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Completo OT, poi magari i moderatori sposteranno.

Al di la' delle cifre, spesso si e' parlato anche su questo forum del fatto che in Italia ci siano pochi centri per il nuoto e di come siano a disposizione solo "di pochi". Il sistema britannico mi pare sia esasperato in questo senso, ma da quello che leggo mi sembrate abbastanza favorevoli.
Io sarei anche a favore per il finanziamento di pochi centri (es. Verona, Ostia..) a patto pero' che non siano disponibili solo per "chi si allena con".
Il rischio attuale e' che una volta che si saranno ritirati quei 2-3 a cui si e' fatto riferimento fino ad oggi poi non ci siano ricambi dalla base
Che ne pensate?

In realtà i britannici, pur avendo alcuni centri "di élite", selezionano i migliori nuotatori, soprattutto giovani, da varie società.

Guardavo ad esempio i club di provenienza dei 22 juniores che parteciperanno ai Mondiali Juniores di Indianapolis che inizieranno la prossima settimana: solo un nuotatore proviene dal Centro nazionale di Loughborough e ci sono ben 13 società diverse rappresentate.

Quindi il ruolo delle società sparse sul territorio, almeno all'inizio, è fondamentale e immagino sia anche gratificato economicamente.

Poi, chiaro, i migliori giovani (e nuotatori in generale) tendono a unirsi in gruppi di lavoro selezionati. Famoso, ad esempio, è quello di Melanie Marshall con i ranisti, dopo gli enormi successi avuti con Peaty.

Comunque, è vero, la loro filosofia, nel nuoto come negli altri sport, è di incanalare le risorse verso chi dimostra di potere dare risultati (spietata la Nicholl in quella intervista citata: "perchè devo finanziare il basket e il volley britannico, se so che non potranno fare nulla di rilevante a livello mondiale"?).

Mi ricordo che ne parlò anche Morini quando fu invitato a tenere una conferenza in Gran Bretagna, e di come fosse stupito dall'attenzione e dalle tante domande che gli vennero rivolte. Nulla di strano, visto che i britannici devono essere stati sinceramente impressionati dal lavoro del coach di Paltrinieri e Detti.

Il mio ideale teorico sarebbe diverso: prevederebbe di allargare molto la base dei praticanti e, attraverso quello, arrivare anche ai grandi risultati nell'agonismo.

So, però, che è un percorso molto più complicato da mettere in pratica (oltre a richiedere investimenti significativi nello sport, quando ogni comparto della spesa pubblica ha le proprie esigenze e lamenta scarsità di risorse), richiede una cultura e una disciplina sportiva assai lontane dalle nostre tradizioni e, soprattutto, si scontra con la triste realtà di vedere che, inevitabilmente, una parte delle risorse viene dispersa anche per scopi che con lo sport non hanno molto a che fare.

In pratica: i britannici, finanziando direttamente quei pochi (atleti e tecnici) "più meritevoli", eliminano i rischi di mala gestione di risorse pubbliche che, nella mia visione più "ecumenica e volta a premiare lo sport di base", passano inevitabilmente attraverso più mani.

>Completo OT, poi magari i moderatori sposteranno. >Al di la' delle cifre, spesso si e' parlato anche su questo forum del fatto che in Italia ci siano pochi centri per il nuoto e di come siano a disposizione solo "di pochi". Il sistema britannico mi pare sia esasperato in questo senso, ma da quello che leggo mi sembrate abbastanza favorevoli. >Io sarei anche a favore per il finanziamento di pochi centri (es. Verona, Ostia..) a patto pero' che non siano disponibili solo per "chi si allena con". >Il rischio attuale e' che una volta che si saranno ritirati quei 2-3 a cui si e' fatto riferimento fino ad oggi poi non ci siano ricambi dalla base >Che ne pensate? In realtà i britannici, pur avendo alcuni centri "di élite", selezionano i migliori nuotatori, soprattutto giovani, da varie società. Guardavo ad esempio i club di provenienza dei 22 juniores che parteciperanno ai Mondiali Juniores di Indianapolis che inizieranno la prossima settimana: solo un nuotatore proviene dal Centro nazionale di Loughborough e ci sono ben 13 società diverse rappresentate. Quindi il ruolo delle società sparse sul territorio, almeno all'inizio, è fondamentale e immagino sia anche gratificato economicamente. Poi, chiaro, i migliori giovani (e nuotatori in generale) tendono a unirsi in gruppi di lavoro selezionati. Famoso, ad esempio, è quello di Melanie Marshall con i ranisti, dopo gli enormi successi avuti con Peaty. Comunque, è vero, la loro filosofia, nel nuoto come negli altri sport, è di incanalare le risorse verso chi dimostra di potere dare risultati (spietata la Nicholl in quella intervista citata: "perchè devo finanziare il basket e il volley britannico, se so che non potranno fare nulla di rilevante a livello mondiale"?). Mi ricordo che ne parlò anche Morini quando fu invitato a tenere una conferenza in Gran Bretagna, e di come fosse stupito dall'attenzione e dalle tante domande che gli vennero rivolte. Nulla di strano, visto che i britannici devono essere stati sinceramente impressionati dal lavoro del coach di Paltrinieri e Detti. Il mio ideale teorico sarebbe diverso: prevederebbe di allargare molto la base dei praticanti e, attraverso quello, arrivare anche ai grandi risultati nell'agonismo. So, però, che è un percorso molto più complicato da mettere in pratica (oltre a richiedere investimenti significativi nello sport, quando ogni comparto della spesa pubblica ha le proprie esigenze e lamenta scarsità di risorse), richiede una cultura e una disciplina sportiva assai lontane dalle nostre tradizioni e, soprattutto, si scontra con la triste realtà di vedere che, inevitabilmente, una parte delle risorse viene dispersa anche per scopi che con lo sport non hanno molto a che fare. In pratica: i britannici, finanziando direttamente quei pochi (atleti e tecnici) "più meritevoli", eliminano i rischi di mala gestione di risorse pubbliche che, nella mia visione più "ecumenica e volta a premiare lo sport di base", passano inevitabilmente attraverso più mani.
modificato Aug 15 a 10:11 am
 
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Ho seguito questi mondiali a saltelloni, causa impegni precedenti. Alla fine ho visto tutte le gare, anche se alcune in ritardo, e le mie riflessioni sono tutto sommato poche:
1) Avevamo una sola era atleta da medaglia, che era la Palmisano. La ragazza ha marciato benissimo ed ha ottenuto un meritato terzo posto. Concordo con Pastorini che probabilmente avrebbero potuto squalificare l'altra cinese e la messicana che marciavano negli ultimi chilometri in modo indegno, ma questo è da sempre un limite della marcia. Le regole si potranno fare rispettare (forse) quando finalmente l'elettronica entrerà in questa fase di giudizio, che spesso dipende da criteri geopolitici;
2) Avevo fiducia in Tamberi ed in Meucci e i due non hanno tradito. Primato personale stagionale per Tamberi e qualificazione mancata di un soffio con delusione quando credeva di esere passato. Vista la finale dove quasi tutti hanno fatto peggio viene rabbia, la medaglia, come Tamberi aveva detto, era tutt'altro che impossibile. Meucci come quasi sempre fa benisismo nelle gare di campionato. Poteva arrivare quinto ma bravissimo;
3) De Luca con il nono posto e il quasi personale non ha deluso, la Trapletti ha fatto il personale e un onorevole 16° posto. La Giorgi veniva da pochi mesi di allenamento (come il compagno Giupponi, affondato nella 20 km) ed ha fatto benino. Quantomeno è arrivata, ma con due proposte di squalifica, il che dimostra che i problemi tecnici son lungi dall'essere risolti. Rubino è arrivato 16° con un ottimo tempo sotto l'ora e ventuno, possiamo pensare sia un atleta ritrovato dopo anni di problemi fisici e psicologici. Fortunato ha a sua volta fatto il personale, ma il ragazzo dovrebbe fare ben di meglio;
4) Se fuori dalle piste di controprestazioni ne abbiamo avute in effetti solo due, La Rosa nella maratona e Antonelli nella 50km di marcia, in pista è stato un incubo. Detto di Tamberi, bene Zoghlami al personale nei 3000 siepi ma senza finale, benino Bencosme in semifinale ma senza grandi tempi, bene Tortu in semifinale nei 200 (e qui si potrebbe scrivere di tutto, ad esempio che in una finale lentissima un Tortu in salute poteva fare cose egregie), bene Lingua nel martello, finalmene ad una finale dopo anni di fallimenti. Bene Re addirittura in semifinale nei 400, anche se non con un tempo eccezionale, ma contava riuscirci, bene la Folorunso allo stagionale e in semifinale nei 400hs, malino la Pedroso che ambiva alla finale ed ha corso malissimo. Male la Santjusti negli 800, male Bamoussa e Chiappinelli nei 3000 siepi, male Vergani nei 400hs, male la Strati nel lungo, male la Caravelli nei 400hs. Incomprensibile la 4x400 femminile con la convocazione della Grenot che non aveva corso una volta tutto l'anno. Anno sabbatico? Perfetto, invece la si chiama e la ragazza corre male. Rimaniamo fuori da una semifinale ampiamente alla nostra portata. Tanto valeva portare qualcun'altra. Male la Trost (e, la ragazza ancora non esce da un incubo tecnico e psicologico) e malissimo la Furlani, male Falloni nel martello (per non dire inguardabile);
5) avrò dimenticato qualcuno? Possibile, ma il giudizio finale è pessimo. Prevedibile l'unica medaglia ma auspicabili ben altre prestazionid a quasi tutti i nostri atleti, addirittura contenti di prove mediocri. Nemmeno rabbia o recriminazione. Il massimo è la solita frase: "non so che sia successo". AlmenoTamberi ha pianto di rabbia e delusione, ma lui è atleta di ben altro spessore. Giomi dice che i giudizi si daranno a Berlino l'anno prossimo, ma ricordo bene quando diceva che i giudizi si davano a Rio 2016, e lì fu un incubo. C'è poco da fare, tonnellate di alteti dotati assenti per infortuni vari, spesso lunghi anni, ed alteti portati che sbracano in un contesto evidentemente troppo grande per loro, quando non soddisfatti solo di essere arrivati. C'è da cambiare tutto, ed invece non cambierà nulla;
6) Come scritto da anni gli USA hanno tracciato la strada per rilanciare il fondo ed il mezzofondo occidentale. Così sono arrivate tante medaglie maschili e femminili a Rio prima e a Londra dopo. Meravigliosa la vittoria della Coburn nei 3000 siepi, con seconda la connazionale Frerichs. E se non avessero squalificato la Queegly le USA potevano anche metterne tre a podio. I bianchi, mi si scuserà per la semplificazione, vincono medaglie nella velocità, e che medaglie, con Gulyev nei 200 e Warholm nei 400hs. L'Ingebritsen di mezzo fa terzo nei 1500, Bosse vince gli 800 con Kszkot secondo (e pirla, poteva vincere) e l'inglese Langford quarto. Tre europei ai primi quattro posti!;
7) Bolt non dovva partecipare. E' venuto e l'hanno suonato nei 100. Fa rabbia abbia vunto un dopato di ritorno come Gatlin. Crisi totale della Giamaica maschile e femminile, prova solidissima dei britannici nella velocità (oro nella 4x100 con USA delusissimi) e USA che perdono soprattutto nel loro feudo storico, la 4x400 da Trinidad e Tobago. Qui vediamo la Spagna in finale e quinta. Tralascio cosa penso di questi risultati ragionando sulla quantità di talento sui 400 che stiamo letteralmente buttando dalla finestra da anni. Van Niekerk è arrivato in fase di discesa nella condizione. Bravo comunque. la Semenya perde nei 1500 e domina con irrisoria facilità negli 800. Va beh, è caso a parte;
smile Il livello medio è stato inferiore a pochi anni fa in molte gare. tante controprestazioni e soprattutto si è vinto quasi sempre con prestazioni non eccezionali. Certi record del mondo sembrano davvero "impossibili" da battere

Ciao Ciao smile

Ho seguito questi mondiali a saltelloni, causa impegni precedenti. Alla fine ho visto tutte le gare, anche se alcune in ritardo, e le mie riflessioni sono tutto sommato poche: 1) Avevamo una sola era atleta da medaglia, che era la Palmisano. La ragazza ha marciato benissimo ed ha ottenuto un meritato terzo posto. Concordo con Pastorini che probabilmente avrebbero potuto squalificare l'altra cinese e la messicana che marciavano negli ultimi chilometri in modo indegno, ma questo è da sempre un limite della marcia. Le regole si potranno fare rispettare (forse) quando finalmente l'elettronica entrerà in questa fase di giudizio, che spesso dipende da criteri geopolitici; 2) Avevo fiducia in Tamberi ed in Meucci e i due non hanno tradito. Primato personale stagionale per Tamberi e qualificazione mancata di un soffio con delusione quando credeva di esere passato. Vista la finale dove quasi tutti hanno fatto peggio viene rabbia, la medaglia, come Tamberi aveva detto, era tutt'altro che impossibile. Meucci come quasi sempre fa benisismo nelle gare di campionato. Poteva arrivare quinto ma bravissimo; 3) De Luca con il nono posto e il quasi personale non ha deluso, la Trapletti ha fatto il personale e un onorevole 16° posto. La Giorgi veniva da pochi mesi di allenamento (come il compagno Giupponi, affondato nella 20 km) ed ha fatto benino. Quantomeno è arrivata, ma con due proposte di squalifica, il che dimostra che i problemi tecnici son lungi dall'essere risolti. Rubino è arrivato 16° con un ottimo tempo sotto l'ora e ventuno, possiamo pensare sia un atleta ritrovato dopo anni di problemi fisici e psicologici. Fortunato ha a sua volta fatto il personale, ma il ragazzo dovrebbe fare ben di meglio; 4) Se fuori dalle piste di controprestazioni ne abbiamo avute in effetti solo due, La Rosa nella maratona e Antonelli nella 50km di marcia, in pista è stato un incubo. Detto di Tamberi, bene Zoghlami al personale nei 3000 siepi ma senza finale, benino Bencosme in semifinale ma senza grandi tempi, bene Tortu in semifinale nei 200 (e qui si potrebbe scrivere di tutto, ad esempio che in una finale lentissima un Tortu in salute poteva fare cose egregie), bene Lingua nel martello, finalmene ad una finale dopo anni di fallimenti. Bene Re addirittura in semifinale nei 400, anche se non con un tempo eccezionale, ma contava riuscirci, bene la Folorunso allo stagionale e in semifinale nei 400hs, malino la Pedroso che ambiva alla finale ed ha corso malissimo. Male la Santjusti negli 800, male Bamoussa e Chiappinelli nei 3000 siepi, male Vergani nei 400hs, male la Strati nel lungo, male la Caravelli nei 400hs. Incomprensibile la 4x400 femminile con la convocazione della Grenot che non aveva corso una volta tutto l'anno. Anno sabbatico? Perfetto, invece la si chiama e la ragazza corre male. Rimaniamo fuori da una semifinale ampiamente alla nostra portata. Tanto valeva portare qualcun'altra. Male la Trost (e, la ragazza ancora non esce da un incubo tecnico e psicologico) e malissimo la Furlani, male Falloni nel martello (per non dire inguardabile); 5) avrò dimenticato qualcuno? Possibile, ma il giudizio finale è pessimo. Prevedibile l'unica medaglia ma auspicabili ben altre prestazionid a quasi tutti i nostri atleti, addirittura contenti di prove mediocri. Nemmeno rabbia o recriminazione. Il massimo è la solita frase: "non so che sia successo". AlmenoTamberi ha pianto di rabbia e delusione, ma lui è atleta di ben altro spessore. Giomi dice che i giudizi si daranno a Berlino l'anno prossimo, ma ricordo bene quando diceva che i giudizi si davano a Rio 2016, e lì fu un incubo. C'è poco da fare, tonnellate di alteti dotati assenti per infortuni vari, spesso lunghi anni, ed alteti portati che sbracano in un contesto evidentemente troppo grande per loro, quando non soddisfatti solo di essere arrivati. C'è da cambiare tutto, ed invece non cambierà nulla; 6) Come scritto da anni gli USA hanno tracciato la strada per rilanciare il fondo ed il mezzofondo occidentale. Così sono arrivate tante medaglie maschili e femminili a Rio prima e a Londra dopo. Meravigliosa la vittoria della Coburn nei 3000 siepi, con seconda la connazionale Frerichs. E se non avessero squalificato la Queegly le USA potevano anche metterne tre a podio. I bianchi, mi si scuserà per la semplificazione, vincono medaglie nella velocità, e che medaglie, con Gulyev nei 200 e Warholm nei 400hs. L'Ingebritsen di mezzo fa terzo nei 1500, Bosse vince gli 800 con Kszkot secondo (e pirla, poteva vincere) e l'inglese Langford quarto. Tre europei ai primi quattro posti!; 7) Bolt non dovva partecipare. E' venuto e l'hanno suonato nei 100. Fa rabbia abbia vunto un dopato di ritorno come Gatlin. Crisi totale della Giamaica maschile e femminile, prova solidissima dei britannici nella velocità (oro nella 4x100 con USA delusissimi) e USA che perdono soprattutto nel loro feudo storico, la 4x400 da Trinidad e Tobago. Qui vediamo la Spagna in finale e quinta. Tralascio cosa penso di questi risultati ragionando sulla quantità di talento sui 400 che stiamo letteralmente buttando dalla finestra da anni. Van Niekerk è arrivato in fase di discesa nella condizione. Bravo comunque. la Semenya perde nei 1500 e domina con irrisoria facilità negli 800. Va beh, è caso a parte; 8) Il livello medio è stato inferiore a pochi anni fa in molte gare. tante controprestazioni e soprattutto si è vinto quasi sempre con prestazioni non eccezionali. Certi record del mondo sembrano davvero "impossibili" da battere Ciao Ciao :)
 
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Ciao Prof.
Sono d''accordo con molte delle tue considerazioni e dato che, anche grazie ai tuoi post mi sono riavvicinato all'atletica leggera, devo riconoscere che le tue posizioni critiche, espresse da tempo su questo forum, hanno (purtroppo) trovato molte conferme in questi Mondiali, dopo Olimpiadi già parecchio deludenti per l'atletica italiana.

La 4x400 femminile è restata fuori da una finale ampiamente alla sua portata: 3.27.81 il crono dell'Italia nel turno eliminatorio con una Grenot da 52.2 lanciato (i parziali arrotondati al decimo di secondo: Chigbolu 52.1 in prima, Spacca - brava - 51.6 in seconda, Grenot - come detto - 52.2 in terza e Folorunso 51.9 in quarta).
I rimpianti aumentano pensando che la Gran Bretagna ha vinto l'argento con 3.25 netti, crono non certo trascendentale e ci sono stati parecchi altri risultati molto "umani" in questi Mondiali di Londra, come sottolineato in precedenza.

Io credo che in un'atletica mondiale parecchio umana, l'Italia possa ritagliarsi un posto non secondario, infinitamente migliore di quanto fatto vedere alle ultime Olimpiadi e agli ultimi Mondiali.
E' chiaro che occorre cambiare molto a livello organizzativo/gestionale, e secondo me anche l'attuale management della Fidal sarà costretto a fare qualcosa, perchè le critiche ormai provengono da troppe parti.

Ho letto qualche sito di atletica e mi pare che lo scoramento e il senso di rassegnazione, invece, prevalgano. Come anche tu ritieni, molti si aspettano che, passato il polverone delle critiche, tutto continui come in passato.
Spetta agli appassionati tenere alta l'attenzione anche quando è finito il grande evento e valutare le mosse della federazione.

Il fatto positivo è che l'atletica trasmessa per 10 giorni in prima serata sulla seconda rete Rai (e bisogna dare atto alla Rai di avere trattato molto meglio che in passato sia i Mondiali di nuoto che quelli di atletica) ha comunque riscosso attenzione e consensi.

Io credo che un po' di entusiasmo rimanga, e se c'è entusiasmo e più attenzione nell'ambiente dell'atletica italiana, anche i vertici, ripeto, dovranno fare qualcosa di diverso dal passato.

Ciao Prof. Sono d''accordo con molte delle tue considerazioni e dato che, anche grazie ai tuoi post mi sono riavvicinato all'atletica leggera, devo riconoscere che le tue posizioni critiche, espresse da tempo su questo forum, hanno (purtroppo) trovato molte conferme in questi Mondiali, dopo Olimpiadi già parecchio deludenti per l'atletica italiana. La 4x400 femminile è restata fuori **da una finale** ampiamente alla sua portata: 3.27.81 il crono dell'Italia nel turno eliminatorio con una Grenot da 52.2 lanciato (i parziali arrotondati al decimo di secondo: Chigbolu 52.1 in prima, Spacca - brava - 51.6 in seconda, Grenot - come detto - 52.2 in terza e Folorunso 51.9 in quarta). I rimpianti aumentano pensando che la Gran Bretagna ha vinto l'argento con 3.25 netti, crono non certo trascendentale e ci sono stati parecchi altri risultati molto "umani" in questi Mondiali di Londra, come sottolineato in precedenza. Io credo che in un'atletica mondiale parecchio umana, l'Italia possa ritagliarsi un posto non secondario, infinitamente migliore di quanto fatto vedere alle ultime Olimpiadi e agli ultimi Mondiali. E' chiaro che occorre cambiare molto a livello organizzativo/gestionale, e secondo me anche l'attuale management della Fidal sarà costretto a fare qualcosa, perchè le critiche ormai provengono da troppe parti. Ho letto qualche sito di atletica e mi pare che lo scoramento e il senso di rassegnazione, invece, prevalgano. Come anche tu ritieni, molti si aspettano che, passato il polverone delle critiche, tutto continui come in passato. Spetta agli appassionati tenere alta l'attenzione anche quando è finito il grande evento e valutare le mosse della federazione. Il fatto positivo è che l'atletica trasmessa per 10 giorni in prima serata sulla seconda rete Rai (e bisogna dare atto alla Rai di avere trattato molto meglio che in passato sia i Mondiali di nuoto che quelli di atletica) ha comunque riscosso attenzione e consensi. Io credo che un po' di entusiasmo rimanga, e se c'è entusiasmo e più attenzione nell'ambiente dell'atletica italiana, anche i vertici, ripeto, dovranno fare qualcosa di diverso dal passato.
modificato Aug 15 a 8:48 pm
 
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Visto che il periodo ancora me lo consente smile , ecco il mio "libro dei sogni" politico-sociale con focus sullo sport (diverso dal modello britannico).

Opererei un massiccio, ingente investimento in infrastrutture sportive (piscine, campi di atletica, palazzetti funzionali, palestre in cui potere fare ginnastica e sport di combattimento etc) con tutti i mezzi oggi disponibili (quindi non solo investimenti pubblici), incentivando e premiando quegli enti locali che dimostrano di avere idee e progetti chiari (gli altri, cioè i vari enti locali che purtroppo hanno pratiche non virtuose, sarebbero costretti, negli anni, a mettersi al passo per non rimanere drasticamente indietro).

Si tratterebbe di un investimento nel vero senso della parola, perchè avere molti più sportivi attivi darebbe un ritorno incredibile in termini di minori costi sociali oltre che minori costi sanitari, nel corso degli anni.

I benefici maggiori sarebbero per i più giovani e quindi per la società del futuro, non solo per i risultati nello sport d'élite.

Chi fa sport capisce i benefici di condurre una vita "corretta" e si allontana da distrazioni varie, ad elevata pericolosità.
Impara come strutturare la propria giornata, e spesso anche lo studio ne beneficia.
In poche parole, matura e si migliora come persona.

Per quanto riguarda lo sport agonistico, si innescherebbe un circuito virtuoso impressionante: infrastrutture adeguate richiamerebbero tante persone, soprattutto giovani ovviamente.
Aumenterebbe considerevolmente il numero dei tesserati e, di conseguenza, le varie federazioni sportive avrebbero nuove entrate da riversare nella loro disciplina.
Aumenterebbe il numero di persone che studiano lo sport, quindi il numero di tecnici qualificati.

In poche parole, si vivrebbe in un Paese migliore, non solo per i maggiori successi ai Mondiali ed alle Olimpiadi, ma soprattutto per la maggiore "cultura" (in senso lato) nelle relazioni umane che chi fa sport impara ad avere.

Visto che il periodo ancora me lo consente :) , ecco il mio "libro dei sogni" politico-sociale con focus sullo sport (diverso dal modello britannico). Opererei un massiccio, ingente investimento in infrastrutture sportive (piscine, campi di atletica, palazzetti funzionali, palestre in cui potere fare ginnastica e sport di combattimento etc) con tutti i mezzi oggi disponibili (quindi non solo investimenti pubblici), incentivando e premiando quegli enti locali che dimostrano di avere idee e progetti chiari (gli altri, cioè i vari enti locali che purtroppo hanno pratiche non virtuose, sarebbero costretti, negli anni, a mettersi al passo per non rimanere drasticamente indietro). Si tratterebbe di un investimento nel vero senso della parola, perchè avere molti più sportivi attivi darebbe un ritorno incredibile in termini di minori costi sociali oltre che minori costi sanitari, nel corso degli anni. I benefici maggiori sarebbero per i più giovani e quindi per la società del futuro, non solo per i risultati nello sport d'élite. Chi fa sport capisce i benefici di condurre una vita "corretta" e si allontana da distrazioni varie, ad elevata pericolosità. Impara come strutturare la propria giornata, e spesso anche lo studio ne beneficia. In poche parole, matura e si migliora come persona. Per quanto riguarda lo sport agonistico, si innescherebbe un circuito virtuoso impressionante: infrastrutture adeguate richiamerebbero tante persone, soprattutto giovani ovviamente. Aumenterebbe considerevolmente il numero dei tesserati e, di conseguenza, le varie federazioni sportive avrebbero nuove entrate da riversare nella loro disciplina. Aumenterebbe il numero di persone che studiano lo sport, quindi il numero di tecnici qualificati. In poche parole, si vivrebbe in un Paese migliore, non solo per i maggiori successi ai Mondiali ed alle Olimpiadi, ma soprattutto per la maggiore "cultura" (in senso lato) nelle relazioni umane che chi fa sport impara ad avere.
modificato Aug 16 a 10:29 am
 
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Il libro dei sogni è bello, ed in un Paese avanzato ampiamente sostenibile, perché certe spese sociali portano a risultati a medio e luno termine che sono tanto sociali quanto economici.
Non credo l'Italia sia un Paese avanzato e che sia grado di far nulla del genere. Come sempre succede saranno le piccole realtà locali virtuose a generare risultati che poi il CONI utilizzerà per dimostrare la correttezza del sistema sportivo Italia.
Faccio un rapido esempio: quanti sanno che in Italia si gioca ad Hockey su prato? Pochissimi, perché fa parte di quegli sport olimpici che da noi non hanno mai attecchito davvero, se non in alcune piccole enclavi. Un po' come la pallamano, anzi persino peggio. Per assurdo va molto meglio quello su pista, dove abbiamo grande tradizione ma ahimé non è sporto olimpico.
Ebbene, senza soldi, senza quasi sponsor e con un'organizzazione ridotta all'osso per la prima volta la squadra nazionale femminile di Hockey su prato si è qualificata per i mondiali. E la stessa nazionale aveva sfiorato la qualificazione olimpica. Chi o sa? Perché nessun giornale sportivo ha dato la notizia o, quando l'ha data, ne ha dato la giusta enfasi? Perché è stata un'impresa sportiva vera.
Le carenze organizzative valgono anche per l'atletica italiana, dove fuoriclasse come Tortu e Tamberi vengono seguiti da padri allenatori bravi, mentre al contrario nei gruppi sportivi militari troppi atleti entrano e appendono il cappello, e dove la capacità di allenare evidentemente denota pesanti limiti.
Faccio un esempio classico: Michele Tricca. Quattrocentista compatto che a 18 anni (18 anni!!!) corre in 46.09. Ora, chiunque mastichi di atletica si rende conto che è un tempo notevolissimo a livello mondiale con enormi margini di miglioramento. Da allora ossia dal 2011 questo ragazzo non si è mai migliorato. Mai.
E' quasi impossibile, perché comunque un miglioramento c'è sempre, ma qui no, e non certo per infortuni perché Tricca non ne ha avuti di importanti. Ora, se vogliamo ottenere risultati dobbiamo pretendere risultati. E chi non ne ottiene, vuoi perché non si allena, vuoi perché il fisico non ce la fa, deve essere messo sportivamente da parte perché le risorse si danno a chi produce risultati. E dopo sei anni Tricca non ha dimostrato sportivamente nulla.
Lo sport è cultura, impegno e passione. Quello agonistico prevede anche continuo studio perché il mondo corre e non si può restare indietro.
Alla FIDAL hanno richiamato Locatelli a fare il direttore sportivo invece di aver coraggio e dare tutto a Baldini, che tanto bene fa con i giovani.
Mandiamo a casa dirigenti fallimentari e allenatori incapaci, investiamo in risorse serie e lasciamo da parte i soliti scontri di potere. Ma purtroppo questo è il Paese dove a vincere la carica alla FIDAL è Giomi (brava ed appassionata persona ma inconcludente) e non Mei, i cui meriti sportivi e la cui purezza di atleta sono da soli un valore aggiunto.
Ciao Ciao smile

Il libro dei sogni è bello, ed in un Paese avanzato ampiamente sostenibile, perché certe spese sociali portano a risultati a medio e luno termine che sono tanto sociali quanto economici. Non credo l'Italia sia un Paese avanzato e che sia grado di far nulla del genere. Come sempre succede saranno le piccole realtà locali virtuose a generare risultati che poi il CONI utilizzerà per dimostrare la correttezza del sistema sportivo Italia. Faccio un rapido esempio: quanti sanno che in Italia si gioca ad Hockey su prato? Pochissimi, perché fa parte di quegli sport olimpici che da noi non hanno mai attecchito davvero, se non in alcune piccole enclavi. Un po' come la pallamano, anzi persino peggio. Per assurdo va molto meglio quello su pista, dove abbiamo grande tradizione ma ahimé non è sporto olimpico. Ebbene, senza soldi, senza quasi sponsor e con un'organizzazione ridotta all'osso per la prima volta la squadra nazionale femminile di Hockey su prato si è qualificata per i mondiali. E la stessa nazionale aveva sfiorato la qualificazione olimpica. Chi o sa? Perché nessun giornale sportivo ha dato la notizia o, quando l'ha data, ne ha dato la giusta enfasi? Perché è stata un'impresa sportiva vera. Le carenze organizzative valgono anche per l'atletica italiana, dove fuoriclasse come Tortu e Tamberi vengono seguiti da padri allenatori bravi, mentre al contrario nei gruppi sportivi militari troppi atleti entrano e appendono il cappello, e dove la capacità di allenare evidentemente denota pesanti limiti. Faccio un esempio classico: Michele Tricca. Quattrocentista compatto che a 18 anni (18 anni!!!) corre in 46.09. Ora, chiunque mastichi di atletica si rende conto che è un tempo notevolissimo a livello mondiale con enormi margini di miglioramento. Da allora ossia dal 2011 questo ragazzo non si è mai migliorato. Mai. E' quasi impossibile, perché comunque un miglioramento c'è sempre, ma qui no, e non certo per infortuni perché Tricca non ne ha avuti di importanti. Ora, se vogliamo ottenere risultati dobbiamo pretendere risultati. E chi non ne ottiene, vuoi perché non si allena, vuoi perché il fisico non ce la fa, deve essere messo sportivamente da parte perché le risorse si danno a chi produce risultati. E dopo sei anni Tricca non ha dimostrato sportivamente nulla. Lo sport è cultura, impegno e passione. Quello agonistico prevede anche continuo studio perché il mondo corre e non si può restare indietro. Alla FIDAL hanno richiamato Locatelli a fare il direttore sportivo invece di aver coraggio e dare tutto a Baldini, che tanto bene fa con i giovani. Mandiamo a casa dirigenti fallimentari e allenatori incapaci, investiamo in risorse serie e lasciamo da parte i soliti scontri di potere. Ma purtroppo questo è il Paese dove a vincere la carica alla FIDAL è Giomi (brava ed appassionata persona ma inconcludente) e non Mei, i cui meriti sportivi e la cui purezza di atleta sono da soli un valore aggiunto. Ciao Ciao :)
 
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Molte gare della velocità sono state condizionate dalla temperatura di circa 24° al momento delle finali e dai tempi spesso dilatati tra fine della fase di riscaldamento e inizio della gara. I muscoli dei centisti, duecentisti, quattrocentisti sono sottoposti a stress elevatissimi e non stupisce che Miller e Bolt abbiano avuto dei problemi a fine rettilineo.

@ Nuotofan: il programma gare all'epoca di Johnson era diverso. Van Niekerk non ha avuto modo di recuperare dopo i 400 ed è normale che si sia progressivamente spento nel corso della settimana.

Sull'atletica italiana il livello è quello. Se Tamberi è convalescente dall'infortunio, Donati (seppur 41enne) si fa male, Trost non esce dalla crisi tecnica, c'è poco da fare.

Poi è vero che la squadra è arrivata male a Londra.

Sul messaggio "meglio lasciar perdere la corsa perché è roba per neri" sono concorde con Funuotofan. Tutto sommato si sono visti dei norvegesi, un armeno e degli statunitensi caucasici che hanno fatto benissimo.

Pur con tutti i neri caraibici e africani naturalizzati francesi, olandesi, inglesi, portoghesi il RE dei 200 appartiene ancora a Mennea...

Però è indubbio che il sistema atletica in Italia è da rivedere. Sopratutto nel settore lanci, che rimane molto "europeo" nonostante la sempre più ampia diffusione di tutte le specialità in molti paesi affiliati alla IAAF.

Molte gare della velocità sono state condizionate dalla temperatura di circa 24° al momento delle finali e dai tempi spesso dilatati tra fine della fase di riscaldamento e inizio della gara. I muscoli dei centisti, duecentisti, quattrocentisti sono sottoposti a stress elevatissimi e non stupisce che Miller e Bolt abbiano avuto dei problemi a fine rettilineo. @ Nuotofan: il programma gare all'epoca di Johnson era diverso. Van Niekerk non ha avuto modo di recuperare dopo i 400 ed è normale che si sia progressivamente spento nel corso della settimana. Sull'atletica italiana il livello è quello. Se Tamberi è convalescente dall'infortunio, Donati (seppur 41enne) si fa male, Trost non esce dalla crisi tecnica, c'è poco da fare. Poi è vero che la squadra è arrivata male a Londra. Sul messaggio "meglio lasciar perdere la corsa perché è roba per neri" sono concorde con Funuotofan. Tutto sommato si sono visti dei norvegesi, un armeno e degli statunitensi caucasici che hanno fatto benissimo. Pur con tutti i neri caraibici e africani naturalizzati francesi, olandesi, inglesi, portoghesi il RE dei 200 appartiene ancora a Mennea... Però è indubbio che il sistema atletica in Italia è da rivedere. Sopratutto nel settore lanci, che rimane molto "europeo" nonostante la sempre più ampia diffusione di tutte le specialità in molti paesi affiliati alla IAAF.
 
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@ Nuotofan: il programma gare all'epoca di Johnson era diverso. Van Niekerk non ha avuto modo di recuperare dopo i 400 ed è normale che si sia progressivamente spento nel corso della settimana.

Guarda, sono andato a controllare il programma-gare dei Mondiali 1995 disputati a Goteborg e in cui Michael Johnson vinse sia i 400m (in 43.39) che i 200m (in 19.79).

Risultati impressionanti considerando le piste dell'epoca (ottime, ma la Mondo negli ultimi 8-9 anni ha fatto un deciso step in avanti) e in particolare il fatto che la pista di Goteborg (Bragagna - unico al mondo - direbbe abbastanza ridicolmente Gotenburgo smile ), non mi risulta che fosse considerata adatta a grandi tempi nella velocità (un po' come Oslo).
Ma, soprattutto, è interessante la successione delle prove a cui Johnson si sottopose.

Primo giorno di gare - 5 agosto mattina - primo turno dei 400m.
Secondo giorno di gare - 6 agosto pomeriggio - secondo turno (quarto di finale dei 400m)
Terzo giorno di gare - 7 agosto pomeriggio - semifinale dei 400m
Quarto giorno di gare - 8 agosto - riposo per M. Johnson
Quinto giorno di gare - 9 agosto pomeriggio - finale dei 400m
Sesto giorno di gare - 10 agosto mattina - primo turno dei 200m e nel pomeriggio secondo turno dei 200m
Settimo giorno di gare - 11 agosto pomeriggio - semifinale dei 200m e dopo 2 ore e 40' finale dei 200m
Ottavo giorno di gare - 12 agosto - riposo per M. Johnson
Nono giorno di gare - 13 agosto pomeriggio - finale della 4x400m

Quindi: 4 turni di 400 metri e 4 turni di 200 metri e poi la 4x400, disputati in 9 giorni.
Un giorno di riposo tra semifinale e finale dei 400 metri, ma, subito dopo la finale dei 400 metri, alla mattina batteria e al pomeriggio quarto di finale dei 200 metri.
E il giorno dopo semifinale e finale dei 200 metri..

Quindi, Michael Johnson ha avuto due turni di 200m il giorno dopo la finale dei 400 metri, e la semifinale e la finale dei 200 metri il giorno successivo.. : 4 turni di 200 metri nei due giorni successivi la finale dei 400m.
Non so cosa avrebbero detto i Bragagna (c'era già? Forse sì, e mi ricordo che all'inizio Bragagna spiccava tra i giornalisti Rai per competenza ed entusiasmo) e i Tilli di oggi, trasferiti alla velocità della luce nel 1995..
Probabilmente: così si uccidono anche i cavalli..
In realtà sia i Bragagna che i Tilli di allora erano profondamente diversi (tutti cambiamo, in meglio e in peggio..): non dovevano - secondo me - giustificare le "debolezze" dell'atletica attuale (per cui arrivano a dire che il problema per Van Niekerk è stato quel primo turno di 200 metri inserito tra semifinale e finale dei 400).

Ricordo per confronto il programma di Van Niekerk ai Mondiali di Londra2017

Primo giorno di gare - 5 agosto mattina - primo turno dei 400 m
Secondo giorno di gare - 6 agosto sera - semifinale dei 400 metri
Terzo giorno di gare - 7 agosto sera - primo turno dei 200 m
Quarto giorno di gare - 8 agosto sera - finale dei 400m
Quinto giorno di gare - 9 agosto sera - semifinale dei 200 metri (dove si è salvato per un soffio dall'eliminazione)
Sesto giorno di gare - 10 agosto sera - finale dei 200m.

Quindi: 3 turni di 400m e 3 turni di 200m in 6 giorni di gare per van Niekerk.

Il giorno dopo la finale dei 400 metri, M. Johnson ebbe 2 turni di 200 metri (di cui il primo alla mattina), Van Niekerk solo uno (anche se, va detto, la semifinale dei 200 metri, uno stadio più avanzato rispetto al M. Johnson 1995).
Il giorno dopo ancora: M. Johnson semifinale e finale dei 200 metri nello stesso giorno, Van Niekerk solo la finale dei 200 metri.

>@ Nuotofan: il programma gare all'epoca di Johnson era diverso. Van Niekerk non ha avuto modo di recuperare dopo i 400 ed è normale che si sia progressivamente spento nel corso della settimana. Guarda, sono andato a controllare il programma-gare dei Mondiali 1995 disputati a Goteborg e in cui Michael Johnson vinse sia i 400m (in 43.39) che i 200m (in 19.79). Risultati impressionanti considerando le piste dell'epoca (ottime, ma la Mondo negli ultimi 8-9 anni ha fatto un deciso step in avanti) e in particolare il fatto che la pista di Goteborg (Bragagna - unico al mondo - direbbe abbastanza ridicolmente Gotenburgo :) ), non mi risulta che fosse considerata adatta a grandi tempi nella velocità (un po' come Oslo). Ma, soprattutto, è interessante la successione delle prove a cui Johnson si sottopose. Primo giorno di gare - 5 agosto mattina - primo turno dei 400m. Secondo giorno di gare - 6 agosto pomeriggio - secondo turno (quarto di finale dei 400m) Terzo giorno di gare - 7 agosto pomeriggio - semifinale dei 400m Quarto giorno di gare - 8 agosto - riposo per M. Johnson Quinto giorno di gare - 9 agosto pomeriggio - finale dei 400m Sesto giorno di gare - 10 agosto mattina - primo turno dei 200m e nel pomeriggio secondo turno dei 200m Settimo giorno di gare - 11 agosto pomeriggio - semifinale dei 200m e dopo 2 ore e 40' finale dei 200m Ottavo giorno di gare - 12 agosto - riposo per M. Johnson Nono giorno di gare - 13 agosto pomeriggio - finale della 4x400m Quindi: 4 turni di 400 metri e 4 turni di 200 metri e poi la 4x400, disputati in 9 giorni. Un giorno di riposo tra semifinale e finale dei 400 metri, ma, subito dopo la finale dei 400 metri, alla mattina batteria e al pomeriggio quarto di finale dei 200 metri. E il giorno dopo semifinale e finale dei 200 metri.. Quindi, Michael Johnson ha avuto due turni di 200m il giorno dopo la finale dei 400 metri, e la semifinale e la finale dei 200 metri il giorno successivo.. : 4 turni di 200 metri nei due giorni successivi la finale dei 400m. Non so cosa avrebbero detto i Bragagna (c'era già? Forse sì, e mi ricordo che all'inizio Bragagna spiccava tra i giornalisti Rai per competenza ed entusiasmo) e i Tilli di oggi, trasferiti alla velocità della luce nel 1995.. Probabilmente: così si uccidono anche i cavalli.. In realtà sia i Bragagna che i Tilli di allora erano profondamente diversi (tutti cambiamo, in meglio e in peggio..): non dovevano - secondo me - giustificare le "debolezze" dell'atletica attuale (per cui arrivano a dire che il problema per Van Niekerk è stato quel primo turno di 200 metri inserito tra semifinale e finale dei 400). Ricordo per confronto il programma di Van Niekerk ai Mondiali di Londra2017 Primo giorno di gare - 5 agosto mattina - primo turno dei 400 m Secondo giorno di gare - 6 agosto sera - semifinale dei 400 metri Terzo giorno di gare - 7 agosto sera - primo turno dei 200 m Quarto giorno di gare - 8 agosto sera - finale dei 400m Quinto giorno di gare - 9 agosto sera - semifinale dei 200 metri (dove si è salvato per un soffio dall'eliminazione) Sesto giorno di gare - 10 agosto sera - finale dei 200m. Quindi: 3 turni di 400m e 3 turni di 200m in 6 giorni di gare per van Niekerk. Il giorno dopo la finale dei 400 metri, M. Johnson ebbe 2 turni di 200 metri (di cui il primo alla mattina), Van Niekerk solo uno (anche se, va detto, la semifinale dei 200 metri, uno stadio più avanzato rispetto al M. Johnson 1995). Il giorno dopo ancora: M. Johnson semifinale e finale dei 200 metri nello stesso giorno, Van Niekerk solo la finale dei 200 metri.
modificato Aug 16 a 5:06 pm
 
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Che i neri abbiano doti muscolari diverse e' assodato,ma i polacchi? neri non ne hanno e fanno faville. Da noi stiamo distruggendo tutto con il mito del nero. Si punta tutto sui giovani non considerando che sono anticipi biologici una ragazina di colore che fa 11.7 a 16 anni lo fara' tutta la vita (vedi la Dosso,la Halloh e via discorrendo) le forti a sedici fanno 11.20 o meno. idem per i maschi. Tilli ha fatto i suoi tempi oltre i trent'anni con la logica attuale smetteva dieci anni prima perche' non lo supportavano. Esempio:non abbiamo uno sui 110, a parte Abate che si e' rotto stava uscendo Devarti 13,70 a 25 anni.Nelle squadre militari non lo hanno voluto perche' vecchio era in ascesa,ha praticamente smesso per lavorare magari a 30 anni faceva 13.30,no meglio Fofana che fara' 13.80 tutta la vita.

Che i neri abbiano doti muscolari diverse e' assodato,ma i polacchi? neri non ne hanno e fanno faville. Da noi stiamo distruggendo tutto con il mito del nero. Si punta tutto sui giovani non considerando che sono anticipi biologici una ragazina di colore che fa 11.7 a 16 anni lo fara' tutta la vita (vedi la Dosso,la Halloh e via discorrendo) le forti a sedici fanno 11.20 o meno. idem per i maschi. Tilli ha fatto i suoi tempi oltre i trent'anni con la logica attuale smetteva dieci anni prima perche' non lo supportavano. Esempio:non abbiamo uno sui 110, a parte Abate che si e' rotto stava uscendo Devarti 13,70 a 25 anni.Nelle squadre militari non lo hanno voluto perche' vecchio era in ascesa,ha praticamente smesso per lavorare magari a 30 anni faceva 13.30,no meglio Fofana che fara' 13.80 tutta la vita.
 
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@ Nuotofan: il programma gare all'epoca di Johnson era diverso. Van Niekerk non ha avuto modo di recuperare dopo i 400 ed è normale che si sia progressivamente spento nel corso della settimana.

Guarda, sono andato a controllare il programma-gare dei Mondiali 1995 disputati a Goteborg e in cui Michael Johnson vinse sia i 400m (in 43.39) che i 200m (in 19.79).

Risultati impressionanti considerando le piste dell'epoca (ottime, ma la Mondo negli ultimi 8-9 anni ha fatto un deciso step in avanti) e in particolare il fatto che la pista di Goteborg (Bragagna - unico al mondo - direbbe abbastanza ridicolmente Gotenburgo smile ), non mi risulta che fosse considerata adatta a grandi tempi nella velocità (un po' come Oslo).
Ma, soprattutto, è interessante la successione delle prove a cui Johnson si sottopose.

Primo giorno di gare - 5 agosto mattina - primo turno dei 400m.
Secondo giorno di gare - 6 agosto pomeriggio - secondo turno (quarto di finale dei 400m)
Terzo giorno di gare - 7 agosto pomeriggio - semifinale dei 400m
Quarto giorno di gare - 8 agosto - riposo per M. Johnson
Quinto giorno di gare - 9 agosto pomeriggio - finale dei 400m
Sesto giorno di gare - 10 agosto mattina - primo turno dei 200m e nel pomeriggio secondo turno dei 200m
Settimo giorno di gare - 11 agosto pomeriggio - semifinale dei 200m e dopo 2 ore e 40' finale dei 200m
Ottavo giorno di gare - 12 agosto - riposo per M. Johnson
Nono giorno di gare - 13 agosto pomeriggio - finale della 4x400m

Quindi: 4 turni di 400 metri e 4 turni di 200 metri e poi la 4x400, disputati in 9 giorni.
Un giorno di riposo tra semifinale e finale dei 400 metri, ma, subito dopo la finale dei 400 metri, alla mattina batteria e al pomeriggio quarto di finale dei 200 metri.
E il giorno dopo semifinale e finale dei 200 metri..

Quindi, Michael Johnson ha avuto due turni di 200m il giorno dopo la finale dei 400 metri, e la semifinale e la finale dei 200 metri il giorno successivo.. : 4 turni di 200 metri nei due giorni successivi la finale dei 400m.
Non so cosa avrebbero detto i Bragagna (c'era già? Forse sì, e mi ricordo che all'inizio Bragagna spiccava tra i giornalisti Rai per competenza ed entusiasmo) e i Tilli di oggi, trasferiti alla velocità della luce nel 1995..
Probabilmente: così si uccidono anche i cavalli..
In realtà sia i Bragagna che i Tilli di allora erano profondamente diversi (tutti cambiamo, in meglio e in peggio..): non dovevano - secondo me - giustificare le "debolezze" dell'atletica attuale (per cui arrivano a dire che il problema per Van Niekerk è stato quel primo turno di 200 metri inserito tra semifinale e finale dei 400).

Ricordo per confronto il programma di Van Niekerk ai Mondiali di Londra2017

Primo giorno di gare - 5 agosto mattina - primo turno dei 400 m
Secondo giorno di gare - 6 agosto sera - semifinale dei 400 metri
Terzo giorno di gare - 7 agosto sera - primo turno dei 200 m
Quarto giorno di gare - 8 agosto sera - finale dei 400m
Quinto giorno di gare - 9 agosto sera - semifinale dei 200 metri (dove si è salvato per un soffio dall'eliminazione)
Sesto giorno di gare - 10 agosto sera - finale dei 200m.

Quindi: 3 turni di 400m e 3 turni di 200m in 6 giorni di gare per van Niekerk.

Il giorno dopo la finale dei 400 metri, M. Johnson ebbe 2 turni di 200 metri (di cui il primo alla mattina), Van Niekerk solo uno (anche se, va detto, la semifinale dei 200 metri, uno stadio più avanzato rispetto al M. Johnson 1995).
Il giorno dopo ancora: M. Johnson semifinale e finale dei 200 metri nello stesso giorno, Van Niekerk solo la finale dei 200 metri.

Molto interessante. Mi sono affidato ciecamente al parere di Tilli e ora scopro che Johnson ha corso di più. O i 200 tra semifinale e finale dei 400 sono deleteri, o meno turni di gara ma maggior intensità equivalgono a un dispendio energetico superiore, oppure hai perfettamente ragione tu e Tilli e io seguendolo abbiamo toppato.
Propendo per la terza ipotesi

>>@ Nuotofan: il programma gare all'epoca di Johnson era diverso. Van Niekerk non ha avuto modo di recuperare dopo i 400 ed è normale che si sia progressivamente spento nel corso della settimana. >Guarda, sono andato a controllare il programma-gare dei Mondiali 1995 disputati a Goteborg e in cui Michael Johnson vinse sia i 400m (in 43.39) che i 200m (in 19.79). >Risultati impressionanti considerando le piste dell'epoca (ottime, ma la Mondo negli ultimi 8-9 anni ha fatto un deciso step in avanti) e in particolare il fatto che la pista di Goteborg (Bragagna - unico al mondo - direbbe abbastanza ridicolmente Gotenburgo :) ), non mi risulta che fosse considerata adatta a grandi tempi nella velocità (un po' come Oslo). >Ma, soprattutto, è interessante la successione delle prove a cui Johnson si sottopose. >Primo giorno di gare - 5 agosto mattina - primo turno dei 400m. >Secondo giorno di gare - 6 agosto pomeriggio - secondo turno (quarto di finale dei 400m) >Terzo giorno di gare - 7 agosto pomeriggio - semifinale dei 400m >Quarto giorno di gare - 8 agosto - riposo per M. Johnson >Quinto giorno di gare - 9 agosto pomeriggio - finale dei 400m >Sesto giorno di gare - 10 agosto mattina - primo turno dei 200m e nel pomeriggio secondo turno dei 200m >Settimo giorno di gare - 11 agosto pomeriggio - semifinale dei 200m e dopo 2 ore e 40' finale dei 200m >Ottavo giorno di gare - 12 agosto - riposo per M. Johnson >Nono giorno di gare - 13 agosto pomeriggio - finale della 4x400m >Quindi: 4 turni di 400 metri e 4 turni di 200 metri e poi la 4x400, disputati in 9 giorni. >Un giorno di riposo tra semifinale e finale dei 400 metri, ma, subito dopo la finale dei 400 metri, alla mattina batteria e al pomeriggio quarto di finale dei 200 metri. >E il giorno dopo semifinale e finale dei 200 metri.. >Quindi, Michael Johnson ha avuto due turni di 200m il giorno dopo la finale dei 400 metri, e la semifinale e la finale dei 200 metri il giorno successivo.. : 4 turni di 200 metri nei due giorni successivi la finale dei 400m. >Non so cosa avrebbero detto i Bragagna (c'era già? Forse sì, e mi ricordo che all'inizio Bragagna spiccava tra i giornalisti Rai per competenza ed entusiasmo) e i Tilli di oggi, trasferiti alla velocità della luce nel 1995.. >Probabilmente: così si uccidono anche i cavalli.. >In realtà sia i Bragagna che i Tilli di allora erano profondamente diversi (tutti cambiamo, in meglio e in peggio..): non dovevano - secondo me - giustificare le "debolezze" dell'atletica attuale (per cui arrivano a dire che il problema per Van Niekerk è stato quel primo turno di 200 metri inserito tra semifinale e finale dei 400). >Ricordo per confronto il programma di Van Niekerk ai Mondiali di Londra2017 >Primo giorno di gare - 5 agosto mattina - primo turno dei 400 m >Secondo giorno di gare - 6 agosto sera - semifinale dei 400 metri >Terzo giorno di gare - 7 agosto sera - primo turno dei 200 m >Quarto giorno di gare - 8 agosto sera - finale dei 400m >Quinto giorno di gare - 9 agosto sera - semifinale dei 200 metri (dove si è salvato per un soffio dall'eliminazione) >Sesto giorno di gare - 10 agosto sera - finale dei 200m. >Quindi: 3 turni di 400m e 3 turni di 200m in 6 giorni di gare per van Niekerk. >Il giorno dopo la finale dei 400 metri, M. Johnson ebbe 2 turni di 200 metri (di cui il primo alla mattina), Van Niekerk solo uno (anche se, va detto, la semifinale dei 200 metri, uno stadio più avanzato rispetto al M. Johnson 1995). >Il giorno dopo ancora: M. Johnson semifinale e finale dei 200 metri nello stesso giorno, Van Niekerk solo la finale dei 200 metri. Molto interessante. Mi sono affidato ciecamente al parere di Tilli e ora scopro che Johnson ha corso di più. O i 200 tra semifinale e finale dei 400 sono deleteri, o meno turni di gara ma maggior intensità equivalgono a un dispendio energetico superiore, oppure hai perfettamente ragione tu e Tilli e io seguendolo abbiamo toppato. Propendo per la terza ipotesi
 
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scrivo qui, poi in caso i moderatori sposteranno.
mi sono trovata abbastanza casualmente ad ascoltare la conferenza stampa del presidente FIDAL Alfio Giomi di pochi giorni fa. I due temi principali erano il bilancio del 2017 e la conseguente programmazione fino a Tokyo 2020.
tra i vari problemi evidenziati al mondiale finito poche settimene fa, sono rimasta molto colpita da alcuni punti che sono, secondo me, applicabili anche al nuoto:

  • molti giovani promettenti si perdono nel passaggio Juniores - Senior
  • atleti "di elite" raggiungono il picco di forma non al momento dell'evento più importante (nello specifico si parlava della Diamond League invece che al mondiale, sospetto perchè la DL dà premi in denaro)
  • l'atteggiamento di chi nonostante si peggiori all'evento clou dice "sono già contento di essere qua"

Secondo me questi sono temi che andrebbero affrontati anche nel nuoto.

scrivo qui, poi in caso i moderatori sposteranno. mi sono trovata abbastanza casualmente ad ascoltare la conferenza stampa del presidente FIDAL Alfio Giomi di pochi giorni fa. I due temi principali erano il bilancio del 2017 e la conseguente programmazione fino a Tokyo 2020. tra i vari problemi evidenziati al mondiale finito poche settimene fa, sono rimasta molto colpita da alcuni punti che sono, secondo me, applicabili anche al nuoto: - molti giovani promettenti si perdono nel passaggio Juniores - Senior - atleti "di elite" raggiungono il picco di forma non al momento dell'evento più importante (nello specifico si parlava della Diamond League invece che al mondiale, sospetto perchè la DL dà premi in denaro) - l'atteggiamento di chi nonostante si peggiori all'evento clou dice "sono già contento di essere qua" Secondo me questi sono temi che andrebbero affrontati anche nel nuoto.
 
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Quello che dice Giomi è fondamentalmente giusto (tranne il punto due, che è abbastanza ridicolo), ma purtroppo manca un particolare. Infatti Giomi, sicuramente una brava persona, è parte del problema, e con lui gran parte degli alti dirigenti nazionali della FIDAL.
Sono anni, oserei oltre un decennio, che il passaggio da juniores a senior risulta indigesto (ad esser buoni) per la maggior parte dei nostri atleti.
I motivi sono diversi: errori marchiani commessi dagli allenatori, atleti che una volta entrati in un corpo militare "si siedono", tonnellate di infortuni, spesso ripetuti. Possibile che dei nostri cosiddetti atleti di elite più della metà non fosse a Londra perché infortunati? Possibile che atleti che da juniores correvano i 400 sul passo dei 46 netti non siano più migliorati da allora? Possibile che i nostri velocisti non reggano mai più turni di gara e che a stento riescano a reggere un'intera stagione (indoor e outdoor)? Possibile che siamo crollati persino nel settore della marcia maschile, dove eravamo al vertice mondiale da sempre? Possibile che il settore lanci, malgrado buon materiale umano, non produca finalisti internazionali (il buon Lingua ha 39 anni)? Possibile che il mezzofondo maschile non produca ottocentisti e milers di livello non dico mondiale ma almeno europeo?
Giomi queste cose le sa da anni. Prima diceva che a Rio avremmo potuto fare i conti sul lavoro fatto nel quadriennio. uscito da un disastro ha detto che si sarebbero fatti i conti a Londra. Altro disastro non certo salvato dalla Palmisano e ci dice che i conti li faremo a Berlino 2018 per gli Europei.
Nel frattempo siamo abbarbicati ancora ai corpi militari e ci dimentichiamo di scuola storiche come Formia. Basterebbe ammettere che gli allenatori non sono tutti all'altezza e provare a migliorarli, che gli atleti che non fanno risultati (o che sono contenti anche se fanno controprestazioni imbarazzanti) possono tranquillamente passare ad altre attività o comunque non ottenere finanziamenti. E soprattutto passare la mano. Giomi come presidente perché i fallimenti si pagano, e Locatelli come DT (mi spiace perché è stato un grande direttore tecnico, ma abbiamo Baldini che aspetta da anni e tra i giovani lavora benissimo)

Ciao Ciao smile

Quello che dice Giomi è fondamentalmente giusto (tranne il punto due, che è abbastanza ridicolo), ma purtroppo manca un particolare. Infatti Giomi, sicuramente una brava persona, è parte del problema, e con lui gran parte degli alti dirigenti nazionali della FIDAL. Sono anni, oserei oltre un decennio, che il passaggio da juniores a senior risulta indigesto (ad esser buoni) per la maggior parte dei nostri atleti. I motivi sono diversi: errori marchiani commessi dagli allenatori, atleti che una volta entrati in un corpo militare "si siedono", tonnellate di infortuni, spesso ripetuti. Possibile che dei nostri cosiddetti atleti di elite più della metà non fosse a Londra perché infortunati? Possibile che atleti che da juniores correvano i 400 sul passo dei 46 netti non siano più migliorati da allora? Possibile che i nostri velocisti non reggano mai più turni di gara e che a stento riescano a reggere un'intera stagione (indoor e outdoor)? Possibile che siamo crollati persino nel settore della marcia maschile, dove eravamo al vertice mondiale da sempre? Possibile che il settore lanci, malgrado buon materiale umano, non produca finalisti internazionali (il buon Lingua ha 39 anni)? Possibile che il mezzofondo maschile non produca ottocentisti e milers di livello non dico mondiale ma almeno europeo? Giomi queste cose le sa da anni. Prima diceva che a Rio avremmo potuto fare i conti sul lavoro fatto nel quadriennio. uscito da un disastro ha detto che si sarebbero fatti i conti a Londra. Altro disastro non certo salvato dalla Palmisano e ci dice che i conti li faremo a Berlino 2018 per gli Europei. Nel frattempo siamo abbarbicati ancora ai corpi militari e ci dimentichiamo di scuola storiche come Formia. Basterebbe ammettere che gli allenatori non sono tutti all'altezza e provare a migliorarli, che gli atleti che non fanno risultati (o che sono contenti anche se fanno controprestazioni imbarazzanti) possono tranquillamente passare ad altre attività o comunque non ottenere finanziamenti. E soprattutto passare la mano. Giomi come presidente perché i fallimenti si pagano, e Locatelli come DT (mi spiace perché è stato un grande direttore tecnico, ma abbiamo Baldini che aspetta da anni e tra i giovani lavora benissimo) Ciao Ciao :)
 
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scrivo qui, poi in caso i moderatori sposteranno.
mi sono trovata abbastanza casualmente ad ascoltare la conferenza stampa del presidente FIDAL Alfio Giomi di pochi giorni fa. I due temi principali erano il bilancio del 2017 e la conseguente programmazione fino a Tokyo 2020.
tra i vari problemi evidenziati al mondiale finito poche settimene fa, sono rimasta molto colpita da alcuni punti che sono, secondo me, applicabili anche al nuoto:

  • molti giovani promettenti si perdono nel passaggio Juniores - Senior
  • atleti "di elite" raggiungono il picco di forma non al momento dell'evento più importante (nello specifico si parlava della Diamond League invece che al mondiale, sospetto perchè la DL dà premi in denaro)
  • l'atteggiamento di chi nonostante si peggiori all'evento clou dice "sono già contento di essere qua"

Secondo me questi sono temi che andrebbero affrontati anche nel nuoto.

Beh, oggi nuoto ed atletica italiani hanno un'immagine diametralmente opposta.
Il nuoto, con i trionfi di Paltrinieri, Detti e della Pellegrini (e noi sappiamo che non sono tutte rose e fiori, ma alla fine contano le medaglie) è assurto ad esempio positivo, l'atletica ad esempio negativo (troppo poco il bronzo della Palmisano a fronte dei disastri ripetuti in pista e pedana, come ha scritto benissimo Prof. Zoom).

E questo può avere una ricaduta molto concreta nella ripartizione dei fondi da parte del Coni, con il nuoto che - forse - aspira al sorpasso sull'atletica anche qui, oltre che nel medagliere.

Sui punti da te sollevati.

1) Mondo junior e mondo senior sono due entità assai distinte (e distanti) nell'atletica, molto meno nel nuoto, come visto anche ai recenti Mondiali Juniores di Indianapolis.
Quindi nel nuoto, chi eccelle tra gli juniores ha molte più probabilità di far bene anche a livello assoluto, se non altro perchè il gap cronometrico da colmare è assai più ridotto che non nell'atletica (a parte le dovute eccezioni, sia chiaro).
Detto questo, è chiaro che l'Italia - come ha benissimo elencato il prof. Zoom in questi anni di forum - ha visto perdere per strada tantissimi junior promettenti. O per infortuni (spesso), o per altro è chiaro che esiste un problema specifico dell'atletica italiana, pur riconoscendo che nell'atletica - purtroppo - l'evento traumatico è nell'ordine delle cose.

2) Abbiamo detto - commentando i Mondiali di Londra - delle tante controprestazioni e (3) delle tante interviste post-gara in cui trapelava rassegnazione o mancanza di spiegazione per la prova negativa.

Io ho letto il resoconto della conferenza stampa di Giomi e il passaggio che mi ha fatto sobbalzare è stato quando è stato detto che non sarebbero più stati sufficienti controlli telefonici in futuro.
Quindi i vari atleti e allenatori di interesse nazionale (e quindi retribuiti) fin qui sono stati sentiti solo telefonicamente?
Non si andava a verificare sul campo il lavoro che atleti e tecnici stavano facendo? Non si discuteva con loro di quanto fatto e quanto avevano intenzione di fare?
Basito.

>scrivo qui, poi in caso i moderatori sposteranno. >mi sono trovata abbastanza casualmente ad ascoltare la conferenza stampa del presidente FIDAL Alfio Giomi di pochi giorni fa. I due temi principali erano il bilancio del 2017 e la conseguente programmazione fino a Tokyo 2020. >tra i vari problemi evidenziati al mondiale finito poche settimene fa, sono rimasta molto colpita da alcuni punti che sono, secondo me, applicabili anche al nuoto: >- molti giovani promettenti si perdono nel passaggio Juniores - Senior >- atleti "di elite" raggiungono il picco di forma non al momento dell'evento più importante (nello specifico si parlava della Diamond League invece che al mondiale, sospetto perchè la DL dà premi in denaro) >- l'atteggiamento di chi nonostante si peggiori all'evento clou dice "sono già contento di essere qua" >Secondo me questi sono temi che andrebbero affrontati anche nel nuoto. Beh, oggi nuoto ed atletica italiani hanno un'immagine diametralmente opposta. Il nuoto, con i trionfi di Paltrinieri, Detti e della Pellegrini (e noi sappiamo che non sono tutte rose e fiori, ma alla fine contano le medaglie) è assurto ad esempio positivo, l'atletica ad esempio negativo (troppo poco il bronzo della Palmisano a fronte dei disastri ripetuti in pista e pedana, come ha scritto benissimo Prof. Zoom). E questo può avere una ricaduta molto concreta nella ripartizione dei fondi da parte del Coni, con il nuoto che - forse - aspira al sorpasso sull'atletica anche qui, oltre che nel medagliere. Sui punti da te sollevati. 1) Mondo junior e mondo senior sono due entità assai distinte (e distanti) nell'atletica, molto meno nel nuoto, come visto anche ai recenti Mondiali Juniores di Indianapolis. Quindi nel nuoto, chi eccelle tra gli juniores ha molte più probabilità di far bene anche a livello assoluto, se non altro perchè il gap cronometrico da colmare è assai più ridotto che non nell'atletica (a parte le dovute eccezioni, sia chiaro). Detto questo, è chiaro che l'Italia - come ha benissimo elencato il prof. Zoom in questi anni di forum - ha visto perdere per strada tantissimi junior promettenti. O per infortuni (spesso), o per altro è chiaro che esiste un problema specifico dell'atletica italiana, pur riconoscendo che nell'atletica - purtroppo - l'evento traumatico è nell'ordine delle cose. 2) Abbiamo detto - commentando i Mondiali di Londra - delle tante controprestazioni e (3) delle tante interviste post-gara in cui trapelava rassegnazione o mancanza di spiegazione per la prova negativa. Io ho letto il resoconto della conferenza stampa di Giomi e il passaggio che mi ha fatto sobbalzare è stato quando è stato detto che non sarebbero più stati sufficienti controlli telefonici in futuro. Quindi i vari atleti e allenatori di interesse nazionale (e quindi retribuiti) fin qui sono stati sentiti solo telefonicamente? Non si andava a verificare sul campo il lavoro che atleti e tecnici stavano facendo? Non si discuteva con loro di quanto fatto e quanto avevano intenzione di fare? Basito.
 
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A quanto ho capito una delle "spiegazioni" alla debacle era anche il fatto di non avere 4 anni fa un bacino di giovani da far crescere, mentre adess (certo, merito anche di Baldini) ce ne sono di promettenti (Baldini ha parlato di almeno 8 da tenere d'occhio per il futuro).

Come poi puntualizza Funuotofan la differenza junio-senior e' piu' accentuata e infatti anche di questo si e' tenuto conto dicendo che Baldini seguira' fino agli Under25 proprio perche' alcuni atleti maturano piu' tardi, e poi punteranno anche a consoidare i binomi tecnico-atleta.

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Io ho letto il resoconto della conferenza stampa di Giomi e il passaggio che mi ha fatto sobbalzare è stato quando è stato detto che non sarebbero più stati sufficienti controlli telefonici in futuro.
Quindi i vari atleti e allenatori di interesse nazionale (e quindi retribuiti) fin qui sono stati sentiti solo telefonicamente?
Non si andava a verificare sul campo il lavoro che atleti e tecnici stavano facendo? Non si discuteva con loro di quanto fatto e quanto avevano intenzione di fare?
Basito.

Su questo ti posso spiegare quello che e' stato detto:
negli scorsi anni hanno permesso ad alcuni atleti di allenarsi all'estero e/o al di fuori dei centri federali e il controllo e' stato lasco (la cosa dei controlli telefonici era ovviamente un'estremizzazione). Adesso accentreranno di nuovo il lavoro nei centri federali e hanno pianificato 8 "progetti" (es. progetto ostacoli, progetto lanci, progetto asta etc.) per cui gli atleti che non decidono di aderire sono automaticamente fuori e non riceveranno alcun supporto dalla federazione.
(su questa cosa io ho pensato subito al nuoto, che tra l'altro e' stato menzionato per il paragone con Ostia e Verona, dove pero' mi sembra che ci sia ancora molta liberta' e soprattutto i centri federali non abbiano dietro un progetto (forse Ostia con i mezzofondisti, ma poi ci sono anche altri atleti), quanto piuttosto un singolo allenatore che si sceglie il proprio gruppetto.

Capitolo infortuni: come giustamente e' stato detto, ci sono stati decisamente troppi infortuni quindi istituiranno un centro unico per il recupero atleti (come sopra, non ci sara' piu' la possibilta' di scegliere).

A quanto ho capito una delle "spiegazioni" alla debacle era anche il fatto di non avere 4 anni fa un bacino di giovani da far crescere, mentre adess (certo, merito anche di Baldini) ce ne sono di promettenti (Baldini ha parlato di almeno 8 da tenere d'occhio per il futuro). Come poi puntualizza Funuotofan la differenza junio-senior e' piu' accentuata e infatti anche di questo si e' tenuto conto dicendo che Baldini seguira' fino agli Under25 proprio perche' alcuni atleti maturano piu' tardi, e poi punteranno anche a consoidare i binomi tecnico-atleta. >> >Io ho letto il resoconto della conferenza stampa di Giomi e il passaggio che mi ha fatto sobbalzare è stato quando è stato detto che non sarebbero più stati sufficienti controlli telefonici in futuro. >Quindi i vari atleti e allenatori di interesse nazionale (e quindi retribuiti) fin qui sono stati sentiti solo telefonicamente? >Non si andava a verificare sul campo il lavoro che atleti e tecnici stavano facendo? Non si discuteva con loro di quanto fatto e quanto avevano intenzione di fare? >Basito. Su questo ti posso spiegare quello che e' stato detto: negli scorsi anni hanno permesso ad alcuni atleti di allenarsi all'estero e/o al di fuori dei centri federali e il controllo e' stato lasco (la cosa dei controlli telefonici era ovviamente un'estremizzazione). Adesso accentreranno di nuovo il lavoro nei centri federali e hanno pianificato 8 "progetti" (es. progetto ostacoli, progetto lanci, progetto asta etc.) per cui gli atleti che non decidono di aderire sono automaticamente fuori e non riceveranno alcun supporto dalla federazione. (su questa cosa io ho pensato subito al nuoto, che tra l'altro e' stato menzionato per il paragone con Ostia e Verona, dove pero' mi sembra che ci sia ancora molta liberta' e soprattutto i centri federali non abbiano dietro un progetto (forse Ostia con i mezzofondisti, ma poi ci sono anche altri atleti), quanto piuttosto un singolo allenatore che si sceglie il proprio gruppetto. Capitolo infortuni: come giustamente e' stato detto, ci sono stati decisamente troppi infortuni quindi istituiranno un centro unico per il recupero atleti (come sopra, non ci sara' piu' la possibilta' di scegliere).
 
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