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Stavolta è il sito di atletica QA (queenatletica o atleticalive che dir si voglia) ad essere incorso - nel suo furore anti-Malagò (colpevole agli occhi dell'organizzatore del sito di non avere rimosso Giomi, presidente della Fidal, ma forse c'è altro..) - in un notevole passo-falso.
In questo articolo https://www.atleticalive.it/malago-minaccia-sanzioni-dal-cio-e-guerra-al-governo-e-le-grandi-federazioni-lo-attaccano-2/
QA aveva scritto che Malagò in realtà non aveva ottenuto nulla dal Cio e, anzi, la nuova legge sullo sport italiano ricalcava quanto accadeva in molti Paesi.

E' notizia ufficiale di oggi che la lettera del Cio contro quella legge è arrivata, eccome. https://www.corriere.it/sport/19_agosto_06/lettera-cio-coni-l-italia-rischia-essere-estromessa-tokyo-2020-62538f48-b829-11e9-b2de-ac53be46e6c6.shtml

Adesso QA ne prenderà atto o la nasconderà tra i mille inserti pubblicitari e lo spam che rendono la lettura di quel sito incredibilmente difficoltosa?

Altre questioni.
1) Possibile che anche l'atletica non abbia un sito in cui poter leggere le notizie senza dovere aspettare 10 minuti perchè la pagina si carichi?
E lasciamo stare il modo di scriverle, tra "sciabolata" in continuazione per definire un buon 100 metri e "boom" e sovrabbondanza di punti esclamativi e del termine fenomeno

2) Davvero nulla da parte mia a favore di Giomi (anche qui abbiamo commentato negativamente i risultati dell'atletica italiana in tante manifestazioni degli ultimi 6 anni) , ma viene il dubbio che posizioni così contro - su ogni argomento - come quelle del sito QA non siano molto obiettive. E quindi: cosa c'è dietro?

Non ne ho idea. Essendo un appassionato di atletica leggo spesso QA. Gli attacchi a Giorni sono abbastanza costanti. E da un punto di vista sportivo per me ci stanno eccome, per come secondo me viene gestita l'atletica italiana di vertice. Mentre di contro ritengo sia ben gestita quella giovanile. Io non avendo tutti gli strumenti per esprimermi sul punto, evito questa continua polemica, ma è un scelta editoriale precisa, come hai scritto. Rimanendo al sito di QA c'è sicuramente tanta pubblicità. Io personalmente leggo da Facebook e vado molto meno sul sito, ma nel complesso lo trovo abbastanza leggibile. Sulle espressioni, la mia impressione è che il curatore del sito, che è sicuramente un appassionato vero, ha deciso uno stile molto "clamoroso", probabilmente per dare il giusto credito ai sacrifici dei sin troppo pochi atleti italiani. Può non piacere, e da quel che ho letto è stato spesso oggetto di discussione, ma ha scelto quella direzione e tutto sommato a me va bene.
Ciao Ciao

>Stavolta è il sito di atletica QA (queenatletica o atleticalive che dir si voglia) ad essere incorso - nel suo furore anti-Malagò (colpevole agli occhi dell'organizzatore del sito di non avere rimosso Giomi, presidente della Fidal, ma forse c'è altro..) - in un notevole passo-falso. >In questo articolo https://www.atleticalive.it/malago-minaccia-sanzioni-dal-cio-e-guerra-al-governo-e-le-grandi-federazioni-lo-attaccano-2/ >QA aveva scritto che Malagò in realtà non aveva ottenuto nulla dal Cio e, anzi, la nuova legge sullo sport italiano ricalcava quanto accadeva in molti Paesi. >E' notizia ufficiale di oggi che la lettera del Cio contro quella legge è arrivata, eccome. https://www.corriere.it/sport/19_agosto_06/lettera-cio-coni-l-italia-rischia-essere-estromessa-tokyo-2020-62538f48-b829-11e9-b2de-ac53be46e6c6.shtml >Adesso QA ne prenderà atto o la nasconderà tra i mille inserti pubblicitari e lo spam che rendono la lettura di quel sito incredibilmente difficoltosa? >Altre questioni. >1) Possibile che anche l'atletica non abbia un sito in cui poter leggere le notizie senza dovere aspettare 10 minuti perchè la pagina si carichi? >E lasciamo stare il modo di scriverle, tra "sciabolata" in continuazione per definire un buon 100 metri e "boom" e sovrabbondanza di punti esclamativi e del termine fenomeno >2) Davvero nulla da parte mia a favore di Giomi (anche qui abbiamo commentato negativamente i risultati dell'atletica italiana in tante manifestazioni degli ultimi 6 anni) , ma viene il dubbio che posizioni così contro - su ogni argomento - come quelle del sito QA non siano molto obiettive. E quindi: cosa c'è dietro? Non ne ho idea. Essendo un appassionato di atletica leggo spesso QA. Gli attacchi a Giorni sono abbastanza costanti. E da un punto di vista sportivo per me ci stanno eccome, per come secondo me viene gestita l'atletica italiana di vertice. Mentre di contro ritengo sia ben gestita quella giovanile. Io non avendo tutti gli strumenti per esprimermi sul punto, evito questa continua polemica, ma è un scelta editoriale precisa, come hai scritto. Rimanendo al sito di QA c'è sicuramente tanta pubblicità. Io personalmente leggo da Facebook e vado molto meno sul sito, ma nel complesso lo trovo abbastanza leggibile. Sulle espressioni, la mia impressione è che il curatore del sito, che è sicuramente un appassionato vero, ha deciso uno stile molto "clamoroso", probabilmente per dare il giusto credito ai sacrifici dei sin troppo pochi atleti italiani. Può non piacere, e da quel che ho letto è stato spesso oggetto di discussione, ma ha scelto quella direzione e tutto sommato a me va bene. Ciao Ciao
 
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Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06.
Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi smile ).

Tralasciamo poi l'enfasi del titolo su Urlando e che nel descrivere la gara non si sia parlato del suo svolgimento e del fatto che Urlando fosse atteso a un crono molto migliore dell'1.55.02 realizzato, avendo nuotato a giugno, cioè prima di finalizzare la preparazione per questi Mondiali juniores, 1.53.84.

Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06. Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi :) ). Tralasciamo poi l'enfasi del titolo su Urlando e che nel descrivere la gara non si sia parlato del suo svolgimento e del fatto che Urlando fosse atteso a un crono molto migliore dell'1.55.02 realizzato, avendo nuotato a giugno, cioè prima di finalizzare la preparazione per questi Mondiali juniores, 1.53.84.
 
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Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06.
Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi smile ).

Vabbè, per 3 centesimi. Dettagli smile

A me aveva colpito invece questa frase, di qualche articolo precedente: "Nei 1500 vinti col record mondiale dal sedicenne croato Franko Grgic in 14’46″09 (solo Sun Yang andava più veloce alla sua età)... "
Questa è un'affermazione precisa. Non può essere una distrazione.
Solo che nel 2007 Sun faceva 15'14".
Forse nel suo 17° anno di età, essendo Sun nato nel dicembre '91? Neanche. Nel 2008 ha fatto 14'48", tra l'altro un po' gommato.
Nel 2009, a 18 anni e molto gommato? No, anche se ha fatto peggio di Grgic di pochi decimi.
Nel 2010? Sì, andava più veloce del sedicenne Grgic, ma a18 anni abbondanti, quasi 19.

>Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06. >Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi :) ). Vabbè, per 3 centesimi. Dettagli :D A me aveva colpito invece questa frase, di qualche articolo precedente: "Nei 1500 vinti col record mondiale dal sedicenne croato Franko Grgic in 14’46″09 **(solo Sun Yang andava più veloce alla sua età)**... " Questa è un'affermazione precisa. Non può essere una distrazione. Solo che nel 2007 Sun faceva 15'14". Forse nel suo 17° anno di età, essendo Sun nato nel dicembre '91? Neanche. Nel 2008 ha fatto 14'48", tra l'altro un po' gommato. Nel 2009, a 18 anni e molto gommato? No, anche se ha fatto peggio di Grgic di pochi decimi. Nel 2010? Sì, andava più veloce del sedicenne Grgic, ma a18 anni abbondanti, quasi 19.
 
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Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06.
Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi smile ).

Vabbè, per 3 centesimi. Dettagli smile

A me aveva colpito invece questa frase, di qualche articolo precedente: "Nei 1500 vinti col record mondiale dal sedicenne croato Franko Grgic in 14’46″09 (solo Sun Yang andava più veloce alla sua età)... "
Questa è un'affermazione precisa. Non può essere una distrazione.
Solo che nel 2007 Sun faceva 15'14".
Forse nel suo 17° anno di età, essendo Sun nato nel dicembre '91? Neanche. Nel 2008 ha fatto 14'48", tra l'altro un po' gommato.
Nel 2009, a 18 anni e molto gommato? No, anche se ha fatto peggio di Grgic di pochi decimi.
Nel 2010? Sì, andava più veloce del sedicenne Grgic, ma a18 anni abbondanti, quasi 19.

Perfetto Miro smile

Prima di stamane, erano settimane che non leggevo articoli di Arcobelli (in questa estate intensissima ho dedicato tante ore a vedere il nuoto nuotato e tutto il resto è ovviamente stato dedicato al lavoro), e continuo a stupirmi delle imprecisioni che ci sono, da parte di un giornalista che segue da così tanti anni il nuoto per il principale quotidiano sportivo italiano.

>>Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Arcobelli, quello sui 200 delfino dei Mondiali juniores https://www.gazzetta.it/Nuoto/25-08-2019/mondiali-juniores-burdisso-che-bronzo-200-farfalla-super-urlando-3401960905342.shtml e, a proposito della squalifica al cambio della mista maschile italiana, si parla di tolleranza massima di 0.06. >>Ora, o la Fina ha cambiato a mia insaputa il -0.03 che io conoscevo, oppure quello 0.06 è inesatto (chissà perchè propendo per la seconda ipotesi :) ). >Vabbè, per 3 centesimi. Dettagli :D >A me aveva colpito invece questa frase, di qualche articolo precedente: "Nei 1500 vinti col record mondiale dal sedicenne croato Franko Grgic in 14’46″09 **(solo Sun Yang andava più veloce alla sua età)**... " >Questa è un'affermazione precisa. Non può essere una distrazione. >Solo che nel 2007 Sun faceva 15'14". >Forse nel suo 17° anno di età, essendo Sun nato nel dicembre '91? Neanche. Nel 2008 ha fatto 14'48", tra l'altro un po' gommato. >Nel 2009, a 18 anni e molto gommato? No, anche se ha fatto peggio di Grgic di pochi decimi. >Nel 2010? Sì, andava più veloce del sedicenne Grgic, ma a18 anni abbondanti, quasi 19. Perfetto Miro ;) Prima di stamane, erano settimane che non leggevo articoli di Arcobelli (in questa estate intensissima ho dedicato tante ore a vedere il nuoto nuotato e tutto il resto è ovviamente stato dedicato al lavoro), e continuo a stupirmi delle imprecisioni che ci sono, da parte di un giornalista che segue da così tanti anni il nuoto per il principale quotidiano sportivo italiano.
 
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Dopo avere letto questo articolo di Luca Soligo sulle trionfali Olimpiadi di Sydney 2000 per il nuoto italiano https://corsia4.it/nuoto/sydney2000-special-lolimpiade-della-svolta-per-litalia-del-nuoto/,
meditavo un po' sulle frasi riportate all'inizio dell'articolo (tratte dai pezzi scritti da tre autorevoli giornalisti), che evidenzio qui sotto:

**Ma dove cavolo stavano nascosti questi ragazzini sfacciati che sono venuti in Australia a vincere in tre giorni più medaglie di quante i nuotatori avessero vinto in tutti i cento anni precedenti di Olimpiadi?

Vittorio Zucconi

Guardando Fioravanti e Rummolo abbracciati sotto un tricolore, (…) mi sono venuti in mente i discorsi che facevamo in redazione quando cominciai questo lavoro. Era la fine degli anni Cinquanta e l’Italia d’allora era incommensurabilmente lontana da questa. (…) Estremizzando, sostenevamo che l’Italia sarebbe diventata un vero paese sportivo soltanto vincendo un oro olimpico nel nuoto.

Giorgio Tosatti

Cent’anni di nuoto italiano per vedere un oro olimpico. Da quel tizio che gareggiò sulla Senna nel 1900, ai Giochi di Parigi, fino a questa trionfale Sydney azzurra: l’inseguimento è stato eterno, velleitario, disperato, impossibile.

Candido Cannavò**

Secondo me emergono, soprattutto nei brani scritti da Vittorio Zucconi e Candido Cannavò, alcune caratteristiche del giornalismo italiano che non mi piacciono per nulla (Tosatti ha il merito di sottolineare l'importanza, il peso specifico di una vittoria nel nuoto nella massima rassegna sportiva, l'Olimpiade).

Ovviamente la mia "analisi" non vuole essere una critica particolare verso questi tre famosi giornalisti, che tra l'altro non sono più tra noi, e ha pienamente ragione Soligo nel definirli tra i migliori rappresentanti del giornalismo italiano.
Semplicemente io, come lettore, troverei molto più interessante un altro tipo di giornalismo, decisamente più basato sui fatti, sul lavoro di ricerca, piuttosto che sull'esprimere "emozioni".

D'altra parte, l'avrete capito leggendo i miei lunghi e faticosi post: per me la solidità delle cifre e dello studio pregresso della materia di cui si parla è ampiamente preferibile allo sbizzarrirsi in aggettivi e cercare di porsi, sempre e comunque, nell'ottica di chi sa poco e nulla dell'argomento di cui si parla.

A forza di scrivere nell'ottica di chi sa poco o nulla della materia che si tratta, e di fermarsi alla sua superficie, si banalizza tutto.

Da questo brano riportato da Soligo, Vittorio Zucconi appare il classico opinionista, che di solito si occupa di "temi più importanti", prestato allo sport in occasione dell'Olimpiade.
I "ragazzini sfacciati", come li chiama lui, è evidente che non fossero nascosti, ma si allenassero quotidianamente e provenissero, in alcuni casi, da successi nelle massime rassegne continentali che avevano preceduto l'Olimpiade (Campionati Europei di qualche mese prima e anche dell'anno precedente).
Nella categoria degli "opinionisti prestati allo sport", fece peggio di Zucconi, a mio parere, il Severgnini di Pechino 2008, che chiamò Phelps "il ragioniere Phelps", sbadigliando ad ogni suo successo come se fosse roba noiosa e banale.
Insomma, la massima impresa sportiva della storia dell'Olimpiade (8 ori, la forza implacabile dei numeri, e, se ad uno fosse importato, ci sarebbe stato tanto da scrivere anche sulle singole gare, vedi 4x100 sl e 200 delfino vinti nonostante l'acqua entrata negli occhialini che impediva la visuale) relegata ad una "triste routine ragionieristica".
E questo perché? Perché mancava la vera materia cercata dagli "autorevoli giornalisti alla Severgnini", e cioè la capacità di esprimere emozioni prima e dopo la vittoria, elemento basilare per diventare un personaggio meritevole della loro attenzione e dei loro aggettivi.

Giorgio Tosatti, non solo perché giornalista sportivo specializzato e non solo per il pezzo qui riportato, mi sembrava su un altro piano metodologico, nel senso che studiava i dati.
E' un peccato che, all'interno dello sport, si interessasse quasi esclusivamente di calcio, alimentando quella bolla mediatica a cui assistiamo ancora oggi.
Tra l'altro, anche perché - come detto - analizzava i dati, Tosatti era un estimatore della gestione di Giraudo e Moggi della Juventus. Poi arrivò Calciopoli (o Farsopoli come dicono ancora alcuni tifosi della Juventus), a dare un duro scossone alla credibilità del sistema-calcio (e dei suoi massimi opinionisti che non si erano accorti di nulla), qualunque sia il giudizio sulla vicenda complessiva.

E veniamo a Candido Cannavò, compianto direttore della Gazzetta dello Sport per tanti anni, che invece si ricollega pienamente al filone "emotivo-aggettivante" dello sport.
In quelle due righe riportate, mi colpisce il fatto che Cannavò non si prenda la briga di chiamare per nome il "tizio che gareggiò sulla Senna nel 1900", ma sia prodigo di ben 4 (quattro) aggettivi per definire l'inseguimento all'oro italiano nel nuoto.
A parte la parentesi olimpica, le passioni di Cannavò erano il calcio (ovviamente) e il ciclismo. E per non offuscare le emozioni di uno scatto di Pantani in salita (che emozionava anche me, sia chiaro) tralasciava di approfondire i drammatici guasti di un sistema-ciclismo dove l'Epo veniva usato in dosi industriali.
Anche qui: i fatti, i dati, anche quelli non piacevoli, passavano in subordine rispetto alla ricerca delle emozioni, al volere creare un personaggio che ammaliasse le folle.

Ebbene: con tutto il mio disaccordo sul modo di fare giornalismo di Cannavò, sono consapevole che ora c'è di molto peggio. A partire da una Gazzetta dello Sport dove le atlete più citate sono Diletta Leotta e Wanda Nara e che ha, da molti anni ormai, Arcobelli come giornalista specializzato nel nuoto...

Dopo avere letto questo articolo di Luca Soligo sulle trionfali Olimpiadi di Sydney 2000 per il nuoto italiano https://corsia4.it/nuoto/sydney2000-special-lolimpiade-della-svolta-per-litalia-del-nuoto/, meditavo un po' sulle frasi riportate all'inizio dell'articolo (tratte dai pezzi scritti da tre autorevoli giornalisti), che evidenzio qui sotto: ****Ma dove cavolo stavano nascosti questi ragazzini sfacciati che sono venuti in Australia a vincere in tre giorni più medaglie di quante i nuotatori avessero vinto in tutti i cento anni precedenti di Olimpiadi? Vittorio Zucconi Guardando Fioravanti e Rummolo abbracciati sotto un tricolore, (…) mi sono venuti in mente i discorsi che facevamo in redazione quando cominciai questo lavoro. Era la fine degli anni Cinquanta e l’Italia d’allora era incommensurabilmente lontana da questa. (…) Estremizzando, sostenevamo che l’Italia sarebbe diventata un vero paese sportivo soltanto vincendo un oro olimpico nel nuoto. Giorgio Tosatti Cent’anni di nuoto italiano per vedere un oro olimpico. Da quel tizio che gareggiò sulla Senna nel 1900, ai Giochi di Parigi, fino a questa trionfale Sydney azzurra: l’inseguimento è stato eterno, velleitario, disperato, impossibile. Candido Cannavò** Secondo me emergono, soprattutto nei brani scritti da Vittorio Zucconi e Candido Cannavò, alcune caratteristiche del giornalismo italiano che non mi piacciono per nulla (Tosatti ha il merito di sottolineare l'importanza, il peso specifico di una vittoria nel nuoto nella massima rassegna sportiva, l'Olimpiade). Ovviamente la mia "analisi" non vuole essere una critica particolare verso questi tre famosi giornalisti, che tra l'altro non sono più tra noi, e ha pienamente ragione Soligo nel definirli tra i migliori rappresentanti del giornalismo italiano. Semplicemente io, come lettore, troverei molto più interessante un altro tipo di giornalismo, decisamente più basato sui fatti, sul lavoro di ricerca, piuttosto che sull'esprimere "emozioni". D'altra parte, l'avrete capito leggendo i miei lunghi e faticosi post: per me la solidità delle cifre e dello studio pregresso della materia di cui si parla è ampiamente preferibile allo sbizzarrirsi in aggettivi e cercare di porsi, sempre e comunque, nell'ottica di chi sa poco e nulla dell'argomento di cui si parla. A forza di scrivere nell'ottica di chi sa poco o nulla della materia che si tratta, e di fermarsi alla sua superficie, si banalizza tutto. Da questo brano riportato da Soligo, Vittorio Zucconi appare il classico opinionista, che di solito si occupa di "temi più importanti", prestato allo sport in occasione dell'Olimpiade. I "ragazzini sfacciati", come li chiama lui, è evidente che non fossero nascosti, ma si allenassero quotidianamente e provenissero, in alcuni casi, da successi nelle massime rassegne continentali che avevano preceduto l'Olimpiade (Campionati Europei di qualche mese prima e anche dell'anno precedente). Nella categoria degli "opinionisti prestati allo sport", fece peggio di Zucconi, a mio parere, il Severgnini di Pechino 2008, che chiamò Phelps "il ragioniere Phelps", sbadigliando ad ogni suo successo come se fosse roba noiosa e banale. Insomma, la massima impresa sportiva della storia dell'Olimpiade (8 ori, la forza implacabile dei numeri, e, se ad uno fosse importato, ci sarebbe stato tanto da scrivere anche sulle singole gare, vedi 4x100 sl e 200 delfino vinti nonostante l'acqua entrata negli occhialini che impediva la visuale) relegata ad una "triste routine ragionieristica". E questo perché? Perché mancava la vera materia cercata dagli "autorevoli giornalisti alla Severgnini", e cioè la capacità di esprimere emozioni prima e dopo la vittoria, elemento basilare per diventare un personaggio meritevole della loro attenzione e dei loro aggettivi. Giorgio Tosatti, non solo perché giornalista sportivo specializzato e non solo per il pezzo qui riportato, mi sembrava su un altro piano metodologico, nel senso che studiava i dati. E' un peccato che, all'interno dello sport, si interessasse quasi esclusivamente di calcio, alimentando quella bolla mediatica a cui assistiamo ancora oggi. Tra l'altro, anche perché - come detto - analizzava i dati, Tosatti era un estimatore della gestione di Giraudo e Moggi della Juventus. Poi arrivò Calciopoli (o Farsopoli come dicono ancora alcuni tifosi della Juventus), a dare un duro scossone alla credibilità del sistema-calcio (e dei suoi massimi opinionisti che non si erano accorti di nulla), qualunque sia il giudizio sulla vicenda complessiva. E veniamo a Candido Cannavò, compianto direttore della Gazzetta dello Sport per tanti anni, che invece si ricollega pienamente al filone "emotivo-aggettivante" dello sport. In quelle due righe riportate, mi colpisce il fatto che Cannavò non si prenda la briga di chiamare per nome il "tizio che gareggiò sulla Senna nel 1900", ma sia prodigo di ben 4 (quattro) aggettivi per definire l'inseguimento all'oro italiano nel nuoto. A parte la parentesi olimpica, le passioni di Cannavò erano il calcio (ovviamente) e il ciclismo. E per non offuscare le emozioni di uno scatto di Pantani in salita (che emozionava anche me, sia chiaro) tralasciava di approfondire i drammatici guasti di un sistema-ciclismo dove l'Epo veniva usato in dosi industriali. Anche qui: i fatti, i dati, anche quelli non piacevoli, passavano in subordine rispetto alla ricerca delle emozioni, al volere creare un personaggio che ammaliasse le folle. Ebbene: con tutto il mio disaccordo sul modo di fare giornalismo di Cannavò, sono consapevole che ora c'è di molto peggio. A partire da una Gazzetta dello Sport dove le atlete più citate sono Diletta Leotta e Wanda Nara e che ha, da molti anni ormai, Arcobelli come giornalista specializzato nel nuoto...
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