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mi chiedevo questo in merito al fatto che hanno posto un limite di metri per svolgere la fase subacquea... sebbene lo 'stile libero' significhi appunto, nuotare come meglio pare...

che ne pensate?

mi chiedevo questo in merito al fatto che hanno posto un limite di metri per svolgere la fase subacquea... sebbene lo 'stile libero' significhi appunto, nuotare come meglio pare... che ne pensate?
 
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mi chiedevo questo in merito al fatto che hanno posto un limite di metri per svolgere la fase subacquea... sebbene lo 'stile libero' significhi appunto, nuotare come meglio pare...

che ne pensate?

La risposta è si, sottacqua si va più veloce.

Infatti la regola dei 15 metri di subacqua (presente a stile, ma anche dorso e delfino) è stata introdotta proprio per limitare questa fase, perchè negli anni passati (in particolare nel delfino) si era assistito a gare "vinte" sotto la superficie dell'acqua

il caso più eclatante fu quello del delfinista russo Denis Pankratov che seppe sfruttare al meglio quello che ora è chiamato il 5° stile, vedi ad esempio la finale olimpica di Atlanata '96 nei 100 farfalla

https://www.youtube.com/watch?v=JWB0gXkRVqM

La limitazione più recente fu invece applicata nei misti dopo la nuova tecnica introdotta dall'americano Ryan Lochte che nella virata rana-stile eseguiva la prima parte di sub sul dorso (Kazan 2015)

vedi la discussione del Forum QUI

>mi chiedevo questo in merito al fatto che hanno posto un limite di metri per svolgere la fase subacquea... sebbene lo 'stile libero' significhi appunto, nuotare come meglio pare... >che ne pensate? La risposta è si, sottacqua si va più veloce. Infatti la regola dei 15 metri di subacqua (presente a stile, ma anche dorso e delfino) è stata introdotta proprio per limitare questa fase, perchè negli anni passati (in particolare nel delfino) si era assistito a gare "vinte" sotto la superficie dell'acqua il caso più eclatante fu quello del delfinista russo Denis Pankratov che seppe sfruttare al meglio quello che ora è chiamato il 5° stile, vedi ad esempio la finale olimpica di Atlanata '96 nei 100 farfalla https://www.youtube.com/watch?v=JWB0gXkRVqM La limitazione più recente fu invece applicata nei misti dopo la nuova tecnica introdotta dall'americano Ryan Lochte che nella virata rana-stile eseguiva la prima parte di sub sul dorso (Kazan 2015) vedi la discussione del Forum [QUI](https://forum.corsia4.it/topic/7895/virata-di-lochte "QUI")
modificato Jan 21 a 9:23 am
 
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Grazie Crissy e grazie nuotatore...

ma sapete che mi sembra impensabile che sott'acqua si vada più veloce che nuotando?

Rimango esterrefatto

Grazie Crissy e grazie nuotatore... ma sapete che mi sembra impensabile che sott'acqua si vada più veloce che nuotando? Rimango esterrefatto
 
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Grazie Crissy e grazie nuotatore...

ma sapete che mi sembra impensabile che sott'acqua si vada più veloce che nuotando?

Rimango esterrefatto

La risposta più logica sta nel principio di Archimede (o nel caso stazionario dell'equazione di Bernoulli se vogliamo); la spinta è data dal peso del fluido spostato, quindi poichè banalmente l'acqua è circa 1000 volte più densa dell'aria nuotare completamente immersi ha un vantaggio enorme. Chiaro però che la forza per muovere l'acqua non è minimamente confrontabile con quella che serve a muore un gas (lo sanno bene i dorsisti alla quarta sub, specie se non sono in forma). E qua si arriva al secondo punto, effettivamente per noi poveri uomini il vantaggio (empiricamente) sussiste solo nel caso in cui ci sia un "aiutino da parte della vasca (spinta dal muretto), poi nel caso dello sport agonistico è, almeno, di pari importanza il gesto tecnico: acquaticità e posizione in acqua, oltre a una certa dose di conservazione dell'energia, se per esempio prima di virare non si ci ferma perdendo molta dell'energia cinetica (velocità). Quindi in assoluto non è vero che un uomo va più veloce sottacqua mentre uno squalo, per esempio, probabilmente si, anche e soprattutto per considerazioni aerodinamiche legate alla struttura fisica di un uomo che non è biologicamente predisposta a muoversi in quel modo (ad esempio corriamo molto meglio di quanto non nuotiamo, per questo chiunque sa correre, e a nuotare si ci deve parecchio impratichire), però dopo la virata con il trasferimento di energia da parte del muretto (terzo principio della dinamica) si ha un transitorio vantaggio nel rimanere in immersione, salvo che siano valide tutte le altre considerazioni già citate quali fatica, gesto tecnico e forza di base.

>Grazie Crissy e grazie nuotatore... >ma sapete che mi sembra impensabile che sott'acqua si vada più veloce che nuotando? >Rimango esterrefatto La risposta più logica sta nel principio di Archimede (o nel caso stazionario dell'equazione di Bernoulli se vogliamo); la spinta è data dal peso del fluido spostato, quindi poichè banalmente l'acqua è circa 1000 volte più densa dell'aria nuotare completamente immersi ha un vantaggio enorme. Chiaro però che la forza per muovere l'acqua non è minimamente confrontabile con quella che serve a muore un gas (lo sanno bene i dorsisti alla quarta sub, specie se non sono in forma). E qua si arriva al secondo punto, effettivamente per noi poveri uomini il vantaggio (empiricamente) sussiste solo nel caso in cui ci sia un "aiutino da parte della vasca (spinta dal muretto), poi nel caso dello sport agonistico è, almeno, di pari importanza il gesto tecnico: acquaticità e posizione in acqua, oltre a una certa dose di conservazione dell'energia, se per esempio prima di virare non si ci ferma perdendo molta dell'energia cinetica (velocità). Quindi in assoluto non è vero che un uomo va più veloce sottacqua mentre uno squalo, per esempio, probabilmente si, anche e soprattutto per considerazioni aerodinamiche legate alla struttura fisica di un uomo che non è biologicamente predisposta a muoversi in quel modo (ad esempio corriamo molto meglio di quanto non nuotiamo, per questo chiunque sa correre, e a nuotare si ci deve parecchio impratichire), però dopo la virata con il trasferimento di energia da parte del muretto (terzo principio della dinamica) si ha un transitorio vantaggio nel rimanere in immersione, salvo che siano valide tutte le altre considerazioni già citate quali fatica, gesto tecnico e forza di base.
 
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Grazie Crissy e grazie nuotatore...

ma sapete che mi sembra impensabile che sott'acqua si vada più veloce che nuotando?

Rimango esterrefatto

La risposta più logica sta nel principio di Archimede (o nel caso stazionario dell'equazione di Bernoulli se vogliamo); la spinta è data dal peso del fluido spostato, quindi poichè banalmente l'acqua è circa 1000 volte più densa dell'aria nuotare completamente immersi ha un vantaggio enorme. Chiaro però che la forza per muovere l'acqua non è minimamente confrontabile con quella che serve a muore un gas (lo sanno bene i dorsisti alla quarta sub, specie se non sono in forma). E qua si arriva al secondo punto, effettivamente per noi poveri uomini il vantaggio (empiricamente) sussiste solo nel caso in cui ci sia un "aiutino da parte della vasca (spinta dal muretto), poi nel caso dello sport agonistico è, almeno, di pari importanza il gesto tecnico: acquaticità e posizione in acqua, oltre a una certa dose di conservazione dell'energia, se per esempio prima di virare non si ci ferma perdendo molta dell'energia cinetica (velocità). Quindi in assoluto non è vero che un uomo va più veloce sottacqua mentre uno squalo, per esempio, probabilmente si, anche e soprattutto per considerazioni aerodinamiche legate alla struttura fisica di un uomo che non è biologicamente predisposta a muoversi in quel modo (ad esempio corriamo molto meglio di quanto non nuotiamo, per questo chiunque sa correre, e a nuotare si ci deve parecchio impratichire), però dopo la virata con il trasferimento di energia da parte del muretto (terzo principio della dinamica) si ha un transitorio vantaggio nel rimanere in immersione, salvo che siano valide tutte le altre considerazioni già citate quali fatica, gesto tecnico e forza di base.

EDIT: Ho dimenticato, tra le tante, anche il discorso della profondità della virata, virare a una certa profondità, piuttosto che sotto al pelo dell'acqua fornisce un'ulteriore vantaggio energetico perchè, aiutato dalla spinta della parate, nel momento in cui si sta per riemergere la spinta dell'acqua sul corpo si giustifica come una variazione di quota piezometrica (o banale energia su unità di forza, vabbè). Per questo si dice che taluni nuotatori hanno un buon rilancio della nuotata in uscita di virata, perchè hanno effettuato la spinta nella posizione che massimizza la restituzione dell'energia da parte del fluido nel momento dell'uscita (o se sono meno densi, come nel caso del fortunato Yannick Agnel 2 metri e fisico pazzesco per soli 80 kg)

>>Grazie Crissy e grazie nuotatore... >>ma sapete che mi sembra impensabile che sott'acqua si vada più veloce che nuotando? >>Rimango esterrefatto >La risposta più logica sta nel principio di Archimede (o nel caso stazionario dell'equazione di Bernoulli se vogliamo); la spinta è data dal peso del fluido spostato, quindi poichè banalmente l'acqua è circa 1000 volte più densa dell'aria nuotare completamente immersi ha un vantaggio enorme. Chiaro però che la forza per muovere l'acqua non è minimamente confrontabile con quella che serve a muore un gas (lo sanno bene i dorsisti alla quarta sub, specie se non sono in forma). E qua si arriva al secondo punto, effettivamente per noi poveri uomini il vantaggio (empiricamente) sussiste solo nel caso in cui ci sia un "aiutino da parte della vasca (spinta dal muretto), poi nel caso dello sport agonistico è, almeno, di pari importanza il gesto tecnico: acquaticità e posizione in acqua, oltre a una certa dose di conservazione dell'energia, se per esempio prima di virare non si ci ferma perdendo molta dell'energia cinetica (velocità). Quindi in assoluto non è vero che un uomo va più veloce sottacqua mentre uno squalo, per esempio, probabilmente si, anche e soprattutto per considerazioni aerodinamiche legate alla struttura fisica di un uomo che non è biologicamente predisposta a muoversi in quel modo (ad esempio corriamo molto meglio di quanto non nuotiamo, per questo chiunque sa correre, e a nuotare si ci deve parecchio impratichire), però dopo la virata con il trasferimento di energia da parte del muretto (terzo principio della dinamica) si ha un transitorio vantaggio nel rimanere in immersione, salvo che siano valide tutte le altre considerazioni già citate quali fatica, gesto tecnico e forza di base. EDIT: Ho dimenticato, tra le tante, anche il discorso della profondità della virata, virare a una certa profondità, piuttosto che sotto al pelo dell'acqua fornisce un'ulteriore vantaggio energetico perchè, aiutato dalla spinta della parate, nel momento in cui si sta per riemergere la spinta dell'acqua sul corpo si giustifica come una variazione di quota piezometrica (o banale energia su unità di forza, vabbè). Per questo si dice che taluni nuotatori hanno un buon rilancio della nuotata in uscita di virata, perchè hanno effettuato la spinta nella posizione che massimizza la restituzione dell'energia da parte del fluido nel momento dell'uscita (o se sono meno densi, come nel caso del fortunato Yannick Agnel 2 metri e fisico pazzesco per soli 80 kg)
 
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Ancora più eclatante la gara "dei sommergibili" (o era "dei siluri"?) di 8 anni prima:

caspita non me la ricordavo... però sub sfruttatata solo in partenza...

ora le virate fanno la differenza smile

per il dorso ricordo il 23.10 di Hill Taylor del 2008 mi sembra (WR 50 dorso 24.00 di Kolesnikov)

impressionante: https://www.youtube.com/watch?v=5dU86-DeG2o

>Ancora più eclatante la gara "dei sommergibili" (o era "dei siluri"?) di 8 anni prima: caspita non me la ricordavo... però sub sfruttatata solo in partenza... ora le virate fanno la differenza ;) per il dorso ricordo il 23.10 di Hill Taylor del 2008 mi sembra (WR 50 dorso 24.00 di Kolesnikov) impressionante: [50 back sub](https://www.youtube.com/watch?v=5dU86-DeG2o "50 back sub")
modificato Jan 24 a 8:51 am
 
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Grazie Crissy e grazie nuotatore...

ma sapete che mi sembra impensabile che sott'acqua si vada più veloce che nuotando?

Rimango esterrefatto

La risposta più logica sta nel principio di Archimede (o nel caso stazionario dell'equazione di Bernoulli se vogliamo); la spinta è data dal peso del fluido spostato, quindi poichè banalmente l'acqua è circa 1000 volte più densa dell'aria nuotare completamente immersi ha un vantaggio enorme. Chiaro però che la forza per muovere l'acqua non è minimamente confrontabile con quella che serve a muore un gas (lo sanno bene i dorsisti alla quarta sub, specie se non sono in forma). E qua si arriva al secondo punto, effettivamente per noi poveri uomini il vantaggio (empiricamente) sussiste solo nel caso in cui ci sia un "aiutino da parte della vasca (spinta dal muretto), poi nel caso dello sport agonistico è, almeno, di pari importanza il gesto tecnico: acquaticità e posizione in acqua, oltre a una certa dose di conservazione dell'energia, se per esempio prima di virare non si ci ferma perdendo molta dell'energia cinetica (velocità). Quindi in assoluto non è vero che un uomo va più veloce sottacqua mentre uno squalo, per esempio, probabilmente si, anche e soprattutto per considerazioni aerodinamiche legate alla struttura fisica di un uomo che non è biologicamente predisposta a muoversi in quel modo (ad esempio corriamo molto meglio di quanto non nuotiamo, per questo chiunque sa correre, e a nuotare si ci deve parecchio impratichire), però dopo la virata con il trasferimento di energia da parte del muretto (terzo principio della dinamica) si ha un transitorio vantaggio nel rimanere in immersione, salvo che siano valide tutte le altre considerazioni già citate quali fatica, gesto tecnico e forza di base.

EDIT: Ho dimenticato, tra le tante, anche il discorso della profondità della virata, virare a una certa profondità, piuttosto che sotto al pelo dell'acqua fornisce un'ulteriore vantaggio energetico perchè, aiutato dalla spinta della parate, nel momento in cui si sta per riemergere la spinta dell'acqua sul corpo si giustifica come una variazione di quota piezometrica (o banale energia su unità di forza, vabbè). Per questo si dice che taluni nuotatori hanno un buon rilancio della nuotata in uscita di virata, perchè hanno effettuato la spinta nella posizione che massimizza la restituzione dell'energia da parte del fluido nel momento dell'uscita (o se sono meno densi, come nel caso del fortunato Yannick Agnel 2 metri e fisico pazzesco per soli 80 kg)

Agnel che, peraltro, non era uno specialista della fase subacquea, e non era nemmeno un polivalente a livello di altri campioni, mentre era estremamente efficiente nella nuotata a stile libero.

E, per contro, sono specialisti della fase subacquea nuotatrici/nuotatori con un fisico minuto e qui entra in gioco il discorso che hai giustamente introdotto sul gesto tecnico e l'acquaticità, che differiscono tra i vari nuotatori indipendentemente dallo "scafo" che, come Nuotatore ci ha insegnato, è comunque una componente fondamentale nel nuoto.

Ai famosi Mondiali2007 Phelps introdusse, in modo dirompente, il cosiddetto quinto stile (la fase subacquea),e da allora si sono fatti tanti progressi nella sua corretta gestione, che varia da nuotatore a nuotatore, per ottimizzare il risultato (ad esempio, Milak, che non è uno specialista delle apnee, nel suo recente WR nei 200 delfino non ha certo esibito sub lunghe, preferendo mantenere l'energia per la fase nuotata, specie la seconda metà gara), ed altri progressi si faranno in futuro.

Ecco perchè il nuoto è uno sport interessantissimo, anche da un punto di vista scientifico (ottime le considerazioni di Bont):1) entrano in gioco tante variabili a determinare il risultato finale 2) si è in continua fase di studio ed apprendimento.

>>>Grazie Crissy e grazie nuotatore... >>>ma sapete che mi sembra impensabile che sott'acqua si vada più veloce che nuotando? >>>Rimango esterrefatto >>La risposta più logica sta nel principio di Archimede (o nel caso stazionario dell'equazione di Bernoulli se vogliamo); la spinta è data dal peso del fluido spostato, quindi poichè banalmente l'acqua è circa 1000 volte più densa dell'aria nuotare completamente immersi ha un vantaggio enorme. Chiaro però che la forza per muovere l'acqua non è minimamente confrontabile con quella che serve a muore un gas (lo sanno bene i dorsisti alla quarta sub, specie se non sono in forma). E qua si arriva al secondo punto, effettivamente per noi poveri uomini il vantaggio (empiricamente) sussiste solo nel caso in cui ci sia un "aiutino da parte della vasca (spinta dal muretto), poi nel caso dello sport agonistico è, almeno, di pari importanza il gesto tecnico: acquaticità e posizione in acqua, oltre a una certa dose di conservazione dell'energia, se per esempio prima di virare non si ci ferma perdendo molta dell'energia cinetica (velocità). Quindi in assoluto non è vero che un uomo va più veloce sottacqua mentre uno squalo, per esempio, probabilmente si, anche e soprattutto per considerazioni aerodinamiche legate alla struttura fisica di un uomo che non è biologicamente predisposta a muoversi in quel modo (ad esempio corriamo molto meglio di quanto non nuotiamo, per questo chiunque sa correre, e a nuotare si ci deve parecchio impratichire), però dopo la virata con il trasferimento di energia da parte del muretto (terzo principio della dinamica) si ha un transitorio vantaggio nel rimanere in immersione, salvo che siano valide tutte le altre considerazioni già citate quali fatica, gesto tecnico e forza di base. >EDIT: Ho dimenticato, tra le tante, anche il discorso della profondità della virata, virare a una certa profondità, piuttosto che sotto al pelo dell'acqua fornisce un'ulteriore vantaggio energetico perchè, aiutato dalla spinta della parate, nel momento in cui si sta per riemergere la spinta dell'acqua sul corpo si giustifica come una variazione di quota piezometrica (o banale energia su unità di forza, vabbè). Per questo si dice che taluni nuotatori hanno un buon rilancio della nuotata in uscita di virata, perchè hanno effettuato la spinta nella posizione che massimizza la restituzione dell'energia da parte del fluido nel momento dell'uscita (**o se sono meno densi, come nel caso del fortunato Yannick Agnel 2 metri e fisico pazzesco per soli 80 kg**) Agnel che, peraltro, non era uno specialista della fase subacquea, e non era nemmeno un polivalente a livello di altri campioni, mentre era estremamente efficiente nella nuotata a stile libero. E, per contro, sono specialisti della fase subacquea nuotatrici/nuotatori con un fisico minuto e qui entra in gioco il discorso che hai giustamente introdotto sul gesto tecnico e l'acquaticità, che differiscono tra i vari nuotatori indipendentemente dallo "scafo" che, come Nuotatore ci ha insegnato, è comunque una componente fondamentale nel nuoto. Ai famosi Mondiali2007 Phelps introdusse, in modo dirompente, il cosiddetto quinto stile (la fase subacquea),e da allora si sono fatti tanti progressi nella sua corretta gestione, che varia da nuotatore a nuotatore, per ottimizzare il risultato (ad esempio, Milak, che non è uno specialista delle apnee, nel suo recente WR nei 200 delfino non ha certo esibito sub lunghe, preferendo mantenere l'energia per la fase nuotata, specie la seconda metà gara), ed altri progressi si faranno in futuro. Ecco perchè il nuoto è uno sport interessantissimo, anche da un punto di vista scientifico (ottime le considerazioni di Bont):1) entrano in gioco tante variabili a determinare il risultato finale 2) si è in continua fase di studio ed apprendimento.
 
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grazie infinite per tutte le vostre interessantissime riflessioni

grazie infinite per tutte le vostre interessantissime riflessioni
modificato Feb 16 a 7:37 pm
 
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