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Boston - Si profila la riabilitazione del sollevamento pesi, disciplina spesso considerata dai "puristi" del fitness come inutile sfoggio di muscoli, inefficace per raggiungere realmente la forma ideale. Uno studio della Boston University School of Medicine sfata questo mito, e pone sullo stesso piano il sollevamento pesi e la corsa: entrambi hanno gli stessi effetti benefici nel bruciare grassi e nello scongiurare il rischio di diabete. Gli scienziati americani hanno creato in laboratorio topi dotati di un gene che, una volta attivato, ha dato loro muscoli simili a quelli prodotti dal sollevamento pesi. Quando il gene e' stato disattivato, i topi - alimentati con una dieta alimentare da "fast food" - sono in breve tempo diventati obesi, e hanno sviluppato problemi al fegato. Mentre se attivato, il gene ha consentito alle cavie di bruciare il grasso in eccesso. Il gene del "sollevamento pesi" ha dimostrato inoltre di essere in grado di prevenire il diabete di tipo II, aiutando i topi a regolare l'insulina malgrado venissero alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi e zuccheri senza aumentare la sua attivita' fisica. Il segreto e' in un certo tipo di muscoli, il Tipo II, che si sviluppano con il sollevamento pesi. "Abbiamo dimostrato - spiega Kenneth Walsh, uno dei ricercatori - che questi muscoli non sono utili solo a sollevare oggetti pesanti, ma anche nel controllo del metabolismo corporeo". "Se si hanno questi muscoli sviluppati - conferma il professor Ken Fox della Bristol University - anche quando non si fa molta attivita' fisica si brucia energia. Una scoperta che potrebbe essere particolarmente utile per le persone anziane che possono avere problemi con la corsa, e puo' essere molto gratificante perche' gli effetti degli esercizi di resistenza compaiono molto rapidamente". Fonte: AGI Sanità
Boston - Si profila la riabilitazione del sollevamento pesi, disciplina spesso considerata dai "puristi" del fitness come inutile sfoggio di muscoli, inefficace per raggiungere realmente la forma ideale. Uno studio della Boston University School of Medicine sfata questo mito, e pone sullo stesso piano il sollevamento pesi e la corsa: entrambi hanno gli stessi effetti benefici nel bruciare grassi e nello scongiurare il rischio di diabete. Gli scienziati americani hanno creato in laboratorio topi dotati di un gene che, una volta attivato, ha dato loro muscoli simili a quelli prodotti dal sollevamento pesi. Quando il gene e' stato disattivato, i topi - alimentati con una dieta alimentare da "fast food" - sono in breve tempo diventati obesi, e hanno sviluppato problemi al fegato. Mentre se attivato, il gene ha consentito alle cavie di bruciare il grasso in eccesso. Il gene del "sollevamento pesi" ha dimostrato inoltre di essere in grado di prevenire il diabete di tipo II, aiutando i topi a regolare l'insulina malgrado venissero alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi e zuccheri senza aumentare la sua attivita' fisica. Il segreto e' in un certo tipo di muscoli, il Tipo II, che si sviluppano con il sollevamento pesi. "Abbiamo dimostrato - spiega Kenneth Walsh, uno dei ricercatori - che questi muscoli non sono utili solo a sollevare oggetti pesanti, ma anche nel controllo del metabolismo corporeo". "Se si hanno questi muscoli sviluppati - conferma il professor Ken Fox della Bristol University - anche quando non si fa molta attivita' fisica si brucia energia. Una scoperta che potrebbe essere particolarmente utile per le persone anziane che possono avere problemi con la corsa, e puo' essere molto gratificante perche' gli effetti degli esercizi di resistenza compaiono molto rapidamente". Fonte: AGI Sanità
modificato Feb 8 '08 a 1:30 pm
 
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Molte volte il parere del medico è troppo generico nel consigliare di "fare mezz'ora di corsa leggera al giorno, per bruciare grassi". Questo è un mito da sfatare perchè pur non facendo attività aerobica (la famosa corsetta oltre i 20 minuti...) ma invece facendo attività in palestra si consente al fisico di aumentare la massa magra, magari grazie ad un aumento del muscolo, che anche in fase di riposo brucia energia e quindi grassi. Questa ricerca non fa altro che portare nuove soluzioni all'evidenza.
Molte volte il parere del medico è troppo generico nel consigliare di "fare mezz'ora di corsa leggera al giorno, per bruciare grassi". Questo è un mito da sfatare perchè pur non facendo attività aerobica (la famosa corsetta oltre i 20 minuti...) ma invece facendo attività in palestra si consente al fisico di aumentare la massa magra, magari grazie ad un aumento del muscolo, che anche in fase di riposo brucia energia e quindi grassi. Questa ricerca non fa altro che portare nuove soluzioni all'evidenza.
modificato Feb 8 '08 a 1:45 pm
 
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molti anni fa gli americani scrivevano di una tipologia di allenamento da loro definita "Cross-training", in italia si tradusse con allenamento incrociato. la settimana tipo veniva suddivisa in allenamenti differenziati, diametralmente, per tipologia sportiva, per impegno energetico, per durata. I giorni della settimana venivano suddivisi per sedute allenanti aventi stimoli diversi e pratica differente. Un esempio di cross training per un soggetto dedito a nuoto e corsa poteva essere: lunedì: nuoto martedì: palestra mercoledì: corsa giovedì palestra venerdì:nuoto sabato: corsa nell'ambito dell'organizzazione settimanale la durata dell'impegno dipendeva dall'obbiettivo della seduta, un esempio: lunedì nuoto con finalità "aerobiche" durata 60 minuti martedì palestra con finalità di potenziamento indirizzo di forza resistente, un esercizio per gruppo muscolare, anche in circuito. mercoledì corsa lenta di scarico con durata non superiore ai 30 minuti giovedì palestra con attenzione agli esercizi posturali, addominali,lombari e a carico naturali. venerdì nuoto con lavoro sulla velocità sabato corsa in fartlek durata massima 30 minuti. con questo tipo di suddivisione dei carichi, cambiava radicalmente il concetto di fitness, non più selettivo, ma orientato su più spazi. ciò ha innegabilmente aperto nuovi orizzonti nel campo salutistico. Io credo che l'associazione di svariate attività siano esse bici, corsa, rowing, camminare anche sulla neve, sci di fondo, nuoto, alzare pesi, ecc ecc, sia la forma migliore per trarre il massimo dei vantaggi che innegabilmente ciascuna disciplina è in grado di conferire. Del resto non comprendo ancora del tutto, come mai alcuni medici consiglino di camminare o correre e omettano ad esempio di mantenere anche una certa efficienza fisica per la parte superiore del corpo. Non costerebbe nulla associare alla camminata svariati esercizi di circonduzione delle braccia, di mobilizzazione della colonna, di potenziamento a corpo libero e con piccoli pesi, ecc ecc....
molti anni fa gli americani scrivevano di una tipologia di allenamento da loro definita "Cross-training", in italia si tradusse con allenamento incrociato. la settimana tipo veniva suddivisa in allenamenti differenziati, diametralmente, per tipologia sportiva, per impegno energetico, per durata. I giorni della settimana venivano suddivisi per sedute allenanti aventi stimoli diversi e pratica differente. Un esempio di cross training per un soggetto dedito a nuoto e corsa poteva essere: lunedì: nuoto martedì: palestra mercoledì: corsa giovedì palestra venerdì:nuoto sabato: corsa nell'ambito dell'organizzazione settimanale la durata dell'impegno dipendeva dall'obbiettivo della seduta, un esempio: lunedì nuoto con finalità "aerobiche" durata 60 minuti martedì palestra con finalità di potenziamento indirizzo di forza resistente, un esercizio per gruppo muscolare, anche in circuito. mercoledì corsa lenta di scarico con durata non superiore ai 30 minuti giovedì palestra con attenzione agli esercizi posturali, addominali,lombari e a carico naturali. venerdì nuoto con lavoro sulla velocità sabato corsa in fartlek durata massima 30 minuti. con questo tipo di suddivisione dei carichi, cambiava radicalmente il concetto di fitness, non più selettivo, ma orientato su più spazi. ciò ha innegabilmente aperto nuovi orizzonti nel campo salutistico. Io credo che l'associazione di svariate attività siano esse bici, corsa, rowing, camminare anche sulla neve, sci di fondo, nuoto, alzare pesi, ecc ecc, sia la forma migliore per trarre il massimo dei vantaggi che innegabilmente ciascuna disciplina è in grado di conferire. Del resto non comprendo ancora del tutto, come mai alcuni medici consiglino di camminare o correre e omettano ad esempio di mantenere anche una certa efficienza fisica per la parte superiore del corpo. Non costerebbe nulla associare alla camminata svariati esercizi di circonduzione delle braccia, di mobilizzazione della colonna, di potenziamento a corpo libero e con piccoli pesi, ecc ecc....
modificato Feb 8 '08 a 6:24 pm
 
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Molte volte il parere del medico è troppo generico nel consigliare di "fare mezz'ora di corsa leggera al giorno, per bruciare grassi". Del resto non comprendo ancora del tutto, come mai alcuni medici consiglino di camminare o correre e omettano ad esempio di mantenere anche una certa efficienza fisica per la parte superiore del corpo. Non costerebbe nulla associare alla camminata svariati esercizi di circonduzione delle braccia, di mobilizzazione della colonna, di potenziamento a corpo libero e con piccoli pesi, ecc ecc.... Il medico fa il medico, non fa il preparatore atletico o l'istruttore di qualsiasi disciplina sportiva. Indi ha un concetto di attività fisica che definierei "generico" e questo vale sptt per i medici "vecchio stampo", che sono anche quelli con maggiore autorità clinica, dati gli anni di esperienza. Considerando che siamo in Italia, paese dove la "cultura sportiva" è un concetto ancora molto recente e dove, fino all'altro ieri, c'è stata una dicotomia fra mente e corpo, intellettuali e sportivi, quasi come se una cosa escludesse l'altra. Lo dimostra il nostro sistema formativo-didattico. Me ne lamentavo in un altro post. La nostra formazione scolastica non permette di conciliare piu' di tanto sport e studio ad un certo livello.Bisogna "arrangiarsi". E' un retaggio culturale dell' "ozium" latino. Là dove, per "ozium" si intende l'attività speculativa in piena rilassatezza fisica.E' vero che esiste il principio "mens sana in corpore sano",ma per "corpore sano", si intende giusto una piacevole attivtà fisica,ovvero la passeggiata veloce o la corsetta o l'allegra biciclettata in compagnia. Questo fno a pochi anni fa. I medici che portano avanti questo principio che GMM definisce "generico", sono medici di "antica formazione" e che hanno una "cultrura sportiva" un pò sommaria.D'altro canto sono medici che hanno alle spalle 30-40-50 anni di esperienza clinica e quindi, come medici, sono preparatissimi e validissimi. Ora,ci sono i "nuovi medici" ,quelli nati negli anni '70 e '80, che di certo hanno meno esperienza clinica ,ma hanno una migliore cultura sportiva. Certo non sono preparatori o tecnici, quindi non si mettono a stilare un programma di allenamento,ma certamente non "schifano" la palestra, se fatta con criterio e con programmi cuciti addosso ai pazienti in base alle loro esigenze e al loro quadro clinico. La mia modesta opinione è che un allenamento "incrociato" ,come quello descritto da Aemme, sarebbe l'ideale per un soggetto obeso, diabetico e magari ipercolesterolemico e magari con un ipertensione border line. Perchè si associano i benefici dei diversi tipi di attività spotiva( aerobica e di potenziamento, all'aperto e al chiuso, in acqua e all'asciutto), alla variazione continua, alla novità, allo stimolo, fattori indispensabili per agire su questi individui a lungo termine. Ci deve essere il piacere e la motivazione all'attività sportiva, se no mollano e si lasciano andare. PS:Ovviamente non mi riferivo ai i medici sportivi e ai fisiatri.
Molte volte il parere del medico è troppo generico nel consigliare di "fare mezz'ora di corsa leggera al giorno, per bruciare grassi". Del resto non comprendo ancora del tutto, come mai alcuni medici consiglino di camminare o correre e omettano ad esempio di mantenere anche una certa efficienza fisica per la parte superiore del corpo. Non costerebbe nulla associare alla camminata svariati esercizi di circonduzione delle braccia, di mobilizzazione della colonna, di potenziamento a corpo libero e con piccoli pesi, ecc ecc.... Il medico fa il medico, non fa il preparatore atletico o l'istruttore di qualsiasi disciplina sportiva. Indi ha un concetto di attività fisica che definierei "generico" e questo vale sptt per i medici "vecchio stampo", che sono anche quelli con maggiore autorità clinica, dati gli anni di esperienza. Considerando che siamo in Italia, paese dove la "cultura sportiva" è un concetto ancora molto recente e dove, fino all'altro ieri, c'è stata una dicotomia fra mente e corpo, intellettuali e sportivi, quasi come se una cosa escludesse l'altra. Lo dimostra il nostro sistema formativo-didattico. Me ne lamentavo in un altro post. La nostra formazione scolastica non permette di conciliare piu' di tanto sport e studio ad un certo livello.Bisogna "arrangiarsi". E' un retaggio culturale dell' "ozium" latino. Là dove, per "ozium" si intende l'attività speculativa in piena rilassatezza fisica.E' vero che esiste il principio "mens sana in corpore sano",ma per "corpore sano", si intende giusto una piacevole attivtà fisica,ovvero la passeggiata veloce o la corsetta o l'allegra biciclettata in compagnia. Questo fno a pochi anni fa. I medici che portano avanti questo principio che GMM definisce "generico", sono medici di "antica formazione" e che hanno una "cultrura sportiva" un pò sommaria.D'altro canto sono medici che hanno alle spalle 30-40-50 anni di esperienza clinica e quindi, come medici, sono preparatissimi e validissimi. Ora,ci sono i "nuovi medici" ,quelli nati negli anni '70 e '80, che di certo hanno meno esperienza clinica ,ma hanno una migliore cultura sportiva. Certo non sono preparatori o tecnici, quindi non si mettono a stilare un programma di allenamento,ma certamente non "schifano" la palestra, se fatta con criterio e con programmi cuciti addosso ai pazienti in base alle loro esigenze e al loro quadro clinico. La mia modesta opinione è che un allenamento "incrociato" ,come quello descritto da Aemme, sarebbe l'ideale per un soggetto obeso, diabetico e magari ipercolesterolemico e magari con un ipertensione border line. Perchè si associano i benefici dei diversi tipi di attività spotiva( aerobica e di potenziamento, all'aperto e al chiuso, in acqua e all'asciutto), alla variazione continua, alla novità, allo stimolo, fattori indispensabili per agire su questi individui a lungo termine. Ci deve essere il piacere e la motivazione all'attività sportiva, se no mollano e si lasciano andare. PS:Ovviamente non mi riferivo ai i medici sportivi e ai fisiatri.
modificato Feb 8 '08 a 7:00 pm
 
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non si può che confermare. Il punto è che siamo anni luce indietro. Abbiamo una marcia in meno, meno sport, meno attività fisica generale. Piscine piene? può darsi ma piene di chi? target? dai 4/6 anni sino a 17/18, quindi vuoto assoluto, se ne riparla poi per i nonni e le nonne. Campi di atletica? quasi vuoti. palestre? piene perchè di moda, e in questo caso non si può però parlare del tutto, di attività sana. Medito sulle nostre origini, quando l'uomo correva per cacciare, quando nuotava per attraversare limiti fluviali o lacustri, quando sollevava pesi per costruirsi le abitazioni, questa era la nostra natura. a veder bene attorno a queste "attitudini" è nato in tempi più recenti l'allenamento, un'estensione, una specializzazione delle nostre abilità innate. Cosa rimane oggi di questo? tristemente poco o quasi nulla. Oggi appena nato ti richiedono: "specializzazione precoce campione subito" se non dimostri attitudine sportiva: "lasciamolo stare poverino,capirà quando sarà più grandicello." Notare che i due estremi sono simili, perchè il campione subito difficilmente resisterà sino a 18 anni, salvo eccezioni rarissime. La mentalità e l'approccio allo sport in italia non funziona, non esiste un sano modello a cui far riferimento, quale ad esempio: "porto in piscina mio figlio perchè impari a nuotare per prevenzione" "faccio correre mio figlio perchè è importante per il cuore e la respirazione" "faccio rinforzare la muscolatura a mio figlio perchè così si fortifica nel corpo e nello spirito, acquista maggior consapevolezza e fiducia in sè" "faccio fare sport a mio figlio perchè diventi un uomo migliore". macchè, utopia, "faccio fare calcio a mio figlio così se va bene domani diventa milionario e mi mantiene" "faccio far danza a mia figlia(questo lo so perchè preparo ballerine di danza, fortunatamente classica) così quando avrà 18 anni andrà ad Amici" "faccio far nuoto a mio figlio così domani, appena diventerà forte lo faccio entrare nei gruppi militari, 1000 euro al mese e non fà un tubo"....... Lo sport, fortunatamente, non è assolutamente solo questo, ditelo ai genitori.
non si può che confermare. Il punto è che siamo anni luce indietro. Abbiamo una marcia in meno, meno sport, meno attività fisica generale. Piscine piene? può darsi ma piene di chi? target? dai 4/6 anni sino a 17/18, quindi vuoto assoluto, se ne riparla poi per i nonni e le nonne. Campi di atletica? quasi vuoti. palestre? piene perchè di moda, e in questo caso non si può però parlare del tutto, di attività sana. Medito sulle nostre origini, quando l'uomo correva per cacciare, quando nuotava per attraversare limiti fluviali o lacustri, quando sollevava pesi per costruirsi le abitazioni, questa era la nostra natura. a veder bene attorno a queste "attitudini" è nato in tempi più recenti l'allenamento, un'estensione, una specializzazione delle nostre abilità innate. Cosa rimane oggi di questo? tristemente poco o quasi nulla. Oggi appena nato ti richiedono: "specializzazione precoce campione subito" se non dimostri attitudine sportiva: "lasciamolo stare poverino,capirà quando sarà più grandicello." Notare che i due estremi sono simili, perchè il campione subito difficilmente resisterà sino a 18 anni, salvo eccezioni rarissime. La mentalità e l'approccio allo sport in italia non funziona, non esiste un sano modello a cui far riferimento, quale ad esempio: "porto in piscina mio figlio perchè impari a nuotare per prevenzione" "faccio correre mio figlio perchè è importante per il cuore e la respirazione" "faccio rinforzare la muscolatura a mio figlio perchè così si fortifica nel corpo e nello spirito, acquista maggior consapevolezza e fiducia in sè" "faccio fare sport a mio figlio perchè diventi un uomo migliore". macchè, utopia, "faccio fare calcio a mio figlio così se va bene domani diventa milionario e mi mantiene" "faccio far danza a mia figlia(questo lo so perchè preparo ballerine di danza, fortunatamente classica) così quando avrà 18 anni andrà ad Amici" "faccio far nuoto a mio figlio così domani, appena diventerà forte lo faccio entrare nei gruppi militari, 1000 euro al mese e non fà un tubo"....... Lo sport, fortunatamente, non è assolutamente solo questo, ditelo ai genitori.
modificato Feb 8 '08 a 9:04 pm
 
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Non sono del tutto d'accordo con quello che dicono alcuni di voi... Non vedo perchè si debba considerare "generico" un consiglio del tipo "fatti una corsetta di mezz'ora o una lunga camminata per bruciare i grassi"... Ora, bisogna sicuramente considerare il target: se uno è un atleta non va da un medico "generico", va da un preparatore atletico, un allenatore, un medico dello sport... quindi a chi vengono dati consigli di questo tipo? In genere a pazienti sovrappeso (che, per l'appunto, devono bruciare grassi) magari pigri e sedentari... e pensate che con un simile target sia più facile ottenere risultati dicendo "fatti una corsa leggera sopra i venti minuti, cerca di non usare la macchina e magari fatti una nuotata in piscina di tanto in tanto" oppure sbattergli davanti alla faccia un programmone del tipo -lunedi palestra -martedi ripetute la mattina e pesi il pomeriggio -mercoledi nuoto -giovedi corsa, massaggi e stretching -venerdi corpo libero -sabato corsetta leggera -domenica riposo, magari una passeggiata ... ???!!! Diciamocelo: non bisogna per forza considerare "generico" un principio solo perchè la scienza medico sportiva è in grado ANCHE di elaborare programmi più specifici... lunghe camminate o corse leggere superiori ai 20 minuti FANNO dimagrire, e questo lo sappiamo... Per cui, secondo me, va bene l'iperspecializzazione della medicina sportiva ma non lasciamoci intrappolare da regole, calcoli e conteggi!
Non sono del tutto d'accordo con quello che dicono alcuni di voi... Non vedo perchè si debba considerare "generico" un consiglio del tipo "fatti una corsetta di mezz'ora o una lunga camminata per bruciare i grassi"... Ora, bisogna sicuramente considerare il target: se uno è un atleta non va da un medico "generico", va da un preparatore atletico, un allenatore, un medico dello sport... quindi a chi vengono dati consigli di questo tipo? In genere a pazienti sovrappeso (che, per l'appunto, devono bruciare grassi) magari pigri e sedentari... e pensate che con un simile target sia più facile ottenere risultati dicendo "fatti una corsa leggera sopra i venti minuti, cerca di non usare la macchina e magari fatti una nuotata in piscina di tanto in tanto" oppure sbattergli davanti alla faccia un programmone del tipo -lunedi palestra -martedi ripetute la mattina e pesi il pomeriggio -mercoledi nuoto -giovedi corsa, massaggi e stretching -venerdi corpo libero -sabato corsetta leggera -domenica riposo, magari una passeggiata ... ???!!! Diciamocelo: non bisogna per forza considerare "generico" un principio solo perchè la scienza medico sportiva è in grado ANCHE di elaborare programmi più specifici... lunghe camminate o corse leggere superiori ai 20 minuti FANNO dimagrire, e questo lo sappiamo... Per cui, secondo me, va bene l'iperspecializzazione della medicina sportiva ma non lasciamoci intrappolare da regole, calcoli e conteggi!
modificato Feb 9 '08 a 10:00 am
 
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macchè, utopia, "faccio fare calcio a mio figlio così se va bene domani diventa milionario e mi mantiene" "faccio far danza a mia figlia(questo lo so perchè preparo ballerine di danza, fortunatamente classica) così quando avrà 18 anni andrà ad Amici" "faccio far nuoto a mio figlio così domani, appena diventerà forte lo faccio entrare nei gruppi militari, 1000 euro al mese e non fà un tubo"....... Lo sport, fortunatamente, non è assolutamente solo questo, ditelo ai genitori. Si era già arrivati a queste conclusioni. In quest'altro thread http://www.corsia4.eu/forums/showthread.php?t=584&page=3 dove "Pesce Palla" mi aveva fatto osservare che ero "l' ultima romantica" dello sport,perchè ormai nessuno pratica piu' sport per i motivi nobilissimi elencati sopra da Aemme,ma le motivazioni che spingono ragazzini e/o genitori sono soldi, successo, fama.....ecc... Ora visto che "uno su mille ce la fa" (come cantava Gianni Morandi), anzi direi uno su un milione diventa campione, non sarà questo concetto malato e deviato dello sport che alimenta il proliferare malattie quali: obesità (con annessi e connessi), anoressia e bulimia, depressione e tossico-dipendenza(la leggersi in senso esteso non solo all'eroina), alcolismo, ecc....? La realtà rappresentata dagli utenti di questo forum è un'isola felice e rispecchia una piccolossima % della società, che ,invece, è piena zeppa di problematiche fisiche ,mentali e sociali. Su questi ragazzini si riversano troppe aspettative, non solo sportive in realtà, ma qui si parla dell'aspetto sportivo. Quando il ragazzino si accorge che non riesce a diventare un campione, bello,ricco, famoso, con la fidanzata show-girl, osannato dai media e ricoperto d'oro, inevitabilmente crolla. Se alle spalle non c'è una famiglia solida, capace di trasmettere i veri valori dello sport, che sono quelli elencati da Aemme, la faccenda si fa seria. Da lì inizia a soffocare le proprie frustazioni con un comportamento patologico, che può essere il mangiare troppo o poco, l'assumere droghe o alcool, l'isolarsi perchè si sente fallito ed emarginato.... Con questo non voglio assolutamente dire che lo sport va deagonizzato, che non vanno premiate le eccellenze e che non bisogna investire sui talenti.Anzi bisogna valorizzare i migliori,ma anche spiegare a chi non eccelle che ci sono altre vie per eccellere nella vita e che cmq lo sport è sptt propedeutico per tutti gli altri aspetti della vita (salute, equilibrio psichico, capacità di socializzazione e di impegno nel lavoro). Non sono del tutto d'accordo con quello che dicono alcuni di voi... Non vedo perchè si debba considerare "generico" un consiglio del tipo "fatti una corsetta di mezz'ora o una lunga camminata per bruciare i grassi"... Ora, bisogna sicuramente considerare il target: se uno è un atleta non va da un medico "generico", va da un preparatore atletico, un allenatore, un medico dello sport... quindi a chi vengono dati consigli di questo tipo? In genere a pazienti sovrappeso (che, per l'appunto, devono bruciare grassi) magari pigri e sedentari... e pensate che con un simile target sia più facile ottenere risultati dicendo "fatti una corsa leggera sopra i venti minuti, cerca di non usare la macchina e magari fatti una nuotata in piscina di tanto in tanto" Pienamente d'accordo con te Fede,ma "generico" non significa inutile o inefficace. E' semplicemente un'indicazione di massima. Ovviamente, come dici tu, va considerato il target. Resta il fatto che l'internista o l'endocrinologo o il cardiologo o l'alimentarista,non si mette lì a dirti fai il cross training o fai questo programma di allenamento, un pò perchè non ha tempo, un pò perchè non ha competenze specifiche in merito.Dà un'indicazione generica: "Muoviti di piu'! Fai quello che piu' ti piace, ma fallo!". Se all'obeso diabetico non piace farsi la nuotata o la camminata o la biciclettata perchè d'inverno soffre il freddo, va benissimo anche un buon programma a circuito in palestra. Basta che il preparatore sappia che non ha davanti un superatleta da spingere al massimo, ma un individuo da rimettere in salute.Perciò non deve considerare solo il muscolo,ma anche la situazione clinica generale (pressione,stato cardio-circolatorio,assetto lipidico, coagulabilità ematica, funzione renale,ecc...).
macchè, utopia, "faccio fare calcio a mio figlio così se va bene domani diventa milionario e mi mantiene" "faccio far danza a mia figlia(questo lo so perchè preparo ballerine di danza, fortunatamente classica) così quando avrà 18 anni andrà ad Amici" "faccio far nuoto a mio figlio così domani, appena diventerà forte lo faccio entrare nei gruppi militari, 1000 euro al mese e non fà un tubo"....... Lo sport, fortunatamente, non è assolutamente solo questo, ditelo ai genitori. Si era già arrivati a queste conclusioni. In quest'altro thread http://www.corsia4.eu/forums/showthread.php?t=584&page=3 dove "Pesce Palla" mi aveva fatto osservare che ero "l' ultima romantica" dello sport,perchè ormai nessuno pratica piu' sport per i motivi nobilissimi elencati sopra da Aemme,ma le motivazioni che spingono ragazzini e/o genitori sono soldi, successo, fama.....ecc... Ora visto che "uno su mille ce la fa" (come cantava Gianni Morandi), anzi direi uno su un milione diventa campione, non sarà questo concetto malato e deviato dello sport che alimenta il proliferare malattie quali: obesità (con annessi e connessi), anoressia e bulimia, depressione e tossico-dipendenza(la leggersi in senso esteso non solo all'eroina), alcolismo, ecc....? La realtà rappresentata dagli utenti di questo forum è un'isola felice e rispecchia una piccolossima % della società, che ,invece, è piena zeppa di problematiche fisiche ,mentali e sociali. Su questi ragazzini si riversano troppe aspettative, non solo sportive in realtà, ma qui si parla dell'aspetto sportivo. Quando il ragazzino si accorge che non riesce a diventare un campione, bello,ricco, famoso, con la fidanzata show-girl, osannato dai media e ricoperto d'oro, inevitabilmente crolla. Se alle spalle non c'è una famiglia solida, capace di trasmettere i veri valori dello sport, che sono quelli elencati da Aemme, la faccenda si fa seria. Da lì inizia a soffocare le proprie frustazioni con un comportamento patologico, che può essere il mangiare troppo o poco, l'assumere droghe o alcool, l'isolarsi perchè si sente fallito ed emarginato.... Con questo non voglio assolutamente dire che lo sport va deagonizzato, che non vanno premiate le eccellenze e che non bisogna investire sui talenti.Anzi bisogna valorizzare i migliori,ma anche spiegare a chi non eccelle che ci sono altre vie per eccellere nella vita e che cmq lo sport è sptt propedeutico per tutti gli altri aspetti della vita (salute, equilibrio psichico, capacità di socializzazione e di impegno nel lavoro). Non sono del tutto d'accordo con quello che dicono alcuni di voi... Non vedo perchè si debba considerare "generico" un consiglio del tipo "fatti una corsetta di mezz'ora o una lunga camminata per bruciare i grassi"... Ora, bisogna sicuramente considerare il target: se uno è un atleta non va da un medico "generico", va da un preparatore atletico, un allenatore, un medico dello sport... quindi a chi vengono dati consigli di questo tipo? In genere a pazienti sovrappeso (che, per l'appunto, devono bruciare grassi) magari pigri e sedentari... e pensate che con un simile target sia più facile ottenere risultati dicendo "fatti una corsa leggera sopra i venti minuti, cerca di non usare la macchina e magari fatti una nuotata in piscina di tanto in tanto" Pienamente d'accordo con te Fede,ma "generico" non significa inutile o inefficace. E' semplicemente un'indicazione di massima. Ovviamente, come dici tu, va considerato il target. Resta il fatto che l'internista o l'endocrinologo o il cardiologo o l'alimentarista,non si mette lì a dirti fai il cross training o fai questo programma di allenamento, un pò perchè non ha tempo, un pò perchè non ha competenze specifiche in merito.Dà un'indicazione generica: "Muoviti di piu'! Fai quello che piu' ti piace, ma fallo!". Se all'obeso diabetico non piace farsi la nuotata o la camminata o la biciclettata perchè d'inverno soffre il freddo, va benissimo anche un buon programma a circuito in palestra. Basta che il preparatore sappia che non ha davanti un superatleta da spingere al massimo, ma un individuo da rimettere in salute.Perciò non deve considerare solo il muscolo,ma anche la situazione clinica generale (pressione,stato cardio-circolatorio,assetto lipidico, coagulabilità ematica, funzione renale,ecc...).
modificato Feb 9 '08 a 11:00 am
 
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Uno studio della Boston University School of Medicine Fonte: AGI Sanità Ciò non mi sorprende,anzi,dimostra che noi manovali che operiamo nella qoutidianità con atleti e clienti tutti i giorni e lasciamo i "topastri":D ad altri avevamo già notato (io poi lo avevo già detto + volte in questo forum....)
Uno studio della Boston University School of Medicine Fonte: AGI Sanità Ciò non mi sorprende,anzi,dimostra che noi manovali che operiamo nella qoutidianità con atleti e clienti tutti i giorni e lasciamo i "topastri":D ad altri avevamo già notato (io poi lo avevo già detto + volte in questo forum....)
modificato Feb 9 '08 a 11:58 am
 
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la professionalità italiana nel settore fitness-sportivo è per certi versi a tutt'oggi mediocre e tendente al basso. Non si può assolutamente, e salina ha inquadrato il discorso, sorvolare su questioni importanti: è generico, e fintanto che non lo si comprende nuoteremo nella mediocrità, dire ad una persona "unfitted", vai a farti una corsetta di 20 minuti. Non è sufficiente e non è più tempo di questa superficialità. E' ora che gli operatori del fitness e del sanitario operino in stretto contatto. E' tempo che l'istruttore di palestra o di aerobica conosca al meglio il proprio mestiere e che non si fermi alle prime nozioni, ma vada oltre. Quando sento o leggo le interviste di persone semplicemente dedite all'attività sportiva provenienti da nazioni sportivamente più evolute, rimango colpito dall'elenco di informazioni "scientifiche" pronunciate, questo dimostra che per fare bene, occorre sapere e conoscere ciò che si fa. Ma quale è il ruolo dell'insegnante di educazione fisica nelle scuole? da qui si comprende che alla domanda "perchè corri?", la gente ti risponde: per dimagrire. Se a scuola, invece di giocare a calcetto per ore, avesse trovato un professore di ed. fisica sensibile, probabilmente avrebbe risposto "....corro...per migliorare la mia composizione corporea....perchè associando questo tipo di attività... ad una o due sedute di palestra.... con un piccolo controllo alimentare.... otterrò sicuramente ottimi risultati...." Questa è la nostra situazione. calcio-calcetto-calciotto. Poi a 50 anni ci si mette in testa di fare la maratona di new york, oppure si diventa ciclisti amatori invasati e di ceretta facile o master nuotatori da 6 allenamenti settimanali e dal cronometro stampato sulla lente dell'occhialino. Da qui lo specchio di una nazione, attualmente a mio avviso così suddivisa: agonisti puri vuoto assoluto master con ambizione da agonista puro....(pensiero ricorrente:se avessi 30 anni in meno).
la professionalità italiana nel settore fitness-sportivo è per certi versi a tutt'oggi mediocre e tendente al basso. Non si può assolutamente, e salina ha inquadrato il discorso, sorvolare su questioni importanti: è generico, e fintanto che non lo si comprende nuoteremo nella mediocrità, dire ad una persona "unfitted", vai a farti una corsetta di 20 minuti. Non è sufficiente e non è più tempo di questa superficialità. E' ora che gli operatori del fitness e del sanitario operino in stretto contatto. E' tempo che l'istruttore di palestra o di aerobica conosca al meglio il proprio mestiere e che non si fermi alle prime nozioni, ma vada oltre. Quando sento o leggo le interviste di persone semplicemente dedite all'attività sportiva provenienti da nazioni sportivamente più evolute, rimango colpito dall'elenco di informazioni "scientifiche" pronunciate, questo dimostra che per fare bene, occorre sapere e conoscere ciò che si fa. Ma quale è il ruolo dell'insegnante di educazione fisica nelle scuole? da qui si comprende che alla domanda "perchè corri?", la gente ti risponde: per dimagrire. Se a scuola, invece di giocare a calcetto per ore, avesse trovato un professore di ed. fisica sensibile, probabilmente avrebbe risposto "....corro...per migliorare la mia composizione corporea....perchè associando questo tipo di attività... ad una o due sedute di palestra.... con un piccolo controllo alimentare.... otterrò sicuramente ottimi risultati...." Questa è la nostra situazione. calcio-calcetto-calciotto. Poi a 50 anni ci si mette in testa di fare la maratona di new york, oppure si diventa ciclisti amatori invasati e di ceretta facile o master nuotatori da 6 allenamenti settimanali e dal cronometro stampato sulla lente dell'occhialino. Da qui lo specchio di una nazione, attualmente a mio avviso così suddivisa: agonisti puri vuoto assoluto master con ambizione da agonista puro....(pensiero ricorrente:se avessi 30 anni in meno).
modificato Feb 9 '08 a 1:30 pm
 
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. E' ora che gli operatori del fitness e del sanitario operino in stretto contatto. E' tempo che l'istruttore di palestra o di aerobica conosca al meglio il proprio mestiere e che non si fermi alle prime nozioni, ma vada oltre. Difficile se entrambi i professionisti non fanno un bagno di umiltà e si rendono disponibili all'aggiornamento! I medici (esclusi gli specialisti del settore sportivo) sottostimano la funzione , l'importanza e il ruolo dell'attività muscolare nella cura delle patologie suddette,è facile dire perchè.....ci sono i farmaci, che sono nelle loro mani.Mettiamoci anche un pò di pigrizia nel rimettere in gioco la loro formazione.D'altra parte, i preparatori atletici fanno l'esatto contrario, sovrastimano i poteri fanta-terapeutici dello sviluppo della potenza muscolare difronte a quandri patologici complessi (il diabetico puro a 40-50-60 anni è raro!!!).Questo perchè l'organismo umano è complesso e su di esso influiscono milioni di variabili, non si può ragionare solo considerando 1 gene, un tipo di fibra muscolare e le loro connessioni metaboliche. Questo in condizioni fisiologiche ed ancora di piu' in condizioni patologiche. Finchè medici ed istruttori di fitness rimangono arroccati sulle loro posizioni e le considerano il sapere assoluto, non andremo da nessuna parte...
. E' ora che gli operatori del fitness e del sanitario operino in stretto contatto. E' tempo che l'istruttore di palestra o di aerobica conosca al meglio il proprio mestiere e che non si fermi alle prime nozioni, ma vada oltre. Difficile se entrambi i professionisti non fanno un bagno di umiltà e si rendono disponibili all'aggiornamento! I medici (esclusi gli specialisti del settore sportivo) sottostimano la funzione , l'importanza e il ruolo dell'attività muscolare nella cura delle patologie suddette,è facile dire perchè.....ci sono i farmaci, che sono nelle loro mani.Mettiamoci anche un pò di pigrizia nel rimettere in gioco la loro formazione.D'altra parte, i preparatori atletici fanno l'esatto contrario, sovrastimano i poteri fanta-terapeutici dello sviluppo della potenza muscolare difronte a quandri patologici complessi (il diabetico puro a 40-50-60 anni è raro!!!).Questo perchè l'organismo umano è complesso e su di esso influiscono milioni di variabili, non si può ragionare solo considerando 1 gene, un tipo di fibra muscolare e le loro connessioni metaboliche. Questo in condizioni fisiologiche ed ancora di piu' in condizioni patologiche. Finchè medici ed istruttori di fitness rimangono arroccati sulle loro posizioni e le considerano il sapere assoluto, non andremo da nessuna parte...
modificato Feb 9 '08 a 2:01 pm
 
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è vero salina, non posso che darti ragione.
è vero salina, non posso che darti ragione.
modificato Feb 9 '08 a 2:30 pm
 
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Ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhh! :wow: Che bella questa notizia! Posto che odio andare in palestra (sono tornata adesso adesso dalla sessione del sabato), almeno questa bella notizia che il sollevamento pesi e l'esercizio in palestra aiutano a bruciare grassi e a controllare il metabolismo tanto quanto l'attività aerobica mi dà una buona ragione per cercare di far tacere la mia pigrizia che mi dice "Non andare in palestra, fai solo una fatica boia"! :12_rofl: Bello bello, grazie
Ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhh! :wow: Che bella questa notizia! Posto che odio andare in palestra (sono tornata adesso adesso dalla sessione del sabato), almeno questa bella notizia che il sollevamento pesi e l'esercizio in palestra aiutano a bruciare grassi e a controllare il metabolismo tanto quanto l'attività aerobica mi dà una buona ragione per cercare di far tacere la mia pigrizia che mi dice "Non andare in palestra, fai solo una fatica boia"! :12_rofl: Bello bello, grazie
modificato Feb 9 '08 a 3:04 pm
 
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master nuotatori da 6 allenamenti settimanali e dal cronometro stampato sulla lente dell'occhialino. master con ambizione da agonista puro....(pensiero ricorrente:se avessi 30 anni in meno). Secondo me se uno non ha una base qualsiasi da master 6 allenamenti pesanti non li regge. Io, pur essendo scarsa come nuotatrice (e tutto sommato non una di punta nel resto) li faccio perché sono sempre stata così anche a vent'anni: mi fanno stare bene, mi sembrano una buona base per avere l'impressione di lavorare seriamente. Facevo le mie due ore e mezzo serali da centrale quando facevo ingegneria, e così sono rimasta. Piuttosto, quelli che fra i master riconoscono l'utilità del lavoro a secco, sia per "aumentare la cilindrata" e bruciare di più (e di questo qui si discute) rispetto ai lavori di resistenza, sia per sviluppare o mantenere un po' di forza che si tende a perdere, sia per godere dei generici benefici del cross-training (migliorare equilibrio, scatto, rapidità), vengono dagli altri sport. Ferme restando le spesso incolmabili lacune tecniche (ma in questa discussione c'entra poco).
master nuotatori da 6 allenamenti settimanali e dal cronometro stampato sulla lente dell'occhialino. master con ambizione da agonista puro....(pensiero ricorrente:se avessi 30 anni in meno). Secondo me se uno non ha una base qualsiasi da master 6 allenamenti pesanti non li regge. Io, pur essendo scarsa come nuotatrice (e tutto sommato non una di punta nel resto) li faccio perché sono sempre stata così anche a vent'anni: mi fanno stare bene, mi sembrano una buona base per avere l'impressione di lavorare seriamente. Facevo le mie due ore e mezzo serali da centrale quando facevo ingegneria, e così sono rimasta. Piuttosto, quelli che fra i master riconoscono l'utilità del lavoro a secco, sia per "aumentare la cilindrata" e bruciare di più (e di questo qui si discute) rispetto ai lavori di resistenza, sia per sviluppare o mantenere un po' di forza che si tende a perdere, sia per godere dei generici benefici del cross-training (migliorare equilibrio, scatto, rapidità), vengono dagli altri sport. Ferme restando le spesso incolmabili lacune tecniche (ma in questa discussione c'entra poco).
modificato Feb 9 '08 a 4:09 pm
 
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D'altra parte, i preparatori atletici fanno l'esatto contrario, sovrastimano i poteri fanta-terapeutici dello sviluppo della potenza muscolare difronte a quandri patologici complessi (il diabetico puro a 40-50-60 anni è raro!!!).... Xchè secondo te la potenza è sovra-stimata?Pensi che non sia necessario sviluppare la componente potenza in un atleta (parlo di sport anaerobici ed aerobici) o perlomeno dare ad essa una attenzione relativa e marginale?
D'altra parte, i preparatori atletici fanno l'esatto contrario, sovrastimano i poteri fanta-terapeutici dello sviluppo della potenza muscolare difronte a quandri patologici complessi (il diabetico puro a 40-50-60 anni è raro!!!).... Xchè secondo te la potenza è sovra-stimata?Pensi che non sia necessario sviluppare la componente potenza in un atleta (parlo di sport anaerobici ed aerobici) o perlomeno dare ad essa una attenzione relativa e marginale?
modificato Feb 9 '08 a 5:53 pm
 
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Alessandro, è tutto collegato al discorso precedente che abbiamo sviluppato con Aemme e Zio Fede. Non stavamo parlando della funzione della potenza muscolare negli sport. Il discorso sarebbe pleonastico. Siccome l'articolo postato da Corsia 8 fa riferimento al Diabete di tipo II , il discorso si è ovviamente esteso ai diabetici, adulti, che spesso hanno anche altre patologie associate (obesità, dislipidemia, ipertensione, aterosclerosi/coronaropatia, nefropatia, diatesi trombotica, ecc...). Quindi il discoso intrapreso da me ed Aemme, si è sviluppato sulla collaborazione fra medici ed istruttori di fitness in riferimento a questo target di popolazione.
Alessandro, è tutto collegato al discorso precedente che abbiamo sviluppato con Aemme e Zio Fede. Non stavamo parlando della funzione della potenza muscolare negli sport. Il discorso sarebbe pleonastico. Siccome l'articolo postato da Corsia 8 fa riferimento al Diabete di tipo II , il discorso si è ovviamente esteso ai diabetici, adulti, che spesso hanno anche altre patologie associate (obesità, dislipidemia, ipertensione, aterosclerosi/coronaropatia, nefropatia, diatesi trombotica, ecc...). Quindi il discoso intrapreso da me ed Aemme, si è sviluppato sulla collaborazione fra medici ed istruttori di fitness in riferimento a questo target di popolazione.
modificato Feb 9 '08 a 6:19 pm
 
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ho utilizzato un tono forse sarcastico, per denunciare, come già peraltro espresso, la carenza generalizzata di cultura sportiva. Non è una faccenda da poco, è un limite tutto nostro che parte dalla scuola incapace e assente, e dall'errata visione delle finalità dell'allenamento, il quale può essere di tipologie differenti: alta prestazione fitness riabilitativo tecnico per principianti dei bambini. ripeto: tipologie diverse! pensiamo al nuoto, il nostro sport. dovrebbe essere caratterizzato da: forza-rapidità-resistenza-mobilità articolare. ma di pari passo occorre anche potenziare la/le capacità e abilità coordinative, quindi abilità tecniche, infine esprimere attraverso questo modello anche forza di volontà,autocontrollo,superamento di se stessi nei limiti delle proprie capacità.
ho utilizzato un tono forse sarcastico, per denunciare, come già peraltro espresso, la carenza generalizzata di cultura sportiva. Non è una faccenda da poco, è un limite tutto nostro che parte dalla scuola incapace e assente, e dall'errata visione delle finalità dell'allenamento, il quale può essere di tipologie differenti: alta prestazione fitness riabilitativo tecnico per principianti dei bambini. ripeto: tipologie diverse! pensiamo al nuoto, il nostro sport. dovrebbe essere caratterizzato da: forza-rapidità-resistenza-mobilità articolare. ma di pari passo occorre anche potenziare la/le capacità e abilità coordinative, quindi abilità tecniche, infine esprimere attraverso questo modello anche forza di volontà,autocontrollo,superamento di se stessi nei limiti delle proprie capacità.
modificato Feb 9 '08 a 6:32 pm
 
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Alessandro, è tutto collegato al discorso precedente che abbiamo sviluppato con Aemme e Zio Fede. Non stavamo parlando della funzione della potenza muscolare negli sport. Il discorso sarebbe pleonastico. Siccome l'articolo postato da Corsia 8 fa riferimento al Diabete di tipo II , il discorso si è ovviamente esteso ai diabetici, adulti, che spesso hanno anche altre patologie associate (obesità, dislipidemia, ipertensione, aterosclerosi/coronaropatia, nefropatia, diatesi trombotica, ecc...). Quindi il discoso intrapreso da me ed Aemme, si è sviluppato sulla collaborazione fra medici ed istruttori di fitness in riferimento a questo target di popolazione. Mi scuso se mi sono introdotto nella vostra discussione ma vorrei informarti che ci sono già dei protocolli di intervento per tali patologie e che alcune federazioni (cito la F.I.F. ed I.S.S.A.) prevedono nei loro percorsi formativi appositi corsi ed aggiornamenti.
Alessandro, è tutto collegato al discorso precedente che abbiamo sviluppato con Aemme e Zio Fede. Non stavamo parlando della funzione della potenza muscolare negli sport. Il discorso sarebbe pleonastico. Siccome l'articolo postato da Corsia 8 fa riferimento al Diabete di tipo II , il discorso si è ovviamente esteso ai diabetici, adulti, che spesso hanno anche altre patologie associate (obesità, dislipidemia, ipertensione, aterosclerosi/coronaropatia, nefropatia, diatesi trombotica, ecc...). Quindi il discoso intrapreso da me ed Aemme, si è sviluppato sulla collaborazione fra medici ed istruttori di fitness in riferimento a questo target di popolazione. Mi scuso se mi sono introdotto nella vostra discussione ma vorrei informarti che ci sono già dei protocolli di intervento per tali patologie e che alcune federazioni (cito la F.I.F. ed I.S.S.A.) prevedono nei loro percorsi formativi appositi corsi ed aggiornamenti.
modificato Feb 9 '08 a 7:31 pm
 
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