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Via con il primo meeting in Arizona nel circuito ncaa. Crono non rilevanti fin'ora ma era un piccolo meeting tra 2/3 squadre, immagino fosse l'equivalente calcistica di un'amichevole: 46.86 in frazione interna della 4x100 sl (direi dormiente), poi perde per qualche centesimo i 200 fa (1.45.27 - interessante andare a guardare la distribuzione: 23.32 26.55 27.71 27.69, non eccessivo il calo nell'ultima parte anche se già abbiamo detto che in vasca corta, o cortissima, non era un grosso prolema), si prosegue con un modesto sesto posto nei 100 sl (45.97- nulla di che) e si conclude con un incoraggiante 50 in avvio di steffetta a 20.50 (questo non male).
Piccola nota a margine sulla squadra i "wildcats" della northwestern university allenati da Jeremy Kipp: Non una grande squadra in realtà, da 2 anni addirittura fuori dalle finals, tra i grandi nomi del passato sicuramente Grevers e il fondista Willimovsky. Attualmente sono 36th nel ranking nazionale, ma credo sia compito del nuovo asso nella manica trascinarli alle finals di marzo.
Venendo alla ciccia, su instagram burdisso "scherza" sul fatto che rischia di non poter gareggiare agli assoluti. Qualcuno sa quanto sia effettivamente elevato tale rischio? Perchè altrimenti, come lui stesso ha detto, not stonks.

Via con il primo meeting in Arizona nel circuito ncaa. Crono non rilevanti fin'ora ma era un piccolo meeting tra 2/3 squadre, immagino fosse l'equivalente calcistica di un'amichevole: 46.86 in frazione interna della 4x100 sl (direi dormiente), poi perde per qualche centesimo i 200 fa (1.45.27 - interessante andare a guardare la distribuzione: 23.32 26.55 27.71 27.69, non eccessivo il calo nell'ultima parte anche se già abbiamo detto che in vasca corta, o cortissima, non era un grosso prolema), si prosegue con un modesto sesto posto nei 100 sl (45.97- nulla di che) e si conclude con un incoraggiante 50 in avvio di steffetta a 20.50 (questo non male). Piccola nota a margine sulla squadra i "wildcats" della northwestern university allenati da Jeremy Kipp: Non una grande squadra in realtà, da 2 anni addirittura fuori dalle finals, tra i grandi nomi del passato sicuramente Grevers e il fondista Willimovsky. Attualmente sono 36th nel ranking nazionale, ma credo sia compito del nuovo asso nella manica trascinarli alle finals di marzo. Venendo alla ciccia, su instagram burdisso "scherza" sul fatto che rischia di non poter gareggiare agli assoluti. Qualcuno sa quanto sia effettivamente elevato tale rischio? Perchè altrimenti, come lui stesso ha detto, not stonks.
 
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Via con il primo meeting in Arizona nel circuito ncaa. Crono non rilevanti fin'ora ma era un piccolo meeting tra 2/3 squadre, immagino fosse l'equivalente calcistica di un'amichevole: 46.86 in frazione interna della 4x100 sl (direi dormiente), poi perde per qualche centesimo i 200 fa (1.45.27 - interessante andare a guardare la distribuzione: 23.32 26.55 27.71 27.69, non eccessivo il calo nell'ultima parte anche se già abbiamo detto che in vasca corta, o cortissima, non era un grosso prolema), si prosegue con un modesto sesto posto nei 100 sl (45.97- nulla di che) e si conclude con un incoraggiante 50 in avvio di steffetta a 20.50 (questo non male).
Piccola nota a margine sulla squadra i "wildcats" della northwestern university allenati da Jeremy Kipp: Non una grande squadra in realtà, da 2 anni addirittura fuori dalle finals, tra i grandi nomi del passato sicuramente Grevers e il fondista Willimovsky. Attualmente sono 36th nel ranking nazionale, ma credo sia compito del nuovo asso nella manica trascinarli alle finals di marzo.
Venendo alla ciccia, su instagram burdisso "scherza" sul fatto che rischia di non poter gareggiare agli assoluti. Qualcuno sa quanto sia effettivamente elevato tale rischio? Perchè altrimenti, come lui stesso ha detto, not stonks.

Le finals della Ncaa si disputano a marzo, ma ci saranno vari raggruppamenti. DI, DII e DIII (un po' come nell'atletica, o lo stesso nuoto con la Coppa Brema).
Quasi impossibile che Northwestern riesca già quest'anno ad inserirsi tra le migliori università, cioè quelle che si contenderanno il "vero" titolo Ncaa, ma alcuni atleti, come Burdisso, in base ai tempi che otterranno da qui alle finali di Conference (penso in particolare alle 200 yd a delfino) potranno comunque essere selezionati per le D1 finals, che nel 2020 si disputeranno a Indianapolis dal 25 al 28 marzo.
Invece le DII finals si disputeranno in Ohio dall'11 al 14 marzo.

I Campionati italiani sono lì in mezzo, cominciando il 17 marzo, e penso proprio che Burdisso ci sarà, comunque vadano le cose in questi suoi primi mesi all'Ncaa.
Certo è che cominciare la Ncaa a gennaio di un anno olimpico è una scelta che non tutti avrebbero fatto, come peraltro trasferirsi in Gran Bretagna e finire un anno prima il liceo.
Evidentemente Burdisso ha pochi dubbi e parecchia determinazione, come quando affronta i 200 delfino smile

>Via con il primo meeting in Arizona nel circuito ncaa. Crono non rilevanti fin'ora ma era un piccolo meeting tra 2/3 squadre, immagino fosse l'equivalente calcistica di un'amichevole: 46.86 in frazione interna della 4x100 sl (direi dormiente), poi perde per qualche centesimo i 200 fa (1.45.27 - interessante andare a guardare la distribuzione: 23.32 26.55 27.71 27.69, non eccessivo il calo nell'ultima parte anche se già abbiamo detto che in vasca corta, o cortissima, non era un grosso prolema), si prosegue con un modesto sesto posto nei 100 sl (45.97- nulla di che) e si conclude con un incoraggiante 50 in avvio di steffetta a 20.50 (questo non male). >Piccola nota a margine sulla squadra i "wildcats" della northwestern university allenati da Jeremy Kipp: Non una grande squadra in realtà, da 2 anni addirittura fuori dalle finals, tra i grandi nomi del passato sicuramente Grevers e il fondista Willimovsky. Attualmente sono 36th nel ranking nazionale, ma credo sia compito del nuovo asso nella manica trascinarli alle finals di marzo. >Venendo alla ciccia, su instagram burdisso "scherza" sul fatto che rischia di non poter gareggiare agli assoluti. Qualcuno sa quanto sia effettivamente elevato tale rischio? Perchè altrimenti, come lui stesso ha detto, not stonks. Le finals della Ncaa si disputano a marzo, ma ci saranno vari raggruppamenti. DI, DII e DIII (un po' come nell'atletica, o lo stesso nuoto con la Coppa Brema). Quasi impossibile che Northwestern riesca già quest'anno ad inserirsi tra le migliori università, cioè quelle che si contenderanno il "vero" titolo Ncaa, ma alcuni atleti, come Burdisso, in base ai tempi che otterranno da qui alle finali di Conference (penso in particolare alle 200 yd a delfino) potranno comunque essere selezionati per le D1 finals, che nel 2020 si disputeranno a Indianapolis dal 25 al 28 marzo. Invece le DII finals si disputeranno in Ohio dall'11 al 14 marzo. I Campionati italiani sono lì in mezzo, cominciando il 17 marzo, e penso proprio che Burdisso ci sarà, comunque vadano le cose in questi suoi primi mesi all'Ncaa. Certo è che cominciare la Ncaa a gennaio di un anno olimpico è una scelta che non tutti avrebbero fatto, come peraltro trasferirsi in Gran Bretagna e finire un anno prima il liceo. Evidentemente Burdisso ha pochi dubbi e parecchia determinazione, come quando affronta i 200 delfino ;)
 
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Non sono un esperto ma credo non funzioni così, i college sono inseriti nella propria division in base al prestigio generale della scuola, comprensivo di tutti i circuiti ncaa, non solo il nuoto maschile. Northwestern è nella division 1
Per l'accesso alle finals mi sembra che possano qualificarsi solo atleti delle prime 50 squadre nel ranking, ovviamente poi disputano le gare individuali nelle quali rientrano tra i migliori in generale, quindi Texas e California qualificano piu atleti per gara, mentre verosimilmente della northwestern solo Burdisso e pochi altri hanno la possibilità di fare le finals. Per il ranking dovrebbe funzionare che il punteggio di ogni college è dato dalla media dei punteggi di tabelle (come quelle fina) delle prime due prestazioni di ogni gara o gruppo di gare. Vedendo la situazione attuale dei northwestern credo che il contributo di Burdisso potrebbe portare punti in ben più di una gara, penso possa stare tra i primi 2 anche in tutte le gare a stile libero tra 50 e 500 oltre al delfino ed eventualmente i misti

Non sono un esperto ma credo non funzioni così, i college sono inseriti nella propria division in base al prestigio generale della scuola, comprensivo di tutti i circuiti ncaa, non solo il nuoto maschile. Northwestern è nella division 1 Per l'accesso alle finals mi sembra che possano qualificarsi solo atleti delle prime 50 squadre nel ranking, ovviamente poi disputano le gare individuali nelle quali rientrano tra i migliori in generale, quindi Texas e California qualificano piu atleti per gara, mentre verosimilmente della northwestern solo Burdisso e pochi altri hanno la possibilità di fare le finals. Per il ranking dovrebbe funzionare che il punteggio di ogni college è dato dalla media dei punteggi di tabelle (come quelle fina) delle prime due prestazioni di ogni gara o gruppo di gare. Vedendo la situazione attuale dei northwestern credo che il contributo di Burdisso potrebbe portare punti in ben più di una gara, penso possa stare tra i primi 2 anche in tutte le gare a stile libero tra 50 e 500 oltre al delfino ed eventualmente i misti
 
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Non sono un esperto ma credo non funzioni così, i college sono inseriti nella propria division in base al prestigio generale della scuola, comprensivo di tutti i circuiti ncaa, non solo il nuoto maschile. Northwestern è nella division 1

Hai ragione; Northwestern è nella Division 1 e quindi le finals Ncaa che potranno interessare Burdisso sono quelle di Indianapolis dal 25 al 28 marzo, cioè subito dopo i Campionati assoluti.

Dando una rapida scorsa al calendario degli impegni (tipo quello in Arizona che ha visto l'esordio di Burdisso) della squadra di nuoto e tuffi di Northwestern, ce ne sono parecchi da qui al primo febbraio.

Poi il focus passerà sulla finale di Conference, che per Nortwestern è la B1G, prevista a Bloomington (Indiana) dal 26 al 29 febbraio.

>Non sono un esperto ma credo non funzioni così, i college sono inseriti nella propria division in base al prestigio generale della scuola, comprensivo di tutti i circuiti ncaa, non solo il nuoto maschile. Northwestern è nella division 1 Hai ragione; Northwestern è nella Division 1 e quindi le finals Ncaa che potranno interessare Burdisso sono quelle di Indianapolis dal 25 al 28 marzo, cioè subito dopo i Campionati assoluti. Dando una rapida scorsa al calendario degli impegni (tipo quello in Arizona che ha visto l'esordio di Burdisso) della squadra di nuoto e tuffi di Northwestern, ce ne sono parecchi da qui al primo febbraio. Poi il focus passerà sulla finale di Conference, che per Nortwestern è la B1G, prevista a Bloomington (Indiana) dal 26 al 29 febbraio.
 
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Intervista di Federico Burdisso a nuoto.com
https://www.nuoto.com/2020/05/28/federico-burdisso-il-rinvio-delle-olimpiadi-unopportunita/

di cui riassumo i temi salienti (invitando al contempo ad ascoltarla integralmente)

1) Rinvio delle Olimpiadi visto come un'opportunità, non solo per la sua giovane età, ma anche perchè avrà modo di riadattare il regime di allenamento.
Come sapete, Burdisso si era trasferito ad inizio gennaio a Northwestern, università privata nei pressi di Chicago, dopo avere cercato invano la qualificazione olimpica nei 200 delfino agli Assoluti invernali di dicembre. Senza l'emergenza Covid, si sarebbe, quindi, dovuto ripresentare alle selezioni di Riccione di marzo, subito dopo avere disputato, in vasca da 25 yds, la fase finale del Ncaa.
Insomma, pochissimo tempo per riabituarsi alla vasca lunga e, soprattutto, due mesi abbondanti di allenamento in Usa che non l'hanno soddisfatto molto (troppo poco lavoro sul passo e di tipo aerobico, peraltro fondamentale per un 200 delfino in vasca da 50m).
Ora, insieme al suo coach Palombi, avrà modo di riprogrammare la preparazione per Tokyo 2021 (dopo essere ritornato in Italia a marzo, si sta allenando, secondo criteri "italiani", con i suoi compagni del Tiro a Volo, tra cui ha citato Ivan Giovannoni)

2) Esplicito rifiuto ("mi dissocio da questa domanda" ha provato a scherzarci su) a commentare il tipo di accoglienza avuto in Nazionale maggiore.
Magari, da osservatore molto esterno e del tutto ignaro di quello che realmente accade, la mia sensazione è sbagliata e forse condizionata da quanto accaduto a D'Arrigo, ma mi sembra che anche Burdisso non abbia gradito molto certi aspetti della sua prima esperienza in nazionale maggiore.
Decisamente contento, invece, dell'esperienza fatta nelle nazionali giovanili, assieme a Thomas (Ceccon), e di questo bel clima va dato merito al responsabile del settore giovanile Bolognani ed ai suoi collaboratori.

3) Non c'è dubbio che Burdisso sia un tipo particolare (ma ognuno di noi ha le proprie caratteristiche e per questo, secondo me, sarebbe importante rispettarle): non gli interessano altri sport, a partire dal calcio, non gli fanno paura i cambiamenti radicali come quelli che lui ha già affrontato andando a studiare in Gran Bretagna ed ora in Usa e non teme nemmeno la sofferenza che, inevitabilmente, comporta l'affrontare un 200 delfino molto forte come fa lui.
Interessante come il delfino lo abbia curato solo dal secondo anno ragazzi (prima si dedicava quasi esclusivamente allo stile libero) e gli abbiano molto giovato gli allenamenti in tolleranza, per trovare quella che poi è ancora oggi la sua caratteristica più notevole, cioè la capacità, in un 200 delfino, di passare ai 100m "forte ma leggero".

4) Ha parlato anche della sua difficoltà di nuotare bene i 200 sl.
Secondo il suo coach gliene viene bene "uno su dieci", ma non ha perso la speranza di rimettere le cose a posto per partecipare, chissà, in futuro alla 4x200 sl.

5) Ad esplicitare una certa timidezza di fondo, sua e dello stesso Ceccon, ha ricordato di come, quando arrivavano a competere nelle principali manifestazioni junior (Mondiali ed Europei), gli elementi di spicco delle altre squadre gli sembrassero troppo più forti di loro. Poi, in acqua le cose cambiavano.
Ho l'impressione che anche Ceccon, a dispetto dell'apparente abulia o disinteresse, abbia solo bisogno di costruirsi delle certezze.

Intervista di Federico Burdisso a nuoto.com https://www.nuoto.com/2020/05/28/federico-burdisso-il-rinvio-delle-olimpiadi-unopportunita/ di cui riassumo i temi salienti (invitando al contempo ad ascoltarla integralmente) 1) Rinvio delle Olimpiadi visto come un'opportunità, non solo per la sua giovane età, ma anche perchè avrà modo di riadattare il regime di allenamento. Come sapete, Burdisso si era trasferito ad inizio gennaio a Northwestern, università privata nei pressi di Chicago, dopo avere cercato invano la qualificazione olimpica nei 200 delfino agli Assoluti invernali di dicembre. Senza l'emergenza Covid, si sarebbe, quindi, dovuto ripresentare alle selezioni di Riccione di marzo, subito dopo avere disputato, in vasca da 25 yds, la fase finale del Ncaa. Insomma, pochissimo tempo per riabituarsi alla vasca lunga e, soprattutto, due mesi abbondanti di allenamento in Usa che non l'hanno soddisfatto molto (troppo poco lavoro sul passo e di tipo aerobico, peraltro fondamentale per un 200 delfino in vasca da 50m). Ora, insieme al suo coach Palombi, avrà modo di riprogrammare la preparazione per Tokyo 2021 (dopo essere ritornato in Italia a marzo, si sta allenando, secondo criteri "italiani", con i suoi compagni del Tiro a Volo, tra cui ha citato Ivan Giovannoni) 2) Esplicito rifiuto ("mi dissocio da questa domanda" ha provato a scherzarci su) a commentare il tipo di accoglienza avuto in Nazionale maggiore. Magari, da osservatore molto esterno e del tutto ignaro di quello che realmente accade, la mia sensazione è sbagliata e forse condizionata da quanto accaduto a D'Arrigo, ma mi sembra che anche Burdisso non abbia gradito molto certi aspetti della sua prima esperienza in nazionale maggiore. Decisamente contento, invece, dell'esperienza fatta nelle nazionali giovanili, assieme a Thomas (Ceccon), e di questo bel clima va dato merito al responsabile del settore giovanile Bolognani ed ai suoi collaboratori. 3) Non c'è dubbio che Burdisso sia un tipo particolare (ma ognuno di noi ha le proprie caratteristiche e per questo, secondo me, sarebbe importante rispettarle): non gli interessano altri sport, a partire dal calcio, non gli fanno paura i cambiamenti radicali come quelli che lui ha già affrontato andando a studiare in Gran Bretagna ed ora in Usa e non teme nemmeno la sofferenza che, inevitabilmente, comporta l'affrontare un 200 delfino molto forte come fa lui. Interessante come il delfino lo abbia curato solo dal secondo anno ragazzi (prima si dedicava quasi esclusivamente allo stile libero) e gli abbiano molto giovato gli allenamenti in tolleranza, per trovare quella che poi è ancora oggi la sua caratteristica più notevole, cioè la capacità, in un 200 delfino, di passare ai 100m "forte ma leggero". 4) Ha parlato anche della sua difficoltà di nuotare bene i 200 sl. Secondo il suo coach gliene viene bene "uno su dieci", ma non ha perso la speranza di rimettere le cose a posto per partecipare, chissà, in futuro alla 4x200 sl. 5) Ad esplicitare una certa timidezza di fondo, sua e dello stesso Ceccon, ha ricordato di come, quando arrivavano a competere nelle principali manifestazioni junior (Mondiali ed Europei), gli elementi di spicco delle altre squadre gli sembrassero troppo più forti di loro. Poi, in acqua le cose cambiavano. Ho l'impressione che anche Ceccon, a dispetto dell'apparente abulia o disinteresse, abbia solo bisogno di costruirsi delle certezze.
modificato May 29 a 2:05 pm
 
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Non senza fatica sono arrivato in fondo all'intervista smile
Il formato live è sicuramente più godibile in diretta, appunto, che non in registrato, con i tanti tempi morti e le domande ridondanti, e i commenti degli amici e parenti a distrarre l'intervistato (oltre alle distrazioni fisicamente presenti nella stanza del campioncino).
Federico Burdisso, col suo carattere tranquillo e timido, ci racconta quasi più con il linguaggio del corpo che con le parole, e la battuta tranchant con cui risponde alla domanda sui rapporti con gli altri nazionali, dice tutto. L'intervistatore è stato più umano o più giornalisticamente sprecone a non approfondire? Visto il contesto amichevole e rilassato direi più umano, ma sarebbe stato interessante sapere come avrebbe risposto a una richiesta di maggiori spiegazioni.
Burdisso ha poi candidamente ammesso che dovrebbe aumentare i volumi di allenamento, e che durante lo stop di 10 settimane non ha svolto lavori a secco, al contrario della maggior parte dei suoi colleghi. Studio a parte, insomma, Burdisso si appropria di quella veste di nuotatore talentuoso ma ancora privo della mentalità da hard worker prerogativa di tutti i grandissimi, che tanto spesso abbiamo cucito addosso anche al suo splash brother Thomas Ceccon. Sempre a proposito degli allenamenti rivela, come scritto da Nuotofan, di non essersi trovato a proprio agio in Illinois, mentre invece ci riporta l'entusiastico clima che si respira alle gare universitarie, secondo quel tanto stereotipato modello di college che, però, influisce in maniera determinante su un po' tutti gli sportivi a stelle e strisce, contribuendo alla formazione di campioni con una marcia in più e abituati a certi palcoscenici fin da giovanissimi.
Tra le altre curiosità mi ha sorpreso venire a sapere che il suo amore per il nuoto è nato dal mare, così come per il buon Paltrinieri, e che non sia appassionato di nessuno sport. Addirittura ha escluso la possibilità di rimanere nel mondo del nuoto dopo il ritiro, il che è strano considerato che è ancora molto giovane. Mi auguro solo che continui a trovare stimoli per nuotare a lungo, e non decida di abbandonare prematuramente per inseguire il suo sogno americano.
Ultima postilla: se per giovani altri nuotatori abbiamo ravvisato una maturità superiore a quello che ci possa attendere da un pari età, di certo non possiamo dire altrettanto di Burdisso, che risulta essere perfettamente inquadrabile nella sua giovane età.

Non senza fatica sono arrivato in fondo all'intervista (wasntme) Il formato live è sicuramente più godibile in diretta, appunto, che non in registrato, con i tanti tempi morti e le domande ridondanti, e i commenti degli amici e parenti a distrarre l'intervistato (oltre alle distrazioni fisicamente presenti nella stanza del campioncino). Federico Burdisso, col suo carattere tranquillo e timido, ci racconta quasi più con il linguaggio del corpo che con le parole, e la battuta tranchant con cui risponde alla domanda sui rapporti con gli altri nazionali, dice tutto. L'intervistatore è stato più umano o più giornalisticamente sprecone a non approfondire? Visto il contesto amichevole e rilassato direi più umano, ma sarebbe stato interessante sapere come avrebbe risposto a una richiesta di maggiori spiegazioni. Burdisso ha poi candidamente ammesso che dovrebbe aumentare i volumi di allenamento, e che durante lo stop di 10 settimane non ha svolto lavori a secco, al contrario della maggior parte dei suoi colleghi. Studio a parte, insomma, Burdisso si appropria di quella veste di nuotatore talentuoso ma ancora privo della mentalità da hard worker prerogativa di tutti i grandissimi, che tanto spesso abbiamo cucito addosso anche al suo splash brother Thomas Ceccon. Sempre a proposito degli allenamenti rivela, come scritto da Nuotofan, di non essersi trovato a proprio agio in Illinois, mentre invece ci riporta l'entusiastico clima che si respira alle gare universitarie, secondo quel tanto stereotipato modello di college che, però, influisce in maniera determinante su un po' tutti gli sportivi a stelle e strisce, contribuendo alla formazione di campioni con una marcia in più e abituati a certi palcoscenici fin da giovanissimi. Tra le altre curiosità mi ha sorpreso venire a sapere che il suo amore per il nuoto è nato dal mare, così come per il buon Paltrinieri, e che non sia appassionato di nessuno sport. Addirittura ha escluso la possibilità di rimanere nel mondo del nuoto dopo il ritiro, il che è strano considerato che è ancora molto giovane. Mi auguro solo che continui a trovare stimoli per nuotare a lungo, e non decida di abbandonare prematuramente per inseguire il suo sogno americano. Ultima postilla: se per giovani altri nuotatori abbiamo ravvisato una maturità superiore a quello che ci possa attendere da un pari età, di certo non possiamo dire altrettanto di Burdisso, che risulta essere perfettamente inquadrabile nella sua giovane età.
 
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Non senza fatica sono arrivato in fondo all'intervista smile
Il formato live è sicuramente più godibile in diretta, appunto, che non in registrato, con i tanti tempi morti e le domande ridondanti, e i commenti degli amici e parenti a distrarre l'intervistato (oltre alle distrazioni fisicamente presenti nella stanza del campioncino).
Federico Burdisso, col suo carattere tranquillo e timido, ci racconta quasi più con il linguaggio del corpo che con le parole, e la battuta tranchant con cui risponde alla domanda sui rapporti con gli altri nazionali, dice tutto. L'intervistatore è stato più umano o più giornalisticamente sprecone a non approfondire? Visto il contesto amichevole e rilassato direi più umano, ma sarebbe stato interessante sapere come avrebbe risposto a una richiesta di maggiori spiegazioni.

Concordo su tutto.

1) Anche io ho "resistito" fino alla fine, ma i diretti interessati (intervistatore e intervistato soprattutto) dovrebbero tenere conto anche di chi ascolta l'intervista, e non è interessato ai commenti live di amici e parenti scritti sui soliti social.

2) Intervistatore senz'altro "umano", a fronte del desiderio di non parlarne dell'intervistato, a non approfondire cosa non era piaciuto a Burdisso della sua prima esperienza in nazionale maggiore.
Peraltro, visti gli evidenti legami tra il sito che ha ospitato l'intervista e la Federazione italiana nuoto, parlerei - oltre che di umanità - anche di un prudenziale tenersi alla larga da un argomento che poteva risultare scomodo.

>Non senza fatica sono arrivato in fondo all'intervista (wasntme) >Il formato live è sicuramente più godibile in diretta, appunto, che non in registrato, con i tanti tempi morti e le domande ridondanti, e i commenti degli amici e parenti a distrarre l'intervistato (oltre alle distrazioni fisicamente presenti nella stanza del campioncino). >Federico Burdisso, col suo carattere tranquillo e timido, ci racconta quasi più con il linguaggio del corpo che con le parole, e la battuta tranchant con cui risponde alla domanda sui rapporti con gli altri nazionali, dice tutto. L'intervistatore è stato più umano o più giornalisticamente sprecone a non approfondire? Visto il contesto amichevole e rilassato direi più umano, ma sarebbe stato interessante sapere come avrebbe risposto a una richiesta di maggiori spiegazioni. Concordo su tutto. 1) Anche io ho "resistito" fino alla fine, ma i diretti interessati (intervistatore e intervistato soprattutto) dovrebbero tenere conto anche di chi ascolta l'intervista, e non è interessato ai commenti live di amici e parenti scritti sui soliti social. 2) Intervistatore senz'altro "umano", a fronte del desiderio di non parlarne dell'intervistato, a non approfondire cosa non era piaciuto a Burdisso della sua prima esperienza in nazionale maggiore. Peraltro, visti gli evidenti legami tra il sito che ha ospitato l'intervista e la Federazione italiana nuoto, parlerei - oltre che di umanità - anche di un prudenziale tenersi alla larga da un argomento che poteva risultare scomodo.
 
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