memorabile podio europeo nella 4x200 sl maschile con, finalmente, un meritato oro per Holmertz e la sua Svezia. In campo femminile, inutile ricordarlo, successi a valanga per le super-discusse nuotatrici cinesi. I pochi ori andati al resto del mondo furono a seguito di WR o cose simili (1.56.78 della ripescata Van Almsick nei 200 sl, 1.07.69 dell'australiana Riley nei 100 rana). I Giochi olimpici di Atlanta 1996 videro, come detto, il neozelandese Loader protagonista dei 200 e 400 sl. In una fase di transizione, Loader fece doppietta senza dover nuotare crono straordinari (soprattutto nei 400 sl). Nei 200 sl vinse in 1.47.63 con il brasiliano Gustavo Borges secondo in 1.48.08 e l'australiano Kowalski terzo in 1.48.25. Podio privo di nuotatori Usa, nonostante il "fattore-campo", a conferma di un periodo di difficoltà che continuava. Da ricordare, nelle altre gare, il WR del russo Pankratov nei 100 delfino (52.27) e il bronzo di Emanuele Merisi nei 200 dorso. Nuovi protagonisti erano ormai pronti ad affacciarsi nei 200 e 400 sl. Già ad Atlanta 1996 si erano messi in mostra due giovani italiani: Emiliano Brembilla e Massimilano Rosolino, ma i Campionati Mondiali, organizzati ancora a Perth nel gennaio del 1998, furono l'occasione giusta per l'esordio vittorioso delle giovani stelle australiane Thorpe (nato nell'ottobre del 1982, quindi 15enne) ed Hackett (nato nel maggio 1980, quindi 17enne). Il velocista Klim sfruttò la sua ultima chance nella distanza, vincendo i 200 sl in 1.47.41, davanti a Max Rosolino (1.48.30) e un altro olandese nato nel 1978 (come Rosolino e Brembilla) che farà molto parlare di sé, Pieter van den Hoogenband (1.48.65). Nei 400 sl Thorpe (3.46.29) inaugurò la serie dei suoi sprint vittoriosi su Hackett (3.46.44), che a sua volta vinse i 1500 sl in 14.51.70 davanti ad un grande Brembilla (15.00.59). La 4x200 sl australiana era di enorme livello (Klim. Thorpe, Hackett, Kowalski) e dominò la gara. Gli aussie riuscirono anche a vincere la staffetta mista, tradizionalmente appannaggio degli Usa. Nonostante il titolo mondiale vinto da Klim, erano i suoi due più giovani connazionali ad essere in nettissima crescita cronometrica e a candidarsi per la leadership. Nel marzo del 1999, ai Campionati australiani, Grant Hackett nuotò 1.46.67, due centesimi meglio dello storico crono di Lamberti, nuotato quasi 10 anni prima. Poi fu la volta di Thorpe ad esplorare nuovi confini: 1.46.00 per vincere i Panpacifici nell'estate del 1999. Gli anni '90, dopo tanti anni di attesa, si chiudevano con due WR, ma ben altri progressi ci aspettavano a breve..
modificato Jun 17 a 6:35 pm
 
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Il 2000 è incentrato sul grande appuntamento dell'Olimpiade, che si svolge a Sydney.

Alle selezioni australiane, Thorpe migliora di un altro mezzo secondo il suo WR, portandolo a 1.45.51 e presentandosi come il grande favorito per l'oro olimpico.
Agli Europei di Istanbul del 1999 si era messo in luce l'olandese Pieter van den Hoogenband, che aveva i vinto i 200 sl in 1.47.09, migliorandosi poi a 1.46.58 ai Campionati nazionali nel dicembre del 1999.
Il duello atteso era tra di loro, ma ben pochi avrebbero scommesso su VDH, che però ha fatto partire i fuochi d'artificio fin dalle semifinali: 1.45.35 per lui nella prima semifinale, nuovo WR.
Thorpe risponde da par suo nella seconda semifinale, vincendola in 1.45.37, a soli due centesimi dal WR appena stabilito.
Grandissima attesa per la finale, che merita davvero di essere vista: https://www.olympicchannel.com/it/video/detail/pieter-van-den-hoogenband-vince-il-primo-oro-olimpico/

Solita "slow start" per VDH, che poi in acqua mostra però la sua bracciata di una leggerezza e continuità unica.
Ai 100m passa primo in 50.85, ma Thorpe gli è vicinissimo, così come lo statunitense Davis in corsia 6. Più prudente Rosolino in corsia 3, ed è probabile che sia stata questa condotta più accorta, rispetto a Davis, ad assicurargli il bronzo finale.

Ai 150 metri il vantaggio di VDH (1.18.21 il suo passaggio) su Thorpe è lievemente superiore, ma resta da affrontare l'ultima vasca, in cui tutti attendono l'attacco della Thorpedo australiana. E, invece, la bracciata di Thorpe si spegne e la distanza da VDH aumenta: alla fine è titolo olimpico e WR eguagliato per VDH in 1.45.35, con Thorpe secondo in 1.45.83 e Rosolino terzo in un ottimo 1.46.65 a precedere di 8 centesimi Davis.
Colpisce come l'incitamento del pubblico australiano si spenga progressivamente verso l'arrivo. Molto sportivi i complimenti di Thorpe a VDH ed è interessante l'esultanza fuori dalla vasca di VDH con un giovane Jacco Verhaeren, che poi, dopo il 2012 e fino ai nostri giorni, sarebbe diventato il ct della nazionale australiana.

In quelle Olimpiadi VDH vinse anche i 100 sl, dove stabilì il WR in semifinale (47.84). Poi, in finale, vittoria in 48.30 a precedere due grandi avversari come Popov e Gary Hall jr. Fallita di poco una tripletta che sarebbe stata clamorosa, dato che i 50 sl vennero vinti a pari-merito dal duo Usa Ervin-Gary Hall, con VDH terzo a soli 5 centesimi.

Thorpe dimostrò di essere comunque in buona condizione, dominando i 400 sl in 3.40.59, nuovo WR, con Rosolino unico nuotatore a riuscire a non perderlo completamente di vista: gran 3.43.40 per lui con il terzo, Klete Keller, autore di un 3.47.00.

Hackett (14.48.33) ricevette dal grandissimo Perkins (14.53.59) il testimone nei 1500 sl, mentre le staffette a sl maschili furono vinte dagli aussie, con due WR.
Molto bella la 4x100 sl, con successo sul filo sugli Usa e la famosa "esultanza delle chitarre", mentre non ci fu storia nella 4x200 sl, dove gli Usa, staccati di ben 5 secondi e mezzo dagli australiani, riuscirono a sopravanzare di un soffio l'Olanda (in cui VDH si produsse in un maestoso 1.44.88 lanciato. Per lui anche un gran 47.24 lanciato nella 4x100 mista conclusiva e il meritato titolo di miglior nuotatore della rassegna olimpica).

Furono Olimpiadi storiche per il nuoto azzurro, con la doppietta di Fioravanti nella rana (terzo Rummolo nei 200) e l'oro di Max Rosolino nei 200 misti (1.58.98 ) in cui precedette Dolan (1.59.77). Lo statunitense ritoccò poi il suo WR nei 400 misti in 4.11.76.

In campo femminile, tanti successi europei con i 3 ori di Inge De Bruijn (straordinario 56.61 nei 100 delfino) e le doppiette nel dorso della romena Diana Mocanu e nei misti dell'ucraina Jana Klochkova (con gran WR in 4.33.59 nei 400 misti).

Il 2000 è incentrato sul grande appuntamento dell'Olimpiade, che si svolge a Sydney. Alle selezioni australiane, Thorpe migliora di un altro mezzo secondo il suo WR, portandolo a 1.45.51 e presentandosi come il grande favorito per l'oro olimpico. Agli Europei di Istanbul del 1999 si era messo in luce l'olandese Pieter van den Hoogenband, che aveva i vinto i 200 sl in 1.47.09, migliorandosi poi a 1.46.58 ai Campionati nazionali nel dicembre del 1999. Il duello atteso era tra di loro, ma ben pochi avrebbero scommesso su VDH, che però ha fatto partire i fuochi d'artificio fin dalle semifinali: 1.45.35 per lui nella prima semifinale, nuovo WR. Thorpe risponde da par suo nella seconda semifinale, vincendola in 1.45.37, a soli due centesimi dal WR appena stabilito. Grandissima attesa per la finale, che merita davvero di essere vista: https://www.olympicchannel.com/it/video/detail/pieter-van-den-hoogenband-vince-il-primo-oro-olimpico/ Solita "slow start" per VDH, che poi in acqua mostra però la sua bracciata di una leggerezza e continuità unica. Ai 100m passa primo in 50.85, ma Thorpe gli è vicinissimo, così come lo statunitense Davis in corsia 6. Più prudente Rosolino in corsia 3, ed è probabile che sia stata questa condotta più accorta, rispetto a Davis, ad assicurargli il bronzo finale. Ai 150 metri il vantaggio di VDH (1.18.21 il suo passaggio) su Thorpe è lievemente superiore, ma resta da affrontare l'ultima vasca, in cui tutti attendono l'attacco della Thorpedo australiana. E, invece, la bracciata di Thorpe si spegne e la distanza da VDH aumenta: alla fine è titolo olimpico e WR eguagliato per VDH in 1.45.35, con Thorpe secondo in 1.45.83 e Rosolino terzo in un ottimo 1.46.65 a precedere di 8 centesimi Davis. Colpisce come l'incitamento del pubblico australiano si spenga progressivamente verso l'arrivo. Molto sportivi i complimenti di Thorpe a VDH ed è interessante l'esultanza fuori dalla vasca di VDH con un giovane Jacco Verhaeren, che poi, dopo il 2012 e fino ai nostri giorni, sarebbe diventato il ct della nazionale australiana. In quelle Olimpiadi VDH vinse anche i 100 sl, dove stabilì il WR in semifinale (47.84). Poi, in finale, vittoria in 48.30 a precedere due grandi avversari come Popov e Gary Hall jr. Fallita di poco una tripletta che sarebbe stata clamorosa, dato che i 50 sl vennero vinti a pari-merito dal duo Usa Ervin-Gary Hall, con VDH terzo a soli 5 centesimi. Thorpe dimostrò di essere comunque in buona condizione, dominando i 400 sl in 3.40.59, nuovo WR, con Rosolino unico nuotatore a riuscire a non perderlo completamente di vista: gran 3.43.40 per lui con il terzo, Klete Keller, autore di un 3.47.00. Hackett (14.48.33) ricevette dal grandissimo Perkins (14.53.59) il testimone nei 1500 sl, mentre le staffette a sl maschili furono vinte dagli aussie, con due WR. Molto bella la 4x100 sl, con successo sul filo sugli Usa e la famosa "esultanza delle chitarre", mentre non ci fu storia nella 4x200 sl, dove gli Usa, staccati di ben 5 secondi e mezzo dagli australiani, riuscirono a sopravanzare di un soffio l'Olanda (in cui VDH si produsse in un maestoso 1.44.88 lanciato. Per lui anche un gran 47.24 lanciato nella 4x100 mista conclusiva e il meritato titolo di miglior nuotatore della rassegna olimpica). Furono Olimpiadi storiche per il nuoto azzurro, con la doppietta di Fioravanti nella rana (terzo Rummolo nei 200) e l'oro di Max Rosolino nei 200 misti (1.58.98 ) in cui precedette Dolan (1.59.77). Lo statunitense ritoccò poi il suo WR nei 400 misti in 4.11.76. In campo femminile, tanti successi europei con i 3 ori di Inge De Bruijn (straordinario 56.61 nei 100 delfino) e le doppiette nel dorso della romena Diana Mocanu e nei misti dell'ucraina Jana Klochkova (con gran WR in 4.33.59 nei 400 misti).
modificato Jun 18 a 5:15 pm
 
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Il 2001 fu caratterizzato dai Mondiali di Fukuoka.
Da Fukuoka 2001 in poi i Mondiali trovarono la loro collocazione ogni due anni, nelle annate dispari, che solo il Covid ha interrotto, curiosamente proprio in corrispondenza di Fukuoka 2021.
Inoltre furono introdotte nuove specialità: i 50 negli stili diversi dallo sl, gli 800 sl maschili e i 1500 sl femminili.

Alle selezioni australiane, Thorpe si dimostrò subito in grande condizione; netto WR negli 800 sl e anche nei 200 sl demolì il primato di VDH: 1.44.69 per la Thorpedo, primo uomo a infrangere la barriera dell'1.45.

I Mondiali si disputarono a luglio e furono ricchi di spunti.

Era attesa la rivincita di Sydney2000 tra Thorpe e VDH nei 200 sl, mentre si affacciavano nuovi nomi alla ribalta internazionale.

Thorpe dimostrò subito di essere in splendide condizioni di forma vincendo, nella giornata di esordio, i 400 sl con il nuovo WR di 3.40.17. Hackett diede anch'egli una prova di efficienza giungendo secondo in 3.42.51 e terzo fu un ottimo Brembilla in 3.45.11 (inutile ricordare che l'anno prima Keller fu bronzo olimpico con 3.47.00..).

A far assumere contorni ancora più giganteschi alla prova di Thorpe c'è chi dice che abbia adottato una condotta prudenziale/conservativa avendo la 4x100 sl in chiusura di sessione..; 4x100 sl che, in effetti, fu incertissima, con l'Australia prima in 3.14.10 e l'Olanda storico argento in 3.14.56 (con VDH autore di un 47.02 lanciato in ultima frazione).

Gli attesissimi 200 sl non ebbero storia: Thorpe fu spaventoso a livelli.."spaventevoli" smile , un'autentica idrovora nell'ultima vasca, stampando uno spaziale 1.44.06. VDH fu secondo in 1.45.81 (all'incirca il crono di Thorpe nella finale di Sydney) e lo statunitense Keller terzo in 1.47.10.

I primi 800 sl della storia mondiale furono memorabili: Hackett era in gran forma, e lo si era visto già nei 400 sl, ma contro quel Thorpe non c'era nulla da fare negli ultimi 100 metri. Alla fine di un cambio di passo irresistibile, altro WR per la Thorpedo in 7.39.16 contro il 7.40.34 di Hackett. Primo del resto del mondo il britannico Smith in 7.51.12.

VDH probabilmente patì la batosta dei 200 sl o magari era semplicemente meno in condizione rispetto a Sydney (anche se quel 47.02 lanciato del primo giorno aveva inaugurato nel modo migliore il suo Mondiale), fatto sta che peggiorò di poco più di un decimo i crono fatti 10 mesi prima sia nei 50 sl che nei 100 sl. In entrambe le gare fu secondo dietro ad un giovane Ervin che rivedremo sul podio più alto di un massimo evento natatorio addirittura 15 anni dopo (il più clamoroso comeback della storia del nuoto, imo, anche considerato il tipo di vita che Ervin ha detto di avere fatto in molti di quegli anni in cui è stato lontanissimo dal mondo del nuoto).

Della ottima condizione di Hackett, invece, si è detto, e il suo WR nei 1500 sl in 14.34.56 merita un altro punto esclamativo in Mondiali, come detto, ricchi di spunti, soprattutto nel versante maschile.

Un altro WR venne nei 200 delfino, ad opera di un Phelps che aveva da poco compiuto i 16 anni. Michel..ino smile vinse il suo primo titolo mondiale in 1.54.58, migliorando il WR (1.54.92) che aveva stabilito a fine marzo ad Austin (in quell'occasione, a 15 anni e 9 mesi divenne il più giovane recordman mondiale della storia del nuoto).

Domenico Fioravanti fu secondo nei 100 rana vinti da Sludnov, mentre l'Italnuoto festeggiò una storica doppietta nei misti: oro Rosolino nei 200 misti in 1.59.71 e oro Boggiatto nei 400 misti in 4.13.15.

Altra medaglia italiana di grande valore fu quella nella 4x200 sl. Con l'Australia inarrivabile (WR in 7.04.66), l'Italia di Brembilla, Pelliciari, Beccari e Rosolino conquistò l'argento in 7.10.86. Terzi gli Usa in 7.13.69.

Mondiali storici per tanti motivi: Australia prima nel medagliere, WR australiani dai 200 ai 1500 sl di enorme peso specifico e un Thorpe di forza straripante, che se ne andò da Fukuoka con il bottino record di 6 ori, e sembrava poter dominare incontrastato il mondo del nuoto.
Insomma, con questo trionfo australiano (gli aussie vinsero anche la mista maschile), la leadership Usa sembrò, per la prima volta nella storia, vacillare sul serio.
In realtà in quei Mondiali che per loro furono certamente deludenti, alcune gemme statunitensi si scorgevano fin dai primi consuntivi: la prima vittoria nei 200 dorso di Peirsol, la prima medaglia di Crocker nei 100 delfino (secondo dietro a Frolander), la vittoria nei 200 rana di Brendan Hansen, oltre ovviamente a quel primo oro di Michelino Phelps (che ben presto sarebbe diventato Michelone, e poi, di gran lunga, il nuotatore più medagliato di sempre).
Insomma, proprio nei Mondiali della sconfitta più cocente, si intravedeva già quella staffetta mista Usa: Peirsol, Hansen, Crocker (Phelps), Lezak che avrebbe caratterizzato gli anni a venire.

Il 2001 fu caratterizzato dai Mondiali di Fukuoka. Da Fukuoka 2001 in poi i Mondiali trovarono la loro collocazione ogni due anni, nelle annate dispari, che solo il Covid ha interrotto, curiosamente proprio in corrispondenza di Fukuoka 2021. Inoltre furono introdotte nuove specialità: i 50 negli stili diversi dallo sl, gli 800 sl maschili e i 1500 sl femminili. Alle selezioni australiane, Thorpe si dimostrò subito in grande condizione; netto WR negli 800 sl e anche nei 200 sl demolì il primato di VDH: 1.44.69 per la Thorpedo, primo uomo a infrangere la barriera dell'1.45. I Mondiali si disputarono a luglio e furono ricchi di spunti. Era attesa la rivincita di Sydney2000 tra Thorpe e VDH nei 200 sl, mentre si affacciavano nuovi nomi alla ribalta internazionale. Thorpe dimostrò subito di essere in splendide condizioni di forma vincendo, nella giornata di esordio, i 400 sl con il nuovo WR di 3.40.17. Hackett diede anch'egli una prova di efficienza giungendo secondo in 3.42.51 e terzo fu un ottimo Brembilla in 3.45.11 (inutile ricordare che l'anno prima Keller fu bronzo olimpico con 3.47.00..). A far assumere contorni ancora più giganteschi alla prova di Thorpe c'è chi dice che abbia adottato una condotta prudenziale/conservativa avendo la 4x100 sl in chiusura di sessione..; 4x100 sl che, in effetti, fu incertissima, con l'Australia prima in 3.14.10 e l'Olanda storico argento in 3.14.56 (con VDH autore di un 47.02 lanciato in ultima frazione). Gli attesissimi 200 sl non ebbero storia: Thorpe fu spaventoso a livelli.."spaventevoli" :) , un'autentica idrovora nell'ultima vasca, stampando uno spaziale 1.44.06. VDH fu secondo in 1.45.81 (all'incirca il crono di Thorpe nella finale di Sydney) e lo statunitense Keller terzo in 1.47.10. I primi 800 sl della storia mondiale furono memorabili: Hackett era in gran forma, e lo si era visto già nei 400 sl, ma contro quel Thorpe non c'era nulla da fare negli ultimi 100 metri. Alla fine di un cambio di passo irresistibile, altro WR per la Thorpedo in 7.39.16 contro il 7.40.34 di Hackett. Primo del resto del mondo il britannico Smith in 7.51.12. VDH probabilmente patì la batosta dei 200 sl o magari era semplicemente meno in condizione rispetto a Sydney (anche se quel 47.02 lanciato del primo giorno aveva inaugurato nel modo migliore il suo Mondiale), fatto sta che peggiorò di poco più di un decimo i crono fatti 10 mesi prima sia nei 50 sl che nei 100 sl. In entrambe le gare fu secondo dietro ad un giovane Ervin che rivedremo sul podio più alto di un massimo evento natatorio addirittura 15 anni dopo (il più clamoroso comeback della storia del nuoto, imo, anche considerato il tipo di vita che Ervin ha detto di avere fatto in molti di quegli anni in cui è stato lontanissimo dal mondo del nuoto). Della ottima condizione di Hackett, invece, si è detto, e il suo WR nei 1500 sl in 14.34.56 merita un altro punto esclamativo in Mondiali, come detto, ricchi di spunti, soprattutto nel versante maschile. Un altro WR venne nei 200 delfino, ad opera di un Phelps che aveva da poco compiuto i 16 anni. Michel..ino :) vinse il suo primo titolo mondiale in 1.54.58, migliorando il WR (1.54.92) che aveva stabilito a fine marzo ad Austin (in quell'occasione, a 15 anni e 9 mesi divenne il più giovane recordman mondiale della storia del nuoto). Domenico Fioravanti fu secondo nei 100 rana vinti da Sludnov, mentre l'Italnuoto festeggiò una storica doppietta nei misti: oro Rosolino nei 200 misti in 1.59.71 e oro Boggiatto nei 400 misti in 4.13.15. Altra medaglia italiana di grande valore fu quella nella 4x200 sl. Con l'Australia inarrivabile (WR in 7.04.66), l'Italia di Brembilla, Pelliciari, Beccari e Rosolino conquistò l'argento in 7.10.86. Terzi gli Usa in 7.13.69. Mondiali storici per tanti motivi: Australia prima nel medagliere, WR australiani dai 200 ai 1500 sl di enorme peso specifico e un Thorpe di forza straripante, che se ne andò da Fukuoka con il bottino record di 6 ori, e sembrava poter dominare incontrastato il mondo del nuoto. Insomma, con questo trionfo australiano (gli aussie vinsero anche la mista maschile), la leadership Usa sembrò, per la prima volta nella storia, vacillare sul serio. In realtà in quei Mondiali che per loro furono certamente deludenti, alcune gemme statunitensi si scorgevano fin dai primi consuntivi: la prima vittoria nei 200 dorso di Peirsol, la prima medaglia di Crocker nei 100 delfino (secondo dietro a Frolander), la vittoria nei 200 rana di Brendan Hansen, oltre ovviamente a quel primo oro di Michelino Phelps (che ben presto sarebbe diventato Michelone, e poi, di gran lunga, il nuotatore più medagliato di sempre). Insomma, proprio nei Mondiali della sconfitta più cocente, si intravedeva già quella staffetta mista Usa: Peirsol, Hansen, Crocker (Phelps), Lezak che avrebbe caratterizzato gli anni a venire.
modificato Jun 17 a 6:31 pm
 
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Il 2002, anno pari non olimpico, presentò come appuntamenti-clou i Campionati Europei a Berlino, i Giochi del Commonwealth a Manchester e, a fine agosto, i Panpacifici a Yokohama.

Agli Europei di Berlino Pieter van den Hoogenband nuotò grandi crono. Dominò i 100 sl sfiorando, con 47.86, il suo WR. Nei 200 sl scese sotto il muro dell'1.45 portando il record europeo a 1.44.89 (in quella finale secondo fu Brembilla in 1.46.94 e terzo Rosolino in 1.47.98 ).
In generale, da segnalare in quegli Europei gli ori italiani di Brembilla nei 400 sl (3.46.60, con Rosolino secondo in 3.48.70), Rummolo nei 200 rana (ottimo 2.11.37 per lui) e di Boggiatto nei 400 misti (4.13.19, praticamente lo stesso crono che gli era valso l'oro mondiale l'anno prima). Argenti di pregio per Christian Minotti nei 1500 sl (15.04.16 a meno di tre decimi da Prilukov) e ancora per Boggiatto nei 200 misti (1.59.83, oro a Sievinen in 1.59.30).
Infine, netta vittoria della 4x200 sl italiana composta da Brembilla, Pelliciari, Cappellazzo e Rossolino (7.12.18 ), mentre ci fu il bronzo per la 4x100 sl formata da Vismara, Galenda, Scarica e Cercato.
In campo femminile, due grandi WR: per la Van Almsick nei 200 sl (1.56.64) e la Jedrzejczak nei 200 delfino (2.05.78 ).

Gli australiani, reduci dal trionfale Mondiale di Fukuoka, ebbero in marzo i loro Campionati nazionali a Brisbane. Thorpe nuotò il solito grandissimo 400 sl, avvicinando il suo WR e, oltre alle ormai tradizionali gare, si qualificò anche nei 100 dorso per i Giochi del Commonwealth che si sarebbero disputati a fine luglio in Gran Bretagna, a Manchester.

Gli statunitensi piazzarono i loro Nationals poco prima di metà agosto. Quei Campionati nazionali, disputati a Fort Lauderdale, erano validi sia per formare la squadra per i Panpacifici previsti di lì a due settimane che, cosa più importante, come selezione per i Mondiali dell'anno seguente.
Michelino Phelps stava crescendo in fretta e, dopo il WR nei 200 delfino dell'anno precedente, ottenne il suo primo WR nei 400 misti: 4.11.09 per migliorare il 4.11.76 con cui Dolan aveva vinto l'oro a Sydney 2000. Oltre che nei 200 delfino, dove era già campione mondiale in carica, si qualificò anche nei 200 misti e 100 delfino, dove con 51.88 arrivò a soli 7 centesimi dal WR di Klim.

Procedendo in ordine cronologico, come detto, i Giochi del Commonwealth si disputarono a fine luglio, praticamente in contemporanea con i Campionati Europei di Berlino (sorprendente (o forse no smile ), da parte dei britannici, questo non tenere conto della massima manifestazione continentale).

Già detto dell'ottimo VDH di Berlino, Thorpe non fu certo da meno a Manchester.
Migliorò ancora il WR nei 400 sl portandolo a 3.40.08, in una gara in cui il suo totale controllo apparve in pieno. Hackett cercò di restargli vicino nella prima metà gara (passaggio ai 200m di Thorpe in 1.49.57), ma poi si dovette arrendere all'incrociatore che filava maestoso in corsia 4.
Già detto di come in quella gara Thorpe potesse scendere sotto il 3.40, oltre che attraverso una maggiore competizione, anche aggiungendo una bracciata all'ultima, un po' "pigra" (un errore simile, peraltro, fece Sun Yang a Londra 2012).
Thorpe vinse poi anche i 100 sl in 48.73 e i 200 sl in 1.44.71. Proprio il crono nei 200 sl non lo soddisfò per nulla, e durante il riscaldamento si manifestarono apertamente i contrasti che covavano da tempo con il suo storico coach Doug Frost. Da ricordare anche il suo secondo posto, in 55.38, nei 100 dorso vinti dal connazionale Matt Welsh (54.72).

In Giappone, a Yokohama, si celebrò dunque l'atto conclusivo di quella stagione.

Furono Campionati panpacifici abbastanza significativi, in vista dei Mondiali dell'anno seguente, perché fu chiaro che il nuoto Usa stava già rispondendo al sorpasso subito a Fukuoka.

Gli Usa vinsero nettamente il medagliere, con la crescita di quelle grandi individualità che avrebbero caratterizzato ancora tante stagioni: Peirsol fece doppietta nel dorso, Crocker precedette di un soffio Huegill nei 100 delfino, Hansen vinse i 200 rana (con un crono, peraltro, di 2.11.80 peggiore di quello di Rummolo agli Europei, mentre Kosuke Kitajima fu oro nei 100 rana di Yokohama) e Phelps si presentò in tre gare individuali, facendo doppietta nei misti e subendo una sconfitta nei 200 delfino, ad opera di Malchow, che gli servirà da propellente per le stagioni seguenti.
In campo femminile, grandi crono per una giovane Natalie Coughlin, alla tripletta 100 sl, 100 dorso, 100 delfino.
Significativo che l'unico WR di quei Panpacifici sia venuto nella 4x100 mista maschile: 3.33.48 per Peirsol, Hansen, Phelps (ottimo 51.13 lanciato) e Lezak.

Thorpe fece tripletta: 100 sl in 48.84; 200 sl in 1.44.75 (con Hackett secondo in un ottimo 1.45.84 e il primo Usa, Dusing, molto staccato in 1.48.11); 400 sl in 3.45.28 (con Hackett secondo in 3.45.99 e Keller terzo in 3.48.40; gara estremamente tattica da parte dei due campioni australiani, che puntarono a risparmiare le energie in vista della 4x100 sl).

Il 2002, anno pari non olimpico, presentò come appuntamenti-clou i Campionati Europei a Berlino, i Giochi del Commonwealth a Manchester e, a fine agosto, i Panpacifici a Yokohama. Agli Europei di Berlino Pieter van den Hoogenband nuotò grandi crono. Dominò i 100 sl sfiorando, con 47.86, il suo WR. Nei 200 sl scese sotto il muro dell'1.45 portando il record europeo a 1.44.89 (in quella finale secondo fu Brembilla in 1.46.94 e terzo Rosolino in 1.47.98 ). In generale, da segnalare in quegli Europei gli ori italiani di Brembilla nei 400 sl (3.46.60, con Rosolino secondo in 3.48.70), Rummolo nei 200 rana (ottimo 2.11.37 per lui) e di Boggiatto nei 400 misti (4.13.19, praticamente lo stesso crono che gli era valso l'oro mondiale l'anno prima). Argenti di pregio per Christian Minotti nei 1500 sl (15.04.16 a meno di tre decimi da Prilukov) e ancora per Boggiatto nei 200 misti (1.59.83, oro a Sievinen in 1.59.30). Infine, netta vittoria della 4x200 sl italiana composta da Brembilla, Pelliciari, Cappellazzo e Rossolino (7.12.18 ), mentre ci fu il bronzo per la 4x100 sl formata da Vismara, Galenda, Scarica e Cercato. In campo femminile, due grandi WR: per la Van Almsick nei 200 sl (1.56.64) e la Jedrzejczak nei 200 delfino (2.05.78 ). Gli australiani, reduci dal trionfale Mondiale di Fukuoka, ebbero in marzo i loro Campionati nazionali a Brisbane. Thorpe nuotò il solito grandissimo 400 sl, avvicinando il suo WR e, oltre alle ormai tradizionali gare, si qualificò anche nei 100 dorso per i Giochi del Commonwealth che si sarebbero disputati a fine luglio in Gran Bretagna, a Manchester. Gli statunitensi piazzarono i loro Nationals poco prima di metà agosto. Quei Campionati nazionali, disputati a Fort Lauderdale, erano validi sia per formare la squadra per i Panpacifici previsti di lì a due settimane che, cosa più importante, come selezione per i Mondiali dell'anno seguente. Michelino Phelps stava crescendo in fretta e, dopo il WR nei 200 delfino dell'anno precedente, ottenne il suo primo WR nei 400 misti: 4.11.09 per migliorare il 4.11.76 con cui Dolan aveva vinto l'oro a Sydney 2000. Oltre che nei 200 delfino, dove era già campione mondiale in carica, si qualificò anche nei 200 misti e 100 delfino, dove con 51.88 arrivò a soli 7 centesimi dal WR di Klim. Procedendo in ordine cronologico, come detto, i Giochi del Commonwealth si disputarono a fine luglio, praticamente in contemporanea con i Campionati Europei di Berlino (sorprendente (o forse no :) ), da parte dei britannici, questo non tenere conto della massima manifestazione continentale). Già detto dell'ottimo VDH di Berlino, Thorpe non fu certo da meno a Manchester. Migliorò ancora il WR nei 400 sl portandolo a 3.40.08, in una gara in cui il suo totale controllo apparve in pieno. Hackett cercò di restargli vicino nella prima metà gara (passaggio ai 200m di Thorpe in 1.49.57), ma poi si dovette arrendere all'incrociatore che filava maestoso in corsia 4. Già detto di come in quella gara Thorpe potesse scendere sotto il 3.40, oltre che attraverso una maggiore competizione, anche aggiungendo una bracciata all'ultima, un po' "pigra" (un errore simile, peraltro, fece Sun Yang a Londra 2012). Thorpe vinse poi anche i 100 sl in 48.73 e i 200 sl in 1.44.71. Proprio il crono nei 200 sl non lo soddisfò per nulla, e durante il riscaldamento si manifestarono apertamente i contrasti che covavano da tempo con il suo storico coach Doug Frost. Da ricordare anche il suo secondo posto, in 55.38, nei 100 dorso vinti dal connazionale Matt Welsh (54.72). In Giappone, a Yokohama, si celebrò dunque l'atto conclusivo di quella stagione. Furono Campionati panpacifici abbastanza significativi, in vista dei Mondiali dell'anno seguente, perché fu chiaro che il nuoto Usa stava già rispondendo al sorpasso subito a Fukuoka. Gli Usa vinsero nettamente il medagliere, con la crescita di quelle grandi individualità che avrebbero caratterizzato ancora tante stagioni: Peirsol fece doppietta nel dorso, Crocker precedette di un soffio Huegill nei 100 delfino, Hansen vinse i 200 rana (con un crono, peraltro, di 2.11.80 peggiore di quello di Rummolo agli Europei, mentre Kosuke Kitajima fu oro nei 100 rana di Yokohama) e Phelps si presentò in tre gare individuali, facendo doppietta nei misti e subendo una sconfitta nei 200 delfino, ad opera di Malchow, che gli servirà da propellente per le stagioni seguenti. In campo femminile, grandi crono per una giovane Natalie Coughlin, alla tripletta 100 sl, 100 dorso, 100 delfino. Significativo che l'unico WR di quei Panpacifici sia venuto nella 4x100 mista maschile: 3.33.48 per Peirsol, Hansen, Phelps (ottimo 51.13 lanciato) e Lezak. Thorpe fece tripletta: 100 sl in 48.84; 200 sl in 1.44.75 (con Hackett secondo in un ottimo 1.45.84 e il primo Usa, Dusing, molto staccato in 1.48.11); 400 sl in 3.45.28 (con Hackett secondo in 3.45.99 e Keller terzo in 3.48.40; gara estremamente tattica da parte dei due campioni australiani, che puntarono a risparmiare le energie in vista della 4x100 sl).
modificato Jun 18 a 11:07 pm
 
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Ed eccoci al 2003, anno in cui da metà luglio si svolse una grande edizione dei Mondiali a Barcellona. Ma non solo.

La stagione fu talmente ricca di spunti che ho deciso di suddividerla in..3 post (ho cominciato con il farne uno per decennio, ormai sono ad uno al mese smile ).

Ho accennato ai contrasti tra Thorpe e il suo coach Frost, che portarono Thorpedo ad affidarsi alla guida tecnica di Tracey Menzies, assistente di Frost.
Thorpe decise anche di abbandonare definitivamente gli 800 sl per dedicarsi con maggiore convinzione ai 100 sl, oltre che ai 200 misti.
Il primo test fu ai Campionati nazionali di Sydney nel marzo 2003, dove Thorpe ottenne la qualificazione ai Mondiali di Barcellona in 4 gare individuali: 100, 200 e 400 sl, e 200 misti (dove stabilì il record nazionale in 2.00.11).

Il pre-Mondiali di Phelps fu scintillante (come ricordate, i nuotatori Usa avevano già disputato le selezioni nell'agosto del 2002).
Il 6 aprile pomeriggio, ad Indianapolis, si svolse il primo Duel in the Pool, confronto tra le super-potenze natatorie Usa ed Australia e, nonostante il forfeit di Thorpe, lo spettacolo non mancò di certo.
Phelps cominciò con lo stabilire il WR nei 400 misti in 4.10.73, poi fu la volta dei 100 delfino, in cui migliorò il suo record nazionale arrivando, con 51.84, a soli 3 centesimi dal WR di Michael Klim.
La sua terza gara individuale furono i 200 delfino, dove rimontò nell'ultima vasca Tom Malchow, precedendolo di pochi centesimi (1.55.17 l'impressionante crono di Phelps, considerate le due gare disputate in precedenza).
Infine, nuotò la frazione a delfino della 4x100 mista in un 51.61 lanciato che sarebbe stato apprezzabile anche in avvio di sessione.

Poi, il 29 giugno 2003 (cioè circa tre settimane prima dei Mondiali), nel meeting di Santa Clara, migliorò il WR dei 200 misti, infrangendo, con 1.57.94, la barriera dell'1.58.

Era ormai chiaro che c'era un nuovo protagonista nel nuoto mondiale, e le sue dichiarazioni assai spavalde ( "solo il cielo è il mio limite" e "non temo nessun avversario" ) contribuirono a far salire l'attesa per i Mondiali di Barcellona.

Ed eccoci al 2003, anno in cui da metà luglio si svolse una grande edizione dei Mondiali a Barcellona. Ma non solo. La stagione fu talmente ricca di spunti che ho deciso di suddividerla in..3 post (ho cominciato con il farne uno per decennio, ormai sono ad uno al mese :D ). Ho accennato ai contrasti tra Thorpe e il suo coach Frost, che portarono Thorpedo ad affidarsi alla guida tecnica di Tracey Menzies, assistente di Frost. Thorpe decise anche di abbandonare definitivamente gli 800 sl per dedicarsi con maggiore convinzione ai 100 sl, oltre che ai 200 misti. Il primo test fu ai Campionati nazionali di Sydney nel marzo 2003, dove Thorpe ottenne la qualificazione ai Mondiali di Barcellona in 4 gare individuali: 100, 200 e 400 sl, e 200 misti (dove stabilì il record nazionale in 2.00.11). Il pre-Mondiali di Phelps fu scintillante (come ricordate, i nuotatori Usa avevano già disputato le selezioni nell'agosto del 2002). Il 6 aprile pomeriggio, ad Indianapolis, si svolse il primo Duel in the Pool, confronto tra le super-potenze natatorie Usa ed Australia e, nonostante il forfeit di Thorpe, lo spettacolo non mancò di certo. Phelps cominciò con lo stabilire il WR nei 400 misti in 4.10.73, poi fu la volta dei 100 delfino, in cui migliorò il suo record nazionale arrivando, con 51.84, a soli 3 centesimi dal WR di Michael Klim. La sua terza gara individuale furono i 200 delfino, dove rimontò nell'ultima vasca Tom Malchow, precedendolo di pochi centesimi (1.55.17 l'impressionante crono di Phelps, considerate le due gare disputate in precedenza). Infine, nuotò la frazione a delfino della 4x100 mista in un 51.61 lanciato che sarebbe stato apprezzabile anche in avvio di sessione. Poi, il 29 giugno 2003 (cioè circa tre settimane prima dei Mondiali), nel meeting di Santa Clara, migliorò il WR dei 200 misti, infrangendo, con 1.57.94, la barriera dell'1.58. Era ormai chiaro che c'era un nuovo protagonista nel nuoto mondiale, e le sue dichiarazioni assai spavalde ( "solo il cielo è il mio limite" e "non temo nessun avversario" ) contribuirono a far salire l'attesa per i Mondiali di Barcellona.
modificato Jun 18 a 11:09 pm
 
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I Mondiali di Barcellona furono molto belli anche da un punto di vista televisivo: venne introdotta la linea virtuale del WR, che contribuì a far capire anche ai non super-esperti la portata delle prestazioni cronometriche, rendendo più fruibile lo spettacolo del nuoto.

Al solito, Thorpe aveva nel primo giorno di gara il doppio (triplo, considerando la batteria dei 400 sl) impegno dei 400 sl e della 4x100 sl.
Nella finale dei 400 sl, anche per i cambiamenti in fase di preparazione, passò molto più cauto ai 200 m (1.51.62), per poi vincere agevolmente la gara in 3.42.58 (quindi con un netto negative split) davanti al solito Hackett (3.45.17). Il bronzo sfuggì a Rosolino, quarto in 3.47.44, alle spalle del romeno Dragos Coman.
La finale della 4x100 sl vide il successo della Russia, e quindi il primo oro per Popov, con gli Usa secondi e una sorprendente Francia terza che precedette di un centesimo l'Australia. Da notare l'incredibile 47.02 lanciato di Bousquet in quarta frazione, contro cui non bastò il pur notevole 47.98 di Thorpe.
L'Italia finì sesta e molto bene si comportò Filippo Magnini in ultima frazione (48.13).

Grande spettacolo nei 100 rana, dove Kosuke Kitajima migliorò il WR di Sludnov portandolo a 59.78, con Brendan Hansen secondo in 1.00.21 e il britannico Gibson terzo in 1.00.37.

La grande attesa per l'ormai classico scontro tra Thorpe e Van den Hoogenband nei 200 sl andò in parte delusa. VDH passò primo ai 100m in 51.38, ma poi, dopo essere stato superato nella terza, cedette nettamente nella quarta vasca. A Thorpe "bastò" un 1.45.14 per confermarsi campione del mondo dei 200 sl, mentre VDH concluse secondo in 1.46.43 con Hackett terzo in 1.46.85.
Il rappresentante italiano in quella finale fu Federico Cappellazzo, sesto in 1.48.79.

Già detto di come Phelps avesse attirato molte attenzioni, con la sua crescita esponenziale nei mesi precedenti il Mondiale e le sue dichiarazioni della vigilia. La sua particolare routine pre-gara, tra cuffioni alle orecchie e nessuna attenzione verso l'esterno, pubblico compreso, contribuì a farlo apparire un oggetto strano, di cui diffidare..
In acqua però era spettacolo, nonostante il suo delfino (e non solo) facesse storcere il naso ad alcuni tecnici.
La sua prima gara individuale furono i 200 delfino e nella semifinale realizzò il WR in 1.53.93.

Il giorno dopo Phelps vinse la finale in 1.54.35 (Yamamoto secondo in 1.55.52 e Malchow terzo in 1.55.66) ma il segnale più forte lo diede in prima frazione della 4x200sl, dove seguì Hackett per tre vasche prima di andargli via di netto nell'ultima (nuotata in un notevolissimo 26.35).
Quell'1.46.60 di Phelps ebbe un enorme significato perchè diede la leadership agli Usa, che rimasero in gara fino quasi alla fine (all'ultimo cambio l'Australia era in vantaggio di pochissimo, poi l'1.44.41 finale di Thorpe chiuse i giochi, anche se Keller nuotò un ottimo 1.45.99), dopo anni di dominio australiano e di profonda crisi statunitense.
Inoltre fu il primo chiaro segnale dell'arrivo di un altro possibile protagonista nei 200 sl, accanto a Thorpe-VDH.

In quella 4x200 sl l'Italia finì quarta a tre decimi dalla Germania, scontando le condizioni di forma non ottimali di Brembilla (soprattutto) e Rosolino, che nuotarono due lanciati da 1.48 (in quell'occasione Pelliciari fu schierato in prima frazione e Cappellazzo in terza).

Avevamo lasciato VDH insoddisfatto per i suoi 200 sl. Nelle semifinali dei 100 sl ottenne il miglior crono in 48.39 (terzo tempo per Thorpe in 48.71) e sembrava il solido favorito per la finale del giorno dopo, dove invece lo zar Popov prevalse in 48.42, con VDH secondo in 48.68 e Thorpe terzo in 48.77. Bousquet ottenne un 49.30 (a fronte del 47.02 lanciato nella 4x100 sl del primo giorno) e settimo e ottavo arrivarono due nuotatori che faranno parlare di sè: Neethling e Cavic. La tensione della finale, caratteristica tipica dei 100 sl (e non solo) in tanti casi, in quell'occasione si manifestò in pieno, e il 32enne Popov fu eccezionale, come altre volte in passato, a gestirla al meglio.

Il giorno della finale dei 100 sl maschili si disputarono anche la finale dei 200 rana maschili, in cui Kitajima (2.09.42) fece doppietta realizzando un altro WR, e la semifinale dei 200 misti dove, ovviamente, Phelps non si accontentò di qualificarsi per la finale: con 1.57.52 (parziale degli ultimi 50m a stile di 27.20!) migliorò il WR ottenuto a Santa Clara a fine giugno.

Il giorno successivo Phelps aveva le semifinali dei 100 delfino prima della finale dei 200 misti.
Nella prima semifinale dei 100 delfino l'ucraino Andrei Serdinov (che si presentava con un PB di 52.17) migliorò, con 51.76, di 5 centesimi il WR di Klim . Secondo si piazzò Ian Crocker eguagliando, con 52.21, il suo PB. Nella seconda semifinale gareggiava Phelps che, dopo un passaggio in 25.11 a metà gara, nuotò uno sbalorditivo 26.36 nella vasca di ritorno per un 51.47 complessivo che migliorava il WR appena stabilito da Serdinov.
Poco dopo, nella finale dei 200 misti Phelps demolì il WR stabilito in semifinale portandolo a un 1.56.04 (ancora 27.2 la chiusura a stile, nonostante i passaggi più tirati nelle frazioni precedenti) che lo allontanava moltissimo dal resto del mondo. Secondo arrivò Thorpe nuotando il PB a 1.59.66, terzo Rosolino in 1.59.71. Sievinen riuscì a scendere ancora sotto i 2' in quella gara che rivoluzionò i 200 misti ancora di più di quanto da lui fatto 9 anni prima, ai Mondiali di Roma.

Il giorno dopo ci fu un'altra storica gara, la finale dei 100 delfino.
Tutti ormai guardavano Phelps e, in seconda istanza, Serdinov. Nessuno prestava attenzione a Ian Crocker in corsia3. E invece Crocker inaugurò quello che, di lì in poi, sarebbe stato il suo "marchio di fabbrica", cioè una bruciante prima vasca. In quell'occasione passò in 23.99, con Phelps staccato di 62 centesimi. Un'altra enorme vasca di ritorno (26.49) di Phelps, per un 51.10 complessivo, non fu sufficiente a colmare il distacco da Crocker, che tenne oltre ogni previsione, stampando alla fine un 50.98 che fu una vera rivoluzione copernicana per la distanza dei 100 delfino.
Ricapitoliamo: alla vigilia dei Mondiali il WR era il 51.81 di Klim e alla fine venne migliorato di ben 83 centesimi, scendendo sotto i 51", cosa che nessuno, davvero nessuno, avrebbe ritenuto possibile.
Crocker si migliorò di un secondo e 23 centesimi, Phelps di ben 74 centesimi (e Sandro Fioravanti commentò criticamente la sua prova...), lo stesso Serdinov, terzo in 51.59, migliorò ulteriormente il suo WR (uno dei più brevi della storia) ottenuto in semifinale, portando il suo progresso complessivo, rispetto alla vigilia dei Mondiali, a ben 58 centesimi.

Insomma, se spesso le finali dei 100 (tipo i 100 sl commentati precedentemente) hanno visto crono risentire della tensione, quello fu un caso opposto. Ripeto: incredibile che il commentatore Rai dell'epoca non se ne sia accorto...

Quel giorno si disputò anche la finale dei 50 sl maschili. Lo zar Popov, dopo il titolo nei 100 sl, fece doppietta vincendo in 21.92 su un altro veterano, Mark Foster (22.20), e un Van den Hoogenband che, con 22.29, riuscì a precedere di un centesimo il connazionale Kenkhuis.

L'ultima giornata di gare di quei Mondiali vide la finale dei 400 misti e la staffetta mista.
In mattinata Phelps, oltre alla batteria dei misti, aveva disputato quella della staffetta mista, essendo il posto di titolare a delfino riservato al neo-campione mondiale Crocker.
Nei 400 misti il campione mondiale in carica era il nostro Boggiatto, ma anche quella gara fu travolta dalla nouvelle vague. Phelps scese per la prima volta sotto il 4.10, vincendo in 4.09.09 su un giovane ungherese, anche lui dell'85, Laszlo Cseh, che migliorò il PB di ben 4 secondi e 6 decimi. Nuotando il nuovo RE di 4.10.79 (sarebbe stato WR fino a pochi mesi prima) Cseh si rivelò al mondo del nuoto con la sua nuotata di un'eleganza unica.
Il bronzo andò a Mellouli, altro nuotatore in netta crescita, in 4.15.36, mentre Rosolino, che aveva affrontato seriamente la sfida dei 400 misti, fu quinto in 4.17.30 e Boggiatto finì ottavo.
Anche la staffetta maschile vide un gran WR (3.31.54, quasi 2 secondi meglio rispetto al precedente dei Panpacs2002) da parte di Peirsol-Hansen-Crocker-Lezak. Crocker, con uno strepitoso 50.39 lanciato, si confermò ai livelli del 50.98 del giorno prima.
Per dire delle stranezze del nuoto e di come solo recentemente si stiano (forse) capendo certi meccanismi psicologici e mentali, nella staffetta mista finale Pieter Van den Hoogenband, reduce da Mondiali per lui deludenti come prestazioni cronometriche, si produsse in un eccezionale 46.70, che non riuscì peraltro a trascinare l'Olanda sul podio (fu quinta; seconda la Russia, terzo il Giappone)

In campo femminile, da segnalare il WR di Amanda Beard nei 200 rana: 2.22.99 a precedere una giovane Leisel Jones (2.24.33) che si avviava a diventare Lethal smile . Dovevano essere i Mondiali della Coughlin, ma un'influenza le impedì di nuotare al suo migliore livello.

Gli Usa della nouvelle vague (in primis Phelps, ma non solo) si riappropriarono della vetta del medagliere, davanti alla Russia di Popov e dei nuotatori delle acque libere, con l'Australia "solo" terza.
Phelps, con 4 ori e due argenti, fu il nuotatore più medagliato della rassegna, ma, ancor di più, mi rimasero impressi i 3 WR nuotati in semifinale, segno di quella voglia di dare spettacolo sempre e comunque che non rivedremo più a causa dei record di medaglie da superare.
Ma quel 2003, per Michelone, non era ancora finito..

I Mondiali di Barcellona furono molto belli anche da un punto di vista televisivo: venne introdotta la linea virtuale del WR, che contribuì a far capire anche ai non super-esperti la portata delle prestazioni cronometriche, rendendo più fruibile lo spettacolo del nuoto. Al solito, Thorpe aveva nel primo giorno di gara il doppio (triplo, considerando la batteria dei 400 sl) impegno dei 400 sl e della 4x100 sl. Nella finale dei 400 sl, anche per i cambiamenti in fase di preparazione, passò molto più cauto ai 200 m (1.51.62), per poi vincere agevolmente la gara in 3.42.58 (quindi con un netto negative split) davanti al solito Hackett (3.45.17). Il bronzo sfuggì a Rosolino, quarto in 3.47.44, alle spalle del romeno Dragos Coman. La finale della 4x100 sl vide il successo della Russia, e quindi il primo oro per Popov, con gli Usa secondi e una sorprendente Francia terza che precedette di un centesimo l'Australia. Da notare l'incredibile 47.02 lanciato di Bousquet in quarta frazione, contro cui non bastò il pur notevole 47.98 di Thorpe. L'Italia finì sesta e molto bene si comportò Filippo Magnini in ultima frazione (48.13). Grande spettacolo nei 100 rana, dove Kosuke Kitajima migliorò il WR di Sludnov portandolo a 59.78, con Brendan Hansen secondo in 1.00.21 e il britannico Gibson terzo in 1.00.37. La grande attesa per l'ormai classico scontro tra Thorpe e Van den Hoogenband nei 200 sl andò in parte delusa. VDH passò primo ai 100m in 51.38, ma poi, dopo essere stato superato nella terza, cedette nettamente nella quarta vasca. A Thorpe "bastò" un 1.45.14 per confermarsi campione del mondo dei 200 sl, mentre VDH concluse secondo in 1.46.43 con Hackett terzo in 1.46.85. Il rappresentante italiano in quella finale fu Federico Cappellazzo, sesto in 1.48.79. Già detto di come Phelps avesse attirato molte attenzioni, con la sua crescita esponenziale nei mesi precedenti il Mondiale e le sue dichiarazioni della vigilia. La sua particolare routine pre-gara, tra cuffioni alle orecchie e nessuna attenzione verso l'esterno, pubblico compreso, contribuì a farlo apparire un oggetto strano, di cui diffidare.. In acqua però era spettacolo, nonostante il suo delfino (e non solo) facesse storcere il naso ad alcuni tecnici. La sua prima gara individuale furono i 200 delfino e nella semifinale realizzò il WR in 1.53.93. Il giorno dopo Phelps vinse la finale in 1.54.35 (Yamamoto secondo in 1.55.52 e Malchow terzo in 1.55.66) ma il segnale più forte lo diede in prima frazione della 4x200sl, dove seguì Hackett per tre vasche prima di andargli via di netto nell'ultima (nuotata in un notevolissimo 26.35). Quell'1.46.60 di Phelps ebbe un enorme significato perchè diede la leadership agli Usa, che rimasero in gara fino quasi alla fine (all'ultimo cambio l'Australia era in vantaggio di pochissimo, poi l'1.44.41 finale di Thorpe chiuse i giochi, anche se Keller nuotò un ottimo 1.45.99), dopo anni di dominio australiano e di profonda crisi statunitense. Inoltre fu il primo chiaro segnale dell'arrivo di un altro possibile protagonista nei 200 sl, accanto a Thorpe-VDH. In quella 4x200 sl l'Italia finì quarta a tre decimi dalla Germania, scontando le condizioni di forma non ottimali di Brembilla (soprattutto) e Rosolino, che nuotarono due lanciati da 1.48 (in quell'occasione Pelliciari fu schierato in prima frazione e Cappellazzo in terza). Avevamo lasciato VDH insoddisfatto per i suoi 200 sl. Nelle semifinali dei 100 sl ottenne il miglior crono in 48.39 (terzo tempo per Thorpe in 48.71) e sembrava il solido favorito per la finale del giorno dopo, dove invece lo zar Popov prevalse in 48.42, con VDH secondo in 48.68 e Thorpe terzo in 48.77. Bousquet ottenne un 49.30 (a fronte del 47.02 lanciato nella 4x100 sl del primo giorno) e settimo e ottavo arrivarono due nuotatori che faranno parlare di sè: Neethling e Cavic. La tensione della finale, caratteristica tipica dei 100 sl (e non solo) in tanti casi, in quell'occasione si manifestò in pieno, e il 32enne Popov fu eccezionale, come altre volte in passato, a gestirla al meglio. Il giorno della finale dei 100 sl maschili si disputarono anche la finale dei 200 rana maschili, in cui Kitajima (2.09.42) fece doppietta realizzando un altro WR, e la semifinale dei 200 misti dove, ovviamente, Phelps non si accontentò di qualificarsi per la finale: con 1.57.52 (parziale degli ultimi 50m a stile di 27.20!) migliorò il WR ottenuto a Santa Clara a fine giugno. Il giorno successivo Phelps aveva le semifinali dei 100 delfino prima della finale dei 200 misti. Nella prima semifinale dei 100 delfino l'ucraino Andrei Serdinov (che si presentava con un PB di 52.17) migliorò, con 51.76, di 5 centesimi il WR di Klim . Secondo si piazzò Ian Crocker eguagliando, con 52.21, il suo PB. Nella seconda semifinale gareggiava Phelps che, dopo un passaggio in 25.11 a metà gara, nuotò uno sbalorditivo 26.36 nella vasca di ritorno per un 51.47 complessivo che migliorava il WR appena stabilito da Serdinov. Poco dopo, nella finale dei 200 misti Phelps demolì il WR stabilito in semifinale portandolo a un 1.56.04 (ancora 27.2 la chiusura a stile, nonostante i passaggi più tirati nelle frazioni precedenti) che lo allontanava moltissimo dal resto del mondo. Secondo arrivò Thorpe nuotando il PB a 1.59.66, terzo Rosolino in 1.59.71. Sievinen riuscì a scendere ancora sotto i 2' in quella gara che rivoluzionò i 200 misti ancora di più di quanto da lui fatto 9 anni prima, ai Mondiali di Roma. Il giorno dopo ci fu un'altra storica gara, la finale dei 100 delfino. Tutti ormai guardavano Phelps e, in seconda istanza, Serdinov. Nessuno prestava attenzione a Ian Crocker in corsia3. E invece Crocker inaugurò quello che, di lì in poi, sarebbe stato il suo "marchio di fabbrica", cioè una bruciante prima vasca. In quell'occasione passò in 23.99, con Phelps staccato di 62 centesimi. Un'altra enorme vasca di ritorno (26.49) di Phelps, per un 51.10 complessivo, non fu sufficiente a colmare il distacco da Crocker, che tenne oltre ogni previsione, stampando alla fine un 50.98 che fu una vera rivoluzione copernicana per la distanza dei 100 delfino. Ricapitoliamo: alla vigilia dei Mondiali il WR era il 51.81 di Klim e alla fine venne migliorato di ben 83 centesimi, scendendo sotto i 51", cosa che nessuno, davvero nessuno, avrebbe ritenuto possibile. Crocker si migliorò di un secondo e 23 centesimi, Phelps di ben 74 centesimi (e Sandro Fioravanti commentò criticamente la sua prova...), lo stesso Serdinov, terzo in 51.59, migliorò ulteriormente il suo WR (uno dei più brevi della storia) ottenuto in semifinale, portando il suo progresso complessivo, rispetto alla vigilia dei Mondiali, a ben 58 centesimi. Insomma, se spesso le finali dei 100 (tipo i 100 sl commentati precedentemente) hanno visto crono risentire della tensione, quello fu un caso opposto. Ripeto: incredibile che il commentatore Rai dell'epoca non se ne sia accorto... Quel giorno si disputò anche la finale dei 50 sl maschili. Lo zar Popov, dopo il titolo nei 100 sl, fece doppietta vincendo in 21.92 su un altro veterano, Mark Foster (22.20), e un Van den Hoogenband che, con 22.29, riuscì a precedere di un centesimo il connazionale Kenkhuis. L'ultima giornata di gare di quei Mondiali vide la finale dei 400 misti e la staffetta mista. In mattinata Phelps, oltre alla batteria dei misti, aveva disputato quella della staffetta mista, essendo il posto di titolare a delfino riservato al neo-campione mondiale Crocker. Nei 400 misti il campione mondiale in carica era il nostro Boggiatto, ma anche quella gara fu travolta dalla nouvelle vague. Phelps scese per la prima volta sotto il 4.10, vincendo in 4.09.09 su un giovane ungherese, anche lui dell'85, Laszlo Cseh, che migliorò il PB di ben 4 secondi e 6 decimi. Nuotando il nuovo RE di 4.10.79 (sarebbe stato WR fino a pochi mesi prima) Cseh si rivelò al mondo del nuoto con la sua nuotata di un'eleganza unica. Il bronzo andò a Mellouli, altro nuotatore in netta crescita, in 4.15.36, mentre Rosolino, che aveva affrontato seriamente la sfida dei 400 misti, fu quinto in 4.17.30 e Boggiatto finì ottavo. Anche la staffetta maschile vide un gran WR (3.31.54, quasi 2 secondi meglio rispetto al precedente dei Panpacs2002) da parte di Peirsol-Hansen-Crocker-Lezak. Crocker, con uno strepitoso 50.39 lanciato, si confermò ai livelli del 50.98 del giorno prima. Per dire delle stranezze del nuoto e di come solo recentemente si stiano (forse) capendo certi meccanismi psicologici e mentali, nella staffetta mista finale Pieter Van den Hoogenband, reduce da Mondiali per lui deludenti come prestazioni cronometriche, si produsse in un eccezionale 46.70, che non riuscì peraltro a trascinare l'Olanda sul podio (fu quinta; seconda la Russia, terzo il Giappone) In campo femminile, da segnalare il WR di Amanda Beard nei 200 rana: 2.22.99 a precedere una giovane Leisel Jones (2.24.33) che si avviava a diventare Lethal ;) . Dovevano essere i Mondiali della Coughlin, ma un'influenza le impedì di nuotare al suo migliore livello. Gli Usa della nouvelle vague (in primis Phelps, ma non solo) si riappropriarono della vetta del medagliere, davanti alla Russia di Popov e dei nuotatori delle acque libere, con l'Australia "solo" terza. Phelps, con 4 ori e due argenti, fu il nuotatore più medagliato della rassegna, ma, ancor di più, mi rimasero impressi i 3 WR nuotati in semifinale, segno di quella voglia di dare spettacolo sempre e comunque che non rivedremo più a causa dei record di medaglie da superare. Ma quel 2003, per Michelone, non era ancora finito..
modificato Jun 19 a 11:04 am
 
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Nuotofan sei uno spettacolo smile

Grazie smile
In realtà è il nuoto ad essere un grande spettacolo. Basta saperlo raccontare.

Finiti i Mondiali, la maggior parte dei campioni pensò già alla successiva annata olimpica.
Phelps e Bowman, però, utilizzarono i Nationals, che andarono in scena a College Park (Maryland) dal 5 al 9 agosto del 2003, per esplorare anche altre distanze, rispetto a quanto fatto ai Mondiali di Barcellona.

Il 6 agosto Phelps disputò batterie e finali dei 100 sl e dei 200 dorso. Vinse i 100 sl portando il PB a 49.19 con un'incredibile distribuzione dei parziali (24.41-24.78 ) che dimostrava, una volta di più, la sua formidabile vasca di ritorno. Poco dopo vinse anche la finale dei 200 dorso in un grande 1.56.10, anche questo PB e distante solo 18 centesimi dall'1.55.92 che era servito a Peirsol per vincere, due settimane prima, il titolo mondiale a Barcellona (con quell'1.56.10 Phelps sarebbe arrivato nettamente secondo). Da ricordare che il WR dei 200 dorso apparteneva allo stesso Peirsol ed era fissato a 1.55.15, nuotato da lui nel marzo 2002.
Insomma, Phelps si dimostrò molto competitivo nei 200 dorso..

Il giorno successivo Phelps affrontò i 200 sl. Già detto del suo 1.46.60 in prima frazione nella 4x200 sl dei Mondiali e di come in realtà Phelps abbia seguito Hackett nelle prime tre vasche, andandogli poi via con l'ultima subacquea e poi nel nuotato finale. Insomma, aveva margine e lo dimostrò completamente quel giorno a College Park dove, facendo gara solitaria, stampò un notevolissimo 1.45.99 (26.79 gli ultimi 50 m).

Il giorno 8 di agosto fu la volta di una prova abbastanza inedita per Phelps, i 400 sl. In realtà Phelps aveva avuto un passato da 1500ista nelle primissime categorie giovanili ( in pratica, quando nuotava qualsiasi distanza smile ), ma poi a livello assoluto si era concentrato prevalentemente sul delfino e i misti.
Anche qui, il risultato fu abbastanza impressionante considerando la sua non abitudine alla gara (tanto meno specializzazione) e il fatto che non abbia avuto avversari: 3.46.73 (passando ai 200m in 1.51.04), crono che gli sarebbe valso il bronzo ai Mondiali di Barcellona, dove terzo arrivò Coman in 3.46.87.

Infine, il 9 agosto Phelps disputò i 200 misti, e in quel caso l'ennesimo miglioramento del personale coincise con il nuovo WR in 1.55.94, primo uomo a scendere sotto l'1.56, record mondiale migliorato di un decimo.
Rispetto alla gara di Barcellona, Phelps nuotò più veloce i primi 3 parziali, perdendo poi qualcosa rispetto al grande 27.2 della chiusura a stile libero fatta ai Mondiali.

Insomma, quei Nats di fine stagione alimentarono ancora di più "l'ombra minacciosa" che quel 18enne, che pareva realmente instancabile ed in ascesa esponenziale, aveva allungato sul mondo del nuoto. E quel target delle 7 medaglie olimpiche, vinte da Spitz a Monaco 1972, non sembrò più una chimera.

Il premio di miglior nuotatore dell'anno assegnato a Phelps per il 2003, interruppe la serie di Thorpe, che aveva vinto il premio per quattro volte nei 5 anni precedenti (nel 2000, giustamente, fu assegnato a Pieter van den Hoogenband, a seguito delle sue imprese ai Giochi Olimpici di Sydney).

>Nuotofan sei uno spettacolo :) Grazie ;) In realtà è il nuoto ad essere un grande spettacolo. Basta saperlo raccontare. Finiti i Mondiali, la maggior parte dei campioni pensò già alla successiva annata olimpica. Phelps e Bowman, però, utilizzarono i Nationals, che andarono in scena a College Park (Maryland) dal 5 al 9 agosto del 2003, per esplorare anche altre distanze, rispetto a quanto fatto ai Mondiali di Barcellona. Il 6 agosto Phelps disputò batterie e finali dei 100 sl e dei 200 dorso. Vinse i 100 sl portando il PB a 49.19 con un'incredibile distribuzione dei parziali (24.41-24.78 ) che dimostrava, una volta di più, la sua formidabile vasca di ritorno. Poco dopo vinse anche la finale dei 200 dorso in un grande 1.56.10, anche questo PB e distante solo 18 centesimi dall'1.55.92 che era servito a Peirsol per vincere, due settimane prima, il titolo mondiale a Barcellona (con quell'1.56.10 Phelps sarebbe arrivato nettamente secondo). Da ricordare che il WR dei 200 dorso apparteneva allo stesso Peirsol ed era fissato a 1.55.15, nuotato da lui nel marzo 2002. Insomma, Phelps si dimostrò molto competitivo nei 200 dorso.. Il giorno successivo Phelps affrontò i 200 sl. Già detto del suo 1.46.60 in prima frazione nella 4x200 sl dei Mondiali e di come in realtà Phelps abbia seguito Hackett nelle prime tre vasche, andandogli poi via con l'ultima subacquea e poi nel nuotato finale. Insomma, aveva margine e lo dimostrò completamente quel giorno a College Park dove, facendo gara solitaria, stampò un notevolissimo 1.45.99 (26.79 gli ultimi 50 m). Il giorno 8 di agosto fu la volta di una prova abbastanza inedita per Phelps, i 400 sl. In realtà Phelps aveva avuto un passato da 1500ista nelle primissime categorie giovanili ( in pratica, quando nuotava qualsiasi distanza :) ), ma poi a livello assoluto si era concentrato prevalentemente sul delfino e i misti. Anche qui, il risultato fu abbastanza impressionante considerando la sua non abitudine alla gara (tanto meno specializzazione) e il fatto che non abbia avuto avversari: 3.46.73 (passando ai 200m in 1.51.04), crono che gli sarebbe valso il bronzo ai Mondiali di Barcellona, dove terzo arrivò Coman in 3.46.87. Infine, il 9 agosto Phelps disputò i 200 misti, e in quel caso l'ennesimo miglioramento del personale coincise con il nuovo WR in 1.55.94, primo uomo a scendere sotto l'1.56, record mondiale migliorato di un decimo. Rispetto alla gara di Barcellona, Phelps nuotò più veloce i primi 3 parziali, perdendo poi qualcosa rispetto al grande 27.2 della chiusura a stile libero fatta ai Mondiali. Insomma, quei Nats di fine stagione alimentarono ancora di più "l'ombra minacciosa" che quel 18enne, che pareva realmente instancabile ed in ascesa esponenziale, aveva allungato sul mondo del nuoto. E quel target delle 7 medaglie olimpiche, vinte da Spitz a Monaco 1972, non sembrò più una chimera. Il premio di miglior nuotatore dell'anno assegnato a Phelps per il 2003, interruppe la serie di Thorpe, che aveva vinto il premio per quattro volte nei 5 anni precedenti (nel 2000, giustamente, fu assegnato a Pieter van den Hoogenband, a seguito delle sue imprese ai Giochi Olimpici di Sydney).
modificato Jun 19 a 3:42 pm
 
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