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intervento di moderazione invito tutti a mantenere un linguaggio consono al forum che e' frequentato anche da bambini, mi farebbe piacere che la locuzione "stracc........" fosse sostituita da "annoiato a morte" o qualcosa di simile a scelta, grazie, seconda cosa gli utenti si limitino a parlare delle argomento in discussione, dare ordini del tipo "non ripetere quello che abbiamo detto" e completamente fuori luogo. come gia' detto precedentemente a questo mio msg non voglio repliche, se avete chiarimenti da chiedermi lo fate in privato.
intervento di moderazione invito tutti a mantenere un linguaggio consono al forum che e' frequentato anche da bambini, mi farebbe piacere che la locuzione "stracc........" fosse sostituita da "annoiato a morte" o qualcosa di simile a scelta, grazie, seconda cosa gli utenti si limitino a parlare delle argomento in discussione, dare ordini del tipo "non ripetere quello che abbiamo detto" e completamente fuori luogo. come gia' detto precedentemente a questo mio msg non voglio repliche, se avete chiarimenti da chiedermi lo fate in privato.
modificato Nov 23 '10 a 6:27 am
 
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Senti ragazzino,non ti permettere mai più di dirmi quello che devo o non devo fare,specialmente quando tale frase non ha alcun senso e risulta misteriosa,ma soprattuto dopo averci stracciato le palle con frasi come questa ripetuta infinite volte: Ma perchè in un forum sul nuoto io dovrei prendere ad esempio un velocista del T&F o un ciccione del sollevamento pesi quando il nuoto fornisce esempi succedanei ? Eeeeebbastaaaaaa....... Comunque direi che il tuo punto sul concetto di supercompensazione è che non sai cosa è la supercompensazione,questo era chiaro da tempo: a) evidentemente ignori anche il concetto di omeostasi,altrimenti non mi domanderesti come si fa a supercompensare un dato fisiologico,e sono assolutamente certo che ignori cosa sia la memoria anabolica enzimatica. b) la supercompensazione non è impropriamente detta (o metti in dubbio anche la compensazione per caso ?) e non è nemmeno mono-dimensionale come spiegato in numerosi post che o non hai letto o non hai capito (altrimenti non troveresti tante stranezze inspiegabili negli allenamenti),ma sono più propenso a credere che avesse piuttosto ragione Brecht a dire che certa gente fa come gli elefanti:gira le orecchie solo dove può sentire qualcosa che gli piace. Infine se a te piace pensare che i nuotatori siano subumani senza muscoli e con un sistema nervoso rudimentale (questa poi ha i campanelli...a quando la notizia che Conan è più coordinato della Kostner ? ah ah ah),accomodati pure,non mi farò carico della tua ignoranza dato che è evidentissimo che non hai capito cosa solo le capacità coordinative.....ma ti conviene continuare solo a scriverlo da una distanza di sicurezza piuttosto che dirglielo in faccia,avresti una bruttissima sorpresa. Se vuoi tieniti il tuo "punto" sul concetto di supercompensazione,ma non pretendere di venire a vendermelo. grazie per il ragazzino, effettivamente lo spirito è ancora per fortuna vigoroso. ti rammento che i tuoi toni ad inizio discussione sono stati duri.. ho provato a spiegarti che la teoria della supercompensazione ha un connotato di "accumulazione" (traendo dal glicogeno muscolare le proprie considerazioni) e che nella realtà occorre considerare altri fattori (conosco le idee del dual factor ma le ho sempre considerate relativamente perché ad esempio nei lanci, sollevamenti, salti l'eccitazione del SN la fa da padrone e quindi altri fattori vanno considerati). Ad ogni buon conto ti ho risposto a tono ho aggiunto anche che "rudimentalmente" si creano microcicli implici (durata variabile e non legata alla settimana) in cui progredire con le sedute target (quindi riferendoci a blocchi di allenamento particolari, diversi di volta in volta) ciò premesso. citare gli sprinter o i sollevatori serve a ricordare che esiste altro nel mondo dello sport. ovviamente ogni sport ha la sua coordinazione (mi immagino bolt a fare delfino!) che non penso stiamo qua a discutere di questo! di certo.. un nuotatore ha bisogno di allenarsi ogni giorno mentre uno sprinter può sprintare benissimo solo 2-3 volte a settimana. Bolt non credo sprinti 4 volte a settimane tanto per dare un'idea. i sollevatori di peso si allenano dalle 10 volte a settimana alle 4 (in entrambi i casi con successo.. dipende da atleta e sistema di allenamento). I ginnasti si allenano tutti i giorni ovviamente (il discorso è complicato in questo caso obiettivamente). Chi fa il mezzofondista ha bisogno di allenarsi (anche lentamente) tutti i gg.. c'è da dire cmq che una cosa è allenarsi duramente un'altra leggeri. per il mio amico, nel 90% dei casi del T&F, anche i mezzofondisti di successo alternano a giornate dure giornate leggere (sana corsa lunga e lenta)
Senti ragazzino,non ti permettere mai più di dirmi quello che devo o non devo fare,specialmente quando tale frase non ha alcun senso e risulta misteriosa,ma soprattuto dopo averci stracciato le palle con frasi come questa ripetuta infinite volte: Ma perchè in un forum sul nuoto io dovrei prendere ad esempio un velocista del T&F o un ciccione del sollevamento pesi quando il nuoto fornisce esempi succedanei ? Eeeeebbastaaaaaa....... Comunque direi che il tuo punto sul concetto di supercompensazione è che non sai cosa è la supercompensazione,questo era chiaro da tempo: a) evidentemente ignori anche il concetto di omeostasi,altrimenti non mi domanderesti come si fa a supercompensare un dato fisiologico,e sono assolutamente certo che ignori cosa sia la memoria anabolica enzimatica. b) la supercompensazione non è impropriamente detta (o metti in dubbio anche la compensazione per caso ?) e non è nemmeno mono-dimensionale come spiegato in numerosi post che o non hai letto o non hai capito (altrimenti non troveresti tante stranezze inspiegabili negli allenamenti),ma sono più propenso a credere che avesse piuttosto ragione Brecht a dire che certa gente fa come gli elefanti:gira le orecchie solo dove può sentire qualcosa che gli piace. Infine se a te piace pensare che i nuotatori siano subumani senza muscoli e con un sistema nervoso rudimentale (questa poi ha i campanelli...a quando la notizia che Conan è più coordinato della Kostner ? ah ah ah),accomodati pure,non mi farò carico della tua ignoranza dato che è evidentissimo che non hai capito cosa solo le capacità coordinative.....ma ti conviene continuare solo a scriverlo da una distanza di sicurezza piuttosto che dirglielo in faccia,avresti una bruttissima sorpresa. Se vuoi tieniti il tuo "punto" sul concetto di supercompensazione,ma non pretendere di venire a vendermelo. grazie per il ragazzino, effettivamente lo spirito è ancora per fortuna vigoroso. ti rammento che i tuoi toni ad inizio discussione sono stati duri.. ho provato a spiegarti che la teoria della supercompensazione ha un connotato di "accumulazione" (traendo dal glicogeno muscolare le proprie considerazioni) e che nella realtà occorre considerare altri fattori (conosco le idee del dual factor ma le ho sempre considerate relativamente perché ad esempio nei lanci, sollevamenti, salti l'eccitazione del SN la fa da padrone e quindi altri fattori vanno considerati). Ad ogni buon conto ti ho risposto a tono ho aggiunto anche che "rudimentalmente" si creano microcicli implici (durata variabile e non legata alla settimana) in cui progredire con le sedute target (quindi riferendoci a blocchi di allenamento particolari, diversi di volta in volta) ciò premesso. citare gli sprinter o i sollevatori serve a ricordare che esiste altro nel mondo dello sport. ovviamente ogni sport ha la sua coordinazione (mi immagino bolt a fare delfino!) che non penso stiamo qua a discutere di questo! di certo.. un nuotatore ha bisogno di allenarsi ogni giorno mentre uno sprinter può sprintare benissimo solo 2-3 volte a settimana. Bolt non credo sprinti 4 volte a settimane tanto per dare un'idea. i sollevatori di peso si allenano dalle 10 volte a settimana alle 4 (in entrambi i casi con successo.. dipende da atleta e sistema di allenamento). I ginnasti si allenano tutti i giorni ovviamente (il discorso è complicato in questo caso obiettivamente). Chi fa il mezzofondista ha bisogno di allenarsi (anche lentamente) tutti i gg.. c'è da dire cmq che una cosa è allenarsi duramente un'altra leggeri. per il mio amico, nel 90% dei casi del T&F, anche i mezzofondisti di successo alternano a giornate dure giornate leggere (sana corsa lunga e lenta)
modificato Nov 23 '10 a 8:31 am
 
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Va bene proviamo a fare chiarezza:ho capito benissimo quello che sostieni,e cioè che la teoria della supercompensazione considera un meccanismo di consumo-reintegro riferito solo al glicogeno;ed è per questo che io ti ho informato del fatto che chi ti ha raccontato sta cosa ti ha detto una mezza verità e oltretutto in modo ultra-semplicistico,perchè nei convegni cui ho partecipato,con tecnici del nuoto di mezzo mondo,tutti sanno che invece il concetto di consumo e reintegro prende in considerazione una molteplicità di fattori di carattere fisiologico (altro che solo due....),i quali oltretutto sono influenzati da tante cose extrasportive o emotive (che si riverberano a livello fisiologico). Del resto è logico,perchè la SC non è una teoria bensì un processo fisiologico vero e proprio,parente stretto del processo fisiologico di reintegro delle risorse,chiamato compensazione,che ha lo scopo preciso di riportare in equilibrio le funzioni fisiologiche (omeòstasi) seguendo la legge dell'equilibrio dinamico,e che dunque per definizione non può considerare solo un dato energetico bensì ogni altro parametro fisiologico. Parimenti,la supercompensazione non è altro che un processo fisiologico che innesca un reintegro fisiologico che eccede il dato iniziale modificando il quadro ormonale (se non c'è modifica del quadro ormonale,non esiste un effetto allenante) e attestando di conseguenza la omeostasi (punto di equilibrio delle funzioni fisiologiche) su di un piano superiore;e le riserve energetiche sono solo uno fra i tanti effetti. Se poi agli albori della fisiologia le possibilità prestazionali venissero valutate solo considerando un dato energetico non lo so perchè io non c'ero,ma di certo poi ci si è adeguati al progresso del sapere ed è in questa veste moderna che a me è stata insegnata. In soldoni,le critiche di incompletezza che muovi alla supercompensazione le dovresti muovere invece a chi ti ha informato su di essa in modo parziale e semplicistico,o semplicemente vetusto. Ciao
Va bene proviamo a fare chiarezza:ho capito benissimo quello che sostieni,e cioè che la teoria della supercompensazione considera un meccanismo di consumo-reintegro riferito solo al glicogeno;ed è per questo che io ti ho informato del fatto che chi ti ha raccontato sta cosa ti ha detto una mezza verità e oltretutto in modo ultra-semplicistico,perchè nei convegni cui ho partecipato,con tecnici del nuoto di mezzo mondo,tutti sanno che invece il concetto di consumo e reintegro prende in considerazione una molteplicità di fattori di carattere fisiologico (altro che solo due....),i quali oltretutto sono influenzati da tante cose extrasportive o emotive (che si riverberano a livello fisiologico). Del resto è logico,perchè la SC non è una teoria bensì un processo fisiologico vero e proprio,parente stretto del processo fisiologico di reintegro delle risorse,chiamato compensazione,che ha lo scopo preciso di riportare in equilibrio le funzioni fisiologiche (omeòstasi) seguendo la legge dell'equilibrio dinamico,e che dunque per definizione non può considerare solo un dato energetico bensì ogni altro parametro fisiologico. Parimenti,la supercompensazione non è altro che un processo fisiologico che innesca un reintegro fisiologico che eccede il dato iniziale modificando il quadro ormonale (se non c'è modifica del quadro ormonale,non esiste un effetto allenante) e attestando di conseguenza la omeostasi (punto di equilibrio delle funzioni fisiologiche) su di un piano superiore;e le riserve energetiche sono solo uno fra i tanti effetti. Se poi agli albori della fisiologia le possibilità prestazionali venissero valutate solo considerando un dato energetico non lo so perchè io non c'ero,ma di certo poi ci si è adeguati al progresso del sapere ed è in questa veste moderna che a me è stata insegnata. In soldoni,le critiche di incompletezza che muovi alla supercompensazione le dovresti muovere invece a chi ti ha informato su di essa in modo parziale e semplicistico,o semplicemente vetusto. Ciao
modificato Nov 23 '10 a 10:32 am
 
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... ho provato a spiegarti che la teoria della supercompensazione ... Proviamo qualche volta ad ascoltare ed altre volte a dare il proprio parere. Credo invece che "per spiegare" ci siano le pubblicazioni scientifiche internazionali, ed tutto molto ben spiegato. Basta leggere, capire ed intepretare. Ma per "confutare" bisogna fare una ricerca, dimostrarne il contrario e vedere se viene poi pubblicata, ovviamente su riviste scientifiche. Se hai queste caratteristiche , mi levo il cappello. Se non le hai, invece, prova a dare il tuo contributo senza partire dal concetto che "hai ragione", perchè non è sempre detto....
... ho provato a spiegarti che la teoria della supercompensazione ... Proviamo qualche volta ad ascoltare ed altre volte a dare il proprio parere. Credo invece che "per spiegare" ci siano le pubblicazioni scientifiche internazionali, ed tutto molto ben spiegato. Basta leggere, capire ed intepretare. Ma per "confutare" bisogna fare una ricerca, dimostrarne il contrario e vedere se viene poi pubblicata, ovviamente su riviste scientifiche. Se hai queste caratteristiche , mi levo il cappello. Se non le hai, invece, prova a dare il tuo contributo senza partire dal concetto che "hai ragione", perchè non è sempre detto....
modificato Nov 23 '10 a 12:50 pm
 
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Va bene proviamo a fare chiarezza:ho capito benissimo quello che sostieni,e cioè che la teoria della supercompensazione considera un meccanismo di consumo-reintegro riferito solo al glicogeno;ed è per questo che io ti ho informato del fatto che chi ti ha raccontato sta cosa ti ha detto una mezza verità e oltretutto in modo ultra-semplicistico,perchè nei convegni cui ho partecipato,con tecnici del nuoto di mezzo mondo,tutti sanno che invece il concetto di consumo e reintegro prende in considerazione una molteplicità di fattori di carattere fisiologico (altro che solo due....),i quali oltretutto sono influenzati da tante cose extrasportive o emotive (che si riverberano a livello fisiologico). Del resto è logico,perchè la SC non è una teoria bensì un processo fisiologico vero e proprio,parente stretto del processo fisiologico di reintegro delle risorse,chiamato compensazione,che ha lo scopo preciso di riportare in equilibrio le funzioni fisiologiche (omeòstasi) seguendo la legge dell'equilibrio dinamico,e che dunque per definizione non può considerare solo un dato energetico bensì ogni altro parametro fisiologico. Parimenti,la supercompensazione non è altro che un processo fisiologico che innesca un reintegro fisiologico che eccede il dato iniziale modificando il quadro ormonale (se non c'è modifica del quadro ormonale,non esiste un effetto allenante) e attestando di conseguenza la omeostasi (punto di equilibrio delle funzioni fisiologiche) su di un piano superiore;e le riserve energetiche sono solo uno fra i tanti effetti. Se poi agli albori della fisiologia le possibilità prestazionali venissero valutate solo considerando un dato energetico non lo so perchè io non c'ero,ma di certo poi ci si è adeguati al progresso del sapere ed è in questa veste moderna che a me è stata insegnata. In soldoni,le critiche di incompletezza che muovi alla supercompensazione le dovresti muovere invece a chi ti ha informato su di essa in modo parziale e semplicistico,o semplicemente vetusto. Ciao io sono dell'avviso che i concetti siano fondamentalissimi, la base di qualsiasi discussione. ma i termini hanno la stessa valenza e un potere (immediatezza) che non deve essere sottovalutato. quando parli di compensazione instilli nelle persone un concetto quantitativo.. ora, mica sto disconoscendo la teoria e metodologia di allenamento, anzi! però voglio sottolineare che i concetti sono complessi esempio banale.. l'andamento del T/C (importante per sollevatori e sprinter anche per la fenotipizzazione delle fibre) come lo spieghi con un concetto di "compensazione"? non compensi, ipocompensi, supercompensi nulla! tutto al più ripristini.. parlare di teoria delle riserve di adattamento è più efficace per certi versi.. 1) la gente si chiede dove stiano e cosa siano queste riserve; 2) la gente comprende che comprende immediatamente che gli allenamenti debbano produrre adattamenti (favorevoli) nel lungo periodo quanto meno. e partendo da questo concetto che possiamo parlare di periodizzazione coniugata, periodizzazione a blocchi, short to long o long to short PS: anche il più grande allenatore di sprinter all time parla di "supercompensazione" ma per spiegare un concetto di "sintesi".. se non va non sprintare, gira i tacchi e ritornate a casa
Va bene proviamo a fare chiarezza:ho capito benissimo quello che sostieni,e cioè che la teoria della supercompensazione considera un meccanismo di consumo-reintegro riferito solo al glicogeno;ed è per questo che io ti ho informato del fatto che chi ti ha raccontato sta cosa ti ha detto una mezza verità e oltretutto in modo ultra-semplicistico,perchè nei convegni cui ho partecipato,con tecnici del nuoto di mezzo mondo,tutti sanno che invece il concetto di consumo e reintegro prende in considerazione una molteplicità di fattori di carattere fisiologico (altro che solo due....),i quali oltretutto sono influenzati da tante cose extrasportive o emotive (che si riverberano a livello fisiologico). Del resto è logico,perchè la SC non è una teoria bensì un processo fisiologico vero e proprio,parente stretto del processo fisiologico di reintegro delle risorse,chiamato compensazione,che ha lo scopo preciso di riportare in equilibrio le funzioni fisiologiche (omeòstasi) seguendo la legge dell'equilibrio dinamico,e che dunque per definizione non può considerare solo un dato energetico bensì ogni altro parametro fisiologico. Parimenti,la supercompensazione non è altro che un processo fisiologico che innesca un reintegro fisiologico che eccede il dato iniziale modificando il quadro ormonale (se non c'è modifica del quadro ormonale,non esiste un effetto allenante) e attestando di conseguenza la omeostasi (punto di equilibrio delle funzioni fisiologiche) su di un piano superiore;e le riserve energetiche sono solo uno fra i tanti effetti. Se poi agli albori della fisiologia le possibilità prestazionali venissero valutate solo considerando un dato energetico non lo so perchè io non c'ero,ma di certo poi ci si è adeguati al progresso del sapere ed è in questa veste moderna che a me è stata insegnata. In soldoni,le critiche di incompletezza che muovi alla supercompensazione le dovresti muovere invece a chi ti ha informato su di essa in modo parziale e semplicistico,o semplicemente vetusto. Ciao io sono dell'avviso che i concetti siano fondamentalissimi, la base di qualsiasi discussione. ma i termini hanno la stessa valenza e un potere (immediatezza) che non deve essere sottovalutato. quando parli di compensazione instilli nelle persone un concetto quantitativo.. ora, mica sto disconoscendo la teoria e metodologia di allenamento, anzi! però voglio sottolineare che i concetti sono complessi esempio banale.. l'andamento del T/C (importante per sollevatori e sprinter anche per la fenotipizzazione delle fibre) come lo spieghi con un concetto di "compensazione"? non compensi, ipocompensi, supercompensi nulla! tutto al più ripristini.. parlare di teoria delle riserve di adattamento è più efficace per certi versi.. 1) la gente si chiede dove stiano e cosa siano queste riserve; 2) la gente comprende che comprende immediatamente che gli allenamenti debbano produrre adattamenti (favorevoli) nel lungo periodo quanto meno. e partendo da questo concetto che possiamo parlare di periodizzazione coniugata, periodizzazione a blocchi, short to long o long to short PS: anche il più grande allenatore di sprinter all time parla di "supercompensazione" ma per spiegare un concetto di "sintesi".. se non va non sprintare, gira i tacchi e ritornate a casa
modificato Nov 24 '10 a 12:52 pm
 
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quando parli di compensazione instilli nelle persone un concetto quantitativo.. Inesatto, compensare significa ripristinare,ed è un concetto applicabile sia alle quantità sia alle qualità e alle funzionalità considerate nel loro insieme di quantità-qualità; prova a pensare come semplicissimo esempio alla capacità di pensare lucidamente quando sei stanco,o alla capacità di cordinare qualcosa quando le tue connessioni nervose sono compromesse dalla minore velocità di produzione di determinati enzimi per cause contingenti,o alla difficoltà di smaltire cataboliti quando i tuoi mitocondri rallentano il loro lavoro solo perchè diminuisce (sempre per una questione di enzimi) la produzione di un determinato elemento. Dunque compensare non presuppone un concetto solo quantitativo,ma un più vasto concetto di funzionalità organica a tutto campo. Le diverse tipologie di periodizzazione originano principalmente dai diversi tipi di obiettivi e dalla diversa tipologia di atleti. In particolare la periodizzazione a blocchi e la sovrapposizione di stimoli non partono dal concetto che esponi tu,bensì dalla necessità di riuscire a raggiungere la soglia allenante in atleti metabolicamente molto evoluti per i quali sia difficile raggiungerla con i metodi e i carichi tradizionali,oppure dal tentativo di ottenere una più rapida risposta adattativa. Ciao
quando parli di compensazione instilli nelle persone un concetto quantitativo.. Inesatto, compensare significa ripristinare,ed è un concetto applicabile sia alle quantità sia alle qualità e alle funzionalità considerate nel loro insieme di quantità-qualità; prova a pensare come semplicissimo esempio alla capacità di pensare lucidamente quando sei stanco,o alla capacità di cordinare qualcosa quando le tue connessioni nervose sono compromesse dalla minore velocità di produzione di determinati enzimi per cause contingenti,o alla difficoltà di smaltire cataboliti quando i tuoi mitocondri rallentano il loro lavoro solo perchè diminuisce (sempre per una questione di enzimi) la produzione di un determinato elemento. Dunque compensare non presuppone un concetto solo quantitativo,ma un più vasto concetto di funzionalità organica a tutto campo. Le diverse tipologie di periodizzazione originano principalmente dai diversi tipi di obiettivi e dalla diversa tipologia di atleti. In particolare la periodizzazione a blocchi e la sovrapposizione di stimoli non partono dal concetto che esponi tu,bensì dalla necessità di riuscire a raggiungere la soglia allenante in atleti metabolicamente molto evoluti per i quali sia difficile raggiungerla con i metodi e i carichi tradizionali,oppure dal tentativo di ottenere una più rapida risposta adattativa. Ciao
modificato Nov 24 '10 a 1:41 pm
 
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Inesatto, compensare significa ripristinare,ed è un concetto applicabile sia alle quantità sia alle qualità e alle funzionalità considerate nel loro insieme di quantità-qualità; prova a pensare come semplicissimo esempio alla capacità di pensare lucidamente quando sei stanco,o alla capacità di cordinare qualcosa quando le tue connessioni nervose sono compromesse dalla minore velocità di produzione di determinati enzimi per cause contingenti,o alla difficoltà di smaltire cataboliti quando i tuoi mitocondri rallentano il loro lavoro solo perchè diminuisce (sempre per una questione di enzimi) la produzione di un determinato elemento. Dunque compensare non presuppone un concetto solo quantitativo,ma un più vasto concetto di funzionalità organica a tutto campo. Le diverse tipologie di periodizzazione originano principalmente dai diversi tipi di obiettivi e dalla diversa tipologia di atleti. In particolare la periodizzazione a blocchi e la sovrapposizione di stimoli non partono dal concetto che esponi tu,bensì dalla necessità di riuscire a raggiungere la soglia allenante in atleti metabolicamente molto evoluti per i quali sia difficile raggiungerla con i metodi e i carichi tradizionali,oppure dal tentativo di ottenere una più rapida risposta adattativa. Ciao guarda, dimmi uno che pensi che "compensazione"" nel caso della teoria della supercompensazione abbia valenze diverse.. anzi, voglio vedere chi pensa che "compensare" sia supplire.. spiacente ma non è assolutamente così infatti la teoria in quanto tale è stata cassata in lungo e largo da tutti (per lo meno non ne ricordo uno di scienziato e tecnico che pensi in questi termini) e poi perdonami.. quali concetti ho espresso io per cui non si riconciliano con i diversi schemi di periodizzazione? veramente non mi sono proprio espresso! ho posto questioni di semplici implementazioni (fondamentali per poi rendere più complesso il discorso) e non altro. mah
Inesatto, compensare significa ripristinare,ed è un concetto applicabile sia alle quantità sia alle qualità e alle funzionalità considerate nel loro insieme di quantità-qualità; prova a pensare come semplicissimo esempio alla capacità di pensare lucidamente quando sei stanco,o alla capacità di cordinare qualcosa quando le tue connessioni nervose sono compromesse dalla minore velocità di produzione di determinati enzimi per cause contingenti,o alla difficoltà di smaltire cataboliti quando i tuoi mitocondri rallentano il loro lavoro solo perchè diminuisce (sempre per una questione di enzimi) la produzione di un determinato elemento. Dunque compensare non presuppone un concetto solo quantitativo,ma un più vasto concetto di funzionalità organica a tutto campo. Le diverse tipologie di periodizzazione originano principalmente dai diversi tipi di obiettivi e dalla diversa tipologia di atleti. In particolare la periodizzazione a blocchi e la sovrapposizione di stimoli non partono dal concetto che esponi tu,bensì dalla necessità di riuscire a raggiungere la soglia allenante in atleti metabolicamente molto evoluti per i quali sia difficile raggiungerla con i metodi e i carichi tradizionali,oppure dal tentativo di ottenere una più rapida risposta adattativa. Ciao guarda, dimmi uno che pensi che "compensazione"" nel caso della teoria della supercompensazione abbia valenze diverse.. anzi, voglio vedere chi pensa che "compensare" sia supplire.. spiacente ma non è assolutamente così infatti la teoria in quanto tale è stata cassata in lungo e largo da tutti (per lo meno non ne ricordo uno di scienziato e tecnico che pensi in questi termini) e poi perdonami.. quali concetti ho espresso io per cui non si riconciliano con i diversi schemi di periodizzazione? veramente non mi sono proprio espresso! ho posto questioni di semplici implementazioni (fondamentali per poi rendere più complesso il discorso) e non altro. mah
modificato Nov 25 '10 a 12:03 am
 
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Avevi scritto:"è partendo da questo concetto che possiamo parlare di periodizzazioni etc. etc. " e sul concetto cui ti riferivi evidentemente non ci siamo capiti,mi era sembrato un pò confuso effettivamente. Che poi la parola (o il concetto stesso) compensazione possa venire fraintesa nel senso che dici è certamente possibile,però a me non risulta che capiti cosi spesso (o negli ambienti che contano),e comunque sarà un problema degli sprovveduti che fraintendono,non di noialtri che abbiamo studiato come si deve. Non è che se gli ignoranti superano il numero dei bene preparati questi ultimi debbano adeguarsi e regredire così,per diletto altrui. Ciao
Avevi scritto:"è partendo da questo concetto che possiamo parlare di periodizzazioni etc. etc. " e sul concetto cui ti riferivi evidentemente non ci siamo capiti,mi era sembrato un pò confuso effettivamente. Che poi la parola (o il concetto stesso) compensazione possa venire fraintesa nel senso che dici è certamente possibile,però a me non risulta che capiti cosi spesso (o negli ambienti che contano),e comunque sarà un problema degli sprovveduti che fraintendono,non di noialtri che abbiamo studiato come si deve. Non è che se gli ignoranti superano il numero dei bene preparati questi ultimi debbano adeguarsi e regredire così,per diletto altrui. Ciao
modificato Nov 25 '10 a 1:49 am
 
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Avevi scritto:"è partendo da questo concetto che possiamo parlare di periodizzazioni etc. etc. " e sul concetto cui ti riferivi evidentemente non ci siamo capiti,mi era sembrato un pò confuso effettivamente. Che poi la parola (o il concetto stesso) compensazione possa venire fraintesa nel senso che dici è certamente possibile,però a me non risulta che capiti cosi spesso (o negli ambienti che contano),e comunque sarà un problema degli sprovveduti che fraintendono,non di noialtri che abbiamo studiato come si deve. Non è che se gli ignoranti superano il numero dei bene preparati questi ultimi debbano adeguarsi e regredire così,per diletto altrui. Ciao in atletica leggera, per lo meno nel settore sprint ti assicuro che i concetti sono ampiamente non compresi. poi ovvio che nel nuoto le cose possono stare meglio ma non conosco review su periodizzazioni pluriennali adeguate così come una consolidata tradizione della realizzazione della performance sportiva. oh, mancanza di numeri alla mano non mi permette un giudizio sul settore nuoto
Avevi scritto:"è partendo da questo concetto che possiamo parlare di periodizzazioni etc. etc. " e sul concetto cui ti riferivi evidentemente non ci siamo capiti,mi era sembrato un pò confuso effettivamente. Che poi la parola (o il concetto stesso) compensazione possa venire fraintesa nel senso che dici è certamente possibile,però a me non risulta che capiti cosi spesso (o negli ambienti che contano),e comunque sarà un problema degli sprovveduti che fraintendono,non di noialtri che abbiamo studiato come si deve. Non è che se gli ignoranti superano il numero dei bene preparati questi ultimi debbano adeguarsi e regredire così,per diletto altrui. Ciao in atletica leggera, per lo meno nel settore sprint ti assicuro che i concetti sono ampiamente non compresi. poi ovvio che nel nuoto le cose possono stare meglio ma non conosco review su periodizzazioni pluriennali adeguate così come una consolidata tradizione della realizzazione della performance sportiva. oh, mancanza di numeri alla mano non mi permette un giudizio sul settore nuoto
modificato Nov 25 '10 a 8:17 pm
 
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in atletica leggera, per lo meno nel settore sprint ti assicuro che i concetti sono ampiamente non compresi. poi ovvio che nel nuoto le cose possono stare meglio ma non conosco review su periodizzazioni pluriennali adeguate così come una consolidata tradizione della realizzazione della performance sportiva. oh, mancanza di numeri alla mano non mi permette un giudizio sul settore nuoto Al di fuori del nuoto non saprei,ma ai corsi e agli aggiornamenti vari cui ho partecipato si punta parecchio sulle periodizzazioni,anche su quelle pluriennali e sui concetti di base per lo sviluppo degli atleti nel lungo periodo;cioè su come evolvere un atleta da quella che rappresenta la fase generale della sua vita sportiva e quella che sarà la maturità,con tanto di considerazioni su come diversificare nel tempo le singole periodizzazioni di breve e medio periodo in modo che rispondano alle esigenze di sviluppo nel lungo periodo di cui parlavo sopra. Poi non ti so dire quanti allievi allenatori riescano davvero a recepire tutto ciò,ma ti garantisco che i docenti lo insegnano e che gli esami finali (e anche quelli di ingresso) sono parecchio selettivi. In più nel 1989 un gruppo di tecnici federali (Bonifazi,Del Bianco,Morini,Parigiani,Pasquali,Rosso) ha elaborato quella che poi fu chiamata "Revisione dei modelli di allenamento" e che rappresenta il codice di comunicazione utilizzato dagli allenatori del nuoto italiano per identificare i diversi parametri metabolici obiettivi degli allenamenti,e definire i possibili sistemi allenanti;in alternativa ai sistemi anglosassoni che invece si limitano a classificare in modo meno specifico la tipologia delle sedute (i vetusti interval training,long distance,repetition,etc.) che però in realtà poi possono spaziare tra una vasta gamma di diversi effetti allenanti solo cambiando frazionamenti o recuperi. L'attuale sistema del nuoto italiano è metabolicamente molto più specifico,anche se naturalmente è molto teorico perchè allenare solo un parametro metabolico in realtà è quasi impossibile. E questo dimostra lo sforzo profuso dalla federazione nel tentativo di migliorare i sistemi di allenamento. La strada magari sarà ancora lunga,ma la volontà di percorrerla c'è. Ciao
in atletica leggera, per lo meno nel settore sprint ti assicuro che i concetti sono ampiamente non compresi. poi ovvio che nel nuoto le cose possono stare meglio ma non conosco review su periodizzazioni pluriennali adeguate così come una consolidata tradizione della realizzazione della performance sportiva. oh, mancanza di numeri alla mano non mi permette un giudizio sul settore nuoto Al di fuori del nuoto non saprei,ma ai corsi e agli aggiornamenti vari cui ho partecipato si punta parecchio sulle periodizzazioni,anche su quelle pluriennali e sui concetti di base per lo sviluppo degli atleti nel lungo periodo;cioè su come evolvere un atleta da quella che rappresenta la fase generale della sua vita sportiva e quella che sarà la maturità,con tanto di considerazioni su come diversificare nel tempo le singole periodizzazioni di breve e medio periodo in modo che rispondano alle esigenze di sviluppo nel lungo periodo di cui parlavo sopra. Poi non ti so dire quanti allievi allenatori riescano davvero a recepire tutto ciò,ma ti garantisco che i docenti lo insegnano e che gli esami finali (e anche quelli di ingresso) sono parecchio selettivi. In più nel 1989 un gruppo di tecnici federali (Bonifazi,Del Bianco,Morini,Parigiani,Pasquali,Rosso) ha elaborato quella che poi fu chiamata "Revisione dei modelli di allenamento" e che rappresenta il codice di comunicazione utilizzato dagli allenatori del nuoto italiano per identificare i diversi parametri metabolici obiettivi degli allenamenti,e definire i possibili sistemi allenanti;in alternativa ai sistemi anglosassoni che invece si limitano a classificare in modo meno specifico la tipologia delle sedute (i vetusti interval training,long distance,repetition,etc.) che però in realtà poi possono spaziare tra una vasta gamma di diversi effetti allenanti solo cambiando frazionamenti o recuperi. L'attuale sistema del nuoto italiano è metabolicamente molto più specifico,anche se naturalmente è molto teorico perchè allenare solo un parametro metabolico in realtà è quasi impossibile. E questo dimostra lo sforzo profuso dalla federazione nel tentativo di migliorare i sistemi di allenamento. La strada magari sarà ancora lunga,ma la volontà di percorrerla c'è. Ciao
modificato Nov 25 '10 a 11:06 pm
 
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Al di fuori del nuoto non saprei,ma ai corsi e agli aggiornamenti vari cui ho partecipato si punta parecchio sulle periodizzazioni,anche su quelle pluriennali e sui concetti di base per lo sviluppo degli atleti nel lungo periodo;cioè su come evolvere un atleta da quella che rappresenta la fase generale della sua vita sportiva e quella che sarà la maturità,con tanto di considerazioni su come diversificare nel tempo le singole periodizzazioni di breve e medio periodo in modo che rispondano alle esigenze di sviluppo nel lungo periodo di cui parlavo sopra. Poi non ti so dire quanti allievi allenatori riescano davvero a recepire tutto ciò,ma ti garantisco che i docenti lo insegnano e che gli esami finali (e anche quelli di ingresso) sono parecchio selettivi. In più nel 1989 un gruppo di tecnici federali (Bonifazi,Del Bianco,Morini,Parigiani,Pasquali,Rosso) ha elaborato quella che poi fu chiamata "Revisione dei modelli di allenamento" e che rappresenta il codice di comunicazione utilizzato dagli allenatori del nuoto italiano per identificare i diversi parametri metabolici obiettivi degli allenamenti,e definire i possibili sistemi allenanti;in alternativa ai sistemi anglosassoni che invece si limitano a classificare in modo meno specifico la tipologia delle sedute (i vetusti interval training,long distance,repetition,etc.) che però in realtà poi possono spaziare tra una vasta gamma di diversi effetti allenanti solo cambiando frazionamenti o recuperi. L'attuale sistema del nuoto italiano è metabolicamente molto più specifico,anche se naturalmente è molto teorico perchè allenare solo un parametro metabolico in realtà è quasi impossibile. E questo dimostra lo sforzo profuso dalla federazione nel tentativo di migliorare i sistemi di allenamento. La strada magari sarà ancora lunga,ma la volontà di percorrerla c'è. Ciao non ricordo in italia una tradizione di sostenibilità pluriennale della preparazione nel nuoto ahimé la morte di Castagnetti non ci ha permesso di conoscere i suoi ultimi pensieri (ricordo una sua intervista che dal tenore mi faceva comprendere che abbiamo sbagliato molto, moltisismo in passato) confermo cmq che nell'atletica leggera siamo messi malissimo
Al di fuori del nuoto non saprei,ma ai corsi e agli aggiornamenti vari cui ho partecipato si punta parecchio sulle periodizzazioni,anche su quelle pluriennali e sui concetti di base per lo sviluppo degli atleti nel lungo periodo;cioè su come evolvere un atleta da quella che rappresenta la fase generale della sua vita sportiva e quella che sarà la maturità,con tanto di considerazioni su come diversificare nel tempo le singole periodizzazioni di breve e medio periodo in modo che rispondano alle esigenze di sviluppo nel lungo periodo di cui parlavo sopra. Poi non ti so dire quanti allievi allenatori riescano davvero a recepire tutto ciò,ma ti garantisco che i docenti lo insegnano e che gli esami finali (e anche quelli di ingresso) sono parecchio selettivi. In più nel 1989 un gruppo di tecnici federali (Bonifazi,Del Bianco,Morini,Parigiani,Pasquali,Rosso) ha elaborato quella che poi fu chiamata "Revisione dei modelli di allenamento" e che rappresenta il codice di comunicazione utilizzato dagli allenatori del nuoto italiano per identificare i diversi parametri metabolici obiettivi degli allenamenti,e definire i possibili sistemi allenanti;in alternativa ai sistemi anglosassoni che invece si limitano a classificare in modo meno specifico la tipologia delle sedute (i vetusti interval training,long distance,repetition,etc.) che però in realtà poi possono spaziare tra una vasta gamma di diversi effetti allenanti solo cambiando frazionamenti o recuperi. L'attuale sistema del nuoto italiano è metabolicamente molto più specifico,anche se naturalmente è molto teorico perchè allenare solo un parametro metabolico in realtà è quasi impossibile. E questo dimostra lo sforzo profuso dalla federazione nel tentativo di migliorare i sistemi di allenamento. La strada magari sarà ancora lunga,ma la volontà di percorrerla c'è. Ciao non ricordo in italia una tradizione di sostenibilità pluriennale della preparazione nel nuoto ahimé la morte di Castagnetti non ci ha permesso di conoscere i suoi ultimi pensieri (ricordo una sua intervista che dal tenore mi faceva comprendere che abbiamo sbagliato molto, moltisismo in passato) confermo cmq che nell'atletica leggera siamo messi malissimo
modificato Nov 26 '10 a 10:41 pm
 
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