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Come mai una parte cosi' importante nell'apprendimento delle nuotate viene sempre tralasciata dagli istruttori nella ginnastica prenatatoria? Trovo fondamentale da parte di un principiante il fatto di avere cognizione del proprio respiro in acqua eppure non per tutti e' cosi'. Poi vai a vedere i ragazzi in subaquea e ti accorgi che.. Come respirano non si sa..Propongo esercizi coordinati al movimento delle braccia, esercizi che diano dei tempi a inspirazione ed espirazione, oppure dove si usa la fantasia riempiendo e svuotando delle bottiglie con il respiro di vari colori. Qualcuno conosce altri esercizi?
Come mai una parte cosi' importante nell'apprendimento delle nuotate viene sempre tralasciata dagli istruttori nella ginnastica prenatatoria? Trovo fondamentale da parte di un principiante il fatto di avere cognizione del proprio respiro in acqua eppure non per tutti e' cosi'. Poi vai a vedere i ragazzi in subaquea e ti accorgi che.. Come respirano non si sa..Propongo esercizi coordinati al movimento delle braccia, esercizi che diano dei tempi a inspirazione ed espirazione, oppure dove si usa la fantasia riempiendo e svuotando delle bottiglie con il respiro di vari colori. Qualcuno conosce altri esercizi?
modificato Jul 27 '08 a 4:14 am
 
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Con i più piccoli se mi accorgo che fanno fatica da questo punto di vista ricomincio con le respirazioni quando sono fermi, obbligandoli a farle molto lunghe, oppure con le braccia sul bordo mentre battono le gambe gli faccio provare anche la respirazione. Non sarà il massimo però posso controllarli e correggerli immediatamente. Non con i bambini, ma mi è capitato di adulti che avevano difficoltà nella respirazione quando facevano lo scivolo a stile, facevano due metri e poi si fermavano. Per fargli capire il ritmo visto che la nuotata a dorso era completa (nei limiti di una seconda corsia) li obbligavo a cicli di respirazione sul dorso, due-tre bracciate prendi aria, altre due-tre soffi.
Con i più piccoli se mi accorgo che fanno fatica da questo punto di vista ricomincio con le respirazioni quando sono fermi, obbligandoli a farle molto lunghe, oppure con le braccia sul bordo mentre battono le gambe gli faccio provare anche la respirazione. Non sarà il massimo però posso controllarli e correggerli immediatamente. Non con i bambini, ma mi è capitato di adulti che avevano difficoltà nella respirazione quando facevano lo scivolo a stile, facevano due metri e poi si fermavano. Per fargli capire il ritmo visto che la nuotata a dorso era completa (nei limiti di una seconda corsia) li obbligavo a cicli di respirazione sul dorso, due-tre bracciate prendi aria, altre due-tre soffi.
modificato Jul 27 '08 a 7:32 am
 
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Io adesso sto facendo un corso di nuoto privato ad una donna di circa 30 anni che ha un sacco di problemi fisici, uno dei quali è la mancata sensibilità al proprio respiro. Lei non si accorge di respirare, non sente quando i suoi polmoni sono pieni d'aria e quando invece sono vuoti. Respira per un riflesso condizionato. Un'esercizio che le ho consigliato di fare a casa è quello di stendersi, prima di addormentarsi, e provare a fare delle respirazioni molto profonde non lavorando di costato ma di diaframma. Dopo le prime volte mi ha detto che inizia a sentirsi meglio anche fuori dall'acqua e che sta acquistando più controllo sul suo respiro.
Io adesso sto facendo un corso di nuoto privato ad una donna di circa 30 anni che ha un sacco di problemi fisici, uno dei quali è la mancata sensibilità al proprio respiro. Lei non si accorge di respirare, non sente quando i suoi polmoni sono pieni d'aria e quando invece sono vuoti. Respira per un riflesso condizionato. Un'esercizio che le ho consigliato di fare a casa è quello di stendersi, prima di addormentarsi, e provare a fare delle respirazioni molto profonde non lavorando di costato ma di diaframma. Dopo le prime volte mi ha detto che inizia a sentirsi meglio anche fuori dall'acqua e che sta acquistando più controllo sul suo respiro.
modificato Jul 28 '08 a 8:13 am
 
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La respirazione in acqua non e' piu' un movimento involontario, proprio per il fatto di non essere fatta in un ambito aereo ma vincolata all'emersione della bocca. Cio' comporta che va dato al nuotatore un ritmo respiratorio, con esercizi che per i piu' piccoli sono come dice caracas soffiare su palline colorate, soffiare sulla superficie, ecc Date i tempi della respirazione (uno due inspiro, tre quattro cinque soffio ad esempio), coordinandovi con qualcosa (la pallina, la rotazione del braccio e della testa. L'allievo deve imparare dei tempi corretti che a lui siano congeniali. Sulla ginnastica prenatatoria, lasciamo perdere perche' gia' in Italia e' ritenuta uno spreco di tempo da molti istruttori (che non sanno nemmeno cosa sia un riscaldamento) figurarsi la ginnastica respiratoria che richiede una buona preparazione....di solito la "ginnastica" dura sei sette minuti...cosa volete che serva? Un saluto bierre
La respirazione in acqua non e' piu' un movimento involontario, proprio per il fatto di non essere fatta in un ambito aereo ma vincolata all'emersione della bocca. Cio' comporta che va dato al nuotatore un ritmo respiratorio, con esercizi che per i piu' piccoli sono come dice caracas soffiare su palline colorate, soffiare sulla superficie, ecc Date i tempi della respirazione (uno due inspiro, tre quattro cinque soffio ad esempio), coordinandovi con qualcosa (la pallina, la rotazione del braccio e della testa. L'allievo deve imparare dei tempi corretti che a lui siano congeniali. Sulla ginnastica prenatatoria, lasciamo perdere perche' gia' in Italia e' ritenuta uno spreco di tempo da molti istruttori (che non sanno nemmeno cosa sia un riscaldamento) figurarsi la ginnastica respiratoria che richiede una buona preparazione....di solito la "ginnastica" dura sei sette minuti...cosa volete che serva? Un saluto bierre
modificato Jul 29 '08 a 6:26 am
 
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Il problema di questa mia allieva è proprio quello invece: lei respira per un riflesso anche in acqua e questo a livello coordinativo movimento-respirazione è un disastro. Stiamo raggiungendo qualche piccolo obiettivo in sti giorni, però la strada è decisamente scoscesa.
Il problema di questa mia allieva è proprio quello invece: lei respira per un riflesso anche in acqua e questo a livello coordinativo movimento-respirazione è un disastro. Stiamo raggiungendo qualche piccolo obiettivo in sti giorni, però la strada è decisamente scoscesa.
modificato Jul 29 '08 a 8:12 am
 
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@Sulla ginnastica prenatatoria, lasciamo perdere perche' gia' in Italia e' ritenuta uno spreco di tempo da molti istruttori (che non sanno nemmeno cosa sia un riscaldamento) figurarsi la ginnastica respiratoria che richiede una buona preparazione....di solito la "ginnastica" dura sei sette minuti...cosa volete che serva? Un saluto bierre A settembre inizio con i Propaganda e vorrei fare un buon lavoro sotto l'aspetto "educazione respiratoria". La maggior parte degli istruttori che conosco non cura questo aspetto, con evidenti problemi dei loro allievi gia' a dorso, figuriamoci il resto. Mi capitano delle sostituzioni e andando a vedere i ragazzi da sotto, fanno di tutto ( immagino avrete visto ). Qualcuno può descrivere degli esercizi da fare in palestra oltre quelli già da me citati ? Grazie!
Sulla ginnastica prenatatoria, lasciamo perdere perche' gia' in Italia e' ritenuta uno spreco di tempo da molti istruttori (che non sanno nemmeno cosa sia un riscaldamento) figurarsi la ginnastica respiratoria che richiede una buona preparazione....di solito la "ginnastica" dura sei sette minuti...cosa volete che serva? Un saluto bierre A settembre inizio con i Propaganda e vorrei fare un buon lavoro sotto l'aspetto "educazione respiratoria". La maggior parte degli istruttori che conosco non cura questo aspetto, con evidenti problemi dei loro allievi gia' a dorso, figuriamoci il resto. Mi capitano delle sostituzioni e andando a vedere i ragazzi da sotto, fanno di tutto ( immagino avrete visto ). Qualcuno può descrivere degli esercizi da fare in palestra oltre quelli già da me citati ? Grazie!
modificato Jul 29 '08 a 11:09 am
 
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Io adesso sto facendo un corso di nuoto privato ad una donna di circa 30 anni che ha un sacco di problemi fisici, uno dei quali è la mancata sensibilità al proprio respiro. Lei non si accorge di respirare, non sente quando i suoi polmoni sono pieni d'aria e quando invece sono vuoti. Respira per un riflesso condizionato. Un'esercizio che le ho consigliato di fare a casa è quello di stendersi, prima di addormentarsi, e provare a fare delle respirazioni molto profonde non lavorando di costato ma di diaframma. Dopo le prime volte mi ha detto che inizia a sentirsi meglio anche fuori dall'acqua e che sta acquistando più controllo sul suo respiro. Se la signora di cui ci parli e'cosi' in difficolta' a parte l'ottimo lavoro di educazione respiratoria che sicuramente le farai, so che ci sono proprio dei corsi per imparare a respirare in maniera corretta. Adesso mi sfugge il nome ben preciso che hanno..Una respirazione scorretta porta con sé un sacco di patologie. Oppure anche il training autogeno.
Io adesso sto facendo un corso di nuoto privato ad una donna di circa 30 anni che ha un sacco di problemi fisici, uno dei quali è la mancata sensibilità al proprio respiro. Lei non si accorge di respirare, non sente quando i suoi polmoni sono pieni d'aria e quando invece sono vuoti. Respira per un riflesso condizionato. Un'esercizio che le ho consigliato di fare a casa è quello di stendersi, prima di addormentarsi, e provare a fare delle respirazioni molto profonde non lavorando di costato ma di diaframma. Dopo le prime volte mi ha detto che inizia a sentirsi meglio anche fuori dall'acqua e che sta acquistando più controllo sul suo respiro. Se la signora di cui ci parli e'cosi' in difficolta' a parte l'ottimo lavoro di educazione respiratoria che sicuramente le farai, so che ci sono proprio dei corsi per imparare a respirare in maniera corretta. Adesso mi sfugge il nome ben preciso che hanno..Una respirazione scorretta porta con sé un sacco di patologie. Oppure anche il training autogeno.
modificato Jul 29 '08 a 4:18 pm
 
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Ma infatti le ho consigliato di informarsi per fare una visita specifica. A 38 anni penso sia un problema grave quello che ha e che con tenacia sta affrontando, però io non ho le competenze specifiche che le permettano di superarlo in maniera medica. Io posso solo suggerirle degli esercizi per migliorare il controllo sulla respirazione e soprattutto controllare l'ansia, che anche fuori dall'acqua le paralizza il diaframma. Comunque migliora a vista d'occhio e ormai non va quasi più in affanno in un'ora di lezione!
Ma infatti le ho consigliato di informarsi per fare una visita specifica. A 38 anni penso sia un problema grave quello che ha e che con tenacia sta affrontando, però io non ho le competenze specifiche che le permettano di superarlo in maniera medica. Io posso solo suggerirle degli esercizi per migliorare il controllo sulla respirazione e soprattutto controllare l'ansia, che anche fuori dall'acqua le paralizza il diaframma. Comunque migliora a vista d'occhio e ormai non va quasi più in affanno in un'ora di lezione!
modificato Jul 31 '08 a 10:59 am
 
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concordo con quanto detto...prova anche con delle piccole apnee controllate.. io ad esempio ho avuto bambini che andavano in apnea durante la nuotata a dorso e stile, così ho provato con esercizi di variazione della profondità, con l'obbligo di soffiare fuori l'aria:capriole(se non la soffiano fuor gli va sul naso, e quindi hanno imaparato per fastidio), recupero oggetti sul fondo dell'acqua alta, vasche miste(5 bracciate a sl e 5 a dorso per tutta la vasca, 1 bracciata a rana e 5 o 10 gambate a sl), vasche con respirazione obbligatoria a 3, 5, fin dove arrivano... il problema è complesso e a quanto pare diffuso; probabilmente se ci fossero istruttori nella corsistica, in particolare nell'ambientamento più preparati e seri non si avrebbero poi questi problemi in futuro! anche perchè l'ambientamento è il primo basilare approccio col mondo acqua, quello che si apprendo lì, ti servirà sempre...è come chiedere a un bambino di corre se ha imparat a camminare zoppicando(per emulazione e non per un difetto congenito), non avrà mai un gesto bello, fine e preciso..
concordo con quanto detto...prova anche con delle piccole apnee controllate.. io ad esempio ho avuto bambini che andavano in apnea durante la nuotata a dorso e stile, così ho provato con esercizi di variazione della profondità, con l'obbligo di soffiare fuori l'aria:capriole(se non la soffiano fuor gli va sul naso, e quindi hanno imaparato per fastidio), recupero oggetti sul fondo dell'acqua alta, vasche miste(5 bracciate a sl e 5 a dorso per tutta la vasca, 1 bracciata a rana e 5 o 10 gambate a sl), vasche con respirazione obbligatoria a 3, 5, fin dove arrivano... il problema è complesso e a quanto pare diffuso; probabilmente se ci fossero istruttori nella corsistica, in particolare nell'ambientamento più preparati e seri non si avrebbero poi questi problemi in futuro! anche perchè l'ambientamento è il primo basilare approccio col mondo acqua, quello che si apprendo lì, ti servirà sempre...è come chiedere a un bambino di corre se ha imparat a camminare zoppicando(per emulazione e non per un difetto congenito), non avrà mai un gesto bello, fine e preciso..
modificato Sep 1 '08 a 11:50 am
 
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Secondo me gli esercizi respiratori a secco non servono molto, anzi potrebbero essere controproducenti, una parte fondamentale dell'educazione respiratoria deriva dalla percezione delll'ambiente acquatico e della differenza tra dentro e fuori dall'acqua, ritengo che l'educazione respiratoria sia molto più facile e istintiva se insegnata in acqua. Sono assolutamente daccordo sul fatto che la fanno in pochi, invece è una PARTE FONDAMENTALE DELL'AMBIENTAMENTO, ancora meno sono gli istruttori che continuano a fare educazione respiratoria seriamente anche dopo l'ambientamento, sia applicata alle nuotate che alle virate, spesso si dimentica che l'ambientamento (ed ogni sua parte) è onnipresente nel nuoto e non solamente una cosa da insegnare ai bimbi in vaschetta, spesso viene addirittura snobbato o messo in secondo piano, ma penso che in tal caso non siamo di fronte ad un istruttore di nuoto che possa definirsi tale.
Secondo me gli esercizi respiratori a secco non servono molto, anzi potrebbero essere controproducenti, una parte fondamentale dell'educazione respiratoria deriva dalla percezione delll'ambiente acquatico e della differenza tra dentro e fuori dall'acqua, ritengo che l'educazione respiratoria sia molto più facile e istintiva se insegnata in acqua. Sono assolutamente daccordo sul fatto che la fanno in pochi, invece è una PARTE FONDAMENTALE DELL'AMBIENTAMENTO, ancora meno sono gli istruttori che continuano a fare educazione respiratoria seriamente anche dopo l'ambientamento, sia applicata alle nuotate che alle virate, spesso si dimentica che l'ambientamento (ed ogni sua parte) è onnipresente nel nuoto e non solamente una cosa da insegnare ai bimbi in vaschetta, spesso viene addirittura snobbato o messo in secondo piano, ma penso che in tal caso non siamo di fronte ad un istruttore di nuoto che possa definirsi tale.
modificato Sep 2 '08 a 2:36 pm
 
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Ma se hai a che fare con una persona che anche in ambiente extraacquatico ha difficioltàò respiratorie, devi impostargli la respirazione corretta dapprima fuori dall'acqua... altrimenti se non controlla il respiro in situazioni normali, come potrà farlo in acqua?
Ma se hai a che fare con una persona che anche in ambiente extraacquatico ha difficioltàò respiratorie, devi impostargli la respirazione corretta dapprima fuori dall'acqua... altrimenti se non controlla il respiro in situazioni normali, come potrà farlo in acqua?
modificato Sep 3 '08 a 9:35 am
 
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Secondo me gli esercizi respiratori a secco non servono molto, anzi potrebbero essere controproducenti, una parte fondamentale dell'educazione respiratoria deriva dalla percezione delll'ambiente acquatico e della differenza tra dentro e fuori dall'acqua, ritengo che l'educazione respiratoria sia molto più facile e istintiva se insegnata in acqua. Sono assolutamente daccordo sul fatto che la fanno in pochi, invece è una PARTE FONDAMENTALE DELL'AMBIENTAMENTO, ancora meno sono gli istruttori che continuano a fare educazione respiratoria seriamente anche dopo l'ambientamento, sia applicata alle nuotate che alle virate, spesso si dimentica che l'ambientamento (ed ogni sua parte) è onnipresente nel nuoto e non solamente una cosa da insegnare ai bimbi in vaschetta, spesso viene addirittura snobbato o messo in secondo piano, ma penso che in tal caso non siamo di fronte ad un istruttore di nuoto che possa definirsi tale. A cosa servirebbero anche le prove di tecnica di nuotata a secco se non a far capire quel qualcosa in piu' alle persone ?
Secondo me gli esercizi respiratori a secco non servono molto, anzi potrebbero essere controproducenti, una parte fondamentale dell'educazione respiratoria deriva dalla percezione delll'ambiente acquatico e della differenza tra dentro e fuori dall'acqua, ritengo che l'educazione respiratoria sia molto più facile e istintiva se insegnata in acqua. Sono assolutamente daccordo sul fatto che la fanno in pochi, invece è una PARTE FONDAMENTALE DELL'AMBIENTAMENTO, ancora meno sono gli istruttori che continuano a fare educazione respiratoria seriamente anche dopo l'ambientamento, sia applicata alle nuotate che alle virate, spesso si dimentica che l'ambientamento (ed ogni sua parte) è onnipresente nel nuoto e non solamente una cosa da insegnare ai bimbi in vaschetta, spesso viene addirittura snobbato o messo in secondo piano, ma penso che in tal caso non siamo di fronte ad un istruttore di nuoto che possa definirsi tale. A cosa servirebbero anche le prove di tecnica di nuotata a secco se non a far capire quel qualcosa in piu' alle persone ?
modificato Sep 3 '08 a 10:03 am
 
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la prima cosa ke mi hanno insegnato..e lo abbiamo fatto per mesi, è la respirazione a bordo vasca immergendoci col viso e buttando aria col naso! UTILISSIMO!!!!senza quello sarei a pescare a qst ora!
la prima cosa ke mi hanno insegnato..e lo abbiamo fatto per mesi, è la respirazione a bordo vasca immergendoci col viso e buttando aria col naso! UTILISSIMO!!!!senza quello sarei a pescare a qst ora!
modificato Sep 5 '08 a 7:37 pm
 
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Attenzione non sto dicendo che è inutile fare esercizi respiratori fuori dall'acqua, e mi riferisco sia a un corsista tipo, che tantomeglio ad una persona che fa riabilitazione respiratoria in acqua, intendevo solo dire che gli esercizi fuori dall'acqua devono avere lo stesso schema respiratorio che si attua dentro l'acqua, ad esempio non riesco a capire 45 minuti di bolle tutte identiche e senza tempistica... oppure messe su livelli didattici e non di ambientamento. @ ...in acqua la respirazione è invertita, perchè l'inspirazione è passiva e l'espirazione attiva (al contratri che fuori), inoltre variano i tempi respiratori, ovvero mentre fuori dall'acqua il rapporto inspirazione/espirazione è 1:1, nell'acqua e su qualsiasi nuotata abbiamo il rapporto inspirazione/espirazione che è di 1:3. E' fondamentale interiorizzare questi schemi respiratori prima di arrivare alla costruzione didattica delle nuotate. Il problema è che è un aspetto molto delicato del nuoto e necessita una accurata sensibilizzazione, molto tatto e molta attenzione da parte dell'istruttore, a mio parere l'educazione respiratoria è la cosa più difficile in assoluto nel nuoto. Vorrei rispondere a Mauro: Sulla ginnastica prenatatoria, lasciamo perdere perche' gia' in Italia e' ritenuta uno spreco di tempo da molti istruttori (che non sanno nemmeno cosa sia un riscaldamento) figurarsi la ginnastica respiratoria che richiede una buona preparazione....di solito la "ginnastica" dura sei sette minuti...cosa volete che serva? Il problema secondo me è questo: la ginnastica prenatatoria deve essere specifica e deve essere correlata con la lezione in acqua, deve contenere richiami agli schemi motori in acqua, alla respirazione ecc... come tu ben sai. Purtroppo quando vedo che la stragrande maggioranza degli istruttori usa la ginnastica prenatatoria per riempire il tempo o solo per "sciogliersi" mi va il sangue alla testa, soprattutto in bambini e anziani, perché ai bambini non serve a nulla perchè hanno una mobilità articolare che non ha nessun bisogno di essere scaldata e per gli anziani è molto meno traumatico il movimento nell'acqua che fuori, per cui vista in quest'ottica è pressoche inutile. La ginnastica prenatatoria non è saltellare e far girare le braccia, e se la si intende come educazione respiratoria, impostazione delle nuotate a secco e tutti quei lavori molto utili fatti fuori dall'acqua, non riesco a capire come si faccia a definire queste attività ginnastica.
Attenzione non sto dicendo che è inutile fare esercizi respiratori fuori dall'acqua, e mi riferisco sia a un corsista tipo, che tantomeglio ad una persona che fa riabilitazione respiratoria in acqua, intendevo solo dire che gli esercizi fuori dall'acqua devono avere lo stesso schema respiratorio che si attua dentro l'acqua, ad esempio non riesco a capire 45 minuti di bolle tutte identiche e senza tempistica... oppure messe su livelli didattici e non di ambientamento. ...in acqua la respirazione è invertita, perchè l'inspirazione è passiva e l'espirazione attiva (al contratri che fuori), inoltre variano i tempi respiratori, ovvero mentre fuori dall'acqua il rapporto inspirazione/espirazione è 1:1, nell'acqua e su qualsiasi nuotata abbiamo il rapporto inspirazione/espirazione che è di 1:3. E' fondamentale interiorizzare questi schemi respiratori prima di arrivare alla costruzione didattica delle nuotate. Il problema è che è un aspetto molto delicato del nuoto e necessita una accurata sensibilizzazione, molto tatto e molta attenzione da parte dell'istruttore, a mio parere l'educazione respiratoria è la cosa più difficile in assoluto nel nuoto. Vorrei rispondere a Mauro: Sulla ginnastica prenatatoria, lasciamo perdere perche' gia' in Italia e' ritenuta uno spreco di tempo da molti istruttori (che non sanno nemmeno cosa sia un riscaldamento) figurarsi la ginnastica respiratoria che richiede una buona preparazione....di solito la "ginnastica" dura sei sette minuti...cosa volete che serva? Il problema secondo me è questo: la ginnastica prenatatoria deve essere specifica e deve essere correlata con la lezione in acqua, deve contenere richiami agli schemi motori in acqua, alla respirazione ecc... come tu ben sai. Purtroppo quando vedo che la stragrande maggioranza degli istruttori usa la ginnastica prenatatoria per riempire il tempo o solo per "sciogliersi" mi va il sangue alla testa, soprattutto in bambini e anziani, perché ai bambini non serve a nulla perchè hanno una mobilità articolare che non ha nessun bisogno di essere scaldata e per gli anziani è molto meno traumatico il movimento nell'acqua che fuori, per cui vista in quest'ottica è pressoche inutile. La ginnastica prenatatoria non è saltellare e far girare le braccia, e se la si intende come educazione respiratoria, impostazione delle nuotate a secco e tutti quei lavori molto utili fatti fuori dall'acqua, non riesco a capire come si faccia a definire queste attività ginnastica.
modificato Sep 12 '08 a 11:52 am
 
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Ciao a tutti, ho un problema di respirazione con una bambina dell'ambientamento. Per la precisione questo è il suo secondo anno di nuoto e dopo aver tolto i braccioli adesso stiamo utilizzando la cinta senza la quale nuoterebbe anche ma gliel'ho tenuta poiché non riesce a soffiare bene ed ho preferito concentrarmi su questo aspetto. Sia quando le chiedo di soffiare fuori dall'acqua, sia sul pelo dell'acqua, sia dentro l'acqua solo con la bocca o solo con il naso lo fa ma ha un soffio brevissimo e flebile, appena mette la testa sotto si blocca completamente e non soffia nè con il naso nè con la bocca. Ho provato a farla soffiare in tutti i modi: andiamo giù insieme, le ho detto di "spegnere le candeline", di soffiare contando fino a 3, le ho detto di soffiare la pallina per spostarla, ho provato a farla soffiare solo con il naso per poi inserire anche la bocca, le ho detto di fare un soffio lungo lungo, le ho detto di fare la gara a chi fa più bolle, l'ho fatta soffiare dentro le mie mani sotto il pelo dell'acqua a "conchetta" per raccogliere tutte le bollicine....insomma non so più che inventarmi e lei è come se non ascoltasse minimamente. Ha 5 anni ma ripeto che questo è il suo secondo anno di nuoto, qualcuno di voi ha qualche suggerimento da darmi? P.S. sono un'istruttrice che insiste molto sulle respirazioni fin dal principio perchè sono convinta che sia l'elemento fondamentale del nuoto, credo di aver insistito molto in passato su questo ma adesso mi vengono dei dubbi perchè non riesco a risolvere questo problema.
Ciao a tutti, ho un problema di respirazione con una bambina dell'ambientamento. Per la precisione questo è il suo secondo anno di nuoto e dopo aver tolto i braccioli adesso stiamo utilizzando la cinta senza la quale nuoterebbe anche ma gliel'ho tenuta poiché non riesce a soffiare bene ed ho preferito concentrarmi su questo aspetto. Sia quando le chiedo di soffiare fuori dall'acqua, sia sul pelo dell'acqua, sia dentro l'acqua solo con la bocca o solo con il naso lo fa ma ha un soffio brevissimo e flebile, appena mette la testa sotto si blocca completamente e non soffia nè con il naso nè con la bocca. Ho provato a farla soffiare in tutti i modi: andiamo giù insieme, le ho detto di "spegnere le candeline", di soffiare contando fino a 3, le ho detto di soffiare la pallina per spostarla, ho provato a farla soffiare solo con il naso per poi inserire anche la bocca, le ho detto di fare un soffio lungo lungo, le ho detto di fare la gara a chi fa più bolle, l'ho fatta soffiare dentro le mie mani sotto il pelo dell'acqua a "conchetta" per raccogliere tutte le bollicine....insomma non so più che inventarmi e lei è come se non ascoltasse minimamente. Ha 5 anni ma ripeto che questo è il suo secondo anno di nuoto, qualcuno di voi ha qualche suggerimento da darmi? P.S. sono un'istruttrice che insiste molto sulle respirazioni fin dal principio perchè sono convinta che sia l'elemento fondamentale del nuoto, credo di aver insistito molto in passato su questo ma adesso mi vengono dei dubbi perchè non riesco a risolvere questo problema.
modificato Nov 24 '15 a 11:41 am
 
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Ma lei va sotto senza problemi? Perché se ha paura di andare sotto o non ce la fa, allora meno che mai soffierá! Cinque anni possono essere tanti o pochi, dipende dal bambino. Io insisterei, prima o poi il canale giusto si trova. bierre
Ma lei va sotto senza problemi? Perché se ha paura di andare sotto o non ce la fa, allora meno che mai soffierá! Cinque anni possono essere tanti o pochi, dipende dal bambino. Io insisterei, prima o poi il canale giusto si trova. bierre
modificato Nov 25 '15 a 11:56 am
 
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avete ragione! nemmeno il mio istruttore mi ha mai fatto fare esercizi sulla respirazione. Mi dice solo di non mettere troppo fuori la testa dall'acqua, ma per il resto non mi ha consigliato niente per le mie difficoltà respiratorie. Infatti oggi mi sono iscritta qui e ho aperto una discussione per sapere quali esercizi dovrei fare visto che ho problemi a respirare ( e sto anche facendo un corso di sub; che casualità).
avete ragione! nemmeno il mio istruttore mi ha mai fatto fare esercizi sulla respirazione. Mi dice solo di non mettere troppo fuori la testa dall'acqua, ma per il resto non mi ha consigliato niente per le mie difficoltà respiratorie. Infatti oggi mi sono iscritta qui e ho aperto una discussione per sapere quali esercizi dovrei fare visto che ho problemi a respirare ( e sto anche facendo un corso di sub; che casualità).
modificato Dec 15 '15 a 6:27 pm
 
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