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Effects of Varying Post-Warm-Up Recovery Time on 200-m Time-Trial Swim Performance International Journal of Sports Physiology and Performance Abstract : il riscaldamento prima della competizione atletica potrebbe migliorare la performance intervenendo su alcune variabili fisiologiche. Ci sono poche evidenze sugli effetti del riscaldamento e le ricerche esistenti non sono conclusive. Parallelamente è stato studiato che il recupero dopo il riscaldamento e prima della gara potrebbe avere effetti sulla performance. Obiettivo : determinare l'effetto di vari tempo di riposo post-riscaldamento su una gara di 200m Metodi : 10 atleti di calibro nazionale (USA) dei quali 5 maschi e 5 femmine hanno nuotato 1500m di riscldamento e gareggiato su una gara dei 200m nella loro specialità dopo 10 e 45 minuti di riposo post-riscaldamento. I nuotatori hanno fatto la prima prova separata da 1 settimana dalla seconda prova. Il lattato nel sangue e la frequenza cardiaca sono state misurate immediatamente dopo il riscaldamento e 3 minuti prima, immediatamente prima e 3 minuti dopo la prova dei 200. Risultati: Il tempo della prova e della performance fu significatamente migliore dopo 10minuti di riposo piuttosto che 45 (136.80 ± 20.38 s vs 138.69 ± 20.32 s, P < .05). Non ci sono state significative rilevanze per lattato e frequenza cardiaca dopo il riscaldamento. Le frequenze cardiache misurate prima della gara furono significativamente più alte nei 10min di riposo piuttosto che in quelle da 45min (109 ± 14 beats/min vs 94 ± 21 beats/min, P < .05). Conclusioni : Un riscaldamento seguito da un riposo pre-gara di 10 minuti consente migliori benefici alla gara seguente piuttosto che un riposo di 45min in una gara da 200m. Riflessioni per il forum : questa ricerca è veramente interessante. In molte piscine in Italia non è possibile avere la vasca di riscaldamento in prossimità della vasca di gara e quindi ci si deve adeguare a fare un riscaldamento tutti-insieme e poi una gara dopo 30 o 60 minuti. In questa ricerca , nella media, la variabilità in secondi è stata vicina ai 2", sinceramente credo che il campione della popolazione studiata non sia stata davvero di così alta prestazione così come dichiarato. Ci sono anche delle anomalie nel protocollo ed altri segnali anomali, è comunque importante riflettere su questo problema del riscaldamento troppo anticipato nelle gare di nuoto.
Effects of Varying Post-Warm-Up Recovery Time on 200-m Time-Trial Swim Performance International Journal of Sports Physiology and Performance Abstract : il riscaldamento prima della competizione atletica potrebbe migliorare la performance intervenendo su alcune variabili fisiologiche. Ci sono poche evidenze sugli effetti del riscaldamento e le ricerche esistenti non sono conclusive. Parallelamente &egrave; stato studiato che il recupero dopo il riscaldamento e prima della gara potrebbe avere effetti sulla performance. Obiettivo : determinare l&#039;effetto di vari tempo di riposo post-riscaldamento su una gara di 200m Metodi : 10 atleti di calibro nazionale (USA) dei quali 5 maschi e 5 femmine hanno nuotato 1500m di riscldamento e gareggiato su una gara dei 200m nella loro specialit&agrave; dopo 10 e 45 minuti di riposo post-riscaldamento. I nuotatori hanno fatto la prima prova separata da 1 settimana dalla seconda prova. Il lattato nel sangue e la frequenza cardiaca sono state misurate immediatamente dopo il riscaldamento e 3 minuti prima, immediatamente prima e 3 minuti dopo la prova dei 200. Risultati: Il tempo della prova e della performance fu significatamente migliore dopo 10minuti di riposo piuttosto che 45 (136.80 &plusmn; 20.38 s vs 138.69 &plusmn; 20.32 s, P &lt; .05). Non ci sono state significative rilevanze per lattato e frequenza cardiaca dopo il riscaldamento. Le frequenze cardiache misurate prima della gara furono significativamente pi&ugrave; alte nei 10min di riposo piuttosto che in quelle da 45min (109 &plusmn; 14 beats/min vs 94 &plusmn; 21 beats/min, P &lt; .05). Conclusioni : Un riscaldamento seguito da un riposo pre-gara di 10 minuti consente migliori benefici alla gara seguente piuttosto che un riposo di 45min in una gara da 200m. Riflessioni per il forum : questa ricerca &egrave; veramente interessante. In molte piscine in Italia non &egrave; possibile avere la vasca di riscaldamento in prossimit&agrave; della vasca di gara e quindi ci si deve adeguare a fare un riscaldamento tutti-insieme e poi una gara dopo 30 o 60 minuti. In questa ricerca , nella media, la variabilit&agrave; in secondi &egrave; stata vicina ai 2&quot;, sinceramente credo che il campione della popolazione studiata non sia stata davvero di cos&igrave; alta prestazione cos&igrave; come dichiarato. Ci sono anche delle anomalie nel protocollo ed altri segnali anomali, &egrave; comunque importante riflettere su questo problema del riscaldamento troppo anticipato nelle gare di nuoto.
modificato Jul 7 '07 a 9:24 pm
 
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Riflessioni per il forum : questa ricerca è veramente interessante. In molte piscine in Italia non è possibile avere la vasca di riscaldamento in prossimità della vasca di gara e quindi ci si deve adeguare a fare un riscaldamento tutti-insieme e poi una gara dopo 30 o 60 minuti. In questa ricerca , nella media, la variabilità in secondi è stata vicina ai 2", da rifletterci. bella ricerca davvero! :oook: per inciso e per cronaca, su quali variabili fisiologiche andrebbe ad incidere il riscaldamento? potremmo anche cercare di capire come ovviare a questo problema, ci sono esercizi a secco o stretching che possano aiutare quando tra il riscaldamento e la gara intercorrano diverze mezz'ore ma anche ore? (gare mastr docent.. si dice docent vero?!)
Riflessioni per il forum : questa ricerca &egrave; veramente interessante. In molte piscine in Italia non &egrave; possibile avere la vasca di riscaldamento in prossimit&agrave; della vasca di gara e quindi ci si deve adeguare a fare un riscaldamento tutti-insieme e poi una gara dopo 30 o 60 minuti. In questa ricerca , nella media, la variabilit&agrave; in secondi &egrave; stata vicina ai 2&quot;, da rifletterci. bella ricerca davvero! :oook: per inciso e per cronaca, su quali variabili fisiologiche andrebbe ad incidere il riscaldamento? potremmo anche cercare di capire come ovviare a questo problema, ci sono esercizi a secco o stretching che possano aiutare quando tra il riscaldamento e la gara intercorrano diverze mezz&#039;ore ma anche ore? (gare mastr docent.. si dice docent vero?!)
modificato Jul 7 '07 a 9:48 pm
 
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intanto ti ringrazio per questa pubblicazione, davvero molto interessante. poi vengo alle domande (che ti faccio da perfetta ignorante nella materia, visto che il mio campo scientifico è diverso dal tuo suppongo). 1) questi numeri piuttosto che 45 (136.80 ± 20.38 s vs 138.69 ± 20.32 s, P < .05) sono misurazioni di cosa? 2)Il fatto che dopo 10min di riposo il tempo di gara sia stato notevolmente inferiore rispetto ai 45 minuti di riposo presuppone che il fisico abbia in un certo qual modo "carburato" (insomma, la differenza che ci sarebbe tra partire da fermi per una corsa e partire camminando). Per dirla in altre parole, abbia attivato tutta una serie di reazioni che fornirebbero la base a cui attingere per lo sforzo della gara. Quali sarebbero queste reazioni, chiamiamole "di base"?
intanto ti ringrazio per questa pubblicazione, davvero molto interessante. poi vengo alle domande (che ti faccio da perfetta ignorante nella materia, visto che il mio campo scientifico &egrave; diverso dal tuo suppongo). 1) questi numeri piuttosto che 45 (136.80 &plusmn; 20.38 s vs 138.69 &plusmn; 20.32 s, P &lt; .05) sono misurazioni di cosa? 2)Il fatto che dopo 10min di riposo il tempo di gara sia stato notevolmente inferiore rispetto ai 45 minuti di riposo presuppone che il fisico abbia in un certo qual modo &quot;carburato&quot; (insomma, la differenza che ci sarebbe tra partire da fermi per una corsa e partire camminando). Per dirla in altre parole, abbia attivato tutta una serie di reazioni che fornirebbero la base a cui attingere per lo sforzo della gara. Quali sarebbero queste reazioni, chiamiamole &quot;di base&quot;?
modificato Jul 7 '07 a 10:00 pm
 
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Bello parlare in questo forum! Allora, i valori riportati sono "secondi" quindi parla di 136.80 (2 minuti e 16", 8 decimi) considera che non tutti nuotavano lo stile libero , infatti la variabilità è di ± 20.38 . Per quanto riguarda la risposta alla domanda del "Perchè accade" diamo subito alcune considerazioni : Il riscaldamento serve a predisporre l'organismo alla situazione di gara aumentando la frequenza cardiaca, la respirazione ed attivando il cuore, i vasi sanguigni ed i muscoli all'impegno imminente. Stesse considerazioni per il Vo2 Max. In una gara da 200m sarebbe impossibile raggiungere i più alti livelli di Vo2max in tempi brevi se il "motore" fosse freddo. Quindi il riscaldamento serve , ed è fondamentale, a prepararsi alla gara per sfruttare al massimo i nostri sistemi energetici. Se l'effetto del riscaldamento è vanificato per tempo eccessivo è come se volessimo battere il record di velocità in auto della Ferrari partendo con il motore giacciato e fermo. Per lo stretching invece posterò qualcos'altro perchè merita approfondimento. E' infatti luogo comune ritenerlo utile (o sostitutivo) del riscaldamento ma invece può portare a risulltati inversi.
Bello parlare in questo forum! Allora, i valori riportati sono &quot;secondi&quot; quindi parla di 136.80 (2 minuti e 16&quot;, 8 decimi) considera che non tutti nuotavano lo stile libero , infatti la variabilit&agrave; &egrave; di &plusmn; 20.38 . Per quanto riguarda la risposta alla domanda del &quot;Perch&egrave; accade&quot; diamo subito alcune considerazioni : Il riscaldamento serve a predisporre l&#039;organismo alla situazione di gara aumentando la frequenza cardiaca, la respirazione ed attivando il cuore, i vasi sanguigni ed i muscoli all&#039;impegno imminente. Stesse considerazioni per il Vo2 Max. In una gara da 200m sarebbe impossibile raggiungere i pi&ugrave; alti livelli di Vo2max in tempi brevi se il &quot;motore&quot; fosse freddo. Quindi il riscaldamento serve , ed &egrave; fondamentale, a prepararsi alla gara per sfruttare al massimo i nostri sistemi energetici. Se l&#039;effetto del riscaldamento &egrave; vanificato per tempo eccessivo &egrave; come se volessimo battere il record di velocit&agrave; in auto della Ferrari partendo con il motore giacciato e fermo. Per lo stretching invece poster&ograve; qualcos&#039;altro perch&egrave; merita approfondimento. E&#039; infatti luogo comune ritenerlo utile (o sostitutivo) del riscaldamento ma invece pu&ograve; portare a risulltati inversi.
modificato Jul 7 '07 a 10:15 pm
 
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veniamo alle mie due domande (forse ne hai troppe :lol:)... Allora, praticamente quello che la ricerca dice, è che, per essere al meglio, prima di una gara, il riscaldamento va terminato poco prima, cioè 10 minuti prima... mi sto sbagliando? Poi l'altra domanda è, la ricerca prende come distanza di riferimento i 200 metri, per qualche motivo, oppure vale la stessa cose per tutte le distanze??? Si, domande un pò sciocche, ma se non capisco, ce ce devo fà?
veniamo alle mie due domande (forse ne hai troppe :lol:)... Allora, praticamente quello che la ricerca dice, &egrave; che, per essere al meglio, prima di una gara, il riscaldamento va terminato poco prima, cio&egrave; 10 minuti prima... mi sto sbagliando? Poi l&#039;altra domanda &egrave;, la ricerca prende come distanza di riferimento i 200 metri, per qualche motivo, oppure vale la stessa cose per tutte le distanze??? Si, domande un p&ograve; sciocche, ma se non capisco, ce ce devo f&agrave;?
modificato Jul 7 '07 a 10:24 pm
 
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Intanto le domande non sono mai sciocche. Quando vedo nei convegni i relatori che "sghignazzano" alle domande ritenute sciocche ... il più delle volte è perchè non sanno rispondere cose sensate. Dunque, la ricerca dice che con 10 minuti di riposo dal riscaldamento i risultati di gara sono "statisticamente" migliori rispetto ad un periodo di 45minuti. La ricerca scientifica è luuuunga ma deve avere dei presupposti e seguire metodi rigorosi. Una ricerca che dice genericamente "prima della gara" , qualunque essa sia, molto probabilmente sarebbe rifiutata dall'editore (e dai referee) quindi si sono basati su una distanza media. Sarebbe bello realizzarne un'altra per i 50 o i 100 così come per i 1500... se ci sono volontari in ascolto la possiamo fare...
Intanto le domande non sono mai sciocche. Quando vedo nei convegni i relatori che &quot;sghignazzano&quot; alle domande ritenute sciocche ... il pi&ugrave; delle volte &egrave; perch&egrave; non sanno rispondere cose sensate. Dunque, la ricerca dice che con 10 minuti di riposo dal riscaldamento i risultati di gara sono &quot;statisticamente&quot; migliori rispetto ad un periodo di 45minuti. La ricerca scientifica &egrave; luuuunga ma deve avere dei presupposti e seguire metodi rigorosi. Una ricerca che dice genericamente &quot;prima della gara&quot; , qualunque essa sia, molto probabilmente sarebbe rifiutata dall&#039;editore (e dai referee) quindi si sono basati su una distanza media. Sarebbe bello realizzarne un&#039;altra per i 50 o i 100 cos&igrave; come per i 1500... se ci sono volontari in ascolto la possiamo fare...
modificato Jul 7 '07 a 10:32 pm
 
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Una ricerca che dice genericamente "prima della gara" , qualunque essa sia, molto probabilmente sarebbe rifiutata dall'editore (e dai referee) quindi si sono basati su una distanza media. cioè... per quale motivo dovrebbe essere rifiutata?
Una ricerca che dice genericamente &quot;prima della gara&quot; , qualunque essa sia, molto probabilmente sarebbe rifiutata dall&#039;editore (e dai referee) quindi si sono basati su una distanza media. cio&egrave;... per quale motivo dovrebbe essere rifiutata?
modificato Jul 7 '07 a 11:18 pm
 
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L'iter da seguire per presentare una ricerca ad una rivista scientifica è abbastanza elaborato e può differire da rivista a rivista. Per semplificare succede che un ricercatore, spesso in team, sottopone la ricerca secondo i criteri definiti (numero di pagine, foto, grafici, bibliografia e referenze etc) ovviamente in inglese, ad una rivista di comprovata esperienza scientifica e presente sul panorama internazionale. Loro rispondono che hanno ricevuto la richiesta e, da questo momento, la esaminano inviandola in forma anonima a 2 o più esperti della materia (che hanno alle spalle decine di pubblicazioni e comprovata esperienza) che se la studieranno e ne valuteranno tutti i passaggi. Se per loro va bene (quasi mai) allora in 6 mesi/1 anno viene pubblicata se invece vengono rilevate imprecisioni, inesattezze o comunque contenuti non accurati viene chiesta una integrazione oppure respinta. In questo caso non sarebbe stato possibile che una ricerca che avesse valutato "uguale" una gara da 50m ad un 1500m venisse approvata proprio perchè un fisiologo sa bene che i meccanismi energetici sono completamente diversi e quindi il test non sarebbe stato ritenuto accurato.
L&#039;iter da seguire per presentare una ricerca ad una rivista scientifica &egrave; abbastanza elaborato e pu&ograve; differire da rivista a rivista. Per semplificare succede che un ricercatore, spesso in team, sottopone la ricerca secondo i criteri definiti (numero di pagine, foto, grafici, bibliografia e referenze etc) ovviamente in inglese, ad una rivista di comprovata esperienza scientifica e presente sul panorama internazionale. Loro rispondono che hanno ricevuto la richiesta e, da questo momento, la esaminano inviandola in forma anonima a 2 o pi&ugrave; esperti della materia (che hanno alle spalle decine di pubblicazioni e comprovata esperienza) che se la studieranno e ne valuteranno tutti i passaggi. Se per loro va bene (quasi mai) allora in 6 mesi/1 anno viene pubblicata se invece vengono rilevate imprecisioni, inesattezze o comunque contenuti non accurati viene chiesta una integrazione oppure respinta. In questo caso non sarebbe stato possibile che una ricerca che avesse valutato &quot;uguale&quot; una gara da 50m ad un 1500m venisse approvata proprio perch&egrave; un fisiologo sa bene che i meccanismi energetici sono completamente diversi e quindi il test non sarebbe stato ritenuto accurato.
modificato Jul 7 '07 a 11:28 pm
 
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Intanto le domande non sono mai sciocche. Quando vedo nei convegni i relatori che "sghignazzano" alle domande ritenute sciocche ... il più delle volte è perchè non sanno rispondere cose sensate. Dunque, la ricerca dice che con 10 minuti di riposo dal riscaldamento i risultati di gara sono "statisticamente" migliori rispetto ad un periodo di 45minuti. La ricerca scientifica è luuuunga ma deve avere dei presupposti e seguire metodi rigorosi. Una ricerca che dice genericamente "prima della gara" , qualunque essa sia, molto probabilmente sarebbe rifiutata dall'editore (e dai referee) quindi si sono basati su una distanza media. Sarebbe bello realizzarne un'altra per i 50 o i 100 così come per i 1500... se ci sono volontari in ascolto la possiamo fare... Allora ti faccio una domanda... considerando che nelle diverse distanze il fisico utilizza un diverso metabolismo (aerobico/anaerobico, lattacido/alattacido). Tu cosa ti aspetteresti per distanze più lunghe (400 in poi)? e per le più corte? Ovvero, la stimolazione metabolica che si ha dopo un tale tipo di riscaldamento, e l'intervallo di 10min prima della gara, è una buona base per tutti i tipi di gare o no? Io mi aspetto un appiattimento andando verso gare più lunghe :lookaround:
Intanto le domande non sono mai sciocche. Quando vedo nei convegni i relatori che &quot;sghignazzano&quot; alle domande ritenute sciocche ... il pi&ugrave; delle volte &egrave; perch&egrave; non sanno rispondere cose sensate. Dunque, la ricerca dice che con 10 minuti di riposo dal riscaldamento i risultati di gara sono &quot;statisticamente&quot; migliori rispetto ad un periodo di 45minuti. La ricerca scientifica &egrave; luuuunga ma deve avere dei presupposti e seguire metodi rigorosi. Una ricerca che dice genericamente &quot;prima della gara&quot; , qualunque essa sia, molto probabilmente sarebbe rifiutata dall&#039;editore (e dai referee) quindi si sono basati su una distanza media. Sarebbe bello realizzarne un&#039;altra per i 50 o i 100 cos&igrave; come per i 1500... se ci sono volontari in ascolto la possiamo fare... Allora ti faccio una domanda... considerando che nelle diverse distanze il fisico utilizza un diverso metabolismo (aerobico/anaerobico, lattacido/alattacido). Tu cosa ti aspetteresti per distanze pi&ugrave; lunghe (400 in poi)? e per le pi&ugrave; corte? Ovvero, la stimolazione metabolica che si ha dopo un tale tipo di riscaldamento, e l&#039;intervallo di 10min prima della gara, &egrave; una buona base per tutti i tipi di gare o no? Io mi aspetto un appiattimento andando verso gare pi&ugrave; lunghe :lookaround:
modificato Jul 8 '07 a 10:39 am
 
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Allora ti faccio una domanda... considerando che nelle diverse distanze il fisico utilizza un diverso metabolismo (aerobico/anaerobico, lattacido/alattacido). Tu cosa ti aspetteresti per distanze più lunghe (400 in poi)? e per le più corte? Ovvero, la stimolazione metabolica che si ha dopo un tale tipo di riscaldamento, e l'intervallo di 10min prima della gara, è una buona base per tutti i tipi di gare o no? Io mi aspetto un appiattimento andando verso gare più lunghe :lookaround: in che senso un appiattimento?
Allora ti faccio una domanda... considerando che nelle diverse distanze il fisico utilizza un diverso metabolismo (aerobico/anaerobico, lattacido/alattacido). Tu cosa ti aspetteresti per distanze pi&ugrave; lunghe (400 in poi)? e per le pi&ugrave; corte? Ovvero, la stimolazione metabolica che si ha dopo un tale tipo di riscaldamento, e l&#039;intervallo di 10min prima della gara, &egrave; una buona base per tutti i tipi di gare o no? Io mi aspetto un appiattimento andando verso gare pi&ugrave; lunghe :lookaround: in che senso un appiattimento?
modificato Jul 8 '07 a 12:27 pm
 
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nel senso che la differenza di tempo tra la gara fatta dopo 10 minuti e fatta dopo 45 minuti sarà minore
nel senso che la differenza di tempo tra la gara fatta dopo 10 minuti e fatta dopo 45 minuti sar&agrave; minore
modificato Jul 8 '07 a 12:53 pm
 
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nel senso che la differenza di tempo tra la gara fatta dopo 10 minuti e fatta dopo 45 minuti sarà minore uhm.. sì, lo penso anche io. ma penso anche che sia più rischioso allungare la distanza di gara, così come accorciarla. effettivamente 200mt sono un buon equilibrio, sopra e sotto secondo me è più facile che altri parametri vengano ad intaccare lo studio, considerando anche che sono coinvolti tutti gli stili. diciamo che un buon riscaldamento ti permette di partire meglio, ovvero di carburare meglio e raggiungere con più facilità e in minor tempo le condizioni ottimali di gara. penso si possa agevolmente fare un paragone con le auto, no? per percorrere una distanza nel minor tempo possibile, probabilmente vorremmo mettere la quinta (marcia). ma se siamo in prima non possiamo permetterci di passare direttamente alla quinta con un'accelerazione da paura: non oso pensare cosa succederebbe al motore o ad altre componenti dell'auto! (io dell'auto so giusto che ha quattro ruote e un volante) altrimenti possiamo pian piano passare dalla prima alla seconda alla terza alla quarta fino alla quinta.. l'auto sarà mooooolto più contenta di prima, ma avremo bisogno di tempo. se invece la nostra auto è già "su di giri" sarà tutto molto più facile, meno traumatico e modestamente rapido. poi ovviamente se tra il "riscaldamento" della nostra auto e l'inizio della gara facciamo passare troppo tempo, il motore fa tempo a raffreddarsi e siamo d'accapo. (non ho capito perché ho fatto questa parafrasi :9_mmmh: )
nel senso che la differenza di tempo tra la gara fatta dopo 10 minuti e fatta dopo 45 minuti sar&agrave; minore uhm.. s&igrave;, lo penso anche io. ma penso anche che sia pi&ugrave; rischioso allungare la distanza di gara, cos&igrave; come accorciarla. effettivamente 200mt sono un buon equilibrio, sopra e sotto secondo me &egrave; pi&ugrave; facile che altri parametri vengano ad intaccare lo studio, considerando anche che sono coinvolti tutti gli stili. diciamo che un buon riscaldamento ti permette di partire meglio, ovvero di carburare meglio e raggiungere con pi&ugrave; facilit&agrave; e in minor tempo le condizioni ottimali di gara. penso si possa agevolmente fare un paragone con le auto, no? per percorrere una distanza nel minor tempo possibile, probabilmente vorremmo mettere la quinta (marcia). ma se siamo in prima non possiamo permetterci di passare direttamente alla quinta con un&#039;accelerazione da paura: non oso pensare cosa succederebbe al motore o ad altre componenti dell&#039;auto! (io dell&#039;auto so giusto che ha quattro ruote e un volante) altrimenti possiamo pian piano passare dalla prima alla seconda alla terza alla quarta fino alla quinta.. l&#039;auto sar&agrave; mooooolto pi&ugrave; contenta di prima, ma avremo bisogno di tempo. se invece la nostra auto &egrave; gi&agrave; &quot;su di giri&quot; sar&agrave; tutto molto pi&ugrave; facile, meno traumatico e modestamente rapido. poi ovviamente se tra il &quot;riscaldamento&quot; della nostra auto e l&#039;inizio della gara facciamo passare troppo tempo, il motore fa tempo a raffreddarsi e siamo d&#039;accapo. (non ho capito perch&eacute; ho fatto questa parafrasi :9_mmmh: )
modificato Jul 8 '07 a 1:08 pm
 
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l'anaerobico e l'aerobico viaggiano insieme dal primo istante solo che sono utilizzati a fini energetici in % diverse. In una gara da 100m in atletica in 9" il meccanismo aerobico e' quasi ininfluente (in gara ma non in allenamento); nel nuoto i 100 si fanno in circ 1min e quindi le cose cambiano. anche in un 400 pero' la prima parte e' anaerobica , e lo rimane a lungo. il riscaldamento come si e' visto comporta l'attivazione di tutti i sistemi cardio-respiratori e muscolari quindi , a mio parere, darebbe gli stessi risultati in qualunque distanza. bisognerebbe fare una ricerca per il fondo, credo che lì le differenze sarebbero meno evidenti anche se il fondo attuale, da camp.mondiale, non ammette piu' partenze in relax ma si deve spingere al max fin da subito.
l&#039;anaerobico e l&#039;aerobico viaggiano insieme dal primo istante solo che sono utilizzati a fini energetici in % diverse. In una gara da 100m in atletica in 9&quot; il meccanismo aerobico e&#039; quasi ininfluente (in gara ma non in allenamento); nel nuoto i 100 si fanno in circ 1min e quindi le cose cambiano. anche in un 400 pero&#039; la prima parte e&#039; anaerobica , e lo rimane a lungo. il riscaldamento come si e&#039; visto comporta l&#039;attivazione di tutti i sistemi cardio-respiratori e muscolari quindi , a mio parere, darebbe gli stessi risultati in qualunque distanza. bisognerebbe fare una ricerca per il fondo, credo che l&igrave; le differenze sarebbero meno evidenti anche se il fondo attuale, da camp.mondiale, non ammette piu&#039; partenze in relax ma si deve spingere al max fin da subito.
modificato Jul 8 '07 a 1:15 pm
 
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secondo me su gare più corte è più facile che incidano le differenze di una partenza o di una virata (sono partito male, mi ci è voluto un po' per riprendere l'assetto.. ma oramai la gara era finita :lol: ) mentre sulle gare lunghe.. lì c'è anche una questione di gestione della gara e delle proprie risorse.
secondo me su gare pi&ugrave; corte &egrave; pi&ugrave; facile che incidano le differenze di una partenza o di una virata (sono partito male, mi ci &egrave; voluto un po&#039; per riprendere l&#039;assetto.. ma oramai la gara era finita :lol: ) mentre sulle gare lunghe.. l&igrave; c&#039;&egrave; anche una questione di gestione della gara e delle proprie risorse.
modificato Jul 8 '07 a 1:20 pm
 
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secondo me su gare più corte è più facile che incidano le differenze di una partenza o di una virata (sono partito male, mi ci è voluto un po' per riprendere l'assetto.. ma oramai la gara era finita :lol: ) mentre sulle gare lunghe.. lì c'è anche una questione di gestione della gara e delle proprie risorse. Mi sembra che in questa ricerca (che comunque non mi sembra fatta gran chè bene,a parte l'argomento) non tratti l'argomento gare corte - gare lunghe ma si blocchi ai 200m, con molte varianti discutibili (non solo crawl, variabilità tra atleti troppo alta...). L'incidenza sul risultato è poi troppo troppo evidente. Mi sembra proprio fatta con i piedi...
secondo me su gare pi&ugrave; corte &egrave; pi&ugrave; facile che incidano le differenze di una partenza o di una virata (sono partito male, mi ci &egrave; voluto un po&#039; per riprendere l&#039;assetto.. ma oramai la gara era finita :lol: ) mentre sulle gare lunghe.. l&igrave; c&#039;&egrave; anche una questione di gestione della gara e delle proprie risorse. Mi sembra che in questa ricerca (che comunque non mi sembra fatta gran ch&egrave; bene,a parte l&#039;argomento) non tratti l&#039;argomento gare corte - gare lunghe ma si blocchi ai 200m, con molte varianti discutibili (non solo crawl, variabilit&agrave; tra atleti troppo alta...). L&#039;incidenza sul risultato &egrave; poi troppo troppo evidente. Mi sembra proprio fatta con i piedi...
modificato Jul 14 '07 a 7:01 pm
 
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A proposito dello studio, in una gara da 50 metri traggo beneficio del riscaldamento solamente questa viene svolta nell'arco dei 15 minuti successivi. Dopodichè comincio a sentirmi stanco e imballato. Per quanto riguarda i 200 invece, che lo faccia 10, 20 minuti o 2 ore dopo non mi cambia molto la prestazione.
A proposito dello studio, in una gara da 50 metri traggo beneficio del riscaldamento solamente questa viene svolta nell&#039;arco dei 15 minuti successivi. Dopodich&egrave; comincio a sentirmi stanco e imballato. Per quanto riguarda i 200 invece, che lo faccia 10, 20 minuti o 2 ore dopo non mi cambia molto la prestazione.
modificato Jul 15 '07 a 8:49 am
 
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interessante. La ricerca dovrebbe prendere in considerazione anche la tipologia di riscaldamento che in genere, da ricerche russe, è strettamente correlata alla personalità del nuotatore, la quale poi si materializza con la nuotata di gara. Vi sono delle teorie che considerano vie differenti di rispcaldamento, alcuni sprinter attivano la muscolatura e il snc con due-tre esercizi di pesistica precontest.
interessante. La ricerca dovrebbe prendere in considerazione anche la tipologia di riscaldamento che in genere, da ricerche russe, &egrave; strettamente correlata alla personalit&agrave; del nuotatore, la quale poi si materializza con la nuotata di gara. Vi sono delle teorie che considerano vie differenti di rispcaldamento, alcuni sprinter attivano la muscolatura e il snc con due-tre esercizi di pesistica precontest.
modificato Jul 27 '07 a 9:29 pm
 
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interessante. La ricerca dovrebbe prendere in considerazione anche la tipologia di riscaldamento che in genere, da ricerche russe, .... a cosa ti riferisci? sono pubblicazioni scientifiche o altro? Hai materiale? vediamo di che si tratta...
interessante. La ricerca dovrebbe prendere in considerazione anche la tipologia di riscaldamento che in genere, da ricerche russe, .... a cosa ti riferisci? sono pubblicazioni scientifiche o altro? Hai materiale? vediamo di che si tratta...
modificato Jul 28 '07 a 9:51 pm
 
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questi studi, alcuni recenti altri datati, partono dal concetto di preparazione mentale, o meglio dell'emotività dell'atleta e sulla manifestazione della sovreccitazione. matveiev 1992 sulla perseveranza e sulla concorrenza fra atleti, studi sulla componente mentale e sulla memorizzazione da parte di vaitsekhovsky e nideffer,1976. Da questi poi platonov ha definito un programma di riscaldamento proprio differenziando il livello di emotività dell'atleta: poco emotivo-molto emotivo suddividendo le tabelle in obbiettivi specifici e contenuti del riscaldamento.
questi studi, alcuni recenti altri datati, partono dal concetto di preparazione mentale, o meglio dell&#039;emotivit&agrave; dell&#039;atleta e sulla manifestazione della sovreccitazione. matveiev 1992 sulla perseveranza e sulla concorrenza fra atleti, studi sulla componente mentale e sulla memorizzazione da parte di vaitsekhovsky e nideffer,1976. Da questi poi platonov ha definito un programma di riscaldamento proprio differenziando il livello di emotivit&agrave; dell&#039;atleta: poco emotivo-molto emotivo suddividendo le tabelle in obbiettivi specifici e contenuti del riscaldamento.
modificato Jul 29 '07 a 5:50 pm
 
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ci fai un esempio di riscaldamento poco emotivo e di uno molto emotivo? l'unica cosa che mi viene in mente è che si basino sull'accelerazione cardiaca, che in un soggetto emotivo è già bella che attiva a riposo... e ovvio sul rilascio di neurotrasmettitori
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modificato Jul 29 '07 a 6:09 pm
 
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