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Leggevo proprio ora su c4 questo articolo che tratta di un argomento che mi piacerebbe commentare. Non mi trova molto d'accordo l'autore su quello che dice, quanto meno io faccio eccezione! Non ho mai provato imbarazzo a muovermi in costume, ne sul piano vasca, ne i in nessun altro luogo e mi risulta difficile pensare che ciò possa succedere a qualcuno! Anzi, trovo che il nuoto sia uno sport fantastico sotto questo punto di vista, lo puoi praticare anche nudo e ti fa sentire in piena libertà. Credo che sia uno dei miei aspetti preferiti del mio sport preferito. 🤗 Io che odio pinne palette e tavolette e qualsiasi accessorio che si interponga tra me e l'acqua!
E voi? Cosa ne pensate?

Leggevo proprio ora su c4 questo articolo che tratta di un argomento che mi piacerebbe commentare. Non mi trova molto d'accordo l'autore su quello che dice, quanto meno io faccio eccezione! Non ho mai provato imbarazzo a muovermi in costume, ne sul piano vasca, ne i in nessun altro luogo e mi risulta difficile pensare che ciò possa succedere a qualcuno! Anzi, trovo che il nuoto sia uno sport fantastico sotto questo punto di vista, lo puoi praticare anche nudo e ti fa sentire in piena libertà. Credo che sia uno dei miei aspetti preferiti del mio sport preferito.
 
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Intanto il link https://corsia4.it/lifestyle/forma-acqua/

Capisco cosa intendi dire, Ele, ma capisco anche cosa intendesse l'autrice dell'articolo.

Nella società dell'immagine in cui viviamo, è chiaro che mostrare eventuali imperfezioni fisiche può mettere a disagio.

D'altra parte, anche il comune abbigliamento di tutti i giorni non mette al riparo da sarcasmi o cattiverie, ed è vero, come tu dici, che in acqua possono avvenire metamorfosi sorprendenti: ognuno di noi conosce vari casi di chi, goffo negli sport di corsa, addirittura impacciato nel muoversi, si trasforma nell'elemento liquido.

Ciò detto, le proprie sicurezze e impermeabilità ai commenti malevoli devono essere costruite da ognuno, nell'acqua o sulla terra. Chi ci vuole bene ci può aiutare, ma il traguardo della self-confidence lo si raggiunge da soli.

L'acqua (detto da uno che negli sport su terra andava piuttosto bene e non aveva davvero nessun problema per il fisico) dà una levità e un appagamento particolari. Aiuta ad estraniarsi dalla spesso greve realtà quotidiana.

Intanto il link https://corsia4.it/lifestyle/forma-acqua/ Capisco cosa intendi dire, Ele, ma capisco anche cosa intendesse l'autrice dell'articolo. Nella società dell'immagine in cui viviamo, è chiaro che mostrare eventuali imperfezioni fisiche può mettere a disagio. D'altra parte, anche il comune abbigliamento di tutti i giorni non mette al riparo da sarcasmi o cattiverie, ed è vero, come tu dici, che in acqua possono avvenire metamorfosi sorprendenti: ognuno di noi conosce vari casi di chi, goffo negli sport di corsa, addirittura impacciato nel muoversi, si trasforma nell'elemento liquido. Ciò detto, le proprie sicurezze e impermeabilità ai commenti malevoli devono essere costruite da ognuno, nell'acqua o sulla terra. Chi ci vuole bene ci può aiutare, ma il traguardo della self-confidence lo si raggiunge da soli. L'acqua (detto da uno che negli sport su terra andava piuttosto bene e non aveva davvero nessun problema per il fisico) dà una levità e un appagamento particolari. Aiuta ad estraniarsi dalla spesso greve realtà quotidiana.
 
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Grazie per il link nuotofan

Non mi trova molto d'accordo l'autore su quello che dice, quanto meno io faccio eccezione! Non ho mai provato imbarazzo a muovermi in costume, ne sul piano vasca, ne i in nessun altro luogo e mi risulta difficile pensare che ciò possa succedere a qualcuno!

L'ansia da costume da bagno esiste, non è un'opinione di chi ha scritto l'articolo.

Si possono invece sollevare obiezioni sulla seconda parte del pezzo, ossia la riflessione sul tema. L'autrice espone una serie di ragioni che dovrebbero deporre a favore del nuoto come strumento per combattere le insicurezze nei soggetti con difficoltà di accettazione del proprio fisico. Sostanzialmente, il bonus del nuoto starebbe nel fatto di essere praticato nell'acqua, ossia quel magico fluido che ci rende tutti uguali a livello estetico e all'interno del quale è l'esecuzione del gesto che ci connota, dando quindi a tutti la possibilità di "riabilitare" la propria immagine e di superare le barriere psicologiche.
L'appunto che si potrebbe fare, neanche tanto piccolo, è che alla vasca non si accede tramite tunnel sotterraneo. Chiunque abbia nuotato, e anche chi non lo ha fatto lo potrà immaginare, sa bene che esistono circostanze che costringono lo sportivo a trascorrere un sacco di tempo in costume fuori dall'acqua e a distanza intima con i propri compagni, allenatori, ecc: esercizi di mobilità articolare e stretching, esercitazioni con partenza fuori dall'acqua, attese infinite pre e post gara, eventuali premiazioni a bordo vasca (sembrerà una stupidata, eppure in quell'istante tutti gli occhi sono puntati su di te, e se non hai un buon rapporto col tuo corpo potresti soffrirne terribilmente). In quei casi che si fa? Ecco, pare quindi evidente che la risoluzione del problema, laddove un problema esista sul serio, non possa prescindere da un supporto psicologico fornito da una figura adeguatamente formata per casistiche del genere. Non basta forzare il ragazzino (o l'adulto, perché no) a infilare il costume ed entrare in piscina contro la sua volontà, anzi, tuttalpiù il rischio è di traumatizzarlo definitivamente.

Grazie per il link nuotofan > Non mi trova molto d'accordo l'autore su quello che dice, quanto meno io faccio eccezione! Non ho mai provato imbarazzo a muovermi in costume, ne sul piano vasca, ne i in nessun altro luogo e mi risulta difficile pensare che ciò possa succedere a qualcuno! L'ansia da costume da bagno esiste, non è un'opinione di chi ha scritto l'articolo. Si possono invece sollevare obiezioni sulla seconda parte del pezzo, ossia la riflessione sul tema. L'autrice espone una serie di ragioni che dovrebbero deporre a favore del nuoto come strumento per combattere le insicurezze nei soggetti con difficoltà di accettazione del proprio fisico. Sostanzialmente, il bonus del nuoto starebbe nel fatto di essere praticato nell'acqua, ossia quel magico fluido che ci rende tutti uguali a livello estetico e all'interno del quale è l'esecuzione del gesto che ci connota, dando quindi a tutti la possibilità di "riabilitare" la propria immagine e di superare le barriere psicologiche. L'appunto che si potrebbe fare, neanche tanto piccolo, è che alla vasca non si accede tramite tunnel sotterraneo. Chiunque abbia nuotato, e anche chi non lo ha fatto lo potrà immaginare, sa bene che esistono circostanze che costringono lo sportivo a trascorrere un sacco di tempo in costume fuori dall'acqua e a distanza intima con i propri compagni, allenatori, ecc: esercizi di mobilità articolare e stretching, esercitazioni con partenza fuori dall'acqua, attese infinite pre e post gara, eventuali premiazioni a bordo vasca (sembrerà una stupidata, eppure in quell'istante tutti gli occhi sono puntati su di te, e se non hai un buon rapporto col tuo corpo potresti soffrirne terribilmente). In quei casi che si fa? Ecco, pare quindi evidente che la risoluzione del problema, laddove un problema esista sul serio, non possa prescindere da un supporto psicologico fornito da una figura adeguatamente formata per casistiche del genere. Non basta forzare il ragazzino (o l'adulto, perché no) a infilare il costume ed entrare in piscina contro la sua volontà, anzi, tuttalpiù il rischio è di traumatizzarlo definitivamente.
 
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