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Ciao a tutti,
apro questa discussione perchè sono curioso di sapere se ci siano opinioni su questo forum a proposito dello scontro esploso tra International Swimming League e FINA riguardo lo svolgimento dell'evento Energy for Swim di dicembre a Torino, che ha portato alla cancellazione dello stesso.

Io ho seguito la questione attraverso il racconto di SwimSwam Italia, cerco di riassumerla brevemente per chi non la conoscesse.
Tutto partirebbe dal progetto di Kostantin Grigorishin, capo del gruppo Energy Standard, di creare un format di competizioni di nuoto a squadre che possa dare maggiore visibilità al nuoto e maggiori possibilità di guadagno per gli atleti, l'International Swimming League. Secondo la ricostruzione fornita da SwimSwam, nell'ultimo anno la neonata ISL avrebbe cominciato a programmare il primo evento per dicembre di quest'anno e, secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, a trattare con la FINA per ottenerne l'approvazione. La federazione tuttavia ha rilasciato a giugno una nota che negava legami con la ISL e specificava che gli eventi da essa organizzati non sarabbero stati approvati o riconosciuti. Così facendo i partecipanti all'evento sarebbero rimasti esposti a possibili sanzioni, quali esclusioni da manifestazioni internazionali future, previste dai regolamenti della FINA per chi partecipi a competizioni internazionali non riconosciute. Per ovviare a questo problema ISL si sarebbe accordata con la FIN per farle organizzare l'evento, in modo da farlo risultare come competizione nazionale, che non necessita di approvazione FINA. Viene quindi annunciato l'Energy for Swim 2018 che si sarebbe svolto a Torino il 20/21 Dicembre. Il 30 ottobre tuttavia arriva una lettera della FINA che dichiara che la federazione internazionale ha votato un'interpretazione del regolamento per cui la manifestazione viene ritenuta a tutti gli effetti internazionale. La FIN a questo punto, dicendosi in disaccordo rispetto a tale interpretazione definita soggettiva, chiede con un'ulteriore lettera alla FINA di garantire che non vengano sanzionati gli atleti partecipanti, tuttavia non ricevendo risposta annuncia il 15 ottobre la cancellazione di Energy for Swim.

Sempre stando a quanto riportato da SwimSwam sembra che ISL abbia intenzione di intraprendere azioni legali contro la FINA, trovando le azioni della federazione mirate a minare la concorrenza (verosimile considerando gli annunci di alcuni atleti, tra cui Sjostrom e Manuel, di partecipazione nonostante l'assenza ai mondiali di Hangzhou) e quindi in contrasto con le leggi antitrust dell'UE. In tal senso viene anche indicato un precedente avvenuto nel mondo del pattinaggio in cui la Commissione Europea ha effettivamente riconosciuto la violazione delle norme da parte della federazione internazionale nel sanzionare gli atleti per aver partecipato a competizioni non riconosciute.

Ora, al di là della delusione personale dovuta alla cancellazione dell'evento (da più di un anno mi sono trasferito a Torino per studiare e mi pregustavo già la fantastica coincidenza di poter assistere a un evento natatorio con Sjsotrom, Hosszu, Peaty e buona parte dell'elite del nuoto nella piscina in cui mi alleno, a poco più di un kilometro da casa smile ), io non ho probabilmente abbastanza competenze per entrare in dettaglio nel merito della questione ma spero che questo episodio non sia l'inizio di una guerra stile basket (sport che da anni vede Eurolega e federazione internazionale boicottarsi a vicenda col risultato, ad esempio, che a fine mese si terranno contemporaneamente Italia-Lituania, valevole per la qualificazione ai mondiali, e Zalgiris Kaunas-Armani Milano, match di Eurolega tra due dei principali club rispettivamente di Lituania e Italia), in cui probabilmente finirebbero per perderci lo spettacolo e la competizione.

Ciao a tutti, apro questa discussione perchè sono curioso di sapere se ci siano opinioni su questo forum a proposito dello scontro esploso tra International Swimming League e FINA riguardo lo svolgimento dell'evento Energy for Swim di dicembre a Torino, che ha portato alla cancellazione dello stesso. Io ho seguito la questione attraverso il racconto di SwimSwam Italia, cerco di riassumerla brevemente per chi non la conoscesse. Tutto partirebbe dal progetto di Kostantin Grigorishin, capo del gruppo Energy Standard, di creare un format di competizioni di nuoto a squadre che possa dare maggiore visibilità al nuoto e maggiori possibilità di guadagno per gli atleti, l'International Swimming League. Secondo la ricostruzione fornita da SwimSwam, nell'ultimo anno la neonata ISL avrebbe cominciato a programmare il primo evento per dicembre di quest'anno e, secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, a trattare con la FINA per ottenerne l'approvazione. La federazione tuttavia ha rilasciato a giugno una nota che negava legami con la ISL e specificava che gli eventi da essa organizzati non sarabbero stati approvati o riconosciuti. Così facendo i partecipanti all'evento sarebbero rimasti esposti a possibili sanzioni, quali esclusioni da manifestazioni internazionali future, previste dai regolamenti della FINA per chi partecipi a competizioni internazionali non riconosciute. Per ovviare a questo problema ISL si sarebbe accordata con la FIN per farle organizzare l'evento, in modo da farlo risultare come competizione nazionale, che non necessita di approvazione FINA. Viene quindi annunciato l'Energy for Swim 2018 che si sarebbe svolto a Torino il 20/21 Dicembre. Il 30 ottobre tuttavia arriva una lettera della FINA che dichiara che la federazione internazionale ha votato un'interpretazione del regolamento per cui la manifestazione viene ritenuta a tutti gli effetti internazionale. La FIN a questo punto, dicendosi in disaccordo rispetto a tale interpretazione definita soggettiva, chiede con un'ulteriore lettera alla FINA di garantire che non vengano sanzionati gli atleti partecipanti, tuttavia non ricevendo risposta annuncia il 15 ottobre la cancellazione di Energy for Swim. Sempre stando a quanto riportato da SwimSwam sembra che ISL abbia intenzione di intraprendere azioni legali contro la FINA, trovando le azioni della federazione mirate a minare la concorrenza (verosimile considerando gli annunci di alcuni atleti, tra cui Sjostrom e Manuel, di partecipazione nonostante l'assenza ai mondiali di Hangzhou) e quindi in contrasto con le leggi antitrust dell'UE. In tal senso viene anche indicato un precedente avvenuto nel mondo del pattinaggio in cui la Commissione Europea ha effettivamente riconosciuto la violazione delle norme da parte della federazione internazionale nel sanzionare gli atleti per aver partecipato a competizioni non riconosciute. Ora, al di là della delusione personale dovuta alla cancellazione dell'evento (da più di un anno mi sono trasferito a Torino per studiare e mi pregustavo già la fantastica coincidenza di poter assistere a un evento natatorio con Sjsotrom, Hosszu, Peaty e buona parte dell'elite del nuoto nella piscina in cui mi alleno, a poco più di un kilometro da casa (wasntme) ), io non ho probabilmente abbastanza competenze per entrare in dettaglio nel merito della questione ma spero che questo episodio non sia l'inizio di una guerra stile basket (sport che da anni vede Eurolega e federazione internazionale boicottarsi a vicenda col risultato, ad esempio, che a fine mese si terranno contemporaneamente Italia-Lituania, valevole per la qualificazione ai mondiali, e Zalgiris Kaunas-Armani Milano, match di Eurolega tra due dei principali club rispettivamente di Lituania e Italia), in cui probabilmente finirebbero per perderci lo spettacolo e la competizione.
 
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Topic interessante. Anche io ho seguito, poco a dire il vero, le vicende su swimswam. La mia impressione è che la FINA si senta minacciata dai fondi messi a disposizione da Energy Standard che ha messo a nudo 2 grandi fallimenti della FINA:

  1. I mondiali in vasca corta: non penso sia un mistero il fatto che i mondiali in corta non siano una competizione particolarmente ambita; spesso e volentieri vengono snobbati dai big
  2. La coppa del mondo che nei piani della FINA sarebbe dovuta essere la competizione internazionale capace di portare in auge l'interesse per il nuoto e che, a conti fatti, è diventata solo un modo per i vari Le Clos, Hosszu, Sjöström e Van Der Burgh (nuotatori di primissimo piano sia chiaro) di fare un (bel) po' di soldi senza però portare grande riscontro a livello di popolarità.

Da un certo punto di vista capisco le ragioni della FINA che vede snobbato un campionato mondiale (seppur in corta) a favore di un meeting che dovrebbe avere meno rilevanza; dall'altro, se dovesse essere confermato il tentativo antecedente di regolamentare la situazione da parte della ISL, il comportamento della FINA sarebbe stato poco professionale. Ovviamente tutto ciò non scusa il tentativo di aggirare le regole da parte di ISL cercando di sfruttare la FIN. La cancellazione dell'evento da parte della FIN penso abbia salvato, almeno per adesso, la FINA da una figuraccia: dubito che la FINA avrebbe squalificato nuotatori del calibro di Peaty, Hosszu, Sjostrom, Guy, Murphy, Paltrinieri, Detti, Kalisz, Seebohm, Scott, Kolesnikov, etc, etc....

Topic interessante. Anche io ho seguito, poco a dire il vero, le vicende su swimswam. La mia impressione è che la FINA si senta minacciata dai fondi messi a disposizione da Energy Standard che ha messo a nudo 2 grandi fallimenti della FINA: 1. I mondiali in vasca corta: non penso sia un mistero il fatto che i mondiali in corta non siano una competizione particolarmente ambita; spesso e volentieri vengono snobbati dai big 2. La coppa del mondo che nei piani della FINA sarebbe dovuta essere la competizione internazionale capace di portare in auge l'interesse per il nuoto e che, a conti fatti, è diventata solo un modo per i vari Le Clos, Hosszu, Sjöström e Van Der Burgh (nuotatori di primissimo piano sia chiaro) di fare un (bel) po' di soldi senza però portare grande riscontro a livello di popolarità. Da un certo punto di vista capisco le ragioni della FINA che vede snobbato un campionato mondiale (seppur in corta) a favore di un meeting che dovrebbe avere meno rilevanza; dall'altro, se dovesse essere confermato il tentativo antecedente di regolamentare la situazione da parte della ISL, il comportamento della FINA sarebbe stato poco professionale. Ovviamente tutto ciò non scusa il tentativo di aggirare le regole da parte di ISL cercando di sfruttare la FIN. La cancellazione dell'evento da parte della FIN penso abbia salvato, almeno per adesso, la FINA da una figuraccia: dubito che la FINA avrebbe squalificato nuotatori del calibro di Peaty, Hosszu, Sjostrom, Guy, Murphy, Paltrinieri, Detti, Kalisz, Seebohm, Scott, Kolesnikov, etc, etc....
 
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Topic che potrebbe non dico avvicinare quello celeberrimo sui costumi gommati (era l'epoca aurea del forum, con un rilevantissimo numero di utenti attivi, e l'introduzione dei gommoni fu una sorta di tsunami), ma comunque costituire la storia natatoria principale dei prossimi mesi/anni.

E' ormai evidente la voglia degli atleti (e anche di vari allenatori) di uno scatto di qualità del movimento natatorio.

Una base di praticanti e appassionati così ampia, come quella di cui dispone il nuoto, meriterebbe di avere decisamente più attenzione da parte dei media e del grande pubblico, non solo ogni 4 anni nella prima settimana delle Olimpiadi e (già decisamente meno) ogni 2 anni per i Mondiali.
E poi, certo, di vedere ripagati con maggiori compensi quegli anni di duro allenamento necessari per arrivare e rimanere al vertice di uno sport competitivo come pochi.

Sono d'accordo con Checco sul fatto che eventi come i Mondiali in vasca corta e, ancor più, la Coppa del Mondo abbiano fallito l'obiettivo che si erano prefissi; io stesso seguo con un certo distacco le tappe di Coppa del Mondo..( e come fare altrimenti con un campo partecipanti davvero striminzito per quantità e, anche, qualità?)

L'Energy for Swim di Torino ha avuto il "problema" di rispondere a questa domanda fin troppo bene: quell'elenco di campioni che, giorno dopo giorno, si ingrossava a dismisura ponendosi in diretta concorrenza e forse superando per qualità dei partecipanti i Mondiali di vasca corta di poco anteriori temporalmente, è sembrato alla Fina una sfida diretta a cui rispondere con quel "cavillo" procedurale.

Ma in questo modo la questione di una migliore organizzazione del mondo del nuoto e di una maggiore riconoscibilità/ remunerazione dei suoi protagonisti è stata solo rimandata; anzi, è stata in qualche modo acuita, direi esacerbata, la richiesta di tanti campioni (vedi la risposta quasi furente di Peaty alla notizia della cancellazione del meeting di Torino) di un cambiamento profondo.

Topic che potrebbe non dico avvicinare quello celeberrimo sui costumi gommati (era l'epoca aurea del forum, con un rilevantissimo numero di utenti attivi, e l'introduzione dei gommoni fu una sorta di tsunami), ma comunque costituire la storia natatoria principale dei prossimi mesi/anni. E' ormai evidente la voglia degli atleti (e anche di vari allenatori) di uno scatto di qualità del movimento natatorio. Una base di praticanti e appassionati così ampia, come quella di cui dispone il nuoto, meriterebbe di avere decisamente più attenzione da parte dei media e del grande pubblico, non solo ogni 4 anni nella prima settimana delle Olimpiadi e (già decisamente meno) ogni 2 anni per i Mondiali. E poi, certo, di vedere ripagati con maggiori compensi quegli anni di duro allenamento necessari per arrivare e rimanere al vertice di uno sport competitivo come pochi. Sono d'accordo con Checco sul fatto che eventi come i Mondiali in vasca corta e, ancor più, la Coppa del Mondo abbiano fallito l'obiettivo che si erano prefissi; io stesso seguo con un certo distacco le tappe di Coppa del Mondo..( e come fare altrimenti con un campo partecipanti davvero striminzito per quantità e, anche, qualità?) L'Energy for Swim di Torino ha avuto il "problema" di rispondere a questa domanda fin troppo bene: quell'elenco di campioni che, giorno dopo giorno, si ingrossava a dismisura ponendosi in diretta concorrenza e forse superando per qualità dei partecipanti i Mondiali di vasca corta di poco anteriori temporalmente, è sembrato alla Fina una sfida diretta a cui rispondere con quel "cavillo" procedurale. Ma in questo modo la questione di una migliore organizzazione del mondo del nuoto e di una maggiore riconoscibilità/ remunerazione dei suoi protagonisti è stata solo rimandata; anzi, è stata in qualche modo acuita, direi esacerbata, la richiesta di tanti campioni (vedi la risposta quasi furente di Peaty alla notizia della cancellazione del meeting di Torino) di un cambiamento profondo.
 
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Finalmente ho trovato un po'di tempo, volevo commentare quello che sta succendendo tra FINA e ISL e approfittarne per chiedere delle delucidazioni in merito.

Il 18 e 19 Dicembre la ISL ha organizzato un meeting a Londra con l'obiettivo di "fornire agli atleti gli strumenti per costruire un futuro migliore per il loro sport in un ambiente professionale"- traduco direttamente dalla press release.
Nel link sotto il testo integrale:

https://swimswam.com/isl-london-summit-11-olympic-and-18-world-champions-to-discuss-swimmers-association/

Adesso, posto che c'é un evidente voglia da parte degli atleti di cambiare lo stato attuale, mi domando quanto affidarsi a un privato - perche'da quello che capisco io tutta la cosa farebbe riferimento a Konstantin Grigorishin - sia una buona idea.
La FINA nel bene e nel male ha giá una commissione atleti (http://www.fina.org/gms-function/athletes-committee), non sarebbe cercare di intavolare una discussione tramite loro piuttosto che "privatizzare"il nuoto? Che succede se il buon Konstantin tra un paio d'anni decide che il nuoto non é poi cosi'interessante? Mi sembra tanto voglia trasformare il nuoto in un giochino privato a suo uso e consumo.

Dalla parte degli atleti, mi sembra un capriccio dettato dal voler monetizzare il piu'possibile le gare piuttosto che un intento reale di cambiare lo status quo. Poi magari sono io che la interpreto male, magari qualcuno di voi puó aiutarmi a chiarire meglio cosa sta accadendo realmente.

Finalmente ho trovato un po'di tempo, volevo commentare quello che sta succendendo tra FINA e ISL e approfittarne per chiedere delle delucidazioni in merito. Il 18 e 19 Dicembre la ISL ha organizzato un meeting a Londra con l'obiettivo di "fornire agli atleti gli strumenti per costruire un futuro migliore per il loro sport in un ambiente professionale"- traduco direttamente dalla press release. Nel link sotto il testo integrale: https://swimswam.com/isl-london-summit-11-olympic-and-18-world-champions-to-discuss-swimmers-association/ Adesso, posto che c'é un evidente voglia da parte degli atleti di cambiare lo stato attuale, mi domando quanto affidarsi a un privato - perche'da quello che capisco io tutta la cosa farebbe riferimento a Konstantin Grigorishin - sia una buona idea. La FINA nel bene e nel male ha giá una commissione atleti (http://www.fina.org/gms-function/athletes-committee), non sarebbe cercare di intavolare una discussione tramite loro piuttosto che "privatizzare"il nuoto? Che succede se il buon Konstantin tra un paio d'anni decide che il nuoto non é poi cosi'interessante? Mi sembra tanto voglia trasformare il nuoto in un giochino privato a suo uso e consumo. Dalla parte degli atleti, mi sembra un capriccio dettato dal voler monetizzare il piu'possibile le gare piuttosto che un intento reale di cambiare lo status quo. Poi magari sono io che la interpreto male, magari qualcuno di voi puó aiutarmi a chiarire meglio cosa sta accadendo realmente.
 
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Ne approfitto per ringraziarvi per la partecipazione alla discussione, ho letto con piacere i vostri commenti nonostante il poco tempo trovato per reinserirmi nella discussione.

Inoltre per continuità di narrazione vorrei riportare qui gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda, nei quali si sono inseriti proprio gli atleti. Oltre infatti ad alcune interviste molto critiche verso la Fina da parte ad esempio (o almeno questo sono quelle che ho avuto modo di leggere) di Peaty, Cate Campbell e Chad Le Clos, la notizia più rilevante delle ultime settimane (accennata anche da Sacchi in telecronaca durante le gare degli ultimi giorni) è l'apertura di una class action degli atleti contro la federazione internazionale. La causa aperta da Tom Shields, Michael Andrew e Katinka Hosszu attraverso uno studio legale americano si affianca alla causa equivalente paventata e poi presentata dalla ISL per denunciare il comportamento della FINA non conforme alle leggi antitrust (essendo state entrambe depositate negli Stati Uniti seguiranno la legislazione americana).
Lascio i riferimenti di SwimSwam ai testi delle due mozioni per chi volesse approfondire (io ho letto poco ma al suo interno si trovano alcuni dettagli, o almeno la versione di ISL e atleti, sullo svolgimento delle trattative e sui tentativi della FINA di boicottare gli eventi ISL, tra cui viene citato ad esempio un approccio diretto di Marculescu, direttore esecutivo della FINA, all'allenatore della Hosszu in cui si paventavano squalifiche ai mondiali per l'ungherese se avesse confermato la partecipazione all'evento di Torino, questo durante la coppa del mondo di Pechino a inizio novembre).

https://cdn.swimswam.com/wp-content/uploads/2018/12/2018-12-07-Class-Action-Complaint-1.pdf

https://cdn.swimswam.com/wp-content/uploads/2018/12/Complaint-for-Violations-of-the-Sherman-Act.pdf

Adesso, posto che c'é un evidente voglia da parte degli atleti di cambiare lo stato attuale, mi domando quanto affidarsi a un privato - perche'da quello che capisco io tutta la cosa farebbe riferimento a Konstantin Grigorishin - sia una buona idea.
La FINA nel bene e nel male ha giá una commissione atleti (http://www.fina.org/gms-function/athletes-committee), non sarebbe cercare di intavolare una discussione tramite loro piuttosto che "privatizzare"il nuoto? Che succede se il buon Konstantin tra un paio d'anni decide che il nuoto non é poi cosi'interessante? Mi sembra tanto voglia trasformare il nuoto in un giochino privato a suo uso e consumo.

Il problema principale mi sembra sia proprio il fatto che gli atleti non si sentano ascoltati e valorizzati dalla FINA. Ricordo ad esempio la polemica della Hosszu contro la FINA dopo il tetto di montepremi imposto alla World Cup. In ISL probabilmente trovano un interlocutore che può permettergli di far sentire a voce più alta le loro richieste, o soddisfacendole o facendo capire alla FINA che se non lo fanno loro ci sono altre strade percorribili. E in un certo senso il fatto che i montepremi dei mondiali di corta siano stati alzati è la conferma che possa essere così.
In più c'è il discorso visibilità, è chiaro che uno sport faccia fatica a guadagnare interesse e seguito (e di conseguenza sponsor) con uno o due eventi all'anno. Il problema è che gli eventi di inizio/metà stagione ad ora presenti, in primis la coppa del mondo FINA, non hanno mai raggiunto un livello di interesse che potesse attrarre più di tanto pubblico e seguito anche mediatico, mentre ISL, che si presenta con mezzi e obiettivi importanti, potrebbe cercare di cogliere questa opportunità di valorizzazione del nuoto anche al di fuori degli eventi principali, come successo con l'Energy for Swim dello scorso anno. E' chiaro che senza più l'interesse di Energy Standard potrebbe sfumare tutto, ma immagino che al momento sia visto quanto meno come un'opportunità di far smuovere le cose.

Ne approfitto per ringraziarvi per la partecipazione alla discussione, ho letto con piacere i vostri commenti nonostante il poco tempo trovato per reinserirmi nella discussione. Inoltre per continuità di narrazione vorrei riportare qui gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda, nei quali si sono inseriti proprio gli atleti. Oltre infatti ad alcune interviste molto critiche verso la Fina da parte ad esempio (o almeno questo sono quelle che ho avuto modo di leggere) di Peaty, Cate Campbell e Chad Le Clos, la notizia più rilevante delle ultime settimane (accennata anche da Sacchi in telecronaca durante le gare degli ultimi giorni) è l'apertura di una class action degli atleti contro la federazione internazionale. La causa aperta da Tom Shields, Michael Andrew e Katinka Hosszu attraverso uno studio legale americano si affianca alla causa equivalente paventata e poi presentata dalla ISL per denunciare il comportamento della FINA non conforme alle leggi antitrust (essendo state entrambe depositate negli Stati Uniti seguiranno la legislazione americana). Lascio i riferimenti di SwimSwam ai testi delle due mozioni per chi volesse approfondire (io ho letto poco ma al suo interno si trovano alcuni dettagli, o almeno la versione di ISL e atleti, sullo svolgimento delle trattative e sui tentativi della FINA di boicottare gli eventi ISL, tra cui viene citato ad esempio un approccio diretto di Marculescu, direttore esecutivo della FINA, all'allenatore della Hosszu in cui si paventavano squalifiche ai mondiali per l'ungherese se avesse confermato la partecipazione all'evento di Torino, questo durante la coppa del mondo di Pechino a inizio novembre). https://cdn.swimswam.com/wp-content/uploads/2018/12/2018-12-07-Class-Action-Complaint-1.pdf https://cdn.swimswam.com/wp-content/uploads/2018/12/Complaint-for-Violations-of-the-Sherman-Act.pdf > Adesso, posto che c'é un evidente voglia da parte degli atleti di cambiare lo stato attuale, mi domando quanto affidarsi a un privato - perche'da quello che capisco io tutta la cosa farebbe riferimento a Konstantin Grigorishin - sia una buona idea. La FINA nel bene e nel male ha giá una commissione atleti (http://www.fina.org/gms-function/athletes-committee), non sarebbe cercare di intavolare una discussione tramite loro piuttosto che "privatizzare"il nuoto? Che succede se il buon Konstantin tra un paio d'anni decide che il nuoto non é poi cosi'interessante? Mi sembra tanto voglia trasformare il nuoto in un giochino privato a suo uso e consumo. Il problema principale mi sembra sia proprio il fatto che gli atleti non si sentano ascoltati e valorizzati dalla FINA. Ricordo ad esempio la polemica della Hosszu contro la FINA dopo il tetto di montepremi imposto alla World Cup. In ISL probabilmente trovano un interlocutore che può permettergli di far sentire a voce più alta le loro richieste, o soddisfacendole o facendo capire alla FINA che se non lo fanno loro ci sono altre strade percorribili. E in un certo senso il fatto che i montepremi dei mondiali di corta siano stati alzati è la conferma che possa essere così. In più c'è il discorso visibilità, è chiaro che uno sport faccia fatica a guadagnare interesse e seguito (e di conseguenza sponsor) con uno o due eventi all'anno. Il problema è che gli eventi di inizio/metà stagione ad ora presenti, in primis la coppa del mondo FINA, non hanno mai raggiunto un livello di interesse che potesse attrarre più di tanto pubblico e seguito anche mediatico, mentre ISL, che si presenta con mezzi e obiettivi importanti, potrebbe cercare di cogliere questa opportunità di valorizzazione del nuoto anche al di fuori degli eventi principali, come successo con l'Energy for Swim dello scorso anno. E' chiaro che senza più l'interesse di Energy Standard potrebbe sfumare tutto, ma immagino che al momento sia visto quanto meno come un'opportunità di far smuovere le cose.
modificato Dec 17 '18 a 2:27 pm
 
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Non sto seguendo la vicenda e non so neanche se quello che sto scrivendo c'entri qualcosa.
Proviamo a vedere che succede. Non c'è niente di male se un atleta vuole guadagnare un po' di più col proprio sport.
Però a me sembra una battaglia persa, a meno che non si voglia trasformare il nuoto in uno sport iperprofessionistico, creando un circuito riservato a poche decine di nuotatori. Non so se augurarmelo.

Purtroppo il nuoto, come l'atletica leggera, non credo che diventerà mai uno sport con una grande attenzione mediatica. Non è un gi(u)oco, come il calcio, come gli sport di squadra, che hanno successo perchè si nutrono dello spirito campanilistico di tutti noi. O lo nutrono, non lo so.
Il nuoto è uno sport di prestazione pura. Ha un grosso seguito durante le olimpiadi, perchè in quel momento tutti noi ci sentiamo parte di una squadra, la nostra nazione. E Il nuoto è la seconda disciplina che potrebbe portarci più medaglie, nell'avvenimento sportivo più seguito. Perché il 90% delle persone segue le Olimpiadi come qualche anno fa seguiva Giochi senza frontiere. A pochi interessa la prestazione sportiva del singolo atleta. Al di fuori delle olimpiadi, rimane quel 10% a seguire mondiali o europei ogni anno.
L'unico modo per far crescere il nuoto, come attenzione mediatica, sarebbe quello di far crescere la cultura sportiva delle persone.
Posso dire che non accadrà mai? Finché i media parleranno solo di calcio, o si butteranno su uno sport solo perché un nostro connazionale sta vincendo, o finchè si parlerà più di gossip sul nuoto che di gare di nuoto....

Non sto seguendo la vicenda e non so neanche se quello che sto scrivendo c'entri qualcosa. Proviamo a vedere che succede. Non c'è niente di male se un atleta vuole guadagnare un po' di più col proprio sport. Però a me sembra una battaglia persa, a meno che non si voglia trasformare il nuoto in uno sport iperprofessionistico, creando un circuito riservato a poche decine di nuotatori. Non so se augurarmelo. Purtroppo il nuoto, come l'atletica leggera, non credo che diventerà mai uno sport con una grande attenzione mediatica. Non è un gi(u)oco, come il calcio, come gli sport di squadra, che hanno successo perchè si nutrono dello spirito campanilistico di tutti noi. O lo nutrono, non lo so. Il nuoto è uno sport di prestazione pura. Ha un grosso seguito durante le olimpiadi, perchè in quel momento tutti noi ci sentiamo parte di una squadra, la nostra nazione. E Il nuoto è la seconda disciplina che potrebbe portarci più medaglie, nell'avvenimento sportivo più seguito. Perché il 90% delle persone segue le Olimpiadi come qualche anno fa seguiva Giochi senza frontiere. A pochi interessa la prestazione sportiva del singolo atleta. Al di fuori delle olimpiadi, rimane quel 10% a seguire mondiali o europei ogni anno. L'unico modo per far crescere il nuoto, come attenzione mediatica, sarebbe quello di far crescere la cultura sportiva delle persone. Posso dire che non accadrà mai? Finché i media parleranno solo di calcio, o si butteranno su uno sport solo perché un nostro connazionale sta vincendo, o finchè si parlerà più di gossip sul nuoto che di gare di nuoto....
 
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Però a me sembra una battaglia persa, a meno che non si voglia trasformare il nuoto in uno sport iperprofessionistico, creando un circuito riservato a poche decine di nuotatori. Non so se augurarmelo.

Indubbiamente il progetto ISL sembra più mirato al nuoto d'élite, perchè è poi quello che ha più possibilità di essere appetibile per pubblico e media. PErò se questo poi dovesse effettivamente portare a un aumento di seguito e di attenzione nei confronti dello sport potrebbe portare vantaggi anche a livelli più bassi.

Purtroppo il nuoto, come l'atletica leggera, non credo che diventerà mai uno sport con una grande attenzione mediatica. Non è un gi(u)oco, come il calcio, come gli sport di squadra, che hanno successo perchè si nutrono dello spirito campanilistico di tutti noi. O lo nutrono, non lo so.
Il nuoto è uno sport di prestazione pura. Ha un grosso seguito durante le olimpiadi, perchè in quel momento tutti noi ci sentiamo parte di una squadra, la nostra nazione. E Il nuoto è la seconda disciplina che potrebbe portarci più medaglie, nell'avvenimento sportivo più seguito. Perché il 90% delle persone segue le Olimpiadi come qualche anno fa seguiva Giochi senza frontiere. A pochi interessa la prestazione sportiva del singolo atleta. Al di fuori delle olimpiadi, rimane quel 10% a seguire mondiali o europei ogni anno.

Il tuo discorso sicuramente è vero, un conto sono sport come il basket, il calcio, il tennis che sono stati creati in modo da essere avvincenti, molto più difficile è rendere appetibile una pura dimostrazione di tecnica e atletismo come può essere il sollevamento pesi, l'atletica o il nuoto. Lo dimostra anche il fatto che pur essendo questi ultimi tra le forme più antiche di sport sono anche molto meno seguiti dei primi. Se vogliamo però ci sono anche degli sport più simili al nuoto che funzionano maggiormente. Penso ad esempio a sci e ciclismo. Ci sono chiaramente parecchie differenze tra questi sport, ad esempio la variabile del tragitto che caratterizza entrambi ma non il nuoto, però sono entrambi sport individuali e puramente prestativi.

A prescindere da questo però un conto è cercare di raggiungere una visibilità e un seguito pari a quelli di alcuni sport citati, ed è praticamente ovvio che il nuoto non farà mai i numeri di calcio o basket, un altro conto è attrarre parte degli spettatori di olimpiadi/mondiali/europei all'interno di un seguito più continuativo, che è già più pensabile. Per rientrare nel contesto della discussione con un esempio: io non ho mai seguito, se non leggendo da qualche parte alcuni risultati, una tappa di World Cup, mentre l'anno scorso ho guardato volentieri l'Energy for Swim di Roma.

>Però a me sembra una battaglia persa, a meno che non si voglia trasformare il nuoto in uno sport iperprofessionistico, creando un circuito riservato a poche decine di nuotatori. Non so se augurarmelo. Indubbiamente il progetto ISL sembra più mirato al nuoto d'élite, perchè è poi quello che ha più possibilità di essere appetibile per pubblico e media. PErò se questo poi dovesse effettivamente portare a un aumento di seguito e di attenzione nei confronti dello sport potrebbe portare vantaggi anche a livelli più bassi. >Purtroppo il nuoto, come l'atletica leggera, non credo che diventerà mai uno sport con una grande attenzione mediatica. Non è un gi(u)oco, come il calcio, come gli sport di squadra, che hanno successo perchè si nutrono dello spirito campanilistico di tutti noi. O lo nutrono, non lo so. >Il nuoto è uno sport di prestazione pura. Ha un grosso seguito durante le olimpiadi, perchè in quel momento tutti noi ci sentiamo parte di una squadra, la nostra nazione. E Il nuoto è la seconda disciplina che potrebbe portarci più medaglie, nell'avvenimento sportivo più seguito. Perché il 90% delle persone segue le Olimpiadi come qualche anno fa seguiva Giochi senza frontiere. A pochi interessa la prestazione sportiva del singolo atleta. Al di fuori delle olimpiadi, rimane quel 10% a seguire mondiali o europei ogni anno. Il tuo discorso sicuramente è vero, un conto sono sport come il basket, il calcio, il tennis che sono stati creati in modo da essere avvincenti, molto più difficile è rendere appetibile una pura dimostrazione di tecnica e atletismo come può essere il sollevamento pesi, l'atletica o il nuoto. Lo dimostra anche il fatto che pur essendo questi ultimi tra le forme più antiche di sport sono anche molto meno seguiti dei primi. Se vogliamo però ci sono anche degli sport più simili al nuoto che funzionano maggiormente. Penso ad esempio a sci e ciclismo. Ci sono chiaramente parecchie differenze tra questi sport, ad esempio la variabile del tragitto che caratterizza entrambi ma non il nuoto, però sono entrambi sport individuali e puramente prestativi. A prescindere da questo però un conto è cercare di raggiungere una visibilità e un seguito pari a quelli di alcuni sport citati, ed è praticamente ovvio che il nuoto non farà mai i numeri di calcio o basket, un altro conto è attrarre parte degli spettatori di olimpiadi/mondiali/europei all'interno di un seguito più continuativo, che è già più pensabile. Per rientrare nel contesto della discussione con un esempio: io non ho mai seguito, se non leggendo da qualche parte alcuni risultati, una tappa di World Cup, mentre l'anno scorso ho guardato volentieri l'Energy for Swim di Roma.
 
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Il tuo discorso sicuramente è vero, un conto sono sport come il basket, il calcio, il tennis che sono stati creati in modo da essere avvincenti, molto più difficile è rendere appetibile una pura dimostrazione di tecnica e atletismo come può essere il sollevamento pesi, l'atletica o il nuoto. Lo dimostra anche il fatto che pur essendo questi ultimi tra le forme più antiche di sport sono anche molto meno seguiti dei primi. Se vogliamo però ci sono anche degli sport più simili al nuoto che funzionano maggiormente. Penso ad esempio a sci e ciclismo. Ci sono chiaramente parecchie differenze tra questi sport, ad esempio la variabile del tragitto che caratterizza entrambi ma non il nuoto, però sono entrambi sport individuali e puramente prestativi.

Mah.., io tra i 12 e i 16 anni adoravo seguire le partite di calcio, basket e tennis, ora mi interessano molto di più le varie sfide di alto/altissimo livello che il nuoto propone in quasi ogni gara a livello internazionale, perfino nei Mondiali di corta con tanti assenti, figuriamoci ad Olimpiadi o Mondiali di vasca lunga..

E' chiaro che il nuoto va conosciuto nei tanti, ma davvero tanti, suoi protagonisti; se poi uno riesce ad apprezzarne anche i particolari della nuotata, le virate, le subacquee, le strategie di gara, non capita praticamente mai di annoiarsi. Solo qualche gara della Ledecky stra-dominante ma non più in WR-mode (tipo agli ultimi Mondiali di Budapest) può interessare meno, ma basta aspettare la gara successiva per riappassionarsi.

Come ha detto Miro, è un problema di cultura sportiva, di slegarsi dal tifo e dalle convenzioni, veri pilastri su cui poggia il dominio/monopolio del calcio, ormai diventato uno dei pochi punti di contatto di persone per il resto del tutto estranee; ma se si vuole intavolare una discussione, anche di pochi minuti, o si vogliono dimenticare gli affanni quotidiani, ecco che si parla di calcio; così.., per pura convenzione sociale.
E quasi nessuno parla di aspetti tecnici, ma ci si sofferma sulle tante polemiche che rimangono anche in epoca di Var (assurdo, o forse no smile , che il calcio abbia atteso tanto ad introdurre uno strumento che, comunque la si pensi sul suo utilizzo, può certamente diminuire gli errori arbitrali spesso determinanti per il risultato).

Tornando in-topic, anche io credo che comunque il format possa aiutare a far capire e diffondere un po' di più il nuoto.
L'Energy for Swim di Roma ebbe un indubbio successo tra i presenti, e manifestazioni simili, con una buona copertura televisiva, potrebbero servire allo scopo di rendere più popolare il nuoto.

Poi, chiaro, qui come per altre cose più importanti, non c'è dubbio che la disillusione di Miro poggi su solide fondamenta.

Il gossip sul nuoto (tira ancora tantissimo il tormentone Pellegrini/Magnini/Marin/Manaudou...) suscita molta più attenzione dei risultati di nuoto. Tristissimo.

>Il tuo discorso sicuramente è vero, un conto sono sport come il basket, il calcio, il tennis che sono stati creati in modo da essere avvincenti, molto più difficile è rendere appetibile una pura dimostrazione di tecnica e atletismo come può essere il sollevamento pesi, l'atletica o il nuoto. Lo dimostra anche il fatto che pur essendo questi ultimi tra le forme più antiche di sport sono anche molto meno seguiti dei primi. Se vogliamo però ci sono anche degli sport più simili al nuoto che funzionano maggiormente. Penso ad esempio a sci e ciclismo. Ci sono chiaramente parecchie differenze tra questi sport, ad esempio la variabile del tragitto che caratterizza entrambi ma non il nuoto, però sono entrambi sport individuali e puramente prestativi. Mah.., io tra i 12 e i 16 anni adoravo seguire le partite di calcio, basket e tennis, ora mi interessano molto di più le varie sfide di alto/altissimo livello che il nuoto propone in quasi ogni gara a livello internazionale, perfino nei Mondiali di corta con tanti assenti, figuriamoci ad Olimpiadi o Mondiali di vasca lunga.. E' chiaro che il nuoto va conosciuto nei tanti, ma davvero tanti, suoi protagonisti; se poi uno riesce ad apprezzarne anche i particolari della nuotata, le virate, le subacquee, le strategie di gara, non capita praticamente mai di annoiarsi. Solo qualche gara della Ledecky stra-dominante ma non più in WR-mode (tipo agli ultimi Mondiali di Budapest) può interessare meno, ma basta aspettare la gara successiva per riappassionarsi. Come ha detto Miro, è un problema di cultura sportiva, di slegarsi dal tifo e dalle convenzioni, veri pilastri su cui poggia il dominio/monopolio del calcio, ormai diventato uno dei pochi punti di contatto di persone per il resto del tutto estranee; ma se si vuole intavolare una discussione, anche di pochi minuti, o si vogliono dimenticare gli affanni quotidiani, ecco che si parla di calcio; così.., per pura convenzione sociale. E quasi nessuno parla di aspetti tecnici, ma ci si sofferma sulle tante polemiche che rimangono anche in epoca di Var (assurdo, o forse no :) , che il calcio abbia atteso tanto ad introdurre uno strumento che, comunque la si pensi sul suo utilizzo, può certamente diminuire gli errori arbitrali spesso determinanti per il risultato). Tornando in-topic, anche io credo che comunque il format possa aiutare a far capire e diffondere un po' di più il nuoto. L'Energy for Swim di Roma ebbe un indubbio successo tra i presenti, e manifestazioni simili, con una buona copertura televisiva, potrebbero servire allo scopo di rendere più popolare il nuoto. Poi, chiaro, qui come per altre cose più importanti, non c'è dubbio che la disillusione di Miro poggi su solide fondamenta. Il gossip sul nuoto (tira ancora tantissimo il tormentone Pellegrini/Magnini/Marin/Manaudou...) suscita molta più attenzione dei risultati di nuoto. Tristissimo.
 
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A prescindere da questo però un conto è cercare di raggiungere una visibilità e un seguito pari a quelli di alcuni sport citati, ed è praticamente ovvio che il nuoto non farà mai i numeri di calcio o basket, un altro conto è attrarre parte degli spettatori di olimpiadi/mondiali/europei all'interno di un seguito più continuativo, che è già più pensabile. Per rientrare nel contesto della discussione con un esempio: io non ho mai seguito, se non leggendo da qualche parte alcuni risultati, una tappa di World Cup, mentre l'anno scorso ho guardato volentieri l'Energy for Swim di Roma.

Discorso molto interessante, vorrei capire perche' secondo te (e anche altri del forum) l'Energy Swim e'piu' attrattivo di una World Cup.
E'solo per il numero di atleti di primo livello che si presentano? La World Cup e'normalmente snobbata dai piu'- forse giusto quest'anno c'e'stato un po'piu' di interesse in campo femminile, immagino da parte delle nazionali sia anche un problema di costi perche'far girare il mondo agli atleti non deve essere esattamente economico. Se la soluzione e'avere un meeting di un weekend all'anno invece di 10 tappe, gli atleti potrebbero intavolare questa discussione con la FINA.

Ripeto, continuo a vedere la ISL come un giochino di un miliardario appassionato di nuoto che e'riuscito ad abbindolare gli atleti con l'odore dei soldi. Sbagliero', ma non vedo altri elementi che mi facciano cambiare idea al momento.

>A prescindere da questo però un conto è cercare di raggiungere una visibilità e un seguito pari a quelli di alcuni sport citati, ed è praticamente ovvio che il nuoto non farà mai i numeri di calcio o basket, un altro conto è attrarre parte degli spettatori di olimpiadi/mondiali/europei all'interno di un seguito più continuativo, che è già più pensabile. Per rientrare nel contesto della discussione con un esempio: io non ho mai seguito, se non leggendo da qualche parte alcuni risultati, una tappa di World Cup, mentre l'anno scorso ho guardato volentieri l'Energy for Swim di Roma. Discorso molto interessante, vorrei capire perche' secondo te (e anche altri del forum) l'Energy Swim e'piu' attrattivo di una World Cup. E'solo per il numero di atleti di primo livello che si presentano? La World Cup e'normalmente snobbata dai piu'- forse giusto quest'anno c'e'stato un po'piu' di interesse in campo femminile, immagino da parte delle nazionali sia anche un problema di costi perche'far girare il mondo agli atleti non deve essere esattamente economico. Se la soluzione e'avere un meeting di un weekend all'anno invece di 10 tappe, gli atleti potrebbero intavolare questa discussione con la FINA. Ripeto, continuo a vedere la ISL come un giochino di un miliardario appassionato di nuoto che e'riuscito ad abbindolare gli atleti con l'odore dei soldi. Sbagliero', ma non vedo altri elementi che mi facciano cambiare idea al momento.
 
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Discorso molto interessante, vorrei capire perche' secondo te (e anche altri del forum) l'Energy Swim e'piu' attrattivo di una World Cup.
E'solo per il numero di atleti di primo livello che si presentano?

Il mio era proprio un esempio a bruciapelo senza un'analisi dietro. Ho solo voluto evidenziare che nel mio specifico caso un solo evento di ES è riuscito meglio di svariate tappe di WC a convincermi a seguirlo.

Provo però a metter giù un paio di motivi:

  • Come hai detto tu sicuramente in parte è stata la qualità del campo partenti (e da italiano anche il fatto che ci fossero parecchi italiani sicuramente ha influito).
  • La copertura mediatica.
  • La promozione, anche sui social.
  • Il format a squadre anche devo dire che mi era piaciuto parecchio, anche perchè penso possa, anche in periodi dell'anno di preparazione, permettere di dare più enfasi alla parte agonistica rispetto a quella prestativa e penso che questo sia un fattore che potrebbe avvicinare di più il pubblico.

In tutto ciò poi (ultimo punto a parte) quasi sicuramente il fatto che l'evento si sia svolto in Italia ha influito, però qualche differenza per me si è vista.

In ogni caso il discorso non è tanto sulla riuscita dell'evento e sul fatto che quindi ISL possa garantire qualità e seguito, anche perchè finora c'è un solo confronto che si può fare e non è detto che in futuro si potrebbero dire le stesse cose, ma sul fatto che probabilmente si può invece fare meglio della coppa del mondo FINA.

La World Cup e'normalmente snobbata dai piu'- forse giusto quest'anno c'e'stato un po' piu' di interesse in campo femminile, immagino da parte delle nazionali sia anche un problema di costi perche' far girare il mondo agli atleti non deve essere esattamente economico.

Secondo me parte del problema sta anche qua, ovvero nel fatto che al momento il nuoto dipenda troppo dalle federazioni nazionali. Non so esattamente come funzioni, quindi potrei dire castronerie, ma penso che alle WC gli atleti non vadano con il supporto della propria federazione ma autonomamente. In quasi tutti gli sport principali ci sono grandi eventi tra nazionali (olimpiadi, mondiali, campionati continentali, ecc.) e competizioni "private", tra club o individuali a seconda che si parli di sport di squadra o meno. La sfida è quella di creare competizioni slegate dalle federazioni che siano sostenibili per gli atleti.

Ripeto, continuo a vedere la ISL come un giochino di un miliardario appassionato di nuoto che e'riuscito ad abbindolare gli atleti con l'odore dei soldi. Sbagliero', ma non vedo altri elementi che mi facciano cambiare idea al momento.

Non capisco "un giochino" in che senso. Per come la vedo io o pensa di riuscire a costruirci sopra un buon business, e se al suo interno riescono a guadagnarci anche gli atleti e lo spettacolo non ci vedo nulla di male, o sta facendo un investimento disinteressato su uno sport che lo appassiona e a cui spera di dare maggiori prospettive (più improbabile immagino). In nessuno dei due casi riesco a vedere chi potrebbe perderci più di tanto apparte lui.

>Discorso molto interessante, vorrei capire perche' secondo te (e anche altri del forum) l'Energy Swim e'piu' attrattivo di una World Cup. >E'solo per il numero di atleti di primo livello che si presentano? Il mio era proprio un esempio a bruciapelo senza un'analisi dietro. Ho solo voluto evidenziare che nel mio specifico caso un solo evento di ES è riuscito meglio di svariate tappe di WC a convincermi a seguirlo. Provo però a metter giù un paio di motivi: - Come hai detto tu sicuramente in parte è stata la qualità del campo partenti (e da italiano anche il fatto che ci fossero parecchi italiani sicuramente ha influito). - La copertura mediatica. - La promozione, anche sui social. - Il format a squadre anche devo dire che mi era piaciuto parecchio, anche perchè penso possa, anche in periodi dell'anno di preparazione, permettere di dare più enfasi alla parte agonistica rispetto a quella prestativa e penso che questo sia un fattore che potrebbe avvicinare di più il pubblico. In tutto ciò poi (ultimo punto a parte) quasi sicuramente il fatto che l'evento si sia svolto in Italia ha influito, però qualche differenza per me si è vista. In ogni caso il discorso non è tanto sulla riuscita dell'evento e sul fatto che quindi ISL possa garantire qualità e seguito, anche perchè finora c'è un solo confronto che si può fare e non è detto che in futuro si potrebbero dire le stesse cose, ma sul fatto che probabilmente si può invece fare meglio della coppa del mondo FINA. >La World Cup e'normalmente snobbata dai piu'- forse giusto quest'anno c'e'stato un po' piu' di interesse in campo femminile, immagino da parte delle nazionali sia anche un problema di costi perche' far girare il mondo agli atleti non deve essere esattamente economico. Secondo me parte del problema sta anche qua, ovvero nel fatto che al momento il nuoto dipenda troppo dalle federazioni nazionali. Non so esattamente come funzioni, quindi potrei dire castronerie, ma penso che alle WC gli atleti non vadano con il supporto della propria federazione ma autonomamente. In quasi tutti gli sport principali ci sono grandi eventi tra nazionali (olimpiadi, mondiali, campionati continentali, ecc.) e competizioni "private", tra club o individuali a seconda che si parli di sport di squadra o meno. La sfida è quella di creare competizioni slegate dalle federazioni che siano sostenibili per gli atleti. >Ripeto, continuo a vedere la ISL come un giochino di un miliardario appassionato di nuoto che e'riuscito ad abbindolare gli atleti con l'odore dei soldi. Sbagliero', ma non vedo altri elementi che mi facciano cambiare idea al momento. Non capisco "un giochino" in che senso. Per come la vedo io o pensa di riuscire a costruirci sopra un buon business, e se al suo interno riescono a guadagnarci anche gli atleti e lo spettacolo non ci vedo nulla di male, o sta facendo un investimento disinteressato su uno sport che lo appassiona e a cui spera di dare maggiori prospettive (più improbabile immagino). In nessuno dei due casi riesco a vedere chi potrebbe perderci più di tanto apparte lui.
modificato Dec 18 '18 a 3:54 pm
 
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Pare dunque che le cose siano già in stato avanzato: https://swimswam.com/12-cities-chosen-for-international-swim-league-teams-live-updates/

Riconosco di essere un caso a parte perchè seguo già tantissimo il nuoto e non ho bisogno di nessun cambiamento per farmelo piacere.
Questa formula a squadre, con trasferte stile sport professionistici Usa, cerca di raggiungere - lo capisco perfettamente - chi non è assolutamente "nuotofan" e sarà interessante, anche per me, verificare come andranno le cose. Mi lasciano perplesso due questioni:

1) Da quel che ho capito le competizioni si svolgerebbero nei week-end da metà agosto (dopo i Giochi Panamericani) a novembre 2019 (regular season) e poi a dicembre i play-offs e le finali a Las Vegas. Non sarà facile - all'inizio della stagione olimpica - conciliare gli allenamenti che il nuoto richiede con queste trasferte.

2) Per me il nuoto è indissolubilmente legato ai tempi cronometrici, anche in periodi di carico (anzi: si è soliti confrontare quanto fatto nello stesso meeting nelle stagioni precedenti). Leggere che in queste gare conteranno solo i piazzamenti mi suona strano.

La cosa rilevante - non c'è dubbio - è il montepremi già ora assicurato, in attesa di altri sponsor e/o network televisivi.

Pare dunque che le cose siano già in stato avanzato: https://swimswam.com/12-cities-chosen-for-international-swim-league-teams-live-updates/ Riconosco di essere un caso a parte perchè seguo già tantissimo il nuoto e non ho bisogno di nessun cambiamento per farmelo piacere. Questa formula a squadre, con trasferte stile sport professionistici Usa, cerca di raggiungere - lo capisco perfettamente - chi non è assolutamente "nuotofan" e sarà interessante, anche per me, verificare come andranno le cose. Mi lasciano perplesso due questioni: 1) Da quel che ho capito le competizioni si svolgerebbero nei week-end da metà agosto (dopo i Giochi Panamericani) a novembre 2019 (regular season) e poi a dicembre i play-offs e le finali a Las Vegas. Non sarà facile - all'inizio della stagione olimpica - conciliare gli allenamenti che il nuoto richiede con queste trasferte. 2) Per me il nuoto è indissolubilmente legato ai tempi cronometrici, anche in periodi di carico (anzi: si è soliti confrontare quanto fatto nello stesso meeting nelle stagioni precedenti). Leggere che in queste gare conteranno solo i piazzamenti mi suona strano. La cosa rilevante - non c'è dubbio - è il montepremi già ora assicurato, in attesa di altri sponsor e/o network televisivi.
modificato Dec 18 '18 a 9:47 pm
 
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Ho appena letto l'articolo su Swimswam, grazie Funuotofan per il link.
Tutta l'idea mi lascia molto perplessa, sembra veramente messo su solo come macchina da soldi (questo intendevo quando parlavo di "giochino"smile. Un paio di cose che a prima lettura non mi sono chiare:

1) parlano di 6 team europei (di cui uno a Roma) e 6 team americani, vuol dire che a Roma si formera' e si allenera' un gruppo di atleti? O rimarrano ad allenarsi nei loro club attuali e gareggeranno sotto la "bandiera"del team europeo di riferimento solo nei meeting?

2) Si parla chiaramente di team come enita'commerciali (primo campanello d'allarme per me), chi potra'farne parte? viene specificato solo che atleti di nazioni non menzionate possono accedervi, ma sara'basato su tempi d'accessi, conoscenze o cosa/ Il pericolo che vedo e'che sia una cosa elitaria, chiudendo ancora di piu'il nuoto alle nuove leve.

3) Il programma del meeting verra' deciso dalla citta'ospitante insieme alle tv col fine di avere "il migliore show possibile", immagino gia'che ci saranno poche gare sulle lunghe distanze, chi vuole stare un quarto d'ora a vedere i 1500?

Non so, per ora continua a non convincermi. Sara'bello vedere piu'gare di nuoto magari in tv, ma mi sembra che sara' alla fine dei conti una copia delle World Cup nel senso di gare itineranti con soltanto molti piu'soldi in palio. Interessante leggere che l'ISL paghera'i viaggi di tutti i nuotatori (e staff immagino).

Ho appena letto l'articolo su Swimswam, grazie Funuotofan per il link. Tutta l'idea mi lascia molto perplessa, sembra veramente messo su solo come macchina da soldi (questo intendevo quando parlavo di "giochino"). Un paio di cose che a prima lettura non mi sono chiare: 1) parlano di 6 team europei (di cui uno a Roma) e 6 team americani, vuol dire che a Roma si formera' e si allenera' un gruppo di atleti? O rimarrano ad allenarsi nei loro club attuali e gareggeranno sotto la "bandiera"del team europeo di riferimento solo nei meeting? 2) Si parla chiaramente di team come enita'commerciali (primo campanello d'allarme per me), chi potra'farne parte? viene specificato solo che atleti di nazioni non menzionate possono accedervi, ma sara'basato su tempi d'accessi, conoscenze o cosa/ Il pericolo che vedo e'che sia una cosa elitaria, chiudendo ancora di piu'il nuoto alle nuove leve. 3) Il programma del meeting verra' deciso dalla citta'ospitante insieme alle tv col fine di avere "il migliore show possibile", immagino gia'che ci saranno poche gare sulle lunghe distanze, chi vuole stare un quarto d'ora a vedere i 1500? Non so, per ora continua a non convincermi. Sara'bello vedere piu'gare di nuoto magari in tv, ma mi sembra che sara' alla fine dei conti una copia delle World Cup nel senso di gare itineranti con soltanto molti piu'soldi in palio. Interessante leggere che l'ISL paghera'i viaggi di tutti i nuotatori (e staff immagino).
 
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Riconosco di essere un caso a parte perchè seguo già tantissimo il nuoto e non ho bisogno di nessun cambiamento per farmelo piacere.
Questa formula a squadre, con trasferte stile sport professionistici Usa, cerca di raggiungere - lo capisco perfettamente - chi non è assolutamente "nuotofan" e sarà interessante, anche per me, verificare come andranno le cose. Mi lasciano perplesso due questioni:

1) Da quel che ho capito le competizioni si svolgerebbero nei week-end da metà agosto (dopo i Giochi Panamericani) a novembre 2019 (regular season) e poi a dicembre i play-offs e le finali a Las Vegas. Non sarà facile - all'inizio della stagione olimpica - conciliare gli allenamenti che il nuoto richiede con queste trasferte.

2) Per me il nuoto è indissolubilmente legato ai tempi cronometrici, anche in periodi di carico (anzi: si è soliti confrontare quanto fatto nello stesso meeting nelle stagioni precedenti). Leggere che in queste gare conteranno solo i piazzamenti mi suona strano.

Condivido le tue osservazioni. Sul discorso di conciliare numerose trasferte impegnative effettivamente potrebbe complicare la preparazione, però con la dovuta organizzazione penso che atleti comunque abbastanza navigati riescano a gestire questo aspetto. Da calendario riportato dalla presentazione risulta che ciascuna squadra prenderebbe parte a 4 week-end di gare, tre nel proprio continente e uno oltreoceano (certo il discorso sarebbe diverso per atleti asiatici o australiani che non hanno club continentali), più eventualmente le finali di Las Vegas. Il discorso sull'aspetto cronometrico invece secondo me si rifa molto a quanto detto sul fatto che questa iniziativa sia rivolta più a chi non è ancora così appassionato. Chi è già nel mondo del nuoto è abituato a rivolgere l'interesse proprio ai tempi nuotati dagli atleti nei vari periodi dell'anno per capirne il tipo di crescita e la forma in avvicinamento a eventi importanti, ma per chi mastica poco di nuoto un tempo non contestualizzato è un informazione pressochè irrilevante, mentre il piazzamento è immediato. A me però, come ho scritto in un commento, non dispiace il fatto che in una competizione svolta in quel periodo, ovvero tra fine stagione estiva e inizio stagione invernale quando ancora la preparazione per la stagione successiva è agli inizi, si dia più importanza al piazzamento e al confronto diretto tra gli atleti. Penso comunque che saranno disponibili le rilevazioni cronometriche per chi vuole contestualizzare il tipo di prestazione del singolo atleta.

1) parlano di 6 team europei (di cui uno a Roma) e 6 team americani, vuol dire che a Roma si formera' e si allenera' un gruppo di atleti? O rimarrano ad allenarsi nei loro club attuali e gareggeranno sotto la "bandiera"del team europeo di riferimento solo nei meeting?

Dall'articolo linkato da Funuotofan: "Athletes will continue to train and represent their home clubs in USA Swimming competition, but as a separate entity athletes will be signed to one of 12 clubs across the United States and Europe.". Immagino sia lo stesso anche per gli europei.

2) Si parla chiaramente di team come enita'commerciali (primo campanello d'allarme per me), chi potra'farne parte? viene specificato solo che atleti di nazioni non menzionate possono accedervi, ma sara'basato su tempi d'accessi, conoscenze o cosa/ Il pericolo che vedo e'che sia una cosa elitaria, chiudendo ancora di piu'il nuoto alle nuove leve.

Sul chi ne farà parte trovo verosimile pensare che ogni club cercherà di arruolare atleti un po' come succede negli sport di squadra, ma dall'articolo non è chiaro. Sul fatto che sia un campionato rivolto all'élite del nuoto, direi proprio di sì. Sembra un tentativo di creare uno spettacolo di alto livello, coinvolgente per un pubblico il più ampio possibile, un po' com'è l'All-Star Game per il basket americano. Ma non credo che il nuoto venga rivoluzionato da questo, da un lato ci sarebbe l'universo del nuoto come lo conosciamo, con le federazioni che si occupano di formare e preparare atleti a competere in grandi competizioni internazionali, quali olimpiadi, mondiali, ecc., mentre dall'altra ci sarebbe questa opportunità in più per gli atleti di guadagnare e per il pubblico di godersi uno spettacolo.

Io trovo interessante seguirlo come esperimento, fermo restando che ci sono sicuramente perplessità sull'organizzazione e sull'inserimento all'interno dell'attuale contesto natatorio internazionale, oltre che sulla riuscita del format a livello di seguito. Inoltre è interessante vedere come gli atleti accoglieranno la cosa, finora il fatto che molti atleti di primo livello abbiano abbracciato l'iniziativa con entusiasmo è uno dei motivi che mi crea curiosità.

> Riconosco di essere un caso a parte perchè seguo già tantissimo il nuoto e non ho bisogno di nessun cambiamento per farmelo piacere. Questa formula a squadre, con trasferte stile sport professionistici Usa, cerca di raggiungere - lo capisco perfettamente - chi non è assolutamente "nuotofan" e sarà interessante, anche per me, verificare come andranno le cose. Mi lasciano perplesso due questioni: > 1) Da quel che ho capito le competizioni si svolgerebbero nei week-end da metà agosto (dopo i Giochi Panamericani) a novembre 2019 (regular season) e poi a dicembre i play-offs e le finali a Las Vegas. Non sarà facile - all'inizio della stagione olimpica - conciliare gli allenamenti che il nuoto richiede con queste trasferte. > 2) Per me il nuoto è indissolubilmente legato ai tempi cronometrici, anche in periodi di carico (anzi: si è soliti confrontare quanto fatto nello stesso meeting nelle stagioni precedenti). Leggere che in queste gare conteranno solo i piazzamenti mi suona strano. Condivido le tue osservazioni. Sul discorso di conciliare numerose trasferte impegnative effettivamente potrebbe complicare la preparazione, però con la dovuta organizzazione penso che atleti comunque abbastanza navigati riescano a gestire questo aspetto. Da calendario riportato dalla presentazione risulta che ciascuna squadra prenderebbe parte a 4 week-end di gare, tre nel proprio continente e uno oltreoceano (certo il discorso sarebbe diverso per atleti asiatici o australiani che non hanno club continentali), più eventualmente le finali di Las Vegas. Il discorso sull'aspetto cronometrico invece secondo me si rifa molto a quanto detto sul fatto che questa iniziativa sia rivolta più a chi non è ancora così appassionato. Chi è già nel mondo del nuoto è abituato a rivolgere l'interesse proprio ai tempi nuotati dagli atleti nei vari periodi dell'anno per capirne il tipo di crescita e la forma in avvicinamento a eventi importanti, ma per chi mastica poco di nuoto un tempo non contestualizzato è un informazione pressochè irrilevante, mentre il piazzamento è immediato. A me però, come ho scritto in un commento, non dispiace il fatto che in una competizione svolta in quel periodo, ovvero tra fine stagione estiva e inizio stagione invernale quando ancora la preparazione per la stagione successiva è agli inizi, si dia più importanza al piazzamento e al confronto diretto tra gli atleti. Penso comunque che saranno disponibili le rilevazioni cronometriche per chi vuole contestualizzare il tipo di prestazione del singolo atleta. > 1) parlano di 6 team europei (di cui uno a Roma) e 6 team americani, vuol dire che a Roma si formera' e si allenera' un gruppo di atleti? O rimarrano ad allenarsi nei loro club attuali e gareggeranno sotto la "bandiera"del team europeo di riferimento solo nei meeting? Dall'articolo linkato da Funuotofan: "Athletes will continue to train and represent their home clubs in USA Swimming competition, but as a separate entity athletes will be signed to one of 12 clubs across the United States and Europe.". Immagino sia lo stesso anche per gli europei. >2) Si parla chiaramente di team come enita'commerciali (primo campanello d'allarme per me), chi potra'farne parte? viene specificato solo che atleti di nazioni non menzionate possono accedervi, ma sara'basato su tempi d'accessi, conoscenze o cosa/ Il pericolo che vedo e'che sia una cosa elitaria, chiudendo ancora di piu'il nuoto alle nuove leve. Sul chi ne farà parte trovo verosimile pensare che ogni club cercherà di arruolare atleti un po' come succede negli sport di squadra, ma dall'articolo non è chiaro. Sul fatto che sia un campionato rivolto all'élite del nuoto, direi proprio di sì. Sembra un tentativo di creare uno spettacolo di alto livello, coinvolgente per un pubblico il più ampio possibile, un po' com'è l'All-Star Game per il basket americano. Ma non credo che il nuoto venga rivoluzionato da questo, da un lato ci sarebbe l'universo del nuoto come lo conosciamo, con le federazioni che si occupano di formare e preparare atleti a competere in grandi competizioni internazionali, quali olimpiadi, mondiali, ecc., mentre dall'altra ci sarebbe questa opportunità in più per gli atleti di guadagnare e per il pubblico di godersi uno spettacolo. Io trovo interessante seguirlo come esperimento, fermo restando che ci sono sicuramente perplessità sull'organizzazione e sull'inserimento all'interno dell'attuale contesto natatorio internazionale, oltre che sulla riuscita del format a livello di seguito. Inoltre è interessante vedere come gli atleti accoglieranno la cosa, finora il fatto che molti atleti di primo livello abbiano abbracciato l'iniziativa con entusiasmo è uno dei motivi che mi crea curiosità.
 
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Inoltre è interessante vedere come gli atleti accoglieranno la cosa, finora il fatto che molti atleti di primo livello abbiano abbracciato l'iniziativa con entusiasmo è uno dei motivi che mi crea curiosità.

Beh se mi dessero 10.000 dollari solo per partecipare sarei probabilmente entusiasta anche io!
Battute a parte, credo che non rimanga che stare a vedere che succede. Mi sono andata a leggere un po'di commenti all'articolo su SwimSwam e ve ne lascio uno qui come spunto di riflessione durante le vacanze, poi probabilmente smettero'di commentare il thread, credo si sia capito abbastanza come la pensi smile

Where have the ideas, and attempts to formulate their implement, come from. Is their a board of directors; will the clubs be managed locally? Will there be managers, aside from coaches to train athletes, to work on promotional issues and set up event selection to be able to do advance promotion of races to sell to media to sell to public? How are the meets organized? Who will run them? How are officials to be assigned/chosen? Whose rules will apply? Is it expected that the league will be professional enough to evaluate and pay officials and other administrative personnel like other professional sports leagues to present a consistent product? Is a main “office” for the league/each sub part anticipated? Is there expected to be any coordination with current swimming governing bodies, some of which currently have relationships with FINA, the apparent arch-enemy of ISL (i.e. NCAA, USA Swimming, LEN, High Schools, venue owners, YMCA, equivalent organizations in Europe and other areas) Have the broadcast plans been coordinated with folks broadcasting within the current aquatic world; Where would webcasting fit in the promotional mix? Other than the public front persons like Peaty, who is really behind and pushing ISL? Where is ISL getting its seed money? Who paid for the expense of the Stamford Bridge event? Who attended and in what capacity and how were they invited/included? Is there an overall financial sugar daddy backing the project? Can it be run without FINA conflict?

>Inoltre è interessante vedere come gli atleti accoglieranno la cosa, finora il fatto che molti atleti di primo livello abbiano abbracciato l'iniziativa con entusiasmo è uno dei motivi che mi crea curiosità. Beh se mi dessero 10.000 dollari solo per partecipare sarei probabilmente entusiasta anche io! Battute a parte, credo che non rimanga che stare a vedere che succede. Mi sono andata a leggere un po'di commenti all'articolo su SwimSwam e ve ne lascio uno qui come spunto di riflessione durante le vacanze, poi probabilmente smettero'di commentare il thread, credo si sia capito abbastanza come la pensi ;) >Where have the ideas, and attempts to formulate their implement, come from. Is their a board of directors; will the clubs be managed locally? Will there be managers, aside from coaches to train athletes, to work on promotional issues and set up event selection to be able to do advance promotion of races to sell to media to sell to public? How are the meets organized? Who will run them? How are officials to be assigned/chosen? Whose rules will apply? Is it expected that the league will be professional enough to evaluate and pay officials and other administrative personnel like other professional sports leagues to present a consistent product? Is a main “office” for the league/each sub part anticipated? Is there expected to be any coordination with current swimming governing bodies, some of which currently have relationships with FINA, the apparent arch-enemy of ISL (i.e. NCAA, USA Swimming, LEN, High Schools, venue owners, YMCA, equivalent organizations in Europe and other areas) Have the broadcast plans been coordinated with folks broadcasting within the current aquatic world; Where would webcasting fit in the promotional mix? Other than the public front persons like Peaty, who is really behind and pushing ISL? Where is ISL getting its seed money? Who paid for the expense of the Stamford Bridge event? Who attended and in what capacity and how were they invited/included? Is there an overall financial sugar daddy backing the project? Can it be run without FINA conflict?
 
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Riporto in vista questo thread, che resta di grande attualità.
Rispetto agli ultimi interventi di fine dicembre 2018, la novità è che è stata approntata anche la "risposta della Fina" (Champions Series), tre meeting ad inviti che si terranno tra fine aprile e inizio giugno (vado a memoria), mentre i vari campioni testimonial dell'Isl si sono confrontati anche all'Euromeet di fine gennaio e appaiono decisi a continuare sulla strada intrapresa.
Non c'è dubbio che più soldi arriveranno agli atleti (e questo è comunque positivo); restano i miei dubbi sulla possibilità di conciliare la preparazione (e il prossimo sarà un anno olimpico) con tutti questi eventi e gli spostamenti che richiedono.
Potrebbe essere un incentivo alla diffusione dell'USRPT (il sistema di allenamento reso famoso da Michael Andrew), basato sull'intensità (Ultra Short Race Pace) invece che sui chilometri, che ovviamente garantisce, in più periodi dell'anno, un livello di prestazioni vicino a quello ottimale.

Riporto in vista questo thread, che resta di grande attualità. Rispetto agli ultimi interventi di fine dicembre 2018, la novità è che è stata approntata anche la "risposta della Fina" (Champions Series), tre meeting ad inviti che si terranno tra fine aprile e inizio giugno (vado a memoria), mentre i vari campioni testimonial dell'Isl si sono confrontati anche all'Euromeet di fine gennaio e appaiono decisi a continuare sulla strada intrapresa. Non c'è dubbio che più soldi arriveranno agli atleti (e questo è comunque positivo); restano i miei dubbi sulla possibilità di conciliare la preparazione (e il prossimo sarà un anno olimpico) con tutti questi eventi e gli spostamenti che richiedono. Potrebbe essere un incentivo alla diffusione dell'USRPT (il sistema di allenamento reso famoso da Michael Andrew), basato sull'intensità (Ultra Short Race Pace) invece che sui chilometri, che ovviamente garantisce, in più periodi dell'anno, un livello di prestazioni vicino a quello ottimale.
 
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Ma questo metodo adottato da Michael Andrew potrebbe valere solo per i velocisti, i mezzofondisti, che immagino abbiano bisogno di tanti chilometri di allenamento in più, potrebbero avere qualche problema in più con la preparazione, a ormai 500 giorni da Tokyo2020

Ma questo metodo adottato da Michael Andrew potrebbe valere solo per i velocisti, i mezzofondisti, che immagino abbiano bisogno di tanti chilometri di allenamento in più, potrebbero avere qualche problema in più con la preparazione, a ormai 500 giorni da Tokyo2020
 
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Ma questo metodo adottato da Michael Andrew potrebbe valere solo per i velocisti, i mezzofondisti, che immagino abbiano bisogno di tanti chilometri di allenamento in più, potrebbero avere qualche problema in più con la preparazione, a ormai 500 giorni da Tokyo2020

Infatti.
La mia era una mezza provocazione (mi sono dimenticato la faccina smile ), ma in effetti è evidente, se non sei la Hosszu del periodo d'oro con Tosup, il problema di conciliare un numero di impegni che, tra circuito Isl, Champions Series Fina, meeting tradizionali e selezioni nazionali sta diventando notevole, con il duro allenamento quotidiano che il nuoto continua a richiedere.

>Ma questo metodo adottato da Michael Andrew potrebbe valere solo per i velocisti, i mezzofondisti, che immagino abbiano bisogno di tanti chilometri di allenamento in più, potrebbero avere qualche problema in più con la preparazione, a ormai 500 giorni da Tokyo2020 Infatti. La mia era una mezza provocazione (mi sono dimenticato la faccina ;) ), ma in effetti è evidente, se non sei la Hosszu del periodo d'oro con Tosup, il problema di conciliare un numero di impegni che, tra circuito Isl, Champions Series Fina, meeting tradizionali e selezioni nazionali sta diventando notevole, con il duro allenamento quotidiano che il nuoto continua a richiedere.
 
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Intanto Federica Pellegrini ha appena annunciato sul suo profilo instagram che ci sarà un team Italia nel circuito ISL. Bisognerà capire quali atleti azzurri prenderanno parte a questa squadra.

Intanto Federica Pellegrini ha appena annunciato sul suo profilo instagram che ci sarà un team Italia nel circuito ISL. Bisognerà capire quali atleti azzurri prenderanno parte a questa squadra.
 
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Anch'io sono molto perplesso su queste competizioni a squadre. Ammetto che pur seguendo il nuoto, quest'idea non mi stuzzica minimamente (scorrero' i risultati ma dubito che la seguiro'smile

Anch'io sono molto perplesso su queste competizioni a squadre. Ammetto che pur seguendo il nuoto, quest'idea non mi stuzzica minimamente (scorrero' i risultati ma dubito che la seguiro')
 
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Non so quanti di voi abbiano visto il documentario di Netflix sul Fyre Festival (che consiglio), per tutto il giorno seguente continuavo a pensare che mi ricordava qualcosa e poi ho capito che mi faceva pensare all' ISL!

Qui sotto un articolo un po' vecchiotto, che riporta un'interessante intervista del Presidente della Federazione Spagnola. RIporto qui l'estratto che ho trovato interessante:

Attualmente le basi dell’associazione “Poggiano sull’ostinazione di una persona dalla notevole disponibilità economica. Questa è solidità? A breve termine sì, ma ho molti subbi sul medio-lungo termine. Bisognerà vedere come evolve la situazione”.
_
_Sembra concordare con i miei commenti sopra!

https://www.swimbiz.it/portal/dove-va-il-nuoto-labbiamo-chiesto-al-presidente-della-federazione-spagnola/

Non so quanti di voi abbiano visto il documentario di Netflix sul Fyre Festival (che consiglio), per tutto il giorno seguente continuavo a pensare che mi ricordava qualcosa e poi ho capito che mi faceva pensare all' ISL! Qui sotto un articolo un po' vecchiotto, che riporta un'interessante intervista del Presidente della Federazione Spagnola. RIporto qui l'estratto che ho trovato interessante: _Attualmente le basi dell’associazione “Poggiano sull’ostinazione di una persona dalla notevole disponibilità economica. Questa è solidità? A breve termine sì, ma ho molti subbi sul medio-lungo termine. Bisognerà vedere come evolve la situazione”._ _ _Sembra concordare con i miei commenti sopra! https://www.swimbiz.it/portal/dove-va-il-nuoto-labbiamo-chiesto-al-presidente-della-federazione-spagnola/
 
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