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Ciao a tutti,
apro questa discussione perchè sono curioso di sapere se ci siano opinioni su questo forum a proposito dello scontro esploso tra International Swimming League e FINA riguardo lo svolgimento dell'evento Energy for Swim di dicembre a Torino, che ha portato alla cancellazione dello stesso.

Io ho seguito la questione attraverso il racconto di SwimSwam Italia, cerco di riassumerla brevemente per chi non la conoscesse.
Tutto partirebbe dal progetto di Kostantin Grigorishin, capo del gruppo Energy Standard, di creare un format di competizioni di nuoto a squadre che possa dare maggiore visibilità al nuoto e maggiori possibilità di guadagno per gli atleti, l'International Swimming League. Secondo la ricostruzione fornita da SwimSwam, nell'ultimo anno la neonata ISL avrebbe cominciato a programmare il primo evento per dicembre di quest'anno e, secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, a trattare con la FINA per ottenerne l'approvazione. La federazione tuttavia ha rilasciato a giugno una nota che negava legami con la ISL e specificava che gli eventi da essa organizzati non sarabbero stati approvati o riconosciuti. Così facendo i partecipanti all'evento sarebbero rimasti esposti a possibili sanzioni, quali esclusioni da manifestazioni internazionali future, previste dai regolamenti della FINA per chi partecipi a competizioni internazionali non riconosciute. Per ovviare a questo problema ISL si sarebbe accordata con la FIN per farle organizzare l'evento, in modo da farlo risultare come competizione nazionale, che non necessita di approvazione FINA. Viene quindi annunciato l'Energy for Swim 2018 che si sarebbe svolto a Torino il 20/21 Dicembre. Il 30 ottobre tuttavia arriva una lettera della FINA che dichiara che la federazione internazionale ha votato un'interpretazione del regolamento per cui la manifestazione viene ritenuta a tutti gli effetti internazionale. La FIN a questo punto, dicendosi in disaccordo rispetto a tale interpretazione definita soggettiva, chiede con un'ulteriore lettera alla FINA di garantire che non vengano sanzionati gli atleti partecipanti, tuttavia non ricevendo risposta annuncia il 15 ottobre la cancellazione di Energy for Swim.

Sempre stando a quanto riportato da SwimSwam sembra che ISL abbia intenzione di intraprendere azioni legali contro la FINA, trovando le azioni della federazione mirate a minare la concorrenza (verosimile considerando gli annunci di alcuni atleti, tra cui Sjostrom e Manuel, di partecipazione nonostante l'assenza ai mondiali di Hangzhou) e quindi in contrasto con le leggi antitrust dell'UE. In tal senso viene anche indicato un precedente avvenuto nel mondo del pattinaggio in cui la Commissione Europea ha effettivamente riconosciuto la violazione delle norme da parte della federazione internazionale nel sanzionare gli atleti per aver partecipato a competizioni non riconosciute.

Ora, al di là della delusione personale dovuta alla cancellazione dell'evento (da più di un anno mi sono trasferito a Torino per studiare e mi pregustavo già la fantastica coincidenza di poter assistere a un evento natatorio con Sjsotrom, Hosszu, Peaty e buona parte dell'elite del nuoto nella piscina in cui mi alleno, a poco più di un kilometro da casa smile ), io non ho probabilmente abbastanza competenze per entrare in dettaglio nel merito della questione ma spero che questo episodio non sia l'inizio di una guerra stile basket (sport che da anni vede Eurolega e federazione internazionale boicottarsi a vicenda col risultato, ad esempio, che a fine mese si terranno contemporaneamente Italia-Lituania, valevole per la qualificazione ai mondiali, e Zalgiris Kaunas-Armani Milano, match di Eurolega tra due dei principali club rispettivamente di Lituania e Italia), in cui probabilmente finirebbero per perderci lo spettacolo e la competizione.

Ciao a tutti, apro questa discussione perchè sono curioso di sapere se ci siano opinioni su questo forum a proposito dello scontro esploso tra International Swimming League e FINA riguardo lo svolgimento dell'evento Energy for Swim di dicembre a Torino, che ha portato alla cancellazione dello stesso. Io ho seguito la questione attraverso il racconto di SwimSwam Italia, cerco di riassumerla brevemente per chi non la conoscesse. Tutto partirebbe dal progetto di Kostantin Grigorishin, capo del gruppo Energy Standard, di creare un format di competizioni di nuoto a squadre che possa dare maggiore visibilità al nuoto e maggiori possibilità di guadagno per gli atleti, l'International Swimming League. Secondo la ricostruzione fornita da SwimSwam, nell'ultimo anno la neonata ISL avrebbe cominciato a programmare il primo evento per dicembre di quest'anno e, secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, a trattare con la FINA per ottenerne l'approvazione. La federazione tuttavia ha rilasciato a giugno una nota che negava legami con la ISL e specificava che gli eventi da essa organizzati non sarabbero stati approvati o riconosciuti. Così facendo i partecipanti all'evento sarebbero rimasti esposti a possibili sanzioni, quali esclusioni da manifestazioni internazionali future, previste dai regolamenti della FINA per chi partecipi a competizioni internazionali non riconosciute. Per ovviare a questo problema ISL si sarebbe accordata con la FIN per farle organizzare l'evento, in modo da farlo risultare come competizione nazionale, che non necessita di approvazione FINA. Viene quindi annunciato l'Energy for Swim 2018 che si sarebbe svolto a Torino il 20/21 Dicembre. Il 30 ottobre tuttavia arriva una lettera della FINA che dichiara che la federazione internazionale ha votato un'interpretazione del regolamento per cui la manifestazione viene ritenuta a tutti gli effetti internazionale. La FIN a questo punto, dicendosi in disaccordo rispetto a tale interpretazione definita soggettiva, chiede con un'ulteriore lettera alla FINA di garantire che non vengano sanzionati gli atleti partecipanti, tuttavia non ricevendo risposta annuncia il 15 ottobre la cancellazione di Energy for Swim. Sempre stando a quanto riportato da SwimSwam sembra che ISL abbia intenzione di intraprendere azioni legali contro la FINA, trovando le azioni della federazione mirate a minare la concorrenza (verosimile considerando gli annunci di alcuni atleti, tra cui Sjostrom e Manuel, di partecipazione nonostante l'assenza ai mondiali di Hangzhou) e quindi in contrasto con le leggi antitrust dell'UE. In tal senso viene anche indicato un precedente avvenuto nel mondo del pattinaggio in cui la Commissione Europea ha effettivamente riconosciuto la violazione delle norme da parte della federazione internazionale nel sanzionare gli atleti per aver partecipato a competizioni non riconosciute. Ora, al di là della delusione personale dovuta alla cancellazione dell'evento (da più di un anno mi sono trasferito a Torino per studiare e mi pregustavo già la fantastica coincidenza di poter assistere a un evento natatorio con Sjsotrom, Hosszu, Peaty e buona parte dell'elite del nuoto nella piscina in cui mi alleno, a poco più di un kilometro da casa (wasntme) ), io non ho probabilmente abbastanza competenze per entrare in dettaglio nel merito della questione ma spero che questo episodio non sia l'inizio di una guerra stile basket (sport che da anni vede Eurolega e federazione internazionale boicottarsi a vicenda col risultato, ad esempio, che a fine mese si terranno contemporaneamente Italia-Lituania, valevole per la qualificazione ai mondiali, e Zalgiris Kaunas-Armani Milano, match di Eurolega tra due dei principali club rispettivamente di Lituania e Italia), in cui probabilmente finirebbero per perderci lo spettacolo e la competizione.
 
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Topic interessante. Anche io ho seguito, poco a dire il vero, le vicende su swimswam. La mia impressione è che la FINA si senta minacciata dai fondi messi a disposizione da Energy Standard che ha messo a nudo 2 grandi fallimenti della FINA:

  1. I mondiali in vasca corta: non penso sia un mistero il fatto che i mondiali in corta non siano una competizione particolarmente ambita; spesso e volentieri vengono snobbati dai big
  2. La coppa del mondo che nei piani della FINA sarebbe dovuta essere la competizione internazionale capace di portare in auge l'interesse per il nuoto e che, a conti fatti, è diventata solo un modo per i vari Le Clos, Hosszu, Sjöström e Van Der Burgh (nuotatori di primissimo piano sia chiaro) di fare un (bel) po' di soldi senza però portare grande riscontro a livello di popolarità.

Da un certo punto di vista capisco le ragioni della FINA che vede snobbato un campionato mondiale (seppur in corta) a favore di un meeting che dovrebbe avere meno rilevanza; dall'altro, se dovesse essere confermato il tentativo antecedente di regolamentare la situazione da parte della ISL, il comportamento della FINA sarebbe stato poco professionale. Ovviamente tutto ciò non scusa il tentativo di aggirare le regole da parte di ISL cercando di sfruttare la FIN. La cancellazione dell'evento da parte della FIN penso abbia salvato, almeno per adesso, la FINA da una figuraccia: dubito che la FINA avrebbe squalificato nuotatori del calibro di Peaty, Hosszu, Sjostrom, Guy, Murphy, Paltrinieri, Detti, Kalisz, Seebohm, Scott, Kolesnikov, etc, etc....

Topic interessante. Anche io ho seguito, poco a dire il vero, le vicende su swimswam. La mia impressione è che la FINA si senta minacciata dai fondi messi a disposizione da Energy Standard che ha messo a nudo 2 grandi fallimenti della FINA: 1. I mondiali in vasca corta: non penso sia un mistero il fatto che i mondiali in corta non siano una competizione particolarmente ambita; spesso e volentieri vengono snobbati dai big 2. La coppa del mondo che nei piani della FINA sarebbe dovuta essere la competizione internazionale capace di portare in auge l'interesse per il nuoto e che, a conti fatti, è diventata solo un modo per i vari Le Clos, Hosszu, Sjöström e Van Der Burgh (nuotatori di primissimo piano sia chiaro) di fare un (bel) po' di soldi senza però portare grande riscontro a livello di popolarità. Da un certo punto di vista capisco le ragioni della FINA che vede snobbato un campionato mondiale (seppur in corta) a favore di un meeting che dovrebbe avere meno rilevanza; dall'altro, se dovesse essere confermato il tentativo antecedente di regolamentare la situazione da parte della ISL, il comportamento della FINA sarebbe stato poco professionale. Ovviamente tutto ciò non scusa il tentativo di aggirare le regole da parte di ISL cercando di sfruttare la FIN. La cancellazione dell'evento da parte della FIN penso abbia salvato, almeno per adesso, la FINA da una figuraccia: dubito che la FINA avrebbe squalificato nuotatori del calibro di Peaty, Hosszu, Sjostrom, Guy, Murphy, Paltrinieri, Detti, Kalisz, Seebohm, Scott, Kolesnikov, etc, etc....
 
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Topic che potrebbe non dico avvicinare quello celeberrimo sui costumi gommati (era l'epoca aurea del forum, con un rilevantissimo numero di utenti attivi, e l'introduzione dei gommoni fu una sorta di tsunami), ma comunque costituire la storia natatoria principale dei prossimi mesi/anni.

E' ormai evidente la voglia degli atleti (e anche di vari allenatori) di uno scatto di qualità del movimento natatorio.

Una base di praticanti e appassionati così ampia, come quella di cui dispone il nuoto, meriterebbe di avere decisamente più attenzione da parte dei media e del grande pubblico, non solo ogni 4 anni nella prima settimana delle Olimpiadi e (già decisamente meno) ogni 2 anni per i Mondiali.
E poi, certo, di vedere ripagati con maggiori compensi quegli anni di duro allenamento necessari per arrivare e rimanere al vertice di uno sport competitivo come pochi.

Sono d'accordo con Checco sul fatto che eventi come i Mondiali in vasca corta e, ancor più, la Coppa del Mondo abbiano fallito l'obiettivo che si erano prefissi; io stesso seguo con un certo distacco le tappe di Coppa del Mondo..( e come fare altrimenti con un campo partecipanti davvero striminzito per quantità e, anche, qualità?)

L'Energy for Swim di Torino ha avuto il "problema" di rispondere a questa domanda fin troppo bene: quell'elenco di campioni che, giorno dopo giorno, si ingrossava a dismisura ponendosi in diretta concorrenza e forse superando per qualità dei partecipanti i Mondiali di vasca corta di poco anteriori temporalmente, è sembrato alla Fina una sfida diretta a cui rispondere con quel "cavillo" procedurale.

Ma in questo modo la questione di una migliore organizzazione del mondo del nuoto e di una maggiore riconoscibilità/ remunerazione dei suoi protagonisti è stata solo rimandata; anzi, è stata in qualche modo acuita, direi esacerbata, la richiesta di tanti campioni (vedi la risposta quasi furente di Peaty alla notizia della cancellazione del meeting di Torino) di un cambiamento profondo.

Topic che potrebbe non dico avvicinare quello celeberrimo sui costumi gommati (era l'epoca aurea del forum, con un rilevantissimo numero di utenti attivi, e l'introduzione dei gommoni fu una sorta di tsunami), ma comunque costituire la storia natatoria principale dei prossimi mesi/anni. E' ormai evidente la voglia degli atleti (e anche di vari allenatori) di uno scatto di qualità del movimento natatorio. Una base di praticanti e appassionati così ampia, come quella di cui dispone il nuoto, meriterebbe di avere decisamente più attenzione da parte dei media e del grande pubblico, non solo ogni 4 anni nella prima settimana delle Olimpiadi e (già decisamente meno) ogni 2 anni per i Mondiali. E poi, certo, di vedere ripagati con maggiori compensi quegli anni di duro allenamento necessari per arrivare e rimanere al vertice di uno sport competitivo come pochi. Sono d'accordo con Checco sul fatto che eventi come i Mondiali in vasca corta e, ancor più, la Coppa del Mondo abbiano fallito l'obiettivo che si erano prefissi; io stesso seguo con un certo distacco le tappe di Coppa del Mondo..( e come fare altrimenti con un campo partecipanti davvero striminzito per quantità e, anche, qualità?) L'Energy for Swim di Torino ha avuto il "problema" di rispondere a questa domanda fin troppo bene: quell'elenco di campioni che, giorno dopo giorno, si ingrossava a dismisura ponendosi in diretta concorrenza e forse superando per qualità dei partecipanti i Mondiali di vasca corta di poco anteriori temporalmente, è sembrato alla Fina una sfida diretta a cui rispondere con quel "cavillo" procedurale. Ma in questo modo la questione di una migliore organizzazione del mondo del nuoto e di una maggiore riconoscibilità/ remunerazione dei suoi protagonisti è stata solo rimandata; anzi, è stata in qualche modo acuita, direi esacerbata, la richiesta di tanti campioni (vedi la risposta quasi furente di Peaty alla notizia della cancellazione del meeting di Torino) di un cambiamento profondo.
 
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