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Da Anaten.it 21/02/2008 Pillole dalla Ricerca II Riposo attivo alla soglia di lattato è più performante (original : Weltman, A. L., Greenwood, J. D., Moses, E. Bernardino, M., & Gaesser, G. A. (2005). Effects of exercise recovery intensity on blood lactate disappearance and subsequent swimming performance. Medicine and Science in Sports and Exercise, 37(5), Supplement abstract 447.. ) Questo studio analizza le possibili varianti legate ai recuperi effettuati dopo uno sforzo massimale sulla distanza dei 200m nel nuoto. 14 atleti di alto livello sono stati sottoposti a test sulla velocità del 50%, 100% e 150% della soglia al lattato personale, dopo una prova di gara sui 200m sono stati controllati durante la fase di recupero con 4 varianti : riposo passivo (atleti fermi), nuotata al 50% della soglia, al 100% ed al 150%. Al termine della fase di recupero sono stati sottoposti ad un nuovo test sulla distanza dei 200m. I risultati del test confermano che il riposo attivo (nuotando) rimuove il lattato più velocemente del riposo passivo. La nuotata al 100% della soglia al lattato produce la migliore rimozione di lattato dal sangue, mentre il riposo attivo al 100% ed al 150% consentono di raggiungere il miglior risultato nella seconda prova da 200m. Implicazioni : il recupero attivo con velocità alla soglia di lattato produce le migliori condizioni di riposo, durante le gare effettuare un periodo di recupero con queste condizioni consente di ottenere il miglior risultato tra due gare ravvicinate. Commenti alla ricerca: questo studio conferma quanto già noto in fisiologia dello sport sui tempi e modalità di recupero tra riposo attivo e riposo passivo. Nella metodologia dell'allenamento la conoscenza delle implicazioni della quantità di lattato nel sangue consente di poter ottenere obiettivi diversi (picco o tolleranza) basandosi non sulla distanza del test di gara ma bensì sulle modalità di recupero.
Da Anaten.it http://www.anaten.it/img/1x1.gif 21/02/2008 Pillole dalla Ricerca II http://www.anaten.it/img/1x1.gif Riposo attivo alla soglia di lattato è più performante (original : Weltman, A. L., Greenwood, J. D., Moses, E. Bernardino, M., & Gaesser, G. A. (2005). Effects of exercise recovery intensity on blood lactate disappearance and subsequent swimming performance. Medicine and Science in Sports and Exercise, 37(5), Supplement abstract 447.. ) Questo studio analizza le possibili varianti legate ai recuperi effettuati dopo uno sforzo massimale sulla distanza dei 200m nel nuoto. 14 atleti di alto livello sono stati sottoposti a test sulla velocità del 50%, 100% e 150% della soglia al lattato personale, dopo una prova di gara sui 200m sono stati controllati durante la fase di recupero con 4 varianti : riposo passivo (atleti fermi), nuotata al 50% della soglia, al 100% ed al 150%. Al termine della fase di recupero sono stati sottoposti ad un nuovo test sulla distanza dei 200m. I risultati del test confermano che il riposo attivo (nuotando) rimuove il lattato più velocemente del riposo passivo. La nuotata al 100% della soglia al lattato produce la migliore rimozione di lattato dal sangue, mentre il riposo attivo al 100% ed al 150% consentono di raggiungere il miglior risultato nella seconda prova da 200m. Implicazioni : il recupero attivo con velocità alla soglia di lattato produce le migliori condizioni di riposo, durante le gare effettuare un periodo di recupero con queste condizioni consente di ottenere il miglior risultato tra due gare ravvicinate. Commenti alla ricerca: questo studio conferma quanto già noto in fisiologia dello sport sui tempi e modalità di recupero tra riposo attivo e riposo passivo. Nella metodologia dell'allenamento la conoscenza delle implicazioni della quantità di lattato nel sangue consente di poter ottenere obiettivi diversi (picco o tolleranza) basandosi non sulla distanza del test di gara ma bensì sulle modalità di recupero.
modificato Feb 21 '08 a 8:13 am
 
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molto interessante...e utile! però, precisamente, per soglia di lattato cosa si intende? un altro dubbio: non ci possono essere combinazioni di lavori al 100% della soglia di lattato e di lavori più blandi che permettano un recupero ancora migliore?
molto interessante...e utile! però, precisamente, per soglia di lattato cosa si intende? un altro dubbio: non ci possono essere combinazioni di lavori al 100% della soglia di lattato e di lavori più blandi che permettano un recupero ancora migliore?
modificato Feb 21 '08 a 6:06 pm
 
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ora capisco perchè il coach dopo picchi di lattato ci mette dei lavori di soglia... e ora capisco perche si incazza da morire se non teniamo i giusti valori:asd2:
ora capisco perchè il coach dopo picchi di lattato ci mette dei lavori di soglia... e ora capisco perche si incazza da morire se non teniamo i giusti valori:asd2:
modificato Feb 21 '08 a 6:08 pm
 
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Le "soglie" sono quelle velocità che vengono ritenute al limite di un cambio di meccanismo energetico. Non entrando nel dettaglio perchè la bibliografia è immensa e le scuole di pensiero diverse, la soglia al lattato è quella determinata velocità che consente all'atleta di produrre acido lattico senza accumulo. Ovvero la quantità che viene prodotta viene rimetabolizzata dall'atleta durante lo sforzo. Per determinare la soglia (di circa 4mM/l - * Mader) sono necessari dei test appositi con lattametro da effettuarsi in piscina.
Le "soglie" sono quelle velocità che vengono ritenute al limite di un cambio di meccanismo energetico. Non entrando nel dettaglio perchè la bibliografia è immensa e le scuole di pensiero diverse, la soglia al lattato è quella determinata velocità che consente all'atleta di produrre acido lattico senza accumulo. Ovvero la quantità che viene prodotta viene rimetabolizzata dall'atleta durante lo sforzo. Per determinare la soglia (di circa 4mM/l - * Mader) sono necessari dei test appositi con lattametro da effettuarsi in piscina.
modificato Feb 21 '08 a 6:16 pm
 
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Le "soglie" sono quelle velocità che vengono ritenute al limite di un cambio di meccanismo energetico. Non entrando nel dettaglio perchè la bibliografia è immensa e le scuole di pensiero diverse, la soglia al lattato è quella determinata velocità che consente all'atleta di produrre acido lattico senza accumulo. Ovvero la quantità che viene prodotta viene rimetabolizzata dall'atleta durante lo sforzo. Per determinare la soglia (di circa 4mM/l) sono necessari dei test appositi con lattametro da effettuarsi in piscina. coincide con la soglia anaerobica?
Le "soglie" sono quelle velocità che vengono ritenute al limite di un cambio di meccanismo energetico. Non entrando nel dettaglio perchè la bibliografia è immensa e le scuole di pensiero diverse, la soglia al lattato è quella determinata velocità che consente all'atleta di produrre acido lattico senza accumulo. Ovvero la quantità che viene prodotta viene rimetabolizzata dall'atleta durante lo sforzo. Per determinare la soglia (di circa 4mM/l) sono necessari dei test appositi con lattametro da effettuarsi in piscina. coincide con la soglia anaerobica?
modificato Feb 21 '08 a 6:20 pm
 
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Il concetto di fondo è lo stesso, ovvero una "zona" più che una "linea netta" dove aumentando la velocità si esce dall'equilibrio energetico e si passa (prevalentemente) al meccanismo anaerobico. La soglia si può individuare con svariati metodi , alcuni sono costosi (ad esempio con l'analisi dei gas espiratori tramite metabolimetro), altri test richiedono prelievo ematico capillare (test al lattato) ed altri utilizzano la variazione di frequenza cardiaca (con cardiofrequenzimetro). I valori ottenuti, tramite ricerche comparate, consentono di raggiungere un determinato risultato (non sempre coincidente) che serve però all'allenatore per la definizione dei suoi allenamenti.
Il concetto di fondo è lo stesso, ovvero una "zona" più che una "linea netta" dove aumentando la velocità si esce dall'equilibrio energetico e si passa (prevalentemente) al meccanismo anaerobico. La soglia si può individuare con svariati metodi , alcuni sono costosi (ad esempio con l'analisi dei gas espiratori tramite metabolimetro), altri test richiedono prelievo ematico capillare (test al lattato) ed altri utilizzano la variazione di frequenza cardiaca (con cardiofrequenzimetro). I valori ottenuti, tramite ricerche comparate, consentono di raggiungere un determinato risultato (non sempre coincidente) che serve però all'allenatore per la definizione dei suoi allenamenti.
modificato Feb 22 '08 a 8:54 am
 
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