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Stavolta è il sito di atletica QA (queenatletica o atleticalive che dir si voglia) ad essere incorso - nel suo furore anti-Malagò (colpevole agli occhi dell'organizzatore del sito di non avere rimosso Giomi, presidente della Fidal, ma forse c'è altro..) - in un notevole passo-falso.
In questo articolo https://www.atleticalive.it/malago-minaccia-sanzioni-dal-cio-e-guerra-al-governo-e-le-grandi-federazioni-lo-attaccano-2/
QA aveva scritto che Malagò in realtà non aveva ottenuto nulla dal Cio e, anzi, la nuova legge sullo sport italiano ricalcava quanto accadeva in molti Paesi.

E' notizia ufficiale di oggi che la lettera del Cio contro quella legge è arrivata, eccome. https://www.corriere.it/sport/19_agosto_06/lettera-cio-coni-l-italia-rischia-essere-estromessa-tokyo-2020-62538f48-b829-11e9-b2de-ac53be46e6c6.shtml

Adesso QA ne prenderà atto o la nasconderà tra i mille inserti pubblicitari e lo spam che rendono la lettura di quel sito incredibilmente difficoltosa?

Altre questioni.
1) Possibile che anche l'atletica non abbia un sito in cui poter leggere le notizie senza dovere aspettare 10 minuti perchè la pagina si carichi?
E lasciamo stare il modo di scriverle, tra "sciabolata" in continuazione per definire un buon 100 metri e "boom" e sovrabbondanza di punti esclamativi e del termine fenomeno

2) Davvero nulla da parte mia a favore di Giomi (anche qui abbiamo commentato negativamente i risultati dell'atletica italiana in tante manifestazioni degli ultimi 6 anni) , ma viene il dubbio che posizioni così contro - su ogni argomento - come quelle del sito QA non siano molto obiettive. E quindi: cosa c'è dietro?

Non ne ho idea. Essendo un appassionato di atletica leggo spesso QA. Gli attacchi a Giorni sono abbastanza costanti. E da un punto di vista sportivo per me ci stanno eccome, per come secondo me viene gestita l'atletica italiana di vertice. Mentre di contro ritengo sia ben gestita quella giovanile. Io non avendo tutti gli strumenti per esprimermi sul punto, evito questa continua polemica, ma è un scelta editoriale precisa, come hai scritto. Rimanendo al sito di QA c'è sicuramente tanta pubblicità. Io personalmente leggo da Facebook e vado molto meno sul sito, ma nel complesso lo trovo abbastanza leggibile. Sulle espressioni, la mia impressione è che il curatore del sito, che è sicuramente un appassionato vero, ha deciso uno stile molto "clamoroso", probabilmente per dare il giusto credito ai sacrifici dei sin troppo pochi atleti italiani. Può non piacere, e da quel che ho letto è stato spesso oggetto di discussione, ma ha scelto quella direzione e tutto sommato a me va bene.
Ciao Ciao

>Stavolta è il sito di atletica QA (queenatletica o atleticalive che dir si voglia) ad essere incorso - nel suo furore anti-Malagò (colpevole agli occhi dell'organizzatore del sito di non avere rimosso Giomi, presidente della Fidal, ma forse c'è altro..) - in un notevole passo-falso. >In questo articolo https://www.atleticalive.it/malago-minaccia-sanzioni-dal-cio-e-guerra-al-governo-e-le-grandi-federazioni-lo-attaccano-2/ >QA aveva scritto che Malagò in realtà non aveva ottenuto nulla dal Cio e, anzi, la nuova legge sullo sport italiano ricalcava quanto accadeva in molti Paesi. >E' notizia ufficiale di oggi che la lettera del Cio contro quella legge è arrivata, eccome. https://www.corriere.it/sport/19_agosto_06/lettera-cio-coni-l-italia-rischia-essere-estromessa-tokyo-2020-62538f48-b829-11e9-b2de-ac53be46e6c6.shtml >Adesso QA ne prenderà atto o la nasconderà tra i mille inserti pubblicitari e lo spam che rendono la lettura di quel sito incredibilmente difficoltosa? >Altre questioni. >1) Possibile che anche l'atletica non abbia un sito in cui poter leggere le notizie senza dovere aspettare 10 minuti perchè la pagina si carichi? >E lasciamo stare il modo di scriverle, tra "sciabolata" in continuazione per definire un buon 100 metri e "boom" e sovrabbondanza di punti esclamativi e del termine fenomeno >2) Davvero nulla da parte mia a favore di Giomi (anche qui abbiamo commentato negativamente i risultati dell'atletica italiana in tante manifestazioni degli ultimi 6 anni) , ma viene il dubbio che posizioni così contro - su ogni argomento - come quelle del sito QA non siano molto obiettive. E quindi: cosa c'è dietro? Non ne ho idea. Essendo un appassionato di atletica leggo spesso QA. Gli attacchi a Giorni sono abbastanza costanti. E da un punto di vista sportivo per me ci stanno eccome, per come secondo me viene gestita l'atletica italiana di vertice. Mentre di contro ritengo sia ben gestita quella giovanile. Io non avendo tutti gli strumenti per esprimermi sul punto, evito questa continua polemica, ma è un scelta editoriale precisa, come hai scritto. Rimanendo al sito di QA c'è sicuramente tanta pubblicità. Io personalmente leggo da Facebook e vado molto meno sul sito, ma nel complesso lo trovo abbastanza leggibile. Sulle espressioni, la mia impressione è che il curatore del sito, che è sicuramente un appassionato vero, ha deciso uno stile molto "clamoroso", probabilmente per dare il giusto credito ai sacrifici dei sin troppo pochi atleti italiani. Può non piacere, e da quel che ho letto è stato spesso oggetto di discussione, ma ha scelto quella direzione e tutto sommato a me va bene. Ciao Ciao
 
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Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06.
Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi smile ).

Tralasciamo poi l'enfasi del titolo su Urlando e che nel descrivere la gara non si sia parlato del suo svolgimento e del fatto che Urlando fosse atteso a un crono molto migliore dell'1.55.02 realizzato, avendo nuotato a giugno, cioè prima di finalizzare la preparazione per questi Mondiali juniores, 1.53.84.

Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06. Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi :) ). Tralasciamo poi l'enfasi del titolo su Urlando e che nel descrivere la gara non si sia parlato del suo svolgimento e del fatto che Urlando fosse atteso a un crono molto migliore dell'1.55.02 realizzato, avendo nuotato a giugno, cioè prima di finalizzare la preparazione per questi Mondiali juniores, 1.53.84.
 
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Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06.
Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi smile ).

Vabbè, per 3 centesimi. Dettagli smile

A me aveva colpito invece questa frase, di qualche articolo precedente: "Nei 1500 vinti col record mondiale dal sedicenne croato Franko Grgic in 14’46″09 (solo Sun Yang andava più veloce alla sua età)... "
Questa è un'affermazione precisa. Non può essere una distrazione.
Solo che nel 2007 Sun faceva 15'14".
Forse nel suo 17° anno di età, essendo Sun nato nel dicembre '91? Neanche. Nel 2008 ha fatto 14'48", tra l'altro un po' gommato.
Nel 2009, a 18 anni e molto gommato? No, anche se ha fatto peggio di Grgic di pochi decimi.
Nel 2010? Sì, andava più veloce del sedicenne Grgic, ma a18 anni abbondanti, quasi 19.

>Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06. >Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi :) ). Vabbè, per 3 centesimi. Dettagli :D A me aveva colpito invece questa frase, di qualche articolo precedente: "Nei 1500 vinti col record mondiale dal sedicenne croato Franko Grgic in 14’46″09 **(solo Sun Yang andava più veloce alla sua età)**... " Questa è un'affermazione precisa. Non può essere una distrazione. Solo che nel 2007 Sun faceva 15'14". Forse nel suo 17° anno di età, essendo Sun nato nel dicembre '91? Neanche. Nel 2008 ha fatto 14'48", tra l'altro un po' gommato. Nel 2009, a 18 anni e molto gommato? No, anche se ha fatto peggio di Grgic di pochi decimi. Nel 2010? Sì, andava più veloce del sedicenne Grgic, ma a18 anni abbondanti, quasi 19.
 
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Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06.
Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi smile ).

Vabbè, per 3 centesimi. Dettagli smile

A me aveva colpito invece questa frase, di qualche articolo precedente: "Nei 1500 vinti col record mondiale dal sedicenne croato Franko Grgic in 14’46″09 (solo Sun Yang andava più veloce alla sua età)... "
Questa è un'affermazione precisa. Non può essere una distrazione.
Solo che nel 2007 Sun faceva 15'14".
Forse nel suo 17° anno di età, essendo Sun nato nel dicembre '91? Neanche. Nel 2008 ha fatto 14'48", tra l'altro un po' gommato.
Nel 2009, a 18 anni e molto gommato? No, anche se ha fatto peggio di Grgic di pochi decimi.
Nel 2010? Sì, andava più veloce del sedicenne Grgic, ma a18 anni abbondanti, quasi 19.

Perfetto Miro smile

Prima di stamane, erano settimane che non leggevo articoli di Arcobelli (in questa estate intensissima ho dedicato tante ore a vedere il nuoto nuotato e tutto il resto è ovviamente stato dedicato al lavoro), e continuo a stupirmi delle imprecisioni che ci sono, da parte di un giornalista che segue da così tanti anni il nuoto per il principale quotidiano sportivo italiano.

>>Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06. >>Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi :) ). >Vabbè, per 3 centesimi. Dettagli :D >A me aveva colpito invece questa frase, di qualche articolo precedente: "Nei 1500 vinti col record mondiale dal sedicenne croato Franko Grgic in 14’46″09 **(solo Sun Yang andava più veloce alla sua età)**... " >Questa è un'affermazione precisa. Non può essere una distrazione. >Solo che nel 2007 Sun faceva 15'14". >Forse nel suo 17° anno di età, essendo Sun nato nel dicembre '91? Neanche. Nel 2008 ha fatto 14'48", tra l'altro un po' gommato. >Nel 2009, a 18 anni e molto gommato? No, anche se ha fatto peggio di Grgic di pochi decimi. >Nel 2010? Sì, andava più veloce del sedicenne Grgic, ma a18 anni abbondanti, quasi 19. Perfetto Miro ;) Prima di stamane, erano settimane che non leggevo articoli di Arcobelli (in questa estate intensissima ho dedicato tante ore a vedere il nuoto nuotato e tutto il resto è ovviamente stato dedicato al lavoro), e continuo a stupirmi delle imprecisioni che ci sono, da parte di un giornalista che segue da così tanti anni il nuoto per il principale quotidiano sportivo italiano.
 
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Dopo avere letto questo articolo di Luca Soligo sulle trionfali Olimpiadi di Sydney 2000 per il nuoto italiano https://corsia4.it/nuoto/sydney2000-special-lolimpiade-della-svolta-per-litalia-del-nuoto/,
meditavo un po' sulle frasi riportate all'inizio dell'articolo (tratte dai pezzi scritti da tre autorevoli giornalisti), che evidenzio qui sotto:

**Ma dove cavolo stavano nascosti questi ragazzini sfacciati che sono venuti in Australia a vincere in tre giorni più medaglie di quante i nuotatori avessero vinto in tutti i cento anni precedenti di Olimpiadi?

Vittorio Zucconi

Guardando Fioravanti e Rummolo abbracciati sotto un tricolore, (…) mi sono venuti in mente i discorsi che facevamo in redazione quando cominciai questo lavoro. Era la fine degli anni Cinquanta e l’Italia d’allora era incommensurabilmente lontana da questa. (…) Estremizzando, sostenevamo che l’Italia sarebbe diventata un vero paese sportivo soltanto vincendo un oro olimpico nel nuoto.

Giorgio Tosatti

Cent’anni di nuoto italiano per vedere un oro olimpico. Da quel tizio che gareggiò sulla Senna nel 1900, ai Giochi di Parigi, fino a questa trionfale Sydney azzurra: l’inseguimento è stato eterno, velleitario, disperato, impossibile.

Candido Cannavò**

Secondo me emergono, soprattutto nei brani scritti da Vittorio Zucconi e Candido Cannavò, alcune caratteristiche del giornalismo italiano che non mi piacciono per nulla (Tosatti ha il merito di sottolineare l'importanza, il peso specifico di una vittoria nel nuoto nella massima rassegna sportiva, l'Olimpiade).

Ovviamente la mia "analisi" non vuole essere una critica particolare verso questi tre famosi giornalisti, che tra l'altro non sono più tra noi, e ha pienamente ragione Soligo nel definirli tra i migliori rappresentanti del giornalismo italiano.
Semplicemente io, come lettore, troverei molto più interessante un altro tipo di giornalismo, decisamente più basato sui fatti, sul lavoro di ricerca, piuttosto che sull'esprimere "emozioni".

D'altra parte, l'avrete capito leggendo i miei lunghi e faticosi post: per me la solidità delle cifre e dello studio pregresso della materia di cui si parla è ampiamente preferibile allo sbizzarrirsi in aggettivi e cercare di porsi, sempre e comunque, nell'ottica di chi sa poco e nulla dell'argomento di cui si parla.

A forza di scrivere nell'ottica di chi sa poco o nulla della materia che si tratta, e di fermarsi alla sua superficie, si banalizza tutto.

Da questo brano riportato da Soligo, Vittorio Zucconi appare il classico opinionista, che di solito si occupa di "temi più importanti", prestato allo sport in occasione dell'Olimpiade.
I "ragazzini sfacciati", come li chiama lui, è evidente che non fossero nascosti, ma si allenassero quotidianamente e provenissero, in alcuni casi, da successi nelle massime rassegne continentali che avevano preceduto l'Olimpiade (Campionati Europei di qualche mese prima e anche dell'anno precedente).
Nella categoria degli "opinionisti prestati allo sport", fece peggio di Zucconi, a mio parere, il Severgnini di Pechino 2008, che chiamò Phelps "il ragioniere Phelps", sbadigliando ad ogni suo successo come se fosse roba noiosa e banale.
Insomma, la massima impresa sportiva della storia dell'Olimpiade (8 ori, la forza implacabile dei numeri, e, se ad uno fosse importato, ci sarebbe stato tanto da scrivere anche sulle singole gare, vedi 4x100 sl e 200 delfino vinti nonostante l'acqua entrata negli occhialini che impediva la visuale) relegata ad una "triste routine ragionieristica".
E questo perché? Perché mancava la vera materia cercata dagli "autorevoli giornalisti alla Severgnini", e cioè la capacità di esprimere emozioni prima e dopo la vittoria, elemento basilare per diventare un personaggio meritevole della loro attenzione e dei loro aggettivi.

Giorgio Tosatti, non solo perché giornalista sportivo specializzato e non solo per il pezzo qui riportato, mi sembrava su un altro piano metodologico, nel senso che studiava i dati.
E' un peccato che, all'interno dello sport, si interessasse quasi esclusivamente di calcio, alimentando quella bolla mediatica a cui assistiamo ancora oggi.
Tra l'altro, anche perché - come detto - analizzava i dati, Tosatti era un estimatore della gestione di Giraudo e Moggi della Juventus. Poi arrivò Calciopoli (o Farsopoli come dicono ancora alcuni tifosi della Juventus), a dare un duro scossone alla credibilità del sistema-calcio (e dei suoi massimi opinionisti che non si erano accorti di nulla), qualunque sia il giudizio sulla vicenda complessiva.

E veniamo a Candido Cannavò, compianto direttore della Gazzetta dello Sport per tanti anni, che invece si ricollega pienamente al filone "emotivo-aggettivante" dello sport.
In quelle due righe riportate, mi colpisce il fatto che Cannavò non si prenda la briga di chiamare per nome il "tizio che gareggiò sulla Senna nel 1900", ma sia prodigo di ben 4 (quattro) aggettivi per definire l'inseguimento all'oro italiano nel nuoto.
A parte la parentesi olimpica, le passioni di Cannavò erano il calcio (ovviamente) e il ciclismo. E per non offuscare le emozioni di uno scatto di Pantani in salita (che emozionava anche me, sia chiaro) tralasciava di approfondire i drammatici guasti di un sistema-ciclismo dove l'Epo veniva usato in dosi industriali.
Anche qui: i fatti, i dati, anche quelli non piacevoli, passavano in subordine rispetto alla ricerca delle emozioni, al volere creare un personaggio che ammaliasse le folle.

Ebbene: con tutto il mio disaccordo sul modo di fare giornalismo di Cannavò, sono consapevole che ora c'è di molto peggio. A partire da una Gazzetta dello Sport dove le atlete più citate sono Diletta Leotta e Wanda Nara e che ha, da molti anni ormai, Arcobelli come giornalista specializzato nel nuoto...

Dopo avere letto questo articolo di Luca Soligo sulle trionfali Olimpiadi di Sydney 2000 per il nuoto italiano https://corsia4.it/nuoto/sydney2000-special-lolimpiade-della-svolta-per-litalia-del-nuoto/, meditavo un po' sulle frasi riportate all'inizio dell'articolo (tratte dai pezzi scritti da tre autorevoli giornalisti), che evidenzio qui sotto: ****Ma dove cavolo stavano nascosti questi ragazzini sfacciati che sono venuti in Australia a vincere in tre giorni più medaglie di quante i nuotatori avessero vinto in tutti i cento anni precedenti di Olimpiadi? Vittorio Zucconi Guardando Fioravanti e Rummolo abbracciati sotto un tricolore, (…) mi sono venuti in mente i discorsi che facevamo in redazione quando cominciai questo lavoro. Era la fine degli anni Cinquanta e l’Italia d’allora era incommensurabilmente lontana da questa. (…) Estremizzando, sostenevamo che l’Italia sarebbe diventata un vero paese sportivo soltanto vincendo un oro olimpico nel nuoto. Giorgio Tosatti Cent’anni di nuoto italiano per vedere un oro olimpico. Da quel tizio che gareggiò sulla Senna nel 1900, ai Giochi di Parigi, fino a questa trionfale Sydney azzurra: l’inseguimento è stato eterno, velleitario, disperato, impossibile. Candido Cannavò** Secondo me emergono, soprattutto nei brani scritti da Vittorio Zucconi e Candido Cannavò, alcune caratteristiche del giornalismo italiano che non mi piacciono per nulla (Tosatti ha il merito di sottolineare l'importanza, il peso specifico di una vittoria nel nuoto nella massima rassegna sportiva, l'Olimpiade). Ovviamente la mia "analisi" non vuole essere una critica particolare verso questi tre famosi giornalisti, che tra l'altro non sono più tra noi, e ha pienamente ragione Soligo nel definirli tra i migliori rappresentanti del giornalismo italiano. Semplicemente io, come lettore, troverei molto più interessante un altro tipo di giornalismo, decisamente più basato sui fatti, sul lavoro di ricerca, piuttosto che sull'esprimere "emozioni". D'altra parte, l'avrete capito leggendo i miei lunghi e faticosi post: per me la solidità delle cifre e dello studio pregresso della materia di cui si parla è ampiamente preferibile allo sbizzarrirsi in aggettivi e cercare di porsi, sempre e comunque, nell'ottica di chi sa poco e nulla dell'argomento di cui si parla. A forza di scrivere nell'ottica di chi sa poco o nulla della materia che si tratta, e di fermarsi alla sua superficie, si banalizza tutto. Da questo brano riportato da Soligo, Vittorio Zucconi appare il classico opinionista, che di solito si occupa di "temi più importanti", prestato allo sport in occasione dell'Olimpiade. I "ragazzini sfacciati", come li chiama lui, è evidente che non fossero nascosti, ma si allenassero quotidianamente e provenissero, in alcuni casi, da successi nelle massime rassegne continentali che avevano preceduto l'Olimpiade (Campionati Europei di qualche mese prima e anche dell'anno precedente). Nella categoria degli "opinionisti prestati allo sport", fece peggio di Zucconi, a mio parere, il Severgnini di Pechino 2008, che chiamò Phelps "il ragioniere Phelps", sbadigliando ad ogni suo successo come se fosse roba noiosa e banale. Insomma, la massima impresa sportiva della storia dell'Olimpiade (8 ori, la forza implacabile dei numeri, e, se ad uno fosse importato, ci sarebbe stato tanto da scrivere anche sulle singole gare, vedi 4x100 sl e 200 delfino vinti nonostante l'acqua entrata negli occhialini che impediva la visuale) relegata ad una "triste routine ragionieristica". E questo perché? Perché mancava la vera materia cercata dagli "autorevoli giornalisti alla Severgnini", e cioè la capacità di esprimere emozioni prima e dopo la vittoria, elemento basilare per diventare un personaggio meritevole della loro attenzione e dei loro aggettivi. Giorgio Tosatti, non solo perché giornalista sportivo specializzato e non solo per il pezzo qui riportato, mi sembrava su un altro piano metodologico, nel senso che studiava i dati. E' un peccato che, all'interno dello sport, si interessasse quasi esclusivamente di calcio, alimentando quella bolla mediatica a cui assistiamo ancora oggi. Tra l'altro, anche perché - come detto - analizzava i dati, Tosatti era un estimatore della gestione di Giraudo e Moggi della Juventus. Poi arrivò Calciopoli (o Farsopoli come dicono ancora alcuni tifosi della Juventus), a dare un duro scossone alla credibilità del sistema-calcio (e dei suoi massimi opinionisti che non si erano accorti di nulla), qualunque sia il giudizio sulla vicenda complessiva. E veniamo a Candido Cannavò, compianto direttore della Gazzetta dello Sport per tanti anni, che invece si ricollega pienamente al filone "emotivo-aggettivante" dello sport. In quelle due righe riportate, mi colpisce il fatto che Cannavò non si prenda la briga di chiamare per nome il "tizio che gareggiò sulla Senna nel 1900", ma sia prodigo di ben 4 (quattro) aggettivi per definire l'inseguimento all'oro italiano nel nuoto. A parte la parentesi olimpica, le passioni di Cannavò erano il calcio (ovviamente) e il ciclismo. E per non offuscare le emozioni di uno scatto di Pantani in salita (che emozionava anche me, sia chiaro) tralasciava di approfondire i drammatici guasti di un sistema-ciclismo dove l'Epo veniva usato in dosi industriali. Anche qui: i fatti, i dati, anche quelli non piacevoli, passavano in subordine rispetto alla ricerca delle emozioni, al volere creare un personaggio che ammaliasse le folle. Ebbene: con tutto il mio disaccordo sul modo di fare giornalismo di Cannavò, sono consapevole che ora c'è di molto peggio. A partire da una Gazzetta dello Sport dove le atlete più citate sono Diletta Leotta e Wanda Nara e che ha, da molti anni ormai, Arcobelli come giornalista specializzato nel nuoto...
modificato Aug 4 a 6:34 pm
 
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Il drammatico fatto di cronaca di Colleferro, con quel violentissimo pestaggio protratto fino all'uccisione del giovane Willy Monteiro, intervenuto solo per cercare di sedare una rissa, mi porta ad alcune domande.

1) Almeno due degli autori del pestaggio erano conosciuti per altri fatti di violenza, oltre a reati connessi con lo spaccio. Possibile che non si riesca mai ad intervenire per tempo su questi soggetti e bisogna aspettare che si arrivi addirittura al morto? Già avere provocato lesioni e spacciare droga non basta perché le "forze dell'ordine" e i magistrati facciano capire a certi soggetti che devono cambiare, ma realmente, condotta di vita?

2) Vi è una testimonianza anonima (perché tutti i residenti continuano ad essere spaventati..) che afferma che episodi di violenza, spaccio etc avvenivano da un bel po' di tempo. Possibile che, di fronte all'inerzia dei soggetti di cui sopra (forze dell'ordine e magistrati), chi vedeva non abbia avuto il coraggio di denunciare e poi denunciare ancora questi episodi fino a costringere i soggetti di cui sopra (forze dell'ordine e magistrati) a muoversi?

3) Due degli artefici del pestaggio a morte e autori di precedenti atti di violenza erano grandi appassionati di Mma, le arti marziali miste di cui, con sconcerto, parlai qui sul forum perché era per me incomprensibile lo spazio che veniva loro dedicato dalla gazzetta dello sport (ordine di importanza del sito gazzetta: calcio, gossip, mma...).
Oggi sul sito del corriere della sera viene messa in risalto la passione dei due fratelli picchiatori per le arti marziali. Chissà se qualche direttore di testata o giornalista del gruppo Rcs (quello del corriere della sera e della gazzetta dello sport) si porrà qualche domanda o se, da domani l'altro, tutto ritornerà come prima e sulla gazzetta.it ritroveremo ampio spazio alle Mma, che per me sono violenza pura, molto più che sport.

4) Se si presuppone che la maggioranza di cittadini, giornalisti e forze dell'ordine conservi un minimo di responsabilità e condanni la violenza, occorre cominciare ad agire come soggetti responsabili.
Quindi:
1) i cittadini che vedono episodi di illegalità devono avere il coraggio di denunciare,
2) i giornalisti che si occupano di sport devono ristabilire un ordine di grandezza sensato, e tornare a parlare degli sport autentici (atletica, nuoto e tutti gli altri sport olimpici classici), non di baracconate violente; anche se questo comporta perdere qualche accesso al sito.
3) le forze dell'ordine devono comportarsi come tali, non cercare alibi ("siamo pochi", "la legge, di fatto, protegge i criminali" etc etc, come ho sentito io stesso quando andai a denunciare un episodio di illegalità a cui avevo assistito), o addirittura peggio, come la sconfortante cronaca di questi tempi ci ha informato.

Il drammatico fatto di cronaca di Colleferro, con quel violentissimo pestaggio protratto fino all'uccisione del giovane Willy Monteiro, intervenuto solo per cercare di sedare una rissa, mi porta ad alcune domande. 1) Almeno due degli autori del pestaggio erano conosciuti per altri fatti di violenza, oltre a reati connessi con lo spaccio. Possibile che non si riesca mai ad intervenire per tempo su questi soggetti e bisogna aspettare che si arrivi addirittura al morto? Già avere provocato lesioni e spacciare droga non basta perché le "forze dell'ordine" e i magistrati facciano capire a certi soggetti che devono cambiare, ma realmente, condotta di vita? 2) Vi è una testimonianza anonima (perché tutti i residenti continuano ad essere spaventati..) che afferma che episodi di violenza, spaccio etc avvenivano da un bel po' di tempo. Possibile che, di fronte all'inerzia dei soggetti di cui sopra (forze dell'ordine e magistrati), chi vedeva non abbia avuto il coraggio di denunciare e poi denunciare ancora questi episodi fino a costringere i soggetti di cui sopra (forze dell'ordine e magistrati) a muoversi? 3) Due degli artefici del pestaggio a morte e autori di precedenti atti di violenza erano grandi appassionati di Mma, le arti marziali miste di cui, con sconcerto, parlai qui sul forum perché era per me incomprensibile lo spazio che veniva loro dedicato dalla gazzetta dello sport (ordine di importanza del sito gazzetta: calcio, gossip, mma...). Oggi sul sito del corriere della sera viene messa in risalto la passione dei due fratelli picchiatori per le arti marziali. Chissà se qualche direttore di testata o giornalista del gruppo Rcs (quello del corriere della sera e della gazzetta dello sport) si porrà qualche domanda o se, da domani l'altro, tutto ritornerà come prima e sulla gazzetta.it ritroveremo ampio spazio alle Mma, che per me sono violenza pura, molto più che sport. 4) Se si presuppone che la maggioranza di cittadini, giornalisti e forze dell'ordine conservi un minimo di responsabilità e condanni la violenza, occorre cominciare ad agire come soggetti responsabili. Quindi: 1) i cittadini che vedono episodi di illegalità devono avere il coraggio di denunciare, 2) i giornalisti che si occupano di sport devono ristabilire un ordine di grandezza sensato, e tornare a parlare degli sport autentici (atletica, nuoto e tutti gli altri sport olimpici classici), non di baracconate violente; anche se questo comporta perdere qualche accesso al sito. 3) le forze dell'ordine devono comportarsi come tali, non cercare alibi ("siamo pochi", "la legge, di fatto, protegge i criminali" etc etc, come ho sentito io stesso quando andai a denunciare un episodio di illegalità a cui avevo assistito), o addirittura peggio, come la sconfortante cronaca di questi tempi ci ha informato.
 
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In realtà dopo aver letto qualche settimana fa il penultimo post di Funuotofan mi ero riproposta di rispondere una volta tornata dalle vacanze, ne approfitto per farlo adesso alla luce anche del nuovo post di stamattina.
Credo infatti che in qualche modo i due interventi siano collegati, e la questione di fondo è il modo in cui il giornalismo sportivo 1) sceglie quali eventi seguire/raccontare 2) come li racconta.

Partiamo dal primo punto: quali sport vengono seguiti.
E' innegabile che al giorno d'oggi tutto ruoti intorno ai soldi, per cui ritengo che il criterio fondamentale sia quello. Da qui è evidente che lo sport numero 1 sia senza dubbio il calcio, tutto il resto a seguire. L'evoluzione degli ultimi anni ha portato poi il gossip a essere in realtà lo "sport" più seguito, complice l'avvento dei social media che ha scatenato un voyeurismo compulsivo nei confronti delle vite private e non degli sportivi. E' lo specchio dei nostri tempi purtroppo, e sono io la prima a cui questa cosa fa ribrezzo, ma per una persona come me che scorre quando vede l'articolo "sulla lotta al topo in casa Totti-Blasi", ce ne sono almeno un centinaio che non vedono l'ora di sapere tutto sulla ricerca del roditore.
Va da sé quindi che praticamente tutti gli sport al di fuori del calcio facciano una gran fatica a trovare spazio sui quotidiani nazionali.
Sul discorso specifico MMA, è anch'esso a mio parere una conseguenza della spettacolarizzazione dello sport, della diffusione tramite social media ma anche dello sdoganamento della violenza ad esempio in tv (tralascio volutamente la politica, ma ci sarebbe materiale per scrivere un libro). Sicuramente a me preoccupa, dal punto di vista sociale, che bambini in età scolastica siano appassionati di tali sport.

E qui mi posso riagganciare al secondo punto, ovvero come vengono raccontati gli sport.
Affrontato dunque l'argomento gossip, che trova spazio anche negli sport minori, trovo ci sia un grosso problema di qualità degli articoli.
In un mio intervento precedente avevo sottolineato come la stampa specializzata nel nuoto rivolta più o meno al grande pubblico (i vari Arcobelli, Swimbiz, SwimSwam Italia ad esempio) siano spesso e volentieri illeggibili per via di refusi grammaticali e/o errori evidenti nei nomi/tempi delle gare. Avevo anche ascritto la colpa al fatto che spesso chi scrive per questi siti è pagato a numero di articoli quindi si punta tutto sulla quantità e non sulla qualità.

Dall'altra parte, ci sono siti come ad esempio Corsia 4 che trovo invece molto preparati, ma poco adatti a chi il nuoto lo segue in maniera occasionale.
Facendo un ragionamento puramente economico, meglio 50 lettori che si accontentano di leggere articoli vaghi e spesso sbagliati, che 3 lettori di un articolo iperdettagliato.

La domanda naturale è quindi: qual è la giusta via di mezzo?
La risposta banale è non lo so, anche perché quello che puo' essere giusto per me puo' non esserlo per altri. Dipende poi molto appunto dal target di lettori che si ha. Nella mia esperienza personale ho sempre cercato di dare spazio a tutti gli atleti e non solo ai due-tre nomi conosciuti, cercando di soffermarmi sul racconto delle prestazioni sportive dando meno importanza ai tempi che un lettore che si avvicina al nuoto non capirebbe. E' giusto? E' sbagliato? Per me è una giusta via di mezzo, che permette anche a chi si avvicina al nuoto di capire cosa sia successo in un determinato evento, mettendo in conto che lettori più esigenti cerchino poi un'integrazione più tecnica su altre fonti.

Queste sono domande che mi sono posta molto spesso ultimamente, infatti come "side project" sto mettendo su un sito di informazione sportiva e non è immediato decidere cosa scrivere, quanto, come e perché. L'idea che ho al momento è di fare divulgazione per quanto riguarda gli sport olimpici, perché durante le Olimpiadi ci ritroviamo un po' tutti a seguire sport impensabili e credo sia interessante capirne di più.
A mio favore (o sfavore, dipende dai punti di vista!) c'è il fatto che essendo un prodotto autofinanziato non devo forzatamente scrivere 10 articoli al giorno di dubbio contenuto, quindi spero almeno in questo di riuscire a mantenere un certo livello di qualità.
Ho poi altre idee in mente, e se vorrete condividero' con voi questo piccolo esperimento smile

In realtà dopo aver letto qualche settimana fa il penultimo post di Funuotofan mi ero riproposta di rispondere una volta tornata dalle vacanze, ne approfitto per farlo adesso alla luce anche del nuovo post di stamattina. Credo infatti che in qualche modo i due interventi siano collegati, e la questione di fondo è il modo in cui il giornalismo sportivo 1) sceglie quali eventi seguire/raccontare 2) come li racconta. Partiamo dal primo punto: quali sport vengono seguiti. E' innegabile che al giorno d'oggi tutto ruoti intorno ai soldi, per cui ritengo che il criterio fondamentale sia quello. Da qui è evidente che lo sport numero 1 sia senza dubbio il calcio, tutto il resto a seguire. L'evoluzione degli ultimi anni ha portato poi il gossip a essere in realtà lo "sport" più seguito, complice l'avvento dei social media che ha scatenato un voyeurismo compulsivo nei confronti delle vite private e non degli sportivi. E' lo specchio dei nostri tempi purtroppo, e sono io la prima a cui questa cosa fa ribrezzo, ma per una persona come me che scorre quando vede l'articolo "sulla lotta al topo in casa Totti-Blasi", ce ne sono almeno un centinaio che non vedono l'ora di sapere tutto sulla ricerca del roditore. Va da sé quindi che praticamente tutti gli sport al di fuori del calcio facciano una gran fatica a trovare spazio sui quotidiani nazionali. Sul discorso specifico MMA, è anch'esso a mio parere una conseguenza della spettacolarizzazione dello sport, della diffusione tramite social media ma anche dello sdoganamento della violenza ad esempio in tv (tralascio volutamente la politica, ma ci sarebbe materiale per scrivere un libro). Sicuramente a me preoccupa, dal punto di vista sociale, che bambini in età scolastica siano appassionati di tali sport. E qui mi posso riagganciare al secondo punto, ovvero come vengono raccontati gli sport. Affrontato dunque l'argomento gossip, che trova spazio anche negli sport minori, trovo ci sia un grosso problema di qualità degli articoli. In un mio intervento precedente avevo sottolineato come la stampa specializzata nel nuoto rivolta più o meno al grande pubblico (i vari Arcobelli, Swimbiz, SwimSwam Italia ad esempio) siano spesso e volentieri illeggibili per via di refusi grammaticali e/o errori evidenti nei nomi/tempi delle gare. Avevo anche ascritto la colpa al fatto che spesso chi scrive per questi siti è pagato a numero di articoli quindi si punta tutto sulla quantità e non sulla qualità. Dall'altra parte, ci sono siti come ad esempio Corsia 4 che trovo invece molto preparati, ma poco adatti a chi il nuoto lo segue in maniera occasionale. Facendo un ragionamento puramente economico, meglio 50 lettori che si accontentano di leggere articoli vaghi e spesso sbagliati, che 3 lettori di un articolo iperdettagliato. La domanda naturale è quindi: qual è la giusta via di mezzo? La risposta banale è non lo so, anche perché quello che puo' essere giusto per me puo' non esserlo per altri. Dipende poi molto appunto dal target di lettori che si ha. Nella mia esperienza personale ho sempre cercato di dare spazio a tutti gli atleti e non solo ai due-tre nomi conosciuti, cercando di soffermarmi sul racconto delle prestazioni sportive dando meno importanza ai tempi che un lettore che si avvicina al nuoto non capirebbe. E' giusto? E' sbagliato? Per me è una giusta via di mezzo, che permette anche a chi si avvicina al nuoto di capire cosa sia successo in un determinato evento, mettendo in conto che lettori più esigenti cerchino poi un'integrazione più tecnica su altre fonti. Queste sono domande che mi sono posta molto spesso ultimamente, infatti come "side project" sto mettendo su un sito di informazione sportiva e non è immediato decidere cosa scrivere, quanto, come e perché. L'idea che ho al momento è di fare divulgazione per quanto riguarda gli sport olimpici, perché durante le Olimpiadi ci ritroviamo un po' tutti a seguire sport impensabili e credo sia interessante capirne di più. A mio favore (o sfavore, dipende dai punti di vista!) c'è il fatto che essendo un prodotto autofinanziato non devo forzatamente scrivere 10 articoli al giorno di dubbio contenuto, quindi spero almeno in questo di riuscire a mantenere un certo livello di qualità. Ho poi altre idee in mente, e se vorrete condividero' con voi questo piccolo esperimento :)
 
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Queste sono domande che mi sono posta molto spesso ultimamente, infatti come "side project" sto mettendo su un sito di informazione sportiva e non è immediato decidere cosa scrivere, quanto, come e perché. L'idea che ho al momento è di fare divulgazione per quanto riguarda gli sport olimpici, perché durante le Olimpiadi ci ritroviamo un po' tutti a seguire sport impensabili e credo sia interessante capirne di più.
A mio favore (o sfavore, dipende dai punti di vista!) c'è il fatto che essendo un prodotto autofinanziato non devo forzatamente scrivere 10 articoli al giorno di dubbio contenuto, quindi spero almeno in questo di riuscire a mantenere un certo livello di qualità.
Ho poi altre idee in mente, e se vorrete condividero' con voi questo piccolo esperimento smile

Ciao Chiararm. Ovviamente parlo da semplice utente di questo forum, ma sarò felice di fornire la mia opinione sul tuo sito di informazione sportiva.

Sono d'accordo con il tuo intervento; sul fatto, cioè, che più o meno tutti i prodotti editoriali oggi presenti cerchino di accondiscendere i "gusti del pubblico" per avere un ritorno economico, ma continuo a non rassegnarmi all'oggettivo degrado culturale ed informativo a cui stiamo assistendo ormai da anni.

Io credo che, anche preoccupandosi della necessaria sostenibilità economica, ci sarebbe ancora spazio per un prodotto di maggiore qualità (hai ragione: v'è da trovare il giusto punto di equilibrio) e che non insegua aspetti che io trovo davvero deteriori come il diluvio di gossip o il fatto di rendere popolari sport estremi, dal punto di vista della violenza, come le MMA.

Può darsi che io, dicendo ciò, sia fuori dal mondo: di sicuro sono assai poco social, e ne vado sempre più fiero dopo avere letto - scorrendo in fretta i siti generalisti - che la giovane divenuta famosa per avere detto, da una discoteca croata dove era in vacanza, che "non c'è più coviddi" è diventata influencer.

Immagino che per diventare influencer si debba raggiungere un certo numero di followers; beh, meglio stare da soli in un deserto che in mezzo ad una simile compagnia.

E io sono tutto fuorché snob, o altro. Direi che lo dimostrino le migliaia di post scritti, in 12 anni, su questo sito, per puro amore del nuoto e dello sport in generale, senza nessun vantaggio personale.

>Queste sono domande che mi sono posta molto spesso ultimamente, infatti come "side project" sto mettendo su un sito di informazione sportiva e non è immediato decidere cosa scrivere, quanto, come e perché. L'idea che ho al momento è di fare divulgazione per quanto riguarda gli sport olimpici, perché durante le Olimpiadi ci ritroviamo un po' tutti a seguire sport impensabili e credo sia interessante capirne di più. >A mio favore (o sfavore, dipende dai punti di vista!) c'è il fatto che essendo un prodotto autofinanziato non devo forzatamente scrivere 10 articoli al giorno di dubbio contenuto, quindi spero almeno in questo di riuscire a mantenere un certo livello di qualità. >Ho poi altre idee in mente, e se vorrete condividero' con voi questo piccolo esperimento :) Ciao Chiararm. Ovviamente parlo da semplice utente di questo forum, ma sarò felice di fornire la mia opinione sul tuo sito di informazione sportiva. Sono d'accordo con il tuo intervento; sul fatto, cioè, che più o meno tutti i prodotti editoriali oggi presenti cerchino di accondiscendere i "gusti del pubblico" per avere un ritorno economico, ma continuo a non rassegnarmi all'oggettivo degrado culturale ed informativo a cui stiamo assistendo ormai da anni. Io credo che, anche preoccupandosi della necessaria sostenibilità economica, ci sarebbe ancora spazio per un prodotto di maggiore qualità (hai ragione: v'è da trovare il giusto punto di equilibrio) e che non insegua aspetti che io trovo davvero deteriori come il diluvio di gossip o il fatto di rendere popolari sport estremi, dal punto di vista della violenza, come le MMA. Può darsi che io, dicendo ciò, sia fuori dal mondo: di sicuro sono assai poco social, e ne vado sempre più fiero dopo avere letto - scorrendo in fretta i siti generalisti - che la giovane divenuta famosa per avere detto, da una discoteca croata dove era in vacanza, che "non c'è più coviddi" è diventata influencer. Immagino che per diventare influencer si debba raggiungere un certo numero di followers; beh, meglio stare da soli in un deserto che in mezzo ad una simile compagnia. E io sono tutto fuorché snob, o altro. Direi che lo dimostrino le migliaia di post scritti, in 12 anni, su questo sito, per puro amore del nuoto e dello sport in generale, senza nessun vantaggio personale.
 
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Sono d'accordissimo con te sulla deriva generale, e sicuramente molto è dovuto all'uso incontrollato dei social media. Spesso mi sento una mosca bianca, e forse come dici tu meglio soli (o pochi) che mal accompagnati.

Diciamo che per come la vedo io i social hanno dato la possibilità a tutti, con tutte le conseguenze del caso, di dire la propria. I mezzi di informazione che secondo me avrebbero il compito di mantenere la barra dritta si sono ritrovati in un marasma incontrollato e hanno assecondato un po' l'andazzo. Poi certo non dev'essere semplice, quando per ogni articolo che pubblichi hai centinaia di utenti impazziti che commentano di tutto, spesso e volentieri in maniera maleducata, "non è vero me l'ha detto mio cuggggino e voi siete dei giornalai". La cosa più triste è quando i giornalisti stessi si fanno la guerra: alcuni sentendosi forti di avere un elevato numero di followers segnano il territorio in maniera meschina (letto con i miei occhi commenti deplorevoli).

Detto cio', almeno per quanto riguarda l'informazione sportiva, a me piacerebbe davvero leggere articoli ben fatti e studiati. E ripeto sono convinta che sia un problema di base economico, per cui chi si avvicina al giornalismo adesso si ritrova a essere pagato una miseria per ciascun articolo quindi si punta più che altro a fare massa. E' poi un circolo vizioso perché le visualizzazioni sono quelle che contano quindi anche chi dovrebbe essere responsabile ed assicurare un minimo di qualità chiude gli occhi e passa avanti. Non vedo una via d'uscita al momento, vista la situazione lavorativa italiana in generale: è una guerra tra poveri. Quindi alla fine non me la sento di colpevolizzare completamente chi scrive, per il momento passo avanti e cerco le informazioni che voglio altrove, ma mi rendo conto che la cultura sportiva italiana non ha possibilità di sviluppo nelle condizioni attuali.

Forse un po' off topic come commento, ma insomma ci tenevo a ribadire alcuni concetti.

Sono d'accordissimo con te sulla deriva generale, e sicuramente molto è dovuto all'uso incontrollato dei social media. Spesso mi sento una mosca bianca, e forse come dici tu meglio soli (o pochi) che mal accompagnati. Diciamo che per come la vedo io i social hanno dato la possibilità a tutti, con tutte le conseguenze del caso, di dire la propria. I mezzi di informazione che secondo me avrebbero il compito di mantenere la barra dritta si sono ritrovati in un marasma incontrollato e hanno assecondato un po' l'andazzo. Poi certo non dev'essere semplice, quando per ogni articolo che pubblichi hai centinaia di utenti impazziti che commentano di tutto, spesso e volentieri in maniera maleducata, "non è vero me l'ha detto mio cuggggino e voi siete dei giornalai". La cosa più triste è quando i giornalisti stessi si fanno la guerra: alcuni sentendosi forti di avere un elevato numero di followers segnano il territorio in maniera meschina (letto con i miei occhi commenti deplorevoli). Detto cio', almeno per quanto riguarda l'informazione sportiva, a me piacerebbe davvero leggere articoli ben fatti e studiati. E ripeto sono convinta che sia un problema di base economico, per cui chi si avvicina al giornalismo adesso si ritrova a essere pagato una miseria per ciascun articolo quindi si punta più che altro a fare massa. E' poi un circolo vizioso perché le visualizzazioni sono quelle che contano quindi anche chi dovrebbe essere responsabile ed assicurare un minimo di qualità chiude gli occhi e passa avanti. Non vedo una via d'uscita al momento, vista la situazione lavorativa italiana in generale: è una guerra tra poveri. Quindi alla fine non me la sento di colpevolizzare completamente chi scrive, per il momento passo avanti e cerco le informazioni che voglio altrove, ma mi rendo conto che la cultura sportiva italiana non ha possibilità di sviluppo nelle condizioni attuali. Forse un po' off topic come commento, ma insomma ci tenevo a ribadire alcuni concetti.
 
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Mi autorispondo anche qui smile

Come accennavo in qualche post precedente, abbiamo lanciato a inizio mese un magazine di informazione sportiva. Non parleremo solo di nuoto, anche perché per una questione di mezzi e disponibilità non seguiremo la cronaca "live" ma ci focalizzeremo più su analisi e commenti.

Inoltre, si parlerà molto di ambiente e sociale, sempre dal punto di vista sportivo.

Per chi fosse interessato, il link è questo:
https://www.sportopolis.it/

Ovviamente se avete commenti/dubbi/perplessità sono a disposizione - anche su Facebook smile

Mi autorispondo anche qui 8) Come accennavo in qualche post precedente, abbiamo lanciato a inizio mese un magazine di informazione sportiva. Non parleremo solo di nuoto, anche perché per una questione di mezzi e disponibilità non seguiremo la cronaca "live" ma ci focalizzeremo più su analisi e commenti. Inoltre, si parlerà molto di ambiente e sociale, sempre dal punto di vista sportivo. Per chi fosse interessato, il link è questo: https://www.sportopolis.it/ Ovviamente se avete commenti/dubbi/perplessità sono a disposizione - anche su Facebook :)
 
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"Strana" esperienza su Swimswam, che racconto qui

Forse qualcuno li avrà anche letti, ma ogni tanto scrivo commenti, nella sezione riservata ai lettori, a qualcuno dei tantissimi articoli che appaiono sul sito Swimswam Usa.

Oggi compariva un'intervista a Popovici in cui, a domanda dell'intervistatore (Coleman Hodges), Popovici diceva che il suo obiettivo nei prossimi 11 mesi (cioè prima di compiere i 17 anni) era di battere il "WR dei 16enni" nel 100 sl, che lui riteneva fosse di Chalmers con un crono sul 48.6. E poi di ottenere il limite Fina A per la qualificazione olimpica (48.57). E diceva che i due obiettivi praticamente coincidevano.
Hodges si è limitato ad annuire, con un'aria che mi è parsa un po' imbarazzata per la decisione di un ragazzo che, secondo me, pensava di trovare decisamente più intimorito (dovendo affrontare, tra l'altro, un'intervista in inglese) e che invece l'aveva già corretto quando, all'inizio, gli aveva attribuito un record recente di 49.28, mentre Popovici, giustamente, gli aveva ricordato che aveva nuotato 49.26, e che 49.28 era stato il miglior crono di Dressel appena prima di compiere 17 anni.

In calce alla videointervista, Hodges ha scritto che Popovici gli era apparso un tosto 16enne che amava il nuoto, con obiettivi molto ambiziosi ma non presuntuoso (cocky il termine usato).
E' chiaro che, già scrivendo così, Hodges probabilmente pensava che un po' presuntuoso Popovici lo fosse, e, difatti, quando il primo commento gli ha ricordato che forse lui intendeva non eccessivamente presuntuoso (not overly cocky) ha approvato, insieme ad una sfilza di altri lettori.

Io ho scritto allora un commento ricordando, con la mia abituale pedanteria smile , che, in realtà, per quel che mi risultava (possibilissimo che mi sbagli), il miglior crono di Chalmers prima del compimento dei 17 anni era stato un 49.27 nell'aprile 2015 e che, quindi, Popovici a 16 anni appena compiuti era già più veloce del Chalmers 16enne (che poi vinse i Mondiali Junior 2015 in 48.47, ma aveva "già" 17 anni e 2 mesi), mentre Dressel aveva il succitato 49.28 come miglior crono nuotato subito prima di compiere i 17 anni e poi a 17 anni esatti ha vinto anch'egli i Mondiali Junior (2013) in 48.97. E quindi Popovici, più che "cocky", aveva sovrastimato il tempo di Chalmers a 16 anni.

E qui succede la cosa strana perché, quando mi ricollego al sito dopo un po', vedo che restano in teoria solo 3 commenti (erano già di più prima che inviassi il mio), ma di questi tre io posso leggere solo il mio (con la solita quantità di downvotes quando si scrive qualcosa che vada contro il "comune sentire Usa" su quel sito.., ma questo non importa) e, soprattutto, sembra che la sezione dei commenti sia stata chiusa.

Ora, se si arriva a chiudere la sezione dei commenti (su un sito che vive di commenti..) solo perché quel mio commento, riportando dei dati (che magari possono essere sbagliati e quindi vanno confutati, oppure no e se ne prende atto tranquillamente), ha espresso, con la più totale tranquillità dei toni, un parere diverso da quello della maggioranza, e magari ha messo un filo in imbarazzo l'autore dell'intervista che non si è accorto di quel particolare sul miglior crono di Chalmers a 16 anni, lo trovo abbastanza scoraggiante.

E' ovvio che, per quel che mi riguarda, d'ora in poi eviterò di impiegare il mio tempo (limitato, come quello di tutti) scrivendo commenti su quel sito.
Non vorrei mai danneggiare Swimswam facendogli chiudere ancora la sezione commenti e, così, facendogli perdere qualche prezioso commento smile

"Strana" esperienza su Swimswam, che racconto qui Forse qualcuno li avrà anche letti, ma ogni tanto scrivo commenti, nella sezione riservata ai lettori, a qualcuno dei tantissimi articoli che appaiono sul sito Swimswam Usa. Oggi compariva un'intervista a Popovici in cui, a domanda dell'intervistatore (Coleman Hodges), Popovici diceva che il suo obiettivo nei prossimi 11 mesi (cioè prima di compiere i 17 anni) era di battere il "WR dei 16enni" nel 100 sl, che lui riteneva fosse di Chalmers con un crono sul 48.6. E poi di ottenere il limite Fina A per la qualificazione olimpica (48.57). E diceva che i due obiettivi praticamente coincidevano. Hodges si è limitato ad annuire, con un'aria che mi è parsa un po' imbarazzata per la decisione di un ragazzo che, secondo me, pensava di trovare decisamente più intimorito (dovendo affrontare, tra l'altro, un'intervista in inglese) e che invece l'aveva già corretto quando, all'inizio, gli aveva attribuito un record recente di 49.28, mentre Popovici, giustamente, gli aveva ricordato che aveva nuotato 49.26, e che 49.28 era stato il miglior crono di Dressel appena prima di compiere 17 anni. In calce alla videointervista, Hodges ha scritto che Popovici gli era apparso un tosto 16enne che amava il nuoto, con obiettivi molto ambiziosi ma non presuntuoso (cocky il termine usato). E' chiaro che, già scrivendo così, Hodges probabilmente pensava che un po' presuntuoso Popovici lo fosse, e, difatti, quando il primo commento gli ha ricordato che forse lui intendeva non eccessivamente presuntuoso (not overly cocky) ha approvato, insieme ad una sfilza di altri lettori. Io ho scritto allora un commento ricordando, con la mia abituale pedanteria ;) , che, in realtà, per quel che mi risultava (possibilissimo che mi sbagli), il miglior crono di Chalmers prima del compimento dei 17 anni era stato un 49.27 nell'aprile 2015 e che, quindi, Popovici a 16 anni appena compiuti era già più veloce del Chalmers 16enne (che poi vinse i Mondiali Junior 2015 in 48.47, ma aveva "già" 17 anni e 2 mesi), mentre Dressel aveva il succitato 49.28 come miglior crono nuotato subito prima di compiere i 17 anni e poi a 17 anni esatti ha vinto anch'egli i Mondiali Junior (2013) in 48.97. E quindi Popovici, più che "cocky", aveva sovrastimato il tempo di Chalmers a 16 anni. E qui succede la cosa strana perché, quando mi ricollego al sito dopo un po', vedo che restano in teoria solo 3 commenti (erano già di più prima che inviassi il mio), ma di questi tre io posso leggere solo il mio (con la solita quantità di downvotes quando si scrive qualcosa che vada contro il "comune sentire Usa" su quel sito.., ma questo non importa) e, soprattutto, sembra che la sezione dei commenti sia stata chiusa. Ora, se si arriva a chiudere la sezione dei commenti (su un sito che vive di commenti..) solo perché quel mio commento, riportando dei dati (che magari possono essere sbagliati e quindi vanno confutati, oppure no e se ne prende atto tranquillamente), ha espresso, con la più totale tranquillità dei toni, un parere diverso da quello della maggioranza, e magari ha messo un filo in imbarazzo l'autore dell'intervista che non si è accorto di quel particolare sul miglior crono di Chalmers a 16 anni, lo trovo abbastanza scoraggiante. E' ovvio che, per quel che mi riguarda, d'ora in poi eviterò di impiegare il mio tempo (limitato, come quello di tutti) scrivendo commenti su quel sito. Non vorrei mai danneggiare Swimswam facendogli chiudere ancora la sezione commenti e, così, facendogli perdere qualche prezioso commento :D
modificato 1 giorno fa a 6:44 pm
 
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Più è grande un forum e più è varia la gente che trovi. Inevitabilmente capita di trovare gente (a)varia(ta) anche tra i moderatori.
Io sono del partito "fregatene", sennò non vivi più, almeno nel mondo virtuale, eh. Rinunci a fare qualcosa che ti piace (ad esempio, scrivere di nuoto) e rinunci a scambiare opinioni anche con le persone più simili a te, perché ci saranno anche quelle in un grande forum. Tutto per colpa di una percentuale insignificante. Non nel senso di piccola, ma nel senso che non deve contare per te.

Essendo un po' in tema, ne approfitto per ribadire qualcosa di cui noi appassionati di nuoto sentiamo la mancanza da anni, decenni ormai. L'assenza di graduatorie all-time veramente affidabili.
Dobbiamo fare noi le ricerche o tenere un nostro file excel, mentre tutto si dovrebbe trovare sul sito FINA. E invece lì mi è capitato di trovare in cima ai ranking dei ragazzini di 12 anni che avevano nuotato 36" nei 100 rana (ovviamente avevano fatto quel tempo nei 50). E' un semplice e inaffidabile database che non ti dà nessuna possibilità di approfondire, di scoprire qualcosa. E in rete c'è poco altro. Ci sarebbe swimrankings, ma solo per l'Europa.
Niente di paragonabile al ranking di World athletics (ex Iaaf.org). Loro hanno graduatorie all time complete (Senior, Under20, Under18 ), col range cronologico che uno preferisce, quindi uno può fare qualche ricerca divertente e scoprire ad esempio i migliori 100isti dal 1948 al 1960.
Nel nuoto non esiste niente di tutto questo. Eppure ci sono molti meno eventi, meeting, che in atletica. E poi non c'è il vento (Rio de Janeiro escluso), l'altitudine.... cioè sarebbe 5 volte meno faticoso da fare
Questo sì che fa arrabbiare. smile

Più è grande un forum e più è varia la gente che trovi. Inevitabilmente capita di trovare gente (a)varia(ta) anche tra i moderatori. Io sono del partito "fregatene", sennò non vivi più, almeno nel mondo virtuale, eh. Rinunci a fare qualcosa che ti piace (ad esempio, scrivere di nuoto) e rinunci a scambiare opinioni anche con le persone più simili a te, perché ci saranno anche quelle in un grande forum. Tutto per colpa di una percentuale insignificante. Non nel senso di piccola, ma nel senso che non deve contare per te. Essendo un po' in tema, ne approfitto per ribadire qualcosa di cui noi appassionati di nuoto sentiamo la mancanza da anni, decenni ormai. L'assenza di graduatorie all-time veramente affidabili. Dobbiamo fare noi le ricerche o tenere un nostro file excel, mentre tutto si dovrebbe trovare sul sito FINA. E invece lì mi è capitato di trovare in cima ai ranking dei ragazzini di 12 anni che avevano nuotato 36" nei 100 rana (ovviamente avevano fatto quel tempo nei 50). E' un semplice e inaffidabile database che non ti dà nessuna possibilità di approfondire, di scoprire qualcosa. E in rete c'è poco altro. Ci sarebbe swimrankings, ma solo per l'Europa. Niente di paragonabile al ranking di World athletics (ex Iaaf.org). Loro hanno graduatorie all time complete (Senior, Under20, Under18 ), col range cronologico che uno preferisce, quindi uno può fare qualche ricerca divertente e scoprire ad esempio i migliori 100isti dal 1948 al 1960. Nel nuoto non esiste niente di tutto questo. Eppure ci sono molti meno eventi, meeting, che in atletica. E poi non c'è il vento (Rio de Janeiro escluso), l'altitudine.... cioè sarebbe 5 volte meno faticoso da fare Questo sì che fa arrabbiare. :)
 
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Più è grande un forum e più è varia la gente che trovi. Inevitabilmente capita di trovare gente (a)varia(ta) anche tra i moderatori.
Io sono del partito "fregatene", sennò non vivi più, almeno nel mondo virtuale, eh. Rinunci a fare qualcosa che ti piace (ad esempio, scrivere di nuoto) e rinunci a scambiare opinioni anche con le persone più simili a te, perché ci saranno anche quelle in un grande forum. Tutto per colpa di una percentuale insignificante. Non nel senso di piccola, ma nel senso che non deve contare per te.

Essendo un po' in tema, ne approfitto per ribadire qualcosa di cui noi appassionati di nuoto sentiamo la mancanza da anni, decenni ormai. L'assenza di graduatorie all-time veramente affidabili.
Dobbiamo fare noi le ricerche o tenere un nostro file excel, mentre tutto si dovrebbe trovare sul sito FINA. E invece lì mi è capitato di trovare in cima ai ranking dei ragazzini di 12 anni che avevano nuotato 36" nei 100 rana (ovviamente avevano fatto quel tempo nei 50). E' un semplice e inaffidabile database che non ti dà nessuna possibilità di approfondire, di scoprire qualcosa. E in rete c'è poco altro. Ci sarebbe swimrankings, ma solo per l'Europa.
Niente di paragonabile al ranking di World athletics (ex Iaaf.org). Loro hanno graduatorie all time complete (Senior, Under20, Under18 ), col range cronologico che uno preferisce, quindi uno può fare qualche ricerca divertente e scoprire ad esempio i migliori 100isti dal 1948 al 1960.
Nel nuoto non esiste niente di tutto questo. Eppure ci sono molti meno eventi, meeting, che in atletica. E poi non c'è il vento (Rio de Janeiro escluso), l'altitudine.... cioè sarebbe 5 volte meno faticoso da fare
Questo sì che fa arrabbiare. smile

Miro, la tua saggezza è davvero impagabile.

Aggiornamento sulla vicenda del mio commento su Swimswam.
Avevo in effetti sbagliato io (Chalmers ha nuotato 48.69 nell' Aprile 2015, quindi prima di compiere 17 anni, e prima del 48.47 con cui vinse il Mondiale Junior a Singapore a 17 anni e 2 mesi di età) e, posto che non mi capacito di come me ne sia potuto dimenticare (si fa per dire: anch'io devo concentrarmi sul lavoro, in primo luogo, lasciando stare gli altri problemi della vita reale), come dice Miro sono stato indotto in errore dal fatto che la graduatoria dei crono di Chalmers nei 100 sl che avevo controllato ieri su un sito specializzato, non comprendeva, nell'aprile 2015, quel 48.69, ma solo il 49.27 nuotato agli Australian Age Group Champs.

Ciò detto, continuo a trovare surreale che, dopo quel mio commento, la discussione su Swimswam sia stata, di fatto, bloccata per diverse ore, con i precedenti commenti (tra cui uno dell'autore dell'intervista) spariti e nessun altro commento riportato. Sembra che solo quando i responsabili del sito di Swimswam siano stati sicuri del mio errore, abbiano dato di nuovo via libera ai commenti, tra l'altro riportando molto in alto (cioè in bella evidenza) l'articolo.

Io, come scritto subito qui, non avevo nessun problema ad ammettere il mio sbaglio (come ho fatto stamane) e non capisco perché anche le discussioni sul nuoto debbano trasformarsi in un simile "dramma".
Di drammi ce ne sono fin troppi nella vita reale.

>Più è grande un forum e più è varia la gente che trovi. Inevitabilmente capita di trovare gente (a)varia(ta) anche tra i moderatori. >Io sono del partito "fregatene", sennò non vivi più, almeno nel mondo virtuale, eh. Rinunci a fare qualcosa che ti piace (ad esempio, scrivere di nuoto) e rinunci a scambiare opinioni anche con le persone più simili a te, perché ci saranno anche quelle in un grande forum. Tutto per colpa di una percentuale insignificante. Non nel senso di piccola, ma nel senso che non deve contare per te. >Essendo un po' in tema, ne approfitto per ribadire qualcosa di cui noi appassionati di nuoto sentiamo la mancanza da anni, decenni ormai. L'assenza di graduatorie all-time veramente affidabili. >Dobbiamo fare noi le ricerche o tenere un nostro file excel, mentre tutto si dovrebbe trovare sul sito FINA. E invece lì mi è capitato di trovare in cima ai ranking dei ragazzini di 12 anni che avevano nuotato 36" nei 100 rana (ovviamente avevano fatto quel tempo nei 50). E' un semplice e inaffidabile database che non ti dà nessuna possibilità di approfondire, di scoprire qualcosa. E in rete c'è poco altro. Ci sarebbe swimrankings, ma solo per l'Europa. >Niente di paragonabile al ranking di World athletics (ex Iaaf.org). Loro hanno graduatorie all time complete (Senior, Under20, Under18 ), col range cronologico che uno preferisce, quindi uno può fare qualche ricerca divertente e scoprire ad esempio i migliori 100isti dal 1948 al 1960. >Nel nuoto non esiste niente di tutto questo. Eppure ci sono molti meno eventi, meeting, che in atletica. E poi non c'è il vento (Rio de Janeiro escluso), l'altitudine.... cioè sarebbe 5 volte meno faticoso da fare >Questo sì che fa arrabbiare. :) Miro, la tua saggezza è davvero impagabile. Aggiornamento sulla vicenda del mio commento su Swimswam. Avevo in effetti sbagliato io (Chalmers ha nuotato 48.69 nell' Aprile 2015, quindi prima di compiere 17 anni, e prima del 48.47 con cui vinse il Mondiale Junior a Singapore a 17 anni e 2 mesi di età) e, posto che non mi capacito di come me ne sia potuto dimenticare (si fa per dire: anch'io devo concentrarmi sul lavoro, in primo luogo, lasciando stare gli altri problemi della vita reale), come dice Miro sono stato indotto in errore dal fatto che la graduatoria dei crono di Chalmers nei 100 sl che avevo controllato ieri su un sito specializzato, non comprendeva, nell'aprile 2015, quel 48.69, ma solo il 49.27 nuotato agli Australian Age Group Champs. Ciò detto, continuo a trovare surreale che, dopo quel mio commento, la discussione su Swimswam sia stata, di fatto, bloccata per diverse ore, con i precedenti commenti (tra cui uno dell'autore dell'intervista) spariti e nessun altro commento riportato. Sembra che solo quando i responsabili del sito di Swimswam siano stati sicuri del mio errore, abbiano dato di nuovo via libera ai commenti, tra l'altro riportando molto in alto (cioè in bella evidenza) l'articolo. Io, come scritto subito qui, non avevo nessun problema ad ammettere il mio sbaglio (come ho fatto stamane) e non capisco perché anche le discussioni sul nuoto debbano trasformarsi in un simile "dramma". Di drammi ce ne sono fin troppi nella vita reale.
 
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Essendo un po' in tema, ne approfitto per ribadire qualcosa di cui noi appassionati di nuoto sentiamo la mancanza da anni, decenni ormai. L'assenza di graduatorie all-time veramente affidabili.

Non posso dire siano ufficiali, ma sono aggiornate costantemente su Nuoto In Cifre

Al momento ti consiglio di consultare quelle della scorsa stagione a fondo pagine dello Storico

>Essendo un po' in tema, ne approfitto per ribadire qualcosa di cui noi appassionati di nuoto sentiamo la mancanza da anni, decenni ormai. L'assenza di graduatorie all-time veramente affidabili. Non posso dire siano ufficiali, ma sono aggiornate costantemente su [Nuoto In Cifre](https://corsia4.it/il-nuoto-in-cifre/ "Nuoto In Cifre") Al momento ti consiglio di consultare quelle della scorsa stagione a fondo pagine dello [Storico](https://corsia4.it/il-nuoto-in-cifre/storico-italia/ "Storico")
 
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