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Questo articolo https://corsia4.it/nuoto/nasce-agisi-associazione-gestori-impianti-sportivi-italiani/, assieme all'ultimo decreto della Presidenza del Consiglio sull'emergenza, quello che autorizza dal 4 maggio la ripresa degli allenamenti per gli atleti di interesse nazionale, mi sollecitano alcune considerazioni.

1) Tutte le crisi, anche quelle più drammatiche come l'attuale, portano con sé anche qualche opportunità. In questo caso di affrontare seriamente il problema, fin qui latente ed accantonato, della gestione delle piscine, affidata in Italia al solito combinato disposto di appassionati, volontari, pochi finanziatori privati e..tanta buona volontà.

2) La solita (inutile dire incredibile, perché ormai non ci si stupisce più) non-conoscenza della pratica sportiva da parte dei vertici politici, che autorizzano la ripresa degli allenamenti per gli atleti di interesse nazionale, presupponendo che siano pochi, ma non danno né disposizioni precise in materia né, soprattutto, si pongono il problema della riapertura delle piscine, economicamente insostenibile per un numero così ristretto di utilizzatori.

3) Il discorso, mai attuato, di investire nello sport di base come esempio di stile di vita sano, che porta enormi ritorni, anche economici, in termini di diminuzione dei costi sanitari (in continua ed impressionante crescita da decenni), oltre che nella soddisfazione delle persone e nella loro maturazione come cittadini.

4) E' fondamentale che i gestori degli impianti sportivi, cioè coloro che hanno conosciuto le difficoltà di tenere in vita l'attività sportiva di base, facciano finalmente sentire la loro voce.
In un Paese di corporazioni, alcune delle quali fin troppo tutelate nella difesa delle loro rendite di posizione, ecco un'associazione che ha pieno diritto di farsi ascoltare.

Questo articolo https://corsia4.it/nuoto/nasce-agisi-associazione-gestori-impianti-sportivi-italiani/, assieme all'ultimo decreto della Presidenza del Consiglio sull'emergenza, quello che autorizza dal 4 maggio la ripresa degli allenamenti per gli atleti di interesse nazionale, mi sollecitano alcune considerazioni. 1) Tutte le crisi, anche quelle più drammatiche come l'attuale, portano con sé anche qualche opportunità. In questo caso di affrontare seriamente il problema, fin qui latente ed accantonato, della gestione delle piscine, affidata in Italia al solito combinato disposto di appassionati, volontari, pochi finanziatori privati e..tanta buona volontà. 2) La solita (inutile dire incredibile, perché ormai non ci si stupisce più) non-conoscenza della pratica sportiva da parte dei vertici politici, che autorizzano la ripresa degli allenamenti per gli atleti di interesse nazionale, presupponendo che siano pochi, ma non danno né disposizioni precise in materia né, soprattutto, si pongono il problema della riapertura delle piscine, economicamente insostenibile per un numero così ristretto di utilizzatori. 3) Il discorso, mai attuato, di investire nello sport di base come esempio di stile di vita sano, che porta enormi ritorni, anche economici, in termini di diminuzione dei costi sanitari (in continua ed impressionante crescita da decenni), oltre che nella soddisfazione delle persone e nella loro maturazione come cittadini. 4) E' fondamentale che i gestori degli impianti sportivi, cioè coloro che hanno conosciuto le difficoltà di tenere in vita l'attività sportiva di base, facciano finalmente sentire la loro voce. In un Paese di corporazioni, alcune delle quali fin troppo tutelate nella difesa delle loro rendite di posizione, ecco un'associazione che ha pieno diritto di farsi ascoltare.
modificato Apr 29 a 7:17 pm
 
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  • Le piscine non riaprono per qualche agonista.
  • Si e' deciso che le scuole restano chiuse. Sarebbe assurdo riaprire i corsi di nuoto prima della riapertura delle scuole.
  • La stagione delle piscine coperte e' agli sgoccioli in ogni caso..

Considerando questi punti, secondo me sara' riapertura dei centri federali e di qualche altra piscina (pochissime) per gli atleti professionisti/alto livello. A fine maggio/inizio giugno si vedra' la situazione italiana e, se si sta procedendo in modo positivo, si passera' all'apertura delle piscine all'aperto (con restrizioni, ovviamente)

- Le piscine non riaprono per qualche agonista. - Si e' deciso che le scuole restano chiuse. Sarebbe assurdo riaprire i corsi di nuoto prima della riapertura delle scuole. - La stagione delle piscine coperte e' agli sgoccioli in ogni caso.. Considerando questi punti, secondo me sara' riapertura dei centri federali e di qualche altra piscina (pochissime) per gli atleti professionisti/alto livello. A fine maggio/inizio giugno si vedra' la situazione italiana e, se si sta procedendo in modo positivo, si passera' all'apertura delle piscine all'aperto (con restrizioni, ovviamente)
modificato Apr 30 a 1:39 am
 
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In questi giorni, certi articoli online invocano alla riapertura delle piscine. A me onestamente scappa da ridere. Il nuoto e’ uno sport individuale quando si gareggia, ma e’ assolutamente uno sport “di gruppo” quando ci si allena. 5-10-15 ragazzi per corsia significa sport di gruppo, non sport individuale.

Come riportato da swimswam, la piscina di Mission Viejo Nadadores in California ha riaperto. Come? Facendo allenare solo un atleta per corsia.

Per gli atleti di alto livello in italia si potrebbe seguire la stessa linea per il mese di maggio. Riapertura di qualche centro federale, blocchi 2 ore con 1 atleta per corsia. Se s’inizia alle 7 di mattina e si va avanti fino alle 9 di sera, si hanno 7 blocchi di 2 ore ciascuno. Potenzialmente 56 atleti di alto livello potrebbero tornare ad allenarsi in 1 piscina.
1 centro federale -- 56 atleti
2 centri federali -- 112 atleti
E’ gia’ un gran bel numero cosi’ (magari inserendo nel mezzo anche gli atleti delle categorie giovanili piu’ promettenti). Gli alberghi sono vuoti perche’ non ci sono turisti, trovare alloggi vicino alle piscine di riferimento non e’ un problema. Poi a giugno si rivaluta.

Se si vuole ripartire con gli atleti professionisti del nuoto, si puo’. Certo la federazione dovra’ mettere mano al portafoglio. Tutto il resto del movimento acquatico dovra’ aspettare per vedere come la situazione si evolve. (In Cina le piscine pubbliche sono prontamente chiuse appena i numeri di contagi si alzano).

In questi giorni, certi articoli online invocano alla riapertura delle piscine. A me onestamente scappa da ridere. Il nuoto e’ uno sport individuale quando si gareggia, ma e’ assolutamente uno sport “di gruppo” quando ci si allena. 5-10-15 ragazzi per corsia significa sport di gruppo, non sport individuale. Come riportato da swimswam, la piscina di Mission Viejo Nadadores in California ha riaperto. Come? Facendo allenare solo un atleta per corsia. Per gli atleti di alto livello in italia si potrebbe seguire la stessa linea per il mese di maggio. Riapertura di qualche centro federale, blocchi 2 ore con 1 atleta per corsia. Se s’inizia alle 7 di mattina e si va avanti fino alle 9 di sera, si hanno 7 blocchi di 2 ore ciascuno. Potenzialmente 56 atleti di alto livello potrebbero tornare ad allenarsi in 1 piscina. 1 centro federale -- 56 atleti 2 centri federali -- 112 atleti E’ gia’ un gran bel numero cosi’ (magari inserendo nel mezzo anche gli atleti delle categorie giovanili piu’ promettenti). Gli alberghi sono vuoti perche’ non ci sono turisti, trovare alloggi vicino alle piscine di riferimento non e’ un problema. Poi a giugno si rivaluta. Se si vuole ripartire con gli atleti professionisti del nuoto, si puo’. Certo la federazione dovra’ mettere mano al portafoglio. Tutto il resto del movimento acquatico dovra’ aspettare per vedere come la situazione si evolve. (In Cina le piscine pubbliche sono prontamente chiuse appena i numeri di contagi si alzano).
 
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Ho letto questo articolo in home page https://corsia4.it/nuoto/appello-ragazzi-piscina-marimisti-brindisi-vogliamo-nuotare/ e ho fatto una breve ricerca su Internet, trovando alcuni interventi sulla questione:

http://www.brindisioggi.it/la-piscina-di-santelia-rischia-la-chiusura-la-societa-marimisti-rifiuta-la-proroga-di-un-anno/

https://www.brundisium.net/index.php/francioso-marimisti-sulla-vendita-della-piscina-di-santelia/

Questa la posizione dell'amministrazione comunale di Brindisi, in particolare la dichiarazione dell'assessore allo sport:

http://www.brindisioggi.it/marimisti-lascia-le-chiavi-la-giunta-approva-laffidamento-negoziato-delle-piscine-per-un-anno/

Completo il breve quadro informativo che mi sono fatto tramite internet, rilevando che i commenti e i giudizi sulla gestione della piscina da parte della società marimisti sono davvero molto buoni.

Qui, infine, un appassionato intervento che evidenzia l'utilità sociale delle attività natatorie:

https://www.brindisilibera.it/2020/08/01/brindisi-vicenda-marimistiintervento-di-marco-simone/

Doveroso dare l'opinione che, dopo questa breve ricerca fatta su Internet, mi sono fatto sulla vicenda.

Da quel che ho letto parrebbe che l'amministrazione brindisina avesse deciso da diversi mesi di vendere le due piscine in questione (sostanzialmente per fare cassa avendo conti da far quadrare), tra cui quella gestita dalla società marimisti, nonostante la società pagasse con regolarità il canone di concessione e le attività della piscina incontrassero un grande apprezzamento da parte del pubblico.

Così, dopo che è scoppiata la crisi connessa al Covid, invece di concedere tempo e qualche aiuto ai gestori, come previsto anche dal decreto governativo, abbia invece concesso la proroga della gestione per un solo anno, richiedendo inoltre un deciso aumento del canone di concessione.

Nella sua dichiarazione, l'assessore allo sport del comune di Brindisi - consapevole che la vendita degli impianti richiederà tempo - dice che l'amministrazione ha per questo deciso di procedere con una procedura negoziata di affidamento per preservare la continuità gestionale e di utilizzo dell'impianto, facendo intendere che questo obiettivo fosse a portata di mano e, comunque, ritenuto prioritario.

Siamo però arrivati a settembre e dall'articolo scritto in home page di C4 e, soprattutto, dall'appello dei ragazzi che si allenavano in quella piscina, pare invece che tutto sia indefinito anche per i mesi invernali.

Sono vicende su cui trovo giusto discutere (e invito davvero tutti coloro che sono coinvolti e conoscono direttamente il problema a intervenire fornendo la loro opinione, anche per correggere le mie impressioni, se errate) perché sarebbe davvero grave se fosse vero che una piscina ottimamente gestita, con canoni di concessione comunale regolarmente pagati, venisse chiusa e i gestori abbandonati al loro destino, solo perché si è deciso di vendere comunque quella piscina per incassare (una tantum) di più.

Ho letto questo articolo in home page https://corsia4.it/nuoto/appello-ragazzi-piscina-marimisti-brindisi-vogliamo-nuotare/ e ho fatto una breve ricerca su Internet, trovando alcuni interventi sulla questione: http://www.brindisioggi.it/la-piscina-di-santelia-rischia-la-chiusura-la-societa-marimisti-rifiuta-la-proroga-di-un-anno/ https://www.brundisium.net/index.php/francioso-marimisti-sulla-vendita-della-piscina-di-santelia/ Questa la posizione dell'amministrazione comunale di Brindisi, in particolare la dichiarazione dell'assessore allo sport: http://www.brindisioggi.it/marimisti-lascia-le-chiavi-la-giunta-approva-laffidamento-negoziato-delle-piscine-per-un-anno/ Completo il breve quadro informativo che mi sono fatto tramite internet, rilevando che i commenti e i giudizi sulla gestione della piscina da parte della società marimisti sono davvero molto buoni. Qui, infine, un appassionato intervento che evidenzia l'utilità sociale delle attività natatorie: https://www.brindisilibera.it/2020/08/01/brindisi-vicenda-marimistiintervento-di-marco-simone/ Doveroso dare l'opinione che, dopo questa breve ricerca fatta su Internet, mi sono fatto sulla vicenda. Da quel che ho letto parrebbe che l'amministrazione brindisina avesse deciso da diversi mesi di vendere le due piscine in questione (sostanzialmente per fare cassa avendo conti da far quadrare), tra cui quella gestita dalla società marimisti, nonostante la società pagasse con regolarità il canone di concessione e le attività della piscina incontrassero un grande apprezzamento da parte del pubblico. Così, dopo che è scoppiata la crisi connessa al Covid, invece di concedere tempo e qualche aiuto ai gestori, come previsto anche dal decreto governativo, abbia invece concesso la proroga della gestione per un solo anno, richiedendo inoltre un deciso aumento del canone di concessione. Nella sua dichiarazione, l'assessore allo sport del comune di Brindisi - consapevole che la vendita degli impianti richiederà tempo - dice che l'amministrazione ha per questo deciso di procedere con una procedura negoziata di affidamento per preservare la continuità gestionale e di utilizzo dell'impianto, facendo intendere che questo obiettivo fosse a portata di mano e, comunque, ritenuto prioritario. Siamo però arrivati a settembre e dall'articolo scritto in home page di C4 e, soprattutto, dall'appello dei ragazzi che si allenavano in quella piscina, pare invece che tutto sia indefinito anche per i mesi invernali. Sono vicende su cui trovo giusto discutere (e invito davvero tutti coloro che sono coinvolti e conoscono direttamente il problema a intervenire fornendo la loro opinione, anche per correggere le mie impressioni, se errate) perché sarebbe davvero grave se fosse vero che una piscina ottimamente gestita, con canoni di concessione comunale regolarmente pagati, venisse chiusa e i gestori abbandonati al loro destino, solo perché si è deciso di vendere comunque quella piscina per incassare (una tantum) di più.
modificato Sep 10 a 3:29 pm
 
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