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Da Anaten.it I test al lattato devono essere considerati con altri fattori nella valutazione dell'allenamento dei nuotatori(original : Thompson, K. G., Garland, S. W., & Lothia, F. (2006). Interpretation of the physiological monitoring of an international swimmer. International Journal of Sports Science and Coaching, 1, 117-124.) Una ranista internazionale venne monitorata per un periodo di tre anni. Le venne somministrato un protocollo di 11 test standardizzati e 7 sessioni di test vennero effettuate 3 settimane prima delle competizioni. Le velocità di gara più alte furono correlate significativamente con le concentrazioni di 4,6 e 8 mM. I risultati dei test e delle performance subirono delle variazioni durante i periodi di overreaching, de-training e scarsa alimentazione. Il lattato preso in prossimità delle competizioni dovrebbe essere considerato insieme ad altri fattori quali, ad esempio, lo stato di salute, il livello di allenamento etc. in accordo con le decisioni e la programmazione dell'allenatore. Gli autori esprimono quindi una certa riserva dal generalizzare i risultati di questi tes sia per la difficoltà a riconoscere le differenze individuali sia per l'insorgenza di altri fenomeni osservati che possono variare significativamente i risultati. Tra le implicazioni si considera che quando vengono analizzati i fattori fisiologici in atleti di elite tutte le considerazioni vanno fatte dopo una dettagliata analisi della storia dell'atleta, specialmente quando si arriva in prossimità delle competizioni. Commenti alla ricerca: questo studio assume una valenza importante per un allenatore poichè viene analizzato il caso singolo ma non può essere considerato come standard per le ricerche di tipo scientifico, basate su numero di casi elevati ed omogenei. Ad ogni modo offre elementi di riflessione per la valutazione dei dati. E' infatti possibile ritenere il dato proveniente da un solo test come quello di riferimento per la valutazione di uno stato di allenamento? Sicuramente no. L'allenatore deve tener conto di numerose variabili che possono influenzare la prova e gran parte di queste sono legate a fattori ambientali o di altra natura (temperatura dell'acqua, stress dell'atleta, alimentazione dei giorni precedenti, ciclo se donna etc.). E' consigliato quindi operare i test al lattato con la partecipazione di un esperto in fisiologia o scienza dello sport o medicina dello sport per poter valutare il risultato anche sulla base di una esperienza più ampia legata alla fisiologia
Da Anaten.it I test al lattato devono essere considerati con altri fattori nella valutazione dell'allenamento dei nuotatori(original : Thompson, K. G., Garland, S. W., & Lothia, F. (2006). Interpretation of the physiological monitoring of an international swimmer. International Journal of Sports Science and Coaching, 1, 117-124.) Una ranista internazionale venne monitorata per un periodo di tre anni. Le venne somministrato un protocollo di 11 test standardizzati e 7 sessioni di test vennero effettuate 3 settimane prima delle competizioni. Le velocità di gara più alte furono correlate significativamente con le concentrazioni di 4,6 e 8 mM. I risultati dei test e delle performance subirono delle variazioni durante i periodi di overreaching, de-training e scarsa alimentazione. Il lattato preso in prossimità delle competizioni dovrebbe essere considerato insieme ad altri fattori quali, ad esempio, lo stato di salute, il livello di allenamento etc. in accordo con le decisioni e la programmazione dell'allenatore. Gli autori esprimono quindi una certa riserva dal generalizzare i risultati di questi tes sia per la difficoltà a riconoscere le differenze individuali sia per l'insorgenza di altri fenomeni osservati che possono variare significativamente i risultati. Tra le implicazioni si considera che quando vengono analizzati i fattori fisiologici in atleti di elite tutte le considerazioni vanno fatte dopo una dettagliata analisi della storia dell'atleta, specialmente quando si arriva in prossimità delle competizioni. <SCRIPT type=text/javascript><!-- D( ); D(); //--></SCRIPT> Commenti alla ricerca: questo studio assume una valenza importante per un allenatore poichè viene analizzato il caso singolo ma non può essere considerato come standard per le ricerche di tipo scientifico, basate su numero di casi elevati ed omogenei. Ad ogni modo offre elementi di riflessione per la valutazione dei dati. E' infatti possibile ritenere il dato proveniente da un solo test come quello di riferimento per la valutazione di uno stato di allenamento? Sicuramente no. L'allenatore deve tener conto di numerose variabili che possono influenzare la prova e gran parte di queste sono legate a fattori ambientali o di altra natura (temperatura dell'acqua, stress dell'atleta, alimentazione dei giorni precedenti, ciclo se donna etc.). E' consigliato quindi operare i test al lattato con la partecipazione di un esperto in fisiologia o scienza dello sport o medicina dello sport per poter valutare il risultato anche sulla base di una esperienza più ampia legata alla fisiologia
modificato Feb 28 '08 a 8:11 am
 
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i tests andrebbero correlati alla prestazione. Io azzarderei che il risultato dei dati ottenuti attraverso i tests, dovrebbe costituire la previsione di prestazione. Dei nostri nuotatori disponiamo, generalmente, di pochi dati, e solamente di tipo prestativo. Molti allenatori ad esempio ignorano informazioni elementari e banali sui propri atleti quali l'altezza/peso, oppure, cosa a mio avviso più grave, non possiedono dati/informazioni scaturenti dalle visite mediche periodiche. La programmazione della o delle gare avviene abitualmente in termini di tempo di percorrenza della distanza, per fare un esempio difficilmente si indaga se l'atleta ha condotto un'alimentazione corretta. Il tecnico è a conoscenza che a limitare la velocità su una certa distanza siano: le qualità aerobiche le qualità lattacide il costo energetico della nuotata (dipendente dalla tecnica esecutiva) rilevare una carenza, significa lavorare per migliorare la prestazione in assoluto.
i tests andrebbero correlati alla prestazione. Io azzarderei che il risultato dei dati ottenuti attraverso i tests, dovrebbe costituire la previsione di prestazione. Dei nostri nuotatori disponiamo, generalmente, di pochi dati, e solamente di tipo prestativo. Molti allenatori ad esempio ignorano informazioni elementari e banali sui propri atleti quali l'altezza/peso, oppure, cosa a mio avviso più grave, non possiedono dati/informazioni scaturenti dalle visite mediche periodiche. La programmazione della o delle gare avviene abitualmente in termini di tempo di percorrenza della distanza, per fare un esempio difficilmente si indaga se l'atleta ha condotto un'alimentazione corretta. Il tecnico è a conoscenza che a limitare la velocità su una certa distanza siano: le qualità aerobiche le qualità lattacide il costo energetico della nuotata (dipendente dalla tecnica esecutiva) rilevare una carenza, significa lavorare per migliorare la prestazione in assoluto.
modificato Feb 29 '08 a 9:09 pm
 
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