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Olimpiadi di Pechino 2008, finale dei 400 stile libero donne.
In quarta corsia c’è Federica Pellegrini autrice di un superbo 4’02” già nelle batterie (suo è il record del mondo della specialità), in quinta l’inglese Rebecca Adlington e in terza Katie Hoff. Non intendo parlare della gara di Federica, rimasta imbrigliata in ritmi troppo lenti e incapace di cambiare passo in finale (si rifarà ampiamente il giorno dopo con l’oro nei 200) ma di quella di Katie, una delle superstar americane di quegli anni che pur vincendo ori mondiali e medaglie importanti non aveva mai vinto un oro olimpico. Era troppo giovane (15 anni) ad Atene quattro anni prima, ora era il momento giusto.

Non era tra le favorite la Hoff che aveva già perso l’oro due giorni prima nei 400 misti (bronzo) ma la gara si impantana da subito su passaggi lenti e inconsueti per una finale olimpica. Questo sino alla virata dei 200 metri quando l’americana, colta da ispirazione, con un repentino cambio di ritmo, passa in testa e se ne va staccando tutte. Katie sta nuotando verso l’oro, che sente già suo. Alla virata dei 350 metri ha un vantaggio di più di due metri sulle altre. Sembra fatta, mancano solo 50 metri al trionfo, sembra un’inezia mantenere quel gap sino alla fine ma la nuotata di Katie si fa sempre più pesante. La Adlington e la Jackson (che hanno virato in quinta e sesta posizione) si stanno avvicinando pericolosamente. Mancano pochi metri, la Hoff sembra resistere ma un arrivo con poca pressione sulla piastra la priva della vittoria per 7 centesimi. Ultima vasca della Adlington in 29.18, solo 30.71 il ritorno della Hoff che affranta a bordo vasca sfogherà il suo dolore in un’espressione tragica e simbolica che rimarrà nella memoria.

https://www.youtube.com/watch?v=Gx1OpYffm6o

Olimpiadi di Pechino 2008, finale dei 400 stile libero donne. In quarta corsia c’è Federica Pellegrini autrice di un superbo 4’02” già nelle batterie (suo è il record del mondo della specialità), in quinta l’inglese Rebecca Adlington e in terza Katie Hoff. Non intendo parlare della gara di Federica, rimasta imbrigliata in ritmi troppo lenti e incapace di cambiare passo in finale (si rifarà ampiamente il giorno dopo con l’oro nei 200) ma di quella di Katie, una delle superstar americane di quegli anni che pur vincendo ori mondiali e medaglie importanti non aveva mai vinto un oro olimpico. Era troppo giovane (15 anni) ad Atene quattro anni prima, ora era il momento giusto. Non era tra le favorite la Hoff che aveva già perso l’oro due giorni prima nei 400 misti (bronzo) ma la gara si impantana da subito su passaggi lenti e inconsueti per una finale olimpica. Questo sino alla virata dei 200 metri quando l’americana, colta da ispirazione, con un repentino cambio di ritmo, passa in testa e se ne va staccando tutte. Katie sta nuotando verso l’oro, che sente già suo. Alla virata dei 350 metri ha un vantaggio di più di due metri sulle altre. Sembra fatta, mancano solo 50 metri al trionfo, sembra un’inezia mantenere quel gap sino alla fine ma la nuotata di Katie si fa sempre più pesante. La Adlington e la Jackson (che hanno virato in quinta e sesta posizione) si stanno avvicinando pericolosamente. Mancano pochi metri, la Hoff sembra resistere ma un arrivo con poca pressione sulla piastra la priva della vittoria per 7 centesimi. Ultima vasca della Adlington in 29.18, solo 30.71 il ritorno della Hoff che affranta a bordo vasca sfogherà il suo dolore in un’espressione tragica e simbolica che rimarrà nella memoria. https://www.youtube.com/watch?v=Gx1OpYffm6o
 
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